L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 16 ottobre 2013

Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia. Tutto nasce dalle inchieste, solitarie, del quotidiano “Altomilanese” e della giornalista Ester Castano

Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia. Tutto nasce dalle inchieste, solitarie, del quotidiano “Altomilanese”
e della giornalista Ester Castano

estercastano1
Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazione mafiosa. Ieri notte la decisione del Consiglio dei Ministri. E’ questo l’esito dell’inchiesta esplosa un anno fa. Prima con l’arresto dell’allora assessore regionale alla Casa della Giunta Formigoni, Domenico Zambetti, accusato di voto di scambio con la ‘ndrangheta. Poi con i domiciliari per il sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste, che secondo l’ordinanza avrebbe asservito “sistematicamente le proprie funzioni pubbliche agli interessi dei privati corruttori”. Se l’inchiesta ufficiale è partita lo scorso anno, quella giornalistica è partita molto prima e ha dato un contributo fondamentale per l’indagine.

A squarciare, per primo e solitariamente, il muro di gomma degli intrecci tra criminalità e politica locale è stato il quotidiano locale “Altomilanese” e soprattutto la giornalista Ester Castano (nella foto) di appena 23 anni che hanno combattuto una battaglia isolata, subendo intimidazioni e minacce e la sostanziale indifferenza dei media e degli altri giornali. Raggiungiamo telefonicamente Ester appena giunta in redazione per scrivere i suoi pezzi e raccontare esito e retroscena della vicenda di Sedriano.
Ti aspettavi la notizia dello scioglimento del Comune?

Sapevamo che entro il 27 novembre il ministro Alfano avrebbe dato la notizia dello scioglimento del Comune per infiltrazione mafiosa. La notizia è arrivata prima. Noi eravamo sicuri che sarebbe successo, non per presunzione ma perché avevamo letto le carte. Il fatto che a Sedriano c’è la ‘ndrangheta in Comune è una realtà. Lo abbiamo fiutato, ne abbiamo scritto, aspettavamo solo una risposta ufficiale da Alfano dopo la richiesta del prefetto.
La risposta è arrivata alla fine di una campagna lunga, martellante e difficile fatta da te e dal tuo giornale. Soddisfatta?

Non so se sia maggiore la soddisfazione di aver in qualche modo contribuito a questo esito o se prevalga l’amarezza per un comune così inquinato dalla criminalità dove ciascuno ha la sua responsabilità: il sindaco (Alfredo Celeste, Pdl, ndr), il vice sindaco, il presidente del consiglio comunale, gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Se non avessero lasciato che il malaffare entrasse all’interno dell’amministrazione non ci troveremmo in questa situazione.
Per questa tua battaglia di denuncia contro le infiltrazioni mafiose hai subito ripetuti attacchi…

Fino a ieri sera alle nove e mezza io e il direttore siamo stati insultati, e massacrati verbalmente da pseudo giornalisti, trombettieri del sindaco, che ci accusavano di aver inventato tutto. Dicono che vediamo la mafia dappertutto, che il sindaco è innocente. E affermano, in modo dispregiativo che io sarei una sorta di Giovanna d’Arco del giornalismo, un’eroina dell’antimafia. E’ un nomignolo che mi fa male, non sono un’eroina. Ho fatto solamente il mio lavoro di giornalista cercando di far capire ai colleghi che la situazione andava affrontata diversamente.
Così non è stato? Scarsa sensibilità da parte dei colleghi?

Più che scarsa direi, purtroppo, inesistente. In quest’ultimo anno abbiamo registrato grande solidarietà e attenzione delle grandi firme del giornalismo che si sono avvicinate con umiltà alla nostra situazione. La stampa locale invece è praticamente sottomessa. Accenno un episodio tra i tanti: la settimana scorsa vado dall’udienza in cui il pm chiede tre anni di sorveglianza speciale per il sindaco. Sono l’unica giornalista di Sedriano presente in aula. Esco alle 15:35 e dopo cinque minuti dalla fine dell’udienza trovo già pubblicati gli articoli dei colleghi del posto che avevano chiamato l’avvocato del sindaco e si sono sbobinati il suo intervento…
Veline del potere locale?

Sono giornali espressamente di partito, e chiaramente di partiti vicini alla maggioranza. Ci sono siti internet i cui direttori e collaboratori si dichiarano, tra l’altro, apertamente fascisti. Oggi a Sedriano l’emergenza è la ‘ndrangheta. Lo dice il prefetto, non lo dico io o il mio giornale. Probabilmente se avessimo fatto gruppo il mio giornale non si sarebbe trovato in una situazione così critica.
Avete ricevuto minacce?

Una tensione continua: il proiettile in redazione, le gomme squarciate delle auto parcheggiate sotto la redazione, le telefonate minatorie, le lettere dal carcere…
Tu personalmente sei stata denunciata più volte. Sono chiaramente querele temerarie a scopo intimidatorio per impedirti di occuparti di queste vicende.

Ovviamente. Il 18 dicembre prossimo mi dovrò presentare in tribunale per rispondere della prima querela che risale all’ottobre 2011, data del primo articolo che ho scritto su Sedriano. L’ultima è di due settimane fa. Promossa da un sindaco che, piuttosto che partecipare ai convegni, sbobinava gli interventi e poi minacciava l’Anpi o le associazioni che mi invitavano a parlare: “Prendete le distanze da quello che ha detto la Castano o non vi faccio organizzare il 25 aprile in piazza…”.
Sono numerose le realtà del Paese, da nord a sud, in cui associazioni, giornali, prefetti, singoli cittadini sensibili chiedono (senza ottenere risposta) lo scioglimento dei loro comuni per infiltrazione mafiosa. Come nel comune di Fondi. L’esito di Sedriano è un precedente importante anche per queste realtà territoriali?

E’ un precedente e al tempo stesso un avvertimento alle amministrazioni comunali affinché si ripuliscano dai loro intrecci perversi prima che il prefetto o il ministro dell’Interno prendano una decisione così radicale. Purtroppo però ancora oggi sindaco e vicesindaco di Sedriano continuano ad affermare che c’è un accanimento contro di loro: la magistratura, il prefetto che sarebbe mosso da intenti politici, i giornalisti che hanno denunciato. Adesso come la mettiamo che il ministro dell’Interno Alfano, che non è certo comunista ma è un loro compagno di partito, ha sciolto il comune?

Mafia: sciolto comune, caso scoperto da giovane cronista

Minacciata a 23 anni. A Sedriano primo provvedimento in Lombardia


di Fabrizio Cassinelli
Alfredo Celeste
Alfredo Celeste 
Il giorno dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Sedriano da parte del Consiglio dei ministri, la cittadina del Milanese è presa d'assalto da giornalisti e televisioni. Il provvedimento infatti (il primo che coinvolge un comune della Lombardia per infiltrazioni mafiose) è come se ufficializzasse la presenza di un territorio 'contaminato' non solo nel tessuto economico finanziario, come in altri casi analoghi, ma per la prima volta nelle sue istituzioni, con buona pace di chi sosteneva la tesi che al Nord "la mafia non esiste".
La criminalità organizzata invece, soprattutto di matrice 'ndranghetista, emerge di continuo in tutte le ultime inchieste giudiziarie, come la 'Infinito'. Per dirla come il Procuratore Capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, quello di oggi ''è un primato di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma è l'ultimo indicatore di un radicamento del tessuto mafioso in Lombardia''. Ma se la stampa oggi pone il paese sotto i riflettori, per due anni, spesso in solitaria, a lottare per portare a galla la verità è stata una giovane giornalista, che per il suo lavoro è stata querelata e minacciata.
La vicenda di Sedriano si intreccia infatti con quella di Ester Castano, prima diffidata e querelata più volte dal sindaco Alfredo Celeste (Pdl) (pretendeva che lei non gli si avvicinasse e non gli facesse domande) e infine minacciata dalla criminalità con un biglietto d'auguri giunto insieme a un proiettile nella sede del suo giornale locale alla fine dello scorso anno. Una vicenda che la ragazza, che ha solo 23 anni, ha affrontato con grande coraggio senza mai smettere di scrivere per la testata per cui collabora. "Che soddisfazione - dice all'ANSA - soprattutto verso chi mi diceva 'tu vedi la mafia ovunque perché sei siciliana'".
Ester, che è solo una collaboratrice, dovrà difendersi in tribunale ma non si scoraggia: "Ho fatto solo il mio lavoro di giornalista - racconta - Abbiamo cominciato da un'inchiesta sull'erba ingiallita del parco comunale, scoprendo che durante i lavori vi erano stati tombati dei rifiuti speciali, e poi non abbiamo fatto altro che leggere carte e raccogliere fatti che erano sotto gli occhi di tutti". La decisione di sciogliere l'amministrazione è stata presa nella seduta del Consiglio dei ministri di ieri "al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata...".
Ora le procedure prevedono la ratifica del Quirinale ma intanto la Prefettura di Milano ha reso noto "viste le caratteristiche di urgenza" di aver già sospeso gli organi amministrativi del Comune e di aver nominato una terna prefettizia che si occuperà della gestione della cosa pubblica fino alle prossime elezioni. Decade quindi l'attuale sindaco, eletto nel 2009 e indagato per corruzione aggravata nell'ambito dell'inchiesta sul voto di scambio che ha portato in carcere anche l'ex assessore regionale Domenico Zambetti (Pdl).
Secondo la Procura di Milano, infatti, il sindaco avrebbe piegato le sue funzioni agli interessi di due imprenditori legati alla 'ndrangheta, ovvero Eugenio Costantino (legato al clan Di Grillo-Mancuso), proprietario di vari Compro Oro, e Silvio Marco Scalambra, titolare di alcune cooperative. Costantino e Scalambra sono anche parenti di due donne che sono state consigliere di maggioranza a Sedriano, Teresa Costantino e Silvia Fagnani. Entro la fine del mese dovrebbe arrivare la decisione del gup che stabilirà se rinviare a giudizio Celeste (che è stato per tre mesi agli arresti domiciliari), oppure se archiviare la sua posizione. Nelle scorse settimane intanto il pm della Dda di Milano, Alessandra Dolci, ha chiesto la misura della sorveglianza speciale per Celeste. Istanza da cui è emerso che al sindaco viene contestata anche l'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta. 

CONDIZIONI ECONOMICHE DEL COMUNE E GESTIONE DEL PATRIMONIO


Dagli elementi raccolti nel  corso  dell’accesso  si  ricava  che  il Comune   di   Isola   delle   Femmine   versa   in   una   situazione economico-finanziaria  piuttosto  difficile,  in  parte  dovuta  alla progressiva riduzione dei trasferimenti  provenienti  dallo  Stato  e dalla  Regione  Siciliana,  che  ha   determinato   il   ricorso   ad anticipazioni di cassa  dalla  banca  che  gestisce  il  servizio  di tesoreria comunale, ed  in  parte  dalla  inefficienza  di  tutto  il sistema di riscossione dei tributi che ha determinato,  tra  l’altro, anche il consolidarsi di un  crescente  indebitamento  nei  confronti della societa’ che gestisce il servizio di raccolta  e  trasferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani  per  conto  dell’ATO  PA1  al quale il Comune appartiene.
Le criticita’ del  funzionamento  del  servizio  di  riscossione  dei tributi, inoltre, sono state ascritte - secondo ripetute  e  convinte dichiarazioni dei funzionari  responsabili  del  Comune  -  all’esito negativo del rapporto gia’ instaurato con la societa’ TRIBUTI  ITALIA s.p.a. - la cui condotta criminale ha  avuto  peraltro  notazioni  di rilievo  nazionale  -  che  era  stata  incaricata  del  servizio  di riscossione dei ruoli di competenza comunale.  A  tale  riguardo,  e’ stato piu’ volte evidenziato nei corso  dell’accesso  ispettivo,  che detta societa’ non solo non avrebbe riversato  nelle  casse  comunali quanto in  precedenza  aveva  riscosso,  ma  nonostante  la  avvenuta rescissione del contratto, si  sarebbe  rifiutata  di  restituire  Ia documentazione, con cio’ impedendo  al  Comune  di  proseguire  nella gestione  del  servizio,  procedendo  al  recupero  delle   posizioni debitorie da parte dei soggetti inadempienti.
Gli accertamenti hanno messo in  luce,  tuttavia,  che  le  difficili condizioni finanziarie dell’ente si riconnettono a svariate  anomalie riscontrate in materia di imposizione  tributaria,  segno  rivelatore dell’incapacita’, o della non volonta’, di procedere, con  competenza e tempestivita’ ed avvalendosi  del  coinvolgimento  responsabile  di tutte le sue componenti politiche e burocratiche, nella direzione  di una difficile e tuttavia irrinunciabile opera  di  risanamento  delle sue disastrate finanze.
Solo  nel  mese  di   maggio   scorso,   attraverso   l’adozione   di “Provvedimenti  d’urgenza  necessari  ad   assicurare   gli   assetti finanziari”, di cui alla delibera di  Giunta  Comunale  n.40  del  14 maggio  2012,  dichiarata  immediatamente  eseguibile,  l’organo   di governo locale ha mostrato di assumere  una  presa  di  posizione  al riguardo, analizzando le possibili cause della situazione e  cercando di individuare possibili correttivi.

Nell’occasione, la Giunta ha preso atto della  assoluta  mancanza  di liquidita’  di  cassa  e  dell’impossibilita’  di’   procedere   alla predisposizione di un bilancio di previsione in grado di fronteggiare le minori entrate di provenienza statale  e  regionale,  in  presenza della necessita’ di garantire il rispetto  del  patto  di  stabilita’ interno ed il  mantenimento  dei  livelli  di  spesa  del  personale.  Pertanto, con l’intento di ‘correre ai ripari, sono  stati  esaminati ed individuati i possibili rimedi, a partire dall’adozione di  misure in grado di incentivare le entrate proprie del Comune.
Ma  e’  proprio  sotto  quest’ultimo  profilo  che  l’Amministrazione comunale di Isola delle  Femmine  si  e’  dimostrata  particolarmente inefficiente: al riguardo, e’ stata rilevata, la  persistenza  di  un atteggiamento omissivo, se non addirittura compiacente, non  solo  in capo alle componenti amministrative ma anche  nei  comportamenti  dei soggetti che dovrebbero vigilare sul buon andamento e la  correttezza dell’attivita’ impositiva nell’interesse della collettivita’, a tutto vantaggio di interessi opposti e riconducibili al noto  atteggiamento predatori() delle realta’ legate all’organizzazione cosa nostra.

I Servizi di Riscossione: TARSU, ICI e TOSAP

La Commissione d’indagine ha svolto un’opera di  analisi  degli  atti posti in essere dall’Ente  in  relazione  ai  tributi  di  competenza comunale ed ha chiesto ed ottenuto, altresi’, una relazione  a  firma del responsabile dell’ 8° Settore  Tributi,  Acquedotto  e  Attivita’ Produttive, Sig. “Omissis”, sullo stato di  quel  ramo  di  attivita’ dalla quale si evince, tra l’altro, che con delibera n. 61 del  2010, la Giunta comunale approvava un progetto  per  l’accertamento  ed  il recupero  dei  tributi  locali  evasi  negli  ultimi  cinque  anni  e l’aggiornamento delle banche dati COSAP, ICP e ICI. Nello  specifico, il progetto consisteva  nell’effettuare  il  censimento  degli  spazi occupati (in  particolare  i  passi  carrai),  nel  censimento  delle insegne pubblicitarie, nella verifica  della  situazione  urbanistica delle aree edificabili, nell’esame di tutte le  concessioni  edilizie rilasciate negli ultimi cinque anni,  nella  verifica  delle  singole posizioni contributive comunali, al  fine  di  accertare  l’effettivopagamento e l’esatto ammontare dei versamenti effettuati negli ultimi cinque anni, di  procedere  nella  predisposizione  degli  avvisi  di accertamento a carico dei contribuenti che non avevano  provveduto  a regolarizzare la propria posizione e,  infine,  di  dare  avvio  alle procedure esecutive per il recupero delle somme evase.

L’esito  degli   accertamenti   compiuti   direttamente   sui   ruoli dell’Ufficio tributi, che sono stati  sottoposti  ad  approfondite  e mirate analisi, ha tuttavia evidenziato che il progetto rimane ancora tale, che la tanto preannunciata azione  di  recupero  non  e’  stata intrapresa e che da  tale  inefficienza  e  voluta  incapacita’,  che contribuiscono pesantemente a determinare  condizioni  di  squilibrio alle finanze comunali, continuano a trarre  vantaggio  in  particolar modo i  soliti  soggetti,  come  si  dimostra  agevolmente  dai  dati riassunti nelle tabelle seguenti.
Negli anni tra il 2008 ed il 2010, il Comune di Isola delle  Femmine, nella  finalita’  di  ricostruire  ed  aggiornare   il   sistema   di accertamento  e  riscossione  dei  tributi  di  propria   competenza, adottava una  serie  di  delibere  attraverso  le  quali  sono  stati rideterminati  i  ruoli  ICI  e  TARSU,  il  cui  importo   ammontava complessivamente ad € 4.711.089,02.
Dall’esame condotto all’interno delle voci del bilancio per esercizio finanziario 2010, con riferimento ai sotto riportati tributi, e’ dato leggere  il  totale  residui  da  riportare,  ovvero  il  credito  da riportare nell’esercizio finanziario successivo, quale differenza tra accertato e riscosso:
·        ICI, ammontante ad euro 406.254,38;
·        ICP, ammontante ad euro 15.260,99;
·        TOSAP, ammontante ad euro 26.177,03;
·        TARSU, ammontante ad euro 2.692.595,48;
da cui si evince che il Comune, nel 2010,  doveva  ancora  riscuotere tributi per un ammontare pari ad € 3.140.287,88.
Ulteriori specifici accertamenti, effettuati allo scopo  di  appurare l’effettivo assolvimento dell’obbligazione tributaria dei’  cittadini nei confronti del Comune con riferimento  ad  ICI,  TARSU  e  TOSAP, hanno avuto ad oggetto due campioni di contribuenti: nuclei familiari di soggetti legati o riconducibili alla  criminalita’  organizzata  e soggetti riconducibili alla compagine amministrativa  del  Comune  di Isola delle Femmine (dipendenti, consiglio e giunta comunale).  In particolare, l’analisi dei prospetti formati  con  riferimento  ai soggetti menzionati, membri di famiglie legate o  riconducibili  alla criminalita’ organizzata ha permesso di constatare che il  Comune  di Isola delle Femmine risulta avere iscritto a ruolo la somma  di  euro 221.481,97, come si evince dal seguente prospetto: 

| TRIBUTI DA RISCUOTERE |
|================================================================
|tributo| 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | TOTALE |
|=======|=========|=========|=========|=========|=========|=========
| ICI |44.509,00|38.890,00|37.697,00|41.677,00| 0,00|162.773,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TARSU | 692,31| 7.186,30| 1.884,70| 4.531,66| 0,00| 14.294,97|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOSAP | 0,00| 9.506,00|12.468,00|11.302,00|11.138,00| 44.414,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOTALE|45.201,31|55.582,30|52.049,70|57.510,66|11.138,00|221.481,97|
|=======|=========|=========|=========|=========|=========|=========


A fronte di detto accertamento, sulla scorta dei dati forniti dallo  stesso responsabile dell'ufficio tributi, in riferimento ai soggetti  attenzionati nel campione risulta che il Comune vanta un credito,  ancora da riscuotere, di euro 198.299,06, come meglio indicato nel  prospetto che segue:

| TRIBUTI NON RISCOSSI |
|
|tributo| 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | TOTALE |
|=======|=========|=========|=========|===|
| ICI |42.293,00|37.296,00|35.684,00|40.847,00| 0,00|156.120,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TARSU | 692,31| 7.186,30| 1.884,70| 4.531,66| 0,00| 14.294,97|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOSAP | 0,00| 994,09|11.915,00| 3.198,00|11.057,00| 27.884,09|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOTALE|42.985,31|45.476,39|49.483,70|49.296,66|11.057,00|198.299,06|
|=======|=========|=========|=========|=========|=========

In sostanza, la percentuale del tributo non versato, per i soggetti  presi in considerazione, si attesta sulla soglia dell' 89,53%,  considerato che il Comune ha riscosso solamente la somma di euro  23.182,92, data dalla differenza tra euro 221.481,97 e 198.299,06.

| % DEL NON RISCOSSO SU TRIBUTO DA RISCUOTERE  

|=======|===========|===========
|tributo| 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 |
|=======|===========|===========|
| ICI | 95,02 | 95,90 | 94,66 | 98,01 | 0,00 |
|-------|-----------|-----------|-----------|-----------|-----------|
| TARSU | 100,00 | 100,00 | 100,00 | 100,00 | 0,00 |
|-------|-----------|-----------|-----------|-----------|-----------|
| TOSAP | 0,00 | 10,46 | 95,56 | 34,67 | 0,00 |
|=======|===========|===========|=========
 TOTALE| 89,53 |

Parimenti, l'analisi dei prospetti analitici formati con riferimento  ai soggetti riconducibili alla compagine amministrativa (dipendenti,  consiglio e giunta comunale), ha permesso di evidenziare che il  Comune di Isola delle Femmine ha iscritto a ruolo la somma di euro  56.022,20, come si evince dal seguente prospetto:

Il dato si commenta da se’ e questo pone ancor piu’  in  evidenza  il comportamento omissivo dell’Amministrazione che non ponendo  in  atto le opportune verifiche, di fatto, tollera una situazione nella  quale il tasso di  evasione  fiscale  risulta  cosi’  elevato  proprio  con riferimento ad una certa fascia di contribuenti, i piu’  vicini  alla famiglia mafiosa, i quali possono continuare a trarre profitto  anche dall’inerzia del Comune.
Al riguardo, ci si potrebbe chiedere se  la  stessa  Amministrazione,
facendosi  scudo  delle  ‘disavventure’  patite  dalle  societa’   diriscossione e decidendo di gestire il servizio in proprio, con  tutte le lentezze e le lacune sopra tratteggiate,  non  abbia  offerto  una ulteriore sponda alla possibilita’ di celare favoritismi e malaffare.

Tratto da Relazione allegata al decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Gazzetta Ufficiale  279 29 novembre 2012  da pag 55  a pagina 60

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE




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