L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 2 aprile 2013

In carica i saggi: "8-10 giorni di tempo" Alfano attacca il Pd: vuole prendersi tutto


In carica i saggi: "8-10 giorni di tempo"
Alfano attacca il Pd: vuole prendersi tutto

I due gruppi, dopo un incontro con Napolitano, hanno iniziato a lavorare: "Non indicheranno una soluzione di governo". Scetticismo dai partiti, ma il vero scontro è proiettato sulla scelta del nuovo presidente. Ira del Pdl sull'ipotesi Prodi: il segretario pdl contro Bersani


In carica i saggi: "8-10 giorni di tempo" Alfano attacca il Pd: vuole prendersi tutto
Napolitano riceve i "saggi" al Quirinale (ansa)

ROMA - Ha inizio l'attività dei due gruppi di lavoro, i cosiddetti dieci saggi, voluti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli esperti sono saliti oggi al Quirinale per ricevere dal capo dello Stato i dettagli del mandato. I primi a riunirsi sono stati i sei saggi incaricati di occuparsi delle tematiche economico sociali. Si tratta di Enrico Giovannini, Giovanni Pietruzzella, Salvatore Rossi, Enrico Moavero Milanese, Giancarlo Giorgetti e Filippo Bubbico. A seguire, la riunione del gruppo dei saggi che si occupano delle tematiche istituzionali composto da Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante.



Dopo l'incontro, il presidente Napolitano ha rilasciato un comunicato stampa in cui quantifica in otto o dieci giorni il tempo giusto per il lavoro della task force e spiega la sua decisione, molto criticata nelle ultime 72 ore: "L'indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi (...). Comprendo il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili (...). Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il Cnel, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili".



Il presidente ha poi ribadito che con la scelta dei dieci 'saggi' non c'è un'esautorazione del Parlamento, ma solo il tentativo di favorire un accordo politico per la formazione di un governo. "Questo non significa - ha detto Napolitano nell'incontro con i 10 esperti - che questi gruppi di lavoro indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un po' al centro dell'attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, questioni da affrontare, sia di carattere istituzionale sia di carattere economico-sociale nel contesto europeo, anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito".



Sul loro incarico non si placa però la polemica politica. I partiti non sono convinti della mossa di Napolitano e lanciano forti critiche, anche se il capo dello Stato precisa che la loro funzione è ricognitiva. Il Pdl definisce l'iniziativa del Colle una sostanziale perdita di tempo e insiste per una coalizione di governo ampia e la scelta di un nuovo presidente della Repubblica espressione dei moderati, chiedendo in alternativa che si vada subito a votare.



Ma il Pdl, con il segretario Angelino Alfano, è particolarmente duro anche con Pier Luigi Bersani, che parla di necessarie "convergenze" ma dice "no" al "governissimo" in quanto "zattera" della vecchia politica e "no" alla supina accettazione di una candidatura dal Pdl per il Colle. "Ancora una volta ribadisco una disponibilità a collaborare nell'interesse dell'Italia - afferma Alfano -. Ma se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo". Rincara Fabrizio Cicchitto: "Cosa deve dire o fare di più Grillo per far capire a Bersani che non gli dà i voti per far nascere il suo governo? (...) L'altra alternativa è quella di chiedere a noi un sostegno alla vergognosa, magari volatilizzandoci dall'aula del Senato. Ma tutto questo è ovviamente fantapolitica". 



Bersani incassa invece il plauso di Nichi Vendola. Il leader di Sel scrive su Twitter:  "Bravo bersani, nessuna alleanza con Berlusconi. No al governo della conservazione, serve un governo del cambiamento. No al governissimo". 



Attacchi molto duri sono arrivati anche dal Movimento 5 Stelle, che con il capogruppo Vito Crimi si è spinto fino al punto di affermare che il capo dello Stato, piuttosto che riconfermare fiducia al governo Monti, avrebbe fatto meglio a far decollare il tentativo di Pierluigi Bersani.   



Mentre Bersani torna a rilanciare il programma in otto punti, dicendosi disponibile a farsi da parte se il suo nome dovesse essere "il" problema, i democratici, pur piuttosto divisi al loro interno, si mostrano comunque collaborativi con il Colle. "Il Pd è vicino alla scelta fatta dal presidente Napolitano. Ci auguriamo che la commissione dei 10 saggi dia un contributo per far partire la convenzione delle riforme", ha detto il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza.
Gli unici convinti fino in fondo della scelta del Quirinale sembrano in realtà essere i centristi di Scelta civica. "Il presidente Napolitano ha perfettamente ragione sulla paradossalità della situazione. Il Capo dello Stato oggi mette in luce una certa ipocrisia che c'è nei partiti: tutti pronti nell'elogio e poi si comportano in modo diametralmente opposto. Mi pare sia questo il suo principale motivo di amarezza", afferma il coordinatore Andrea Olivero.



Ma come detto il vero problema, più che il ruolo e i tempi a disposizione dei 10 saggi, sembra riguardare l'imminente partita per il nuovo inquilino del Quirinale. Stando ad indiscrezioni raccolte dal Corsera Bersani sarebbe tornato a prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di una candidatura di Romano Prodi che potrebbe raccogliere consensi nel M5S (ma fonti anonime del Movimento oggi hanno smentito, definendo il Professore "troppo legato ai vecchi partiti"), aprendo però uno scontro frontale con il centrodestra. "Sarebbe un atteggiamento irresponsabile del Pd fare il pieno delle cariche con un solo terzo dei voti", ha ribadito Maurizio Gasparri. "Saremmo - aggiunge l'ex ministro - di fronte a uno strappo delle norme della democrazia. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione questa ipotesi obbrobriosa"

Nessun commento: