L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 8 settembre 2013

Rischio cause, la Regione riapre all' eolico tra le imprese in corsa c' è anche Moncada Capaci IL SINDACO NAPOLI in pallone

Rischio cause, la Regione riapre all' eolico tra le imprese in corsa c' è anche Moncada

SOLDI DELLA SICILIA IL CONTENZIOSO DI UN' AZIENDA CHE VOLEVA REALIZZARE IMPIANTI A MONREALE, CUSTONACI E MUSSOMELI.

I magistrati con un' ordinanza hanno bocciato il provvedimento della Regione che bloccava i permessi.Tanti i contenziosi aperti. Il provvedimento era stato approvato dalla giunta Lombardo e riproposto da quella del presidente RosarioCrocetta. ...I giudici del Tar di Palermo hanno sospeso il provvedimento che era stato bollato come «blocca eolico». I giudici amministrativi, con un' ordinanza emessa ieri hanno sospeso il provvedimento, approvato dalla giunta Lombardo e riproposto da quella del presidente RosarioCrocetta, con il quale non si rilasciavano le autorizzazioni alle società che avevano presentato progetti per realizzare gli impianti di energia alternativa. Tra questi la Novawind Sicilia Srl, assistita nel ricorso dall' avvocato Carlo Comandé e Serena Caradonna. La società voleva realizzare tre impianti: uno a Monreale, uno a Custonaci e l' ultimo a Mussomeli.Anche per questa società come per decine, non era arrivata l' autorizzazione. Da qui il ricorso contro l' assessorato regionale all' Energia e per chiedere la sospensione di diversi decreti dal 161 del 17 maggio, da quello del 294 del 12 agosto, e per finire a quello 319 del 26 settembre sempre dello scorso anno.«La delibera di giunta essendo un atto di indirizzo è immediatamente lesivo per l' impresa che ha presentato il ricorso - dicono i giudici della Seconda Sezione presieduta da Filippo Giamportone (Roberto Valenti estensore Anna Pignataro Referendario) -. Pertanto va accolta la domanda di sospensione e per quest' effetto l' organo burocratico è tenuto a concludere il provvedimento autorizzatorio mediante una conferenza di servizi entro 60 giorni». Per l' assessorato all' Energia questo non rappresentaun via libera alla rea lizzazione degli impianti. «È stato portato in giunta un altro provvedimento - afferma il dirigente regionale Maurizio Pirillo - per stabilire quali sono le aree idonee e non idonee per la costruzione degli impianti. Senza questo provvedimento tutto l' iter autorizzatorio è sospeso». Una guerra da grandi cifre quello delle energie alternative. Per il fotovoltaico e l' eolico, ci sono richieste per nuovi impianti che valgono 12,4 miliardi di euro di fatturato. Una guerra su cui il partito democratico e il presidente della Regione RosarioCrocetta si sono trovati sullo stesso fronte e si era rischiato la crisi di governo. A settembre era stato dato il via libera alla costruzione di un impianto eolico a Castellana Sicula. Impianto contestato daAntonello Cracolici del Pd. Era uno degli impianti che l' assessore Nicolò Marino si era trovato sul tavolo. Complessivamente erano 64 domande per nuovi impianti eolici, che il governatore Raffaele Lombardo aveva bloccato con una delibera di giunta. Un atto con il quale non si sarebbero evitati i contenziosi, che ammonterebbero già a 700 milioni. Complessivamente le richieste hanno un valore di 3.285 Megawatt, che come rimborsi dello Stato valgono un fatturato di 600 milionidi euro all' anno peri prossimi venti anni. Totale 12,4 miliardi di euro. Attualmente sono in funzione impianti eolici per 1.746 megawatt e fatturati stimati in venti anni pari a 6,6 miliardi di euro. Cifre da capogiro, e solo il 3 per cento rimane alle comunità.

 

Venerdì 18 Ottobre 2013 - 18:29 di Chiara Billitteri
PALERMO - Con una delibera di giunta del 26 settembre scorso il governo Crocetta aveva deciso di bloccare tutte le conferenze di servizio che avrebbero dovuto dare parere sull'installazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici in Sicilia. Una decisione presa dopo la lunga polemica sulle autorizzazioni rilasciate più di un mese fa e che davano l'ok alla costruzione di nuovi impianti eolici quando, nell'Isola, il fabbisogno energetico è già stato abbondantemente superato. "Il governo si dichiara contro l'eolico – aveva detto il parlamentare regionale del Partito democratico, Antonello Cracolici – ma poi autorizza la costruzione di nuovi impianti”. Secca era stata la replica dell'assessore all'Energia Nicolò Marino, che si era detto "costretto per legge" a convocare le conferenze e denunciando che la Regione è già incappata in 238 contenziosi legali per non aver più convocato le conferenze di servizio che avrebbero dovuto esprimersi sulle nuove autorizzazioni sul fotovoltaico, 93 per l'eolico. Di questi 93, "dieci sono già andati a giudizio – ha detto l'assessore –, e l'amministrazione regionale è sempre stata condannata a concludere i procedimenti entro trenta giorni".Nonostante questo, anche a seguito di una lunga seduta all'Assemblea regionale nel corso della quale è stata approvata una mozione che impegna il governo a 'stoppare' i nuovi impianti, Marino ha trovato il modo di bloccarle, 'congelandole', di fatto, fino a quando non saranno individuate le aree non idonee all'installazione. Oggi, però, con un decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale l'assessorato ha dato notizia di aver autorizzato "il riaggiornamento del calendario delle conferenze di servizio", che dovranno quindi ripartire tra massimo novanta giorni. "Ma convocare le conferenze – aveva detto Cracolici – non vuol dire per forza autorizzare gli impianti". E infatti, per il parere finale la Regione dovrebbe aspettare un piano – sul quale gli uffici sono già al lavoro – per l'individuazione di aree circoscritte nelle quali, eventualmente, costruire. 

   Foto

Foto: Dovranno rimanere disoccupati i 700<br />
lavoratori (fra diretti e indotto) della<br />
Siteco che produceva torri eoliche.<br />
Avevano perso il lavoro in seguito al<br />
blocco dell’eolico da parte dei presidenti della Regione, Lombardo, prima,<br />
e ora Crocetta. Avevano riacceso la<br />
fiammella della speranza in seguito<br />
allo sblocco deciso, qualche mese fa,<br />
dall’assessore regionale Nicolò Marino

Foto: A proposito del blocco sull'Eolico, ecco cosa sosteneva l'On.le Brruno Marziano sulla Gazzetta del Sud nel luglio del 2009. Cosa è cambiato?<br />
http://www.brunomarziano.it/documento.asp?ID=167.


Il Fatto Quotidiano
Il progetto dovrebbe essere realizzato al largo del mare di Petrosino dalla società "Tre Spa - Tozzi Renewable Energy". L'amministrazione comunale si appella al ministero perché fermi l'intervento prima che sia troppo tardi
Trapani, polemiche sul parco eolico in mare: “Non rispetta l’ambiente”
Un progetto in nome dell’energia pulita, ma la “tutela ambientale” non s’intravede tra carte, scartoffie e relazioni. Siamo in Sicilia, a Petrosino, piccolo Comune in provincia di Trapani, attaccato alla più famosa città di Marsala, settemila anime, pescatori e agricoltori. Nel mare vorrebbero collocare tante pale eoliche a poca distanza dalla costa, destinate a provocare l’impraticabilità di un tratto di mare “ricco” a proposito anche di turismo, oltre a causare un impatto ambientale da far gridare “vendetta”.Tante pale eoliche che poi a terra avranno bisogno anche di strutture, quindi del cemento andrà a coprire spiaggia e campagne, proprio mentre nella stesse zona l’amministrazione comunale ha vinto una battaglia per evitare di vedere cementificata la costa per far spazio ad un moderno residence. In sostanza a due miglia dalla costa (nel nord Europa vengono costruiti a 12 miglia dalla costa), davanti case, spiagge e lidi balneari, per una superficie marina di oltre 40 chilometri quadrati, la società di Ravenna “Tre spa” – Tozzi Renewable Energy – si è proposta di costruire un parco eolico in mare composto da 48 aero-generatori (che possono produrre 3, 6 mega watt), alti 195 metri (150 l’altezza fuori dal mare) e con rotore del diametro di 120 metri circa.Un affare da 500 milioni di euro. Oggi a Mazara del Vallo, presso la Capitaneria, si è svolta l’ultima di una serie di conferenze di servizio che sono andate avanti per tre mesi per raccogliere tutti i pareri ma la Regione Sicilia con i suoi rappresentanti dell’assessorato al Territorio e della Soprintendenza, non è venuta ad esprimere quel “no” che era atteso. “Sono stati resi i pareri negativi da parte del Comune di Mazara del Vallo e del Demanio Marittimo, dopo quelli già espressi precedentemente dal Comune di Petrosino, dalla Capitaneria di porto, dal CNR, dall’Assessorato regionale alla pesca, dall’Asp e dalla Provincia di Trapani – dice il sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone – Gravissimo il non parere da parte dell’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente e della sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali. Tutto questo nonostante le parole di contrarietà al parco eolico espresse dal presidente Crocetta e dall’assessore regionale al territorio ed ambiente Mariella Lo Bello”. Dopo il Muos anche per il parco eolico di Petrosino “Crocetta ha inserito la marcia indietro?” si chiede il sindaco. Fu proprio a Niscemi che Crocetta dicendosi contro il Muos si schierò contro i parchi eolici. Un progetto falso in alcuni suoi contenuti.“Nella relazione – evidenzia l’assessore comunale all’ambiente Katia Zichittella – si legge che non c’è nessun centro abitato di significative proporzioni presente sulla costa immediatamente a ridosso del lotto chiesto in concessione; la società parla anche dei fondali marini “degradati”, mentre questo tratto di mare è attraversato da “praterie dell’alga Posidonia”, essenziale per l’intero ecosistema marino”. “Ma quale green economy – dichiara imbufalita l’on. Antonella Milazzo (Pd) – qui il territorio sarà offeso, mi spiace che il Governo abbia scelto di non essere chiaro quando invece avevano promesso che lo sarebbe stato”. Adesso il nulla osta finale dovrà metterlo il Ministero dell’Ambiente. Il deputato di Sel, Erasmo Palazzotto, ha presentato già una interrogazione parlamentare, il sindaco Giacalone annuncia che la battaglia non si ferma: “Ci rivedremo a Roma”. 
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lLcaso Gli uffici dell' Energia: "C' è un contenzioso da 700 milioni, la giunta non può bloccare l' iter amministrativo". Rischio cause, la Regione riapre all' eolico tra le imprese in corsa c' è anche Moncada.
SONO di nuovo qui, le pale della discordia. Solo un' ombra, al momento, ma l' eolico torna a far discutere, a surriscaldare il clima già caldo nella maggioranza, a mettere in circolo sospetti e veleni. I fatti: l' assessorato all' Energia, guidato da Nicola Marino, ha stilato il calendario delle conferenze di servizi che, dai prossimi giorni alla metà del 2014, valuteranno 188 progetti d' investimento. Riguardano il fotovoltaico e, in 64 casi, nuovi impianti eolici. E ciò malgrado lo stop alle pale decretato dalla precedente giunta - e mai revocato - nel febbraio del 2012. Malgrado lo stesso governatore Crocetta, nel luglio scorso, abbia presentato all' Ars un disegno di legge che vieta in Sicilia l' installazione di nuovi sistemi eolici.In realtà, sia l' assessore Nicolò Marino che il capo dipartimento Maurizio Pirillo si sono affrettati ieri a spiegare che non si tratta dell' autorizzazione per nuovicantieri, ma solo il via libera a un esame dei progetti. «Sono pendenti 524 ricorsi contro l' assessorato, per un contenzioso pari a 700 milioni di euro - spiega Pirillo - Se continuassimo a rinviare le conferenze di servizi ci esporremmo a nuove richieste di risarcimento danni. Poi saranno le amministrazioni interessate, rappresentate nelle conferenze, a vagliare in particolar modo i profili di compatibilità ambientale degli impianti. E, nel caso, a bocciare i progetti». E in ogni caso, come spiega Marino, «la Regione limiterà le aree idonee per l' energia eolica a quelle già esistenti e nella misura delle autorizzazioni già rilasciate in passato». Anche perché, aggiunge il dirigente, «la rete di Terna non può assorbire l' intera produzione». Ma niente, al momento, può impedire che l' iniziativa di un imprenditore che opera nel settore dell' eolico vada in porto. «Le delibere di giunta, inclusa quella adottata dal precedente governo - dice Pirillo - in questo caso hanno il valore di una direttiva, non possono bloccare un procedimento amministrativoregolato dalla legge».E fra i progetti che tornano in corsa per un' approvazione ci sono quelli di Salvatore Moncada, l' imprenditore agrigentino a capo di un impero dell' eolico che entrò in rotta di collisione con il governo Lombardo. Ma anche, soprattutto, con la Confindustria di Montante e Lo Bello, dalla quale è uscito polemicamente (più o meno in contemporanea con un provvedimento di sospensione) dopo aver denunciato che nell' associazione «si fa politica». All' esame della Regione e degli entiinteressati va un progetto della ditta Moncada da 160 megawatt nel territorio di Cammarata. Un altro, da 240 megawatt nella stessa area, ha già avuto l' ok di una prima conferenza di servizi.Nonostante le precisazioni di Marino e del suo dirigente, la vicenda ha aperto un nuovo fronte di scontro fra Crocetta e il Pd. «Sul si o no agli impianti eolici la giunta Crocetta non può essere ambigua », dice Antonello Cracolici, che ha presentato una mozione all' Ars. Cracolici ricorda le inchieste giudiziarie sulle infiltrazioni mafiose nel settore dell' eolico, «a partire dal caso Nicastri».«Nessuno può pensare - conclude l' ex capogruppo - che le scelte del governo sull' eolico in Sicilia non abbiano effetti politici: si può creare uno scarto, anche profondo, fra l' azione del governo e l' indirizzo politico della maggioranza ».e. la

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