L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 22 maggio 2013

IN AFFARI CON LA MAFIA, NEI GUAI IMPRENDITORE DI SURGELATI

IN AFFARI CON LA MAFIA, NEI GUAI IMPRENDITORE DI SURGELATI


Operazione della Dia di Palermo. Sequestrati beni per 25 milioni, tra cui aziende, appartamenti, auto di lusso, terreni in Siciali. L'imprenditore era stato arrestato per rapine di pesce surgelato.

In affari con la mafia, nei guai imprenditore di surgelati
carabinieri

PALERMO - Beni per oltre 25 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia all'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 42 anne, ritenuto vicino a Cosa nostra. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Palermo su proposta avanzata nel dicembre del 2012 dal direttore della Dia Arturo De Felice, ha riguardato, aziende di surgelati alimentari, appartamenti e terreni in varie località della Sicilia occidentale, auto di grossa cilindrata, imbarcazioni e un noto ristorante. Secondo la Dia, Vetrano dovrebbe la sua fortuna imprenditoriale ai rapporti con elementi mafiosi di spicco, tra i quali Giuseppe Salvatore Riina, uno dei figlio del boss Totò Riina.



ARRESTATO PER RAPINE DI PESCE CONGELATO. Nel luglio del 1999, Salvatore Vetrano e suo padre Giacomo erano stati arrestati per aver nascosto nei frigo della loro ditta "Veragel srl" un carico di pesce rapinato a un autotrasportatore da soggetti vicini alla famiglia mafiosa di corso Calatafimi. Nel febbraio 2002, l'uomo era stato nuovamente arrestato con l'accusa di aver partecipato a un'altra rapina di pesce congelato, assieme a esponenti mafiosi. E ancora, nel febbraio del 2005, Vetrano e il padre erano stati arrestati per un'ordinanza di custodia cautelare, che aveva colpito anche i boss Benedetto Graviano e Cesare Lupo. L'ultimo arresto nel giugno del 2012, per il tentato omicidio dell'imprenditore Giuseppe Toia. Secondo la Dia, Vetrano avrebbe beneficiato anche di finanziamenti comunitari del Fondo europeo e avrebbe evaso le tasse sugli imponibili della sua attività commerciale. 



I SEQUESTRI. Il sequestro ha riguardato 7 aziende, due auto di grossa cilindrata, due yacht di oltre 20 metri, 20 immobili tra appartamenti, magazzini e terreni a Palermo, in provincia a Carini e Trabia e a Marsala (Trapani) e Sciacca (Agrigento), rapporti bancari e assicurativi, e un ristorante sulla costa palermitana.


La Dia di Palermo sequestra i beni di Salvatore Vetrano: anche la Veragel e il ristorante L'Orca di Isola

di Gioacchino Amato.





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PALERMO, 22 MAGGIO 2013 – Un maxi sequestro di beni per 25 milioni di euro è stato eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia nei confronti dell'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 42 anni.

Secondo gli investigatori, Vetrano sarebbe il "collettore" dei guadagni illeciti delle organizzazioni mafiose, in particolare della famiglia di corso Calatifimi. Vicino ai Graviano e al figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, Vetrano è anche proprietario del ristorante "L'Orca" di Isola delle Femmine e dell'azienda di prodotti surgelati "Veragel" di Carini.

Entrambe le attività sono state sequestrate dagli uomini della Dia di Palermo insieme ad altre sei aziende, due veicoli di grossa cilindrata, due imbarcazioni da diporto di oltre 20 metri, 20 immobili, fra appartamenti, magazzini e terreni ubicati a Palermo, Carini, Trabia, Marsala e Sciacca, rapporti bancari ed assicurativi.

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Il sequestro è stato richiesto dal direttore della Dia, Arturo De Felice e disposto dal Tribunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, presidente Silvana Saguto.

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Già nel luglio del 1999, Salvatore Vetrano e suo padre Giacomo, erano stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare perché, in accordo con la "famiglia" mafiosa palermitana di Corso Calatafimi, avevano nascosto in una cella frigorifera della "Veragel srl", il carico di pesce proveniente da una rapina ad un autotrasportatore, commessa da soggetti vicini alla "famiglia" mafiosa.

Nel febbraio 2002, Vetrano veniva arrestato perché ritenuto responsabile di avere rapinato un carico di pesce congelato, in concorso con altri soggetti organici a cosa nostra. Sempre Vetrano e il padre Giacomo sono considerati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo vicini al clan di Brancaccio, tanto che nella stessa ordinanza che coinvolge i due, compare il nome di Benedetto Graviano, 55 anni, negli anni '90 capo del clan di Brancaccio e fratello di Filippo e Giuseppe, condannati anche per l'omicidio di padre Puglisi. Con lui quello di Cesare Lupo, 52 anni, considerato il componente del triumvirato che gestiva il clan dei fratelli Graviano.

La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha accertato che Vetrano ha acquisito un consistente patrimonio immobiliare ed ha costituito numerose aziende, operanti nel settore del commercio di prodotti alimentari, anche beneficiando di finanziamenti comunitari erogati dal Fondo Europeo per la pesca in Sicilia, e nascondendo al fisco ingenti somme di denaro ricavate da queste attività commerciali. Nel giugno 2012 Salvatore Vetrano è stato arrestato per il tentato omicidio dell'imprenditore Giuseppe Toia avvenuto il 18 maggio dello scorso anno a Isola delle Femmine.

La Dia ha anche appurato la vicinanza di Vetrano a personaggi del calibro di Giuseppe Salvatore Riina e del suo amico di infanzia Gianfranco Puccio coinvolto in varie inchieste fra cui l'operazione "New Generation" sui giovani corleonesi emergenti. Secondo il Tribunale di Palermo e la Dia le imprese di Vetrano erano al centro di un virtuale crocevia fra attività illegale e legale: "una scalata imprenditoriale – affermano gli investigatori – che si inserisce nella commistione di interessi tra attività di impresa ed attività mafiosa traendo, in un settore strategico del circuito dell'economia legale, sostegno, consenso ed ampia visibilità".

Mafia: Palermo, sequestrati 25 mln beni a imprenditore surgelati


Mafia: Palermo, sequestrati 25 mln di beni a imprenditore di surgelati

(AGI) - Palermo, 22 mag. - Beni per oltre 25 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia all'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 42 anne, ritenuto vicino a Cosa nostra. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Palermo su proposta avanzata nel dicembre del 2012 dal direttore della Dia Arturo De Felice, ha riguardato, aziende di surgelati alimentari, appartamenti e terreni in varie localita' della Sicilia occidentale, auto di grossa cilindrata, imbarcazioni e un noto ristorante. Secondo la Dia, Vetrano deve la sua fortuna imprenditoriale ai rapporti con elementi mafiosi di spicco, tra i quali Giuseppe Salvatore Riina, uno dei figlio del boss Toto' Riina. Nel luglio del 1999, Salvatore Vetrano e suo padre Giacomo erano stati arrestati per aver nascosto nei frigo della loro ditta "Veragel srl" un carico di pesce rapinato a un autotrasportatore da soggetti vicini alla famiglia mafiosa di corso Calatafimi. Nel febbraio 2002, l'uomo era stato nuovamente arrestato con l'accusa di aver partecipato a un'altra rapina di pesce congelato, assieme a esponenti mafiosi. E ancora, nel febbraio del 2005, Vetrano e il padre erano stati arrestati per un'ordinanza di custodia cautelare, che aveva colpito anche i boss Benedetto Graviano e Cesare Lupo. L'ultimo arresto nel giugno del 2012, per il tentato omicidio dell'imprenditore Giuseppe Toia. Secondo la Dia, Vetrano ha beneficiato anche di finanziamenti comunitari del Fondo europeo e ha evaso le tasse sugli imponibili della sua attivita' commerciale.
  Il sequestro ha riguardato 7 aziende, tra cui la "Veragel srl" di Carini, due auto di grossa cilindrata, due yacht di oltre 20 metri, 20 immobili tra appartamenti, magazzini e terreni a Palermo, in provincia a Carini e Trabia e a Marsala (Trapani) e Sciacca (Agrigento), rapporti bancari e assicurativi, e il ristorante "L'Orca" di Isola delle Femmine, sulla costa palermitana.





Mafia, sequestro beni per Salvatore Vetrano

I surgelati della mafia, maxi confisca per l’imprenditore Vetrano

Sequestrate aziende tra cui la "Veragel srl", il ristorante "L'Orca" di Isola delle Femmine, auto di grossa cilindrata, due imbarcazioni di diporto oltre a numerosi appartamenti, magazzini e terreni a Palermo e provincia


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Mafia, sequestro beni per Salvatore Vetrano

Il centro operativo di Palermo, su iniziativa del direttore della Dia Arturo De Felice avviata nello scorso dicembre, ha eseguito un sequestro di un' azienda di surgelati e beni mobili e immobili per un valore di oltre 25 milioni di euro, disposto dal tribunale di Palermo. 

Il provvedimento, che rientra nel quadro delle attività istituzionali tese all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali, ha colpito l'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 42 anni, nei confronti del quale sono stati acquisiti elementi che lo hanno fatto ritenere un collettore degli interessi mafiosi nel commercio di prodotti surgelati, gestito anche tramite familiari.
Tra i beni oggetto del sequestro ci sono sette aziende, tra cui la "Veragel srl" di Carini, due veicoli di grossa cilindrata, due imbarcazioni da diporto di oltre 20 metri, 20 immobili, costituiti da appartamenti, magazzini e terreni ubicati in Palermo, Carini, Trabia, Marsala e Sciacca, rapporti bancari ed assicurativi, il ristorante "L'Orca", che si trova a Isola delle Femmine.
La Dia di Palermo ha accertato ed evidenziato nella proposta avanzata dal direttore della Dia come Vetrano ha acquisito un consistente patrimonio immobiliare ed ha costituito numerose aziende, operanti nel settore del commercio di prodotti alimentari, anche beneficiando di finanziamenti comunitari erogati dal Fondo Europeo per la pesca in Sicilia, nonché sottraendo a tassazione ingenti ricavi imponibili, frutto della propria attività commerciale. Vetrano, come suo padre Giacomo, sin dal 1999 sono stati oggetto di provvedimenti giudiziari cautelari per i legami fra le loro attività commerciali ed elementi di spicco di spicco di Cosa nostra, fra i quali il figlio di Totò Riina, Giuseppe e Gianfranco Puccio.


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