L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 10 aprile 2014

Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (14A02880) (GU Serie Generale n.84 del 10-4-2014)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 marzo 2014 

Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (14A02880) 

(GU Serie Generale n.84 del 10-4-2014)


Visto il proprio decreto, in data 12 novembre 2012, registrato alla Corte dei conti  il  16  novembre  2012,  con  il  quale  sono  stati disposti, ai sensi dell’art. 143 del decreto  legislativo  18  agosto 2000, n. 267, lo scioglimento del consiglio comunale di  Isola  delle Femmine (Palermo)  e  la  nomina  di  una  commissione  straordinaria composta dal dott. Vincenzo  Covato,  viceprefetto  a  riposo,  dalla dott.ssa Matilde Mule’, viceprefetto aggiunto e dal  dott.  Guglielmo Trovato, dirigente di II fascia, per la durata di diciotto mesi;

Constatato  che  non  risulta  esaurita  l’azione  di  recupero   e risanamento complessivo dell’istituzione  locale,  in  un  territorio ancora connotato dalla presenza della malavita organizzata;

Ritenuto che le esigenze della collettivita’  locale  e  la  tutela degli interessi primari  richiedono  un  ulteriore  intervento  dello Stato, che assicuri il  ripristino  dei  principi  democratici  e  di legalita’  e  restituisca   efficienza   e   trasparenza   all’azione amministrativa dell’ente;

Visto l’art. 143, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell’interno, la  cui  relazione  e’ allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione del 21 marzo 2014, alla quale e’ stato debitamente  invitato il Presidente della Regione Siciliana;

Decreta:
La durata dello scioglimento del consiglio comunale di Isola  delle Femmine (Palermo), fissata in diciotto  mesi,  e’  prorogata  per  il periodo di sei mesi.
Dato a Roma, addi’ 21 marzo 2014

NAPOLITANO


Renzi, Presidente del  Consiglio  dei ministri
Alfano, Ministro dell’interno

Registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2014
Interno, foglio n. 609 

ALLEGATO 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e’  stato sciolto con decreto  del  Presidente  della  Repubblica  in  data  12 novembre 2012, registrato alla Corte dei conti il 16  novembre  2012, per la durata di mesi diciotto, ai sensi dell’art.  143  del  decreto legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  essendo  stati  riscontrati fenomeni  di  infiltrazione  e   condizionamento   da   parte   della criminalita’ organizzata. Per effetto dell’avvenuto scioglimento,  la gestione dell’ente e’ stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo del ripristino della legalita’, pur  in presenza di un ambiente reso estremamente difficile per la  pervicace e  radicata  presenza  della   criminalita’   organizzata   su   quel territorio.

Le azioni intraprese hanno attivato percorsi virtuosi nei diversi settori   dell’amministrazione   interessati    dal    processo    di normalizzazione. Purtuttavia, come rilevato dal prefetto  di  Palermo con relazione del 6 febbraio 2014, con la quale e’ stata  chiesta  la proroga della gestione commissariale, nonostante i positivi risultati conseguiti   dall’organo   di   gestione   straordinaria,   l’avviata riorganizzazione  e  il  risanamento  dell’ente  locale  non  possono ritenersi conclusi.

Le considerazioni del prefetto sono state condivise dal  Comitato provinciale per l’ordine e la  sicurezza  pubblica  nel  corso  della riunione che si  e’  tenuta,  alla  presenza  del  Procuratore  della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, in data 3 febbraio 2014.


Le  attivita’  della   commissione   straordinaria   sono   state improntate alla massima discontinuita’ rispetto al passato,  al  fine di dare inequivocabili segnali della forte presenza dello Stato e per recidere le diverse forme di ingerenza della criminalita’ organizzata riscontrate  nell’attivita’  gestionale.  

In  particolare,   l’organo straordinario ha profuso ogni possibile  impegno  per  assicurare  il rapido  risanamento  finanziario   dell’amministrazione,   imprimendo un’accelerazione sulla produttivita’ e sull’efficienza  degli  uffici  che  versavano  in  una   condizione   di   generalizzato   disordine amministrativo,  favorito  dalla  totale  assenza  delle   necessarie attivita’ di impulso e controllo.                                                                                                    

Considerato, infatti, che il comune risultava interessato da  una forte evasione tributaria, particolare attenzione e’  stata  dedicata al relativo fattore, al fine di riaffermare nella collettivita’, dopo anni di malgoverno, la cultura della legalita’ fiscale.                                                                                         
In passato, le procedure mirate alla riscossione  e  al  recupero dei proventi derivanti da tributi erano  state  sospese  o  si  erano rilevate inefficaci. Per arginare il fenomeno dell’evasione fiscale e per il risanamento finanziario  sono  state  avviate  alcune  azioni, tuttora in corso di completamento, mirate al recupero dell’ICI, della TARSU e dei proventi  derivanti  dalle  sanzioni  per  violazioni  al codice della strada. In particolare, quanto all’ICI,  la  commissione intende ora promuovere un’attivita’  di  verifica  degli  adempimenti tributari dei concessionari di licenze edilizie, riferite agli ultimi cinque anni, mentre, per quanto riguarda la TARSU, sono gia’ iniziate le attivita’  di  recupero  dei  proventi  relativi  alle  annualita’ 2011-2012,  nonche’  quelle  per  l’accertamento  dell’evasione   del tributo  concernente  le  annualita’  pregresse.  La   rilevanza   di quest’ultimo  fenomeno,  che  riguarderebbe  circa   il   10%   della popolazione, induce a  ritenere  necessario  il  completamento  delle azioni avviate da parte della commissione.

Gli accertamenti effettuati  sull’attivita’  di  riscossione  dei proventi derivanti dalle violazioni al codice della strada,  limitata all’1,58% delle sanzioni dovute, hanno reso evidente come l’ente  non abbia operato secondo i principi di imparzialita’ e di buon governo.

    L’evasione     tributaria     e     la     perdurante     inerzia dell’amministrazione  hanno  determinato  una  situazione  di   grave squilibrio finanziario per il  comune,  sulla  quale  la  commissione straordinaria  sta  gia’  efficacemente  incidendo.  Purtuttavia,  la cronica carenza di liquidita’, i vincoli di bilancio e  la  rilevanza situazione  di  indebitamento   non   hanno   conseguito   all’organo straordinario il risanamento  finanziario  dell’ente.  L’interruzione delle iniziative  avviate  potrebbe  pregiudicare  la  gia’  precaria condizione  economico-finanziaria  dell’amministrazione  ed  incidere negativamente sul rapporto tra la commissione e la  popolazione,  che inizia  a  manifestare  fiducia  e  ottimismo  nei   riguardi   delle iniziative e delle attivita’ svolte dal comune.

In proposito,  altro  rilevante  obiettivo  che  si  e’  prefisso l’organo di gestione straordinaria ha riguardato  l’applicazione  del principio  di  trasparenza  dell’attivita’  amministrativa  comunale, intesa come accessibilita’ del  cittadino  a  tutte  le  informazioni concernenti  le   azioni   avviate   dalla   commissione,   per   una amministrazione ed un governo effettivamente partecipati.

Al fine di completare l’iter burocratico relativo al nuovo  piano regolatore generale, che pur essendo stato adottato con delibera  del consiglio comunale del 2007 non  ha  ancora  ottenuto  la  definitiva approvazione da parte del competente assessorato regionale,  l’organo di gestione straordinaria ha  istituito  un  tavolo  tecnico  per  il superamento dei problemi che hanno finora  ostacolato  il  buon  fine della procedura.

Analoga considerevole attenzione  viene  dedicata  all’azione  di prevenzione e repressione del fenomeno dell’abusivismo edilizio,  cui la commissione ha impresso un deciso impulso, con  l’accertamento  di numerosi procedimenti prendenti che portera’, a  breve,  all’adozione delle definitive misure repressive.  La  prosecuzione  dell’opera  di legalizzazione, che risulta indispensabile per affermare il  rispetto delle  regole  in  tale  delicato  settore,  assume  una  particolare importanza tenuto conto delle ripercussioni degli abusi edilizi sulla gestione del territorio.

L’esempio di una corretta  gestione  contribuisce  a  formare  la coscienza sociale ed a far si’ che ogni singolo individuo sia veicolo di  legalita’  e  solidarieta’,  contribuendo  cosi’  ad  arginare  i tentativi di condizionamento dell’attivita’ dell’ente.

Il perfezionamento degli interventi sopra  descritti,  intrapresi nei diversi settori di competenza dell’amministrazione,  richiede  di essere  proseguito  dall’organo   di   gestione   straordinaria   per assicurare la dovuta  trasparenza  ed  imparzialita’  ed  evitare  il riprodursi  di  tentativi  di  interferenza  da  parte  della  locale criminalita’.

Per i suddetti  motivi  risulta  necessario  che  la  commissione disponga di un maggior lasso di tempo per completare le attivita’  in corso e per perseguire una maggiore qualita’ ed efficacia dell’azione amministrativa, essendo ancora concreto il rischio di ingerenze della criminalita’ organizzata e cio’ e’ sufficiente per  la  richiesta  di proroga, stante la complessita’ delle azioni di  bonifica  intraprese dalla commissione.

Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi,  ricorrano  le condizioni per l’adozione del provvedimento di proroga  della  durata dello scioglimento del consiglio  comunale  di  Isola  delle  Femmine (Palermo), per il periodo di sei mesi, ai sensi dell’art. 143,  comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Roma, 20 marzo 2014

Il Ministro dell’interno: Alfano


     








                                         




 

La Presidenza del Consiglio comunica che:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 10.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio. 



Il Consiglio ha inoltre deliberato: 
su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la nomina della di Carmelina GUARNERI a componente della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Isola delle Femmine (PA), in sostituzione di Matilde Mulè;

Viceprefetto Aggiunto Prefettura di Agrigento


Alla luce della relazione prefettizia del 6 febbraio, con la quale si proponeva la proroga di ulteriori sei mesi della gestione commissariale del comune di isola delle femmine per la seguente motivazione :” nonostante i positivi risultati conseguiti   dall’organo   di   gestione   straordinaria,   l’avviata riorganizzazione  e  il  risanamento  dell’ente  locale  non  possono ritenersi conclusi…”.
Da un primo sommario bilancio delle gestione Commissariale ed alla luce di quanto la relazione prefettizia di Palermo (pubblicata nella G.U. 29 novembre 2012)  che ha motivato lo  scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine alcune precisazioni si ritengono necessarie al fine di  evitare il ripetersi di  situazioni di illegalità e malaffare che hanno portato il Comune alla Gestione Commissariale.

  • “L’amministrazione Comunale ha agito sotto l’influenza ed il condizionamento delle criminalità organizzata di stampo mafioso allo scopo di favorire gli esponenti locali”
  • “Le ingerenze nelle funzioni e nei compiti curati dall’ente civico hanno preso corpo e si sono tradotte in molteplici illegittimità, abusi ed eccessi, sviamenti di potere e anomalie dell’attività amministrativa tutti tesi a favorire economicamente e sotto forma di altre utilità, soggetti a vario titolo collegati direttamente e indirettamente ad esponenti della locale consorteria mafiosa e, più in generale, a COSA NOSTRA”
  • “Tali condizionamenti e sviamenti nell’azione amministrativa dell’ente hanno caratterizzato non solo i due mandati dell’attuale Sindaco ma si manifestano come condotte da temppo radicate nell’ente, capaci di sopravvivere, adattandosi in maniera davvero preoccupante, anche all’alternanza delle coalizioni politiche al vertice del Comune di Isola delle Femmine”
  • In sostanza è stato rilevato che talune distorsioni poste in essere a favore di soggetti vicini alla locale famiglia mafiosa hanno radici nell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco “omissis” e si sono replicate anche dopo le elezioni del Sindaco “omissis”

    1. “RELAZIONI PARENTALI CON ESPONENTI DI LEVATURA DI COSA NOSTRA “

    1. “SPECULAZIONI EDILIZIE”

    1. “INCOMPATIBILITà OBIETTIVA IN SOGGETTI CHE RICOPRONO CARICHE ISTITUZIONALI DI PRIIMO PIANO”

    1. “PERSISTENTI GRAVI IRREGOLARITA’ E ANOMALIE IN APPALTI, SERVIZI E FORNITURE”

    1. “MANCANZA DI TRASPARENZA NELLA GESTIONE DELLE PROCEDURE E NELL’IMPIEGO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI”

    1. “SVARIATE ANOMALIE IN MATERIA DI IMPOSIZIONE TRIBUTARIA CHE MOSTRANO TOLLERANZA VERSO L’EVASIONE FISCALE”

-Aggiudicazione, esecuzione dei sub-appalti e noli a ditte collegate con la criminalità organizzata per i lavori di “Collegamento del sistema fognario comunale al depuratore del Consorzio ASI di Carini”; lavori di “Ristrutturazione  approdo e movimentazione della zona destinata ai pescatori del porto”; lavori di “Manutenzione impianti di pubblica illuminazione”

-Concessioni edilizie illegittime (Vedasi documentazione interocorsa tra UTC e Dipartimento Urbanistica della Regione)

-Oneri di urbanizzazione non riscossi a favorire ditte collegate a personaggi di spicco del panorama della criminalità organizzata con conseguente:

1. SVIAMENTO DEL DETTATO NORMATIVO IN MERITO AI PRESUPPOSTI DI RILASCIO DELLE CONCESSIONI
2.    MANCATA PERCEZIONE ONERI DI URBANIZZZAIONE
3. MANCATO INTROITO COSTI DI COSTRUZIONE AL’ATTO DEL RILASCIO DELLE CONCESSIONI
4. MANCATO ACCERTAMENTO SIPULA POLIZZE FIDEUSSORIE A GARANZIA
5.   TOTALE MANCANZA DI VOLONTA’ DEL COMUNE DI ANNULLARE PROVVEDIMENTOI CONCESSORI IN AUTOTUTELA

-Mancata riscossione imposte comunali con riferimento a mebri di famiglie legate o riconducibili alla criminalità organizzata e alla compagine amministrativa (dipendenti, consiglio e giunta comunale)

-Contratti di locazione diffuse irregolarità amministrative e mancato rispetto delle regole che disciplinano l’attività contrattuale della P.A., commesse al solo scopo di favorire soggetti malavitosi, legati assai da vicino alla criminalità organizzata

-Occupazione del suolo pubblico condotte omissive che hanno di fatto favorito economicamente soggetti riconducibili a COSA NOSTRA a scapito delle finanze comunali. Privilegi goduti da soggetti privati cui l’ente concede la possibilità di occupare suolo pubblico sottratto alla fruizioni pubblica

Inoltre la relazione informa le Autorità Giudiziarie il Governo ed i Cittadini di Isola delle Femmine della :

“Presenza di forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata mafiosa, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e di quelli amministrativi e di compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale di isola delle femmine ed anche il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati”


Se questa è la “lista della spesa” che il governo ha consegnato alla Comissione Straordinaria che ha governato il Comune di Isola delle Femmine per 18 MESI c’è da chiedersi qual è lo stato dell’arte dei provvedimenti  delle decisioni degli atti prodotti da questa Commissione?

Si chiede ulteriori sei MESI di governo in base a quali RISULTATI ottenuti ?


Ricordiamo alla Commissione al Governo alle Autorità tutte che nella prossima primavera si dovranno svolgere le lezioni amministrative . 

Quali garanzie avranno I cittadini di partecipare ad una LIBERA elezione?





ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL 


CONSIGLIO COMUNALE, La Kupola della politica a Isola


delle Femmine

ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE


Consiglio dei Ministri n.53

Su proposta del Ministro dell’interno, il Consiglio dei Ministri ha sciolto

Il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, dopo l’insediamento  della Commissione governativa per l’accesso agli atti del 26 aprile scorso, viene sciolto per le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nei prossimi giorni il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.




Finalmente Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.


Le domando: Perchè quando tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 

Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi  bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela ".... la grande manovra a suon di mazzette, pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia, venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato all'aeroporto Falcone-Borsellino, sarebbe stato in grado di controllare il fenomeno del windshear".


Immagino la Sua domanda: "Perché non è stato installato?"

La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte dell'inchiesta: 
"Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".

Signor Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.
Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.

I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.
Signor Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato   il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 
Lo so! 


Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! 
Nevvero? 
Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine.

Ricorda! 


Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie  iniziative del Comitato No Radar! 
Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata  permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo Politico di conoscere nella loro sequenzialità  fatti avvenimenti persone che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura SI! 
Quindi Signor Portobello, si segga, si metta comodo e cerchi di trovare in Lei la forza necessaria  per esprimere il  rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.

Si Signor Portobello vi è stato un colpo di Stato:

                     contro la illegalità diffusa in ogni ambito sociale della vita isolana; 
                     contro la mancanza di rispetto delle regole;
                     contro le montagne di munnezza che quotidianamente stazionano sulle strade e piazze di Isola delle Femmine;
                     contro l'aumento esorbitante dei tributi locali finalizzati a "far  cassa";
                     contro la discriminazione perpetrata in maniera scientifica contro i dipendenti comunali;
                     contro la mancata attenzione verso la grande mole di evasione dei tributi locali (tarsu,imu,tosap ecc.....) 
                     contro la mancata verifica sulla veridicità delle  dichiarazioni  dei tributi;
                     contro il saccheggio  urbanistico del territorio;
                     contro le disparità di trattatamento nell'erogazione dei servizi;
                     contro i privilegi per alcuni;
                     contro il mercimonio dei voti;
                     contro la criminalità organizzata e tutto ciò che ostacola e blocca un'intera economia;

e ora dorma tranquillo Signor Gaspare Portobello  e non si senta preoccupato circa: 
"Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa"

Con rispetto

Pino Ciampolillo



Isola delle Femmine, Comune sciolto 


per mafia 


IL CAPOMAFIA di Isola delle Femmine, Pietro Bruno, uno dei fedelissimi di Salvatore Lo Piccolo, poteva contare su buone entrature all' interno del municipio. Soprattutto per ottenere comode concessioni edilizie. 

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Carini avevano fatto scattare, ad aprile, una verifica della prefettura: ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle femmine, per infiltrazioni mafiose. 

Decade anche la giunta di centrosinistra presieduta da Gaspare Portobello. Il governo non ha avuto dubbi, accogliendo del tutto la proposta del ministro dell' Interno Anna Maria Cancellieri, che si fondava sui risultati dell' ispezione avviata dalla prefettura di Palermo. 

Il caso era nato nel 2009, con le denunce dei consiglieri di "Rinascita isolana", la minoranza in Consiglio comunale guidata dall' ex sindaco Stefano Bologna: venivano chieste le dimissioni dell' assessore Marcello Cutino, per una parentela scomoda, ma non solo per quella. La moglie di Cutino è parente del boss Pietro Bruno, arrestato nell' operazione "Addiopizzo 5". 

L' opposizione denunciava gli interessi di Bruno in una società impegnata a lottizzare un grosso terreno di Capaci. I carabinieri hanno così iniziato un lavoro certosino per ricostruire le ultime frequentazioni e soprattutto gli affari del boss: è emerso che due persone a lui vicine avevano ottenuto in tempi veloci due concessioni edilizie dal Comune di Isola delle Femmine: per uno dei cantieri, dove era prevista la realizzazione di tre ville, il progettista era un ex assessore poi nominato dal sindaco Portobello consulente in materia di «vivibilità urbana e piani strategici territoriali». 

Nel febbraio del 2011 il dipartimento regionale dell' Urbanistica ha stabilito che la «concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente». Nella corposa informativa predisposta dal comando provinciale dei carabinieri ci sono le storie di altre strane concessioni o sanatorie. 

Dice Pino Ciampolillo, dell' associazione "Isola pulita", uno dei primia denunciare strane presenze in Consiglio comunale: «Adesso tutte le persone di buona volontà dovranno stringersi attorno ai commissari inviati dal governo. 

La situazione di Isola è drammatica, soprattutto per la gestione del territorio. Uno dei primi provvedimenti della nuova gestione dovrà essere un deciso rinnovamento all' ufficio tecnico comunale». 

Il sindaco Portobello si difende: «Siamo di fronte a un attacco politico, noi la mafia l' abbiamo sempre combattuta».E annuncia che farà ricorso contro il provvedimento del Consiglio dei ministri. Il rapporto dei carabinieri è finito anche in Procura, ed è all' attenzione del pm Francesco Del Bene, che indaga sulle cosche della zona occidentale di Palermo: i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono in carcere, ma alcuni dei loro fedelissimi restano ancora molto attivi. Proprio uno dei pizzini trovati ai Lo Piccolo nel 2007 faceva riferimento a grossi lavori a Isola delle Femmine. 

Pietro Bruno non era davvero l' ultimo arrivato: è uno degli vecchi di Cosa nostra, un tempo era legato addirittura al capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti. Poi, come tanti altri mafiosi imprenditori, aveva abbandonato il boss perdente per passare con Riina e Provenzano.

SALVO PALAZZOLO



RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 

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Mafia, il governo scioglie il comune di Isola 


delle Femmine

 

Dopo Salemi e Racalmuto il municipio palermitano è il terzo in Sicilia a finire davanti al Consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata. Diversi gli episodi che hanno portato la decisione del Viminale a proporre il commissariamento

 



Più informazioni su: Antimafia, Beni Confiscati alla Mafia, Comune, Mafia, Sicilia.

Il governo, su proposta del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha sciolto il Consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio dei Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) “per completare il risanamento dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Il comune siciliano è guidato dal 2004 dall’ormai ex sindaco Gaspare Portobello, a guida di una lista civica. Le attenzioni sul comune si sono accese nel 2009, quando a pochi giorni dalla rielezione son state date due concessioni edilizie. Una di queste riguarda una società di Giuseppe Pomiero, zio del vicesindaco Salvatore Palazzotto, nonché socio di una società confiscata per mafia negli anni ’80 al noto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Caso che non rimane isolato. Infatti ci sono altre due episodi che hanno motivato l’invio degli ispettori nel comune marinaro. Sempre nel 2009 venne approvata una sanatoria edilizia per un capannone, rilasciata  dal tecnico comunale nominato in via pro tempore proprio dal sindaco Portobello. Peccato che quel locale fu sequestrato dai carabinieri del Ros in una operazione antimafia contro il clan Madonia-Di Trapani di Resuttana.

Infine c’è un pizzino trovato nel covo del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo che faceva riferimento ad alcuni lavori edilizi in corso nel comune di Isola delle Femmine e poi confermati dal pentito Gaspare Pulizzi. Le concessioni per eseguire i lavori secondo l’opposizione sono state date nonostante la zona fosse a rischio idrogeologico. Il comune siciliano è il terzo ad a essere sciolto dopo Salemi e Racalmuto.


IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:  “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf(13 kb)  Consiglio Comunale 28 settembre 2009


Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.


PROFESSORE non può trovare in questa  Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti?


Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa invidia?


Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di paese” ?
Oppure per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?

Caro Signor Sindaco PROFESSORE  Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.


RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.


RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità 

PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa)

Guardi invece la  LUNA indicata dal dito (ove  i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE!  GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi  Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)

PROFESSORE da ultimo una domanda prima che presenti le sue dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione con la mafia possono concorrere alle elezioni?

 

Infiltrazioni mafiose a Isola delle femmine: sciolto il comune

Dopo Salemi e Racalmuto decade il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare  Portobello

Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e Racalmuto.
 

Gli ispettori inviati dalla Prefettura
 per mesi hanno spulciato deliberi e atti dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così. 

Cosa ha scatenato il terremoto
 nel centro marinaro a pochi chilometri da Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso locale.

Bruno, dunque, secondo gli investigatori
, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare. 

Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: "Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni". Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. 

La concessione edilizia rilasciata in favore della "Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia" dà il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di "Vivibilità urbana e piani strategici territoriali". Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che  "la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente". 

Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per l'ampliamento. 


L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.
 
Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati "ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta". Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a rischio idrogeologico.

Isola delle Femmine  Comune sciolto per mafia

Venerdì 09 Novembre 2012 - 18:13 di Riccardo Lo Verso

 

Azzerati il Consiglio e la giunta del centro marinaro in provincia di Palermo. Delibere e concessioni dietro i sospetti di infiltrazioni mafiose. Ricostruiamo gli intrecci che hanno portato allo scioglimento.

 

Il municipio di Isola delle Femmine

ROMA - Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e Racalmuto.

Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così.

Cosa ha scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso locale.

Bruno, dunque, secondo gli investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare.

Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: “Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni”. Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. La concessione edilizia rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia” dà il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che  “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”.

Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per l'ampliamento.


L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.

Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati “ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta”. Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a rischio idrogeologico
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Gaspare Portobello al contrattacco  "Mafia? Sono vittima di poteri forti"

 

Venerdì 09 Novembre 2012 - 19:51 di Riccardo Lo Verso

L'ex sindaco di Isola delle Femmine si difende. Farà ricorso contro quello che definisce un "attacco politico. Io la mafia l'ho sempre combattuta".

 



L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello

PALERMO - Gaspare Portobello ha appena ricevuto la notizia. Da oggi il suo nome sarà legato ad un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. Un fardello pesante che non intende accollarsi. Annuncia che farà ricorso contro quello che ha sempre definito un "attacco politico". Oggi aggiunge carne al fuoco. Ipotizza, infatti, che contro di lui si siano mossi "i poteri forti".
Sindaco, o meglio ex sindaco...?
Era prevedibile.
Qual è il suo stato d'animo?
Sono amareggiato e preoccupato.
Preoccupato?
Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa. Ci siamo battuti per non farla piazzare.
Scusi, ma che c'entrano l'antenna e il pericoloso vento dell'aeroporto di Palermo?
Glielo ripeto. Ci siamo battuti contro i rischi per la salute dei cittadini e ho il sospetto che i poteri forti che volevano l'antenna abbiano contribuiti a farmi cadere. Ci sono grandi nomi in ballo. Sono sospetti, però, e non posso aggiungere altro.
La mafia allora non c'entra?
Ho sempre agito contro la criminalità. Non c'è un solo atto da cui emerga il contrario. Quando sono arrivati gli ispettori ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere.
E ora?
Ora aspetto il provvedimento e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell'amministrazione che ho guidato.
Tra gli intrecci venuti a galla ci sarebbe la parentela tra un assessore della sua giunta, Marcello Cutino, e il mafioso Pietro Bruno. Anche in questo caso la mafia non c'entra? 
Le ripeto quello che le ho già detto alcuni mesi fa (il riferimento è all'inchiesta pubblicata dal mensile S sul caso Isola delle Femmine ndr). Sono parenti di terzo grado. Non si salutano nemmeno.
E la vicenda della concessione alle sorelle Pomiero?
“Il lotto ricadeva nel parco urbano ed è stato il gruppo di Bologna a cambiare la destinazione d'uso. Noi in Consiglio abbiamo votato contro”.
E la questione Elauto?
“Siamo stati noi a fare abbattere una cisterna che ricadeva in una zona vincolata a verde pubblico. Glielo ripeto: non ho mai fatto favori a nessuno. Figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Scusi, sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Lei ha mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni?
Ultima modifica: 09 Novembre ore 20:26

Sciolto il Comune di Isola delle Femmine per mafia

La decisione del Consiglio dei Ministri su richiesta del Min. Cancellieri

 

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella seduta di oggi, lo scioglimento del comune palermitano di Isola delle Femmine per infiltrazioni mafiose. La richiesta del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata dunque accolta, e ora la delibera attende solo la conferma da parte del presidente della Repubblica per l’archiviazione.

Cancellato, dunque, consiglio e amministrazione di Gaspare Portobello, eletto tra le polemiche nel giugno del 2009 e che da allora ha dovuto rispondere a diverse voci poi tradotte in atti giudiziari che ne hanno delineato rapporti con personaggi di dubbia fama. Si è conclusa l’opera degli ispettori della Prefettura che mesi fa erano entrati in possesso della documentazione amministrativa legata all’amministrazione del professore isolano, sempre dichiaratosi certo dell’assoluta estraneità ai fatti che gli venivano imputati.


La miccia, che poi ha portato alla deflagrazione del consiglio comunale isolano, era partita nell’estate del 2009, con l’opposizione composta dal partito di Rinascita Isolana che si era appellata al codice etico contro la mafia e che aveva richiesto per questo le dimissioni di Marcello Cutino, Assessore all'Igiene Ambientale, Arredo Urbano e Politiche Giovanili della giunta Portobello. 


Richiesta formalizzata in seguito ad alcune concessioni edilizie rilasciate nel maggio dello stesso anno alle famiglie Vassallo e Pomiero, i primi parenti di Giuseppe Vassallo considerato capomafia di Capaci e i secondi soci nella Copacabana spa, impresa creata con lo scopo di lottizzare terreni a Capaci e detenuta da Pietro Bruno, condannato per mafia nell’operazione Addio Pizzo 5, imparentato proprio con la moglie dell’assessore Cutino.


Tra le altre cose, quella campagna elettorale che portò alla rielezione di Gaspare Portobello pare fosse stata sostenuta attivamente proprio da Giuseppe Pomiero, socio della Copacabana, società nata dalla costola di un’altra impresa di proprietà di Gaetano Badalamenti. Il nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi fu eletto e divenne vicesindaco accanto a Portobello. La concessione edilizia da 2000 metri quadri su cui nascevano tre ville di cui usufruì la snc Sorelle Pomiero venne però poi revocata dal dipartimento regionale dell'Urbanistica che la definì “rilasciata illegittimamente”.


Seguirono altre concessioni edilizie da parte dell’ufficio tecnico comunale nell’aprile 2010 in favore della famiglia D’Arpa, che già nel 2008 le aveva ricevute dall’allora responsabile dell’Ufficio tecnico imparentato proprio con i D’Arpa. Da qui arrivarono sequestri su sequestri da parte dei carabinieri. Ultima in ordine di tempo la vicenda Elauto, menzionata in uno dei pizzini trovati nel covo del boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, poi confermate da Gaspare Pulizzi, pentito che chiarì come quei lavori in corso a Isola fossero riconducibili alla famiglia mafiosa di Torretta.
di Lorenzo Anfuso


Mafia: Caputo (Pdl), allarmante scioglimento Consiglio comunale Isola delle Femmine


Palermo, 9 nov. - (Adnkronos) - ''La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Consiglio comunale di Isola delle Femmine e' un fatto che allarma e preoccupa perche' evidenza il pericolo della recrudescenza del fenomeno mafioso in Sicilia. Si tratta di un provvedimento che segue quello di altri comuni siciliani come Misilmeri per non parlare di quanto sta accadendo a Polizzi Generosa o a Cerda''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), commentando la decisione del CdM che oggi ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale del comune del palermitano per infiltrazioni della criminalita' organizzata. ''E' una situazione che preoccupa - continua - perche' vi e' il timore che Cosa Nostra possa riorganizzarsi e cercare di controllare non solo l'economia del territorio ma anche le Pubbliche Amministrazioni - conclude Caputo - utilizzando propri uomini o fiancheggiatori per coltivare interessi illeciti''.

(09 novembre 2012 ore 21.32)

Isola delle Femmine, l'EX Sindaco Portobello annuncia ricorso 


Sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Isola delle Femmine. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. 

Decade, dunque, il consiglio comunale della cittadina marinara e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno passato a setaccio delibere e atti dell’amministrazione comunale di Isola. 

Mentre all’indomani dell’accesso ispettivo l’opposizione consiliare si dimise in toto, l’ormai ex sindaco Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva, avevano accolto con favore l’ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. 

Ma non è andata così. Adesso, Portobello annuncia ricorso contro quello che ha sempre definito un vile attacco politico, poiché non intende accollarsi una zavorra così pesante. 

“Sono amareggiato e deluso – afferma Portobello, evidentemente l’essermi opposto a far piazzare un’antenna radar per il controllo del wind share nel mio paese, ha avuto un prezzo”. E’ questa la chiave di lettura sulla decisione del Consiglio dei Ministri che Portobello esprime a caldo: “ ho il sospetto – dice – che i poteri forti che volevano l’impianto abbiano contribuito a questo esito. So di certo – prosegue Portobello – di avere sempre agito contro la criminalità. 

Non c’è un solo atto da cui emerga il contrario. Da quando sono sindaco – dice – non abbiamo approvato una sola lottizzazione, né votato cambi di destinazioni d’uso. Abbiamo detto no a tutte le cooperative che si sono presentate con progetti di edilizia agevolata. 

Quando sono arrivati gli ispettori – continua l’ex primo cittadino di Isola delle Femmine – ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere. Ora aspetto il provvedimento del Consiglio dei Ministri e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell’amministrazione che ho guidato. 

La scadenza naturale del mandato elettorale di Gaspare Portobello doveva essere nel 2014. Con il provvedimento di scioglimento, ad Isola non si potrà tornare alle urne, almeno per i prossimi 18 mesi; adesso si attende la nomina dei Commissari prefettizi che guideranno il paese, fino al 2015, se non di più, nel caso in cui il Consiglio dei Ministri possa decidere di prorogare ulteriormente il periodo di commissariamento. Si prevedono tempi ancora più duri per il sindaco rimosso e per la sua maggioranza, poiché da oggi i loro nomi verranno associati allo scioglimento degli organi amministrativi locali per infiltrazioni mafiose. Non sarà semplice scrollarsi di dosso questo pesante fardello, ma è un loro diritto cercare di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, principalmente per una questione morale. “Non ho mai fatto favori a nessuno incalza Gaspare Portobello – figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Avete mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni”? 

Tutto ha avuto inizio nell’agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana – la minoranza in Consiglio coordinata dall’ex sindaco Stefano Bologna – si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell’assessore Marcello Cutino e la revoca dell’incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. 

Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. A riguardo Portobello ha sempre dichiarato che Bruno e Cutino sono parenti di terzo grado e che non si salutano nemmeno. Bruno, secondo gli investigatori, negli anni Ottanta, sulle ceneri di un’impresa dell’allora boss di Cinisi Gaetano Badalamenti a cui era legato, fondò la Copacabana spa, una società, poi confiscata, creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. 

Tra i soci c’era pure Giuseppe Pomiero. In paese c’è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. 

La famiglia Pomiero sarebbe stata beneficiaria di una concessione edilizia rilasciata dal Comune il 14 maggio 2009 per dare il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. 

Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell’Urbanistica stabilisce che “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”. In merito, per Gaspare Portobello, il lotto ricadeva nel parco urbano e sarebbe stato il gruppo di Stefano Bologna – ha dichiarato – a cambiare la destinazione d’uso, noi – aggiunge – in Consiglio Comunale abbiamo votato contro e le carte parlano chiaro”. 

Ufficiosamente – conclude Gaspare Portobello – i fatti contestati, anche se ancora non ho in mano le motivazioni del provvedimento che intendo impugnare, riguarderebbero periodi precedenti alla mia carica di sindaco. 

Che nessuno pensi di avermi distrutto, ho la coscienza a posto e posso continuare a camminare a testa alta nel mio paese. La verità verrà presto a galla. Una cosa è certa, per tutelare la mia famiglia e il futuro dei miei figli, non tornerò mai più in politica. Spendersi per la propria collettività non sempre paga.


Finalmente Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.


Le domando: Perchè quando tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 

Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi  bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela ".... la grande manovra a suon di mazzette, pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia, venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato all'aeroporto Falcone-Borsellino, sarebbe stato in grado di controllare il fenomeno del windshear".

Immagino la Sua domanda: "Perché non è stato installato?"

La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte dell'inchiesta: 
"Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".

Signor Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.
Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.

I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.
Signor Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato   il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 
Lo so! 

Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! 

Nevvero? 
Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine.

Ricorda! 


Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie  iniziative del Comitato No Radar! 
Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata  permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo Politico di conoscere nella loro sequenzialità  fatti avvenimenti persone che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale.


Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura SI! 
Quindi Signor Portobello cerchi di avere un pò più di rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.


dorma tranquillo e non si senta preoccupato circa: 
"Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa"

Con rispetto

Pino Ciampolillo
  
Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli atti del Comune di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose

ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti

L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento
Carabinieri della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.

 

 

Isola delle Femmine, consiglio comunale sciolto per mafia



9 novembre 2012 - Il Consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso 16 aprile, l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò accadesse.
Adesso è arrivata la conferma definitiva. 

Gaspare Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono dimesso perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non ha niente a che fare con la mafia”. 


Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni da sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear all’aeroporto Falcone-Borsellino“.
Il riferimento è alla ‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che prevederebbe l’installazione nella ex base militare dismessa fuori Isola, di un antenna per il controllo della velocità e della direzione del vento, fenomeno che caratterizza fortemente lo scalo palermitano, situato tra il mare e la montagna. Portobello si è negli anni fortemente opposto al progetto adesso bloccato, denunciando, insieme ai cittadini di Isola delle Femmine, la possibilità del verificarsi di rischi per la salute degli abitanti del circondario, oltre al grave impatto ambientale che l’impianto avrebbe determinato.

Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio comunale di Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a metà ottobre, Vincenzo Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto all’assessorato regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura della Repubblica di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di superficialità di poco rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla Giunta Portobello”. Nella missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi” relativi alla Commissione elettorale comunale.

Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio ed ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso anno, Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due uomini mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è stato il segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte persone”.



A cura del Comitato Cittadino Giustizia Sociale e Libertà di Isola delle Femmine




Carmelina GUARNERI   componente della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Isola delle Femmine (PA), in sostituzione di Matilde Mulè


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