L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 30 ottobre 2013

ILVA: la legalità prima del profitto. Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute

ILVA: la legalità prima del profitto. Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute

Notificato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, 53 indagati dell'ichiesta "Ambiente Svenduto"
30 ottobre 2013 - Associazione Peacelink
ilva di taranto

Il Tribunale di Taranto ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari e E STAMANI HA RESO NOTI I NOMI DEI 53 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”. TRA QUESTI FIGURANO PERSONAGGI ECCELLENTI, COME IL GOVERNATORE DELLA REGIONE PUGLIA NICHI VENDOLA, IL SINDACO DI TARANTO IPPAZIO STEFANO E L'EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIANNI FLORIDO,


PeaceLink e Fondo Antidiossina esprimono la propria soddisfazione per l’eccellente lavoro svolto dal GIP Patrizia Todisco che con coraggio e professionalità ha garantito lo svolgimento delle indagini, le quali dovrebbero confluire nel processo a carico di coloro che, secondo il GIP, avrebbero messo in atto un "disegno criminoso" per inquinare l'ambiente, causando danni alla salute. Tutto ciò al fine di perseguire la logica del profitto.


Il lavoro del Giudice Todisco e della Procura di Taranto rappresentano il baluardo in difesa dei diritti primari dei cittadini, diritti che non dovrebbero mai essere negoziabili.

La difesa strenua e coraggiosa dell'ambiente e della salute dei tarantini, in contrasto con le logiche di profitto, è stata il caposaldo del lavoro dei magistrati tarantini e del Capo Procuratore Franco Sebastio, ai quali va il nostro più profondo ringraziamento e plauso, affinché si perseveri nella ricerca della verità, durante tutte le fasi del preannunciato processo.
peppino corisi incontra in casa nichi vendola, gianni florido e ezio stefàno (fotografia ritratta da un ritaglio di giornale, non si detiene nè si rivendica la paternità dello scatto originale)


PeaceLink e Fondo Antidiossina, in costante collegamento con le istituzioni europee ed in particolare con la Commissione, nel solco dell’attività svolta dai magistrati a Taranto, continuano a portare avanti il lavoro di denuncia e di informazione presso gli organi europei, affinché la parallela procedura di infrazione europea continui ad andare di pari passo con l' iter giudiziario a Taranto.


Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute.

Taranto, 30 ottobre 2013
Fabio Matacchiera
Fondo Antidiossina
Alessandro Marescotti
PeaceLink
Antonia Battaglia
Fondo Antidiossina e PeaceLink

I destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari dell'inchiesta Ambiente svenduto

30 ottobre 2013 alle ore 14.22
SOCIETA’:
ILVA SPA (in persona del commissario straordinario Enrico Bondi)                                     

RIVE FIRE SPA (in persona del consigliere delegato e legale rappresentante Angelo Massimo Riva)                
RIVA FORNI ELETTRICI SPA (in persona del presidente legale e rappresentante Cesare Federico Riva)  

ILVA:
Emilio Riva
Nicola Riva
Fabio Arturo Riva
Girolamo Archinà
Luigi Capogrosso – ex direttore stabilimento
Marco Adelmi – capo reparto
Angelo Cavallo – capo reparto
Ivan Di Maggio – capo reparto
Salvatore De Felice – capo reparto
Salvatore D’Alò – capo reparto
Bruno Ferrante – pres. cda ILVA SPA
Adolfo Buffo – Ex dir. Stabilimento
Francesco Perli – legale ILVA
Sergio Palmisano – capo reparto
Vincenzo Dimastromatteo – capo reparto
Caterina Vittorio Romeo – dipendente Ilva
Antonio Colucci – dipendente ilva
Cosimo Giovinazzi – dipendente Ilva
Giuseppe Dinoi – dipendente ilva
Donato Perrini – dipendente ilva 

FIDUCIARI
Lanfranco Legnani
Alfredo Ceriani
Giovanni Rebaioli
Agostino Pastorino
Enrico Bessone
Giuseppe Casartelli
Cesare Corti
Giovanni Raffaelli 

COMUNE E PROVINCIA DI TARANTO
Ippazio Stefàno - Sindaco di Taranto
Giovanni Florido - già pres. prov. di Taranto
Michele Conserva - già ass prov Ambiente Provincia di Taranto
Vincenzo Specchia - già segr. Gen. Provincia di Taranto – attuale segretario generale
Angelo Veste - già capo di Gabinetto Pres Prov di taranto 

REGIONE PUGLIA
Nicola Vendola - Pres Regione Puglia
Nicola Fratoianni - già cons. regionale – Deputato della repubblica
Lorenzo Nicastro - Ass reg Ecologia ed Ambiente
Donato Pentassuglia - Cons regionale – Pres Comm Ambiente ed assetto del territorio
Antonello Antonicelli - Dirigente settore Ecologia ed Ambiente
Davide Filippo Pellegrino - Capo di Gabinetto pres Regione Puglia
Francesco Manna - già capo di Gabinetto Pres Regione Puglia
Pierfrancesco Palmisano - Funzionario assessorato qualità Ambiente Regione Puglia – già rappr c/o Comm Aia 

ARPA PUGLIA
Giorgio Assennato - Direttore Generale Arpa Puglia
Massimo Blonda - Dir scientifico Arpa Puglia
Roberto Primerano - Funzionario Arpa Puglia – già consulente Procura 

COMMISSIONE AIA
Dario Ticali - Presidente
Luigi Pelaggi - Segretario Commissione 

ALTRI
Lorenzo Liberti - ex Preside Politecnico di Taranto – già cons Procura
Aldo De Michele - ispettore della Digos
Giovanni Bardari - ex consulente della Procura
don Marco Gerardo - già segretario Vescovo Taranto 


GLI ALTRI NOMI DELL'INCHIESTA - Nell'inchiesta risultano coinvolti anche il sindaco Ippazio Stefàno, il parlamentare di Sel, Nicola Fratoianni (all'epoca assessore regionale), l'attuale assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro, il consigliere regionale del Pd Donato Pontassuglia. 

Gli altri avvisi di garanzia sono in corso di notifica al patron Emilio Riva e ai suoi figli Nicola e Fabio. Sono ancora coinvolti il consigliere regionale Donato Pentassuglia i dirigenti della Regione Antonicelli, Manna, Pellegrino ed anche il direttore dell'Arpa Giorgio Assennato, il direttore scientifico dell'Arpa Massimo Blonda. 

Ecco la lista di tutti gli indagati: Emilio Riva (1926), Nicola Riva (1958), Fabio Arturo Riva (1954); Luigi Capogrosso (1955), Marco Andelmi (1971), Angelo Cavallo (1968), Ivan Dimaggio (1969), Salvatore De Felice (1964), Salvatore D'Alò (1959), Girolamo Archinà (1946), Francesco Pervi (1954), Bruno Ferrante (1947), Adolfo Buffo (1956), Antonio Colucci (1959), Cosimo Giovinazzi (1974), Giuseppe Dinoi (1984), Giovanni Raffaelli (1963), Sergio Palmisano (1973), Vincenzo Dimastromatteo (1970), Lanfranco Legnani (1939), Alfredo Cerinani (1944), Giovanni Rebaioli (1948), Agostino Pastorino (1953), Enrico Bessone (1968), Giuseppe Casartelli (1943), Cesare Cotti (1953), Giovanni Florido (1952), Michele Conserva (1960), Vincenzo Specchia (1953), Lorenzo Liberti (1942), Roberto Primerano (1974), Marco Gerardo (1975), Angelo Veste (1938), Giovanni Bardaro (1962), Donato Perrini (1958), Cataldo De Michele (1959), Nicola Vendola (1958), Ippazio Stefàno (1945), Donato Pentassuglia (1967), Antonello Antonicelli (1974), Francesco Manna (1974), Nicola Fratoianni (1972), davide filippo Pellegrino (1961), Massimo Blonda (1957), Giorgio Assennato (1948), Lorenzo Nicastro (1955), Luigi Pelaggi (1954), Dario Ticali (1975), caterina Vittoria Romeo (1951), Pierfrancesco Palmisano (1953), Ilva spa (in persona del commissario straordinario Enrico Bondi), Riva Fire spa (in persona del consigliere delegato e legale rappresentante Angelo Massimo Riva ), Riva Forni Elettrici spa (in persona del presidente legale e rappresentante Cesare Federico Riva).



GIUSTIZIA

Ilva, indagato anche Vendola


Tra le 50 persone sotto indagine, il governatore e il sindaco di 

Taranto.


Il 30 ottobre i militari della guardia di finanza di Taranto hanno iniziato a notificare, in Puglia e in altre zone d'Italia, l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a oltre 50 indagati dell'inchiesta per disastro ambientale a carico dell'Ilva. Il provvedimento riguarda dirigenti, funzionari e politici.


VENDOLA: «PRESTO DAI PM». Tra gli indagati c'è anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che avrebbe tentato di 'far fuori' il direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, figura 'sgradita' all'azienda.


In questo, che è «il momento di più grande turbamento, continuo a dare una straordinaria importanza all'inchiesta sull'Ilva», ha dettoVendola. «La mia amministrazione ha provato a scoperchiare le pentole e a vedere dove nessuno aveva visto prima». Vendola ha assicurato che ha intenzione di «andare il prima possibile a rispondere alle domande del pm».


INDAGATO ANCHE STEFANO. L'avviso di chiusura delle indagini sull'Ilva è stato ricevuto anche dal sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, formalmente indagato dall'aprile 2013, quando fu firmata la proroga di sei mesi dell'inchiesta 'Ambiente svenduto'. Stefano è stato rieletto nel 2012 a capo di una coalizione di centrosinistra: i magistrati ipotizzano nei suoi confronti il reato di abuso e omissioni in atti d'ufficio.


Per l'accusa, non si sarebbe adoperato con le necessarie misure per tutelare la salute dei cittadini.
Tra i 53 indagati, comprese tre società, che hanno ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, ci sono anche l'ex assessore regionale alle Politiche giovanili e attuale deputato di Sel Nicola Fratoianni, l'attuale assessore regionale all'Ambiente ed ex magistrato Lorenzo Nicastro (Idv), il consigliere regionale del Pd Donato Pentassuglia e il dg dell'Arpa Giorgio Assennato.


NUMEROSI I REATI CONTESTATI. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano.


Quest'ultimo è titolare di due fascicoli d'inchiesta relativi a incidenti mortali verificatisi all'Ilva di Taranto, che sono stati inglobati nell'inchiesta-madre chiusa il 30 ottobre.
I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all'avvelenamento di sostanze alimentari, passando per l'emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell'ambiente.

Presunte minacce per garantire la produzione

Vendola è finito nel mirino della procura per frasi come la seguente: «Così com'è Arpa Puglia può andare a casa, perché hanno rotto». Parole che sarebbero state condite da presunte minacce implicite per garantire all'Ilva una produzione «ai massimi livelli».


INDAGATI UOMINI ILVA. I coindagati di Vendola sono tutti uomini Ilva: gli ex manager Girolamo Archinà e Luigi Capogrosso, il vicepresidente di Riva fire Fabio Arturo Riva e l'avvocato del siderurgico Francesco Perli. Il governatore è accusato di aver costretto il direttore dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, «mediante minaccia implicita della mancata riconferma dell'incarico», ad «ammorbidire» la posizione dell'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'Ilva e a dare quindi al siderurgico la «possibilità - è scritto nel capo di imputazione - di proseguire l'attività produttiva ai massimi livelli, come sino ad allora avvenuto, senza perciò dover subire le auspicate riduzioni o rimodulazioni».

MINACCE SEMPRE NEGATE. Ma Assennato ha sempre negato di aver ricevuto minacce o pressioni da Vendola. La stessa cosa ha fatto il governatore, che ha ricordato ancora una volta di essere stato lui ad aver scelto Assennato alla guida dell'Arpa Puglia

Mercoledì, 30 Ottobre 2013

L'Ilva e la pentola scoperchiata dalla Procura di Taranto

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Come un vaso di pandora, il sistema Ilva che ha interessato le indagini della Procura di Taranto è stato scoperchiato: contiene in sè tutti i mali, i mali di un'intera classe politica e dirigenziale. Oggi quel contenitore è stato totalmente scoperchiato e sono da esso fuoriusciti 53 nomi e cognomi. Tra questi anche quelli del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e del Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, che per la verità non erano inattesi. Nichi Vendola è indagato per concussione ai danni del direttore generale dell’Agenzia regionale per l'ambiente, Giorgio Assennato. Vendola - è scritto nell'atto della magistratura - avrebbe abusato della sua qualità di Presidente della Regione Puglia mediante minaccia implicita della mancata riconferma nell'incarico ricoperto". Vendola, Archinà, Fabio Riva, Luigi Capogrosso e Francesco Perli avrebbero costretto Asennato con incarico in scadenza nel febbraio 2011 e in attesa di riconferma, ad "ammorbidire" la posizione di Arpa Puglia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'impianto siderurgico e dare la pobbisilità all'impianto industriale di produrre ai massimi livelli senza perciò dover subire le auspicate riduzioni o rimodulazioni. In un incontro Vendola avrebbe detto riferendosi all'operato dell'agenzia per l'ambiente " così com'è Arpa Puglia può andare a casa perchè hanno rotto" ribadendo che in nessun caso l'attività produttiva dell'Ilva avrebbe dovuto subire ripercussioni. 


Assennato, inoltre, convocato in una riunione  informale indetta nel luglio 2010 alla quale presenziavano  Emilio Riva , Fabio Riva, Luigi Capogrosso, Girolamo Archinà,  invece di essere ricevuto è stato costretto a restare fuori dalla stanza, dove è stato ammonito dal dirigente Antonello Antonicelli, su incarico di Vendola a non utilizzare i dati tecnici come "bombe carta che poi si trasformano in bombe a mano"

Ma anche lo stesso Giorgio Assennato compare tra i nomi degli indagati, perchèeludendo le indagini, in particolare sentito dall'Autorità giudiziaria quale persona informata dei fatti avrebbe reso dichiarazioni mendaci e reticenti in merito alle indebite pressioni subite dal Presidente della Regione Puglia. 

 Al sindaco di Taranto invece è contestata l'omissione di atti d'ufficio, procurando in questo modo "intenzionalmente"  alla famiglia Riva e alla società Ilva spa un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante gravità consistito nel consentire il mantenimento dei livelli produttivi in atto presso lo stabilimento.

Un avviso è stato notificato anche all'ex presidente IPPC che si doveva occupare di rilasciare l'Aia all'Ilva di Taranto.Ricordate il nome di Dario Ticali, l'enfant prodige della Prestigiacomo?
Avrebbe tenuto contatti diretti non istituzionali con Ilva spa anche per il tramite della Romeo (Caterina Vittoria- addetta ufficio relazioni istituzionali dell'Ilva), ed in particolare tenendo costantemente aggiornato l'avvocato Perli (Ilva) e gli esponenti del Gruppo Riva sull'avanzare dei lavori in Commissione IPPC sebbene come riportato su tutti i verbali del gruppo istruttore della predetta Commissione i commissari fossero tenuti ad osservare il segreto d'ufficio sulle attività oggetto dell'incarico, avrebbe in questo modo procurato "intenzionalmente"  alla famiglia Riva e alla società Ilva spa un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante gravità consistito nel consentire il mantenimento dei livelli produttivi in atto presso lo stabilimento.

Il Presidente Vendola si dice oggi molto turbato: "soprattutto per una ragione: io ho l’orgoglio di aver guidato un’Amministrazione regionale che ha provato a scoperchiare la pentola, che è andata a mettere il naso laddove nessuno mai aveva messo il naso".

La pentola in effetti è stata scoperchiata, ma non da Vendola, ma da quell'ordinanza di 56 pagine emessa dalla procura di Taranto.  

 










Droga, mazzette, pure il doppio lavoro: alla Regione SICILIA 300 i dipendenti indagati GIORNALE DI SICILIA NEI CASI PIU' GRAVI DI VIOLAZIONE PROCESSO DA FARE IN 120 GIORNI

SALVATORE ANZA',AIA, AMBIENTE SVENDUTO, ASSENNATO, CANCRO, diossina, ILVA, INQUINANTI, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, Taranto, Vendola,

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