L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 23 novembre 2013

Siracusa, imprese preoccupate dell’esame delle Aia

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE 
Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:


Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 


Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine

Siracusa, imprese preoccupate dell’esame delle Aia

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La sede di Confindustria Siracusa.
La sede di Confindustria Siracusa.
SIRACUSA. Il procedimento di riesame delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) già rilasciate, avviato dal Ministero dell’Ambiente, su richiesta di autorità locali, per le raffinerie della zona industriale, è un atto del tutto imprevisto che desta grande preoccupazione presso la comunità industriale. Le AIA erano state rilasciate dal Ministero alla fine del 2011 dopo aver individuato e concordato con le autorità locali coinvolte e le singole aziende ISAB, ESSO e ISAB ENERGY significativi e impegnativi piani di investimento per il miglioramento ambientale.
 L’atto suddetto da parte del Ministero giunge infatti in un momento nel quale le aziende interessate stavano lavorando alla realizzazione di programmi e progetti dell’ordine di centinaia di milioni di Euro per il rispetto e l’attuazione degli impegni sottoscritti con le autorità locali, regionali e nazionali. L’industria della raffinazione italiana ed europea – di cui le nostre aziende fanno parte – attraversa uno dei momenti di crisi più gravi della sua storia. I nostri siti competono in un mercato mondiale (ad es. con le nuove e grandi raffinerie del Medio Oriente e dell’Asia, con le raffinerie del Nord America) e per poterlo fare efficacemente hanno bisogno di consistenti investimenti che richiedono la certezza e la prevedibilità del quadro normativo e legislativo per essere realizzati.
La richiesta di riesame dell’amministrazione comunale di Melilli, crea un clima di grande incertezza che rischia di bloccare gli investimenti già programmati e quelli futuri.
Desta ancora maggiore perplessità e preoccupazione il fatto che il procedimento si basa su cinque raccomandazioni dell’ARPA che peraltro erano gia’ oggetto di analisi e discussione nel tavolo tecnico istituito in Prefettura sull’argomento di cui il Comune di Melilli e’ attore principale.
Le aziende evidenziano inoltre come una parte di queste raccomandazioni erano gia’ state accolte ed in fase di implementazione ovvero erano gia’ parte delle autorizzazioni AIA rilasciate.
Gli investimenti per il miglioramento dell’ambiente e della sicurezza fanno parte di un programma di interventi per garantire il futuro sostenibile delle nostre industrie dal punto di vista economico, strategico e occupazionale.
 L’appello che Confindustria Siracusa e le Aziende associate lanciano alle autorità istituzionali e politiche locali, regionali e nazionali è di rivedere il loro atteggiamento nei riguardi della realtà industriale del nostro territorio e di lavorare insieme per il suo futuro.
STORIA DI ANGELA, CHE ABITA NEL QUARTIERE "DELLE DONNE CON LE PARRUCCHE"




malata
Angela si mette gli occhiali per vedere meglio la lista. Ha il cuore spezzato, tuttavia continua la sua lotta. E’ una casalinga combattiva, ma quello che ha davanti non è l’elenco delle spesa, ma quello delle persone che negli ultimi anni si sono ammalate di tumore nel suo comune. Anche lei anni fa è scesa all’inferno per un male, fortunatamente benigno, ora sta bene. Conosce però, il calvario, le angosce, le fitte e il dolore dei suoi concittadini malati. Dovrà ora portare presto questi nomi con le autocertificazioni e le cartelle cliniche all’avvocato che sta predisponendo la causa contro la Terna per i risarcimenti. Questa è solo l’ultima battaglia di una guerra che dura da anni. 
Angela, presiede difatti, il comitato “Cittadini Pacesi per la vita” che si batte per spostare il responsabile di tanto dolore: un elettrodotto costruito a pochi metri dalle case. Chi sale nel quartiere di Passo Vela in effetti, è assalito da un’angoscia inspiegabile. Le ‘ragnatele’ del traliccio tutt’intorno sembrano stringere in un abbraccio di morte le abitazioni, la loro ombra proietta influssi devastanti. Da tempo, questa zona è definita “il quartiere delle donne con le parrucche”, perché molte di loro sono costrette ad indossarle dopo mesi di chemioterapia. Quindici morti per tumore solo negli ultimi cinque anni, tre persone tutt’ora in cura in un’area dove vivono trecento abitanti e in un comune che in tutto ha seimila residenti. Una percentuale altissima. Tra qualche settimana, tra l’altro, dovrebbe essere realizzato un altro elettrodotto: il «Sorgente-Rizziconi» che dalla Calabria, via mare, arriverà in Sicilia, dove passerà in mezzo a decine di comuni della zona tirrenica di Messina.Il cavo sarà lungo 105 chilometri, e secondo Terna “aumenterà l'efficienza ed eviterà l'attuale congestione della rete elettrica”. I pali saranno pericolosamente vicini alle case, soprattutto nei comuni di Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto e nella frazione di Serro a Villafranca Tirrena. I cittadini sono sul piede di guerra e promettono battaglia.
Girando per il paese molti cartelli appesi chiedono alle istituzioni di intervenire per allontanare la morte dalle loro case, ma non hanno risposte soddisfacenti. “Da anni spiega Angela Bianchetti – chiediamo che venga interrato l’elettrodotto esistente, nessuno ci ha aiutato, ora il comune, però, finalmente, insieme alla Provincia di Messina, commissionerà al prof Luigi Maximilian Caligiuri, uno dei maggiori esperti internazionali di inquinamento elettromagnetico, un’indagine epidemiologica”. Molti portano le proprie cartelle cliniche ad Angela. Si fidano di lei. Ha lottato senza fare sconti a nessuno. Come la segretaria di uno studio legale americano, Erin Brockovich, sulla quale è stato girato un film con Julia Robert, Angela sta combattendo contro una grande multinazionale, per chiedere giustizia per chi ha il cancro e ottenere giusti indennizzi. Differentemente da Brockovich, si è dovuta però scontrare con le istituzioni, le false associazioni ambientaliste e i politici ‘passerella’ che, appena usciti dal paese della morte, hanno dimenticato ogni cosa.
“Oltre la richiesta per il risarcimento danni – spiega Bianchetti – stiamo predisponendo insieme ad altre associazioni ambientaliste e altri comitati di cittadini una denuncia alla Corte Europea chiedendo un intervento per ristabilire le regole in un territorio da anni riconosciuto a rischio ambientale, ma dove sono state concesse autorizzazioni selvagge. Vorremmo sapere da Terna perché in altri posti l’interramento è stato possibile, mentre qui no. Probabilmente è solo un problema di denaro, ma la salute dei cittadini non ha prezzo”. 
Tra i residenti la speranza di vivere una vita normale si affievolisce. Francesco Mendolia abita a soli 19 metri da un palo da 380 chilovolt. Gli è stato riscontrato un tumore alla testa e due alla bocca, fortunatamente tutti benigni. È molto preoccupato e ci indica dalla terrazza della sua casa i fili dell’elettrodotto che la sovrastano da vicino. “Ho presentato diversi ricorsi - dice - ma ancora non sono riuscito ad avere giustizia. Chiedo che il palo venga interrato, è stato piazzato qui nel 1985, prima io vivevo tranquillo poi un giorno mi hanno costruito questo mostro accanto”.
Il comitato Cittadini Pacesi per la vita critica chi mette in dubbio la connessione tra la vicinanza all’elettrodotto e i danni alla salute, spiegando che “esistono dati scientifici come quelli dell’Istituto Superiore della Sanità sull'indagine epidemiologica a Logarina” dove è stato evidente che la presenza sul territorio, a meno di cento metri dal centro abitato di livelli particolarmente elevati di inquinamento magnetico, potrebbe causare varie neoplasie.
Angela visita i malati. Apprezza il fervore e la forza che stanno mettendo ora molti nella battaglia contro la morte, però sottolinea che gli stessi sindaci in passato si sono fatti abbindolare. “Hanno creduto alle favole - dice Bianchetti - accettando come compensazione una strada, un marciapiede, un campetto di calcio. Spero non accada più. Per colpa loro Terna ha pensato di poter proseguire indisturbata nel suo progetto. Noi siamo stanchi di essere vittime, e nessuno ci potrà togliere il diritto di difenderci e protestare civilmente ora molti dei comuni stanno facendo battaglie legali, quello di Pace del Mela ha perso al Tar ma sta gia’ ricorrendo al Cga”.
Infine, Bianchetti evidenzia anche che, purtroppo, "qualcuno ci sta guadagnando nella realizzazione dell’elettrodotto, anche tra amministratori e cittadini”. “Sono state date – aggiunge - concessioni edilizie nel tratto dove dovrà sorgere la struttura che saranno ripagate con tanto denaro.
Angela amareggiata prosegue il suo giro dell’angoscia e del dolore. Le lacrime di quelle persone chiedono libertà e giustizia. I lutti non sono più dei parenti delle vittime, sono diventati i suoi. I silenzi e i pianti hanno aperto una nuova breccia nel suo cuore, ma a tutti continua a sorridere e chiede di resistere. La luce del traliccio ha portato oscurità nelle loro case e solo lei con le sue parole riesce a illuminare i loro visi, a dare un attimo di sollievo a dei condannati a morte.

Gianluca Rossellini

http://www.normanno.com/index.php/provincia/35-sociale/1529-storia-di-angela-che-abita-nel-quartiere-delle-donne-con-le-parrucche

Nel «quartiere delle  donne con le parrucche»

A Pace del Mela, Messina, 15 morti di tumore lo scorso anno, dove un'intera comunità protesta contro l'elettrodotto




Angela non smette mai di lottare e, nonostante in questi anni più volte si sia demoralizzata per le risposte delle istituzioni, capisce che non può mollare per le tante persone malate che hanno in lei un riferimento. Angela Bianchetti, 60 anni, è una casalinga combattiva, presidente  del Comitato di «cittadini Pacesi per la vita» che da anni si batte per lo spostamento di un vecchio elettrodotto di Terna e ora anche contro la costruzione di un nuova struttura a pochi metri dalle case. 


Chi sale nel quartiere di Passo Vela a Pace del Mela è assalito da un’angoscia 



inspiegabile. Le «ragnatele» del traliccio tutt’intorno sembrano stringere in 



un abbraccio di morte le abitazioni, la loro ombra sembra proiettare influssi 


devastanti. Da tempo, questa zona è definita «il quartiere delle donne con 

le parrucche», perché molte di loro sono costrette ad indossarle dopo mesidi 

chemioterapia. Quindici morti per tumore solo nell'ultimo anno, 22 persone 

tutt’ora in cura in un’area dove vivono trecento abitanti e in un comune che in 

tutto ha seimila residenti. Angela capisce molto bene le loro angosce anche 

lei ha sofferto per un male, fortunatamente benigno, ora sta bene.  



Tra qualche settimana, tra l’altro, dovrebbe essere completata la 



realizzazione di un altro elettrodotto: il «Sorgente-Rizziconi» che dalla 



Calabria, via mare, arriverà in Sicilia, dove passerà in mezzo a decine di 


comuni della zona tirrenica di Messina. Il cavo sarà lungo 105 chilometri, e 

secondo Terna «aumenterà l'efficienza ed eviterà l'attuale congestione della 

rete elettrica». I pali saranno pericolosamente vicini alle case, soprattutto nei 

comuni di Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto e nella frazione 

di Serro a Villafranca Tirrena. I cittadini in questi mesi hanno protestato in modo anche eclatante perché temono per la loro salute e per l’ambiente. «Oltre la richiesta per il risarcimento danni, stiamo predisponendo una denuncia alla Corte Europea», spiega Angela. Lei stessa è salita su un traliccio dismesso a diversi metri d’altezza rischiando anche la vita e più volte i cittadini hanno manifestato davanti i cantieri di Terna  ma non hanno avuto nessuna risposta dalle istituzioni.

I timori che le patologie di molti dei residenti siano provocate dalla presenza dell’elettrodotto sono confermate da uno perizia del professore Luigi Maximilian Caligiuri, uno dei maggiori esperti internazionali di inquinamento elettromagnetico. «C’è un pericolo concreto per i cittadini a San pier Niceto ma ancora di più a Pace del Mela», spiega Caligiuri. «Seppur è vero che sono stati rispettati i valori di legge di induzione magnetica sotto i tre microtesla, ciononostante i valori sono comunque superiori a 0,4 microtesla. Questo dato ormai dalla comunità scientifica è definito pericoloso per la salute dei cittadini. Un’esposizione prolungata  con questi valori può incrementare le patologie tumorali». 

Tra i residenti la speranza di vivere una vita normale si affievolisce.Giusy Pollino, 43 anni con la madre malata ha scritto al presidente della Regione Rosario Crocetta. Francesco Mendolia abita a soli 19 metri da un palo da 380 chilovolt. «Ho presentato diversi ricorsi», dice, «ma ancora non sono riuscito ad avere giustizia». 

Ma  a favore dell’elettrodotto si è espresso recentemente  l’Antitrust, che in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia ed al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha chiesto di non rallentare la realizzazione.


Le Signore con la Parrucca di Pace del Mela

Pace del Mela
...il “palo”si erge per 60 metri su un elettrodotto da 380 kV. Chi “ci sta sotto” accusa mal di testa, leucemie, tumori e un inspiegabile aumento della natalità: sintomi che si registrano nelle strade ma non si sa cosa li provoca. Il palo? Mah! L’associazione Tat (Associazione Tutela e Ambiente) raccoglie le proteste degli abitanti e censisce i malati: 15 casi di tumore negli ultimi 5 anni su circa 300 abitanti del quartiere…
La gente impietosa lo chiama il quartiere delle signore con la parrucca, ovvero delle donne che stanno curando i loro tumori con la chemioterapia. Il vero nome è “rione Passo Vela” a Pace del Mela, poco più di seimila anime in provincia di Messina. Situato in un’area inserita tra quelle ad alto rischio ambientale, Pace del Mela è sfiorata dai cavi dell’alta tensione di Terna, l’azienda che tutti chiamano ancora Enel. “Il palo” come lo chiamano gli abitanti è troppo vicino alle abitazioni: si erge per 60 metri un elettrodotto da 380 kV. Chi “ci sta sotto” accusa mal di testa, leucemie, tumori e un inspiegabile aumento della natalità: sintomi che si registrano nelle vie ma non si sa cosa li provoca. Il palo? Mah! L’associazione Tat (Associazione Tutela e Ambiente) raccoglie le proteste degli abitanti e censisce i malati: 15 casi di tumore negli ultimi 5 anni su circa 300 abitanti del quartiere. In progetto c’è l’installazione di un cavo lungo 105 km, sia terrestre che marino, che aumenterà l’efficienza ed eviterà l’attuale congestione della rete elettrica, dicono quelli della Terna, l’azienda ex Enel che ha in gestione il “Palo”. Così l’11 Aprile si è costituito un Coordinamento tra le Associazioni e i Comitati che si oppongono al tracciato del Progetto di Elettrodotto che riguarda il tratto aereo tra i Comuni di San Filippo del Mela e Villafranca Tirrena. La ragione della protesta nasce dalla considerazione che il tracciato insiste in maniera considerevole nei centri abitati di alcuni Comuni come Pace del Mela e la frazione Serro del Comune di Villafranca Tirrena. L’Elettrodotto aereo rappresenta una fonte di inquinamento elettromagnetico il cui potenziale dannoso è confermato da autorevolissimi studi epidemiologici, andando ad incidere in una realtà emergenziale sotto il profilo della salute. L’area interessata all’elettrodotto è stata già riconosciuta ad elevato rischio di crisi ambientale dalla Regione Siciliana. L’attuale progetto di tratto aereo costituisce, inoltre, una grave violazione del territorio sia sotto il profilo degli equilibri naturali, anche per ciò che riguarda i flussi dell’avifauna migratoria, sia per quanto attiene agli aspetti paesaggistici dei territori interessati al tracciato che vedrebbero eliminata per sempre ogni ipotesi di sviluppo turistico tanto auspicato. Insistere nella costruzione di elettrodotti aerei rappresenta una ingiustificata involuzione di progettualità, in controtendenza rispetto agli stessi programmi e realizzazioni di Terna, vedi elettrodotto dell’Arcipelago Toscano, elettrodotto Catania Siracusa – tutti interrati – ed in contrasto con le norme della Regione Sicilia in termini di piani paesaggistici, oltre che dello specifico Piano di Gestione della Zona di Protezione Speciale Monti Peloritani. I Sindaci e i Consigli Comunali hanno il dovere giuridico e morale di tutelare la salute dei propri cittadini, anche in ordine ai principi di precauzione fissati dalla Comunità Europea, di salvaguardare l’ambiente naturale per consegnarlo integro alle nuove generazioni. Il Coordinamento invita quindi gli Amministratori a sostenere concretamente le ragioni dei cittadini, anche rinunciando alle somme previste attualmente per le cosiddette opere compensative, se necessario, al fine di costringere il colosso Terna ad adottare ogni opportuna soluzione progettuale che miri alla salvaguardia della salute e alla tutela della vivibilità del territorio. Hanno o no ragione quelli del coordinamento? In effetti, a guardare bene il paese sorge nella “disgraziata” Valle del Mela che una volta profumava di fiori d’arancio, di gelsomino e ginestre che garantivano una cospicua produzione di miele di alta qualità. I numerosi alveari spontanei oggi sono scomparsi a causa del danno chimico nell’aria. La valle del Mela è un’area composta da 7 comuni messinesi, inserita tra quelle ad “alto rischio ambientale” dall’Oms. In totale 56.000 abitanti che devono già fare i conti con i fumi della raffineria petrolchimica di Milazzo; con la centrale di cogenerazione della raffineria; con la centrale elettrica alimentata ad olio combustibile a San Filippo del Mela; con l’Esi di Giammoro che si occupa di trattamento e recupero di batterie fuori uso e rottami di piombo; con le aziende dell’area di sviluppo industriale. L’ultima novità è il progetto di costruzione di una centrale di pompaggio di metano della Snam a Monforte San Giorgio. Il Coordinamento invita le associazioni ed i cittadini a sostenere l’azione di lotta che sarà proposta in tutte le sedi istituzionali con la determinazione e la certezza di operare per una giusta causa.
Fonte: La Repubblica News 21/04/2011

Ilva, prosegue la farsa dell’AIA – Ecco la diffida

24 OTTOBRE 2013 13:26
ILVA

TARANTO – Domanda: i controlli effettuati congiuntamente dai tecnici ISPRA e ARPA Puglia nei giorni 10 e 11 settembre all’interno dell’Ilva e finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsti dal riesame dell’AIA dell’ottobre del 2012, hanno realmente senso? E se sì, quale valenza giuridica hanno le violazioni accertate e le conseguenti future diffide che verranno inoltrate all’Ilva?
Perché se è vero che stando alla legge n.89 del 4 agosto il controllo del rispetto delle prescrizioni AIA è affidato al commissario Ilva Enrico Bondi, è altrettanto vero che quella stessa legge ha previsto la nomina da parte del ministero dell’Ambiente di tre esperti a cui è stato affidato il compito di stilare un piano di lavoro che rimodulasse la tempistica della realizzazione delle prescrizioni stesse (piano presentato lo scorso 11 ottobre con un ritardo di un mese sulla tabella di marcia prevista).
Ciò premesso: perché dunque mandare i tecnici di ISPRA ed ARPA all’interno dell’Ilva per accertare la scontata violazione di prescrizioni che è stato stabilito per legge siano attuate in tempi diversi rispetto a quanto prescritto dal riesame AIA dell’ottobre 2012? Facciamo alcuni esempi. Nella nuova diffida spedita lunedì scorso all’Ilva dal direttore generale per le valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo, vi è allegato il rapporto conclusivo stilato dal responsabile delle attività ispettive dell’ISPRA, Alfredo Pini, in cui vengono elencate le prescrizioni non rispettate, tenendo conto anche delle precedenti diffide di giugno e luglio.
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
Viene segnalata, ancora una volta, la mancata adozione di sistemi di scarico automatico o scaricatori continui coperti (“Sistemi di scarico per trasporto via mare”, prescrizione n. 5). Durante la penultima verifica nello scorso giugno, la tecnica di implementazione proposta dall’Ilva era stata giudicata inadeguata perché “non rientra tra quelle espressamente previste dall’autorizzazione”. Nella “Proposta del piano di lavoro” redatta dal comitato dei tre esperti, si legge che nella alternativa di adeguamento dei sistemi oggi installati pressi i 2 sporgenti di scarico tra benne ecologiche chiuse e sistemi di scaricamento automatico, “dal diretto riscontro sembra preferibile, dal punto di vista della emissione di polveri e dell’agibilità del sistema, la soluzione con benne ecologiche chiuse superiormente con chiusura e manovra automatica”.
Gli interventi da eseguire consistono dunque “nella adozione di sistemi di scarico automatici da completare con benne chiuse (ecologiche) da installare negli esistenti scaricatori automatizzati”. L’Ilva ha effettuato l’ordine per uno di tali sistemi, la cui installazione è prevista entro dicembre. Perché è stato inoltrato un solo ordine? Lo si legge nel piano dei tre esperti: “si propone di verificare l’efficacia in termini di performance ambientale e la rispondenza a quanto previsto dalla BAT n. 11, attraverso un confronto con l’ente di controllo”. Dunque, onde “spendere” soldi inutili e sbagliare qualcosina, si ordina un solo dispositivo per vedere se risponde esattamente a quanto prescritto dall’AIA.
Non è un caso allora se nel piano la tempistica di installazione su tutti e 6 gli scaricatori delle benne chiuse (ecologiche) gestite in automatico, nel caso in cui la soluzione venga ritenuta adeguata, è la seguente: scaricatore A aprile 2014; scaricatore B luglio 2014; scaricatore C ottobre 2014; scaricatore D gennaio 2015; scaricatore E aprile 2015; scaricatore F luglio 2015. Ma non finisce qui: perché, si legge sempre nel piano, l’idoneità della previsione impiantistica del sistema di scarico mediante benne ecologiche, deve comunque “trovare supporto nella implementazione delle procedure operative riportate nella BAT n.11 quali abbassamento del punto di scarico, bagnatura del cumulo (non usando acqua di mare), etc”. Secondo il riesame AIA dell’ottobre 2012, la prescrizione andava attuata entro lo scorso gennaio. A fronte di ciò, che senso ha mandare ogni tre mesi i tecnici di ISPRA ed ARPA sugli sporgenti del porto usati dall’Ilva per annotare un qualcosa di scontato?
Altro, “drammatico”, esempio. Viene segnalata per la terza volta di fila, la mancata attuazione della prescrizione n. 6, la chiusura dei nastri trasportatori, che “rimangono non allineati i tempi di ultimazione rispetto al crono programma allegato alla richiesta di modifica non sostanziale”. In pratica l’Ilva, dopo aver chiesto ed ottenuto una corposa proroga sulla tempistica prevista (l’accoglimento dell’istanza di modifica non sostanziale con nota ILVA DIR 257 del 17/12/2012 da parte della Commissione IPPC ha previsto che i 90 km di nastri che andavano coperti entro gennaio scorso fosse posticipata ad ottobre 2015), non sta rispettando lo stesso i tempi previsti. Infatti, nel piano di lavoro dei tre esperti, a tal proposito si legge che “il termine fissato dal Gestore per il completamento dell’intervento era indicato ad ottobre 2015”. Era, appunto.
Allo stato attuale, l’intervento è in corso di esecuzione (avanzamento pari al 20% circa della lunghezza complessiva dei nastri). I tempi per la realizzazione della copertura dei nastri (sulla percentuale della lunghezza totale)? 35% entro marzo 2014; 55% entro dicembre 2014; 75% entro settembre 2015; 100% entro giugno 2016. Se tutto va bene. E pensare che nel “Rapporto Ambiente e Sicurezza” Ilva del 2011, i nastri trasportatori figuravano tra le opere già effettuare dall’azienda il cui costo rientrava nel famoso miliardo investito dal gruppo Riva dal ’95 al 2012 per “l’ambientalizzazione” del siderurgico.
Terzo esempio. Si segnala la mancata trasmissione, nonostante la diffida precedente, del progetto della chiusura edifici dei materiali polverulenti, “mentre Ilva attende che si pronunci il comitato di esperti”, previsto dalla prescrizione n. 4. Il maggio scorso è stata inoltrata l’ennesima istanza, accolta ancora una volta dalla Commissione IPPC, di modifica non sostanziale alla prescrizione. Sono previsti 5 nuovi fabbricati, in diverse aree; sono state effettuate le indagini geotecniche e la progettazione degli interventi di copertura per 2 aree. I lavori dovrebbero partire entro fine anno e terminare entro il 2015 (in origine dovevano essere conclusi già a gennaio).
Allorché, il dubbio sorge legittimo e spontaneo: in che modo è stata riesaminata l’AIA concessa all’Ilva nell’agosto del 2011? Che lavoro è stato effettuato dalla commissione IPPC a cui si affidò l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini? Nell’Ilva sono mai entrati? Se sì, vuol dire che il tutto è stata soltanto l’ennesima colossale presa in giro per Taranto. Visto che la tempistica per l’attuazione di tantissime prescrizioni era pressoché impossibile nei tempi previsti, anche a fronte dell’azienda più volitiva di questo mondo.
Inoltre, sono state accertate anche violazioni sul piano gestionale. Il “superamento dei 25 grammi per tonnellata di coke nelle emissioni del particolato dalle torri di spegnimento; la procedura RAMS per eliminare lo slopping applicata soltanto al convertitore 3 dell’acciaieria 2 (già a giugno fu segnalato il fatto che il sistema fosse incompleto); assenza di pavimentazione con asfalto o cemento dell’area IRF (recupero ferro) di gestione scorie; mancata adozione di misure per eliminare le emissioni diffuse polverulente durante lo scarico del dumper; mancata adozione di pratiche idonee alla gestione delle acque per il raffreddamento e inumidimento dei cumuli di scorie in area IRF; mancata distinzione delle aree adibite allo stoccaggio dei sottoprodotti da quelle utilizzate per il deposito dei rifiuti; raffreddamento e trattamento delle paiole in aree non destinate a queste operazioni; omesse comunicazioni all’autorità competente della non conformità ai limiti di emissione del particolato”. A fronte di ciò ISPRA ha chiesto (a chi?) l’emissione di nuove diffide. Voi ve li vedete Bondi e Ronchi che si auto diffidano? Siamo davvero alle comiche. A quando quelle finali?
 Gianmario Leone (TarantoOggi, 24.10.2013)
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
N.B. L’ìndividuazione di questo file, nel sito del ministero dell’Ambiente, si è rivelata una vera e propria caccia al tesoro. Ciò che sfugge ai funzionari del ministero è che la ricerca di documenti così importanti dovrebbe essere facile e intuitiva per tutti,  anche per i cittadini comuni, non solo per gli addetti ai lavori e per qualche giornalista che si ostina nella ricerca. E ora c’è solo da sperare che qualcuno recepisca il messaggio. (A. Congedo)
ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE 
Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:


Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 


Recapito:  isolapulita@gmail.com
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine
3331017981


AIA, Anzà, BAT, CROMO ESAVALENTE VI, ILVA, Italcementi decreto 693 luglio 2008, Mercurio benzopirene, Ossidi di Zolfo, PETCOKE, PRESCRIZIONI, Sansone, SORBELLO, Taranto, TOLOMEO, TUMORI, 
  
ANGELA BIANCHETTI,PACE DEL MELA,TUMORI,SACELIT,ITALCEMENTI,Erin Brockovich,Gianluca Rossellini,TRALICCI,ELETTRODOTTO, Luigi Maximilian Caligiuri,induzione magnetica,Giusy Pollino,ENEL

PACE DEL MELA AREA AD ALTISSIMO RISCHIO AMBIENTALE TUMORI IN AUMENTO

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