L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 18 maggio 2013

Lari sull'agenda rossa: "Pazzesco" Grasso: "Cercare la verità"


Lari sull'agenda rossa: "Pazzesco"
Grasso: "Cercare la verità"

Il procuratore di Caltanissetta: "Accerteremo di avere il video agli atti, ma c'e' da chiedersi per quale motivo non si stato segnalato come rilevante''. Il presidente del Senato: "Ogni passo avanti è positivo, cercare la verità"


CALTANISSETTA - ''Se fosse vero sarebbe pazzesco'': così il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari ha commentato la foto, pubblicata da "Repubblica", tratta da un video girato dai vigili del fuoco dopo la strage di Via D'Amelio, che immortala l'agenda rossa del giudice Paolo Borsellino accanto al corpo carbonizzato del magistrato. Il diario, in cui Borsellino appuntava spunti investigativi e riflessioni, ritenuto un elemento chiave anche per ricostruire il movente reale del delitto, e' scomparso dal giorno dell'eccidio. ''Si tratterebbe di immagini tratte da un video girato dopo l'esplosione dai vigili del fuoco: al 99 per cento e' stato visionato dalla Scientifica che ha raccolto tutte i filmati girati dopo la strage - spiega - Noi accerteremo di averlo comunque agli atti, ma c'e' da chiedersi per quale motivo non si stato segnalato come rilevante''. 

DOCUVIDEO Ecco i ladri dell'agenda di Borsellino

''O gli investigatori che con probabilita' altissime l'hanno visionato - aggiunge - hanno escluso che potesse essere l'agenda di Borsellino, ritenendo che non si sarebbe mantenuta 

integra vista la temperatura provocata dall'esplosione, oppure e' sfuggito all'osservazione''. ''Certamente - aggiunge Lari - c'e' da capire cosa sia accaduto''. Le indagini hanno sempre cercato l'agenda nella borsa del giudice, spostata dalla macchina e ritrovata vuota. Questa scoperta farebbe pensare che il magistrato avesse invece con se' il diario. ''Borsellino aveva qualcosa sotto l'ascella - conclude Lari - ma - si chiede - dal corpo sono saltati via gli arti: questo e' compatibile col ritrovamento dell'agenda integra come si vede dalla foto? Nel filmato, secondo quanto scrive Repubblica, si vedrebbe un uomo con un borsello nero, che indossa mocassini neri, pantaloni beige e una camicia bianca. L'uomo si avvicina al corpo del magistrato prima ancora che il cadavere venga coperto con un lenzuolo, e per due volte sposta con un calcio un pezzo di cartone per coprire parzialmente l'agenda. Una testimonianza resa in passato ai magistrati di Caltanissetta dall'ispettore di polizia Giuseppe Garofalo, parlava di ''una persona in abiti civili'' alla quale il poliziotto aveva chiesto spiegazioni ''in merito alla sua presenza nei pressi dell'auto blindata''. E quando gli chiese chi fosse, rispose di ''appartenere ai Servizi. Posso dire che era vestito in maniera elegante, con una giacca di cui non ricordo i colori''. 



Recentemente e' stato prosciolto l'ufficiale dei carabinieri Giovanni Arcangioli, fotografato mentre camminava in via d'Amelio con la borsa del magistrato: non c'era la prova che l'agenda fosse dentro la borsa. Una relazione di servizio della polizia racconta che quella borsa venne portata alla squadra mobile e consegnata all'allora dirigente Arnaldo La Barbera.



"Sono uno che tiene sempre ad accertare la verità, a cercare verità e giustizia. Quindi, qualsiasi passo in avanti si può fare per me è un fatto positivo comunque", ha commentato il presidente del Senato Pietro Grasso, che a Palermo ha partecipato alla fiera del Consumo critico di Addiopizzo.




Ecco l'agenda di Borsellino dopo la strage:
nelle foto mai viste la traccia del diario sparito

Una macchia di colore nitida, rossa, vicino a un corpo straziato. E un uomo misterioso: Paolo Borsellino non si separava mai dalla sua agenda rossa con lo stemma dell'Arma dei carabinieri: e fra quei fogli, annotava i suoi appunti più riservati dopo la morte dell'amico Giovanni Falconedi FRANCESCO VIVIANO
L'AGENDA rossa di Paolo Borsellino era lì dove avrebbe dovuto essere. A terra, integra, accanto al corpo carbonizzato del magistrato ucciso da un'autobomba in via D'Amelio insieme ai cinque uomini della sua scorta. L'agenda era lì, ben visibile ancora pochi minuti dopo l'esplosione, almeno fino a quando un uomo, non in divisa, si avvicina al corpo di Paolo Borsellino e, con il piede sinistro alza un pezzo di cartone che copre l'agenda rossa.  L'agenda è lì, per terra, accanto ad una delle auto blindate del magistrato e della scorta che ancora fumano dopo l'esplosione. 

DOCUVIDEO Ecco i ladri dell'agenda di Borsellino

L'uomo misterioso che si era allontanato di qualche metro torna indietro e sposta quasi del tutto quel pezzo di cartone. Eccola qui l'agenda rossa di Paolo Borsellino, quella da cui il magistrato non si separava e che tutti cercano invano da vent'anni. 

Ora c'è una prova schiacciante, un documento finora inedito, un filmato di oltre due ore girato nell'immediatezza della strage dagli operatori televisivi dei vigili del fuoco, accorsi in via D'Amelio quel maledetto pomeriggio del 19 luglio del 1992, per spegnere le fiamme causate dallo scoppio dell'autobomba piazzata da Cosa nostra sotto casa della madre del giudice.

In quel filmato un'agenda rossa si vede nitidamente a fianco del corpo carbonizzato  del magistrato. 

È quella di Paolo Borsellino? 

Certo, difficile pensare a una singolare coincidenza e che sia l'agenda di qualcun altro. A stabilirlo con certezza saranno i magistrati della Direzione Distrettuale di Caltanissetta che proprio nei giorni scorsi avevano acquisito numerosi filmati girati da tv nazionali e private e da videoamatori, nei minuti e nelle ore successive alla strage. Il tentativo era quello di trovare tracce di quell'agenda dove si presume che il magistrato avesse annotato appunti di lavoro e riflessioni. Proprio queste avrebbero potuto far luce sul reale movente della strage e sulle possibili responsabilità istituzionali a fianco di Cosa nostra. Perché il sospetto dei Pm di Caltanissetta è che Paolo Borsellino nelle ultime settimane della sua vita avesse scoperto la trattativa tra Stato e Mafia. 

Il filmato dei Vigili del Fuoco era stato acquisito, insieme ad altri video dalla Procura di Caltanissetta già 20 anni fa, ma evidentemente tra centinaia di ore di registrazione, questi chiarissimi fotogrammi che mostrano un'agenda rossa accanto al corpo di Paolo Borsellino sono sfuggiti all'esame degli inquirenti. Che il magistrato anche quella domenica del 19 luglio avesse l'agenda rossa con sé è certo, lo hanno ribadito più volte la moglie, Agnese Piraino Leto scomparsa da alcuni giorni, e i figli. Un'agenda che il magistrato teneva spesso in mano e che non lasciava quasi mai nella sua borsa di lavoro che invece, come avvenne il 19 luglio, affidava spesso alla custodia degli uomini della sua scorta. La borsa del giudice fu ritrovata sul sedile posteriore della macchina blindata ma al suo interno l'agenda rossa non c'era. Probabilmente perché, come dimostra ora il filmato di cui Repubblica è entrata in possesso, prima di salire a casa della madre, Borsellino l'aveva presa con sé. 

Chi è dunque quell'uomo che indossa mocassini neri, pantaloni beige su una camicia bianca e con un borsellino nero, che si avvicina a così tanto e ripetutamente al corpo martoriato di Borsellino, prima ancora che venga coperto pietosamente con un lenzuolo e per ben due volte sposta con un calcio quel pezzo di cartone che copre parzialmente l'agenda? Certamente un uomo in divisa, un "addetto ai lavori" che nessuno allontana dalla scena della strage in quei drammatici momenti in cui decine di poliziotti e carabinieri cercavano di mandare via tutti i curiosi. Un'immagine in linea con la testimonianza resa alcuni anni fa dall'ispettore di polizia Giuseppe Garofalo ai magistrati di Caltanissetta: "Ricordo di avere notato una persona in abiti civili alla quale ho chiesto spiegazioni in merito alla sua presenza nei pressi dell'auto blindata. A questo proposito non riesco a ricordare se la persona mi abbia chiesto qualcosa in merito alla borsa o se io l'ho vista con la borsa in mano o comunque nei pressi dell'auto del giudice. Di sicuro io ho chiesto a questa persona chi fosse e lui mi ha risposto di appartenere ai "servizi". Posso dire che era vestito in maniera elegante, con una giacca di cui non ricordo i colori".

Negli anni sono state molte le ipotesi seguite sulla sparizione dell'agenda rossa. Un filmato sembrava indicare nell'ufficiale dei carabinieri Giovanni Arcangioli l'uomo che cammina in via D'Amelio con la borsa del magistrato ma, inquisito, è stato prosciolto perché non c'è la prova che l'agenda si trovasse dentro la borsa. Una relazione di servizio della Polizia di Stato, invece, racconta che quella borsa venne portata alla squadra mobile e consegnata all'allora dirigente Arnaldo La Barbera. Ora il nuovo filmato fornisce una pista decisiva sul giallo dell'agenda rossa.  




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