L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 17 maggio 2013

Mafia, colpo al clan di Resuttana Maxi sequestro al boss Madonia I prestanomi quei beni non sono di madonia from Pino Ciampolillo

Mafia, colpo al clan di Resuttana  Maxi sequestro al boss Madonia

Venerdì 17 Maggio 2013 - 16:39

Si tratta di un appartamento in via Olivella, di un deposito in via Musotto, una villa a Custonaci. Inoltre, due polizze sulla vita e numerosi rapporti bancari tra cui libretti di risparmio postale, conti correnti , depositi e titoli detenuti presso diversi istituti di credito.Tutto era riconducibile al farmacista Aldo Madonia e alla moglie.       


PALERMO - Colpo alle casse di Cosa nostra con un sequestro di oltre due milioni di euro di beni riconducibili al farmacista Aldo Madonia, esponente dell'omonima famiglia mafiosa del mandamento di Resuttana. Ad eseguire il sequestro su provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale, richiesto dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi, sono stati i carabinieri del Rosa. Madonia era stato arrestato il 5 dicembre 2008 con l'accusa di  associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni: è stato recentemente condannato nell'ambito del processo "Rebus" a sette anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Melfi.



Secondo l'accusa, reggeva il clan su mandato dei fratelli, che lo avevano tenuto in posizione "riservata", nel tentativo di preservarlo da indagini. ma, queste ultime, si sono proprio concentrate su di lui, facendo venire a galla la sua posizione al vertice della famiglia mafiosa e il suo conseguente ruolo rilevante nella gestione degli affari di famiglia e del patrimonio che la cosca aveva accumulato negli anni: era lui a rappresentare il punto di riferimento dei diversi reggenti che si erano succeduti alla guida del clan, ma anche l'esecutore delle dipsosizioni che venivano impartite dal carcere, da parte dei fratelli maggiori, detenuti. I beni finiti sotto sequestro risultano collegati anche alla moglie del boss, Carla Cottone.

Si tratta di un appartamento in via Olivella, di un deposito in via Musotto, una villa a Custonaci, nel territorio del Trapanese. Inoltre, due polizze sulla vita della compagnia Aviva di Milano, per un importo complessivo di cinquecentomila euro, partecipazioni a fondi comuni d'investimento acceso dalla Capital SGR S.p.A e numerosi rapporti bancari tra cui libretti di risparmio postale, conti correnti , depositi e titoli detenuti presso diversi istituti di credito.

Un provvedimento che rappresenta soltanto il culmine di un percorso investigativo che dopo aver consentito l’arresto degli esponenti di spicco della cosca, a partire dai figli del capo mandamento Francesco Madonia, morto in carcere nel 2007. Il sequestro avvenuto il 9 novembre 2009 aveva già sottratto alla cosca beni per un valore di 15 milioni di euro: erano risultati appartenenti a Salvatore, Giuseppe e Antonino Madonia e a dei loro prestanome. Ma un altro colpo alla stessa famiglia mafiosa è stato inferto il 13 novembre 2010, con un sequestro di sette milioni di euro.



Il tesoro occulto dei Madonia

Sequestrati 15 mln di beni a prestanome dei boss. Il procuratore Scarpinato lancia l'allarme sullo scudo fiscale

I carabinieri del Ros hanno eseguito ieri il sequestro di beni costituiti da immobili, terreni ed esercizi commerciali a Palermo per un valore di circa 15 milioni di euro. Il provvedimento, scaturito dall'indagine antimafia "Rebus" che nei mesi scorsi aveva già portato all'emissione di misure restrittive nei confronti di 10 indagati, costituisce la prosecuzione dell'azione investigativa su Cosa Nostra palermitana.

I beni  sequestrati sono riconducibili a prestanome collegati ai presunti boss mafiosi Francesco Madonia, morto in carcere nel 2007, e Francesco Di Trapani, anch'egli morto, ma nel 1992, all'epoca erano ritenuti rispettivamente capo e reggente del mandamento Palermo Resuttana. 
I carabinieri del Reparto operativo speciale, sequestrando 35 immobili, hanno scoperto una cospicua parte del tesoro di una delle più potenti famiglie mafiose di Palermo: il clan Madonia. Secondo l'accusa Antonino Madonia, nonostante fosse detenuto al 41 bis avrebbe impartito ordini a Maria Angela Di Trapani, moglie di suo fratello Salvatore, su come investire i soldi del clan. 
Sono stati sequestrati appartamenti, terreni, esercizi commerciali a Palermo, Cinisi, e Isola delle Femmine. In particolare, è stato posto sotto sequestro il bar Sofia di fronte all'ospedale Villa Sofia di Palermo. I Madonia ne avrebbero affidato la gestione a Massimiliano Lo Verde. 

"L'operazione colpisce una delle famiglie che hanno fatto la storia di Cosa nostra - ha spiegato il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato - Una famiglia che ha dimostrato di avere una grande capacità finanziaria. Siamo convinti, e su questo le indagini proseguono, che questi ultimi beni sequestrati siano solo una parte del patrimonio dei Madonia"
Nella conferenza stampa tenuta ieri per illustrare l'operazione Scarpinato ha criticato alcuni provvedimenti sullo scudo fiscale, attraverso il quale il governo proverà a far rientrare i capitali detenuti all'estero. Secondo il magistrato infatti i boss spaccerebbero i capitali mafiosi per evasione tributaria. "Non entro nel merito del provvedimento - ha concluso - ma si poteva strutturare meglio in modo che accanto alla necessità per lo Stato di fare cassa venisse garantita la lotta al riciclaggio dei capitali sporchi"

Il sequestro dei beni è stato emesso nei confronti di: Maria Angela Di Trapani, figlia di Francesco Di Trapani e moglie di Salvatore Madonia, a sua volta figlio di Francesco Madonia; Nicolò Di Trapani, figlio di Francesco Di Trapani; Emanuela Gelardi, vedova di Francesco Madonia; Giuseppe Guastella, uomo d'onore di vertice della famiglia di Resuttana; Aldo Madonia, figlio di Francesco Madonia; Antonino Madonia, figlio di Francesco Madonia; Giuseppe Madonia, figlio di Francesco Madonia; Salvatore Madonia, figlio di Francesco Madonia. Ad eccezione di Gelardi sono tutti detenuti. 
Aldo Madonia e Maria Angela Di Trapani sono risultati "i principali latori delle disposizioni impartite dai congiunti detenuti nonché punto di riferimento dei diversi reggenti succedutisi nella direzione operativa del mandamento; la donna in particolare, anche in virtù della tradizione mafiosa della famiglia di origine, ha svolto un'essenziale funzione di raccordo operativo tra il vertice del mandamento in stato di reclusione e i reggenti-sodali in libertà, nonché una puntuale azione nell'attuazione delle direttive ricevute per la gestione dell'ingente patrimonio occulto". "Peraltro - hanno spiegato gli investigatori - sempre attraverso Di Trapani il marito Salvatore Madonia ha inoltre tentato di far ritrattare un collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni aveva contribuito a definire in altro procedimento le responsabilità dello stesso detenuto". [Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

L’elenco dei beni sequestrati
- Ditta individuale BAR SOFIA di MASSIMILIANO LO VERDE, gestione del Bar Sofia e della annessa rivendita di tabacchi e di generi di monopolio;
- Villa sita in località Addaura, via Lopez de Vega, consistente in un fabbricato con piano S1, terra e primo piano ed indicato nel foglio catastale nr. 12 alla particella 2009;
- Magazzino iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Palermo, Foglio nr. 20, particella 895, Sub. 17, Cat. C/2 classe 8, consistenza 185 mq, R.C. 229,31 € nonché il reddito mensile da esso derivante; 
- Spezzone di terreno sito in agro di Palermo, Contrada Maiò, esteso are 9,78, in catasto riportato alla partita 61277, foglio 20 e particella nr. 12, successivamente suddivisa in due distinte ulteriori particelle nr. 1927 (mq. 468) e 1928 (mq. 510) appartenente alla società “Diego Madonia & C. S.n.c.” avente sede in Palermo, viale Resurrezione n°77/A; 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 7 (natura A/7 Abitazione in villini); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 9 (natura A/7 Abitazione in villini);
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 634 (natura C/2 Magazzini e locali di deposito); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 6 (natura A/7 Abitazione in villini); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 8 (natura A-Appartamento); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 1 (natura D/1 Opifici); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 635 (natura A-Appartamento); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 233 (natura T-Terreno); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 633 (natura C/2 Magazzini e locali di Deposito); 
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 193 (natura T-Terreno);
- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 632 (natura T-Terreno); 
- Appartamento – via Aldisio nr. 25 piano III – fgl 22 – part. 1264 – sub 16 di vani 6;
- Appartamento – via Aldisio nr. 47 piano II – fgl 22 – part. 1640 – sub 20 di vani 5,5;
- Locale commerciale – via Aldisio nr. 37 piano T – fgl 22 – part. 1264 – sub 8 di mq. 23;
- Appartamento – Palermo – via Alfano nr. 42 – fgl. 22 – part. 487 – sub. 1 di vani 4,5;
- Locale commerciale – Palermo – via Alfano nr. 44 – fgl 22 – part. 487 – sub. 2 di mq. 47; 
- Locale commerciale – Palermo – via Alfano 44/A – fgl 22 – part. 487 – sub. 3 di mq. 23, 
- Immobile di via Resuttana, n. 502,504,506, catastalmente iscritti a foglio 22, particella 237, sub 1,2,3,4, 
- Immobile di via Resuttana, n.520, piano terra, iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Palermo, Foglio nr. 22, particella 224, Sub. 2 il reddito mensile da esso derivante;
- Immobile ubicato in via Matteo Donia nr. 7 piano terra, iscritta al Foglio 22, Particella 838 del catasto di Palermo;
- Terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada San Giovanni, esteso are 97,77, iscritto in catasto al foglio 4, particella 111 (ex 111/a), 
- Un terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada Vecchio, esteso are 49,93 iscritto in catasto al foglio 13, particelle 713,714 e 715, sul quale insiste un piccolo corpo di fabbrica costituito da una elevazione fuori terra dalle caratteristiche di magazzino rurale in precarie condizioni;
- Terreno sito nel comune di Cinisi, contrada Cipollazzo, esteso are 27,32, iscritto in catasto al foglio 13, particella 812 e foglio 23 particella 70, libero da costruzioni, incolto;
- Terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada Vecchio, esteso are 14,58 iscritto in catasto al foglio 13, particelle 800 e 902, libero da costruzioni;
- Terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada Cipollazzo, esteso are 6,40, iscritto in catasto al foglio 23, particella 178, sul quale insiste una struttura in c.a. costituita da un unico grande vano completamente abbandonata e fortemente degradata; 
- Terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada Vecchio e Cipollazzo, esteso are 13,73, iscritto in catasto al foglio 13, particella 724, sul quale insiste un villino unifamiliare costruito abusivamente composto da due elevazioni fuori terra; 
- Box, cantinato (C/6) di 23 mq., sito in Palermo, piazzale Degli Alpini nr. 9 – piano S2 catastato al Foglio 22 – Particella 2416 – Sub 39. 
-  Terreno sito in Palermo, località Acquasanta, esteso are ventinove e centiare venti (mq. 2920), confinante con terreno venduto alla “Ammiraglio Costruzioni srl”, con il vicolo Pipitone, con terreno del Cantiere Navale. In catasto alla partita 40338, al foglio di mappa nr. 35, particelle: 2080 (ex 639/b) di are 12.82; 640 fabbricato rurale di ca 67, senza reddito; 641 fabbricato rurale di ca. 65, senza reddito; 644 frutteto di are 11.36, col RD. Di l. 212,52 ed agrario di l. 29,54; 645 fabbricato rurale di ca 29, senza reddito, 1045 fabbricato rurale di ca. 65, senza reddito (noria); 1143 frutteto di 2^, di are 2.86 col rd. di L.55,77 ed agrario7,44. 
- Villa al mare di via Agave N.C.E.U. di Carini – foglio 2 – particella 1752, sub 1 – 2 – 3 e 4, allibrata alla partita 15244. [LiveSicilia.it]




  • 22 milioni di euro sequestrati al clan Madonia – Di Trapani




  • Palermo, sequestrati alla mafia beni per oltre 2 milioni di euro.


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/10/indice-titolo-i-disposizioni-genera.html


"Quei beni non sono di Madonia"  Restituiti a un presunto prestanome

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/12/blog-post_12.html


  • IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE


http://lakupoladellapolitikaaisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/11/il-passaggio-del-testimone-di-riccardo-lo-verso-fonte-s-febbraio-2010-pentiti-razzanelli-addio-pizzo-5-isola-delle-femmine2.pdf

  • Mafia: sequestro ai Madonia, la famiglia che uccise Dalla Chiesa e Libero Grassi


http://isoladellefemmineaddiopizzo5.blogspot.it/2011/01/blog-post_6335.html
I prestanomi quei beni non sono di madonia from Pino Ciampolillo




Mafia: sequestrati beni per 2,5 milioni ad Aldo Madonia

carabinieri auto300di redazione
Palermo, 17 mag - Un ulteriore colpo al patrimonio di cosa nostra e’ stato portato a termine questa mattina dai carabinieri del Ros, con il sequestro dei beni riconducibili alla famiglia mafiosa Madonia del mandamento di Palermo- Resuttana.Il Tribunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, su richiesta della Procura distrettuale, vittorio teresi, ha disposto infatti il sequestro di beni nei confronti di Aldo Madonia, per un valore complessivo di 2.500.000 di euro. L’intervento scaturisce da un’attività investigativa, condotta sul mandamento palermitano di Resuttana, che aveva documentato il perdurante ruolo di vertice della famiglia Madonia nelle strategie di cosa nostra.

Aldo Madonia, dopo l’arresto del 5 dicembre 2008 per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni, e’ stato recentemente condannato, nell’ambito del processo rebus, alla pena di sette anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Melfi.
Le indagini, in particolare, avevano accertato il ruolo di Aldo Madonia, nella direzione della famiglia mafiosa di Resuttana e gestione degli affari di famiglia e del patrimonio illecitamente accumulato. in particolare era risultato il principale destinatario delle disposizioni impartite dai fratelli detenuti, nonché punto di riferimento dei diversi “reggenti” succedutisi alla guida operativa della “famiglia”. in tale ambito, èra emersa infatti la scelta dei vertici storici della famiglia di mantenere in posizione “riservata” Aldo Madonia, per tutelarlo dalle attività investigative e garantire così il controllo dell’organizzazione.
Al boss di cosa nostra ed alla moglie Carla Cottone e’ stato sequestrato un patrimonio costituito in particolare da :
–        un appartamento sito in Palermo, via Olivella;
–        un deposito sito a Palermo in via Musotto
–        una villa a Custonaci (Tp), localita’ Macarese,
–       . 2 polizze vita della compagnia Aviva di milano dell’importo complessivo di 500.000 euro;
–        rapporto di partecipazione a fondi comuni d’investimento acceso dalla capital Sgr spa.
–        numerosi rapporti bancari tra cui libretti di risparmio postale, conti correnti e depositi titoli detenuti presso diversi istituti di credito.
Il provvedimento completa un percorso investigativo che dopo aver consentito l’arresto degli esponenti di spicco dell’organizzazione criminale, ad iniziare dai figli del defunto capo mandamento Francesco Madonia (deceduto in carcere nel 2007), anche loro recentemente condannati per associazione mafiosa, ha depotenziato la struttura criminale attraverso l’apprensione delle ricchezze accumulate illecitamente, con gli interventi del 9 novembre 2009, (sequestro per un valore di 15 milioni di euro nei confronti Salvatore, Giuseppe e Antonino Madonia e dei loro prestanome) e del 13 novembre 2010 (sequestro per un valore complessivo di 7 milioni di euro nei confronti degli imprenditori Vincenzo Sgadari  e Michele Di Trapani).
L’indagine patrimoniale, nel complesso, ha documentato dettagliatamente le modalità di accumulazione di ingenti patrimoni illeciti da parte della famiglia mafiosa di Resuttana, confermandone la pervasività nell’economia legale.
l’individuazione e l’apprensione dei beni di origine illecita si conferma, pertanto, uno degli obiettivi primari dell’attività della procura distrettuale di Palermo, per depotenziare le organizzazioni di matrice mafiosa e limitarne la pericolosa forza economica.

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