L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 7 marzo 2013

Bnl-Unipol, un anno a Berlusconi per il nastro di Fassino e Consorte


Bnl-Unipol, un anno a Berlusconi
per il nastro di Fassino e Consorte

Il testo della telefonata durante la scalata della banca fu pubblicato sul 'Giornale' quando era coperto dal segreto istruttorio. Due anni e 3 mesi a Paolo Berlusconi. Per l'ex segretario dei Ds 80mila euro di risarcimento. L'ex premier accusato di rivelazione di segreto d'ufficio. Entro l'estate arriverà comunque la prescrizione


Silvio Berlusconi è stato condannato un anno di reclusione per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte - quella con la celebre frase "allora abbiamo una banca" - avvenuta nel 2005 durante la scalata a Bnl da parte di Unipol, pubblicata sul Giornale quando era ancora coperta dal segreto istruttorio. Due anni e tre mesi sono stati inflitti a Paolo Berlusconi. L'ex premier era chiamato a rispondere dell'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio. Il fratello per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, invece, mentre è stato assolto dell'accusa di ricettazione e, come chiesto dall'accusa, dal reato di millantato credito. La vicenda giudiziaria verrà comunque sepolta dalla prescrizione, che cadrà già il prossimo luglio e al massimo in agosto.

"Abbiamo la voce di Fassino su Unipol" "Così portammo il nastro ad Arcore" Paolo Berlusconi: "Voglio quella chiavetta"

Ottantamila euro per Fassino. I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno disposto un risarcimento a carico di Silvio e Paolo  Berlusconi di 80mila euro a favore dell'ex segretario ds Piero Fassino, parte civile al processo. Il risarcimento è stato disposto a titolo di provvisionale e il tribunale non ha disposto alcuna misura interdittiva nei confronti dell'ex premier. A Fassino i fratelli Berlusconi dovranno versare anche 10mila euro per le spese legali. Giovanni Consorte era l'allora presidente di Unipol, la compagnia bolognese che stava tentando la scalata alla Bnl.

Il legale del Cavaliere: "Siamo a Milano...". Piero Longo, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, si aspettava la sentenza di condanna. "Non sono sorpreso perché essendo a Milano è questo il trattamento riservato a Berlusconi", è stato il, primo commento del legale, che si è tuttavia definito dispiaciuto e costernato" perché "ero assolutamente convinto che gli elementi a carico di berlusconi fossero inefficaci contraddittori, se non del tutto inesistenti. Mi chiedo cosa sarebbe succeso con altri imputati non a Milano". Dall'avvocato Longo anche una riflessione sul merito della fattispecie di reato contestata all'ex premier: "Credo che sia la prima volta che in Italia si viene condannati per violazione del segreto d'ufficio". Longo ha poi sostenuto che se in Cassazione venisse accolta la ricusazione nei confronti del giudice Maria Teresa Guadagnino (uno dei componenti del collegio e che è stato anche giudice nel processo di primo grado sul caso Mediaset), la sentenza potrebbe essere annullata. L'istanza di ricusazione era già stata bocciata dalla Corte d'appello di Milano e la difesa di Berlusconi ha fatto ricorso in Cassazione.

La denuncia di Di Pietro. L'inchiesta era nata in seguito alla denuncia sporta nell'ottobre 2009 dell'allora leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, cui si era rivolto l'imprenditore Fabrizio Favata. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, Roberto Raffaelli, titolare della Research Control System, società che aveva messo a disposizione degli inquirenti le attrezzature per le intercettazioni dell'inchiesta su Unipol, rivelò all'imprenditore Eugenio Petessi e a Favata (già giudicati assieme a Raffaelli) il contenuto della telefonata e di "altre conversazioni intercettate", quando non erano ancora né "trascritte né sintetizzate nei verbali" degli investigatori e "quindi esistenti al momento dei fatti solo in formato audio". Questi ultimi, secondo l'accusa, ne parlarono con Paolo Berlusconi ("in affari al tempo dei fatti" con Favata "nella società I.P. Time srl"), il quale avrebbe ricevuto il nastro su una "pen drive", dopo l'incontro ad Arcore con il fratello, e lo avrebbe passato al quotidiano.

La pubblicazione dei nastri. Le intercettazioni vennero pubblicate il 31 dicembre 2005 e il 2 gennaio 2006 e suscitarono grande clamore e una tempesta di reazioni politiche che andarono avanti per settimane. Secondo l'ipotesi dei magistrati milanesi, la consegna di quell'intercettazione sarebbe stata un regalo per l'allora presidente del consiglio in vista delle successive elezioni politiche, dalle quali però uscì vincitore il centrosinistra. E l'ex premier avrebbe ascoltato quel dialogo ancora top secret e poi ringraziato, "assicurando gratitudine eterna" a chi, in particolare Favata, il 24 dicembre gli aveva portato a Villa San Martino quel cadeau cercando di ottenere in cambio denaro. Inizialmente il procuratore aggiunto Romanelli aveva chiesto l'archiviazione della posizione dell'ex capo del governo, ma il gip Stefania Donadeo ordinò l'imputazione coatta con conseguente rinvio a giudizio. E Fassino si era costituito parte civile, lamentando una danno "morale, politico ed esistenziale" e chiedendo un milione di euro di risarcimento ai fratelli Berlusconi.
(07 marzo 2013)              

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