L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 3 maggio 2018

gioacchino genchi alessandro pellerito ernesto burgiop e i termovalorizzatori anzi bruciatori

Inceneritori in Sicilia: 

l’ISDE condanna le decisioni prese Arezzo, 18 giugno 2007 

Al Presidente del Consiglio Romano Prodi 

Al Ministro della Salute Livia Turco 

Al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio 

Agli organi di Stampa 

In riferimento alle notizie apparse sulla stampa secondo cui con l’incontro svoltosi a Roma il 12 giugno scorso si è concordato il via libera al piano di trattamento dei rifiuti in Sicilia, piano che da un lato prevede la costruzione di 4 mega impianti d’incenerimento con una potenzialità di oltre 2.000.000 ton/anno (potenzialità superiore a quella dell’intera mole di rifiuti prodotta nell’isola), e dall’altro auspica il potenziamento della raccolta differenziata, l’Associazione Medici per l’Ambiente esprime tutto il proprio stupore e la propria ferma condanna per decisioni che privilegiano di fatto l’incenerimento rispetto alle pratiche di riduzione, raccolta differenziata, recupero e riuso. 

L’Associazione Medici per l’Ambiente sottolinea inoltre la palese incongruenza fra il dimensionamento degli impianti e l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata, stigmatizzando il fatto che vengono in questo modo totalmente disattese le raccomandazioni della CE, già recepite dal nostro stesso Paese. L’incenerimento dei rifiuti è la pratica più costosa e più nociva per l’ambiente e per la salute e la posizione ufficiale dell’Associazione è già stata espressa nel gennaio 2006 con il documento in allegato. 

Negli iter autorizzativi di questi impianti si inserisce poi la torbida vicenda, già denunciata alla Procura di Palermo, del Dr. Gioacchino Genchi e del Dr. Alessandro Pellerito, dirigente chimico dell’Assessorato Regionale, che per avere negato l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di tali impianti sulla base delle loro specifiche competenze, sono stati in maniera pretestuosa rimossi dal loro incarico e rischiano addirittura di perdere il proprio posto di lavoro. Al Dr. Gioacchino Genchi e a tutti i suoi collaboratori rinnoviamo l’incondizionata stima e la solidarietà da parte dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente, già a suo tempo espressa. 

Auspichiamo che vengano compiuti tutti i passi possibili perché i Colleghi che sono stati così duramente colpiti per avere svolto con coscienza il proprio lavoro vengano reintegrati nel proprio ruolo e chiediamo che l’iter autorizzativo agli impianti venga sospeso fino a che la Magistratura non avrà fatto completa chiarezza sull’intera vicenda, come già richiesto dall’On. Rita Borsellino con il comunicato in allegato. 

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia Gruppo di lavoro sui rifiuti Balestreri Federico (Cremona), Bragheri Romano (Pavia), Cristofolini Antonio (Trento), Diaferia Giorgio (Torino), Fabbri Fabrizio (Roma), Galli Simone (Firenze), Garetti Gianluca (Firenze), Gennaro Valerio (Genova), Gentilini Patrizia (Forlì), Guerra Manrico (Parma ), Laghi Ferdinando (Cosenza), Lauriola Paolo (Modena), Luisa Massimo (Genova), Migaleddu Vincenzo (Sassari), Mocci Mauro (Civitavecchia), Rivezzi Gaetano (Caserta), Romizi Roberto (Arezzo), Tomatis Lorenzo (Trieste), Valerio Federico (Genova), Vantaggi Giovanni (Gubbio) 


ACCORDO INCENERITORI SICILIA IL GIORNO DOPO 1 Rita Borsellino: 

Accordo su inceneritori, beffa nei confronti dei siciliani? 

Palermo, 13 giugno 2007. 

 L’intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive del Bue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa? . 

Lo dice l'esponente dell'Unione Rita Borsellino commentando l'esito dell'incontro di oggi a Roma tra governo nazionale e regionale. Nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta diversa è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato con i fatti di non essere credibile. ma una beffa sono, secondo Borsellino, anche gli altri termini dell'accordo: 

 Da una parte infatti, si autorizza la realizzazione degli impianti aggirando le direttive UE che prevedono il raggiungimento di livelli ottimali di raccolta differenziata come presupposto per l?incenerimento; dall'altro il governo nazionale chiede il ridimensionamento delle emissioni ma non degli impianti, e cioè dell'unico vero presupposto per riuscire a contenere la quantità di particelle nocive. Secondo Borsellino, l' intesa ha più di una contraddizione. Raccolta diversa e impianti di grossa portata come quelli progettati sull'isola non sono conciliabili. A meno che non si decida di importare altri rifiuti da fuori . 

Ufficio stampa Gioia Sgarlata 

 Tel. 3346311385 e-mail: ufficiostampa@ritaborsellino.it 

2 INO GENCHI ASSESSORATO REGIONALE AMBIENTE E TERRITORIO 

Palermo, 13 giugno 2007.

Oggi (ieri per chi legge), al termine di un vero e proprio processo sommario, nullo sotto tutti gli aspetti perchè persino privo di ogni riferimento di legge, a me e ad Alessandro Pellerito sono stati notificati i decreti con i quali il Dirigente Generale del Dipartimento, arch. Pietro Tolomeo, revoca unilateralmente ed anticipatamente il contratto di responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” e dell’Unità Operativa “Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera”. Si tratta dell’ennesimo atto di abuso, frutto di una sistematica azione vessatoria e persecutoria le cui finalità sono ben note a tutti e che arriva con straordinaria puntualità – per la quarta volta se ci si ricorda delle 3 coincidenze precedenti – alla vigilia dell’inizio della conferenza dei servizi per l’AIA dell’inceneritore di Palermo-Bellolampo. 

I decreti sono ictu oculi nulli per “difetto assoluto di attribuzione” (art. 21 septies della L. 241/90 sui procedimenti e la trasparenza amministrativa), in quanto Tolomeo si è sostituito nei poteri alla Giunta di Governo, cui l’art. 10 della legge regionale 10/2000 attribuisce esclusiva potestà in materia di tali revoche, ma per fattispecie che nulla hanno a che fare con le castronerie contestate dal Tolomeo. 

Ma tant’è, nel contesto di illegalità straripante, un abuso in più o in meno non fa differenza. Intanto si commette l’abuso, poi si vedrà! 

 Immediatamente abbiamo denunciato la nullità dell’atto ai diversi indirizzi che troverete nella nota che alleghiamo. Ciò conferma, se pure ce ne fosse stato bisogno, che la situazione che da tempo abbiamo denunciato in tutte le maniere, nel silenzio, nell’indifferenza generale e senza ricevere il benchè minimo accenno di iniziative concrete, è arrivata ad un punto di insostenibilità per noi. 

Vogliamo precisare: insostenibilità non nei confronti della lotta che continueremo a portare avanti – purtroppo da soli, ormai, con i nostri legali – per la difesa della nostra dignità professionale e per la difesa del posto di lavoro, ma nei confronti dell’ignavia e dell’indifferenza di quanti si sono spesi fin qui solo saltuariamente (nel migliore dei casi) a parole, con la promessa di interventi incisivi che non sono mai arrivati e tante promesse al vento. Ecco perchè il coro di indignazione che si è levato a seguito dell’accordo romano, più o meno edulcorato, secondo come lo si vuole presentare, ci lascia ancor più sconcertati. 

 Oggi, Alessandro ed io continuiamo a pagare pesantemente, in tutti i sensi, visto che, per esempio, tra l’anno passato e quello in corso personalmente ho perso circa 12.000 euro netti di stipendio (sottratti, quindi alla mia famiglia), per esserci esposti in prima persona in una battaglia di legalità all’interno dell’Amministrazione Regionale per la difesa dell’ambiente e della salute della gente. 

Con amarezza non abbiamo potuto che constatare di essere rimasti pressoché da soli. Ultimamente ho inviato a molti ed anche alla rete appelli e documenti con l’invito ad intervenire, a sollecitare le forze politiche e sindacali, ad inviare esposti alle Procure per fare luce sui fatti in corso all’Assessorato Territorio, ecc.; insomma, un pò di tutto per smuovere le acque, per darci un minimo di sostegno, per…non farci sentire abbandonati.Purtroppo non è arrivato nulla, se non un chiacchericcio sterile su fatti e circostanze oziosi, quasi che tutto intorno non stesse accadendo niente, mentre, invece, si stava tessendo la tela dell’accordo politico e di quello, ormai prossimo, amministrativo (AIA), con buona pace per tutti. 

Quando, un giorno, qualche giudice ci darà, speriamo, ragione, le cose saranno già belle e definite. Condivido e sottoscrivo, pertanto, le considerazioni di Alessandro, che troverete in allegato (2b), sulla posizione che da oggi, nostro malgrado, assumeremo. 

Da parte nostra abbiamo fatto di tutto per portare avanti un impegno unitario, ma se le condizioni, come abbiamo constatato, non ci sono più le nostre strade da oggi, purtroppo, si dividono. Vi allego, quale ultimo contributo, la documentazione in corso di presentazione alle Procure ed agli altri indirizzi in intestazione . 

Ino Genchi 2b Alessandro Pellerito. 

 Per chi non mi conosce, ho lavorato con il dr. Genchi e adesso, con lui, pago il nostro lavoro con una richiesta di licenziamento pendente alla Giunta Regionale e la revoca del mio incarico di dirigente. Tutto questo nel silenzio assordante di quanti, in passato, hanno chiesto la nostra collaborazione ed il nostro appoggio, tecnico e non. 

 Quindi, manteniamo questo silenzio e, cortesemente cancellatemi da tutte le mailing list. E teniamoci gli inceneritori. 

 Cordiali saluti Alessandro Pellerito Post-scriptum Io non ho alcuna richiesta nè alcun rimprovero da fare.

Il fatto è che ogni volta che mi arriva una e-mail avente per argomento la tutela dell’ambiente mi viene la nausea; sia perchè il nostro popolo oltre le e-mail non riesce ad andare, sia perchè per “la tutela dell’ambiente”, da ormai 3 anni, sono costretto ad una vita non serena e, mi sento di dire, nella quasi indifferenza di molti di quelli che vanno sventolando le bandiere della legalità. 

Ho già avuto un provvedimento disciplinare, la revoca del contratto, il licenziamento pendente in Giunta e non so quante denunce Quello che voglio adesso è mantenere il mio posto di lavoro e raggiungere la serenità che io e la mia famiglia hanno perso. 

 È dalla parte mia non sono più dalla parte della gente; me lo sono levato questo vizio. Troppo alto il prezzo da pagare, per giunta nell’indifferenza: da quanti mesi Ino chiede aiuto e mobilitazione.

 Troppe minacce, troppe denunce, troppo tempo perso dall’avvocato o dai carabinieri. Si era parlato di coinvolgere i vari partiti a livello nazionale, le varie associazioni ambientaliste a livello nazionale, il ministero dell’ambiente, conferenze stampa di denuncia e via così; io non ho visto nulla se non i provvedimenti fatti contro me ed Ino. 

Egregio professore E tarda sera e sono piuttosto stanco, ma cercherò ugualmente di rispondere alla sua lettera che ho letto con ritardo, ma con sollievo e gratitudine. Spero di non apparirle esagerato, se dico che dopo mesi di buio, mi sembra di intravedere uno spiraglio di luce. 

Cerco di spiegarmi, partendo dalla drammatica situazione siciliana. 

Non sono epidemiologo, ma pediatra. Sono incappato  nella dannata problematica-inceneritori circa tre anni fa, da consulente ambiente e salute dell'Arpa Sicilia. 

In Sicilia è previsto un piano-rifiuti totalmente incentrato sull'incenerimento degli RSU, in totale spregio delle direttive comunitarie (e nazionali) che, come lei saprà, prevedono (o meglio ?ammettono?) la possibilità di un recupero energetico (incenerimento) della sola parte residua non altrimenti riciclabile, e solo se sono state rispettate le priorità (anche quantitative) della riduzione del rifiuto e della raccolta differenziata.. Il piano è pieno di infrazioni, irregolarità e storture.. e la stessa procedura di attuazione del piano è stata dichiarata illegittima dalla Commissione Europea, che ha chiesto la condanna dell'Italia innanzi alla Corte di Giustizia UE. 

Pesantissimo è stato anche il giudizio della Corte dei Conti, secondo cui la violazione delle direttive europee in materia d'appalti pubblici, ha comportato l'affidamento della realizzazione dei quattro mega-inceneritori a prescindere dall'acquisizione dell'informativa antimafia. 

 Tale comportamento, definito particolarmente imprudente  dalla suddetta Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea d'imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori, risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa. Gli uffici regionali competenti, che avevano rifiutato di rilasciare le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera per due impianti e si accingevano a fare altrettanto per gli altri due.. sostenendo a ragion veduta che un ricorso così massiccio all'incenerimento avrebbe determinato/determinerebbe un grave impatto sull'ambiente e gravi rischi per le popolazioni, sono stati prima esautorati e poi decapitati con la rimozione dei dirigenti preposti, nei confronti dei quali sono state addirittura attivate illegittime procedure di licenziamento. (Nel frattempo le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera? erano state rilasciate a livello ministeriale (Gestione Matteoli), attraverso procedure successivamente riconosciute illegittime dallo stesso Ministero (Gestione P. Scanio), mentre i tribunali amministrativi regionali, che si erano pronunciati in maniera severa contro l'intero sistema, venivano esautorati attraverso norme costituzionalmente illegittime e lesive dell'autonomia della Regione siciliana).. 

Non è evidentemente il caso che io le faccia la cronaca di quanto avvenuto in questi due anni. Ho semplicemente cercato di fare il possibile prima per capire di chi e quali fossero le responsabilità di tutto questo; poi per aiutare i colleghi chimici dell'Assessorato minacciati e (ancora attualmente) sospesi dal servizio; quindi per informare i colleghi (ed amici) dell'ISS, i colleghi pediatri (a livello locale e nazionale) e le autorità giudiziarie e politiche competenti (le richieste di incontro con il Ministro della Sanità anche con l'attuale Ministro.. sono state numerose: non solo da parte di Isbe, per il tramite dell'On. Fulvia Bandoli (Deputato alla Camera e segretaria nazionale della Sinistra Ecologista).. ma anche per il tramite dell'On Borsellino, che per due volte si è recata a Roma e non è stata neppure ricevuta dal Ministro (l'On Turco si è limitata a delegare il dott. Greco, che ha rassicurato l'on Borsellino affermando che i moderni inceneritori non avrebbero praticamente alcun impatto ambientale e sanitario).. dell'onorevole e vice-ministro Capodicasa.. del Ministro dell'Ambiente.. [Per la cronaca: nel Novembre 06 il prof Tomatis, la dott.ssa Gentilini, il dott, Valerio ed io siamo stati auditi in Cabina di Regia nazionale Rifiuti presso il Ministero Ambiente (Gen. Jucci) e alcuni dei tecnici della Cabina, visibilmente colpiti dai dati da noi riferiti (l'audizione è durata oltre 4 ore: oltre il doppio del tempo previsto) ci hanno rivelato che il piano Sicilia sarebbe ancora peggiore di quello descritto nei progetti ufficiali (?!) e che anche alle loro richieste il dott. Greco aveva risposto, a più riprese, nel modo reciso, riferitoci dall'on. Borsellino] [Per la cronaca: qualche giorno fa un ex Senatore della Repubblica, avendo apprezzato un mio intervento ad un Convegno organizzato dal prestigioso Istituto degli Studi Filosofici di Napoli, si è preso a sua volta la briga di chiedere al dott. Greco un confronto con alcuni tecnici proposti dall'Istituto stesso (tra cui due primari oncologi napoletani) e si è sentito rispondere che noi saremmo fiancheggiatori della camorra accusa veramente grave e quasi grottesca, se si tiene presente che l?attuale situazione in Campania è notoriamente dovuta all'aver affidato per anni l'intera gestione dei rifiuti a ditte, come la FIBE, tutt'altro che trasparenti e tanto meno efficienti.. e che ci sono collaboratori e funzionari importanti delle Istituzioni regionali campane (e siciliane) inquisiti per camorra (mafia)] [per la cronaca: circa un anno fa a rivolgere a me e al prof Romano, settantenne decano dei chimici siciliani, rei di aver fatto una relazione critica sul piano rifiuti siciliano, analoghe, pesanti accuse in modo piuttosto forbito era stato il Governatore Cuffaro..] 

 [Per la cronaca: il mio contratto di consulente Arpa non è stato più rinnovato] 

Ho creduto necessario premettere questa breve sintesi d’alcuni momenti significativi di una vicenda per me drammaticamente nuova .. per aiutarla a capire alcune espressioni amare/sfiduciate da me adoperate nella risposta alla presa di posizione di Pietro Bomba, sua e del prof. Vienesi [anche in questo caso devo fare però un distinguo: quella per me difficilmente comprensibile/accettabile è la posizione di Pietro Comba, che conosco abbastanza bene? Che ho lungamente creduto potesse/volesse esserci d'aiuto in una situazione come quella siciliana, delle cui assurdità (e illegalità) è perfettamente a conoscenza? che essendosi occupato per lungo tempo del problema rifiuti, ed essendo, se non erro, un biologo avrebbe dovuto/potuto in questi anni e nei numerosi incontri e scambi tra noi intercorsi, prestare maggior ascolto alle tesi di chi in questi anni ha lavorato con serietà sulle conseguenze drammatiche e drammaticamente sottovalutate che alcuni degli inquinanti - metalli pesanti e particolato (ultra)fine in primis - emessi dagli impianti d’incenerimento (al pari di altri impianti, come acciaierie e/o cementifici.. altrettanto pericolosi, ma indubbiamente più utili? nonché dai milioni di motori a scoppio che girano impunemente per le nostre città) rischiano di avere non solo sulla salute delle popolazioni umane, ma sugli ecosistemi (anche microbici) e possibilmente sull'assetto stesso e sull'evoluzione della genosfera ] 

Non voglio tediarla ancora a lungo. Spero di potere al più presto affrontare con lei e con gli altri colleghi sinceramente desiderosi di confrontarsi su queste tematiche non solo e non tanto il problema – comunque drammatico – di un piano inceneritorista nazionale (sarebbero previsti oltre 100 nuovi impianti e il potenziamento di molti altri).. che non ha alcuna giustificazione né sul piano economico(come saprà il costo dell'energia così prodotto è molto più alto di tutte le altre forme di generazione energetica.. il business per le lobbies derivando unicamente da quei famosi e vergognosi CIP6 che i cittadini italiani sono costretti ?unici nel mondo- a pagare).. né sul piano sociale (la corretta filiera, prevista per legge, darebbe molto più lavoro: spesso si dimentica che gli inceneritori non solo disincentivano e riducono la raccolta differenziata e il recupero di milioni di tonnellate di materiali preziosi.. ma la rendono impossibile.. perché ove si sottraessero carta, legname e plastiche diossinogene alla sua dieta quotidiana il Mostro non potrebbe più funzionare? né sul piano dell'impatto ambientale e climatico né sul piano sanitario ma più in generale il problema di un modello di sviluppo che non è più sostenibile e che deve essere rapidamente trasformato nel senso esattamente opposto a quello rappresentato da queste macchine energivore, entropiche e maledettamente pericolose per la salute e la sopravvivenza stessa dell'uomo e della biosfera 

Ernesto Burgio 

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