L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 24 marzo 2013

Crocetta, rotazioni "distratte" Chi ha grane giudiziarie si salva

Rigettati i Ricorsi ex art. 28 sui trasferimenti illegittimi. Ancora una volta la “giustizia” siciliana non è una scienza esatta!

Quello che si temeva è successo ancora una volta! I ricorsi ex art. 28 sui trasferimenti di personale fatti dall’Amministrazione regionale, illegittimamente e senza fissarne i criteri previsti dai contratti di lavoro, sono stati, incredibilmente, rigettati dalla Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo.
Con provvedimento firmato dal Giudice Dante Martino, infatti, in data odierna, sono state depositate le motivazioni del rigetto che sembrano, a nostro avviso, essere carenti di reali contenuti ancorché non coerentemente rispondenti alle denunce di comportamento antisindacale presentate dal COBAS/CODIR e dal SADIRS. 
Si ha, purtroppo, la sensazione di assistere a un film già visto: quanti giudici, infatti, possono essere disponibili ad accogliere ricorsi che determinerebbero svolte epocali sanzionando il mancato rispetto delle relazioni sindacali, come nel caso in specie, costringendo la pubblica amministrazione soccombente a dovere fare marcia indietro facendo rientrare nei propri posti di lavoro tutti i dipendenti illegittimamente trasferiti?
E’ vero: anche se la CGIL si è unita ad adiunvandum al ricorso proposto dai due sindacati autonomi e ferma restando la dura condanna verso una sentenza già scritta, è pure vero che tra le motivazioni che giustificherebbero il rigetto, secondo il giudice, vi sarebbe un “verbale sindacale sanatorio” sottoscritto, l’11 febbraio scorso, da UGL, CISL, UIL e la stessa CGIL.
COBAS/CODIR e SADIRS passeranno adesso alla protesta, riprendendo una capillare azione d’informazione e di denuncia pubblica sugli impegni assunti e non mantenuti dal governo, a incominciare dalla mancanza di una seria politica del personale: restituendo ai lavoratori regionali oggi esposti alla pubblica gogna come colpevoli di tutte le vere mancanze della politica e dei governi che si sono succeduti e delle leggi scellerate partorite dall’Ars. Sarà, inoltre, portata avanti una massiccia azione di denuncia su alcune materie scottanti che sembrano essere tabù come alcune materie oggetto di spropositate spese della regione a incominciare dagli affitti d’oro dei locali sede degli uffici della regione.
La prossima attività sindacale sarà tesa, infatti, al rilancio dell’attività amministrativa oggi paralizzata anche dalla spettacolarizzazione portata avanti dal presidente Crocetta, al quale ricordiamo che ilCOBAS/CODIR e SADIRS non hanno paura del cambiamento perché essi stessi rappresentano il vero cambiamento voluto dai lavoratori e dai cittadini e lo invitano ad avere maggiore rispetto di tutti i regionali il cui ruolo costruttivo e partecipativo non può essere cancellato in barba ai diritti costituzionalmente sanciti.


Crocetta, rotazioni "distratte"  Chi ha grane giudiziarie si salva

Mercoledì 20 Marzo 2013 - 12:46 




Alla Formazione e alle Attività produttive molti dei dirigenti sono stati trasferiti. Fra i pochi immuni, però, ce n'è uno che ha subito una condanna in primo grado dalla Corte dei conti e un'altra attualmente sotto processo. I direttori generali: "La rotazione? Determinata da esigenze organizzative" (nella foto l'assessorato alle Attività produttive)

, Politica
PALERMO - Chi ha grane giudiziarie resta al suo posto. Chi invece non le ha va via. La rivoluzione di Rosario Crocetta negli assessorati regionali, presentata dallo stesso governatore come un'operazione-trasparenza, fa i conti con un po' di “distrazione”: negli assessorati, infatti, sono rimasti due dirigenti attualmente sotto processo – uno in campo penale, l'altro davanti alla Corte dei conti – per vicende che riguardano il loro ambito di lavoro.

Il primo caso si è verificato alla Formazione. Nell'assessorato che ha dato il via al valzer delle rotazioni, infatti, sono stati spostati 13 dirigenti, ma saldo al suo posto, all'area Affari generali, è rimasto Marcello Maisano. Che però, proprio all'inizio dell'era Crocetta, il 6 novembre, ha ricevuto una condanna in primo grado dalla Corte dei conti: una richiesta di risarcimento da 74 mila euro per i cosiddetti “extra-budget”, cioè l'aumento “in corsa” dei finanziamenti già approvati per i corsi di formazione. Una vicenda sulla quale Maisano – sentito da LiveSicilia – preferisce non entrare nel merito.

Più particolare, se si vuole, è il caso di Maria Brisciana. Più singolare lo è perché all'assessorato alle Attività produttive, dove la dirigente presta servizio, i dirigenti rimasti saldi al proprio posto sono appena 6 su 20. Fra questi, appunto, Maria Brisciana, che guida il servizio “Vigilanza e Servizio ispettivo”. Un settore che da qualche anno ha assorbito le funzioni del servizi "Vigilanza enti", guidando il quale, nel 2006, Maria Brisciana fu coinvolta in un caso burocratico-giudiziario: la dirigente, infatti, è attualmente sotto processo a Sciacca con l'accusa di aver rilasciato la certificazione – che la Procura saccense ritiene essere non veritiera – che permise ad Alfredo Ambrosetti di diventare direttore generale dell'Ircac. “Non vogliamo turbare la serenità del giudice a ridosso della sentenza – spiega Giovanna Capraro, che difende la dirigente – ma si tratta di una vicenda molto marginale in una storia che non la riguarda”.

I dirigenti generali che hanno disposto le rotazioni, però, difendono le scelte. “La rotazione – afferma la numero dell'assessorato alla Formazione, Anna Rosa Corsello - è stata determinata da esigenze organizzative e non si fonda su altri aspetti. Maisano era preposto all'area affari generali e del personale e per tale ragione non occupandosi di procedure di gestione o controllo diversamente distributi nel nuovo funzionigramma approvato dalla giunta è rimasto al suo posto”. “In effetti – aggiunge il direttore delle Attività produttive, Alessandro Ferrara – non conoscevo questo aspetto. Mi sembra strano che non mi siano stati segnalati questi casi. Tutti i posti dirigenziali, comunque, andranno ad atto di interpello, quindi nessuno ha la permanenza garantita. Comunque approfondirò questa vicenda”.

I due dirigenti, ovviamente, sono innocenti fino a sentenza definitiva. E la loro onestà e preparazione non sono messe in dubbio, anzi: nei rispettivi assessorati Brisciana e Maisano vengono indicati come “dirigenti molto preparati, che conoscono il proprio settore meglio di chiunque altro”. Ma la definizione, alla Formazione come alle Attività produttive, è analoga anche per molti dei dirigenti trasferiti. Anche fra quelli che dalla loro avevano l'assenza di grane giudiziarie.

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Eventi a cui ha partecipato Antonino Cuspilici

In qualità di responsabile Ufficio speciale aree ad alto rischio ambientale Regione siciliana

Commissione Ambiente della Camera

CAMERA 12 dicembre 2006 - 32' 55"
Indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio. Audizione di rappresentanti di organismi tecnici specializzati della Regione siciliana

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