L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 31 luglio 2013

Lo scioglimento dei consigli comunali calabresi e la legge contro le infiltrazioni mafiose

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Continua senza sosta lo scioglimento dei comuni calabresi. Grandi e piccoli. Basta andare in internet e compaiono numerosi nella lunga lista di legautonomie. Ne abbiamo contato 10 negli ultimi mesi. Speriamo che non siano di più o che abbiamo sbagliato per eccesso. Non è nostra intenzione citare le località commissariate negli ultimi tempi. Non vogliamo metterle alla gogna. In questi casi prova vergogna l’intera comunità. Ne sappiamo qualcosa noi Lametini che abbiamo subito il disonore la prima e la seconda volta. E poi si legge su alcuni giornali che andrebbe commissariata l’intera regione. Forse è troppo. Significa fare di tutta l’erba un fascio. Lo Stato esiste ed è presente in Calabria. Forze dell’Ordine e Magistrati, dopo ogni operazione contro la ‘ndrangheta o il malaffare politico, non si stancano mai di ripetere che la maggior parte dei calabresi vive in modo onesto e operoso, anche in questo momento di difficoltà economica. E’ vero pure che ad ogni nuova indagine le cosiddette zone grigie sono sempre più diffuse. Nel 2007 l’attuale Presidente del Senato, Piero Grasso, allora Procuratore nazionale antimafia, disse alla Commissione parlamentare: “In certi paesi [calabresi] è lo Stato che deve cercare di infiltrarsi [nei reticoli dei consigli comunali e della pubblica amministrazione]”. Non siamo in grado di valutare un’affermazione del genere. Fatto sta che di giorno in giorno aumenta il numero dei comuni a rischio scioglimento. E ogni volta si scopre una metastasi pervasiva e devastante dell’intreccio politico, istituzionale, imprenditoriale. Gli inquirenti e le commissioni d’accesso riescono a fare emergere il malaffare, nonostante debbano operare con molta professionalità per scoprire quegli elementi concreti, univoci e rilevanti, richiesti per arrivare allo scioglimento secondo quanto prevede la nuova normativa (legge n. 94/2009). E’ un lavoro difficile e complesso; si mettono a dura prova sia la prevenzione che  la repressione delle penetrazioni malavitose negli enti locali. Tanto è vero che il giudice di Cassazione Raffaele Cantone ha detto al riguardo: “La riforma del 2009, che ha modificato lo scioglimento degli enti per infiltrazioni mafiose, ha indebolito moltissimo l’Istituto; i comuni che vengono sciolti sono molto meno e, in gran parte di questi casi, il TAR sta annullando tutti gli scioglimenti”. Uno studioso di origine lametina, Vittorio Mete, è sulla stessa lunghezza d’onda di Raffaele Cantone. Non a caso hanno partecipato entrambi ad un convegno a Firenze nell’aprile scorso sul tema: “Prevenire e contrastare corruzione e mafie. Quali politiche negli enti locali?”.
Vittorio Mete insegna Sociologa dei movimenti e delle Istituzioni presso la facoltà di Scienze politiche dell’Ateneo fiorentino ed è docente di Sociologia dei fenomeni politici nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Nel suo libro Fuori dal Comune,pubblicato nel 2009, sottolinea che l’azione di contrasto alle mafie è molto concentrata sugli obiettivi immediati e pochissimo sugli effetti trasformativi, profondi e duraturi (p.198). Ormai è trascorso più di un ventennio, da quando è in vigore la legge, con successive modifiche e con la riforma del 2009. Quasi sempre le Istituzioni si sono trovati in difficoltà a ripristinare condizioni di legalità nei comuni dove c’è stata la parentesi commissariale. Di frequente succede che nella successiva campagna elettorale di ogni comune precedentemente sciolto per infiltrazione mafiosa, i voti si cercano dappertutto utilizzando le reti clientelari in odore di mafia. A volte avviene la rielezione di amministratori inquisiti o perseguiti  dalla legge in comuni già commissariati. Non solo. I consigli comunali vengono sciolti nuovamente. E’ una riprova lampante che la situazione politica e sociale di quei comuni non è cambiata. Che fare? Lo studioso indica delle soluzioni pratiche, anche se le documentazioni secretate e la legge sulla privacy rendono vana la possibilità di un osservatorio permanente e multidisciplinare che compia un’opera di monitoraggio continuo e che renda disponibili i dati sulle vicende relative al personale politico, all’andamento dell’economia, all’erogazione dei servizi pubblici, all’affermazione della cultura della legalità, alla sicurezza dei cittadini nei comuni sciolti per mafia (p.195). Comunque,prioritarie restano la presa di coscienza della comunità e la conseguente messa in pratica di azioni coerenti che rinnovino il tessuto sociale e il personale politico, realizzando un’etica pubblica quotidiana e concreta nel mentre si amministra. 

 COMUNICATO STAMPA

In data 17.06.2013 il Tribunale di Palermo – Sez I Civile, in composizione collegiale, con propria sentenza, nel dichiarare l’incandidabilità  dell’ex Sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, dei componenti della sua Giunta e di tutti i consiglieri di maggioranza del gruppo “Progetto Isola” dalla prossima tornata elettorale, ha ribadito l’assoluta estraneità dei membri del Movimento Politico “Rinascita Isolana” rispetto alle dinamiche che hanno condotto – nel novembre scorso – il Ministero dell’Interno ad adottare la drammatica decisione di sciogliere l’organo assembleare del Comune, per infiltrazioni mafiose.

Nel prendere atto, ancora una volta, dello sconfortante intreccio tra politica e malaffare, che – stando alle stesse riflessioni, formulate dall’Autorità Giudiziaria – ha caratterizzato Isola delle Femmine negli anni di Amministrazione Portobello, siamo orgogliosi di informare la comunità isolana che è stata ampiamente confermata la fedeltà dell’opposizione consiliare ai valori delle legalità e della giustizia, e sono stati riconosciuti il coraggio ed il doveroso rispetto per le Istituzioni dei rappresentanti di “Rinascit Isolana”.

Ci auguriamo che quest’ennesimo provvedimento – che conferma le preoccupazioni da sempre manifestate dal nostro gruppo, e si inserisce quale ulteriore doloroso passaggio giudiziale,  nel lungo precorso di disvelamento dei lati oscuri della storia locale – costituisca un nuovo punto di partenza per il Paese, affinché tutte le realtà sane che lo compongono possano stringersi attorno ai valori della partecipazione, della trasparenza e della solidarietà e proporre soluzioni moderne e libere, per restituire dignità e prestigio ad Isola delle Femmine.

Movimento Politico “Rinascita Isolana” Isola delle Femmine

Giovedì 20 giugno 2013 

Professore Gaspare Portobello LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Dottor Marcello Cutino LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Dottor Riso Napoleone LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Signor Palazzotto Salvatore LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Rag Giucastro Alessandro LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Signori della lista “Progetto Isola” siete stati TUTTI nominati VOI TUTTI non siete candidabili


Isola delle Femmine. Gli ex amministratori sono incandidabili, la decisione è del Tribunale di Palermo

La sentenza è il frutto di un procedimento scaturito in seguito allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose deciso dal ministero dell'Interno.

La prima sezione civile del Tribunale di Palermo in seduta collegiale ha deciso l'incandidabilità degli ex amministratori di Isola delle Femmine, comune sciolto per mafia lo scorso anno. Analoga decisione è stata presa per i componenti del gruppo di maggioranza del consiglio comunale. Sono candidabili, invece, i rappresentanti consiliari della minoranza. La sentenza è di ieri pomeriggio. La sentenza è il frutto di un procedimento scaturito in seguito allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose deciso dal ministero dell'Interno.













AIELLO MARIA,AIELLO PAOLO,BATTAGLIA ROSALIA,CARDINALE,CUTINO MARCELLO,GIUCASTRO,GUTTADAURO,LUCIDO SALVATORE,BOLOGNA, PAL_azzotto,PELOSO,CALTANISETTA,PORTOBELLO,Riso Napoleone,Riso Rosaria

Isola delle Femmine. Gli ex amministratori sono incandidabili, la decisione è del Tribunale di Palermo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

PER QUESTA NOTIZIA, MEGLIO COMUNICATO INFAME PERCHE' REDATTO DA INFAMI C'ERANO N. 2 COMMENTI
OGGI SONO SCOMPARSI ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E ART. 21 DEL KAZZ...OO.
LA CENSURA EMILIANA FUNZIONA E COME!
NON NUOCERE IL MANOVRATORE.. BELLA LA LIBERTA' DEI FATTI A SENSO UNICO
POVERA ISOLA E GLI ISOLANI ONESTI -CHISSA' QUANTE MACERIE DOVRANNO SUBIRE DALLA BANDA BASSOTTI.

Anonimo ha detto...

un chiarimento è vero che marcello cutino era consigliere comunale quanto sindaco era stefano bologna?