L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 12 febbraio 2014

Fondi Sardegna, parla il teste chiave: "Rimborsi utilizzati come stipendi" Addio a Freak Antoni la voce degli SkiantosAddio a Freak Antoni la voce degli Skiantos

Fondi Sardegna, parla il teste chiave: "Rimborsi utilizzati come stipendi"

PER APPROFONDIRE:

unionesarda.it
11 Febbraio 2014 19:16:03
Parla Ornella Piredda: con la sua denuncia scattò l'indagine sui fondi ai gruppi in consiglio regionale.
"La cosa grave che io ho visto è che ogni mese la cifra di rimborso richiesta da ciascun consigliere era sempre la stessa: circa 2.700 euro.

"FONDI SARDEGNA,..."SVILUPPI DI EVENTI


 Come se fosse un loro stipendio". E' uno dei passaggi dell'intervista esclusiva anticipata da Piazzapulita, in onda ieri su La7, a Ornella Piredda, funzionaria del Consiglio regionale della Sardegna, testimone chiave nel processo sullo scandalo rimborsi, che ha travolto i consiglieri delle ultime due legislature.

Nel 2004, Piredda si occupava della contabilità del Gruppo Misto. "Mi disturbava - racconta - vedere tanto spreco, tante spese superficiali, privilegi: infinite casse di champagne a Natale, il pranzo di nozze pagato con i soldi pubblici, biglietti di viaggio per andare a vedere le sfilate e mi risulta addirittura che sono state acquistate macchine".
Quando poi la segretaria prova a portare le ricevute delle spese di alcuni consiglieri, il suo superiore le dice che "il regolamento del Consiglio regionale non prevedeva la consegna delle ricevute". Così Piredda decide di andare in Procura e denunciare tutto. E aggiunge: 

"Addirittura chi aveva le ricevute le ha consegnate e... sono sparite!". Dopo la denuncia, "è cominciato il mio calvario lavorativo, sono stata isolata completamente". Quindi conclude, amara: "Pretendo giustizia. Perché se non è così, è la fine".
unionesarda.it    






Regione Sardegna, diciannove consiglieri rinviati a giudizio per peculato

Regione Sardegna, diciannove consiglieri rinviati a giudizio per peculato


Nel Consiglio Regionale, esponenti del Idv, Pdl, mastelliani, casiniani, sardisti e autonomisti, socialisti, tutti sotto accusa per una “paghetta” di 2500 euro al mese. Nell’ordinamento della regione non c’è alcuna norma sull’obbligo di rendiconto

di Giorgio Meletti | 25 settembre 2012
La Sardegna è molto più avanti della Regione Lazio. Non solo perché già domani si svolgerà l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di ben 19 consiglieri regionali accusati, tutti insieme, di peculato. Ma anche perché al Consiglio regionale di Cagliari già da anni si è consolidata la prassi di spendere allegramente i soldi pubblici per farsi gli affari propri, senza rendiconto e in un clima di generale accordo tra tutti i partiti. E dunque la richiesta di rinvio a giudizio pende su due esponenti dell’Italia dei Valori, svariati del Pdl, e poi mastelliani, casiniani, sardisti e autonomisti, socialisti. Tutti accusati di aver utilizzato una paghetta mensile di 2.500 euro assegnata a ciascun consigliere dal gruppo misto e dal gruppo “Insieme per la Sardegna” durante la legislatura 2004-2009, quando era presidente Renato Soru.
GIÀ RINVIATO a giudizio risulta un ventesimo ex consigliere regionale, oggi senatore del Pdl, Silvestro Ladu. Sulla carta di credito assegnatagli dal gruppo dal gruppo è riuscito ad addebitare anche il conto del carrozziere per l’auto di sua moglie. “Per sbaglio”, ha detto al pubblico ministero Marco Cocco, che non gli ha creduto, anche perché ha scoperto che la carta di credito personale di Ladu era scaduta da anni. Il senatore Pdl deve rispondere di 253 mila euro pubblici spesi senza rendiconto. Il caso è esemplare. La prassi della regione Sardegna era che tutti i mesi il capogruppo versava sui conti correnti dei consiglieri la paghetta da utilizzare, come suol dirsi, per l’attività politica.


Non essendoci nell’ordinamento della regione alcuna norma sull’obbligo di rendiconto, è difficile per il senatore rinviato a giudizio dimostrare che, dopo l’errore, ha rimborsato a se stesso come consigliere le spese del carrozziere sostenute da se stesso. L’altro insegnamento che viene dalla Sardegna è che in questo caso qualcuno ha rotto il muro del silenzio e ha innescato l’inchiesta della magistratura. Non un politico, naturalmente, ma una funzionaria del Consiglio regionale, Ornella Piredda, che ha pagato un prezzo salato al suo coraggio.

È stata demansionata e trasferita, ha perso parte della retribuzione, non è più stata in grado di pagare le rate del mutuo e ha dovuto vendere la casa. 
“Chi prova a rompere il silenzio va incontro a ritorsioni molto pesanti”, ha detto alla “Nuova Sardegna”. Spalleggiata dall’avvocato Andrea Pogliani, ha intrapreso e vinto una causa davanti al giudice del lavoro, che ha condannato a risarcirla l’allora presidente del gruppo misto, il sardista Giuseppe Atzeri. Atzeri a questo punto, oltre alle accuse dipeculato,devefronteggiareun’altrapendenza penale, quella per abuso d’ufficio legata al mobbing inflitto alla Piredda. 
La quale, paradossalmente, è garantita solo dall’allegria con cui i gruppi consiliari della Regione Sardegna facevano le assunzioni. Insieme ad altri 25 funzionari, è stata assunta dal Consiglio Regionale a tempo indeterminato ma senza concorso, in un rapporto privatistico. In seguito, con gli altri 25, è stata trasferita con una delibera alle dipendenze della Regione, dove oggi si occupa di servizi sociali mentre gli altri sono rimasti ai gruppi grazie al nobile istituto del distacco. Secondo Piredda, che ha lavorato solo per il gruppo misto e per “Insieme per la Sardegna”, si può comunque dedurre che la musica non cambia negli altri gruppi, visto anche l’isolamento subito dopo la denuncia.
LE STORIE ricostruite dalla procura avrebbero richiesto un buon romanziere per essere inventate. A un certo punto il gruppo “Insieme per la Sardegna” si scioglie, e tutti i suoi membri confluiscono nel gruppo misto. Rimangono però in cassa dei soldi, che quattro consiglieri (Sergio Marracini dell’Udc, Salvatore Serra della Sinistra autonomista, Giuseppe Giorico dell’Udeur e Carmelo Cachia della Margherita) decidono di dividersi, secondo l’accusa, con assegni per 17mila euro a testa. E c’è il consigliere dell’Idv Giommaria Uggias, ex sindaco democristiano di Olbia e oggi unico europarlamentare sardo, che è accusato di aver pagato con i soldi della Regione le bollette telefoniche del suo studio legale. Stranezze del partito dipietrista: il suo difensore è un altro esponente idv, Federico Palomba, ex presidente della Regione nella legislatura 1999-2004, che due giorni fa ha attaccato gli attuali consiglieri regionali, chiedendo perentoriamente di “pubblicare subito sul sito istituzionale del Consiglio il rendiconto dettagliato delle spese dei gruppi consiliari, in modo che i cittadini sappiano come sono stati spesi i soldi pubblici”. Ma per adesso l’unico modo che hanno i cittadini di sapere come sono stati spesi i loro soldi è aspettare il processo al suo compagno di partito e cliente.







Rifiutiamo i Rifiuti: LUCARELLI RACCONTA LADRI DI FUTURO: Rai Replay 7 GIORNI DI PROGRAMMI RAI DA RIVEDERE Info Lucarelliracconta Ladri di futuro Durata:  01:36:22 Andato in onda il:  ...














Addio a Freak Antoni
la voce degli Skiantos

Addio a Freak Antoni la voce degli Skiantos





L’artista bolognese avrebbe compiuto sessant’anni il prossimo 16 aprile

Addio a Freak Antoni, la voce degli Skiantos












“Se non altro la malattia mi ha fatto smettere con la droga”, scherzava un anno fa Freak Antoni. L’eccesso, l’eroina, la provocazione, sono stati la cifra stilistica di una vita sempre vissuta di corsa, ma anche sempre con grande autoconsapevolezza e ironia. Del resto, è stato il primo vero punk italiano. Quando nel 1977 nacquero gli Skiantos, furono qualcosa a cui il pubblico nostrano non era preparato, troppo semplicistico derubricarli a band demenziale. Nel ’79, in un concerto al PalaDozza rimasto nella storia, salirono sul palco senza suonare, e si misero a cucinare spaghetti. Mentre gli spettatori, infuriati, gli lanciavano di tutto, Freak Antoni rispondeva con l’ormai celebre frase: “Questa è avanguardia, pubblico di merda”. 








Gli Skiantos erano quelli che lanciavano ortaggi sulla platea, che confessavano il proprio amore per le “sbarbine” prima che tutto ciò venisse sdoganato dalle alte cariche del governo, ma anche quelli che già 20 anni fa dicevano fosse inutile pretendere qualcosa “da un paese che ha la forma di una scarpa” o che gridavano “Brucia le banche, bruciane tante”. 










E Freak Antoni ne era il bardo e cantore, un simbolo del rock italiano, ma che ha sempre conservato la convinzione di meritare di più di quel che poi il mercato discografico ha riservato a questi “35 anni di grandi insuccessi”, come li definiva lui. “Di questi anni ricordo grande sbattimento, la voglia di pretendere più considerazione da pubblico e critica, e una grande fatica per nuotare controcorrente”, confidava dopo il suo ultimo concerto con la band, a maggio 2012 a Bologna. Da quel giorno Freak aveva iniziato una nuova sfida musicale, un progetto solista assieme alla pianista Alessandra Mostacci.




In curriculum anche nove libri, come il suo manifesto “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”; e la partecipazione a film, come “Paz!” e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Sulla sua vita hanno scritto anche un fumetto, “Freak”. Di lui, nella storia di Bologna e del rock italiano, resterà un ricordo indelebile, di una delle ultime rockstar di casa nostra capaci nello stesso tempo di fare ridere, riflettere e cantare.



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