L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 12 dicembre 2013

Nuti: “Faraone chiese voti ai mafiosi”; la replica: “Bugiardo”

Nuti: “Faraone chiese voti ai mafiosi”; la replica: “Bugiardo”

Ieri alla Camera durante il voto di fiducia si è svolta una polemica “palermitana”. Riccardo Nuti del Movimento 5 stelle ha accusatoDavide Faraone (Partito Democratico, appena nominato componente della nuova segreteria di Matteo Renzi) dicendo: «Faraone nel marzo del 2008 andava in casa di Agostino Pizzuto per un accordo di sostegno elettorale. Questo viene rilevato non da me ma dalle intercettazioni ambientali che sono state fatte. [...] Agostino Pizzuto deteneva l’arsenale del clan di San Lorenzo e Resuttana di Palermo, è stato condannato a otto anni per mafia ed estorsione e a dieci per detenzione di armi. [...] Ovviamente c’è un indagine in corso, non coinvolge il collega Faraone ma questo non significa non essere istituzioni quantomeno moralmente corrotte, non bisogna essere condannati dal punto di vista giudiziario. [...] E se magari si può dire non sapevo a casa di chi andavo, a parte che nel quartiere San Lorenzo-Resuttana mi creda non sapere a casa di chi si va nel proprio quartiere…è un po’ strano non sapere di che tipi stiamo parlando…ma lasciando stare questo quasi a confermare questo nelle elezioni amministrative di Palermo, durante le primarie [...] sempre questo suo collega è stato beccato tramite un video che può vedere pubblicato su Striscia la Notizia, Canale 5 e così via mentre praticamente con la cooperativa “Palermo Migliore” prometteva posti di lavoro in cambio di voti alle primarie. Nel video, non lo dico io, nel video si parlava di voto di scambio, ne parlavano loro presidente, si figuri [...] ».
Il premier Enrico Letta e altri esponenti del Pd hanno espresso solidarietà a Faraone che nel pomeriggio ha replicato dando del bugiardo a Nuti, spiegando la sua versione dei fatti e ribadendo di non essere stato né indagato né condannato e sfidandolo a ripetere le affermazioni fuori dall’aula non avvalendosi dell’immunità parlamentare.
Sul profilo facebook di Nuti sono stati pubblicati in seguito i verbali in cui sono presenti alcuni dati relativi a dove abitano moglie e figlia di Faraone a Palermo e la targa dell’auto della moglie. Faraone ha sporto denuncia.
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Ma Faraone è stato accusato dal Movimento 5 Stelle (accusa ribadita alla Camera dal concittadino Riccardo Nuti) di aver “incontrato persone poi condannate per mafia mentre raccattava voti per la città per la campagna elettorale per le regionali del 2008″.
Scrive Giuseppe Lo Bianco sul Fatto Quotidiano:
“Davide Faraone l’ho allevato io, difendendolo nella lunga serie di minchiate che ha combinato”, aveva detto, allargandosi un poco, Mirello Crisafulli. E una di queste l’hanno tirata fuori ieri i grillini per dargli il benvenuto nella segreteria renziana. Sul sito del gruppo M5S alla Camera hanno citato Martin Scorsese e il suo film Quei bravi ragazzi per disegnare il profilo di Faraone: 38 anni, una figlia di nove, neo-responsabile del welfare del Pd e fan di Renzi della prima ora.
“Ecco il nuovo che avanza – recita il sito sotto un titolo che richiama il film di Scorsese – ha incontrato persone poi condannate per mafia mentre raccattava voti per la città per la campagna elettorale per le regionali del 2008”. Il riferimento è a una storia di cinque anni fa, quando, scrivono i grillini, “il 10 marzo 2008 (Faraone, ndr) si accomoda nel salotto di Agostino Pizzuto, custode dell’arsenale della famiglia del quartiere San Lorenzo-Resuttana. E si parla di voti”. Tutti gli ospiti sono incensurati, ma in quel momento sotto indagine dei carabinieri che, appostati fuori, registrano l’arrivo del futuro deputato che Pizzuto chiama per nome, “Davide”.
E quattro giorni dopo una microspia piazzata nell’auto di Pizzuto, ufficialmente giardiniere del Comune a Villa Malfitano, dove custodiva le armi della cosca, capta un colloquio con un altro degli indagati, Antonino Caruso, anch’esso pubblicato sul sito dei grillini: “Allora hanno chiesto qualche cortesia… qualche cosa si matura… noi altri abbiamo fatto la campagna elettorale per Faraone…”, dice Caruso. Che aggiunge: “Faraone ci dice… non ce l’abbiamo fatta, mi è dispiaciuto, mi devo ricandidare al Comune…”.
La storia finisce in un’informativa dei carabinieri depositata al processo contro il deputato regionale Antonello Antinoro, imputato per voto di scambio, e in quell’occasione Faraone reagisce denunciando nei suoi confronti “una campagna di fango costruita ad arte da poteri forti che in questi 10 anni hanno gestito la città attraverso un sistema politico-affaristico-mafioso”. Concetti analoghi, ma parole attenuate, quattro anni dopo, durante le primarie del Pd per il Comune di Palermo. Stefania Petix, l’inviata di Striscia la notizia, e il suo fedele bassotto sorprendono Faraone mentre rassicura il membro di una cooperativa di disoccupati, Palermo Migliore, che poco prima avevano indetto una riunione per invitare i soci a votare per lui. “Sono caduto in un trappolone ordito dai personaggi coinvolti in queste primarie – replica – sto cercando di scoprire, con delle indagini personali, chi siano e perché hanno agito ai miei danni”. Incidenti in un percorso cominciato nelle file del Pds a Palermo, tra borgate e periferie urbane, che hanno scaricato sulle spalle del giovane quasi quarantenne una responsabilità pesante: prima di lui, a parte una breve parentesi di Giuseppe Lupo, l’ultimo palermitano a sedere nella segreteria del più forte partito della sinistra italiana si chiamava Pio La Torre.
Su di lui Matteo Renzi scommise senza esitazione. Eppure lo stesso Faraone, che giurava di finanziarsi con le cene elettorali, lo aveva messo in guardia: “Stai alla larga che forse perdo”. Mantenne, invece, la posizione accanto al suo leader, smarcandosi da Crisafulli con il blocco dei seggi a Enna (Mirello lo definì “il capo degli infami”) e mostrando l’estate scorsa una grinta e un linguaggio nuovi, quando demolì le norme sul lavoro giovanile varate da Letta, definendole “una presa per i fondelli” partorita “da persone fuori dal mondo”.
E mentre i grillini accusano Faraone, Faraone accusa Crisafulli, come scrive anche Repubblica Palermo:
Faraone ieri aveva occupato in segno di protesta un seggio elettorale allestito nella sede del circolo Pd di Enna, in cui ha sede anche la segreteria politica del parlamentare siciliano Vladimiro Crisafulli, fortemente osteggiato dai renziani per i suoi rapporti poco trasparenti con esponenti della malavita locale. Rapporti che non lo hanno comunque mai visto condannare.
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