L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 11 aprile 2014

Rapine a commercianti: sgominata la banda delle "false forze dell'ordine". VIDEO




Rapine a commercianti: sgominata la banda delle "false forze dell'ordine". VIDEO


In manette tre palermitani: per mettere a segno i colpi usavano anche falsi tesserini e lampeggianti "fai da te". Le vittime erano di solito commercianti della zona di Partinico

Si travestivano da forze dell'ordine, preferibilmente da finanzieri, per mettere a segno rapine in abitazioni e negozi della zona di Partinico, in provincia di Palermo: con quest'accusa tre palermitani sono stati arrestati dalla polizia. 

I provvedimenti, eseguiti dagli agenti della sezione "antirapine" della Squadra Mobile di Palermo, riguardano Vincenzo Sparacio di 25 anni, Mariano Parisi di 44 e Vincenzo Vassallo di 37 anni. Sono accusati di una serie di violente rapine, lesioni aggravate e falso materiale. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini la banda sarebbe composta da cinque persone ma due dei complici non sono stati ancora individuati.

A dare il via alle indagini è stata una rapina messa a segno nell'abitazione di un gioielliere di Partinico, il 20 novembre scorso. In quell'occasione i tre malviventi si erano presentati al titolare del negozio come militari della Guardia di Finanza impegnati in una perquisizione. Ma il commerciante, forse sospettando qualcosa, con una scusa era riuscito a salire al piano di sopra e a prendere una pistola da cui aveva sparato alcuni proiettili in aria. Uno di quei proiettili aveva però ferito lievemente uno dei tre rapinatori, che a quel punto si erano dati alla fuga.

Ed è stata proprio quella ferita a portare all'identificazione di uno dei tre: Mariano Parisi, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della gioielleria, era stato bloccato alcuni giorni dopo dalla polizia. L'uomo aveva infatti un braccio ingessato, e i controlli medici successivi hanno rivelato che la ferita corrispondeva esattamente al bossolo del proiettile esploso dal commerciante. Da Parisi gli agenti sono poi arrivati ai nomi degli altri due complici.

Ricostruite almeno altre due rapine messe a segno con le stesse modalità. Tra queste, quella dell'8 novembre 2013 ai danni di una donna, titolare di una tabaccheria a Isola delle Femmine. In quel caso cinque persone si erano presentate al citofono come carabinieri e annunciando una perquisizione. Una volta entrati in casa i cinque avevano rivelato le loro vere intenzioni, legando e imbavagliando i figli della donna e picchiando con un calcio all'addome uno dei due ragazzi, che aveva tentato una reazione.

Gli investigatori hanno accertato che la banda aveva a disposizione divise "taroccate" delle forze dell'ordine, ma anche finti tesserini e lampeggianti artigianali per rendere credibile la loro messinscena e assicurarsi la riuscita dei colpi. Di solito entravano in azione all'alba, scegliendo accuratamente le loro vittime: quasi sempre facoltosi commercianti della provincia di Palermo, da Partinico a Isola delle Femmine. Le indagini adesso proseguono per risalire ad altre persone che abbiano collaborato alle rapine.

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