L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 16 marzo 2013

LAURA BOLDRINI ELETTA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI CON I VORI DI SEL E PD

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Presidente della Camera eletta Laura  Boldrini
Vendola in aula si commuove

 ROMA – Laura Boldrini, 51 anni, è stata eletta presidente della Camera. A spoglio ancora in corso è partito l'applauso dell’Aula una volta che era chiaro che la deputata aveva superato il quorum necessario di 316 voti. 
Questo il risultato della votazione: Presenti 618; Maggioranza richiesta: 310; Boldrini: 327;Fico:108; Schede bianche: 155; schede nulle: 10; Voti dispersi: 18. Molti deputati del M5S non hanno applaudito. 



Laura Boldrini è la terza donna a presiedere Montecitorio, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. 



Già portavoce dell'Unhcr, Boldrini ha seguito a lungo in Puglia l'emergenza profughi. Nel 1999 è stata in prima linea in Albania per l'emergenza Kosovo.



La sua elezione e' giunta su proposta del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, evidentemente in seguito ad una intesa raggiunta forse nel corso della notte col Sel di Nichi Vendola nelle cui liste la Boldrini e' stata eletta deputata. 

Appena ieri Vendola si era invece espresso per un voto a favore del candidato del Movimento 5 stelle.

LA STANDING-OVATION IN AULA, E VENDOLA SI COMMUOVE
Nel suo discorso di insediamento, Laura Boldrini ha strappato la prima standing-ovation della Camera dei deputati: è accaduto quando ha voluto dneunciare la violenza contro le donne. "Dovremo farci carico - ha dichiarato - della umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore".  Un frase particolarmente efficace che ha scatenato l'immediato applauso dell'assemblea, poi trasformato in vera e propria standing ovation, con molti deputati che hanno sentito il dovere di alzarsi in piedi. Lo ha fatto anche Nichi Vendola (che ha ascoltato il discorso della Boldrini seduto nell'emiciclo al fianco di Bersani). E' stato durante questo applauso che vendola ha anche tradito lacrime di emozione.

LA SCHEDA

Laura Boldrini, eletta nella lista di Sel nelle Marche, è nata a Macerata il 28 aprile 1961. Laureata in Giurisprudenza presso la Sapienza Università di Roma nel 1985, ha lavorato in Rai, sia per la televisione sia per la radio. 

Nel 1989 ha cominciato la sua carriera all’ONU lavorando per quattro anni alla FAO, dove si occupava della produzione video e radio. Dal 1993 al 1998 ha lavorato presso il Programma Alimentare Mondiale (WFP) come portavoce per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è stata portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) per il quale ha coordinato anche le attività di informazione in Sud-Europa. In questi anni si è in particolare occupata dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. 

Ha svolto numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui Ex-Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009).

VIDEO Il discorso integrale di Laura Boldrini
 



  1. FOTO: Guarda le foto: alla Camera
  2. VIDEO - Il discorso della Boldrini
  3. Il M5S critica Nichi cheinvece plaude all'Italia migliore
  4. Il discorso di insediamento: sarò la presidente di tutti

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Il discorso di insediamento: sarò la presidente di tutti
ROMA - Un discorso durato 20 minuti e interrotto per 22 volte dagli applausi dell’aula, quello di Laura Boldrini da neo-presidente della Camera. Applausi che hanno spesso accomunato i deputati del centrosinistra e quelli delle altre forze politiche, compreso il Movimento 5 Stelle, in piedi ad applaudire, ma che in rare occasioni hanno registrato il contributo dei parlamentari del Pdl. 



"Sarò la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato" ha sottolineato in apertura.


Nel suo discorso, Boldrini ha toccato temi importanti, dal lavoro alla violenza sulle donne, dai giovani alla passione ed alla sobrietà che devono caratterizzare il lavoro delle istituzioni, dalla drammatica condizione dei detenuti al ricordo di chi è caduto per la democrazia, alle parole del nuovo Papa. Più volte i deputati si sono alzati in piedi per applaudire Boldrini; spesso lo hanno fatto i parlamentari del M5S, poche volte quelli del Pdl. Intenso e prolungato il battimani, al quale si sono unite le deputate del Pdl, al passaggio che Boldrini ha voluto dedicare alla "violenza sulle donne travestita da amore". 

Applausi anche quando il neo-presidente dell’assemblea di Montecitorio ha ricordato il sacrificio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta. Battimani anche quando ha sottolineato come il lavoro delle istituzioni debba essere improntato alla "trasparenza ed alla sobrietà"; quando ha ricordato la profondità delle parole pronunciate da Papa Francesco; quando ha reso omaggio ai "morti per mano mafiosa" e a quelli "senza nome del Mediterraneo", che deve "diventare sempre più un ponte tra diverse culture"; quando ha ricordato come gli imprenditori rappresentino "una risorsa essenziale per l’economia italiana". 

E qui l’applauso è giunto anche dai banchi del Pdl. Visibilmente emozionata, Boldrini è anche incorsa in una piccola semi-gaffe, quando ha voluto ringraziare il suo predecessore, che stava per chiamare Giancarlo, anzichè Gianfranco, correggendosi però subito. E se per Fini è scattato l’applauso dell’aula, così non è stato da parte dei deputati del Pdl.

ALCUNI ESTRATTI DAL  DISCORSO DI LAURA BOLDRINI
«Vorrei innanzitutto indirizzare il mio saluto rispettoso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano». 

«Faccio i miei auguri soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in quest'aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell'impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane». 

«Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i duiritti degli ultimi in Italia e nel mondo. E' un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che metto al servizio di questa Camera». 

«Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l'obbligo di fare unabattaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno. Quest'Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell'umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai detenuti che vicono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l'economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli effetti della scarsa cura del nostro territorio». 

«In Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e che hanno liberato l'Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze». «Molto dobbiamo anche al sacrifio di Aldo Moro e della sua scorta. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che sta per riprendere la centralità del suo ruolo». 

«Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani». «Sarò, la presidente di tutti, a partirte da chi non mi ha votato, ruolo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese». 

«L'Italia è Paese fondatore dell'Unione europea, dobbiamo lavorare nel solco del cammino tracciato da Altiero Spinelli. Lavoriamo perché l'Europa torni ad essere un grande sogno, un luogo della libertà, della fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita religiosa ci spingono a fare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente "dalla fine del mondo"». 

«Un saluto anche alle istituzioni internazionali e - permettetemi - anche un pensiero per i molti, troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce». «La politica deve tornare ad essere una speranza, una passione».
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=602728&IDCategoria=1




23/10/1998

Kosovo, nessun dorma

di Cristina Giudici

Laura Boldrini,portavoce dell’Acnur (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati), coordina a Pristina gli aiuti a un popolo vittima della prepotenza serba.


Le parole non bastano mai quando si deve raccontare una tragedia senza fine, come quella del Kosovo, dove una comunità internazionale miope, incapace di arrestare (in tutti i sensi) il leader serbo Slobodan Milosevic, permette che i Balcani continuino a macchiarsi di sangue. Così come è difficile trovare le parole giuste per circoscrivere l?orrore, quando i racconti dei rifugiati non sono più solo figure immaginarie di popolazioni ammassate in tendopoli, o pigiate in una casa, senza viveri e medicine, ma diventano prova inconfutabile della beffa del destino e della crudeltà della storia. Come la storia di una giovane donna, albanese del Kosovo, in fuga dal suo villaggio. Scappava dai cecchini serbi che potevano essere ovunque sulle colline. Sapeva che bisognava camminare in silenzio per raggiungere i monti e nascondersi.

Ma il suo bambino, che teneva in grembo, non ne voleva sapere e continuava a piangere. La giovane madre ha avuto paura e ha cominciato a stringere la mano sulla bocca del piccolo, per farlo star zitto. Stringeva per consolarlo e anche per esorcizzare la paura. Finché il silenzio è calato nella radura; si sentiva solo il rumore felpato dei passi dei suoi compagni, che come lei cercavano rifugio, un posto sicuro dove i serbi non sarebbero arrivati a incendiare le case. Solo allora la donna si è accorta che aveva soffocato il suo unico figlio. Per salvarlo dai cecchini.

Questa storia ce lha raccontata Laura Boldrini, portavoce italiano dell’?Acnur (lAlto commissariato Onu per i rifugiati), che dopo aver lavorato in Bosnia con il Pam, Programma alimentare delle Nazioni Unite, ora si è trasferita in Kosovo, a Pristina. Qui sta cercando di portare i convogli umanitari nei boschi, dove 50 mila sfollati non hanno neppure un tetto, e nei villaggi dove altri 150 mila albanesi vivono ammassati come sardine nelle case rimaste in piedi. Laura Boldrini sa che odore e che aspetto ha la guerra: lo stesso odore e lo stesso aspetto che aveva in Bosnia ora lo ritrova in Kosovo, frutto - qui come là - dello stesso astio e della stessa feroce spregiudicatezza dellideologo della  grande Serbia?.
Popolazioni sradicate dalle proprie comunità;
odio instillato goccia a goccia come in una tortura cinese; la comunità internazionale che non sa o non vuole fare niente; i Paesi donatori che brillano per la loro assenza.

Tutto questo è il dramma del Kosovo. Da Pristina, Laura Boldrini ha la voce rotta dalla stanchezza: «Ho trovato gente esausta, terrorizzata dal futuro e dallinverno che sta per giungere; ho visto gruppi di quaranta persone pigiate in stanze piene di buchi nei muri. Sono fuggiti di villaggio in villaggio, di casa in casa, da una campagna allaltra. Ho trovato mille difficoltà a portare i convogli perché la situazione cambia in continuazione. Ora ci hanno detto che ci sono stati bombardamenti a est e non possiamo più uscire con i convogli». Le guerre si assomigliano tutte, allora?
«Nei Balcani forse, perché la matrice è sempre quella, le pretese egemoniche serbe. Certo le storie di violenza e di intimidazione sono tragicamente uguali. Unaltra signora mi ha raccontato di suo figlio: era venuto a portarla via dal villaggio, ma lei non voleva lasciare la sua terra. Mentre discutevano, un cecchino lha ucciso, proprio sotto i suoi occhi». La notte dorme, signora Boldrini, o le sue missioni umanitarie in Irak, Afghanistan, Albania, Turkmenistan, lhanno abituata alla violenza e alla guerra?
«No, sono distrutta. La notte non riesco a dormire, non riesco cancellare il ricordo del terrore sui visi dei kosovari, i pianti infiniti, gli abbracci. Certo sono scossa, faccio fatica a inghiottire i racconti che ascolto, le cose che vedo lasciano tracce profonde. Ma se per questo, non dimentico neanche la pesante eredità della guerra in Bosnia: 400 mila profughi di cui solo 1800 rimpatriati!

Ora lAcnur ha fatto un appello per raccogliere 54 milioni di dollari per la missione in Kosovo, e ne abbiamo raccolti 22. Ma senza una vera tregua sarà impossibile assistere tanti sfollati, o restaurare le case dove sono ammassati gli sfollati, così come è impossibile rintracciare le persone sparse nei boschi». LAcnur può lavorare grazie alla rete di associazioni locali e ong americane ed europee presenti in Kosovo.

Come lassociazione locale Madre Teresa che conta su 600 volontari per distribuire i viveri nei luoghi più remoti e registrare i problemi socio-sanitari. Sono albanesi, anzi kosovari: conoscono la loro gente, hanno imparato a conoscere anche i serbi. Sanno come arrivare dove non possono arrivare le organizzazioni internazionali.

Ma a Pristina lavorano anche i volontari dellIcs-Consorzio italiano solidarietà, che nella capitale hanno aperto otto centri per bambini e anziani, profughi serbi della Krajina, e da maggio anche per i profughi kosovari. Per cancellare gli orrori della guerra, offrono a tutti corsi di educazione, arte, letteratura, sport. LIcs è lunica ong italiana presente da tre anni a Pristina, ha un ufficio a Belgrado e a Nis, sempre in Serbia, ed è partner dellAcnur, nei Balcani. Alessandro Pieroni, volontario Ics, continua a fare la staffetta fra lindifferenza italiana e la disperazione kosovara. E anche ora che il balletto degli ultimatum Nato non si è ancora concluso, è tornato in prima linea. Il suo diario di viaggio è pieno di annotazioni, emozioni di gioia ma anche amarezza.

«Siamo qui da tre anni, da quando cioè l?offensiva croata in Krajina ha costretto i serbi a lasciare le loro case. Abbiamo dato vita a laboratori darte, piccole biblioteche autogestite, attività ricreative ed educative. Cerchiamo di togliere i bambini dallisolamento psicologico in cui li ha gettati il conflitto, e di dare assistenza agli anziani che vivono in condizioni drammatiche. Da tre anni seguiamo i serbi della Krajina perché sono emarginati, non hanno niente in comune con i serbi di Belgrado: sradicati dalle loro comunità, vivono in Kosovo emarginati, non sono mai riusciti a inserirsi nella società, non hanno lavoro, sono degli ostaggi».
 Come gli sfollati kosovari?
«Certo, vivono lo stesso dramma.

Da maggio sono arrivati a Pristina i kosovari cacciati dai loro villaggi. Le loro case sono state incendiate, ma a differenza dei profughi serbi loro possono contare sul sodalizio dei clan familiari». Ora che il conflitto non è più sotterraneo, che la realtà è sotto i riflettori internazionali, il diario di viaggio di Alessandro Pieroni non parla di guerra civile. Perché? «Perché a Pristina, nonostante lastio che si respira, la tensione che si taglia col coltello, non ci sono mai stati gravi episodi di intolleranza. E poi qui non sono mai state tirate in ballo le differenze religiose. I serbi sono ortodossi e i kosovari sono musulmani, anche se abbastanza laici, eppure non è ancora successo niente. Ciò significa che cè ancora spazio per la pace e siamo ancora in tempo. Si può e si deve impedire un?altra Bosnia». Ma se la pace terrà e se la polizia serba rispetterà laccordo Holbrooke-Milosevic, se le avvisaglie di nuovi bombardamenti non si ripetereranno, allora arriveranno nuovi volontari che stanno solo aspettando la scadenza dell?ultimo termine dellultimatum della Nato, il 27 ottobre, per andare a offrire aiuto, assistenza. Sono pronti i volontari del Cesvi che andranno in Kosovo per aiutare profughi e sfollati a passare linverno, così come sono pronti i volontari della comunità Papa Giovanni XXIII e sono pronti gli operatori dellIntersos. Fedeli al loro mandato di pace e di speranza.

Come aiutarli ICS - Consorzio italiano solidarietà, ccp 10234169, causale emergenza Kosovo. Tel. 010/2468099 Intersos, ccp 87702007, causale emergenza Kosovo. Tel. 06/4466710 Cesvi, ccp 324244, causale emergenza freddo Kosovo. Tel.035/243990 Acnur, ccp 298000, intestato Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tel. 06/8079085






Camera, la presidente è Laura Boldrini

Al Senato ci sarà invece il ballottaggio fra Piero Grasso, candidato del Pd e Renato Schifani, sostenuto dal Pdl












Piero Grasso e Laura Boldrini
Piero Grasso e Laura Boldrini

ROMA - Laura Boldrini è la nuova presidente della Camera della 17esima legislatura. Al Senato ci sarà invece il ballottaggio fra Piero Grasso, candidato del Pd e Renato Schifani, sostenuto dal Pdl. La deputata di Sel ed ex portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu in Italia, 51 anni, è stata eletta alla quarta votazione con 327 voti su 618 votanti (i voti della coalizione di centrosinistra sono 340). Era stata candidata all'ultimo minuto dal Pd. Un lungo applauso dell'assemblea ha segnato il momento in cui il computo ha toccato quota 310, la soglia di voti necessaria per l'elezione del presidente. I deputati del Pdl e alcuni esponenti del M5S non hanno applaudito, ma la stragrande maggioranza dei 5 Stelle erano in piedi a battere le mani. Laura Boldrini è la terza donna a presiedere Montecitorio, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Pier Luigi Bersani afferma: "Penso che non solo i grillini avrebbero ampiamente motivo per convergere sulle nostre candidature... La prossima tappa è il governo del paese e serve un'assunzione di responsabilità davanti al paese". A Roberto Fico, candidato del Movimento 5 stelle, sono andati 108 voti, uno in meno rispetto a quelli di cui dispone il Gruppo, e un lungo applauso dei deputati 5 Stelle. Hanno preso un voto Dario Franceschini (Pd), Andrea Romano (Lista Civica), Micaela Biancofiore (Pdl), Gianluca Buonanno della Lega. Le schede bianche sono state 155, le nulle 10, i voti dispersi 18.
Il Pd, per il Senato ha proposto invece Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia: "Abbiamo cercato corresponsione e condivisione con le altre forze politiche ma se tocca a noi scegliere, scegliamo". I nomi proposti dal Pd dividono il Movimento 5 Stelle: Crimi (capogruppo M5S al Senato) dice che il Movimento rimane fermo sui nomi di Roberto Fico a Montecitorio e Luis Orellana a Palazzo Madama, ma alcuni grillini sono pronti a votare Grasso al ballottaggio al Senato.

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