L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 17 maggio 2013

BERLUSCONI INELEGGIBILE IL PD TACE


B. ineleggibile, il Pd tace

di Luca Sappino
Per legge il Cavaliere non può entrare in Senato perché concessionario di frequenze pubbliche. La giunta di Palazzo Madama ora deve applicare questa norma. Ma i parlamentari democratici chiamati a votare sono imbarazzati: «Non so, vedremo, devo leggere le carte». E la decisione potrebbe essere rinviata. Per sempre
(17 maggio 2013)

il capogruppo al Senato del Pd Luigi Zanda dice di sì all'ineleggibilità di Berlusconi e poi, sgridato da Enrico Letta, ci ripensa  . I senatori democratici membri della giunta per le elezioni si trincerano tutti, anche chi aveva firmato l'appello di 'Micromega', dietro al classico «devo leggere le carte», perché dal Pd, comunque vada, non arriverà alcuna indicazione. Non conviene e non serve: Berlusconi e il governo Letta sono già salvi. 

Il tema si ripropone sempre uguale dopo ogni elezione: le concessioni pubbliche rendono Berlusconi ineleggibile? La risposta del Parlamento è sempre la stessa: no. Eppure Zanda, giovedì, aveva acceso le speranze di chi sostiene di sì: «Secondo la legge italiana - ha detto il senatore all'Avvenire - Silvio Berlusconi, in quanto concessionario, non è eleggibile. Ed è ridicolo che l'ineleggibilità colpisca Confalonieri e non lui». 

L'entusiasmo è però durato un battito d'agenzia, perché dopo una telefonata del presidente del consiglio Enrico Letta e i rimproveri di alcuni colleghi di partito (Beppe Fioroni su tutti, in rima: «Una schermaglia al giorno leva il governo di torno»), Zanda ha corretto il tiro e precisato: «Da dieci anni esprimo una posizione personale, e non sarebbe serio cambiarla ora solo perché sono diventato capogruppo. Inoltre non faccio parte della giunta delle elezioni del Senato e quindi non voterò sull'ineleggibilità di Berlusconi». Insomma, sia chiaro che Zanda non parlava a nome del Pd. E, soprattutto, che la sua «è una posizione che non ha nulla a che vedere con la tenuta del governo Letta». 

Proprio nulla, è vero. E il perché lo spiega ancora, candidamente, Beppe Fioroni: «I problemi di Formigoni e Berlusconi erano già noti a tutti quando abbiamo deciso di far parte di questo governo, e l'ineleggibilità non è nel programma approvato dalle Camere». Non solo. «Oltretutto - aggiunge Fioroni, chiudendo la polemica - ne abbiamo discusso per vent'anni, e Zanda era presente...». C'era Zanda, e infatti ricorda: «Non mi sfuggono i precedenti della Camera che ha già votato varie voltre sull'eleggibilità di Berlusconi». Non che questa, si badi, possa essere però una colpa imputabile al Pd: «Il Pd - chiarisce Zanda - non ha mai dato indicazioni di voto ai componenti della giunta, che hanno sempre scelto con la propria coscienza e con la propria testa». 


Benissimo. E cosa decideranno questa volta? Le teste del Pd nella giunta sono otto, e tutte orientate dalla stessa parte, esclusa forse quella di Felice Casson, il più navigato, l'unico a dire di aver già deciso: «Conosco bene le carte e ho una mia posizione», dice il senatore che però non si espone, «per motivi di correttezza - precisa - preferisco non dire nulla prima che ci sia l'occasione per decidere sul tema».

Gli altri si dichiarano tutti impreparati. Doris Lo Moro, ad esempio, senatrice ed ex magistrato, con un passato nell'associazionismo antimafia di Libera subito premette, «Non mi aspetto alcuna indicazione dal gruppo», e poi aggiunge: «Che significa "voterà o no per l'ineleggibilità di Berlusconi? Questo è un tema serio e io lo affronterò senza pregiudizi». 

E 'senza pregiudizi' vuole lavorare anche Claudio Moscardelli, senatore laziale: «Ci devo riflettere - dice - non ho ancora visto le carte». Le carte no, ma il dibattito pubblico procede da vent'anni: si sarà pur fatto un'idea? «A maggior ragione - spiega il senatore - la decisione non c'entra nulla con le opinioni politiche».  

Il senatore Giorgio Pagliari, invece, che di mestiere fa il professore di diritto, parte deciso: «La questione politica del conflitto di interessi mi pare evidente, io ho anche firmato l'appello di 'Micromega'». Benissimo, si dirà. Peccato che Pagliari, come i colleghi, tenga subito ad aggiungere: «Da membro della giunta, però, mi riservo di esaminare bene le carte». 

Sì, perché tra firmare un appello ed esprimere un voto capace di far cadere il governo e terremotare la politica ce ne passa. Lo dice anche la senatrice Rosanna Filippin, segretaria del Pd Veneto, eletta alle primarie, e membro della giunta, che così si distingue dai colleghi con l'abitudine di firmare appelli: «Io ho troppo rispetto per il ruolo che ricopro. Non mi sembra opportuno sbilanciarsi prima di aver letto le carte, anche se si tratta di Berlusconi». Questo ovviamente, «quando e se - conclude la senatrice Filippin - ci troveremo a discuterene».


 


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Il capogruppo del Movimento al Senato Crimi conferma che i parlamentari voteranno a favore di un eventuale provvedimento giudiziario nei confronti del Cavaliere. E sostiene l’appello per applicare la legge sul conflitto d’interessi del 1957. Gli attacchi del Pdl ai magistrati? “Indegni”

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Berlusconi ineleggibile e sì a un’eventuale richiesta di arresto a suo carico. Sfida a tutto campo al Partito Democratico. Altro che gli otto punti di Bersani per un governo di minoranza che i Cinque Stelledovrebbero sostenere. Viceversa è il Movimento Cinque Stelle che riparte dalla questione chiave per l’elettorato del centrosinistra e, tuttavia, mai risolta in quasi 20 anni dallo stesso centrosinistra. CioèSilvio Berlusconi. La sua ineleggibilità e i suoi guai con la giustizia. E questo avviene nel giorno in cui il Cavaliere torna – suo malgrado – protagonista della cronaca nazionale, con il processo Ruby rinviato per il legittimo impedimento, la marcia di oltre 150 parlamentari del Pdl fino al tribunale e “l’occupazione” dello stesso Palazzo di Giustizia per qualche minuto, Alfano che chiede un incontro d’urgenza al Colle e chiama a una “emergenza democratica”.
Prima ancora delle leggi ad personam, prima ancora del conflitto d’interessi: Berlusconi è ineleggibileVito Crimi, capogruppo in pectore del Movimento Cinque Stelle al Senato, non ha dubbi: “Voteremmo per l’ineleggibilità di Berlusconi in quanto concessionario di servizio pubblico, se saremo in Giunta per le elezioni. E ci aspettiamo che anche altri votino per l’ineleggibilità, poi sia Berlusconi a fare ricorso”. Insomma: il Pd è avvisato e, si potrebbe dire, messo all’angolo. Perché il tema non solo sgombra il tavolo dal mini-programma di 8 punti (dove c’è comunque la legge sul conflitto d’interessi), ma non è certamente secondario per l’elettorato di centrosinistra.
Tutto parte dall’appello di Micromega che ha reso noto come una legge sul conflitto d’interessi esista già: si tratta della legge 361 del 1957, sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Tra i primi firmatari Andrea CamilleriPaolo Flores d’Arcais,Dario FoMargherita HackFranca RameBarbara Spinelliche chiedono al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata, e Berlusconi non avrà più nessuna immunità di impunità.
Spiega Micromega che nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi organizza i ricorsi dei cittadini elettori, poi respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera, con l’unico voto in dissenso di Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996. Con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”.
Ma il Movimento Cinque Stelle ha le idee chiare anche su una eventuale richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Berlusconi. La votereste?, chiedono i giornalisti. “Mi prende in giro? – risponde Crimi – E’ una domanda retorica, la risposta è sì. Ovviamente”. E’ ancora pendente, per esempio, la richiesta di autorizzazione a procedere alla perquisizione della cassetta di sicurezza del Monte dei Paschi di Sienasequestrata dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta di Napoli sulla corruzione dell’ex senatore Sergio De Gregorio (la Procura ha peraltro chiesto il processo immediato).
E il capogruppo al Senato dei Cinque Stelle torna anche sulla manifestazione dei parlamentari del Pdl al tribunale di Milano: “Dovrebbero avere maggior rispetto verso un potere dello Stato come quello giudiziario, anche se ha le sue criticità, ma attaccarlo in questo modo come fa il Pdl èindegno. Siamo arrivati anche alla visita fiscale a Berlusconi: magari sta veramente male, ma se ha qualcosa di più grave lo dica”. Questo mentre nessuno del Pd ha detto una parola sulla protesta dei berlusconiani contro la magistratura. Solo Nichi Vendola ha parlato definendo la manifestazione “un assedio eversivo allo stato di diritto” ed è un’immagine “terribile di un Paese che va a picco”. “Le manifestazioni all’interno dei tribunali – conclude – sono episodi intollerabili e la riacutizzazione dello scontro tra politica e giustizia rischia di portare il Paese allo sfascio”.
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PIANO QUALITA’ ARIA REGIONE SICILIA INTERPELLANZA ALL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA PER RITIRO PIANO 

http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/05/piano-qualita-aria-regione-sicilia-interpellanza-assemblea-reg-siciliana-per-ritiro-piano5.pdf

Ineleggibilità, il 23 marzo in piazza contro le marce eversive





Marco Travaglio ha assolutamente ragione quando scrive che il prossimo banco di prova per le forze politiche tutte, sarà rappresentato dalla decisioni che la Giunta per le elezioni sarà chiamata ad assumere in ordine alla eleggibilità degli eletti al Parlamento.
Sino ad oggi Berlusconi è sempre stato giudicato eleggibile nonostante fosse e sia titolare di una concessione pubblica e quindi incompatibile. Come si può escludere chi ha ricevuto milioni di voti? Questa, da sempre, la motivazione politica che ha comunque inferto una ferita gravissima al principio di uguaglianza, legittimando sin dall’inizio il conflitto di interesse.
In questi giorni la rivista Micromega ha raccolto quasi 200 mila firme per chiedere ai nuovi eletti di non ripercorrere la strada del 1994. I rappresentanti del Movimento 5 stelle, e di questo va loro dato atto, hanno già annunciato che voteranno per la ineleggibilità e, successivamente, daranno anche il via libera alle eventuali richieste dei magistrati relative al medesimo Berlusconi. Adesso spetta al Pd, ed anche a Mario Monti, prendere posizione e dimostrare che davvero un’epoca si è conclusa e che gli errori del passato sono stati compresi ed archiviati.
Qui non si tratta di scambiati appelli o delegazioni di ambasciatori, ma più semplicemente di affermare insieme un principio di condivisione e di votare compatti per riaffermare la superiorità della legge e della Costituzione su qualsiasi valutazione di opportunità o di opportunismo. Dal momento che i berlusconiani, in queste ore, hanno anche ritenuto di marciare contro i tribunali, di minacciare i giudici, ed oltraggiare la Costituzione, sarà anche il caso di reagire e di far sentire la voce di chi non ha intenzione di assistere ad altre iniziative eversive, come se nulla fosse.
Ci interessa poco sapere se Bersani, Renzi e Grillo faranno mai un governo insieme, anzi pensiamo che non accadrà, ma sarebbe invece auspicabile che ci fosse una reazione comune contro le marce anticostituzionali.
Il giorno 23 marzo, a Roma, i seguaci del Caimano si ritroveranno a Roma e, al di là delle chiacchiere, sarà una giornata contro la legalità democratica e il principio di uguaglianza tra cittadini. Quella stessa giornata dovrà vedere “Cento piazze per la Costituzione” animate da chi non ha più intenzione di assistere alla replica dello spettacolo che si è consumato davanti e dentro al tribunale di Milano. Decidiamo dove e come, ma non restiamo a guardare.
Almeno su questo, persino solo su questo, ma almeno per un giorno insieme contro gli imbavagliatori di sempre.

fonte ilfattoquotidiano.it




 

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/03/si-applica-la-legge-361-del-1957.html


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/03/alfonso-ciampolillo-senatore-movimento.html



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/02/risultati-elezioni-politiche-2013.html


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/02/grillo-e-m5s-lultima-fatica-e-un-nuovo_22.html

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