Potrebbe essere la firma del decreto di rimozione dell’ex sindaco dimissionario di Augusta Massimo Carrubba il prossimo passo, dopo lo scioglimento del consiglio comunale del piccolo centro in provincia di Siracusa. Si renderebbe necessario per impedire all’esponente politico del Partito Democratico un’eventuale ricandidatura. Ieri sera il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato il provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose.
Lo scorso autunno, alla vigilia delle elezioni regionali il primo cittadino Carrubba si era dimesso per candidarsi alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana. Era stato l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele lombardo a nominare un commissario per reggere il Comune. Il sindaco dimissionario del Pd non si era poi candidato alle regionali in seguito all’indagine “Morsa” che lo aveva coinvolto per concorso esterno in mafia e voto di scambio
E’ stata l’inchiesta della procura di Catania, coordinata dal procuratore Giovanni Salvi, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata a notificare, lo sorso 12 dicembre, gli avvisi di fine indagine emessi dalla Dda di Catania, nell’ambito di un’inchiesta sul clan ‘Nardo’ di Lentini che ha visto coinvolti politici e amministratori del siracusano.


E' confermato :sciolto il consiglio comunale di Augusta

7 Marzo 2013 - Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia, del Consiglio comunale di Augusta (Siracusa) e del Consiglio comunale di Grazzanise (Caserta), entrambi interessati da infiltrazioni della criminalità organizzata. La seduta iniziata alle 18.45 è terminata alle ore 18,50. Sono bastati cinque minuti per decidere del destino di una città e dei suoi abitanti. Mentre la città è alle prese con il caso Incardona, con il crollo al rivellino e la conseguente interdizione di circolazione per mezzi pesanti e bus, con il "gravissimo" problema della mancanza di fondi per la banda musicale che ha messo in forse la "colonna sonora" delle processioni della settimana santa, da Roma arriva il verdetto finale. Così il consiglio comunale che doveva riunirsi alle ore 20 è stato sciolto con la grave decisione che sprofonda la città e i suoi abitanti nella vergognosa condizione di essere marchiata come contigua con la criminalità organizzata. Non conosciamo le motivazioni , ma rimane l'amaro in bocca, per la prima volta nella storia di questa provincia un consiglio comunale è sciolto per infiltrazioni della criminalità. Esistono due considerazioni che circolano in merito alle motivazioni che hanno portato a questa estrema decisione, la prima che sostiene si sia trattato di un'azione politica contro l'ex sindaco Massimo Carrubba che pare sia entrato in rotta di collisione con un gruppo di potere che da decenni "condiziona" la vita amministrativa con ramificazioni su tutte le attività cittadine, specialmente nel campo dell'urbanistica. Certe sue prese di posizione e le denunce dal palco ,durante i comizi elettorali, hanno lasciato un segno indelebile a tal punto che avversari occulti hanno messo in campo tutte le forze per eliminarlo politicamente. Un centro di comando occulto di cui farebbero parte personaggi chiacchierati del mondo imprenditoriale, della politica e della giustizia. La seconda considerazione è legata alla casualità, in alcune intercettazioni ambientali della Direzione distrettuale antimafia, durante le indagini su un gruppo criminale legato a una cosca mafiosa, gli investigatori ascoltano alcune telefonate di indagati a ridosso delle elezioni amministrative del 2008, alcuni nomi di politici hanno fatto pensare a un "contatto" degno di approfondimento. Comunque sia andata bisognerà leggere le motivazioni e le carte per capire meglio. 

Come si è arrivati a tale epilogo?
Ad Agosto il prefetto ha inviato una commissione d'accesso agli atti composta da funzionari della prefettura e da rappresentanti delle forze dell'ordine) , un accertamento amministrativo su delega del Ministro dell’interno. La commissione ha passato sotto la lente migliaia di atti , ha terminato il proprio lavoro negli ultimi giorni del 2012. Ha successivamente redatto la relazione conclusiva che ha inviato al prefetto che, a sua volta,ha redatto un'altra relazione da inviare al ministro dell'interno previa consultazione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica , integrato dal procuratore della Repubblica competente per territorio e dal Procuratore Distrettuale antimafia competente per territorio.Il ministro dell'interno ha pertanto proposto lo scioglimento dell'ente al presidente della Repubblica, che emetterà il decreto di scioglimento, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, cosa che è avvenuta oggi alle ore 18.50. 

Adesso cosa accadrà?
L'Ente una volta commissariato sarà retto da una commissione straordinaria per un periodo che andrà dai 12 ai 18 mesi prorogabili fino a 24, la commissione sarà composta da tre membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza e svolgerà le funzioni di sindaco, Giunta comunale e Consiglio comunale. Il provvedimento riguarda anche l'apparato burocratico dell'ente (dirigenti, personale dipendente) infatti a tal fine il comma 5 dell'art. 143 del d.lgs. 267/2000 prevede:"qualora la relazione prefettizia rilevi collegamenti o condizionamenti da parte della criminalità organizzata, con riferimento al segretario comunale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale, con decreto del ministro dell’Interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente, ivi inclusa la sospensione dall’impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell’autorità competente". Secondo quanto prevede la legge potrebbero essere avanzati ulteriori provvedimenti. Contro il decreto presidenziale di scioglimento si può ricorrere in prima battuta dinanzi al TAR e in appello dinanzi al Consiglio di Stato, i termini per impugnare il decreto sono dimezzati rispetto a quelli ordinari tranne che per il ricorso introduttivo, il ricorso incidentale e i motivi aggiunti. Il futuro è molto nebuloso, la politica megarese è stata azzerata di fatto. Questo provvedimento dovrà servire come punto di partenza per un rinascimento morale e culturale di Augusta.Gianni D'Anna - 2013 © www.augustaonline.it