L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 3 dicembre 2013

Isola Capo Rizzuto, voti della cosca in cambio di favori. I particolari dell’indagine che ha fatto finire agli arresti l’ex sindaco Girasole

Crolla un mito. Arrestata Carolina Girasole, ex sindaca antimafiadi Isola Capo Rizzuto: prese i voti del clan Arena?

3/11 - La Guardia di Finanza di Crotone ha eseguito 13 ordinanze dicustodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione elettorale, turbativa d’asta, usura, favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio.
La Girasole (a sinistra) insieme al sindaco Delrio il 25 aprile 2012 a Reggio
La Girasole (a sinistra) insieme al sindaco Delrio il 25 aprile 2012 a Reggio E.
Tra loro anche Carolina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, che secondo l’accusa,  sarebbe stata eletta nel 2008 con i voti della ‘ndrina in cambio di provvedimenti favorevoli. Tra i destinatari del provvedimenti anche il boss Nicola Arena, alcuni esponenti della ‘ndrina e un poliziotto.
Girasole, alla quale sono stati concessi i domiciliari, è stata in carica dal 2008 al 2013. Nello scorso mese di maggio era stata candidata alla Camera con Scelta Civica, ma non era stata eletta.
La notizia ha suscitato sorpresa e sconcerto a Reggio, dove la Girasole (una delle “sindache coraggiose” premiate a Ferrara) è nota per il suo impegno antimafia nella terra dominata dal clan Arena, alleato dei Dragone e avversario dei Grande Aracri. Caterina Girasole è stata anche ospite di Reggio Emilia, a un dibattito sulle mafie del Pd con Enzo Ciconte, e in passato aveva subito diversi attentati.
Molto conosciuta e apprezzata, l’ex sindachessa è stata ospite di enti, associazioni e istituzioni reggiane in occasioni di incontri pubblici. Il 25 aprile dello scorso anno, ad esempio, c’era anche lei, in forma ufficiale e solenne, a celebrare la festa di Liberazione insieme all’allora sindaco di Reggio Graziano Delrio, che l’aveva invitata per il suo importante ruolo di donna coraggio nella lotta in difesa della legalità in terre senza dubbio difficile e rischiose. Un mese prima, invece, la Girasole era stata ospite della nostra città e dei giovani di “Cortocircuito” (insieme al primo cittadino Delrio) in occasione di un appuntamento pubblico contro tutte le mafie svoltosi nell’aula magna dell’università.
Aula magna dell'università di Reggio Emilia, 21 marzo 2012: la Girasole e il sindaco Delrio invitati dai giovani di "Cortocircuito" (nella foto ci sono anche l'emergente Elia MInari e l'inseparabile assessore Franco Corradini) a parlare di lotta alle mafie e difesa della legalità
Aula magna dell’università di Reggio Emilia, 21 marzo 2012: i sindaci Girasole e Delrio con i giovani di “Cortocircuito” (l’emergente Elia MInari e l’inseparabile assessore Franco Corradini) a parlare di lotta alle mafie e difesa della legalità
Ora l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto è stata arrestata per presunti rapporti proprio con la cosca Arena, che lei aveva sempre contrastato. Durante il suo mandato, dal 2008 al 2013, era stata indicata come uno dei primi cittadini calabresi impegnati contro la ‘ndrangheta e contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività dei Comuni. Il suo nome era stato accostato, in questo senso, a quelli di altre donne sindaco impegnate contro la ‘ndrangheta.
La cosca di ‘ndrangheta degli Arena avrebbe assicurato 1.350 voti per l’elezione di Carolina Girasole a sindaco di Isola Capo Rizzuto. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari distrettuale di Catanzaro, Abigail Mellace, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Salvatore Curcio. Nelle oltre cinquecento pagine dell’ordinanza il giudice evidenzia che ci fu un accordo traFranco Pugliese, marito di Carolina Girasole ed anch’egli posto ai domiciliari, ce Massimo e Pasquale Arena, figli del boss Nicola Arena, per “ottenere voti effettivamente reperiti ed assicurati dalla cosca in misura di almeno 1.350″.
L’accordo tra la cosca e l’allora sindaco era finalizzato a “futuri favoritismi – prosegue il giudice – ed agevolazioni in favore della consorteria di ‘ndrangheta da parte del sindaco e della sua amministrazione. Favori che, nel caso di specie, si concretizzavano, attraverso un’attività amministrativa apparentemente lecita e sapientemente guidata, nell’assicurare alla cosca Arena non solo il mantenimento di fatto del possesso dei terreni confiscati a Nicola Arena, quanto la loro coltivazione a finocchio e la relativa raccolta dei prodotti inerenti all’annata agraria 2010″.
Lo scorso 5 ottobre,  il presidente del Senato Pietro Grasso aveva premiato, in comune a Ferrara, insieme al sindaco Tiziano Tagliani, quattro prime cittadine che si erano particolarmente distinte, durante la quarta edizione della festa della legalità e della responsabilità. Il premio ‘Ferrara città per la pace’ alle sindache coraggiose era andato a Maria Carmela Lanzetta, già sindaca del Comune di Monasterace (Reggio Calabria); Elisabetta Tripodi, sindaca del Comune di Rosarno (Reggio Calabria); a Carolina Girasole, già sindaca del Comune di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa che, ovviamente, non ha potuto ritirare personalmente il premio.
http://www.reggioreport.it/2013/12/crolla-un-mito-arrestata-caterina-girasole-ex-sindaca-antimafia-di-isola-capo-rizzuto-prese-i-voti-del-clan-arena/

Sulla scorta dei gravi elementi indiziari raccolti, sono stati eseguiti i seguenti provvedimenti:
a)  8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Arena Nicola, Arena Massimo, Arena Pasquale, Ponissa Francesco, Arena Salvatore (classe 1991), Tarasi Luigi, Capizzano Carlo e Perri Vittorio;
b)  3 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Demeco Antonio, Girasole Carolina e Pugliese Francesco;
c) 2 misure cautelari di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Guarino Antonio e Lentini Paolo.
In concomitanza con l’esecuzione dei provvedimenti, sono state eseguite alcune perquisizioni nei confronti di altri soggetti indagati.


Isola Capo Rizzuto, voti della cosca in cambio di favori. I particolari dell’indagine che ha fatto finire agli arresti l’ex sindaco Girasole




Pesanti le accuse, compreso quei voti ottenuti alle elezioni grazie alle promesse alla potente cosca Arena
arresti gdf isola capo rizzuto
03/12/2013 | Ilquotidianoweb.it
ISOLA CAPO RIZZUTO – La Guardia di finanza di Crotone ha eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione elettorale, turbativa d’asta, usura, favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra loro anche l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, secondo l’accusa eletta nel 2008 con i voti della ndrina in cambio di provvedimenti favorevoli. Tra i destinatari del provvedimenti anche il boss Nicola Arena, alcuni esponenti della ndrina e un poliziotto. Carolina Girasole era stata eletta nel 2008 alla guida di una lista civica di centrosinistra ed aveva caratterizzato il suo mandato sull’impegno in nome della legalità. Alle ultime elezioni politiche era stata candidata alla Camera dei Deputati con la lista Scelta Civica di Mario Monti, quindi il tentativo di rielezione al Comune, sempre con una civica, che l’ha vista sconfitta, anche se eletta come consigliere di opposizione. Girasole è stata posta agli arresti domiciliari.

Per quanto riguarda il poliziotto coinvolto, C.C., presta servizio presso il Commissariato di Paola ed è accusato di violazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento. Secondo le indagini, infatti, avrebbe fornito alla cosca indicazioni sullo sviluppo di alcune indagini in corso, non legate all’operazione di oggi. Il boss Nicola Arena, di 76 anni, capo dell’omonima cosca della ndrangheta, che è uno dei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, era già detenuto. Sono stati eseguiti, inoltre, altri sette provvedimenti restrittivi, tre dei quali agli arresti domiciliari (uno riguarda l’ex sindaco Girasole), e due obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Tra le vicende portate alla luce dall’indagine della Guardia di finanza emerge quella che riguarda l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole e il marito Francesco Pugliese ai quali viene contestata l’accusa di corruzione elettorale insieme a Pasquale e Massimo Arena, figli del boss di Isola Nicola Arena. Dalle indagini emerge che in occasione delle consultazioni elettorali amministrative del 2008 la famiglia Arena avrebbe assicurato alla Girasole su richiesta esplicita del marito Francesco Pugliese l’appoggio elettorale rivelatosi determinante per l’elezione a sindaco. Da questo accordo – sostengono gli inquirenti – Girasole non avrebbe mai preso effettivamente le distanze.

Particolarmente significativo al riguardo è l’atteggiamento mantenuto dal sindaco Girasole con riferimento alla gestione dei terreni confiscati alla cosca Arena già nel 2007. L’indagine evidenzia che questi terreni erano rimasti di fatto nella disponibilità degli Arena che attraverso la società agricola San Giovanni snc, partecipata dai quattro figli di Nicola Arena, avevano continuato ad occuparli e coltivarli. Nel 2009, infatti, l’Agenzia del demanio proponeva alla Prefettura l’assegnazione dei terreni al patrimonio indisponibile del comune di Isola Capo Rizzuto per essere destinati a finalità sociali, cosa poi avvenuta nel 2010. Il Comune li ha poi assegnati all’associazione Libera Terra Crotone senza però poterne attuare la materiale consegna poichè parte dei fondi risultava occupata da colture agrarie, nella fattispecie finocchi. Il Comune, quindi, invece di procedere alla distruzione di quelle colture, adottava su proposta del sindaco Girasole una delibera per l’espletamento di una gara finalizzata ad affidare a privati il servizio di raccolta e commercializzazione dei prodotti coltivati sulle terre confiscate. Questa soluzione – sostengono gli inquirenti – è risultata quella più gradita agli Arena. La procedura di gara, per la quale era stato fissato un prezzo a base d’asta irrisorio e molto distante dalle valutazioni di mercato, risultava viziata dalla partecipazione di soli tre imprenditori tutti vicini alla famiglia Arena, due dei quali hanno presentato offerte manifestamente di facciata. Inoltre è stato riscontrato che gli Arena hanno proceduto alla raccolta dei prodotti coltivati in luogo dell’impresa aggiudicataria con conseguente guadagno di cifre notevoli.


Figlio boss ironizza "Glielo direi io come ha preso i voti"

 "Glielo direi io come ha preso i voti". E' questa una delle frasi pronunciate da Pasquale Arena, figlio del boss dell'omonima cosca Nicola Arena, nel corso di una conversazione intercettata e riportata nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del ... (Gazzetta del Sud - 3 ore fa)

Alla faccia dell'Antimafia

 Di Antonio Giuseppe D'Agostino – Le recenti polemiche e alcuni recentissimi arresti sono la dimostrazione che qualcosa non sta funzionando nella lotta alla mafia, soprattutto all'interno di quella società civile che (forse, nda) per non apparire distante da ... (CMnews.it - 3 ore fa)

Ndrangheta: Girasole, da icona antimafia agli arresti domiciliari

 C'è anche l'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole tra i 13 arrestati nell'operazione della Guardia di finanza nel crotonese. Carolina Girasole è destinataria del provvedimento che la pone in regime di arresti domiciliari. L'ipotesi di reato a suo ... (LiberoQuotidiano.it - 5 ore fa)

Isola Capo Rizzuto, il video dell'operazione che ha portato all'arresto dell'ex sindaco Girasole

    
girasolecarolinabisdi Claudio Cordova - La cosca Arena di Isola Capo Rizzuto avrebbe ricevuto un "esplicito mandato per il reperimento di voti in favore di Carolina Girasole e della sua lista [...] con l'accordo raggiunto, tra Pugliese Franco e Girasole Carolina (coniugi, ndr) da un lato e Arena Massimo e Arena Pasquale dall'altro, qualora eletti, di futuri favoritismi ed agevolazioni in favore della consorteria di 'ndrangheta da parte del sindaco e della sua Amministrazione; favori che, nel caso di specie, si concretizzavano, attraverso un'attività amministrativa apparentemente lecita e sapientemente guidata, nell'assicurare alla cosca Arena non solo il mantenimento di fatto del possesso dei terreni confiscati ad Arena Nicola (classe 1937) e Corda Tommasina, quanto la loro coltivazione a finocchio e la relativa raccolta dei prodotti inerenti all'annata agraria 2010, consentendo agli stessi, attraverso l'omessa frangizollatura dei terreni, l'indizione di una gara mediante apposito bando e la conseguente turbativa della gara stessa".
Così crolla un simbolo dell'antimafia. Carolina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, finisce agli arresti domiciliari per corruzione elettorale aggravata dalle modalità mafiose: secondo la Dda di Catanzaro e secondo il Gip Abigail Mellace, avrebbe stretto un patto – tramite il marito Franco Pugliese – con la cosca del luogo, quella degli Arena. Sono tredici le ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito di un'indagine che scuote dal profondo non solo Isola Capo Rizzuto, località turistica in provincia di Crotone, ma anche gran parte del panorama politico regionale: Carolina Girasole, infatti, ha acquistato negli anni una grande notorietà, diventando, a tutti gli effetti, un simbolo dell'antimafia. In molti, infatti, avevano criticato il Partito Democratico per non averla candidata: ci aveva pensato Scelta Civica a candidarla alle Elezioni Politiche, ma Carolina Girasole non verrà eletta, così come perderà la contesa per il rinnovo del Consiglio Comunale e quindi della carica di sindaco di Isola Capo Rizzuto.
Le condotte contestate alla donna riguardano dunque gli anni del suo mandato elettorale. Con riferimento al bando di gara, uno dei capi d'imputazione sostiene come la donna "attraverso contatti diretti con Arena Massimo e Arena Nicola (classe 1937) ed anche per interposta persona, nella specie il marito Pugliese Franco, informava i predetti dell'andamento dell'iter amministrativo della procedura di gara, fornendo loro notizie riservate e suggerendo indicazioni specifiche per la sua aggiudicazione".
E' l'Azienda Agricola "San Giovanni" il fulcro di tutto: nonostante la confisca disposta in più gradi di giudizio, la cosca Arena avrebbe mantenuto il possesso dei terreni oggetto del provvedimento. Nel 2009, dopo una serie di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, i terreni venivano trasferiti al Comune di Isola Capo Rizzuto "per essere destinati a finalità sociali". Il 9 novembre del 2010 la Giunta Comunale assegnava i terreni all'associazione "Libera Terra Crotone". Di fatto, tuttavia, la consegna non avverrà, in quanto "Libera Terra" non accetterà i terreni, allo stato non ancora sgombri. Alla fine del 2010, la Giunta Comunale del sindaco Girasole proporrà "la stesura di un bando per la raccolta di finocchi seminati sui terreni confiscati". Ma i terreni sequestrati e confiscati agli Arena saranno "incredibilmente" (parola del Gip Mellace) condotti in affitto alla Società Agricola "San Giovanni", gestita dai figli di Nicola Arena. Nel dicembre 2010, il Comune di Isola Capo Rizzuto adotterà una delibera con la quale, recependo l'indirizzo del sindaco Girasole, verrà indetto un appalto per l'affidamento del servizio di raccolta dei prodotti agricoli.
L'appalto verrà aggiudicato a una società che – secondo gli inquirenti – sarebbe riconducibile proprio agli Arena.
Ma sul conto di Carolina Girasole pesano anche le intercettazioni: "Da tali conversazioni – scrive il Gip Mellace – emerge come gli Arena, anche dopo avere definitivamente perso il possesso dei beni confiscati, trasferiti al Comune di Isola e da questo all'associazione Libera Crotone, siamo riusciti a perseguire lo scopo prefissatosi, ossia quello di commercializzare i prodotti agricoli coltivati fino al mese di settembre 2010 (in barba a tutti i divieti di legge) sulle terre confiscate, in tal modo introitando i relativi ingenti guadagni che, invece, ben avrebbero potuto essere incamerati dall'Ente Pubblico Comunale, oramai divenuto proprietario dei medesimi fondi".
A ottobre 2010, infatti, gli Arena avrebbero compreso di essere giunti al capolinea: saranno finalmente estromessi da quei terreni. Per limitare i danni, quindi, avrebbero cercato di vendere i raccolti e ricavare circa un milione di euro: "Tale progetto, incredibilmente, riceveva l'appoggio del sindaco, al tempo, del Comune di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, alla quale gli Arena si rivolgevano esplicitamente per raggiungere il loro obiettivo" scrive il Gip. In una conversazione del 4 novembre 2010, Massimo Arena affermerà di aver incontrato personalmente il sindaco Girasole, la quale, nell'occasione, gli avrebbe riferito di non avere le necessarie competenze per intervenire in quanto la gestione dei terreni confiscati, fino a quel momento, era affidata alle decisioni prefettizie.
Rapporti che, stando alle risultanze investigative, sarebbero nati in campagna elettorale, dove gli Arena avrebbero raccolto un'ingente quantità di voti per la candidata. In una conversazione dell'ottobre 2010, Massimo Arena afferma come il marito della Girasole, Franco Pugliese, si sarebbe recato presso il suo bar per chiedere l'appoggio della moglie in campagna elettorale. Stando al suo racconto, Carolina Girasole avrebbe ottenuto circa 1000 voti grazie agli Arena. Considerazioni, quelle di Massimo Arena, che gli inquirenti captano in una conversazione ambientale, in cui l'uomo commenterà un articolo di giornale in cui Carolina Girasole verrà ritratta come icona dell'antimafia. "Glielo direi io come ha preso i voti" afferma stizzito Pasquale Arena in un'altra conversazione.
Secondo le valutazioni del Gip, quelle dei membri della famiglia Arena sarebbero "sfoghi del tutto genuini e spontanei, nati dalla causale lettura di articoli di giornali che dipingevano un'immagine pubblica del sindaco Girasole notevolmente lontana da quella che, invece, si era palesata direttamente ai fratelli Arena, entrambi destinatari, in prima persona, di richieste di appoggio elettorale del tutto incompatibili con quella fama di amministratore "antimafia e irreprensibile" conquistata, nel tempo, dall'indagata". In tal senso, quindi, il Gip Mellace fa proprie le valutazioni avanzate dalla Dda che nella richiesta d'arresto affermava: "Nessuna garanzia di trasparenza e di imparzialità poteva assicurare un sindaco eletto con i voti e il sostegno della cosca criminale più importante del comprensorio provinciale [...] i fatti hanno dimostrato come, alla prima occasione, la famiglia Arena ha riscosso il credito vantato nei confronti del sindaco Girasole. Non è un credito economico, ma è un credito di riconoscenza, che ha legato un pezzo di Stato ad una consorteria criminale".
Sono durissime le valutazioni del Gip Mellace sul presunto patto tra il sindaco Girasole e le cosche di Isola Capo Rizzuto: "Trattasi di un accordo la cui rilevanza penale è indiscutibile essendo dal medesimo derivata la successiva "messa a disposizione" del sindaco Girasole, che, infatti, nel momento in cui era chiamata a svolgere, con rigore e imparzialità, le sue funzioni nell'interesse della collettività e a dare un primo, vero, tangibile segno della volontà dei cittadini di Isola di ribellarsi al giogo mafioso che per anni li ha oppressi, ha abdicato completamente al proprio ruolo e, a dispetto di tanti proclami mediatici, ha permesso alla criminalità organizzata di conseguire i suoi obiettivi e di dettare, ancora una volta, le sue leggi".
Gli accertamenti degli investigatori documenteranno inoltre "frequenti e inusuali soste presso il centro "Fai da te"", dove il marito del sindaco Girasole operava. Incontri che, stando alle indagini, sarebbero avvenuti proprio nel periodo in cui il Comune stava assumendo importanti decisioni sulla situazione dei terreni confiscati. L'8 novembre 2010 – quando il Comune inizierà a occuparsi dei terreni - il sindaco Girasole avrebbe personalmente incontrato Massimo Arena e avrebbe garantito che il suolo non sarebbe stato frangizollato. In quell'occasione, il sindaco avrebbe anche dato un consiglio ad Arena. Un consiglio che Massimo Arena, nel riferire al padre Nicola, bisbiglierà, evidentemente al fine che nessuno ascoltasse: "La commissione di tali incredibili condotte – scrive il Gip Mellace – dimostra in modo oggettivo, come il sostegno ricevuto in campagna elettorale abbia, in seguito, privato il sindaco Girasole dell'autorità necessaria per assumere decisioni contrarie alle aspettative mafiose dei soggetti da cui era stata appoggiata". Gli inquirenti valorizzano diverse intercettazioni ambientali tra Massimo Arena e il padre Nicola. Uno stralcio particolarmente significativo, riferibile alle speranze della cosca di poter ottenere gli introiti dalla vendita di prodotti agricoli del terreno confiscato:
Massimo: lui dice che ci sono speranze per poterlo passare noi ancora?
Nicola: lui dice di sì.... Che è tutto a favore... in poche parole hanno fatto un abuso... (inc.) pure che li conosciamo con questo avvocato che ci conosce andiamo a parlare...
Gli Arena, peraltro, sarebbero entrati quasi subito in possesso del verbale – documento riservato - con cui l'Agenzia Nazionale dei beni sequestrati "consegnava" materialmente i terreni confiscati al Comune di Isola Capo Rizzuto: un dato che i membri della famiglia Arena considerano più che favorevole. Poi il bando di gara per la vendita dei finocchi e l'aggiudicazione alla ditta di Giuseppe Demeco. Quando il bando non sarà ancora pubblicato, Arena e Demeco verranno intercettati intenti a parlare già del prezzo per la vendita dei finocchi, mentre dopo l'aggiudicazione del bando alla ditta Demeco (prestanome degli Arena) i membri del clan di Isola Capo Rizzuto verranno monitorati intenti a dirigere la raccolta di finocchi sui terreni confiscati. La famiglia Girasole riceverà quindi anche alcune cassette di finocchi: "Un gesto semplice, ma carico di significato" scrive il Gip.


   

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