L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 20 aprile 2014

Tiritì, tra cambi di poltrone e Confidustria Una svolta sulla discarica dei veleni? Di Carmen Valisano |

Tiritì, tra cambi di poltrone e Confidustria
Una svolta sulla discarica dei veleni?




Il pool di esperti inviato dall’ex assessore Nicolò Marino a verificare le condizioni degli impianti regionali ha sollevato pesanti dubbi sul sito di proprietà della Oikos. Irregolarità riscontrate sia nella struttura attiva da circa un anno che in quella ormai dichiarata esaurita. Ma i passi successivi alla relazione sono messi in dubbio dall’avvicendamento con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti dell’associazione di imprenditori che in Sicilia ha come vicepresidente Giuseppe Catanzaro. Proprietario della discarica più grande dell’isola

Discarica Tiritì_interna


Un cambio di poltrone alla Regione, gli interessi di Confindustria su un settore strategico, un Comune alle prese con la campagna elettorale. E una discarica da 2,5 milioni di metri cubi a ridosso di due centri abitati che non smette di turbare i sonni di cittadini e politici. Siamo finalmente a una svolta nella questione dell’impianto della Oikos spa? La struttura di gestione dei rifiuti sorge nel Catanese, tra Motta Sant’Anastasia e Misterbianco. È notizia di ieri che Nicolò Marino, assessore regionale all’Ecologia, sarà sostituito alla guida dell’ente da Salvatore Calleri: renziano, presidente della fondazione dedicata ad Antonino Caponnetto (era uno dei suoi collaboratori) econsiderato vicino agli ambienti di Confindustria. L’associazione – per bocca di uno dei suoi rappresentanti più influenti, Giuseppe Catanzaro – negli ultimi mesi ha avuto uno scontro durissimo con Marino. Terreno di battaglia, proprio i rifiuti. Il gruppo Catanzaro, infatti, gestisce la discarica di Siculiana, in provincia di Agrigento, e l’ex assessore ha lanciato pesanti accuse sui presunti intrecci con Cosa nostra scatenando una reazione fatta di querele e richieste di risarcimento milionarie.

Le irregolarità individuate dalla Regione nel sito catanese riguardano la tutela dell’ambiente e della salute e danno ragione ai cittadini che da tempo lamentano una serie di violazioni dal punto di vista ambientale. Paure che emergono sotto forma di un incessante e venefico odore che avvolge i due Comuni e che sembrano avere finalmente un riscontro ufficiale. Tutto comincia con la revisione, da parte dell’assessorato guidato ancora da Marino, delle autorizzazioni concesse agli operatori proprietari degli impianti nella regione. La Oikos è gestore di un sito oramai chiuso (in contrada Tiritì) e di uno entrato in funzione l’anno scorso nella contigua contrada Valanghe d’inverno per il quale è stato proposto «l’avvio del procedimento di diniego dell’istanza di rinnovo». Nella comunicazione inviata anche all’azienda della famiglia Proto, il dirigente regionale ricorda che il 17 gennaio 2014 «è stata costituita una commissione ispettivaper la verifica degli atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi site nel territorio siciliano». Pool che ha inviato, tre mesi dopo, una relazione conclusiva. Il documento mette in rilievo alcuni punti: l’assenza delle prescrizioni del sindaco, la «mancata applicazione del principio di unica Aia (Autorizzazione integrata ambientalendr) per uno o più impianti localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore». E poi le «difformità». Quella nel rispetto del programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili, la presenza di rifiuti non ammessi (come liquidi e pneumatici), la mancanza di piani di gestione operativa e post operativa, sorveglianza e controllo e ripristino ambientale. E ancora violazioni volumetriche, il mancato rispetto delle migliori tecnologie disponibili, la mancanza di coerenza con il piano regionale di gestione dei rifiuti. Inoltre, «il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di conformità legislativa più volte richiamata né conseguenzialmente permette l’effettuazione di controlli efficaci sulle attività di gestione rifiuti autorizzate». Secondo le accuse della Regione, «le attività di gestione dei rifiuti sono state svolte in difformità ad alcune condizioni imposte nel decreto e nel propedeutico giudizio di compatibilità ambientale (Via), nonché in difformità al decreto legislativo 36/03 e decreto legislativo 59/05», che normano rispettivamente la gestione delle discariche e la riduzione dell’inquinamento.

L’altra bomba ecologica è rappresentata dall’impianto ormai saturo e chiuso di contrada Tiritì. Secondo la relazione, la discarica è «rimasta in attività in una situazione di “non conformità legislativa” per tutto il periodo esaminato dal 1999 al 2006». La Prefettura di Catania «ha di fatto utilizzato una discarica che non era in possesso dei requisti di legge (tecnici e autorizzativi) per lo smaltimento dei rifiuti urbani». Anche qui la commissione segnala diverse violazioni, compresa la mancata «inclusione dei valori limite per le emissioni fissati per le sostanze inquinanti». Assente anche il giudizio di compatibilità ambientale. E, come sottolineano i dirigenti dell’assessorato, l’impianto sarebbe rimasto operativo «anche in data successiva alla scadenza dell’autorizzazione in assenza di valida autorizzazione, e lo è tutt’oggi in fase di gestione post operativa delle vasche esaurite». Anche per queste ragioni la Oikos è chiamata a effettuare l’analisi di suolo e acque sotterranee «per escludere l’esistenza di fenomeni di degrado ambientale e di potenziale contaminazione delle matrici acque, suolo e aria». All’azienda viene chiesto un «piano di indagini» che analizzi «arealmente e tridimensionalmente l’estensione delle aree della discarica di contrada Tiritì oggetto di abbancamento rifiuti a far data dal primo utilizzo storico (1983)». Il piano dovrà essere redatto sotto la vigilanza dell’Arpa e della Provincia e a curare il coordinamento saranno il dipartimento regionale e la Prefettura catanese.

Per domani è convocata una conferenza dei servizi presieduta da Marco Lupo, dirigente generale del dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti, area di competenza dell’ormai ex assessore Marino. «È un momento importante, perché la Regione riconosce le ragioni dei comitati», spiegaMassimo La Piana, coordinatore di uno dei due movimenti cittadini che nei Comuni interessati da tempo portano avanti la battaglia contro la discarica, quello di Misterbianco. L’appuntamento di domani, nel quale la Oikos avrà la possibilità di difendersi, è importante anche per l’altro paese, Motta, alle prese con la campagna elettorale che porterà al voto tra circa un mese. Il sindaco uscente e candidato, Angelo Giuffrida, a lungo è stato criticato per non aver affiancato i cittadini nelle numerose proteste e adesso, finalmente, prende posizione. «Domani dovrebbe dare parere negativo», anticipa La Piana. Una previsione confermata anche sul sito internet del primo cittadino. I due sindaci hanno anche manifestato pubblicamente il proprio sostegno a Nicolò Marino, esortando il governatore Rosario Crocetta a mantenere il magistrato al comando del settore. Eppure l’ex assessore non ha sempre goduto delle simpatie dei comitati, così come il sindaco mottese. «Personalmente, il cambio di direzione può starmi anche bene pur di raggiungere il risultato», osserva pragmaticamente Massimo La Piana. «Quello di domani è un punto fondamentale: se non dovessero rinnovare l’autorizzazione alla Oikos, si bloccherebbe la discarica». Ovviamente l’azienda potrà ricorrere al Tribunale amministrativo regionale, «ma intanto sarebbe un riconoscimento per la nostra battaglia», spiega il coordinatore del movimento.

Il nodo successivo da sciogliere è quello relativo alla figura del nuovo assessore. «La nomina di Salvatore Calleri, in questo momento, complica la questione», riconosce con una certa preoccupazione La Piana. «Bisogna vedere quanto ci metterà a rivedere il caso, se bloccherà l’iter o – come sperano i cittadini - agirà in continuità amministrativa». I timori degli abitanti risiedono tutti nel legame tra il leader toscano del Megafono e Confindustria. Associazione legata a doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro, dato che Giuseppe Catanzaro ne è il vicepresidente, oltre a guidare quella che è oggi la discarica più grande della Sicilia. «Laicamente cercheremo un contatto e chiederemo urgentemente un incontro», promette La Piana.

http://ctzen.it/2014/04/09/tiriti-tra-cambi-di-poltrone-e-confidustria-una-svolta-sulla-discarica-dei-veleni/



Tangenti e rifiuti, Musumeci: "Fare chiarezza su discarica Gela"


Bufera dopo il caso sollevato da Repubblica, che adesso approda all'Ars: Ferrandelli chiede l'audizione dell'assessore Lo Bello in commissione Antimafia, punta il dito anche Forza Italia. Il presidente dell'Antimafia chiede chiarezza sulle procedure per la discarica di Gela, proprio il sito sul quale è nata l'indagine interna ed è scattata la denuncia per mazzette. Anche la Cgil va all'attacco: "Nel settore rifiuti troppe ombre, anche in questo ultimo anno di governo"

di ANTONIO FRASCHILLA


E' bufera sul caso sollevato da Repubblica sulla guerra delle discariche e la denuncia su presunte mazzette. "Con la scusa dell'efficienza nella raccolta dei rifiuti negli anni si sono autorizzate troppe discariche private e nessuna discarica pubblica. Cosi' si rischia di riprodurre il modello napoletano che ha portato le discariche nelle mani della camorra". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti a Palazzo d'Orleans, a Palermo, in merito alle presunte irregolarita' riscontrate dalla Commissione di verifica istituita dall'Assessore regionale dell'Energia e dal dirigente generale del dipartimento Rifiuti. Il Governatore ha fatto riferimento in particolare alla discarica di Gela e all'impianto della societa' Oikos di Catania.

"Non possiamo dipendere dalle discariche private - ha continuato -, anche in termini di spese di trasporto, di consumi di benzina, di noleggio dei mezzi. E questa situazione vige in mezza Sicilia e ha generato sprechi e fallimenti. L'assessore (Nicolo' Marino, ndr) ha scoperto che un funzionario avrebbe richiesto un parere legale bloccando un'autorizzazione non corretta sulla discarica dell'Oikos di Catania. C'e' una documentazione molto dettagliata sulla denuncia. Questi fatti confermano la direttiva antimafia cui stiamo lavorando in giunta. Il controllo su questi aspetti deve essere costante, stabile, oserei dire totalizzante, non possiamo accorgerci della mafia ogni tanto. Per questo - ha concluso - lavoreremo a una proposta di legge sulla semplificazione che punisca non solo i dirigenti che sbagliano ma anche quelli che compiono atti omissivi".

"Sulle discariche in Sicilia sento puzza di bruciato. Ho chiesto per questa ragione oggi di audire in commissione regionale Antimafia l'assessore dell'Ambiente e del Territorio, Mariella Lo Bello, dell'Energia e dei Servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino e i funzionari dei Dipartimenti che si occupano delle procedure autorizzative per gli impianti". Lo dice il deputato regionale del Pd e vicepresidente della Commissione regionale Antimafia, Fabrizio Ferrandelli, a proposito del caso sollevato dall'assessore all'Ambiente. "Dobbiamo accendere i riflettori e capire cosa sta accadendo in un settore che garantisce affari a nove zero. Le indagini interne dell'assessorato dell'Ambiente, le denunce su sospette tangenti, pressioni esterne e iter che si bloccano o si sbloccano ad orologeria coinvolgendo qualche funzionario regionale, così come emerge dalle dichiarazioni della stessa Mariella Lo Bello, non possono passare inosservate. Il parlamento siciliano ha il dovere di indagare smascherare la politica corrotta e la burocrazia infedele e garantire trasparenza e legalità".

Ma è lo stesso presidente dell'Antimafia, Nello Musumeci, ad annunciare la convocazione di una seduta sul caso della discarica di Gela: "Le autorizzazioni e la gestione delle discariche in Sicilia, pubbliche e private, sono già da mesi al centro dell'esame della Commissione antimafia regionale - dice Musumeci - abbiamo aperto un'istruttoria nel dicembre scorso e, fra l'altro, abbiamo ascoltato in audizione più di una volta l'assessore regionale all'Energia Nicolò Marino. Anzi, proprio ieri ho scritto allo stesso assessore per invitarlo a tornare in commissione  e completare l'audizione rinviata all'ultimo momento il 6 febbraio. Gli atti - precisa il presidente dell'Antimafia - sono per il momento secretati ma posso però dire che c'è tanto da lavorare su questa materia: andremo avanti senza riguardi per nessuno. Non escludo che nei prossimi giorni possano essere convocati in commissione l'assessore Mariella Lo Bello, i dirigenti Gaetano Gullo e Marco Lupo ed il sindaco di Gela".


"Più volte, a suon di atti ispettivi, abbiamo chiesto al Governo della Regione chiarimenti sugli alti costi di gestione e sulla regolarità delle procedure autorizzative delle discariche siciliane, ad oggi, le risposte sono sempre state evasive" dicono in una nota Marco Falcone, capogruppo di FI all'Ars e Vincenzo Figuccia, suo vice, che così proseguono: "Ci siamo sempre chiesti del perchè la Sicilia è rimasta una delle poche regioni che ha basse percentuali di differenziata e continua a seppellire, anzichè trattare, i rifiuti in discariche private facendo arricchire questi ultimi. Oggi l'ombra delle mazzette e le conseguenti denunce e trasferimenti effettuati dall'assessore Lo Bello e già precedentemente segnalate dall'assessore Marino e, soprattutto, l'alterazione di un provvedimento che lo stesso Direttore Generale ha denunciato, pongono inquietanti interrogativi su questo settore di servizi che, spesso, ha attirato l'interesse di ambienti malavitosi. E' opportuno che gli assessori Nicolò Marino e Mariella Lo Bello vengano a riferire in Aula per fare chiarezza sui rapporti tra i gestori privati delle discariche e alcuni funzionari dei due assessorati e se sono stati rilevati comportamenti illeciti e quali sono i provvedimenti adottati. Oggi stesso presenteremo un'interrogazione con risposta urgente sull'argomento e la richiesta formale ai due assessori di venire a riferire in Aula sull'incresciosa vicenda".


Critiche a Crocetta anche dalla Cgil. "Che il settore dei rifiuti sia al centro di interessi illeciti  e di corruzione non è una novita'. Del resto in questi anni si è fatto ben poco per riportarlo alla normalità e alla trasparenza. Anche in questo anno di governo Crocetta non si sono registrate sostanziali novita', è stato anzi chiesto lo stato di emergenza per l'impiantistica, contraddicendo le dichiarazioni di principio fatte". Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.
Pagliaro rileva che "proprio le continue dichiarazioni di stato di emergenza hanno prodotto attraverso deroghe continue alla normativa sugli appalti e alle normative ambientali, malaffare, clientelismo corruzione consentendo alle organizzazioni mafiose di continuare a sviluppare le proprie attività illegittime nel settore". Il segretario della Cgil ricorda che "dopo l'incendio di Bellolampo, la Cgil aveva chiesto alle autorità competenti un controllo a tappeto su tutte le discariche, per conoscere quantità e tipologia dei rifiuti conferiti, il livello di inquinamento delle falde, di produzione di percolato, lo stato dei sistemi di impermeabilizzazione e per potere intervenire sulla formazione delle tariffe. Non mi pare però - rileva - che questi controlli a tappeto ci siano stati".



Discariche, l'ombra delle mazzette: denunce e trasferimenti

Il giallo dell'autorizzazione per l'impianto di Gela. Una delibera bloccata all'insaputa del dirigente regionale. Funzionari nel mirino, indagine interna dell'assessore Mariella Lo Bello



Stralci dell'ordinnza di custodia cautelare  10308/11 RG NR 7485/11 RG GIP: 


Detto escamotage, così pianificato nei dettagli, veniva effettivamente posto in essere come comprovato dal bonifico (VOL. II aff. 1018 ss) effettuato in favore della concessionaria Autoarona con dicitura “per saldo rif. VS NOTA N. 1051020”, per un importo di euro 12.002,22, effettuato in data 03 aprile 2012, dal conto corrente nr. 300489797, intestato allo stesso Cannova, presso la filiale Unicredit n. 28646 di via Ausonia in Palermo.
Un bonifico che il Cannova ha operato grazie ai soldi in contanti ricevuti “sottobanco” dall’Antonioli, verosimilmente nel loro incontro in auto adesso in commento.(pag 52)


Riguardo ai rapporti a dir poco “oscuri” intrattenuti dal Cannova con l’Antonioli viene in rilevo anche l’episodio dell’acquisto dell’autovettura Audi A4 2.0 TD tg. DS330XK. (pag  53)


Il citato Assessore, oltre ad evidenziare che la predetta conferenza di servizi era stata presieduta dall’arch. Cannova, documenta il fatto che questo funzionario in data primo ottobre 2008 era divenuto proprietario della sopradetta autovettura Audi acquistata nuova presso la concessionaria Autoarona s.p.a. di Borgo Vercelli (NO). (pag 53)



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