L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 17 marzo 2013

Quindici uomini sulla cassa del morto

Quindici uomini sulla cassa del morto

Quindici uomini sulla cassa del morto M5S+L

 La situazione è semplice. Non c'è qualcosa di giusto o sbagliato a priori. Sul piano razionale, così come su quello etico, il voto secondo coscienza e quello compatto secondo indicazioni prese in via preliminare, collegialmente, pari sono. Oggi 15 senatori del Movimento Cinque Stelle, o giù di lì, hanno ritenuto che scongiurare una possibile riconferma di Renato Schifani - che tutto sommato è stato l'avvocato e il socio di personaggi implicati in vicende mafiose - fosse un'azione meritoria. E hanno votato Pietro Grasso o in ogni caso hanno agevolato la sua elezioni, votando liberamente. Non è un ragionamento sbagliato in sé e per sé. Un presidente del Senato a Cinque Stelle non era possibile: non c'erano i numeri, dunque alternative pratiche (e non meramente stilistiche) non ce n'erano molte. Hanno fatto bene? In senso assoluto, magari sì.
 Ma c'è un "ma". Tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle hanno firmato unCodice di Comportamento. Tale codice dice che le votazioni in aula sono decise "a maggioranza dei parlamentari del M5S". Cosa significa? Che prima di schiacciare il fatidico bottone, i parlamentari si riuniscono, discutono, prendono una decisione univoca per alzata di mano, poi vanno in aula e pigiano compatti. Tutti insieme. Non si parla di voto secondo coscienza né di libertà di voto, e in ogni caso il voto segreto è un palese controsenso rispetto al castello teorico sul quale si fonda tutto il Movimento Cinque Stelle. Un Cinque Stelle il suo voto lo dichiara. Sempre. Una questione di fine-vita può contemplare, comprensibilmente, il voto secondo coscienza. Ma l'elezione di un Presidente del Senato cosa ha a che fare con le questioni di coscienza? Probabilmente la situazione è semplicemente sfuggita di mano. Il Codice di Comportamento può essere giudicato giusto, sbagliato, democratico, anti-democratico, ma c'è una cosa che conta più della democrazia, ed è la correttezza, insieme alla responsabilità e alla fiducia. Qualità senza le quali nessuna democrazia è possibile. E poi, non avevano detto che avrebbero votato compattamente il loro candidato, e nessun altro? Perché agevolare titoloni su Repubblica come "I grillini spaccati"?

Senatore M5S racconta cosa è successo veramente

 Ora, i 15 hanno preso i voti, alle Parlamentarie, da altri attivisti che gliel'hanno concessi sulla base di quelle premesse stabilite nel Codice di Comportamento. E' stato il primo patto di ferro tra elettori ed eletti, siglato all'interno di un Movimento che è arrivato nelle istituzioni, con un atto rivoluzionario, proprio denunciando l'assenza di qualsiasi vincolo o responsabilità politica tra i cittadini e la casta. Quei 15 uomini hanno guadagnato la loro posizione promettendo di far saltare il banco e di capovolgere i rapporti di forza: non più una élite di incontrollabili ormai slegata da qualsiasi meccanismo di controllo, ma la base della piramide a dettare le regole e i vertici ad eseguire. Questo è il Movimento Cinque Stelle. Questa è la sua filosofia. Questo è il motivo che ha convinto otto milioni e mezzo di persone a votarlo.

 Giusta o sbagliata che fosse, quella promessa i senatori e i deputati a Cinque Stelle l'hanno fatta. E le promesse si mantengono. Altrimenti cade tutto. Invece, alla prima occasione, il patto di ferro ha già cominciato a sfrangiarsi. E' diventato di bronzo, magari finirà di rame. Non ci sono regole violabili e regole infrangibili. Chi tradisce anche un solo punto di un accordo scritto, potenzialmente può tradirli tutti, e la serie di reazioni a cascata che ne derivano hanno spesso conseguenze imprevedibili. Lo vediamo con l'escalation tra l'Italia e l'India sulla questione dei marò: sono venuti in Italia per gentile concessione, giusta o sbagliata che fosse la loro detenzione, a condizione che sarebbero tornati in India per il processo. Ce li siamo tenuti, e ora l'India si tiene il nostro ambasciatore, contravvenendo ai trattati internazionali sull'inviolabilità dei diplomatici. Possono farlo perché noi, per primi, abbiamo trasgredito alle regole.

 Quei quindici uomini sulla cassa del morto, come recitava un famoso adagio cantilenato dai pirati nell'Isola del Tesoro, hanno sciolto il sacro nodo della fiducia. Hanno iniziato a dividersi, a contestarsi, a prendere strade diverse. Altro che marcia su Roma! Ora sono come una chiesa sconsacrata. Presto potranno celebrare uno qualunque dei rituali della vecchia politica. Possono tuttavia prendersi le proprie responsabilità, venire allo scoperto e permettere agli elettori di capire e trarne le conseguenze. Se non lo faranno, potrebbero portare la "elle" che mancava al M5S, che diventerebbe così il morto nella cassa: il M5S+L.



p.s. qui Vito Crimi dice che la linea uscita dalla riunione preliminare era quella di non far vincere Schifani, ma poi qualcuno ha votato nulla, qualcuno bianca.. qualcuno "in libertà".... Se l'obiettivo fosse stato quello di "non far vincere Schifani", allora sarebbe bastato votare Grasso. Le bianche, le nulle e "la libertà" non avrebbero dato nessuna garanzia. Quindi non c'era nessuna linea, oppure a conti fattiqualcuno è andato per i fatti suoi... Ma non lo sapremo mai, perché la diretta streaming non c'era.



Repubblica 17 marzo 2013 Grillo Crimi Senato Schifani Grasso


Grillo contro I dissidenti per Grasso, ma su blog è polemica



Vacciano su Facebook: ho votato Grasso, pronto a dimettermi


Le reazioni alle parole di Grillo non sono tutte positive. Lo scontro dunque non accenna a placarsi, il primo passaggio parlamentare ha messo M5S davanti al bivio 'purezza o partecipare al gioco della politica'

Il blog di Beppe Grillo
Il blog di Beppe Grillo
Roma, 17-03-2013

"Lunedi' e martedi' saro' a Roma per discutere l'opportunita' delle mie dimissioni". Lo scrive su Facebook Giuseppe Vacciano, senatore del M5S, che dichiara di aver votato Pietro Grasso, contravvenendo alle indicazioni del gruppo. "Se si cercano i colpevoli di 'alto tradimento ai principi del M5S', ecco, uno l'avete trovato. 

L'elezione di Grasso ha aperto un duro scontro dentro M5S e se Beppe Grillo ha attaccato i 'dissidenti' del suo partito che hanno votato l'ex procuratore
anti-mafia, sul suo blog sono tantissimi anche i commenti di chi invece difende quella scelta e attacca il leader. Grillo ha aspettato le 22.55 di ieri sera per commentare sul suo blog il fenomeno dei 12 voti M5S probabilmente confluiti su Pietro Grasso
al Senato, parole dure e invito alle dimissioni per chi si è "sottratto all'obbligo" previsto dallo statuto del movimento di votare rispettando le decisioni prese a maggioranza dal gruppo. Da allora è scoppiata la polemica e alle 17 di oggi erano 9.288 i commenti sotto al 'post' del leader.
Grillo ha scritto: "Nella votazione per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto. Nel 'Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento' sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al
punto Trasparenza è citato: Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S. Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze".

Lo scontro in reteLe reazioni, però, non sono tutte positive. Andrea P. Scrive cinque minuti dopo e chiede: "Salve, volevo sapere come mai non è stata mandata in streaming la riunione di oggi e se fosse possibile recuperarla da qualche parte". M5S, infatti, ha fatto
della trasparenza uno dei suoi cavalli di battaglia e questo militante vuole sapere perché non ha potuto assistere via internet alla riunione dei senatori. Al contrario, Fabio B. di Arezzo dice: "NOMI E COGNOMI, bravissimo Beppe. Basta coi furbini". Così pure Antonello S.: "20 dissidenti M5s al senato??? tutte le nostre speranze per allontanare i mercanti dal tempio siete voi del movimento 5 stelle. non ci deludete, e non fate il gioco di queste vecchie volpi della politica...".
Altri, come Massimo M., attaccano Grillo e i fedelissimi:"Mafiosi! Volete "eliminare" chi non obbedisce al padrino!". E Daniele G. Aggiunge: "Chiunque abbia votato per Grasso ha fatto BENE! Ma ci mancherebbe...". Non sono eccezioni, i commenti si
dividono a metà, tra favorevoli e contrari. Se i fedeli a Grillo parlano di "tradimento" e qualcuno addirittura paragona il leader a "Mosé", altri come Asprigno P. ribattono: "Non mi piace questo post, minaccioso, cosa facciamo, espelliamo un paio di
parlamentari a settimana? allora sì diamo ragione ai detrattori".

E 'massy bachi' da Fiesole attacca: "buffone.. la rete vuole GOVERNARE SEI UN BUFFONE GRILLO". Tanti sostengono la tesi di Clino V.:"Ma cosa vuol dire? che si doveva lasciar votare Schifani, che è una sorta di sciacallaggio al paese?". E un tale
Michele Apicella aggiunge: "Ma vaff... !!! Hai chiesto il parere degli elettori del movimento prima di formulare il tuo editto? Quindi era meglio Schifani?!? Ma vaff...". Francesco C., di Monza, uno dei commenti più recenti, la mette così: "Ragazzi mi
sono letto tutti i commenti di questo post. Molti affermano e difendono i senatori che hanno votato Grasso. Io vorrei ricordarvi che senza regole non funziona nulla. Benché i propositi potrebbero essere anche buoni, vi ricordo che nella vita esistono regole".
Insomma, uno scontro che non accenna a placarsi, il primo passaggio parlamentare ha messo M5S davanti al bivio 'purezza o partecipare al gioco della politica'.






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