L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 11 gennaio 2013

Sciopero all’Italcementi di Calusco dopo la morte di un operaio

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Sciopero all’Italcementi di Calusco dopo la morte di un operaio

Calusco – Nello stabilimento Italcementi è morto questa notte Guglielmo Ravasio, operaio, per un malore. Guglielmo, 56 anni, lavorava nel reparto cottura della multinazionale del Cemento. La cottura del cemento avviene ad altissime temperatura: chi opera in questo reparto svolge un lavoro molto usurante e che necessita di parecchi accorgimenti di sicurezza.
Nella giornata di lunedi 7, la dirigenza Italcementi ha richiamato al lavoro l’operaio addetto al reparto Cottura. Guglielmo dopo aver svolto il primo turno, è tornato al lavoro alle 19, per coprire un altro turno in un reparto costantemente sotto organico. Dopo aver svolto il turno del mattino, dalle 6 alle 14, Guglielmo ha quindi ripreso il lavoro alle 19. Tutto ciò in netto contrasto con la normativa italiana, che vieta espressamente la doppia turnazione e impone uno stop di almeno 11 ore tra un turno e l’altro. Durante il secondo turno, Guglielmo Ravasio ha accusa un malore ed è morto poco dopo.
E’ stata disposta l’autopsia per stabilire se la morte sia correlata alla doppia turnazione, vietata dalla legge. Dopo l’accaduto, la dirigenza Italcementi si è detta disposta a rivedere l’organico di quel reparto. Non si conosce quali siano le disposizioni organizzative interne, ma di certo alcune lacune vengono evidenziate dalle stesse dichiarazioni dell’azienda: ” L’azienda si è impegnata a reintegrare subito gli organici carenti, a rispettare le 11 ore di riposo tra l’inizio di un turno e l’altro, a non superare le 8 ore di lavoro giornaliere e a svolgere una revisione della valutazione del rischio nel reparto ‘linea di cottura’ “.
Non resta che constatare che solo dopo la morte di un lavoratore, l’azienda si rende disponibile discutere cambiamenti per favorire il rispetto delle Regole. Tale disponibilita, in passato negata, resta bizzarra. In tempi di crisi, con un tasso di disoccupazione giovanile ormai al 37% non vi era possibilità di mantenere il rispetto delle regole, assumento altro personale per sopperire alla situazione?
Questa mattina i lavoratori Italcementi della sede di Calusco hanno indetto uno sciopero di 4 ore, che ha visto l’adesione  di tutti i dipendenti. L’obiettivo era quello di rendere omaggio a Guglielmo e allo stesso tempo chiedere con forza dei cambiamenti in favore della sicurezza e del benessere dei lavoratori.

http://bgreport.org/sciopero-allitalcementi-di-calusco-dopo-la-morte-di-un-operaio.html

 
 
 
 

La mafia ha truccato la raccolta differenziata Dia: “Pagati rifiuti importati da Messina”

ESCLUSIVA

Venerdì 11 Gennaio 2013 – 07:00 di 


Dagli atti dell’inchiesta Nuova Ionia della Dia di Catania(IL BLITZ), di cui LivesiciliaCatania è in possesso, emerge che la raccolta differenziata dei comuni gestiti dall’Ato Joniambiente è stata truccata attraverso la falsificazione dei formulari(INTERCETTAZIONE 3). Plastica, carta, vetro, legno e umido sono stati anche importati dall’Ato Messina (INTERCETTAZIONE 1) e conferiti, a spese dei cittadini, presso i centri compiacenti.  INTERCETTAZIONE 1 -   2  -  3  -  4


Operazione Nuova Ionia, gli arrestati
CATANIA- Raccolta differenziata falsificata, formulari dei rifiuti inventati(INTERCETTAZIONE 3 ) e una quantità non calcolabile di carta, plastica, vetro, legno(INTERCETTAZIONE 4) e umido sono stati importati da altre province siciliane per fare crescere le percentuali di rifiuti differenziati da conferire nelle stazioni di compostaggio. Così la mafia, con la complicità di imprenditori e dirigenti dell’Ato, secondo quanto risulta dagli atti dell’operazione Nuova Ionia( ARTICOLO), ha fregato i cittadini e il consorzio Comieco. Gli arrestati sono 27 (FOTO). I cittadini in pratica, nei comuni serviti dall’Ato Joniambiente, avrebbero pagato lo smaltimento di rifiuti provenienti da Messina, per fare lievitare la raccolta differenziata. La Comieco, invece, ha premiato alcuni comuni per il raggiungimento di quote falsificate di differenziata. Ecco in esclusiva il cuore dell’operazione della Dia che ha portato alla luce l’ecomafia alle falde dell’Etna.
La Procura ipotizza l’esistenza di “una stabile struttura organizzativa finalizzata a costituire supporto per la continuativa perpetrazione del delitto di frode delle pubbliche forniture e traffico illecito di rifiuti”. Un intero capo d’accusa è dedicato alla frode nelle pubbliche forniture aggravata dal favoreggiamento alla mafia nel settore della raccolta differenziata. Gli indagati sono Alfio Agrifoglio, Gianfranco Claudio Del Tufo “nella qualità rispettivamente -scrivono i magistrati- di direttore per la Sicilia e funzionario interregionale della Aimeri Ambiente”. Entrambi avrebbero agito in concorso con il presunto mafioso Roberto Russo, “direttore per il personale e gestore di fatto della medesima società, aggiudicataria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nei 15 comuni consorziati con l’Ato Joniambiente” e con Antonino Germanà e Giuseppe Grasso, impiegati dell’Ato Joniambiente. Tutti avrebbero commesso una frode nell’esecuzione del contratto d’appalto non raggiungendo la percentuale di raccolta differenziata prevista nel capitolato d’appalto per carta, legno, plastica, vetro e umido.
Gli investigatori sostengono che la frode non si sarebbe concretizzata soltanto nella “dolosa non esecuzione del contratto”, la compagine avrebbe fatto “falsamente comparire”, la percentuale di raccolta differenziata non soltanto “raggiunta, ma addirittura aumentata”, attraverso la falsificazione dei formulari di trasporto ed altri “mezzi fraudolenti”: Aimeri (LA REPLICA) avrebbe conteggiato come differenziati i rifiuti raccolti al di fuori del territorio da altre imprese compiacenti.
Un meccanismo quasi perfetto, che prevedeva la compiacenza di Roberto Palumbo, storico consigliere comunale dei Ds di Paternò, ambientalista, e di Gaetano La Spina, rispettivamente responsabile tecnico e dipendente della discarica Sicilia Ambiente Spa.
Palumbo e La Spina avrebbero “attestato falsamente il conferimento in discarica, da parte di Aimeri Ambiente, di quantità di rifiuti di gran lunga superiori a quelle effettive”(INTERCETTAZIONE 2).
In pratica i cittadini dell’Ato Joniambiente hanno pagato lo smaltimento di raccolta differenziataproveniente dall’Ato Messina 4, (INTERCETTAZIONE 1) grazie alla complicità di Giuseppe Arcolia, sorvegliante dell’Amia Spa, che faceva in modo “che i mezzi della Aimeri prelevassero determinate quantità di rifiuti” a Messina “onde far sì che la quantità complessiva di conferimento della indifferenziata da parte della Aimeri corrispondesse percentualmente al falso aumento di raccolta differenziata”.
Tutto sarebbe avvenuto attraverso la supervisione di Antonino Germanà, che avrebbe addirittura gestito il “coordinamento delle false indicazioni dei formulari”, cioè i documenti che attestano provenienza, quantità e tipologia dei rifiuti, nonché “abusando della sua qualità di funzionario Ato, con la dolosa omissione dei dovuti controlli e delle doverose segnalazioni”.
Grazie alla complicità del funzionario Ato Giuseppe Grasso, il presunto mafioso Roberto Russoveniva avvertito di imminenti controlli sulla Aimeri Ambiente, azienda che in questo modo ha evitato di pagare le penali derivanti dal mancato raggiungimento della raccolta differenziata.
Il presunto mafioso Roberto Russo, viene intercettato mentre parla con l’assessore all’Ecologia del comune di Giarre Pietro Mangano: insieme discutono dell’imminente ritiro del premio per l’aumento della raccolta differenziata. Russo esclama: “Ora devi dire grazie a me, ah! Te ne ho caricato di formulari degli altri paesi”. La Procura sostiene che “questa informazione, già di per se esplicita, viene chiarita leggendo l’articolo pubblicato sul quotidiano La Sicilia l’1 febbraio del 2009, nel quale il giornalista elogia sette comuni siciliani ritenuti virtuosi nella raccolta differenziata di carta e cartone per aver superato i 5 kg pro capite raccolti durante l’anno”. E’ bene precisare che il giornalista ha agito in buona fede, riportando i dati forniti dal consorzio Comieco, dati purtoppo, per il comune di Giarre, falsificati a monte da presunti mafiosi, imprenditori e amministratori compiacenti.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 14:38


ESCLUSIVA


INTERCETTAZIONE 1
Operazione Nuova Ionia

Venerdì 11 Gennaio 2013 – 09:30 di 

Nella conversazione del 19.11.2008, tra il presunto mafioso Roberto Russo e tale “Gianmichele”, alla domanda su “qualcosa inerente l’umido”, Russo risponde “ad Enna … perché a Kalat non ne può ricevere … ancora deve partire il servizio ed è già 20 giorni che scarico umido … dici <> … Mi sono preso quello di Acireale … gliel’ho rubato a ..incomprensibile..”.
Gli investigatori analizzano questa intercettazione alla luce del dialogo del 3 dicembre 2008 tra Russo e Agrifoglio, il quale sostiene che l’Ato Joniambiente era a conoscenza del fatto che l’umido venisse importato da altri Ato.
AGRIFOGLIO torna a parlare dell’umido dicendo che “è una bella cosa”.
RUSSO replica che l’importante è che’ la gente cominci a farlo veramente.
AGRIFOGLIO: vediamo … che cosa succede … Roberto, io e lei lo sappiamo e mi basta, è giusto?
RUSSO: che fa ..incomprensibile.. tutto per me resta …
AGRIFOGLIO: è perché … siccome l’A. T O. paga .. incomprensibile.. loro sanno questo qua che viene da Nicotra, da Acireale, che è a costo zero …
RUSSO: va bene, certo.
AGRIFOGLIO: … che fa solo, obiettivo qui … è vantaggioso perché altri non sanno niente. RUSSO: è merda in mezzo ..incomprensibile..
AGRIFOGLIO: è merda.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 00:58


INTERCETTAZIONE 2
Operazione Nuova Ionia

Venerdì 11 Gennaio 2013 – 09:30 di 

Nella conversazione del 3.12.2008, tra Russo e Agrifoglio, i due commentano l’esigua quantità di rifiuti umidi ottenuti con il sistema della raccolta differenziata, e l’Agrifoglio accenna ai suoi contatti con l’ingegnere Palumbo, il quale gli aveva messo a disposizione un operaio per fare in modo che il quantitativo di rifiuti venisse maggiorato
AGRIFOGLIO chiede se stessero raccogliendo “l’umido”;
RUSSO risponde che raccolgono poco.
AGRIFOGLIO: Perciò stiamo raccogliendo poco poco …
RUSSO: ..incomprensibile..
AGRIFOGLIO: … ma perché? Perché la gente non risponde …
RUSSO: Sì, sì … perché poi .,. ehmm … il primo giorno,. la gente, quando gli abbiamo lasciato i sacchi hanno trovato l’America … dice: AGRIFOGLIO: … tutta spazzatura …
RUSSO: Gli ho dovuto fare uscire tutti i sacchi da dentro il cassone. Ieri no! Quei pochi sacchi … quella lapa che eri ne ha portati un po’, erano puliti. Il primo giorno, direttore!
AGRIFOGLIO: Ma comunque, poco, troppo poco.
RUSSO: Sì.
AGRIFOGLIO: Sono ad un conferimento, domani non lo potete fare sicuro.
RUSSO: No, penso domani si, direttore.. penso si, perché questo qua di Giarre ce l’ho quasi pieno, oggi penso che me lo completo.
AGRIFOGLIO: Ora parliamo con gli operai della PET (fonetico); io c’ho parlato con l’ingegnere Palumbo e lui mi ha detto: Gli dissi.. < Va bè … poi … > 

RUSSO: non è questo il problema.
AGRIFOGLIO: Eeh. .. quindi dobbiamo fare questo gioco di squadra, và!
RUSSO: Va bene!
AGRIFOGLIO: Va bene? Lui praticamente dice…che gli portiamo settemila? Diecimila!
RUSSO: Diecimila!
AGRIFOGLIO: Va bene? Quindi, ora dobbiamo parlare con l’operaio se “gli dobbiamo prendere il caffè”…
RUSSO: Vediamo!
AGRIFOGLIO: Il più possibile ..incomprensibile..
RUSSO: Meno male che è già da due mesi che carichiamo là … che da Nicotra stiamo caricando buoni, direttore!
AGRIFOGLIO: A loro abbiamo fatto unfavore.. c’è il perossido (fonetico) quello che dovremmo immagerizzare.
RUSSO: No, no, lo so io, infatti …
AGRIFOGLIO: Avevano /’impianto fermo.
RUSSO: Uhm!
AGRIFOGLIO: Perchè questo si chiama.. lo chiamamo loro stabilizzante.
RUSSO: Uhm, uhm!
AGRIFOGLIO: Perché allora non possono lavorare l’umido. E ci sta venendo buono, comunque, ah! Non so l’a.. l’analisi che hanno fatto, ma come qualità …
RUSSO: E’ buona vero?
AGRIFOGLIO: Sembra buona … omissis … Poi, RUSSO afferma che due cassoni di “umido” glieli da suo cugino a Giardini, precisando che è quello buono dei ristoranti.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 01:03


ESCLUSIVA


INTERCETTAZIONE 3
Operazione Nuova Ionia

Venerdì 11 Gennaio 2013 – 09:30 di 

Agrifoglio e Russo concordano fra loro di iniziare già nei prossimi giorni a falsificare i formulari, coinvolgendo anche gli autisti “fidati”, in modo da conseguire il risultato programmato, ovvero al fine di creare l’apparenza di conferimenti di entità ben superiore rispetto a quelli effettivi AGRIFOGLIO: … principiamo a fare ..incomprensibile..
RUSSO: … invece … ora … appena cominciamo noialtri, ogni viaggio che facciamo, ci porto due formulari ..incomprensibile..
AGRIFOGLIO: Da domani, già, o forse è troppo presto?
RUSSO: Domani, vediamo, ancora … ma vediamo che se non è domani è dopodomani ..incomprensibile..
AGRIFOGLIO: Va bè! Mi raccomando, ah!
RUSSO: Perché lui mi ha detto .,. dei giorni dell’umido che a loro gli viene facile per conferire … AGRIFOGLIO: Ma invece di firmare Roberto Russo …
RUSSO: Va bè … per dire io ci metto il nome degli autisti, no!
AGRIFOGLIO: … lei deve mettere il nome di un autista …
RUSSO: … di un autista, certo.
AGRIFOGLIO: Anche perché nel formulario, come sa, c’è il nome dell’autista, giusto?
RUSSO: Certo.
AGRIFOGLIO: Perché poi Nino GERMANAI sennò si …
RUSSO: Certo, certo … dice
AGRIFOGLIO: … firmato Roberto Russo ..incomprensibile.. da Roberto …
RUSSO: ..incomprensibile.. no, no
AGRIFOGLIO: Va bene, invece uno scarabocchio … una firma che ci assomiglia.
RUSSO: Si … no … no … poi loro … come conferiamo … loro ci … il nome dell’autista non è firmato, è … glielo scriviamo noialtri il nome dell’autista …
AGRIFOGLIO: Ah, va bene!
RUSSO: La sigla … quella … trasportatore gliela mettiamo noialtri come sempre, no! AGRIFOGLIO: Perfetto … anche con un autista che lei sifida …
RUSSO: Sì, certo, di quelli nostri …
AGRIFOGLIO: Appunto!
RUSSO: … della squadra …
AGRIFOGLIO: Mi raccomando, Roberto questa cosa la deve curare bene, ah! Dobbiamo essere più “spert;” di loro … li dobbiamo fottere alla grande! E’facile arrivare; certo, se ne va un pò di tempo, però pazienza, Roberto. R
USSO: Vale la pena, direttore.
AGRIFOGLIO: D’altronde, neanche a dirlo ad Alfio … è uno fidato, però …
RUSSO: Già gli basta quanti cazzi di cose deve fare ..incomprensibile..
AGRIFOGLIO: Invece se li cura lei queste cose ..incomprensibile.. va bene? O ci vado io o lei ‘” o io o lei …
RUSSO: lo direttore … a me non mi costa …
AGRIFOGLIO: … lo dobbiamo sapere io e lei e basta!
RUSSO: … direttore a me qua non mi costa niente … voglio dire … è una passeggiata.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 01:07


ESCLUSIVA


INTERCETTAZIONE 4
Operazione Nuova Ionia

Venerdì 11 Gennaio 2013 – 09:30 di 

Russo e Agrifoglio, con la complicità di Gaetano La Spina, addetto alla discarica di Enna, portano avanti la falsificazione dei formulari della raccolta differenziata.
Roberto Russo con Gaetano della discarica di Enna; quest’ultimo gli dice che quello quelle cose gliele ha date e gli dice di non mandargliene più in modo che poco per volta potranno eliminarli. Specifica Gaetano che quando ha bisogno della “doppia’: ne prenderà una di quelle che già ha lui. L’autista, oggi,ne ha portati due. Gaetano chiede spiegazioni se tale pratica gli serve anche per il legno e RUSSO dice di no. Gaetano, anche oggi, ne ha fatti due per il legno, così aveva capito. RUSSO risponde dicendogli che non fa nulla. Gaetano continua dicendogli che gli manda dieci formulari in bianco ma RUSSO gli chiede se lui ne ha e ottenuta risposta positiva, gli dice che per adesso non gliene deve mandare. Domani lui gli manderà un altro carico di legno con un formulario solo e Gaetano risponde che lo farà due volte. Concordano, invece, che domani il RUSSO manderà solo il camion con il legno senza formulario e provvederà a tutto Gaetano. Poi RUSSO dice che non è possibile perché non possono mettere il nome dello stesso autista per due volte e RUSSO gli manderà un formulario in bianco con il nome dell’autista già inserito e Gaetano suggerisce di mettere lui il nome ed il codice dell’umido. Nell’altro formulario Gaetano metterà il nome dell’autista presente ed il codice del/’umido e cosi saranno due iformulari redatti con due distinti carichi”.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 01:17
L'ASSESSORE CUTINO DR. MARCELLO QUALCHE ATTIMO PRIMA DELL'AGGRESSIONE AL BLOGGER CIAMPOLILLO SULLO SFONDO LA PRESENZA DELLA POLIZIA MUNICIPALE LA TRADE ECO SERVICE RACCOGLIE LA MUNNEZZA SENZA ALCUNA ORDINANZA SINDACALE 
L'ASSESSORE CUTINO DR. MARCELLO QUALCHE ATTIMO PRIMA DELL'AGGRESSIONE AL BLOGGER CIAMPOLILLO SULLO SFONDO LA PRESENZA DELLA POLIZIA MUNICIPALE 







1 commento:

Anonimo ha detto...

la solita minestra riscaldata.....ma tutti i veri nemici di isola sono stati individuati negli ".omississ.."
contenuti nella relazione prefettizia
che vanno da londra all'emilia romagna NESSUNO ESCLUSO senza ombra di dubbio e nemmeno di alibi