L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 4 ottobre 2013

Sì alla decadenza di Berlusconi La Giunta condanna Berlusconi DIRETTA del 4 ottobre

La Giunta condanna Berlusconi DIRETTA del 4 ottobre


DIRETTA VIDEO | La Giunta del Senato ha votato a maggioranza per la decadenza di Berlusconi. Che commenta furibondo: «Democrazia colpita al cuore» | Crimi, M5S: «Silvio, non rilasciare peti» (GUARDA IL POST) | Giunta, il gran favore del 5 Stelle al Cav. di C. Fusani | Schifani scrive a Grasso: post di Crimi «viola le regole e inficia la Giunta»

Silvio Berlusconi LP 480





La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato ha votato a maggioranza per proporre al Senato la decadenza di Berlusconi. L'aula dovrà votare sulla decadenza entro venti giorni da oggi. La data più probabile è lunedì 14 ottobre. Sempre che Berlusconi non si dimetta prima. Che intanto commenta furibondo, identificando il proprio destino giudiziario con quello dell'intero Paese: "Decisione indegna per eliminarmi, democrazia colpita al cuore". Però un post rilanciato dal senatore 5 Stelle Crimi sul Cavaliere ha rischiato di inficiare la riunione. Schifani, Pdl, ne aveva chiesto la sospensione, per il presidente della Giunta Stefàno non c'erano i presupposti per interrompere i lavori. Sulla decisione parla di sentenza politica già scritta ed è furibondo come tutto il Pdl. Bondi aggiunge che il Pd "defenestra Berlusconi, come restare alleati?".









BERLUSCONI: VENUTI MENO PRINCIPI STATO DI DIRITTO 
Il Cavaliere dice ancora: «La democrazia di un Paese si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell'organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto». 



BERLUSCONI: DECISIONE INDEGNA PER ELIMINARMI 
Silvio Berlusconi commenta infuriato: «Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia». 



BERLUSCONI: DEMOCRAZIA COLPITA AL CUORE 
«Quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia». Lo dice il Presidente del Pdl Silvio Berlusconi. 



PEZZOPANE, PD: NOSTRO FARO IL RISPETTO LEGALITÀ E REGOLE 
«Anche oggi nei lavori della Camera di Consiglio abbiamo proceduto con serietà, approfondendo tutte le ragioni formali e sostanziali che ci hanno indotti a sostenere le ragioni della legalità e dello stato di diritto». Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, componente della Giunta: «Anche sulla richiesta di ricusazione di alcuni senatori, avanzata da Berlusconi in maniera del tutto inopportuna e infondata, abbiamo compiuto valutazioni nell'esclusivo rispetto del regolamento. Anche oggi la Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari ha compiuto il suo lavoro senza alcun pregiudizio, in trasparenza e chiarezza. Sul caso Crimi si esprimeranno gli organi competenti. Il Partito Democratico ha agito con serietà e rigore e manterrà questo atteggiamento anche nel voto in Aula che io mi auguro possa essere un voto palese per dare trasparenza ai lavori del Senato». 



BERLUSCONI: NOTA LEGALI, DECISIONE DEL TUTTO PREVEDIBILE 
Per i legali di Berlusconi, gli avvocati Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini, la decisione della Giunta era del tutto prevedibile: «La decisione di una Giunta la cui maggioranza dei componenti già aveva votato con chiare e molteplici dichiarazioni alla stampa, era del tutto prevedibile. Addirittura si è assistito a insulti in diretta nei confronti del Presidente Berlusconi da parte di uno dei componenti della Giunta che avrebbe dovuto non solo essere, ma anche apparire imparziale. Tanta era la fretta che non si è voluto nè investire la Giunta per il regolamento né inviare gli atti alla Corte Costituzionale né alla Corte di Lussemburgo né attendere la decisione del ricorso a Strasburgo. Vi era evidentemente il timore che altri organismi potessero emanare statuizioni che modificassero la decisione già assunta. Violando i principi del giusto processo e della irretroattività della legge penale si è creato un gravissimo precedente che mina profondamente la storia democratica del Paese e lo stato di diritto». 



SCHIFANI: VOTO AULA È SEGRETO, REGOLAMENTO CHIARO 
Il voto dell'aula del Senato sulla decadenza da parlamentare di Berlusconi dovrà essere a scrutinio segreto. Lo ha ribadito il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. «Il regolamento è chiaro a meno che il presidente Grasso non intenda alterarlo». «Io - ha aggiunto - ho fatto il presidente del Senato per cinque anni. Ricordo che in occasione del voto sul senatore De Gregorio è stato Zanda (attuale capogruppo del Pd, ndr) a ricordarmi che il voto è segreto. E segreto fu». 



GIOVANARDI: APPLICARE SEVERINO? DA GERMANIA NAZISTA 
«Attraverso macroscopiche e ripetute violazioni della nostra Costituzione e dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, siamo arrivati al primo atto di una mascalzonata consumata ai danni di Silvio Berlusconi». Così il senatore Pdl Carlo Giovanardi. «La questione naturalmente non finisce qui- aggiunge- L'assurda applicazione della retroattività degli effetti punitivi della legge Severino trova precedenti soltanto nei sistemi giuridici della Germania nazista e dell'Unione sovietica». Ma in queste parole non solo non c'è il senso della misura ma neppure quel minimo rispetto umano per i milioni di persone spediti a sopravvivere nel modo più atroce e a morire nei lager e nei gulag. 



SCHIFANI: GRASSO CHIARISCA, SUBITO ISTRUTTORIA 
«Chiederemo ulteriori spiegazioni al presidente Grasso, gli chiederemo quotidianamente chiarezza su quello che è successo. Ci attendiamo l'annunciata istruttoria in tempi brevissimi». Lo annuncia il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani, che attacca: «Grasso si è assunto una grande responsabilità, chiederemo articolate spiegazioni. Non metto in discussione la sua terzietà, ma ci saremmo attesi un intervento più immediato e incisivo». 



PAGLIARI, PD: VOTO IN PUNTO DI DIRITTO 
Giorgio Pagliari, senatore del Pd e componente della Giunta delle elezioni: «Oggi in Giunta abbiamo votato sulla decadenza del senatore Berlusconi su precise motivazioni giuridiche. Il gruppo del Partito Democratico si è limitato a ragionare in punto di diritto senza dare alcuna valenza politica a una vicenda squisitamente giuridica, ispirandosi soltanto agli articoli 2 e 3 della Costituzione e al principio di legalità a tutela dello stato di diritto». 



BRUNETTA: ROTOLA TITOLO SENATORE, NON TESTA DI LEADER 
Per il 'falco' del Pdl, Renato Brunetta «è stato chiaramente un atto politico, si è deciso di far fuori per via giudiziaria il leader del centrodestra italiano. Non si illuda il boia. Sta rotolando il titolo di senatore, non la testa dell'uomo e del politico Berlusconi, che resta il leader e il riferimento di metà degli italiani. Ci sarà pure un giudice in Europa». 



BONDI: PD DEFENESTRA CAV, COME RESTARE ALLEATI? 
«Io pongo oggi e porrò anche in futuro, finché avrò voce, un problema morale. Il problema morale che pongo è il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in Parlamento e al governo?». Se lo chiede il senatore pidiellino Sandro Bondi dopo dopo il voto espresso in giunta. 



MALAN, PDL: STEFANO NON HA ACCOLTO RICHIESTA STOP, VALUTEREMO 
Il Pdl «riproporrà in aula tutte le argomentazioni contrarie» alla decadenza di Berlusconi già prodotte in Giunta e «valuterà» se e in che modo contestare la decisione del presidente Dario Stefàno di non accogliere la loro richiesta di sospendere la camera di consiglio per il post di Vito Crimi su Berlusconi. Lo ha sottolineato, dopo la lettura della decisione sulla decadenza, il rappresentante Pdl in Giunta Lucio Malan. «La sospensione oggi - ha riferito- l'ho chiesta io durante la nostra riunione e mi risulta che l'abbia fatto anche il nostro capogruppo Schifani: la posizione del Pdl è quella. In ogni caso in aula riproporremo tutte le nostre ragioni. È di una gravità assoluta deliberare la decadenza di un senatore per una legge che palesamente è sospetta di incostituzionalità ma non la si è voluta far giudicare dalla Corte Costituzionale». 



GIARRUSSO (M5S): POST CRIMI IRRILEVANTE, NON GIUDICO 
«Non giudico un collega per un post fatto prima della riunione, un post del tutto irrilevante». È quanto dice il senatore M5s, Michele Giarrusso, componente della Giunta delle elezioni del Senato, dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi, a proposito del posto di Vito Crimi messo su Facebook. Quanto alla foto postata da lui stesso, mentre erano in Giunta, assieme a Serenella Fucksia, Giarrusso spiega che lo ha fatto per stoppare le polemiche sulla presunta assenza della collega. «Fucksia è arrivata qualche minuto dopo e ho quindi ho fatto la foto per dimostrare che noi del Movimento 5 stelle eravamo tutti presenti e compatti». 



STEFANO: CRIMI? NON C'ERA MOTIVO PER SOSPENDERE 
«Non era un motivo sufficiente per sospendere la seduta». Il presidente della Giunta per le Immunità, Dario Stefano, risponde così a chi gli chiede delle polemiche seguite al post su Facebook del senatore M5S Vito Crimi. «Lo stesso Crimi – spiega - mi ha dimostrato di aver postato qualcosa di cui non era l'autore principale e in uno spazio precedente all'inizio dei lavori: mi è sembrato sufficiente per non sospendere la seduta». E conclude: «Non ho mancato di stigmatizzare, come il presidente Grasso, il post di Vito Crimi, era stato scritto prima dell'inizio della seduta pubblica». 



GASPARRI: SENATO IMPEDISCA SCEMPIO 
«Una decisione politica, già ampiamente annunciata, che viola la Costituzione, in particolar modo l'articolo 25. La colpa ricadrà su quanti hanno commesso questa incredibile violazione. C'è ora un'ultima occasione in Aula al Senato per impedire che si compia uno scempio». Lo dichiara Maurizio Gasparri (Pdl), vice presidente del Senato. 



MALAN: POST CRIMI? CHIESTO SOSPENSIONE IN GIUNTA, NO DI STEFÀNO 
«Abbiamo sollevato la questione» del post di Vito Crimi «in giunta chiedendo di sospendere la seduta e di consultare il presidente Grasso. Il presidente Stefàno ha detto che avrebbe sospeso i lavori solo per causa di forza maggiore e non per altro». Così il senatore Pdl Lucio Malan uscendo dalla giunta delle Elezioni. 



M5S SENATO: ORA VOTO AULA SIA PALESE 
«La Giunta del giudizio ha parlato: il condannato Berlusconi? deve decadere. Ora il voto finale in aula. Il M5S chiede il voto palese. Basta che il Pd dica sì alla modifica del regolamento e non ci sarà alcun voto segreto». Così i senatori del M5s sulla pagina facebook Senato Cinque Stelle 



CRIMI: STORIA INVENTATA, SOLO POST SATIRICO 
Vito Crimi uscendo dalla giunta delle Elezioni: «Vi siete inventati una storia, dei fatti avvenuti in giunta su ritardi o sabotaggi, quando in giunta la cosa è stata affrontata en passant. Il mio post, che non ho scritto io ma che ho ripreso, è di questa mattina, prima della seduta pubblica. È un post satirico e umoristico su un cartellone che ha tappezzato la città che non ha nulla a che vedere con i lavori di giunta». 



DELLA VEDOVA: VOTO GIUNTA PER APPLICARE LEGGE SEVERINO 
«Il voto non era pro o contro nessuno, era un voto semplicemente applicativo della legge anti-corruzione» dell'allora ministro alla Giustizia Paola Severino. È quanto dice Benedetto Della Vedova (Scelta civica), componente della Giunta delle elezioni del Senato, dopo l'annuncio del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. 



DELLA VEDOVA: VOTO GIUNTA PER APPLICARE L.SEVERINO 
«Il voto non era pro o contro nessuno, era un voto semplicemente applicativo della legge anti-corruzione» dell'allora ministro alla Giustizia Paola Severino. È quanto dice Benedetto Della Vedova (Scelta civica), componente della Giunta delle elezioni del Senato, dopo l'annuncio del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. 



SCHIFANI: PEGGIO DEL PREVISTO, DECISIONE POLITICA INFICIATA DA VIOLAZIONI 
«Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità. Al verdetto politico, fondato sul pregiudizio e sull'odio verso Silvio Berlusconi, in palese violazione del principio della non retroattività della legge penale sancito dalla Costituzione, oggi si è aggiunto l'intollerabile comportamento di un senatore che ha infranto il patto di riserbo dell'udienza pubblica dell'organismo parlamentare e inficiato così la legittimità della decisione». Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. «Un comportamento, questo, che avrebbe dovuto imporre lo stop ai lavori, come abbiamo richiesto al presidente Grasso - prosegue Schifani - Ora spetterà all'Assemblea del Senato evitare che si consumi definitivamente questo gravissimo vulnus costituzionale e regolamentare. Ci auguriamo che gli alleati di governo, Partito democratico e Scelta Civica, abbiano in quella sede un sussulto di responsabilità e respingano insieme al Pdl il pronunciamento odierno» 



DECADENZA, L'AULA DECIDE ENTRO VENTI GIORNI 
La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato ha votato a maggioranza di proporre all'aula di palazzo Madama la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, a seguito della condanna definitiva in Cassazione per frode fiscale e in applicazione delle norme della legge Severino. L'aula dovrà votare sulla decadenza entro venti giorni da oggi. La data più probabile è lunedì 14 ottobre. Semprechè Silvio Berlusconi non decida prima per le dimissioni da senatore. 



BERLUSCONI. GIUNTA CONDANNA BERLUSCONI, DEVE DECADERE 
La giunta per le immunità del Senato ha votato a maggioranza a favore della decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. 

 PRESIDENTE SENATO NON PUÒ SOSPENDERE GIUNTA 

Il presidente del Senato Grasso non può sospendere la Giunta. Lo scrive Alessio Pasquini, nella nota di risposta alla richiesta da parte del Pdl di sospendere i lavori della Giunta. Il presidente dei senatori Pdl, Renato Schifani, aveva chiesto l'intervento di Pietro Grasso dopo che Vito Crimi, senatore Cinque Stelle e membro della stassa Giunta, aveva scritto un duro commento su facebook riferito a Silvio Berlusconi. 


GRASSO: INQUALIFICABILI E OFFENSIVE PAROLE DI CRIMI 
«Il Presidente Grasso ritiene del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Vito Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Anche tale comportamento verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato». È quanto dichiara il portavoce del Presidente del Senato Alessio Pasquini. 



DI MAIO (M5S): I PDL NON CAPISCONO UNA MAZZA DI FB
«Vedere Schifani usare come pretesto la pagina Facebook di Vito Crimi per fermare i lavori della Giunta per le elezioni, mi fa pensare che questi sono davvero alla frutta». Lo scrive il vicepresidente M5s della Camera Luigi Di Maio sulla sua pagina Facebook. «Non sanno più che scuse usare per salvare un pregiudicato e - rincara con parole che si adatterebbero bene a un Bossi - non conoscono una mazza di Facebook: le pagine, a volte anche la mia, sono gestite da più persone, i collaboratori. Ogni scusa è buona... Avanti con i lavori della Giunta». 



PD: ASSIST M5S AL CAV. E IN AULA VOTERANNO A FAVORE 
«I grillini senza Berlusconi sono morti. Quello che stanno facendo in giunta, con un vero e proprio assist a Berlusconi, è propedeutico a quello che faranno in aula. Lì dovremo stare molto attenti, perchè voteranno contro la decadenza. Lo avevo detto, si sta verificando». Così il vicepresidente della commissione trasporti del Senato Stefano Esposito, del Pd, a proposito della richiesta di sospensione dei lavori della giunta da parte del Pdl, dopo il post di Crimi – membro della Giunta - sul Cavaliere. 



LEVA (PD): GIUNTA NON È QUARTO GRADO DI GIUDIZIO 
«Singolari le polemiche di queste ore del Pdl sulla natura della Giunta. Si tratta di una strategia che mira a introdurre, in maniera surrettizia, elementi di confusione utili ad accreditare una inesistente persecuzione di Berlusconi». Lo ha dichiarato Danilo Leva, responsabile GIustizia del Pd. «La Giunta - ha aggiunto - non è un quarto grado di giudizio né esercita una funzione giurisdizionale. I suoi componenti non sono giudici. Essi non sono chiamati ad esprimersi sul merito della sentenza ma semplicemente a valutare la sussistenza o meno dei requisiti previsti dalla legge, per l'esercizio di tale funzione parlamentare». «Ai sensi della legge Severino, che è perfettamente costituzionale, ed è stata applicata ad altri 37 cittadini italiani, tali presupposti - ha detto ancora Leva - non ci sono. Berlusconi è stato condannato per la sua attività di imprenditore e non certo per la sua azione politica. Il resto è il solito tentativo del Pdl di porre Berlusconi al di sopra della legge, con qualsiasi mezzo». 



ZANETTI (SC): CRIMI COME UN BAMBINO DI 8 ANNI 
Enrico Zanetti, responsabile politiche fiscali di Scelta Civica e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, dichiara: «Vito Crimi che dá a Schifani il pretesto di chiedere la sospensione dei lavori della Giunta del Senato, per il gusto di scrivere su Facebook un commento da bambino di otto anni, è la cifra di come il Movimento 5 Stelle sia totalmente incapace e inadeguato a portare avanti anche le istanze e le battaglie cui il suo elettorato tiene di più. Una verità che in questi sette mesi abbiamo constatato molte volte durante i lavori parlamentari in Aula e nelle Commissioni». 



BUCCARELLA, M5S: SCUSATE SOSPENSIONE DEI POST 
Fra i grillini membri della Giunta per le elezioni, anche Maurizio Buccarella ha lanciato un post: «Stiamo per iniziare la camera di consiglio, nel corso della quale - ha detto Buccarella - non ci si può allontanare né avere contatti con l'esterno. Vogliate pertanto perdonare la temporanea sospensione delle trasmissioni...». 



GELMINI: COMPORTAMENTO CRIMI INAMMISSIBILE E DISDICEVOLE 
«Inammissibile e disdicevole il comportamento di Crimi». È il giudizio di Mariastella Gelmini, vicepresidente dei deputati del Pdl. «Durante i lavori della Giunta, di cui fa parte, ha postato un commento insolente su Berlusconi per il solo fatto che alcuni simpatizzanti hanno dimostrato la loro vicinanza al Presidente affiggendo nella capitale manifesti in suo sostegno. Mentre altri esponenti 5 Stelle, sempre in giunta, giocano sui Social Network... Sono queste le presone che dovrebbero giudicare in modo imparziale e sereno?». 



SCHIFANI (PDL), IMMEDIATA SOSPENSIONE LAVORI GIUNTA 
«Chiediamo l'immediata sospensione dei lavori» della Giunta delle elezioni del Senato che sta decidendo, in camera di consiglio, sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, stigmatizzando i post su Facebook da parte di alcuni componenti di M5S in Giunta. 



SCHIFANI, CRIMI INFICIA LEGITTIMITÀ LAVORI GIUNTA 
«Quello del senatore del Movimento Cinque Stelle Vito Crimi», che ha postato una foto dalla Giunta riunita in camera di consiglio, è «un comportamento intollerabile che conferma la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri della Giunta ed inficia gravemente la legittimità dei lavori del collegio». Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. 



SCHIFANI, CRIMI VIOLA REGOLAMENTO 
Il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, dichiara: «Denunciamo al presidente Grasso un fatto gravissimo: mentre la Giunta delle Elezioni è in Camera di Consiglio, l'esponente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato. Un comportamento intollerabile che conferma la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri della Giunta ed inficia gravemente la legittimità dei lavori del collegio». 


GIUNTA, IN CAMERA DI CONSIGLIO ARRIVANO I PANINI 

Panini per i commissari della Giunta riuniti in camera di Consiglio, riunita proprio come avviene in tribunale, dopo l'udienza pubblica. Il vassoio coperto 'ha attraversato' il salone Garibaldi, il Transatlantico di Palazzo Madama, portato dalla buvette, in direzione della saletta della commissione ambiente dove i senatori sono riuniti per decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Presidiata dai commessi la sala è irraggiungibile per i cronisti. 


*** *** *** 


È iniziata l'udienza pubblica della Giunta per le elezioni del Senato. Alla conclusione, in sede di camera di consiglio, la Giunta si dovrà pronunciare sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. La seduta si è aperta con il ricordo della strage di migranti avvenuta ieri a Lampedusa, fatta dal presidente, Dario Stefano. Poi Stefano, come presidente e relatore, ha avviato l'udienza pubblica. Dopo la decisione della Giunta, la parola finale sulla decadenza spetterà all'Aula. 


La decadenza di Berlusconi viene discussa sulla base della legge Severino dopo la condanna nel caso dei diritti tv Mediaset. 


La sala prescelta è la Koch di Palazzo Madama, così come concordato con il presidente del Senato, Pietro Grasso.


Berlusconi non è presente: «Non andrò perché abbiamo presentato una memoria in cui si spiega che non possiamo considerare questi giudici imparziali ed obiettivi perché hanno espresso il loro pensiero in maniera pubblica e questo in un organo giurisdizionale non si può fare». 

TERMINATA SEDUTA PUBBLICA, ORA CAMERA DI CONSIGLIO 

È terminata la seduta pubblica della giunta per le Elezioni del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. È ora cominciata la camera di Consiglio, i cui lavori si svolgono a porte chiuse. Il collegamento video con la sala Koch riprenderà al termine della camera di Consiglio, quando verrà letta la decisione della giunta da inviare all'aula di palazzo Madama.


DI PARDO, DECADENZA NON È QUESTIONE POLITICA
«Io ho un mandato tecnico», sottolinea ancora l'avvocato Salvatore Di Pardo di fronte a chi insiste sul fatto che il suo assistito, Ulisse Di Giacomo, sia un senatore del Pdl e che dunque si tratti di fuoco amico nei confronti di Berlusconi. Poi ricorda di essere stato incaricato come legale anche della vicenda elettorale in Molise, impugnando le elezioni in favore del centrodestra, quasi a sottolineare indirettamente che non è una questione di appartenenza politica. 



DI PARDO, SU LEGGE SEVERINO RILIEVI SURREALI
Definisce «surreali» alcuni rilievi contenuti nella memoria di Silvio Berlusconi sulla legge Severino, l'avvocato Salvatore Di Pardo. Il legale stamattina è intervenuto a rappresentare nella giunta del Senato le ragioni del senatore Ulisse Di Giacomo, 'suo malgradò diventato controparte dell'ex presidente del Consiglio. «A me sembra un atto dovuto», ha risposto ai cronisti che gli domandavano della decadenza di Silvio Berlusconi, ed ha ribadito: «È una vicenda che di fronte a un giudice terzo e imparziale sarebbe già definita. La giurisprudenza ha già chiarito» che la legge Severino «non è una legge penale ma una norma elettorale amministrativa con cui si fissano i presupposti» che deve avere «chi deve dettare le regole che tutti i cittadini devono rispettare. Per la legge chi è condannato per frode fiscale ai danni dello Stato »non è opportuno che scriva le leggi«. È una norma »nè irragionevole nè illogica«. Che Berlusconi non abbia i requisiti morali per restare in Parlamento »non lo dico io e non lo dice il mio assistito. Lo dice la legge«, aggiunge Di Pardo ricordando la sentenza del Consiglio di Stato. 



COPPI-GHEDINI-LONGO: GIUNTA NON IMPARZIALE
«Il diritto ad un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del Presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa nè vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza nè legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo». È quanto dichiarano gli avvocati di Silvio Berlusconi Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini.



PAROLA ALLE PARTI MA LEGALI CAV NON PRESENTI A GIUNTA
Si è conclusa, nella Giunta per le elezioni del Senato che deve votare la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, l'introduzione del presidente Dario Stefano. Ora la parola passa alle parti a cominciare dall'avvocato Salvatore Di Pardo rappresentante di Ulisse Di Giacomo. I banchi della difesa di Berlusconi sono invece vuoti, al momento, dunque, nessuno parlerà in sua difesa. 



STEFANO: IN GIUNTA CONFRONTO BASATO SOLO SU LEGGE 
Il lavoro della Giunta per le elezioni del Senato che deve votare la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore si è svolto in un clima di «serio confronto» basandosi «solo sulle questioni giuridiche». Lo ha ribadito il presidente della Giunta Dario Stefano (Sel) aprendo i lavori della seduta pubblica, in sala Koch al Senato. «Ho pensato - ha spiegato - che il fatto di assumere io come presidente il ruolo di relatore favorisse un clima di serio confronto basato solo su questioni giuridiche che ha caratterizzato, per la verità, gran parte del lavoro della Giunta». Poi Stefano ha elencato, in una breve cronistoria dei lavori della Giunta, le «cinque distinte motivazioni» presentate da Silvio Berlusconi nella sua memoria difensiva già depositata. 



SCONTRO IN GIUNTA, PDL CHIEDE PREGIUDIZIALI. SEL: NO 
Si è aperta nella sala Koch del Senato la seduta (pubblica e in diretta tv) della giunta per le elezioni che voterà la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Ad aprire i lavori il presidente Dario Stefano che è anche relatore, dopo che la relazione di Andrea Augello, senatore Pdl, è stata bocciata. All'inizio dei lavori subito una frizione. Il Pdl ha chiesto che sia posta una questione pregiudiziale. Ma Stefano ha spiegato che «non c'è questa possibilità in seduta pubblica e non posso dare la parola». La senatrice azzurra Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto di poter intervenire, il presidente della giunta le ha ricordato «che ora non è possibile, potrà farlo quanto vuole in camera di consiglio». Dopo il dibattito e dopo aver ascoltato le memorie difensive i membri della giunta si ritireranno in camera di consiglio, in una sala attigua alla Koch, per prendere una decisione. I tempi sono contingentati: al massimo 48 ore. Molti senatori dem hanno assicurato che comunque si voterà «entro stasera».



GIUNTA SI APRE CON MINUTO SILENZIO PER LAMPEDUSA 
La seduta della giunta per le immunità del Senato che voterà la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi si è aperta con il ricordo della strage di Lampedusa. A prendere la parola e ad esprimere «il cordoglio di tutta la giunta» - con tutti i suoi componenti in piedi - è stato il presidente Dario Stefano (Sel). «È doveroso accogliere il richiamo del Presidente della Repubblica - ha detto Stefano - al senso di responsabilità collettiva per prevenire simili tragedie». «Essere anche oggi qui, nel giorno in cui è stato proclamato il lutto nazionale - ha aggiunto - è un modo per interpretare, facendo il proprio dovere, la solidarietà rispetto a quanto accaduto». Poi la giunta ha osservato un minuto di silenzio.
«È assolutamente impossibile prevedere la tempistica. La seduta pubblica dipenderà dalla presenza o meno delle parti e la camera di consiglio dalla discussione che maturerà», fa sapere Dario Stefano. In aula c'è anche il legale di Ulisse Di Giacomo, già senatore 'azzurro' e diventato, suo malgrado, in quanto primo dei non eletti in Molise, controparte del leader Pdl. Berlusconi, infatti, una volta eletto aveva optato per quella Circoscrizione. Sarà l'avvocato Salvatore Di Pardo, del Foro di Campobasso, a rappresentare le ragioni del subentrante in caso di decadenza. A ora non è dato sapere se e chi rappresenterà, invece, Berlusconi. Certo, non l'avvocato Niccolò Ghedini: da regolamento, infatti, i legali rappresentanti non possono essere senatori. Ad ogni modo se i legali di Berlusconi, o in pura teoria, lui stesso non saranno presenti, l'udienza andrà comunque avanti. 



La seduta, dopo la relazione introduttiva, prevede gli interventi delle parti, Berlusconi (però ha annunciato che non ci sarà) e l'onorevole Ulisse Di Giacomo, primo dei non eletti in Molise. Dopodiché sarà interrotta per consentire alla Giunta di riunirsi in Camera di Consiglio per la decisione finale da portare al voto dell'Assemblea al Senato. 


Sì alla decadenza di Berlusconi
Lui: "Democrazia colpita al cuore"
Ira del Pdl: "Copione già scritto"

La decisione della Giunta: 15 sì, 8 no. Ora tocca all'Aula del Senato
Bufera su Crimi (M5S) che offende il Cav sul web



Rigettati i 5 motivi del ricorso del Cavaliere, inclusa la ricusazione. Il capogruppo M5S posta su Facebook volgarità anti-Cav. E Schifani invoca lo stop. "Grasso si è assunto una grande responsabilità". Il Pd: senatori liberi di esprimersi, "i membri di Giunta non sono giudici"

Silvio Berlusconi (lapresse)
Silvio Berlusconi (lapresse)
Roma, 4 ottobre 2013 - La Giunta delle elezioni del Senato ha detto sì alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi.  Il presidente e relatore, Dario Stefano, ha letto la decisione, a maggioranza, della Giunta il cui parere è passato al voto dell’Aula del Senato per il definitivo e formale pronunciamento.

Quindici sì (di Pd, Sc e M5S), otto no (di Pdl, Lega e Gal). E’ questo, secondo quanto si apprende, il risultato del voto della Giunta. Si è votato anche sulle cinque questioni poste da Berlusconi nella sua memoria difensiva, inclusa la ricusazione di alcuni membri della giunta: sono state tutte rigettate.
Poi interviene anche Berlusconi: “Quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia. Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia’', ha affermato Berlusconi in una nota.
‘La democrazia di un Paese - aggiunge - si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell’organo decidente e sulla irretroattivita’ delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto”.
LA GIORNATA - Inizia con uno scontro tra il Pdl e il presidente della giunta per le immunità e le elezioni Dario Stefàno la seduta pubblica del 'tribunalino' del Senato sulla decadenza dal seggio senatoriale di Silvio Berlusconi in seguito alla condanna definitiva nel processo Mediaset. In apertura, prima che Stefano inizi ad illustrare la vicenda, il Pdl chiede che sia posta una questione pregiudiziale. Ma Stefano rigetta la richiesta: "Non c'è ordine dei lavori, né possibilità di porre pregiudiziali in seduta pubblica, non posso darle la parola in seduta pubblica. L'articolo 16 mi dà la discrezionalità di farlo, io non le do la parola", dice Stefano rivolto a un senatore con ogni probabilità del Pdl (le riprese della seduta non inquadrano il ricorrente, ma Stefano si rivolge verso i posti occupati dal Pdl). Quindi Stefano risponde alla analoga richiesta di una senatrice, forse Maria Elisabetta Casellati, del Pdl. "In camera di consiglio lei avrà tutte le facoltà di farlo. In seduta pubblica non può farlo", è la secca risposta di Stefano. Vuoti i banchi del collegio legale dell'ex premier.
 "Il diritto ad un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del Presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa né vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza né legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo", è il comunicato congiunto degli avvocati di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini. "Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti", fannos apere gli avvocati dell'ex premier. Alle 11, la diretta in streaming della seduta pubblica viene interrotta per consentire alla Giunta di riunirsi in Camera di Consiglio per la decisione finale da portare al voto dell'Assemblea al Senato. Sulla carta il risultato è pressoché scontato, con 15 commissari favorevoli alla decadenza e 8 contrari. Presto la decisione. Poi toccherà all'Aula decidere.
Durante la riunione il capogruppo M5S Vito Crimi, membro della Commissione, ha infranto il divieto assoluto di comunicazione con l'esterno richiesto ai componenti dal presidente Stefàno. Crimi ha pubblicato sulla sua sua pagina facebook due commenti. Il primo, a inizio mattinata, a commento del manifesto di "cuore azzurro", "Silvio non mollare", apparso nelle ultime ore sui muri di Roma. "Vista l'età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l'ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con "Non mollare" non è che intende "Non rilasciare peti e controlla l'incontinenza", scrive Crimi mentre la Giunta è riunita. Più recente il secondo commento, quando la Giunta è addirittura in camera di consiglio: "Nessuna fiducia a chi prende in giro i cittadini. Tutti i retroscena di una settimana assurda. Alle 13.30 qui: http://goo.gl/lryMtE".  Il doppio intervento di Crimi, al di là della volgarità evidente, scatena le comprensibili reazioni del Pd che usa l'incidente per avvalorare la tesi del voto non sereno e precostituito.
L'ex presidente del Senato e ora capogruppo a palazzo Madana, Renato Schifani, chiede l'immediata "sospensione dei lavori della Giunta e la revoca dei componenti che hanno espresso giudizi su Berlusconi", allargando così il campo a chi non ha offeso l'ex premier ma nei giorni scorsi ha preannunciato il suo sì alla decadenza.
 "Sono singolari le polemiche di queste ore del Pdl sulla natura della Giunta. Si tratta di una strategia che mira a introdurre, in maniera surrettizia, elementi di confusione utili ad accreditare una inesistente persecuzione di Berlusconi", dichiara Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd. "La Giunta - chiarisce Leiva - non è un quarto grado di giudizio né, tantomeno, esercita una funzione giurisdizionale. I suoi componenti non sono giudici. Essi non sono chiamati ad esprimersi sul merito della sentenza ma semplicemente a valutare, in capo ad un senatore, la sussistenza o meno dei requisiti previsti dalla legge, per l'esercizio di tale funzione parlamentare". Ne consegue - secondo il Pd,  che "ai sensi della legge Severino, perfettamente costituzionale" tanto che è già stata "applicata ad altri 37 cittadini italiani", mancano i prersupposti invocati dal Pdl, come suggerito anche da una "giurisprudenza granitica".
“In merito alle richieste da più parti avanzate di sospensione dei lavori della Giunta, si precisa che il ruolo del presidente del Senato, ai sensi del Regolamento per la verifica dei poteri della Giunta, è limitato all’intesa con il presidente della stessa Giunta ai fini della fissazione del giorno e dell’ora della seduta pubblica”. A rilevarlo è Alessio Pasquini, portavoce del presidente del Senato. “Il presidente del Senato - prosegue - non ha alcuna possibilità, nemmeno di comunicare con i componenti della Giunta riunita in camera di consiglio, senza incorrere nella violazione del Regolamento che prevede la segretezza di tale fase del procedimento”.
Ma Schifani, dopo il voto della Giunta torna sulla questione-Crimi: “Chiederemo ulteriori chiarimenti al presidente Grasso”, ha aggiunto. Le indicazioni del presidente del senato “danno il senso di voler archiviare una vicenda” sulla quale “noi chiediamo chiarezza. Le regole sono regole” e non si può derogare. “Non mettiamo in discussione la terzietà del presidente Grasso ma avremmo voluto un intervento più incisivo”, dice Schifani. Con la decisione di non sospendere i lavori “si è assunto una grande responsabilità”, osserva ancora e aggiunge: “chiederemo articolate motivazioni” perché c’è stata una “violazione che imponeva la sospensione”.
ALFANO, BERLUSCONI, Bondi, Brunetta, Cicchito, COPPI, CRIMI, DECADENZA, GHEDINI, GIOVANARDI, RUDY, Schifani, SANTANCHE'

Sì alla decadenza di Berlusconi La Giunta condanna Berlusconi DIRETTA del 4 ottobre

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