L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 15 gennaio 2014

IL BUIO OLTRE LA SIEPE


IL BUIO OLTRE LA SIEPE 




CON LE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE IN QUESTI ULTIMI ANNI AL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE DEL NOSTRO PAESE AVREMMO POTUTO AVERE UN PAESE ILLUMINATO A GIORNO CON IL CALAR DELLE "TENEBRE"  invece.........

La relazione che accompagna  il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine per in filtrazioni mafiose nella pubblica amministrazione ci dice...........

Allegato


Al Presidente della Repubblica


Il comune di Isola delle Femmine (Palermo), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative  del  6  e  7 giugno 2009, presenta forme di ingerenza da parte della  criminalita’ organizzata   che   compromettono   la   libera   determinazione    e l’imparzialita’   degli   organi   elettivi,   il   buon    andamento dell’amministrazione ed  il  funzionamento  dei  servizi,  con  grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica.


I contenuti  di  alcuni  esposti  trasmessi  alla  prefettura  di Palermo ed alla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri ponevano in evidenza svariate circostanze in base  alle  quali  l’amministrazione comunale di Isola delle Femmine sarebbe stata soggetta  all’influenza della locale criminalita’ organizzata.


In relazione a tali segnalazioni ed  al  fine  di  verificare  la sussistenza di forme di  condizionamento  e  di  infiltrazione  delle locali consorterie nei confronti  degli  amministratori  comunali  il prefetto di Palermo, con decreto  del  3  aprile  2012,  ha  disposto l’accesso presso il suddetto comune ai sensi dell’art.  1,  comma  4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.


All’esito   degli   accertamenti   effettuati,   la   commissione incaricata dell’accesso ha depositato le proprie  conclusioni,  sulle cui  risultanze  il  prefetto  di  Palermo,   sentito   il   Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza  pubblica  integrato  con  la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso  il  Tribunale di  Palermo,  che  si  e’  pronunciato  all’unanimita’,  ha   redatto l’allegata relazione in data 30 agosto 2012,  che  costituisce  parte integrante  della  presente  proposta,  in  cui  si  da’  atto  della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la  criminalita’ organizzata di tipo mafioso  e  su  forme  di  condizionamento  degli stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo  scioglimento  del consiglio comunale.


I lavori svolti  dalla  commissione  d’indagine  hanno  preso  in esame, oltre  all’intero  andamento  gestionale  dell’amministrazione comunale, la cornice criminale  ed  il  contesto  ambientale  ove  si colloca l’ente locale.


    Il  territorio   del   comune   di   Isola   delle   Femmine   e’ contraddistinto  dal  controllo  operato  da   un   esponente   della criminalita’  organizzata,  originario  del  luogo,  condannato   con sentenza emessa dal G.U.P. di Palermo il 20 dicembre 2000 e  divenuta irrevocabile  il  7  ottobre  2003  a  4  anni  di   reclusione   per associazione di tipo mafioso ai sensi dell’art. 416-bis c.  p.  commi 1, 3,  4  e  6.  In  particolare  la  citata  sentenza  ha  accertato l’appartenenza dello stesso all’associazione  mafiosa  «cosa  nostra» con un ruolo incisivo nell’ambito della  famiglia  mafiosa  di  Isola delle Femmine.


Il citato capo mafia e’ stato nuovamente tratto  in  arresto  nel 2010, nell’ambito di altra  operazione  giudiziaria,  ed  e’  tuttora detenuto. E’ gravemente indiziato in relazione al reato di  direzione dell’associazione   mafiosa   «cosa   nostra»   quale   promotore   e organizzatore delle relative  attivita’  illecite  avvalendosi  della forza intimidatrice del vincolo associativo  e  della  condizione  di assoggettamento per commettere delitti contro la vita, l’incolumita’, il controllo di attivita’  economiche,  concessioni,  autorizzazioni, appalti e servizi pubblici per intervenire  sulle  istituzioni  e  la pubblica amministrazione.


Unitamente al citato capo famiglia, nel  contesto  criminale  che esercita l’influenza sul territorio  comunale,  operano  anche  altri personaggi appartenenti  all’organizzazione  malavitosa,  di  elevato  spessore  criminale,  con  precedenti   per   reati   associativi   e considerati persone socialmente pericolose.


    L'accesso ispettivo ha consentito di individuare  un  insieme  di cointeressenze, relazioni e frequentazioni tra esponenti della locale famiglia mafiosa, al  cui  vertice  e'  il  citato  capo  mafia,  con componenti dell'apparato politico nonche' di quello  burocratico.  In tal modo sono stati evidenziati quegli  elementi  che  dimostrano  la condizione di  penetrazione  della  locale  organizzazione  criminale nelle diverse sfere della vita amministrativa dell'ente.


    In particolare sono stati riscontrati legami parentali, a diversi livelli, tra alcuni componenti della giunta e del consiglio  comunale con la criminalita' organizzata, nonche'  ricorrenti  ed  inopportune frequentazioni.

    Viene posto in evidenza  come,  sebbene  la  limitata  estensione territoriale ed limitato numero di abitanti dell'ente avrebbe  dovuto consentire a coloro che rivestono cariche pubbliche di esercitare  un vaglio attento delle dinamiche  sociali  e  delle  sfere  relazionali ponendo   cosi'   maggiore   attenzione    alle    scelte    politico amministrative, i diversi personaggi politici non hanno in alcun modo posto  in  essere  una  effettiva  presa  di  distanza  dalle  locali organizzazioni criminali.


    Il comune  di  Isola  delle  Femmine  e'  caratterizzato  da  una sostanziale    continuita'    amministrativa    che     si     evince dall'avvicendamento nei ruoli di vertice  dell'ente  da  parte  delle stesse  persone:  l'attuale   sindaco,   al   suo   secondo   mandato consecutivo, aveva gia' svolto, nei mandati immediatamente precedenti all'elezione a primo cittadino,  le  funzioni  di  vice  sindaco;  il sindaco eletto nelle  tornate  amministrative  del  1993  e  1998  ha successivamente svolto fino al 2006, le funzioni di vice sindaco; tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del  consiglio comunale  hanno  rivestito   cariche   politiche   nella   precedente consiliatura.


    Le ingerenze della criminalita' nelle funzioni e nelle  attivita' svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita', abusi, anomalie e sviamenti  dell'attivita'  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita'  persone  o societa' direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.


    E' stato rilevato che talune  distorsioni  gestionali  dell'ente, poste in essere in favore di soggetti  vicini  alla  locale  famiglia mafiosa, hanno radici nelle amministrazioni avvicendatesi  nel  corso degli anni e si sono ripetute in costanza dei due mandati  elettorali guidati dall'attuale sindaco.


    Fattori che attestano  la  penetrazione  malavitosa  sono  emersi dall'analisi delle  procedure  di  aggiudicazione  degli  appalti  di lavori servizi e forniture. E' stata  riscontrata  la  ricorrenza  di quei caratteri indiziari che connotano i sistemi di gestione illegale delle gare ad evidenza pubblica, quali  la  presenza  ripetuta  delle medesime ditte in gare diverse con  un  avvicendamento  delle  stesse nelle aggiudicazioni nonche'  la  riferibilita'  di  tali  aziende  a cosche mafiose locali.


    Piu' in particolare, la commissione d'indagine ha constatato come l'amministrazione   comunale,   nel   tempo,   abbia    costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per  l'espletamento  delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per  la  scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa  privata  di  cui all'art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art.  125  del  citato  decreto.  Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita' per gli specifici casi  e  tanto  piu' conciliabile  con  le  dovute  precauzioni   che   devono   connotare l'attivita' di un comune che si trova ad  operare  in  un  territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite.    


Gravi e persistenti anomalie hanno interessato  le  procedure  di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E' risultato infatti che in alcuni casi l'amministrazione ha frazionato  gli  importi  dei lavori; con tali modalita' operative e' stato  possibile  eludere  le puntuali disposizioni in materia.


    In  altre  procedure  e'  stata  applicata  la  normativa   sulla fornitura  di  beni,  mentre  si  sarebbe  dovuto  applicare   quella concernente la prestazione di opere.


    E' emblematico di uno sviamento dell'attivita' amministrativa  il frequente ricorso alla procedura del cottimo fiduciario, connotato da anomalie per la riscontrata mancata adozione  del  regolamento  sulle modalita'  di  affidamento  di  lavori  pubblici   mediante   cottimo fiduciario e la mancata adozione del relativo albo delle  imprese  di fiducia.


    L'assenza di tali strumenti organizzativi ha  fatto  si'  che  il comune di Isola delle  Femmine,  per  l'espletamento  delle  gare  di affidamento dei lavori da eseguire, adottasse procedure in  contrasto con i principi di trasparenza, rotazione e parita' di  trattamento  e comunque non in  linea  con  le  disposizioni  contenute  nel  citato decreto legislativo n. 163/2006.


    La relazione prefettizia ha messo in rilievo che  il  complessivo quadro delle evidenziate anomalie e irregolarita' poste in essere nel corso delle due ultime  consiliature  guidate,  sempre  dallo  stesso primo  cittadino,  e'  la  dimostrazione  di   come   l'infiltrazione criminale abbia condizionato l'azione dell'amministrazione comunale.


    Nello specifico tale condizionamento e' rilevabile dalle seguenti iniziative dell'ente.


    E' il caso della procedura concernente i lavori  di  collegamento del  sistema  fognario  comunale  ad  un  depuratore  consortile.  In particolare e' stato verificato che sulle buste pervenute al comune e contenenti le  offerte  delle  ditte  interessate  non  veniva  posto l'orario di arrivo, non consentendo  in  tal  modo  di'  adottare  il criterio secondo  cui  le  varie  offerte  dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La  societa'  vincitrice  doveva  inoltre   essere esclusa atteso che  la  documentazione  dalla  stessa  depositata  e' risultata insufficiente rispetto a quanto previsto  dal  disciplinare di gara, non avendo prodotto  la  stessa  societa'  ne'  la  cauzione provvisoria  ne'  idonea  documentazione  comprovante  il  prescritto versamento all'autorita' per la vigilanza sui lavori pubblici.


    Le  diverse  irregolarita'  riscontrate,  sia  sotto  il  profilo sostanziale  sia  sotto  il  profilo  formale,  attestano  l'avvenuta penetrazione della criminalita' nell'ente per il fatto che la gara in esame si e' conclusa proprio con l'aggiudicazione dei lavori  ad  una societa'   che   presenta   forti   elementi   di   controindicazione


L'amministratore unico della stessa e' uno stretto  congiunto  di  un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima societa', nell'ambito delle relative  indagini  giudiziarie, e' stata sottoposta a perquisizione.


    Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la  fase  di  esecuzione dei lavori ed in particolare l'affidamento  in  subappalto  di  parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa.


La commissione d'indagine  ha  posto  in  rilievo  che  in  occasione dell'autorizzazione del sub appalto in  questione  la  prefettura  di Palermo aveva rappresentato al comune  di  Isola  delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del subappalto in argomento, atteso  che in occasione dell'istruttoria svolta per un'altra procedura  di  gara nei confronti  della  stessa  ditta  era  stata  emessa  interdittiva antimafia.


    Inoltre, da parte della  prefettura,  era  stato  fatto  presente all'ente locale che se avesse aderito al protocollo di legalita',  la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in quelle per  cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia,  con  il conseguente effetto che la societa' in questione non  avrebbe  potuto essere affidataria del sub appalto.


    La mancanza  di  controlli  da  parte  dell'ente  nella  fase  di esecuzione delle  opere  ha  tra  l'altro  favorito  un  ripetuto  ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti,  affidati  a  diverse societa', per un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore dell'appalto,  in  contrasto  con  quanto  previsto  dalla normativa di settore.


    Concorre a delineare il quadro di cointeressenze sussistenti  tra amministrazione  e  locale  criminalita'  l'esame   della   procedura concernente i lavori di «ristrutturazione  approdo  e  movimentazione della zona destinata ai pescatori nel porto di Isola delle  Femmine», caratterizzata  da  distorsioni   ed   irregolarita'   che   assumono particolare rilievo in ragione della contiguita' ad ambienti  mafiosi dei vertici della societa' che si e' aggiudicata l'appalto.


    L'amministratore unico e' figlio di  un  esponente  della  locale organizzazione mafiosa, condannato  con  sentenza  del  Tribunale  di Palermo del 20  luglio  2000  perche'  indiziato  del  reato  di  cui all'art. 416-bis per aver concorso con altre persone, in qualita'  di titolare di impresa operante nel settore edile, alle attivita' ed  al perseguimento degli scopi dell'associazione mafiosa denominata  «cosa nostra».


    Le risultanze investigative avevano evidenziato  che  lo  stesso, unitamente  ad  altri,  aveva  consentito  che   soggetti   collegati all'organizzazione  «cosa  nostra»   si   aggiudicassero   i   lavori commissionati  da  un'amministrazione  comunale  della  provincia  di Palermo attraverso la previa  consegna,  ai  titolari  delle  imprese concorrenti, delle buste contenenti le offerte presentate dalle ditte partecipanti alle varie gare di appalto, in  modo  tale  da  pilotare l'esito finale delle stesse.


    Nel senso della  evidenziata  continuita'  amministrativa  si  e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di  manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e'  stato  affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.


    Detto aspetto e' connesso alla circostanza che la stessa societa' risulta collegata ad altra  azienda  operante  nello  stesso  settore d'attivita' e che  i  proprietari  e  gli  amministratori  delle  due societa' presentano stretti legami parentali con esponenti di rilievo della locale criminalita' organizzata. Questi  ultimi,  nel  passato, hanno favorito la  latitanza  di  soggetti  criminali  di  primissimo rilievo ed inoltre uno di detti esponenti  e'  stato  condannato  per reati associativi.


    Il gruppo familiare in argomento,  peraltro,  ha  partecipato  ad iniziative  di  costruzioni  edili  unitamente  ad   altri   soggetti controindicati.


    L'organo ispettivo ha posto in rilievo come il  comune  di  Isola delle Femmine, nel corso degli anni,  abbia  frequentemente  affidato alla predetta societa' una ripetuta serie di lavori pubblici  facendo ricorso a ordinanze sindacali di intervento straordinario  o  a  gare informali a trattativa privata. Gli evidenziati, ripetuti affidamenti portano a ritenere fondatamente che la societa' in questione sia  una vera e propria «fiduciaria» del comune di Isola delle Femmine.


    In tale contesto le iniziative per la diffusione della  legalita' intraprese dall'amministrazione comunale sono apparse piu' che  altro come mere «operazione di  facciata»  atteso  che,  come  evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012 l'ente ha aderito  al protocollo di legalita' Carlo Alberto Dalla Chiesa.


    Anche  le  procedure  analizzate  nel   settore   urbanistica   e territorio hanno evidenziato i caratteri di una sostanziale linea  di continuita' con le modalita' operative adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti.


    Significativo in tal senso  si  e'  rivelato  l'esame  di  alcune concessioni   edilizie   connotate   da   favoritismi   ed    anomale cointeressenze. Al riguardo giova sottolineare che il comune di Isola delle Femmine e' sottoposto  ad  una  serie  di  vincoli  di  diversa natura, archeologici, idrogeologici e sismici, per cui ogni procedura avrebbe dovuto essere piu' rigorosa e maggiormente  rispettosa  delle varie normative di settore.


    L'iter per l'approvazione del piano regolatore generale,  avviato dal comune verso la meta' degli anni '90, si e' rilevato  farraginoso e caratterizzato da un'estrema lentezza. Il Piano e'  stato  adottato solo  nell'agosto  dell'anno  2007  nel  corso  del   primo   mandato dell'attuale sindaco. La procedura volta all'approvazione  definitiva del nuovo strumento urbanistico, tuttavia, non puo' ritenersi  ancora conclusa.  L'insieme  di  tali  circostanze,  che  hanno   consentito all'ente di continuare ad avvalersi di strumenti  non  adeguati  alle esigenze  del  territorio,  si  sono  rivelate  un  utile  mezzo  per agevolare  gli  interessi  economici  di  soggetti  riconducibili  ad ambienti controindicati.


    Emblematica  in  tal  senso  e'  la  vicenda  relativa   ad   una concessione edilizia per la realizzazione di tre ville  unifamiliari, rilasciata proprio in prossimita' della  tornata  elettorale  che  ha visto nuovamente eletto l'attuale sindaco.


    A seguito di un esposto, il locale comando Carabinieri richiedeva al competente ufficio della Regione una verifica della concessione in esame.   Tale   organo,   all'esito    dell'accertamento    esperito, rappresentava che la concessione  doveva  ritenersi  illegittima  per mancanza dei presupposti richiesti dalla normativa di settore.


    Lo sviamento  dell'attivita'  amministrativa  e  l'attitudine  ad operare in violazione dei principi di legalita' risulta evidente  ove si consideri che l'amministrazione comunale, pervicacemente, decideva di  non  modificare  in  alcuna  parte  i  contenuti  della  suddetta concessione pur a fronte di un secondo intervento della  Regione  che confermava  l'illegittimita'  del  provvedimento  ed  evidenziava  la competenza del comune all'annullamento dell'atto.


    Tali  illegalita'  procedurali  sono  risultate   funzionali   ad assecondare  interessi  illegali  in  quanto  i   beneficiari   della concessione in argomento sono stretti congiunti di  un  esponente  di spicco della locale famiglia mafiosa, di professione costruttore, che risulta aver avuto partecipazioni societarie con soggetti colpiti  da provvedimenti giudiziari per associazione di tipo mafioso.


    Ulteriori anomalie sono emerse dall'esame di un'altra concessione edilizia per la mancanza  dei  presupposti  per  il  rilascio  della concessione stessa; l'indagine ispettiva ha  inoltre  evidenziato  la mancata   riscossione,   da   parte   dell'ente,   degli   oneri   di urbanizzazione e dei costi di costruzione.


    Tale procedura era stata avviata  sin  dal  2001  dai  precedenti proprietari del  fondo  che,  dopo  una  lunga  e  complessa  vicenda amministrativa,  protrattasi  per  anni  con  gli  uffici   comunali, vendevano l'area ad una ditta la  cui  riconducibilita'  ad  ambienti controindicati era nota ai competenti uffici comunali. Tale  societa' solo dopo pochi mesi dalla richiesta  di  voltura  della  pratica  in esame otteneva il rilascio del provvedimento richiesto.


    Ulteriori aspetti  emblematici  della  complessiva  vicenda  sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di un'operazione di polizia e del connesso arresto di uno  stretto  congiunto  del  socio amministratore della suddetta societa', il responsabile  dell'ufficio tecnico comunale chiedeva alla locale  procura  della  Repubblica  ed alla prefettura di Palermo di conoscere se la societa' a  cui  favore era stata rilasciata  la  concessione  edilizia  fosse  riconducibile all'esponente della criminalita' tratto in arresto.


    La commissione d'indagine al riguardo ha posto in evidenza, anche in  questo  caso,  l'assenza  di  controlli  e  verifiche  da   parte dell'ente, atteso che elementi di controindicazione sulla societa' in argomento erano gia' da tempo a  disposizione  del  comune  di  Isola delle Femmine in quanto la  stessa  prefettura  aveva  in  precedenza segnalato, in occasione di altra procedura, i rapporti esistenti  tra il soggetto tratto in arresto e  la  famiglia  titolare  delle  quote sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia.


    Significativi  elementi  di   cointeressenze   tra   criminalita' organizzata  ed  amministratori  comunali  emergono  altresi'   dalla circostanza  che  alla  votazione  di  talune  delibere   concernenti l'assetto urbanistico ha partecipato anche  il  consigliere  comunale che, poco tempo  dopo  la  votazione  delle  stesse,  ha  redatto  in qualita' di tecnico incaricato dalla societa' proprietaria  dell'aera la relazione finale per l'adeguamento  del  progetto  di  costruzione relativo alla concessione in argomento.


    Illegittimita' hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni,concernente il rilascio di una concessione  per l'ampliamento di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e'  uno stretto congiunto del locale capo mafia.


    Come  ampiamente  riportato   nella   relazione   redatta   dalla commissione d'indagine, l'analisi del  complessivo  iter  istruttorio connesso al rilascio di tale concessione, le  diverse  autorizzazioni nel tempo rilasciate, le date delle protocollazioni e  la  tempistica per l'evasione delle relative istruttorie hanno posto in rilievo  una serie di anomalie  e  irregolarita',  fortemente  indicative  di  uno sviamento  dell'attivita'  amministrativa.  L'organo   ispettivo   ha evidenziato come il mancato rispetto degli adempimenti  previsti  per legge e l'assenza di  un'attivita'  di  controllo,  attivata  solo  a seguito di  esposti,  si  sono  risolti  in  favore  degli  interessi economici di ambienti mafiosi.


    Ulteriori criticita' che contribuiscono a definire la  situazione di precarieta'  dell'ente  locale  e  la  diffusa  illegalita'  hanno interessato il settore finanziario contabile.


    E' stata  posta  in  rilievo  la  sussistenza  di  una  rilevante evasione tributaria  nei  confronti  della  quale  l'amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un'efficace  azione  di  contrasto ne' una decisa attivita' per il recupero dei tributi.


    Il verificarsi di tali criticita' sono anche da  ascriversi  alla cattiva gestione, con condotte di rilevanza penale, posta  in  essere dalla  societa'  alla  quale  era  stato  affidato  il  servizio   di riscossione dei ruoli di competenza comunale.


    Come emerso nel corso dell'accesso ispettivo  tale  societa'  non solo ha omesso di riversare  quanto  aveva  riscosso  ma,  nonostante l'avvenuta rescissione  del  contratto,  si  e'  anche  rifiutata  di restituire al comune la relativa documentazione.


    Le accertate anomalie in materia  di  imposizione  e  riscossione tributaria sono un segnale evidente dell'incapacita' o della mancanza di  volonta'  dell'amministrazione  eletta  di  dettare  indirizzi  e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana gestione dell'ente locale, settore  nel quale invece la commissione d'indagine ha accertato il sussistere  di atteggiamenti omissivi,  se  non  addirittura  compiacenti,  a  tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati.


    Emblematiche in tal senso  sono  le  verifiche  effettuate  dalla commissione d'indagine su un  progetto,  approvato  con  delibera  di giunta del 2010, che si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali evasi negli ultimi cinque anni.


    In effetti la preannunciata  azione  di  recupero  non  e'  stata intrapresa. L'organo ispettivo ha infatti svolto un  accertamento  su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati  o riconducibili alla criminalita' organizzata e l'esito dell'analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la  percentuale  di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e' pari all'89%.


    L'amministrazione pertanto non solo non ha  posto  in  essere  le opportune verifiche e iniziative  per  una  corretta  gestione  delleentrate ma  con  la  propria  condotta  ha,  di  fatto,  favorito  il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale risulta piu' elevato con  riferimento  ai  soggetti  riconducibili  o appartenenti a famiglie mafiose.


    Tale stato di cose ha prodotto una grave  criticita'  finanziaria dell'ente  locale  ed  inoltre  il  mancato  recupero  delle  entrate tributarie ha precluso l'utilizzo di dette risorse per  iniziative  e servizi in favore della collettivita'.


    Ulteriori illegittimita'  e  comunque  il  mancato  rispetto  dei principi  di  legalita'  hanno  interessato  l'attivita'  svolta  dal servizio economato, gestito  di  fatto  da  un  dipendente  comunale, sebbene lo stesso non fosse preposto al  servizio.  Gli  accertamenti effettuati   hanno   consentito   di   verificare   difformita'    ed irregolarita' in specie per quanto attiene i criteri  di  scelta  dei fornitori.


    Piu' in particolare nell'ambito di tale servizio, nel periodo  di tempo preso in esame, sono state effettuate spese  di  rappresentanza avvalendosi  sempre  dello  stesso  fornitore,  vicino  ad   ambienti controindicati, che  e'  risultato  essere  lo  stesso  soggetto  nei confronti del quale, come  accertato  dalla  commissione  d'indagine, l'ente  comunale  ha  rilasciato  la  gia'  citata  concessione   per occupazione   di   suolo   pubblico   caratterizzata   da    ripetute irregolarita'.


    Le vicende analiticamente esaminate e  dettagliatamente  riferite nella relazione  del  Prefetto  di  Palermo  denotano  una  serie  di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Isola delle  Femmine che, disattendendo ogni principio di buon andamento, imparzialita'  e trasparenza, hanno compromesso il regolare funzionamento dei  servizi con grave pregiudizio degli interessi pubblici.


    Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per  l'adozione  del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di  Isola  delle Femmine (Palermo) ai sensi dell'art. 143 del decreto  legislativo  18 agosto 2000, n. 267.

    In  relazione  alla  presenza  ed  all'estensione  dell'influenza criminale,  si  rende  necessario  che  la  durata   della   gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.


      Roma, 5 novembre 2012

                                Il Ministro dell'interno: Cancellieri

http://www.governo.it/backoffice/allegati/69722-8248.pdf

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