L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 4 maggio 2014

GESTIVANO I BIGLIETTI DEI MUSEI, SCOMPARSI 3 MILIONI LIBERTI GIUSEPPE PARRINELLO ROSARIO PROCED 5504 2014 R.G.N.R. 7787 2014 R.G.

GESTIVANO I BIGLIETTI DEI MUSEI, SCOMPARSI 3 MILIONI LIBERTI GIUSEPPE PARRINELLO ROSARIO PROCED 5504 2014 R.G.N.R. 7787 2014 R.G. 


GESTIVANO le biglietterie dei principali musei e dei siti archeologici di Palermo e provincia, ma i SOLDI li tenevano tutti per sé. Adesso, il sostituto procuratore Roberto Tartaglia si appresta a chiedere un processo per Giuseppe Antonino Liberti e per Rosario Parrinello, indagati per concorso in peculato.
Con le loro società (la "Idealtour slr" e la "Bottega Calatina") facevano parte dell'Associazione temporanea di imprese "Federico II", che aveva in concessione il servizio di biglietteria per il museo archeologico "Salinas", per palazzo Abatellis, per palazzo Mirto, per il castello della Cuba, per il castello della Zisa, per il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, per il chiostro di Santa Maria La Nuova di Monreale, per le aree archeologiche di Solunto (Santa Flavia) e Himera (Termini Imerese). Fra il 2006 e il 2009 questi tesori avevano fruttato quasi due milioni e 700 mila euro. L'Ati "Federico II" avrebbe dovuto consegnare il 70 per cento alla Regione e il 30 per centro ai comuni, così ribadisce il rapporto di denuncia stilato dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Invece, i due imprenditori avrebbero tenuto tutto per sé. E, adesso, quel tesoro è scomparso. Anche perché la "Federico II" è in liquidazione.
Nei giorni scorsi, il sostituto Roberto Tartaglia e il procuratore aggiunto Leonardo Agueci hanno fatto notificare il provvedimento di chiusura delle INDAGINI ai due imprenditori. Intanto, la procura della Corte dei Conti sta provando a recuperare quanto manca alle casse pubbliche, attraverso un giudizio di responsabilità contabile. Al vaglio dei magistrati c'è anche la posizione dell'ex assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro. Il suo nome era finito nel ciclone delle polemiche per un'altra gestione del servizio di biglietteria, quello di Novamusa, la società che gestiva fino al 2012 alcuni tra i più importanti siti culturali e archeologici siciliani. Qualche giorno fa, un collegio arbitrale ha stabilito che la società debba versare alla Regione 15 milioni di euro. Anche quelli, trattenuti da un imprenditore che diceva di aver fatto lavori di miglioramento ai siti e ai servizi di accoglienza. E con questa scusa, alla Regione e ai comuni non è mai andato un solo euro. Per tanti, troppi anni. s. p.

Indagati i gestori della Federico II non hanno versato alla Regione gli introiti di tre anni di visite
IL MUSEO
Palazzo Abatellis sede della galleria regionale




“Terra dei Fuochi” catanese: tutte le accuse del rinvio a giudizio



SI ALLARGA L'INCHIESTA SULLA FORMAZIONE  35 RICHIESTE DI RINVIO A GIUDIZIO PROCEDIMENTO 2899 2014 R.G.R.N. 8661 R.G. CATANIA

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