L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 15 marzo 2013

Prima votazione alla Camera: nessun eletto, i Grillini votano Fico Stipendi parlamentari. A 5 Stelle quello del deputato grillino: 10 mila euro


Prima votazione alla Camera: nessun eletto, i Grillini votano Fico



Inizia con un caloroso applauso al nuovo Papa e al Presidente della Repubblica la seduta della Camera dei Deputati presieduta provvisoriamente da Antonio Leone (PDL). Qualche parola anche sul rinnovamento che l’Assemblea ha subito, e sulla maggiore percentuale di donne presenti in aula. Ma donne o uomini, il compito di oggi per tutti è quello di eleggere il Presidente della Camera.
Necessari i 2/3, si vota a scrutinio segreto. Uno per uno i deputati vengono chiamati per cognome a votare. Per molti è la prima volta.
Nessuno esce vincitore dalla prima votazione, però, come era prevedibile viste le intenzioni di voto dei vari partiti: scheda bianca per PD e PDL, nessun accordo raggiunto con il Movimento 5 Stelle, che ha votato il suo candidato Roberto Fico. Evidentemente, essendo necessaria la maggioranza dei 2/3, la forza politica del Movimento non è bastata per far eleggere, da soli, il proprio uomo.
“Fumata nera” dunque da Montecitorio. I giochi politici ora riprenderanno e speranzosamente porteranno ad un nome nei prossimi giorni. Nel frattempo, la Lega Nord apre al PD per far eleggere Anna Finocchiaro al Senato, chiedendo in cambio un esponente del PDL alla Camera.
E’ importante notare che le prossime votazioni avranno una maggioranza richiesta più “lieve”, giacchè sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti (316 contro 420 dei due terzi della prima votazione) per eleggere il Presidente.

I lavori riprenderanno questo pomeriggio sul tardi, per concludersi intorno alle 18 con la successiva votazione.

Articolo di Giacomo Conti.


BERLUSCONI DIMESSO DALL'OSPEDALE  PER RECARSI AL SENATO?








Niente da fare per la prima votazione al Senato. Come ampiamente annunciato dalle indiscrezioni e dall’aria che tirava sul mancato accordo tra i partiti, solo il Movimento Cinque Stelle ha proposto un proprio candidato, Luis Alberto Orellana, mentre gli altri principali partiti, Pd e Pdl, hanno deciso di votare scheda bianca. Il tentativo è quello di prendere tempo per poter sperare in un accordo, in modo tale da dotare il Paese della seconda carica dello Stato.
Il senatore Colombo ha letto in aula i risultati:
VOTANTI: 313
ORELLANA: 52
SCHEDE BIANCHE: 246
SCHEDE NULLE: 4
La seduta è stata sospesa e rinviata alle 16.00, quando avverrà la seconda votazione, con le stesse modalità della prima e quindi con un quorum necessario di 160 voti.
Articolo di Silvio Carnassale.




Stipendi parlamentari. A 5 Stelle quello del deputato grillino: 10 mila euro


ROMA – Lo stipendio a 5 Stelle del deputato grillino: 10 mila euro, con mezza indennità.
Anche con il dimezzamento dell’indennità, arriverà a prendere 9.972 euro. Insomma, praticamente 10 mila euro al mese, uno stipendio a 5 Stelle. Il dimezzamento dell’indennità ordinato da Beppe Grillo, infatti, vale 2500 euro di rinuncia, essendo, grosso modo, l’indennità lorda di 10435 euro alla Camera (10385 euro al Senato).
Dalla diaria ai rimborsi spese, invece, l’ordine di scuderia è accettare. A proposito della diaria, va riconosciuto, che agli assenteisti verranno decurtati 206,58 euro per ogni seduta mancata, e fino a 500 euro in caso di assenza da commissioni o giunte parlamentari. Con l’aiuto del quotidiano La Stampa che l’ha stilata, proponiamo una tabella dello stipendio mensile del parlamentare grillino.
2.500 euro di indennità. Con il taglio del 50% questa è la quota netta.
3.503 euro di diaria. Può subire decurtazioni da 200 fino a 500 euro per ogni assenza.
3.690 euro per le spese. Il 50% è rimborsato forfettariamente il 50% deve essere documentato.
1.331 euro per i trasporti. L’importo massimo per i trasferimenti (in taxi) dei deputati in aeroporto
258 euro per il telefono. Quota mensile per il rimborso spese annuale previsto per i deputati perle spese telefoniche
-1.310 di trattenute. 526,66 al mese per l’assistenza medica e 784 per l’assegno di fine mandato
 Totale mensile: 9.972 euro 

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/stipendio-5-stelle-10-mila-euro-deputato-grillino-1503930/



Elezione presidenti, doppia fumata nera. In corso la seconda votazione alla Camera 


fonte immagine ansa camera dei deputati 

 

Elezione presidenti, doppia fumata nera. In corso la seconda votazione alla Camera

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Al via la XVII legislatura ma sia alla Camera sia al Senato è "fumata nera" dopo le prime votazioni per i rispettivi presidenti. Nulla di fatto, dunque: manca l'accordo tra le forze politiche, con Pd e Pdl e Scelta civica che hanno lasciato la scheda bianca, mentre il M5s ha votato i propri candidati Roberto Fico per Montecitorio (108 voti) e Luis Alberto Orellana per Palazzo Madama (52 voti). Alla Camera è in corso la seconda votazione: il quorum è la maggioranza dei due terzi, considerando anche le schede bianche. Al Senato si ricomincerà alle 16. In mattinata, all'apertura dei lavori, rinuncia subito una senatrice grillina. Tra i subentranti del Pdl spiccano Scilipoti e Minzolini. La cronaca della giornata.
Ore 15,47. Vendola spinge per la presidenza della Camera al M5S
Sel continua a spingere per una convergenza del centrosinistra sul candidato grillino alla guida di Montecitorio. Ad auspicarlo è Nichi Vendola in una conferenza stampa a Montecitorio: «Spero si determini una scelta in favore di un candidato del Movimento 5 Stelle».

Ore 15,40. No del Pdl all'ipotesi Monti presidente
Anche dal Pdl arrivano fernate su Monti presidente a Palazzo Madama. AI microfoni di Tgcom 24 Beatrice Lorenzin la definisce «una cosa incredibile perché non capisco da cosa nasce. C'è un accordo di governo - spiega - o c'è il Pd che cerca solo una maggioranza a qualsiasi costo. Sono chiacchiere».

Ore 15,30. Democratici preoccupati per una presidenza Monti al Senato
L'ipotesi di una presidenza Monti al Senato non convincerebbe fino in fondo il Pd. I democratici sarebbero preoccupati del vuoto al vertice del Governo che si creerebbe fino alla nascita del nuovo Esecutivo. Con le possibili conseguenze di instabilità che questa situazione provocherebbe anche all'estero e sui mercati.

Ore 15,18. M5s, Crimi nega la defezione dei grillini su Orellana
Sono stati 52 i voti che il candidato del Movimento cinque stelle alla presidenza del Senato Luis Alberto Orellana ha raccolto nella prima votazione a Palazzo Madama. Nessuna defezione - i senatori grillini sono 54 - perchè, spiega il capogruppo Vito Crimi, «Orellana non ha votato per se stesso, lasciando scheda bianca» e la senatrice Giovanna Mangili si è dimessa e non è ancora stata sostituita.

Ore 15,15. Olivero: Monti presidente Senato con governo larghe intese
«Mario Monti non sta cercando di diventare presidente del Senato, tuttavia sarebbe disponibile a questa ipotesi solo nel quadro di un governo di larghe intese». Lo spiega Andrea Olivero, coordinatore politico di Scelta Civica.

Ore 15,11. Grillo sul blog: P2 al governo, come sempre
«Licio Gelli presidente della Repubblica. Silvio Berlusconi tessera numero 1816, ministro della Giustizia. Fabrizio Cicchitto tessera numero 2232, presidente Copasir!». È l'ultima provocazione di Beppe Grillo che rilancia sul suo blog un articolo a firma di Nicola Biondo dal titolo: "P2 al governo: come sempre".

documenti

Ore 14,52. Camera, al via seconda votazione
È in corso nell'Aula della Camera la seconda votazione per l'elezione del presidente. Il quorum richiesto in questa votazione è la maggioranza dei due terzi considerando anche le schede bianche.

Ore 14,48. Lombardi (M5S): giornata inutile, bruciati 420mila euro
Il M5S critica la lentezza delle operazioni di voto alla Camera per l'elezione del presidente «È uno spreco di denaro pubblico perché, con un metodo normale, una votazione del genere si potrebbe effettuare in mezz'ora» spiega spiega Roberta Lombardi, capogruppo designato alla Camera. «Abbiamo calcolato che si sprecano 420mila euro».

Ore 14,11. Alla Camera vincono le schede bianche, a Fico (M5S) 108 voti
Nella prima votazione per il presidente della Camera, 459 deputati hanno lasciato la scheda bianca. Roberto Fico (M5S) ha ottenuto 108 voti. Il quorum richiesto era di 420 (pari alla maggioranza dei due terzi dei componenti dell'assemblea). Dalla seconda votazione (in programma alle 14,45) per essere eletti bisogna ottenere voti di almeno due terzi dei votanti. Si contano anche le schede bianche.

Ore 14,01. I conti del M5S non tornano
Con i 52 voti il grillino Orellana è risultato il candidato più votato. Ma all'appello manca comunque un voto. Considerando che i componenti del M5S a Palazzo Madama sono 54 e che Giovanna Mangili ha comunicato le dimissioni prima ancora che iniziasse la seduta.

Ore 13,55. Prove di pic-nic a Montecitorio
Due neo-deputate del Pd escono dalla buvette con piatto in mano e bichiere per mangiare sui divanetti del Transatlantico: vengono avvertite dei giornalisti che è vietato e tornano indietro.

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