L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 13 marzo 2013

Berlusconi: "Magistratura irresponsabile". Pd e ipotesi arresto: "Sì, se atti fondati"


Berlusconi: "Magistratura irresponsabile".
Pd e ipotesi arresto: "Sì, se atti fondati" 



Dopo il M5S, anche i democratici aprono alla possibilità di un voto favorevole all'arresto dell'ex premier in caso di richiesta dei magistrati napoletani. Presa di posizione che indigna il Pdl: "Reazioni deliranti". Dal Cavaliere nuovo duro attacco ai pm: "A Milano giustizia impossibile, De Gregorio mi aveva chiesto 10 milioni". Vietti risponde a Napolitano: "Csm garante della autonomia e dell'indipendenza delle toghe"


ROMA - Il richiamo di Napolitano non sembra essere servito a raffreddare lo scontro sulla giustizia. Silvio Berlusconi, incassato quello che ha interpretato come un sostegno da parte del Quirinale, è tornato oggi ad attaccare durissimamente la magistratura con un'intervista a Panorama, parlando di "uso della giustizia a fini di lotta politic". Ma a scaldare il clima è anche l'apertura del Pd ad un eventale voto a favore dell'arresto del Cavaliere, in caso di richiesta da parte dei giudici. 


Autorizzazione all'arresto. "Se in Parlamento arrivasse una richiesta di arresto per Silvio Berlusconi e gli atti fossero corretti e fondati, il Pd non avrebbe alcuna preclusione a dire sì. Noi rispettiamo il lavoro dei magistrati". Così Maurizio Migliavacca, democratico fedelissimo di Pier Luigi Bersani, in un'intervista a Sky Tg24, ha risposto ad una domanda sulle questioni giudiziarie che riguardano il Cavaliere.

Pdl furibondo. Parole che hanno suscitato la reazione del Pdl. "Dopo le sagge parole pronunciate da Napolitano ieri, dal Pd arrivano reazioni deliranti. Si oscilla tra annunci di voto favorevole ad un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto, quasi che lo si sollecitasse, e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che non è tollerabile e che rischia di creare una autentica deriva democratica. La nostra reazione sarà durissima di fronte a comportamenti del Pd che ignorano le parole ed il ruolo di Napolitano", dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, seguito a ruota da tutto lo stato maggiore del partito.

Sintonia con il M5S. A introdurre l'argomento, tabu sino a qualche tempo fa e divenuto di clamorosa attualità con gli scottanti sviluppi dell'inchiesta napoletana sulla compravendita dei voti in Senato per far cadere il secondo governo Prodi, era stato lunedì scorso il Movimento 5 Stelle. "Mi prende in giro? E' una domanda retorica, la risposta è sì. Ovviamente", aveva replicato il capogruppo in pectore a Palazzo Madama Vito Crimi a chi chiedeva se il M5S avrebbe votato per una autorizzazione a procedere nei confronti di Silvio Berlusconi. "Voteremmo anche per l'ineleggibilità di Berlusconi - rincarava Crimi - perché è concessionario di servizio pubblico, se saremo in Giunta per le elezioni. Ci aspettiamo, comunque, che altri votino per l'ineleggibilità. Poi sia Berlusconi a fare ricorso".

L'intervista sulla giustizia. Il Cavaliere continua però a sentirsi perseguitato dalle toghe, come ribadisce anche in un'intervista concessa a Panorama. "Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l'ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola "visita fiscale". Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere", sostiene Berlusconi. 

La malattia agli occhi. "Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele - continua il leader del Pdl - da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: 'Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto'...". 

Pm intollerabili. Poi l'affondo più duro: "I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile". "Corre voce - sostiene ancora Berlusconi - che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una 'operazione Craxi 2'. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra".

L'accusa a De Gregorio. Anche le ultime accuse arrivate da Napoli sono secondo l'ex premier una macchinazione. "De Gregorio - sostiene - aveva preannunciato questo suo comportamento con più visite a nostri parlamentari. Aveva detto di essere in grave difficoltà, di avere assoluto bisogno di 10 milioni di euro, in parte per pagare dei debiti ed evitare la bancarotta e in parte per recarsi in un altro paese e ricostruirsi una nuova vita e per evitare il carcere alla moglie". 

"Alle risposte necessariamente negative dei nostri rappresentanti - aggiunge - se ne era andato sbattendo la porta e minacciando di raccontare ai pm, che insistevano in questa direzione, quelle menzogne che poi in effetti ha raccontato davvero per scampare alla prigione. Mi chiedo perché, pur sapendo già la risposta, i pm anziché chiedere il giudizio immediato non abbiano fatto le opportune investigazioni che avrebbero dimostrato fin da subito l'assurdità delle dichiarazioni di De Gregorio".

Parla Vietti. Intanto, dopo il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sullo scontro tra Pdl e magistratura interviene oggi il vicepresidente del Csm Michele Vietti.  Il Consiglio superiore della magistratura, spiega, "riafferma il proprio ruolo di garante della autonomia e dell'indipendenza della magistratura". Vietti, che ieri è stato ricevuto dal capo dello Stato al Quirinale, ricorda che Napolitano "ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano". "Accogliendo per senso di responsabilità l'invito del suo presidente, evita qualsiasi commento sulle gravi vicende accadute", aggiunge il vicepresidente del Csm.

Severino chiede uno sforzo. A smorzare i toni ci prova anche il ministro della Giustizia Paola Severino. "Credo che i poteri costituzionali, in particolare quello politico e quello giudiziario, come ha detto il capo dello Stato, non possano e non debbano trovarsi in posizione di ostilità tra loro". "Solo attraverso il contributo di tutti - aggiunge il Guardasigilli - nel rispetto della divisione dei poteri, che non vuol dire contrapposizione, si potrà giungere a delle soluzioni certamente complesse ma per le quali occorre mettere tutto lo sforzo e tutta la buona volontà al fine di arrivare alla soluzione di profili istituzionali, che riguardano il potere politico, e poi alle soluzioni dei profili giudiziari".



 

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