L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 4 dicembre 2013

Mafia, colpito il clan di Carini: sequestro da 160 milioni di euro

Mafia, sequestro da 160 milioni di euro a Carini

Mafia, colpito il clan di Carini: sequestro da 160 milioni di euro

Due i destinatari del blitz della Finanza. Il primo aveva controllato nel tempo lavori pubblici e pagamenti del pizzo. Messi i sigilli a beni e attività di un secondo uomo, un imprenditore considerato vicino alla stessa "famiglia"

Aziende, fabbricati, terreni, automobili e conti correnti. Questo il patrimonio da 160 milioni di euro (I BENI CONFISCATI)sequestrato dalla Finanza ad un esponente di spicco del clan mafioso di Carini, Vincenzo Pipitone e ad un imprenditoreritenuto a lui vicino, Lorenzo Altadonna. Il primo, già condannato nel 2007 a 10 anni e 7 mesi di reclusione, si era occupato degli affari del clan, controllando i lavori pubblici e imponendo il pagamento del pizzo agli imprenditori. LE IMMAGINI DELL'OPERAZIONE
L'operazione è stata condotta dalla Finanza a seguito delleindagini economico-patrimoniali del Gruppo di investigazione della criminalità organizzata del nucleo locale di polizia tributaria. Tra i beni confiscati anche due lussuose ville a Carini, del valore di un milione di euro ciascuna ed intestate ad un prestanome. Vincenzo Pipitone, 57enne originario di Torretta, fu arrestato nel 2006 per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione e, successivamente, condannato a 10 anni e 7 mesi.
Dopo essere finito del mirino degli investigatori già nel 1980, Pipitone aveva continuato a curare gli interessi della "famiglia" di Carini attraverso una serie di condotte illecite, controllando il panorama degli appalti pubblici e imponendo il pagamento del pizzo, oltre ad utilizzare vari prestanome ai quali intestare il patrimonio maturato nel tempo.

L'altro destinatario del provvedimento è un 51enne di Carini, Lorenzo Altadonna, imprenditore considerato vicino alla stessa famiglia mafiosa. La Finanza ha così potuto sequestrare quattro società e relativi immobili, quote societarietre ditte individuali operanti nel settore dell'edilizia, nel commercio di elettrodomestici e nell'abbigliamento, tre opifici a Carini, sei automobili, 29fabbricati, 43 terreni fra Palermo e Trapani e le disponibilità finanziarie a lui collegate, tra conti correnti e polizze vita. (In allegato, in basso Vincenzo Pipitone e Lorenzo Altadonna)
                                Vincenzo Pipitone-2-2Lorenzo Altadonna-2

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Mafia, Carini: l'elenco dei beni sequestrati

Mafia, maxi sequestro a Carini: ecco l'elenco dei beni

Un ingente patrimonio del valore di 160 milioni di euro, è stato confiscato dalla guardia di finanza ad un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini ed un imprenditore ritenuto vicino alla cosca
Mafia, Carini: l'elenco dei beni sequestrati
Un ingente patrimonio del valore di 160 milioni di euro, è stato confiscato dalla guardia di finanza ad un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini e ad un imprenditore ritenuto vicino alla cosca (LE IMMAGINI DELL'OPERAZIONE). Ecco l'elenco dei beni confiscati:
A Vincenzo Pipitone, sequestrati una società operante nella costruzione di edifici; una società operante nel commercio di elettrodomestici; una Ditta individuale operante nella costruzione di edifici; una ditta individuale operante nel commercio all’ingrosso di elettrodomestici; 12 immobili (ville di pregio, appartamenti e box) siti a Carini (PA); 4 terreni siti a Carini (PA); 9 rapporti bancari; 3 polizze vita e 4 autoveicoli (tra cui una Jaguar).
A Lorenzo Altadonna, sequestrati una società operante nella costruzione di edifici; una società operante nella vendita al dettaglio di abbigliamento; una ditta individuale operante nella costruzione di edifici; una quota del 50% di società operante nella costruzione di edifici; 39 terreni siti a Carini (PA), Valderice (TP) e Campobello di Mazara (TP); 17 immobili (ville di pregio, appartamenti, magazzini e box) siti a Carini (PA), Terrasini (PA) e Valderice (TP) 3 opifici commerciali siti a Carini (PA) e 2 autoveicoli.
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Mafia, sequestrati beni per 160 milioni di euro: il video
Redazione PalermoToday 3 dicembre 2013

VAI AL VIDEO DELL'OPERAZIONE 

Il boss e l'imprenditore
sequestro da 160 milioni

Vincenzo Pipitone è considerato un esponente di spicco della famiglia di Carini. Tra i beni, due ville di lusso, quattro società e 43 terreni

Il boss e l'imprenditore sequestro da 160 milioni

Un patrimonio del valore di 160 milioni di euro e costituito da diverse imprese e dai loro complessi aziendali, quote societarie, fabbricati, terreni, autoveicoli e disponibilità finanziarie, è stato confiscato dalla Guardia di finanza di Palermo a un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini ed un imprenditore ritenuto contiguo alla stessa cosca. 

Il primo, Vincenzo Pipitone 57 anni, originario di Torretta, è stato arrestato nel 2006 per associazione mafiosa ed estorsione, e condannato nel 2007 a 10 anni e 7 mesi di reclusione, ma già negli anni Ottanta era stato sottoposto alla sorveglianza speciale. All'imprenditore, Lorenzo Altadonna., 51 anni, la sorveglianza speciale è stata imposta quest'anno fino al 2015. Era stato arrestato nel gennaio 2007 per concorso esterno in associazione mafiosa e condannato nel 2009. 


Tra i beni confiscati a Pipitone figurano anche due lussuose ville a Carini del valore complessivo di circa un milione di euro, formalmente di proprietà di  un prestanome. Confiscate pure 4 società, 3 ditte individuali, operanti nel settore edile, nel commercio di elettrodomestici e nell'abbigliamento, tre esercizi commerciali a Carini, 6 autoveicoli, 29 fabbricati e 43 terreni dislocati nelle province di Palermo e Trapani, nonchè diverse disponibilità finanziarie, fra cui rapporti bancari e polizze vita.

Giornale di Sicilia luglio 2009 

L' ottico prestanome del padrino

L' OTTICA di via Aurispa non è di Giovanni Borruso, l' imprenditore titolare di una catena di negozi, ma di Mario Martello, noto mafioso di San Giuseppe Jato, ergastolano e detenuto per una raffica di reati, dall' omicidio all' associazione mafiosa, dal sequestro di persona alla detenzione di armi. Così almeno sostengono gli investigatori della Dia che ieri, su ordine di custodia chiesto dalla Dda e firmato dal gip Piergiorgio Morosini, hanno posto agli arresti domiciliari Giovanni Borruso, 50 anni, accusandolo di intestazione fittizia di beni e hanno sequestrato il negozio il cui valore commerciale è stimato in 400 mila euro. L' imprenditore non è indicato come "uomo d' onore" ma, secondo il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ed il sostituto Francesco Del Bene titolari delle indagini, «orbita nell' area delle persone vicine o contigue a Cosa nostra», e ha parentele che contano nell' organizzazione mafiosa che lo considera personaggio affidabile di cui servirsi per mettere al riparo le attività economiche. Borruso è infatti parente di Pietro Senapa, nome storico della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, e cognato del latitante mafioso Antonino Lauricella detto "Scintilluni". Ma secondo l' accusa Borruso avrebbe gestito il denaro di Mario Martello, finito in carcere nel ' 93 per l' omicidio di Francesco Baio, ucciso a San Giuseppe Jato il 10 marzo del 1984: omicidio in cui sarebbero stati coinvolti anche Bernardo Brusca, Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Gli investigatori hanno sequestrato ed esaminato la corrispondenza tra i due, in cui il detenuto rimproverava al socio prestanome di avere accresciuto il passivo e minimizzato l' attivo del negozio. L' operazione scaturisce dall' inchiesta della direzione investigativa antimafia nei confronti della famiglia mafiosa di Altofonte che ha già portato all' arresto di Giovanni Francesco Vassallo, 58 anni, e Nicola Alessio Pitti, 36 anni, per mafia e al sequestro di beni per quattro milioni di euro, nel febbraio 2008. In carcere è tornato invece un altro imprenditore condannato a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Agenti della sezione Catturandi della squadra mobile hanno arrestato Lorenzo Altadonna, 46 anni, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla terza sezione del tribunale. Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini, venne scarcerato dopo l' arresto nel marzo 2007 poiché il tribunale del riesame dichiarò nulla l' ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 gennaio. Ma ieri, dopo la condanna in primo grado, le porte del carcere si sono riaperte per l' imprenditore di Carini.



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