L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 19 aprile 2013

Mafia/Palermo, sequestrata catena negozi di lusso "Bagagli"


Mafia/Palermo, sequestrata catena negozi di lusso "Bagagli"

Sigilli a beni per un valore che ammonta ad oltre 16 milioni


      INFOPHOTO
Palermo, 15 mag. (TMNews) - La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha sequestrato beni per un valore che ammonta ad oltre 16 milioni di euro. Il provvedimento, disposto dal Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, ha riguardato la totalità delle quote sociali e dei beni aziendali della società Bagagli srl, leader nel settore vendita di articoli "griffati" di pelle, scarpe, abbigliamento, accessori di abbigliamento, valigeria ed altro, con lussuosi punti vendita nel capoluogo siciliano, in provincia ed a Catania. Le indagini della Procura, in completa sinergia con la DIA, hanno messo in risalto le figure del Salvatore Milano e Filippo Giardina e l'aspetto patrimoniale dell'attività commerciale.

Il primo è uno storico "uomo d'onore" della famiglia di Palermo Centro, già destinatario di condanne definitive per associazione mafiosa e di misure di prevenzione personali, in atto detenuto, agli arresti domiciliari, presso la propria abitazione. Il secondo è da considerarsi soggetto socialmente pericoloso, perché vicino ad alcuni affiliati a Cosa nostra, nonché prestanome di Salvatore Milano.

Sulla responsabilità e sulla pericolosità sociale di Giardina, la Procura ha tenuto conto anche delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, che hanno delineato la sua figura ed il suo ruolo di prestanome.

Questo, tra l'altro, è stato confermato dall'analisi dei pizzini sequestrati al momento dell'arresto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. La Direzione Investigativa Antimafia è riuscita ad evidenziare la sperequazione tra il valore dei redditi dichiarati, e dai suoi familiari, ed il patrimonio acquisito.

La DIA ha dimostrato l'esistenza di accordi, intrapresi dai formali intestatari dell'attività commerciale, con alcuni soggetti in grado di subentrare, formalmente, nell'amministrazione nonché nella compagine societaria della citata attività commerciale e di eventuali altre società alla stessa riconducibili, al fine di eludere eventuali sequestri.

I sigilli sono scattati dunque per le quote e il complesso dei beni aziendali della società Bagagli ed hanno interessato lussuosi locali del centro di Palermo, Catania e Bagheria, oltre a 44 tra appartamenti, magazzini e terreni; una rivendita di tabacchi, due autoveicoli, una moto di grossa cilindrata, 26 rapporti bancari e di una imbarcazione di circa 20 metri di lunghezza.

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Il tribunale Misure di prevenzione di Palermo ha sequestrato otto negozi e altri beni che hanno un valore complessivo di 16 milioni di euro. Indagato l'imprenditore Filippo Giardina, accusato dai pentiti di essere stato in affari con il boss Salvatore Milano. Indagine sulla sponsorizzazione del Palermo



Giardina e Milano sono cugini acquisiti, ma fra di loro ci sarebbe stato un vincolo ancora più stretto. Questa è la tesi della Direzione investigativa antimafia, diretta da Arturo De Felice. Racconta il pentito Andrea Bonaccorso: "Sapevo che Milano detto Tatieddo aveva interessi nei negozi Bagagli. Un giorno, dopo avere utilizzato una carta di credito clonata in un negozio della catena, per effettuare degli acquisti, fui chiamato da Salvatore Milano. Mi chiese espressamente di rimborsare Giardina per la truffa che avevo fatto".

Il nome "Bagagli" era stato trovato anche in un pizzino di Salvatore Lo Piccolo: "Totucc Milano Bagagli". Da questa frase è iniziata l'indagine della Dia. 

Nell'ambito di un'altra indagine è emersa anche un'intercettazione che dice chiaramente degli interessi del boss Milano nella catena Bagagli. Il dirigente del Palermo Antonio Schio diceva a Milano: "Mi ha chiamato Filippo perché insomma ha fatto, ha fatto la pubblicità con Cavani". E il boss diceva soddisfatto: Eh, senza spese, senza usare soldi, risparmiare sempre". In un'altra conversazione, Schio rappresentava a Milano l'esigenza dell'allora allenatore del Palermo Stefano Colantuomo di acquistare un paio di scarpe. Il boss non ebbe dubbi e invitò subito Schio ad accompagnare Colantuomo in uno dei negozi Bagagli, per prendere "gratuitamente" un bel paio di scarpe. Quel giorno, nelle intercettazioni, finì pure l'ex direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, che ringraziò addirittura il capomafia: "Tu, tu c'hai lo zampino a tutte le parti, sei lo zampino... Grazie di tutto".

La Procura indaga anche sul contratto di sponsorizzazione fra la catena di negozi "Bagagli" e la società Palermo calcio, stipulato negli anni scorsi. I pm ipotizzano che l'accordo sia stato mediato, o forse addirittura imposto, da alcuni esponenti mafiosi, da Salvatore Milano in particolare. Al palazzo di giustizia sono stati già ascoltati alcuni dirigenti rosanero e anche gli ex giocatori del Palermo che fecero da testimonial a "Bagagli", da Andrea Barzagli a Cristian Zaccardo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

SCUSATE SAPETE COM'E' ANDATA L'UDIENZA DI INELEGGIBILITA' PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO ? GRAZIE