L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 10 gennaio 2013

L'Ato Palermo 1 e i suoi crediti Oltre 53 milioni da 12 Comuni Mafia, Crocetta: ‘Settore rifiuti è pozzo di San Patrizio per cosche’ Mafia - Confessioni di un pentito su casi irrisolti


L'Ato Palermo 1 e i suoi crediti
Oltre 53 milioni da 12 Comuni

Giovedì 10 Gennaio 2013 - 16:37






Mafia, Crocetta: ‘Settore rifiuti è pozzo di San Patrizio per cosche’



Il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta  e l’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino, si sono recati presso la Direzione Investigativa Antimafia di Catania e presso la Procura della Repubblica del capoluogo etneo dove hanno incontrato i vertici delle due strutture, per esprimere la propria solidarietà e soddisfazione per il grande lavoro svolto con l’operazione “Nuova Ionia”. Dall’operazione è emerso uno stretto collegamento di interessi tra, il clan mafioso Cappello di Catania e  una società che si è occupata di gestione dei rifiuti per l’Ato ionico di Catania. "Il settore dei rifiuti – affermano Crocetta e Marino – è un pozzo di San Patrizio senza fine di affari per le cosche mafiose, ed è  proprio in questo settore che ci sono stati i primi provvedimenti che tendono a smantellare questi ed altri interessi. “Proprio in questo settore – aggiunge il governatore - la Presidenza della Regione sta predisponendo direttive molto forti, che saranno rese note nei prossimi giorni, finalizzate a contrastare in modo rapido ed efficace il fenomeno mafioso”. Già da sindaco di Gela il Presidente aveva denunciato lo scandalo di aggiudicazioni affidate a gruppi ed imprese in Sicilia, col ribasso dello 0,01 %.

La mafia dei rifiuti, maxi retata della Dia di Catania

La mafia dei rifiuti, maxi retata della Dia di Catania


La Dia  ha eseguito oggi 27 provvedimenti cautelari emessi dal gip di Catania nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, traffico di rifiuti, traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi aggravato dal metodo mafioso e truffa aggravata ai danni di ente pubblico.

Fra gli indagati anche amministratori e funzionari pubblici. I provvedimenti sono stati eseguiti nell'ambito di una vasta operazione antimafia, denominata “Nuova Ionia”, condotta dalla Dia e coordinata dalla Dda della Procura della Repubblica di Catania, nelle provincie di Catania, Enna, Milano e Torino, con l'impiego di oltre 250 uomini tra personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e con l'impiego del Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria e unità cinofile. Acquisiti oggi atti e documentazione presso 14 Comuni dislocati sul versante dell'alto ionio etneo della Sicilia Orientale, utili a riscontrare le ipotesi investigative acquisite negli ultimi anni.

http://www.comunicalo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13926%3Ala-mafia-dei-rifiuti-maxi-retata-della-dia-di-catania&catid=95%3Atop-news&Itemid=27

Mafia - Confessioni di un pentito su casi irrisolti

Mafia - Confessioni di un pentito su casi irrisolti
Catania - Diversi casi irrisolti potrebbero avere una svolta. Almeno questo è ciò che sperano gli investigatori della DIA in attesa delle rivelazioni di Antonino Mavica, nuovo collaboratore di giustizia, il quale ha promesso scottanti confessioni su fatti irrisolti, su boss di Cosa Nostra e sui killer della mafia di Catania ed Enna. Delitti al momento rimasti senza colpevoli, alcuni dei quali confessati dallo stesso Mavica, soprannominato "Nino u patirnisi".


Lo scenario è l'aula del tribunale dove si sta svolgendo il processo "Fiumevecchio", nel quale sono imputati Salvatore Lunardi, Filippo Passalacqua e Salvatore Marletta, con l'accusa di associazione mafiosa e ritenuti legati a diversi clan di Cosa Nostra.


Per Passalacqua si parla di affiliazione al clan Salvo-Capello di Catania, gli altri due imputati sarebbero legati ai gruppi della provincia di Enna. Tutti e tre però non hanno precedenti in merito.

L'intervento del pentito Mavica verrà analizzato dal giudice che presiede l'udienza, Elisabetta Mazza, in particolare in merito all'omicidio di Orazio Di Franco e sulle ore imediatamente precedenti il delitto per il quale sono già state comminate condanne definitive. Di Franco era uno dei sicari che a sua volta avevano ucciso Giovanni Minacapilli nel 1998 e rimasto ferito nell'agguato in modo talmente grave che i suoi stessi compagni decisero di ucciderlo per non correre il rischio che gli inquirenti si mettessero sulle loro tracce qualora fossero ricorsi ad interventi medici. 

Oltre a questo, Mavica ha parlato della scomparsa (la tristemente celebre "lupara bianca") di Maurizio Ranieri e Andrea Passalacqua, spariti nel maggio 1995, e avrebbe fatto scottanti rivelazioni sui metodi utilizzati dal sanguinario clan Cappello e sulla lotta per il potere nel territorio di Enna, in una guerra intestina contro il boss Gaetano Leonardo.

http://palermo.ogginotizie.it/204377-mafia-confessioni-di-un-pentito-su-casi-irrisolti/#.UO6tQ-TxmEU





































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