L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 13 maggio 2013

PROCESSO RUBY, CHIESTI 6 ANNI DI CARCERE PER BERLUSCONI


PROCESSO RUBY, CHIESTI 6 ANNI DI CARCERE PER BERLUSCONI


di Redazione Cadoinpiedi.it - 13 maggio 2013

La requisitoria del Pm Boccassini che chiede pure l'interdizione perpetua dai pubblici uffici




Il pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria, ha chiesto 6 anni di reclusione per l'ex premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. 



Il pm Ilda Boccassini ha anche chiesto per Berlusconi l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. (ANSA) 

"Prima del 14 febbraio non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse". Lo ha detto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini nella sua requisitoria a Milano al processo che vede Silvio Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile. 

  E ''non vi è dubbio che Karima abbia fatto sesso con l'imputato e che ne abbia ricevuto dei benefici''. Quanto alle serate ad Arcore, il pm ha sostenuto che, in base ai tabulati telefonici acquisiti, la giovane marocchina ha ''anche dormito nella residenza di Berlusconi il 20 e 21 febbraio, il 9 marzo, il 4 e 5 aprile, il 24, 25 e 26 aprile 2010 e l'1 e il 2 maggio 2010''. Inoltre "nel momento in cui Karima viene portata ad Arcore, Emilio Fede sapeva che quella ragazza era minorenne; non poteva non saperlo". E' un altro passaggio della requisitoria. "Possiamo immaginare - ha continuato Boccassini - che Fede non abbia mai avvertito Berlusconi che stava introducendo nelle serata di Arcore una minorenne?". E anche ''Nicole Minetti, oltre a Conseisao e Pasquino, è consapevole della minore età di Karima. Sa quello che succede ad Arcore ed è del tutto evidente che quando si precipita in Questura (la sera del 27 maggio 2010, ndr) sa che Karima è minorenne'' ha sostenuto il pm, aggiungendo che ''il funzionario della Questura non poteva non sapere chi fosse Nicole Minetti''. 



Riferendosi poi al capo di gabinetto della Questura di Milano, ''non poteva non sapere chi fosse Nicole Minetti e che tipo di affinità 'elettive' avesse con Berlusconi" ha sostenuto Boccassini, ricostruendo la chiamata dell'ex premier a Pietro Ostuni per l'affidamento di Karima. La prima telefonata tra i due, ha spiegato Boccassini, avviene alle 23:49. "Prima di questa, Michelle Consensao aveva parlato con Berlusconi e lei era consapevole della minore età di Ruby". Nel corso della prima telefonata, Berlusconi segnala in Questura "la nipote del presidente Mubarak". 

''Quando Ostuni chiama il Questore sa che quella di Mubarak è una colossale balla" ha detto il procuratore aggiunto, aggiungendo che "la minorenne era già stata fotosegnalata" e nel corso delle prime telefonate Ostuni era stato messo al corrente che Ruby aveva negato di essere la nipote dell'ex presidente egiziano. Quella notte "il pm Annamaria Fiorillo aveva autorizzato a trattenere Karima in Questura fino al mattino successivo" ha detto Bocassini, ricostruendo nella sua requisitoria le telefonate intercorse tra il magistrato di turno del Tribunale dei Minori e la funzionaria della Questura, Giorgia Iafrate, nella notte tra il 27 e il 28 maggio. Le "pressioni" di Berlusconi avrebbero poi, secondo il magistrato, costretto i funzionari della Questura ad agire diversamente, affidando Ruby a Nicole Minetti. "Avvilenti le dichiarazioni della Iafrate che afferma che Fiorillo le aveva dato il suo consenso". E' invece "evidente e oltre ogni ragionevole dubbio che quella notte, a dispetto delle disposizioni di Fiorillo, la minore è stata consegnata a una prostituta tramite la Minetti, un rappresentante delle istituzioni". 

C'era quindi "una batteria, un apparato militare si scatena per proteggere la ragazza" ha sostenuto Boccasini. "Possiamo - ha aggiunto - credere a queste risibili dichiarazioni? E cioè che tutto ciò è stato fatto per proteggere una povera ragazza?". Karima "ha un solo obiettivo, entrare nel mondo dello spettacolo". Un sogno "che accomuna la stragrande maggioranza delle ragazze che frequentano la casa di Silvio Berlusconi, prostitute ma anche ragazze di buona famiglia" ha affermato Boccassini, spiegando che "tutte le persone volevano avvicinare il presidente con la speranza di ottenere favori, denaro e lavoro nel mondo dello spettacolo". ''Ruby aveva da Silvio Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore'' ha affermato il pm. Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero, ''anche il primo maggio, senza che avesse fatto nulla, (Karima, ndr) ha con sé una notevole quantità di denaro in banconote da 500 euro''. Secondo il pubblico ministero, "a fronte di tutte le circostanze elencate", una persona (Berlusconi, ndr) non "si attiva in questo modo" per una ''ragazzina conosciuta saltuariamente". Le telefonate dell'ex presidente del Consiglio in Questura, di conseguenza, sono servite, per il magistrato a "coprire quello che accadeva durante le cene di Arcore" e la stessa concussione deriverebbe, secondo l'accusa, da questo intento. (ADNKRONOS) 



Ruby, Boccassini: sistema prostitutivoorganizzato per il piacere di Berlusconi
Nessun dubbio: Karima si prostituiva
Requisitoria del pm al processo: «Il sistema faceva capo a tre persone in particolare: Fede, Mora, Minetti»


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ROMA - Silvio Berlusconi è finito imputato al processo Ruby anche per una legge introdotta dal suo governo: questo, in estrema sintesi, quanto ha sostenuto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini nelle premesse della sua requisitoria al processo Ruby al tribunale di Milano. Una requisitoria che si concluderà oggi con la richiesta di condanna del Cavaliere, accusato di concussione e prostituzione minorile.
«Prima di entrare nel merito delle imputazioni ascritte a Berlusconi - ha detto Ilda Boccassini - volevo ribadire l'importanza della tutela del minore al punto che sono intervenute due leggi importanti, una nel febbraio 2006, la numero 38, e l'altra nel marzo del 2008, volute dal governo Berlusconi, con lo scopo di combattere lo sfruttamento sessuale del minore».
«Le ragazze invitate facevano parte di un sistema prostitutivo organizzato per il piacere di Silvio Berluscon- ha detto Boccassini riferendosi alle feste dell'ex premier nella sua villa di Arcore - Un sistema che fa capo a tre persone in particolare: Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora».
«Non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse» ha detto Bocassini.
«Fede non poteva non sapere che Ruby era minorenne»«Nel momento in cui Karima viene portata ad Arcore, Emilio Fede sapeva che quella ragazza era minorenne non poteva non saperlo - sostiene Boccassini - Possiamo immaginare che una persona come Emilio Fede che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi non gli abbia detto che stava introducendo nelle serata di Arcore una minorenne?».
«Ruby e le altre ragazze a caccia del sogno negativo italiano». «Ruby, così come le altre ragazze che avrebbero preso parte ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, era alla ricerca del sogno negativo italiano - dice Boccassini - e avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre giovani».
Ruby «aveva da Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore - ha proseguito Boccassini, sostenendo inoltre che ad Arcore c'era un «sistema prostitutivo».
Nicole Minetti aveva «questo doppio lavoro», ossia «gestiva le case di via Olgettina dove vivevano le ragazze che si prostituivano» e «era un rappresentante delle istituzioni nel Consiglio regionale, pagata dai contribuenti». Così il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, ha descritto la figura dell'ex consigliere regionale, la quale, secondo il pm, distribuiva il suo tempo tra queste due occupazioni. Anche Minetti, così come Emilio Fede e Lele Mora, secondo Boccassini, era consapevole che Ruby fosse minorenne quando frequentava Arcore. Così come lo sapevano, sempre secondo il pm, diverse persone che frequentavano la ragazza, come Caterina Pasquino e Michelle Conceicao, le quali inoltre erano a conoscenza «che Ruby si prostituiva». Ruby, sempre secondo la requisitoria, ha dormito diverse notti ad Arcore tra il febbraio e il marzo del 2010 ed era diventata «la preferita, la più gettonata delle ragazze» in quel contesto di «prostituzione ad Arcore» che, secondo l'accusa, «è stato dimostrato al di la di ogni ragionevole dubbio».
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