L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 8 maggio 2014

Cambio ai Beni culturali Giglione al posto di Gelardi - Live Sicilia

Cambio ai Beni culturali
Giglione al posto di Gelardi

Martedì 06 Maggio 2014 - 16:29 





Il dirigente, cugino del deputato Michele Cimino, va a guidare il dipartimento dei Beni culturali. Il direttore uscente si occuperà società partecipate.



PALERMO - Altro cambio al vertice dei dipartimenti regionali. La giunta regionale, infatti, ha deciso di sostituire il direttore generale dei Beni culturali Sergio Gelardi. Al suo posto andrà Rino Giglione. L’avvicendamento è probabilmente legato all’arrivo del nuovo assessore alla Cultura, Giusy Furnari. “Un assessore – spiegò lo stesso presidente Crocetta in occasione del ‘mini-valzer’ dei direttori di qualche giorno fa – ha il diritto di indicare un direttore generale più ‘funzionale’ al rispetto del proprio programma di governo”.

Arriva quindi Rino Giglione, cugino di Michele Cimino, il deputato ex berlusconiano ed ex Grande Sud, passato, nel corso di questa legislatura, “alla corte” del presidente Crocetta. Gelardi dovrebbe invece occuparsi dell'Ufficio speciale sulle società partecipate.

Come detto, la nomina di Giglione si aggiunge a una rotazione compiuta qualche giorno fa. In quell’occasione, Maurizio Pirillo, ex capodipartimento all'Energia e braccio destro di Nicolò Marino, defenestrato dalla giunta, è stato "trasferito" all'Urbanistica. Al suo posto Pietro Lo Monaco, storicamente vicino al senatore Pd Beppe Lumia. L’ex assessore Dario Cartabellotta, invece, è stato posto alla guida del dipartimento della Pesca, al posto di Felice Bonanno che va allo Sviluppo rurale. Confermata come dirigente generale della Funzione pubblica Luciana Giammanco alla quale è stato rinnovato il contratto.




Cambio ai Beni culturali Giglione al posto di Gelardi - Live Sicilia



Valzer di dirigenti alla Regione  Rientra Cartabellotta

Martedì 29 Aprile 2014 - 14:42 

“Con tale rotazione – ha detto Crocetta - il governo ha inteso utilizzare al meglio le professionalità individuali dei dirigenti”. L'ex assessore dirigerà il dipartimento Pesca. All'Energia va Lo Monaco, vicino al senatore Lumia. Bonanno allo sviluppo rurale.




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PALERMO- Trasferito il dirigente generale più vicino all'ex assessore Nicolò Marino. Rientra nei ranghi della pubblica amministrazione, un ex componente della giunta Crocetta. Mini-rotazione alla Regione. Un valzer che ha coinvolto non tantissimi nomi. Ma in certi casi dal chiaro significato.

Maurizio Pirillo, infatti, ex capodipartimento all'Energia "trasloca" all'Urbanistica. Al suo posto arriverà Pietro Lo Monaco, storicamente vicino al senatore Pd Beppe Lumia. Un segnale netto di come nel settore caldissimo del fotovoltaico e dell'Eolico, il governo intenda cambiare molto, rispetto alla gestione di Marino. Dario Cartabellotta, invece, guiderà il dipartimento della Pesca, al posto di Felice Bonanno che va allo Sviluppo rurale. Viene confermata come dirigente generale della Funzione pubblica Luciana Giammanco, il cui contratto è scaduto oggi. “Con tale rotazione – ha affermato il presidente Crocetta - il governo ha inteso utilizzare al meglio le professionalità individuali dei dirigenti. Avevamo due necessità - ha aggiunto il governatore - quella di riempire la casella dell'Urbanistica, ancora affidata ad interim a Gaetano Gullo e quella di far rientrare Dario Cartabellotta". Un rientro annunciato, quello dell'ex direttore dell'Istituto vite e vino.

"Troveremo il modo di valorizzare l'esperienza e le capacità dell'assessore Cartabellotta"aveva dichiarato infatti Crocetta, il giorno della distribuzione delle deleghe al nuovo governo. L'ex assessore all'Agricoltura aveva dovuto lasciare il posto a Ezechia Paolo Reale, in "quota" Articolo 4. Adesso, Cartabellotta è rientrato nei ranghi dell'amministrazione, dove ha svolto il ruolo di dirigente e dirigente generale per molti anni. Andrà quindi alla pesca.
Una nomina, quella di Cartabellotta, che è arrivata dopo una attenta valutazione. Il cosiddetto "decreto Monti" sulle incompatibilità e inconferibilità degli incarichi nella pubblica amministrazione, infatti, vieta di nominare in ruoli dirigenziali alla Regione chi, nei due anni precedenti, ha fatto parte della giunta regionale. Ma Cartabellotta, prima essere nominato assessore era un dirigente di ruolo della pubblica amministrazione. Uno “status” che consente un'eccezione, prevista da un comma del decreto: “Le inconferibilità di cui al presente articolo – si legge infatti – non si applicano ai dipendenti della stessa amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che, all'atto di assunzione della carica politica, erano titolari di incarichi”.


 “E' come – spiega Crocetta – se Cartabellotta fosse andato 'in aspettativa' nel periodo in cui ha svolto il ruolo di assessore. Adesso è solo rientrato nei ranghi della pubblica amministrazione”. Ma l'altro “dato” delle ultime rotazioni, come detto, è quello che ha coinvolto Maurizio Pirillo per mesi il più stretto e fidato collaboratore di Nicolò Marino. Pirillo ha avuto un ruolo centrale, ad esempio, sulla vicenda delle conferenze di servizio sull'Eolico. Uno dei motivi di scontro frontale tra il governatore e l'ex pm. Ma non solo. Anche sulla vicenda del “Patto dei sindaci” - che Crocetta, in occasione dell'attribuzione della delega a Calleri ha avocato a sé – Pirillo era, insieme a Marino, tra i più critici riguardo alla scelta del presidente di avvalersi di una sorta di cabina di regia guidata dal superconsulente Antonello Pezzini.

Così, “saltato” Marino, ecco che anche Pirillo dovrà lasciare l'assessorato di Viale Campania.Andrà all'Urbanistica: “Non si tratta mica – ha minimizzato Crocetta – di un dipartimento secondario. Lì si rilasciano importanti autorizzazioni. E poi, è anche giusto che i nuovi assessori possano individuare persone che possano condividere al meglio il proprio programma di governo”. Così, ecco arrivare all'Energia Pietro Lo Monaco, da sempre assai vicino al senatore Pd Beppe Lumia. All'Energia, insomma, dal fotovoltaico all'Eolico, è già cambiato il vento.





Dirigenti generali alla Regione  Indaga la Corte dei conti

Mercoledì 18 Settembre 2013 - 23:27 







Il periodo sotto la lente d'ingrandimento è quello che va dal 2009 al 2010. Le nomine riguardano la giunta di Raffaele Lombardo. Il danno contestato dal procuratore Aloisio è di 2 milioni e 60mila euro. Ma alcuni di quegli esterni (Monterosso e Palma), oggi sono ancora al loro posto. Nonostante una pioggia di ricorsi e contenziosi.  Ecco i curricula dei nove dirigenti generali e le motivazioni per cui il governo, nel 2010, ne cacciò sei su nove (dal mensile "S" del giugno 2010)

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PALERMO - Sono rimasti in tre. E costano comunque molto. Patrizia Monterosso, Romeo Palma e Marco Lupo sono i superstiti di una specie in via d'estinzione. Forse. Sono loro gli ultimi tre dirigenti generali esterni della Regione siciliana. Per una di loro, l'attuale Segretario generale, a dire il vero, la stessa Regione siciliana governata da Raffaele Lombardo, circa tre anni fa, sottolineò l'insussistenza dei titoli necessari per svolgere il ruolo di capo dipartimento. Anche per questo motivo, Patrizia Monterosso fu estromessa da quel ruolo, insieme ad altri cinque colleghi. Ne restarono in tre. Ma per quelle nomine, adesso, il governatore di Grammichele e i suoi assessori potrebbero pagare caro. La Procura della Corte dei conti indaga. E il danno erariale presunto è di oltre due milioni.

Nell'inchiesta sono finiti gli incarichi all'avvocato generale dell'ufficio legislativo e legale Romeo Ermenegildo Palma, al direttore per le attività produttive Nicola Vernuccio, al direttore del dipartimento dell'Energia Rossana Interlandi, al direttore dell'agenzia regionale per l'Impiego Rino Lo Nigro, al dirigente del dipartimento della pubblica Istruzione Patrizia Monterosso, al dirigente dell'Agricoltura Salvatore Barbagallo, al dirigente del dipartimento per la Pesca Gian Maria Sparma, al dirigente dell'assessorato alla Salute Maurizio Guizzardi e al dirigente del dipartimento regionale per le attività sanitarie Mario Zappia.

Il presunto danno contestato dal procuratore della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, come si legge negli inviti a comparire appena notificati, è di 2 milioni e 60 mila euro. A restituire la somma nelle casse della Regione è chiamata la giunta di governo composta da Raffaele Lombardo i cui assessori erano, Gaetano Armao, Giovambattista Bufardeci, Mario Centorrino, Caterina Chinnici, Michele Cimino, Giovanni Di Mauro, Luigi Gentile, Nicola Leanza, Pier Carmelo Russo, Massimo Russo, Antonino Strano, Marco Venturi e il dirigente capo di Gabinetto Antonino Scimemi.

La storia non è recente, ma alcuni paradossi si spingono fino ai giorni nostri. Quello del Segretario generale, appunto, considerata non all'altezza – dall'allora Ragioniere generale della Regione siciliana Enzo Emanuele, che lo spiegò attraverso una propria relazione interna, che si aggiunse, ricalcandola, a quella dell'attuale garante della Concorrenza Giovanni Pitruzzella - di svolgere il compito di dirigente generale, ma pochi mesi dopo finita persino al vertice della burocrazia generale. Con tanto di ricorsi, oggi, pendenti, contro quella nomina giunta nonostante il possesso di una laurea in filosofia. Ma anche Romeo Palma, al vertice dell'Ufficio legislativo e legale, nonostante facesse parte della ristretta cerchia dei promossi (insieme a Guizzardi e Barbagallo), finì al centro delle polemiche perché allora non iscritto all'ordine degli avvocati.

Eppure, paradosso nel paradosso, fu proprio Palma, nel 2011, come raccontano le Sezioni riunite della Corte dei conti in occasione dell'ultimo Rendiconto, a chiedere di fissare, finalmente, le benedette regole per l'attribuzione degli incarichi esterni: “Nel febbraio del 2011 – scrive la Corte - l’Ufficio legislativo e legale aveva reso un parere alla Presidenza evidenziando l’opportunità, al fine di evitare iniziative contenziose sui futuri provvedimenti di nomina, di procedimentalizzare la procedura di attribuzione degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’Amministrazione”. Ma di questa “procedimentalizzazione” non c'è traccia. “Sul punto, - si legge sempre nel Rendiconto generale - l’Amministrazione regionale, pur affermando che, di fatto, nel 2012 ci si è attenuti alle prescrizioni dell’art. 19, comma 6, dianzi menzionato, non ha reso noto se sia stata o meno disciplinata la procedura del conferimento degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni”.

L'articolo e il comma cui si fa riferimento, appartengono al decreto legislativo 165 del 2001,che fissava appunto i requisiti per l'attribuzione degli incarichi, che possono andare solo “a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche e private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro, o provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei moli degli avvocati e procuratori dello Stato”.

Requisiti che non sarebbero stati tenuti in considerazione dalla Regione. Un “errore” che si sarebbe sommato alla mancanza di quella “procedimentalizzazione” che, giusto per farla semplice, consiste nella preventiva verifica delle risorse all'interno dell'amministrazione. Insomma, qualunque governo, prima di attribuire un incarico di dirigente esterno, deve verificare se tra il personale esistente esiste già qualcuno in grado di svolgere quel ruolo. A maggior ragione, probabilmente, un amministrazione che può contare su un numero stratosferico di dirigenti.

Più discusso il limite “numerico” per l'attribuzione di quei ruoli. La legge Brunetta fissa il tetto del 10% per gli incarichi apicali da affidare all'esterno (non più di tre, quindi, considerato il fatto che oggi i dipartimenti - o gli uffici equiparati - sono 27), mentre la normativa regionale si spinge fino al 30% (nove incarichi). Su questo punto, sempre la Corte dei conti ha invitato il governo a “riportare entro i più ristretti limiti previsti dalla normativa nazionale la possibilità di ricorrere a professionalità esterne all’Amministrazione regionale”. Ma quel limite, almeno quello, al momento, è rispettato. In passato non è stato così.

“A seguito della nomina di un consistente numero di dirigenti generali esterni – scrive infatti la Corte proprio riguardo agli incarichi oggetto dell'indagine della Procura contabile - alla compagine regionale, avvenuta nel 2009, sono state avviate azioni legali da parte dei soggetti non riconfermati nel precedente incarico”.

Si tratta, nel caso specifico, di dirigenti interni che oggi, in due casi su quattro, ricoprono il ruolo di capo dipartimento. Sono “colleghi”, insomma, di quegli stessi direttori contro le cui nomine hanno avanzato ricorso al Tar. Maria Antonietta Bullara (attuale dirigente generale alla Famiglia) e Giuseppe Morale (oggi dirigente generale del dipartimento Autonomie locali) infatti, tre anni fa, insieme ai colleghi direttori di allora Giuseppe Li Bassi e Michele Lonzi aveva avanzato un ricorso contro la scelta dell'ex governatore Lombardo di sostuirli, nel ruolo di dirigenti generali della Regione. Più recentmente, invece, ecco anche due distinti ricorsi al Tar contro la nomina di Patrizia Monterosso avanzati da aspiranti Segretari generali: Salvatore Taormina e Alessandra Russo.

Una cosa è certa. Che si tratti di nomine legittime o meno, i dirigenti generali esterni costano molto. Lo ha sottolineato anche la Corte dei Conti: “A fronte di oltre 1.800 dirigenti di ruolo, è poco plausibile ritenere che non siano già disponibili idonee professionalità all’interno della Regione. La mancata valorizzazione delle risorse interne – precisano ancora i giudici contabili - è in definitiva la causa dei costi sostenuti per retribuire i dirigenti esterni, per i cui emolumenti, come già evidenziato nel paragrafo precedente, è previsto un tetto massimo il cui importo è di gran lunga superiore alla retribuzione massima dei dirigenti generali interni”. Una pratica discutibile che, sebbene ridotta molto nel numero, con l'arrivo del nuovo governo, rimane difficilmente comprensibile.

Il tetto massimo cui si fa riferimento è quello fissato da una legge regionale del 2007: 250 mila euro annui. Per Patrizia Monterosso, stando ai dati pubblicati sul sito ufficiale della Regione, lo “stipendio” annuo oggi sfiora i 170 mila euro lordi. Cifra molto simile quella guadagnata dal dirigente generale del dipartimento Rifiuti Marco Lupo: 161.519,80 euro. Ma il “top” dei compensi spetta all'Avvocato generale della Regione. Per Romeo Palma, stipendio che ammonta a 219.861,42 euro lordi. Soldi che in buona parte potrebbero essere risparmiati tramite il ricorso agli interni. Ma soldi che la Regione, anche in tempi di spending review selvaggia, continua a spendere. Allora, come adesso. Con Lombardo e con Crocetta 




Inceneritori, discariche, Eolico  Crocetta attacca, Marino dai pm

Giovedì 17 Aprile 2014 - 17:53 







L'ex assessore oggi è stato sentito dai magistrati Di Matteo e Demontis. L'inchiesta riguarda il mega-appalto per  i termovalorizzatori. Due giorni fa il governatore era stato durissimo: "Il mio assessore era a favore dell'Eolico e non si è accorto delle infiltrazioni mafiose in alcune discariche". La replica: "Raccontate tante falsità".

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PALERMO - Il presidente antimafia attacca il pm antimafia. E anche per questo, verrà ascoltato dal presidente della Commissione antimafia. Intanto, però, l'ex assessore è stato sentito in Procura dai suoi “colleghi”. La vicenda è quella caldissima del mega-appalto sui termovalorizzatori in Sicilia. “Spero che questa storia di Marino si possa chiudere qui”, ha detto ieri in Aula Rosario Crocetta. Ma la storia, forse, è apena iniziata.

Il governatore aveva appena chiuso, con quelle parole, nel suo lungo intervento di ieri a Sala d'Ercole, il capitolo dedicato all'ex assessore all'Energia. Un capitolo, però, denso di accuse e sospetti. Tali da spingere anche Nello Musumeci a convocare una seduta della commissione da lui presieduta. “Il governatore dovrà spiegarci un po' di cose”.

Intanto, come detto, oggi Marino è stato sentito dai pm Nino Di Matteo e Sergio Demontis.L'inchiesta riguarda proprio le infiltrazioni mafiose nel sistema dei rifiuti. In particolare a una serie di vicende connesse alla pubblicazione nel 2002 di un bando per la costruzione di quattro impianti a Palermo (Bellolampo), Augusta, Casteltermini e Paternò. Dopo una sentenza dalla Corte di giustizia europea, che riscontrò varie irregolarità, la Regione aveva annullato l'assegnazione delle opere a quattro raggruppamenti di imprese risultati vincitori della gara. Ne è scaturito un contenzioso sul quale, nei giorni scorsi, è intervenuto Marino con una richiesta di risarcimento danni di 500 milioni alle associazioni temporanee di imprese. A suo giudizio, la procedura di affidamento sarebbe stata "viziata in radice". L'inchiesta sui termovalorizzatori era cominciata nel 2010 quando in Procura era stato sentito l'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dal quale erano venute denunce su presunte infiltrazioni nel sistema dei rifiuti in Sicilia.

Una vicenda sollevata, come detto, anche ieri a Sala d'Ercole da Crocetta. Un intervento lungo e durissimo. Al quale Marino ha replicato dapprima con un breve comunicato. Poi, raggiunto da Livesicilia ha provato a “dribblare” la questione: “Non sono più un assessore, ma sto per tornare a fare il pm. Una cosa è certa: Crocetta ieri ha detto un mucchio di siocchezza, di falsità”.

Quali sarebbero queste “presunte falsità” del governatore? Ieri Crocetta ha reagito all'invito del capogruppo della Lista Musumeci Santi Formica: “Cosa c'è dietro la cacciata di Marino?” ha chiesto il deputato dell'opposizione. E il governatore non se l'è fatto ripetere due volte: “Circa i termovalorizzatori, - ha detto in Aula - ho avuto un solo dissenso con l'assessore Marino quando l'avvocato nostro ha proposto una transazione per la Falck ed il sottoscritto è saltato dalla sedia dicendo che noi transazioni sui termovalorizzatori non ne facciamo”. Una ricostruzione del tutto opposta da quella proposta dall'ex assessore, che in effetti si dice “sorpreso da alcune dichiarazioni attribuite al Presidente della Regione Siciliana, con specifico riferimento alla vicenda dei termovalorizzatori, mi corre obbligo precisare di non avere mai proposto transazione alcuna, opponendomi al rinvio di ogni udienza avanti il Tribunale di Milano ed adottando per iscritto atti di segno opposto”. Non solo, Marino afferma di avere “contestato ai quattro raggruppamenti di impresa (con note scritte del 3 aprile riscontrabili al protocollo) una specifica ipotesi di danno da illecito extracontrattuale, interrompendo i termini di prescrizione; ho chiesto – prosegue l'ex assessore - all'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo di valutare la possibilità di avvio dell’azione di risarcimento del danno, con l’assistenza dello stesso organo (nota del 4 aprile); ho inoltrato, in data 4 aprile, alla Presidenza della Regione e alla Segreteria di giunta atto motivato per sottoporre alla Giunta regionale ogni valutazione in merito all'avvio dell'azione 'per la tutela delle pretese di questa regione e il risarcimento del danno'”.

Ma Crocetta non si è fermato alla spinosa vicenda dei termovalorizzatori: “Per quanto riguarda il patto dei sindaci, per me già dovrebbero essere iniziati gli impianti dei comuni, ma un solo impianto non è partito, perché il direttore generale scelto dall'assessore Marino ha deciso tutte le burocrazie: io gli avevo detto di fargli un prestito ed invece lui ha voluto dare i contributi europei, con il bando pubblicato in agosto, si è perso un anno di tempo". Il direttore in questione è Maurizio Pirillo, sempre difeso dall'assessore.

Altro fronte, ovviamente, quello caldissimo dei rifiuti, che nei mesi scorsi è stato anche il teatro dello scontro tra Marino e il numero due della Confindustria siciliana, Giuseppe Catanzaro: "Per le discariche, - ha detto Crocetta - io sostengo la tesi che il piccolo comune potrebbe avere anche un proprio ciclo autonomo dei rifiuti, con un piano preciso che venga approvato dall'assessorato. Ma si dice no. Non possiamo assistere alla moltiplicazione delle discariche, e che mettiamo discariche in tutto il territorio? Solo che questa cosa non è solo ambientalista, è il modello campano dei rifiuti, quello che vieta le discariche pubbliche, la gestione dei comuni e favorisce i rifiuti della camorra. Mi rifiuto di pensare che l'assessore Marino avesse avuto in testa questo". Il governatore ha poi aggiunto: "Per esempio è irregolare la discarica di Catanzaro. La Regione sta facendo quello che deve fare, ma su Mazzarà Sant'Andrea qualcuno ha sentito mai parlare di mafia sulla discarica di Mazzarà di Sant'Andrea? E sull'Oikos, qualcuno ha sentito mai parlare di possibili infiltrazioni mafiose? E perché favorire la discarica di Lentini rispetto ad altre? Perché forse lì c'è un sindaco amico? Questioni riconducibili ad un fatto che io faccio la battaglia per i rifiuti zero, per la differenziata e che voglio almeno una discarica pubblica per ogni provincia”.

Frasi, quest'ultime, che hanno fatto saltare sulla sedia il presidente della Commissione antimafia all'Ars, Nello Musumeci: “Il presidente Crocetta – ha detto - sarà invitato a riferire alla Commissione Antimafia sulle presunte infiltrazioni mafiose nella gestione delle discariche private dell'Oikos di Motta Sant'Anastasia e di Mazzarà Sant'Andrea, nel Messinese. Le sue dichiarazioni rese in aula stasera sono gravi e meritano di essere approfondite. Altrettanto gravi mi sono apparse le considerazioni fatte sull'operato dell'ex assessore all'Energia, il magistrato Nicolò Marino. Sono convinto che dall'audizione del governatore ricaveremo utili elementi ai fini della nostra istruttoria sulla gestione delle discariche pubbliche e private in Sicilia”.

“Io mi limito a dire – precisa Marino – che attorno a quelle vicende ci sono già degli atti depositati di revoca nei confronti di Oikos, e anche un 'no' all'abbancamento. Su Mazzarà, invece, vorrei ricordare che la commissione che sta verificando tutto l'iter era presieduta dal mio vice capo di gabinetto. Mi fermo qui. Per tutto il resto, se serve, parlerò nelle sedi istituzionali”.

Ma l'affondo del governatore non si è fermato lì. Ecco anche la vicenda dell'Eolico, che qualche mese fa innescò una furiosa polemica anche tra l'assessore e deputati del Pd, come Antonello Cracolici: “Era da un anno e quattro mesi – racconta Crocetta - che dicevo: 'L'eolico si risolve in una settimana'. Basta fare la mappatura attuale, dove sono le zone dell'eolico, siccome noi abbiamo superato i limiti - perché è così, siccome è un affare di Matteo Messina Denaro che non è secondario - che facciamo? Facciamo la mappatura di tutte le cose e diciamo che l'eolico si è esaurito nelle zone dove ci sono gli impianti, il resto è destinato ad altre energie alternative. Allora sono stati autorizzati venti impianti eolici durante la gestione dell'assessore Marino. Atti dovuti, atti dovuti che non si sarebbero fatti se si fosse fatto il piano che non è stato presentato, atti dovuti che non si sarebbero fatti”.

Anche in questo caso, Marino la pensa diversamente: “L'ho spiegato mille volte, anche in Assemblea: sulle conferenze di servizio criticate oggi da Crocetta, c'era un giudizio di ottemperanza e persino il parere favorevole sulla Via, concesso dall'assessorato al Territorio. Non potevamo fare altro. Semmai, vorrei precisare che per stilare il Piano di zona serviva il parere favorevole anche degli assessorati Territorio e ambiente e Beni culturali. Che non è mai arrivato”. Ultimo motivo di scontro, l'acqua pubblica: “Io voglio l'acqua pubblica. Il Parlamento – ha detto Crocetta - potrebbe votare anche contro, ma il mio assessore deve portare questa proposta. Quindi, l'assessore che dice: 'Fino a quando ci sono io qua decido io!'; mi dispiace decide all'interno del governo, se no si presenta alle elezioni come presidente e formula un programma”. Peccato che Marino confermi di “essere sempre stato a favore dell'acqua pubblica. Mi chiedo, semmai, - aggiunge – come il presidente possa dire una falistà simile, visto che abbiamo pure preparato insieme, anche col Pd, il ddl per la pubblicizzazione dell'acqua”. La “guerra antimafia” tra il presidente e il pm sembra appena iniziata.



Inceneritori, Marino: 
"Mai proposte transazioni"

Giovedì 17 Aprile 2014 - 13:06 
Articolo letto 658 volte

L’ex assessore interviene in merito a quanto dichiarato ieri in
Aula dal governatore
PALERMO - Nicolò Marino
risponde a Rosario Crocetta, replicando a quanto detto ieri in Aula dal
governatore:  “Nel rimanere sorpreso da alcune dichiarazioni attribuite al
presidente della Regione Siciliana, con specifico riferimento alla vicenda dei
termovalorizzatori, mi corre obbligo precisare di non avere mai proposto
transazione alcuna, opponendomi al rinvio di ogni udienza avanti il Tribunale
di Milano ed adottando per iscritto atti di segno opposto: 1) ho contestato ai
quattro raggruppamenti di impresa (con note scritte del 3 aprile u.s.
riscontrabili al protocollo) una specifica ipotesi di danno da illecito
extracontrattuale, interrompendo i termini di prescrizione; 2) ho chiesto all’Avvocatura
Distrettuale dello Stato di Palermo di valutare la possibilità di avvio
dell’azione di risarcimento del danno, con l’assistenza dello stesso organo
(nota del 4 aprile u.s.); 3) ho inoltrato, in data 4 aprile, alla Presidenza
della Regione e alla Segreteria di giunta atto motivato per sottoporre alla
Giunta regionale ogni valutazione in merito all’avvio dell’azione ‘per la
tutela delle pretese di questa regione e il risarcimento del danno’”.



L’ex assessore all’Energia aggiunge: “Quanto ad ogni altra affermazione
attribuita al suddetto Presidente della Regione, mi astengo, da uomo delle
istituzioni, dallo svolgere ogni ulteriore considerazione, fermo restando di
essere pronto, nelle competenti sedi istituzionali - come peraltro già fatto -
a fornire, ove necessario, ulteriori opportune precisazioni”. 



"L'antimafia di Crocetta 
è ormai una finzione"

Venerdì 11 Aprile 2014 - 06:00 
Articolo letto 24.066 volte

Intervista a Nicolò Marino: "Non riconosco più il presidente. Monterosso e Cicero inadeguati". Il magistrato-assessore critica "le ingerenze di Confindustria" e al governatore rimprovera le parole sulla Chinnici: "Dovrebbe vergognarsi".

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PALERMO - “Crocetta decida: o sta con la gente o sta con i poteri forti. E se davvero vuole fare la rivoluzione in questo modo, forse è meglio che qualcuno stacchi la spina al governo”. Del governo, intanto, da qualche ora lui non fa più parte. Ma l'ormai ex assessore Nicolò Marino non ha ancora lasciato gli uffici di via Campania. La smobilitazione è evidente anche tra gli scaffali, lungo i corridoi. Intanto, si attende la revoca ufficiale dell'incarico. E l'effettiva nomina dei nuovi assessori. L'esperienza nell'esecutivo dell'ex pm antimafia è comunque terminata.

Che esperienza è stata quella in giunta, dottor Marino?“Sono sincero. Le giunte di governo erano un vero caos. Un colabrodo. Guardi qua (Marino mostra una lettera inviata al presidente Crocetta e agli assessori, ndr)”.

Che lettera è questa?
“Come vede già alcuni mesi fa (la nota è del 6 novembre 2013) chiedevo che le riunioni di governo rispettassero delle regole basilari. Le convocazioni avvenivano da un momento all'altro, senza alcun ordine del giorno, non sapevamo quindi né quali documenti presentare, né avevamo la possibilità di preparare l'argomento in questione. Così, dopo la vergognosa vicenda Humanitas ho dovuto formalizzare la richiesta di rispetto delle regole. Quelle giunte erano un colabrodo. Entrava chiunque. E credo anche che la struttura a supporto del presidente della Regione sia inadeguata sia dal punto di vista giuridico che amministrativo”.

A chi si riferisce?
“In questi mesi, ad esempio, ho più volte detto a Crocetta che il segretario generale è inadeguato a ricoprire quel ruolo. Non è solo una questione di titoli, ma di sostanza. E Patrizia Monterosso è anche costantemente presa dall'ansia di controllare ogni atto che riguarda il governo. Senza contare che la sua presenza in giunta non è prevista dalle norme. Ma c'è di più. Ritengo inaccettabile la scelta di Crocetta di tenerla al suo posto dopo la recente condanna della Corte dei Conti, considerata anche la necessità per un rappresentante delle istituzioni non solo di essere “terzo”, ma anche di apparirlo. Nessuna logica, nessun accordo politico potrebbe mai giustificare il mantenimento in quel ruolo del segretario generale. Mi auguro quindi che alla base non ci sia nessun'altra forma di condizionamento”.

Non mi dirà che i rapporti col presidente si sono incrinati per questo motivo...
“No, affatto. Credo che a creare un solco sia stata la vicenda dei termovalorizzatori. E soprattutto sulla difesa della Regione per la revoca dei mega-appalti sugli inceneritori. Ho deciso, considerando anche il fatto che per legge non potevo rivolgermi all'Avvocatura dello Stato e il fatto che l'Ufficio legislativo e legale si è dichiarato non in grado di sobbarcarsi quel carico di lavoro, di rinnovare l'incarico a Pier Carmelo Russo, che aveva ottenuto una splendida revoca e vittorie di fronte al Tar. Crocetta dapprima non si costituisce nemmeno di fronte al Tar, poi mi chiede di non rinnovare quell'incarico perché avrei dato 'continuità al lavoro di Lombardo'. E addirittura, per convincermi, provò a passarmi al telefono la Monterosso. Gli risposi che non doveva permettere a una laureata in Filosofia di illustrare a me, che sono un magistrato, questioni di natura giuridica”.

Lei dice queste cose adesso, le posso chiedere allora come mai ha accettato l'invito di Crocetta a entrare in giunta?“Ho accettato perché dopo tanti anni in trincea, a Caltanissetta, finalmente pensavo di poter anche costruire qualcosa per la Sicilia. E forse ha influito anche il fatto che qualcuno, nella magistratura nissena, non ha fatto molto per tenermi al mio posto. Io credevo di poter mettere ordine in un settore delicatissimo come quello dei rifiuti e dei termovalorizzatori. Ma sono persino stato ostacolato da altri pezzi della pubblica amministrazione. E quello dei termovalorizzatori è un tema delicatissimo. Da magistrato, infatti, ritengo che alla base del primo e del secondo tavolo che portò all'assegnazione di quegli appalti ci fossero delle mega-tangenti pagate dalle Ati inizialmente vincitrici. Alle quali, come “compensazione” per la perdita di quel, diciamo, investimento, fu offerta un ampliamento incomprensibile di alcune discariche”.

Lei ormai da mesi polemizza col vicepresidente della Confindustria siciliana Giuseppe Catanzaro. Perché questo scontro continuo?
“A dire il vero, lui è giunto a chiedermi, personalmente, un risarcimento da 1,6 milioni di euro. Una richiesta che ho interpretato come una minaccia. Ma della quale, ovviamente, non sono affatto preoccupato. Semmai, mi preoccupa l'idea che, una volta andato via, si possano bloccare una serie di istruttorie avviate proprio sulle discariche. Da Oikos a quella, appunto, di Siculiana”.

È questo scontro col numero due della Confindustria siciliana, allora, ad aver provocato lo strappo decisivo col presidente Crocetta?
“Il discorso è più generale. Non ho mai condiviso, né a Caltanissetta da magistrato, né qui da assessore l'ingerenza di Montante e Lo Bello sul governo regionale. Un esempio lampante è il caso di Alfonso Cicero. In quel caso Crocetta non può liquidare la questione sulla richiesta di risarcimento chiesta dalle ex Asi alla Regione dicendo: 'la risolvo io in 48 ore'. Innanzitutto perché Cicero non dovrebbe nemmeno stare lì:le sue qualità professionali non sono rilevanti. Ma c'è di più”.

Cioè?
“Cicero fa parte di Confindustria. E l'organismo che doveva verificare la legittimità della costituzione in giudizio delle Asi contro la Regione è quello delle Attività produttive. Che guarda caso è guidato da Linda Vancheri, anche lei espressione di Confindustria. E, per ultimo, chi è l'avvocato che chiede i danni alla Regione? Antonio Fiumefreddo, che oggi, guarda caso, è assessore. Nonostante Crocetta l'avesse più volte criticato. E nonostante lo stesso governatore avesse subito, dal nuovo assessore, repliche pesantissime. Sulla scelta di nominare Fiumefreddo in giunta non riconosco più Rosario Crocetta. E poi, anche questo ovviamente sarà un caso, Fiumefreddo che, anche attraverso i giornali da lui controllati, attaccava pesantemente Confindustria, adesso ha smesso, ha cambiato atteggiamento”.

E intanto, però, si sfilacciava il rapporto col governatore...“Quando ho accettato l'incarico stimavo Crocetta. E ho sempre provato a tutelarlo. Ma oggi non lo riconosco più. Anzi, sono costretto a stigmatizzare fortemente alcune sue azioni”.

A cosa si riferisce?
“Penso ad esempio alle sue parole su Caterina Chinnici. Una persona che ho conosciuto sia nelle vesti di magistrato che di amministratore. Crocetta dovrebbe vergognarsi di quello che ha detto. E, anzi, dovrebbe chiedere pubblicamente scusa”.

Quanto sono lontani i tempi in cui il governatore la considerava quasi un 'fiore all'occhiello' della sua giunta...
“Le ripeto, da un po' di tempo non riconosco più quel Rosario Crocetta. Le racconto un aneddoto. Dopo la vicenda che mi vide votare contro, in giunta, alla conferma di Romeo Palma al vertice dell'Ufficio legislativo e legale, io incontrai Crocetta a Palazzo d'Orleans. E lì gli proposi le mie dimissioni, per toglierlo da ogni imbarazzo. Lui rispose: 'non se ne parla proprio, tu non ti muovi'. E iniziò a parlarmi semmai di altri assessori in bilico. Poco dopo, ho letto che non rientravo più negli accordi politici alla base della formazione della nuova giunta”.

A dire il vero, il presidente ha detto che lei non era in linea col programma del governatore. Ad esempio sull'Eolico...
“In quel caso è stata detta un'enorme bugia. Io ho già presentato in giunta i provvedimenti che potrebbero, nel rispetto della legge, bloccare o notevolmente ridimensionare il fenomeno dell'Eolico, nei confronti del quale anche io sono contrario. Ma, non so come mai, Crocetta non ha ancora messo le mani su quei documenti. Lo stesso vale per l'acqua pubblica. Quando il presidente dice che il sottoscritto è a favore dell'Eolico o contrario alla pubblicizzazione dell'acqua dice una leggerezza o è in malafede”.

Sembra che il governatore invece sia stato anche infastidito dalle voci che parlano di un suo avvicinamento a forze politiche di centrodestra, Forza Italia su tutte. Quanto c'è di vero?
“Nulla. Non c'è nulla di vero. È stato solo strumentalizzato un rapporto di natura puramente istituzionale col presidente della Commissione antimafia Nello Musumeci. Quella è la sede nella quale ho ritenuto fosse giusto depositare alcuni atti. Tutto qua. Non c'è altro. E invece, a qualcuno è tornato utile mettere in giro questa voce. Non a caso, quando, durante la Finanziaria, mi impuntai per fare approvare degli emendamenti sul prezzario per le depurazioni, Crocetta mi contestò che mi ero messo d'accordo col centrodestra. E invece, ebbi l'appoggio di quasi tutta Sala d'Ercole. Soprattutto del Movimento cinque stelle”.

Come mai, alla luce di tutto quello che ci ha detto, non si è dimesso?
“Non volevo fare un piacere a un po' di persone. E volevo tutelare il mio staff. Ma purtroppo ho continuato a vedere scelte assai discutibili. Penso ad esempio a quella di scegliere, come commissario della Provincia di Palermo, il prefetto Tucci, con gravi problemi di salute”.

Le polemiche di questi giorni stanno creando molta confusione. Queste querelle tra esponenti di quella che viene considerata l'antimafia crea sconcerto: un cittadino a chi dovrebbe credere? Dove sta la vera antimafia?“Certamente non tra gli industriali siciliani. Lì la lotta per la legalità è solo una millanteria. E purtroppo, ormai, è una finzione anche nell'operato di Crocetta”.

Che vuole dire?
“Da magistrato ritengo che Crocetta abbia rischiato la vita solo in una occasione. Quando le minacce giunsero dal boss Emmanuello. In quel caso siamo intervenuti duramente (il boss fu ucciso nel conflitto a fuoco che scaturì dall'operazione, ndr). Il resto sono solo chiacchiere. E negli ultimi tempi vedo un proliferare di pallottole e teste di agnello. Che casualmente saltano fuori in momenti di difficoltà. Ma se ho capito qualcosa di Cosa Nostra, di fronte a questi fatti possiamo anche dormire tranquilli”.

Adesso che farà?“Vedremo. Intanto aspetto che mi venga ufficializzata la revoca del mio incarico. Poi non potrò che prendere atto del fatto che Crocetta ha ceduto ad alcune lobby, anche all'interno del Pd. Io invece ho trovato un'interlocuzione assai utile e interessante col nuovo segretario regionale Fausto Raciti, che mi ha fatto un'ottima impressione. Spero che Rosario, che io ho stimato, difeso e tutelato, e nel quale riconosco una sincera volontà di 'fare lo cose', decida: se stare con la gente o dire di sì unicamente ai poteri forti”.

Lei cosa pensa che farà il presidente?
“Le posso dire solo quello che vedo: se si pensa di fare la rivoluzione con Cardinale, Forzese e Fiumefreddo, forse è meglio staccare la spina a questo governo. Nell'interesse dei siciliani”.


Rifiuti,
la guerra continua

Marino contro Catanzaro

Lunedì 02 Dicembre 2013 - 20:15 

Articolo letto 5.151 volte


L'assessore all'Energia torna all'attacco del numero due
di Confindustria, che lo ha querelato sentendosi diffamato dalle sue
dichiarazioni. Il magistrato tira fuori episodi risalenti al 1995, quando
l'azienda di Catanzaro si aggiudicò il servizio per la gestione della discarica
di Siculiana
PALERMO - Lo scontro adesso è frontale. Durissimo. Dopo la
querela preannunciata da Giuseppe Catanzaro nei confronti dell'assessore
Marino,
 “reo” di
aver espresso dichiarazioni “calunniose” nei confronti del numero due di
Confindustria Sicilia, non s'è fatta attendere la nuova risposta dell'assessore
all'Energia. E i contenuti della replica sono pesantissimi.



“Ritengo che la tracotanza assunta da
gestori privati di discariche, - dice Marino
 - non esercenti una mera attività di
impresa, ma concessionari di un servizio pubblico, spesso in regime di
monopolio nei territori di pertinenza, abbia superato ogni limite, che questa
Amministrazione, a differenza del passato, non è disponibile ad accettare”.

Lo strappo insomma è di quelli
seri.
 Anche perché
Marino sposta la querelle da un piano puramente personale a
quello di uno scontro tra amministrazione e “concessionari di servizio
pubblico”. Già pochi giorni fa, Marino, durante un incontro ad Agrigento,
riferendosi alla discarica di Siculiana, gestita anche dalla società di
Catanzaro, definì poco chiare "le origini della disponibilità dei terreni
con la conseguente gestione privata". Sollevando dubbi anche
sull'aggiudicazione della gara.

Frasi che avevano spinto
Catanzaro ad accantonare per un attimo
 il “rispetto verso le Istituzioni che
oggi rappresenta e verso il suo passato di magistrato”, motivazioni che
l'avevano spinto a non replicare “alle gravi e ripetute affermazioni
dell'Assessore Marino” e ad annunciare una querela all'ex pm.

Ma Marino non si è scomposto
più di tanto. E oggi ha rilanciato. Con toni davvero duri.
 “Certamente ogni cittadino della
Repubblica che si dolga della lesione di suoi diritti, e quindi anche il signor
Catanzaro, può ben adire le vie giudiziarie – concede il magistrato scelto da
Crocetta come assessore all'Energia -. Tutto questo non mi preoccupa, né mi
turba. Certamente non posso accettare lezioni di legalità o altro – secondo
quello che riportano organi di informazione - da parte del signor Catanzaro”.

A questo punto, Marino comincia
a scartabellare un mini-dossier su Catanzaro:
 “Questa Amministrazione è ben a
conoscenza che nel lontano 1995 la Catanzaro Costruzioni s.r.l. ebbe ad
aggiudicarsi il servizio per la gestione della discarica di Siculiana in
associazione temporamea di imprese con la
Forni ed Impianti industriali Ing. De Bartolomeis S.p.a. di Milano (l'unica in
possesso dei requisiti per la partecipazione alla gara), questa ultima
coinvolta successivamente
 (in
grassetto e sottolineato nel testo di Marino, ndr) nell'inchiesta “Trash” della
DDA di Palermo, per vicende connesse alla turbativa d'asta in gare per
discariche, depuratori ed altri impianti di smaltimento, inchiesta culminata
finanche nell'arresto del suo direttore generale, Massimo Tronci, per il reato
di associazione per delinquere di stampo mafioso, risultato in rapporti di
affari con Riina Salvatore, Buscemi Antonio, Lipari Giuseppe, Virga Vincenzo, Nania
Filippo, Brusca Giovanni e Siino Angelo”.

Ma non solo. Oltre a Cosa
Nostra ecco affacciarsi, nella nota di Marino, persino un riferimento alla
controversa questione dei termovalorizzatori in Sicilia.
 “Questa Amministrazione – prosegue
infatti Marino - è ben a conoscenza della partecipazione della Catanzaro
Costruzioni S.r.l. alla gara dei Termovalorizzatori nella quale, come
sottolinea il T.A.R. Palermo nelle sentenze del 7/30 maggio 2013 nn. 1197/2013,
1199/2013, 1193/2013: “... nel caso concreto, (che) l'intera procedura è stata
condizionata ab origine, da un illegittimo accordo tra le imprese partecipanti
per la spartizione territoriale del servizio e per la formulazione di offerte
dai contenuti certamente pilotati e non frutto di libere valutazioni di
carattere imprenditoriale. In un contesto del genere, qualsiasi prospettiva di
libera concorrenza è, di per sé inesistente o fortemente vanificata, con il
risultato che l'amministrazione pubblica non può accollare sulle sue spalle, e,
giocoforza, su quelle dei contribuenti, la spesa necessaria per lo svolgimento
di un servizio di fondamentale importanza per la collettività.....” - “... è,
con tutta evidenza, il frutto non solo di un sicuro scambio di informazioni, ma
addirittura di una preparazione a tavolino del concreto contenuto delle singole
offerte, limato al punto tale da non lasciare scoperto neanche uno dei 25 ATO
presente sul territorio, evitando, al contempo, l'intersezione delle offerte
medesime....”.

Il fuoco alle polveri delle
polemiche tra Marino e Catanzaro fu acceso nel luglio scorso.
 In quell'occasione, lo scontro era
sorto sulla richiesta da parte del governo di commissariamento per
l'impiantistica dei rifiuti. Una richiesta contro la quale si era pronunciata
non solo Confindustria, ma anche Legambiente. Le due organizzazioni avevano
fatto notare che proprio con le gestioni commissariali, il sistema rifiuti in
Sicilia aveva collezionato disastri.

Marino allora non gradì,
accusando i confindustriali di preferire le vecchie discariche e tirando in
ballo gli interessi economici nel settore del numero due dell'associazione
degli industriali, Catanzaro appunto
.

Una polemica che viene ricordata anche oggi, nella dura nota
dell'assessore: 
“Questa Amministrazione – ricorda infatti Marino - è ben a conoscenza
che grazie allo stato di 'emergenza', tanto criticato dal signor Catanzaro
nella missiva inviata lo scorso mese di maggio al Senato della Repubblica in
occasione della conversione in legge del decreto Monti (che sanciva l'Emergenza
nella città di Palermo sull'intero ciclo dei rifiuti e limitatamente
all'impiantistica per il resto del territorio siciliano), lo stesso Gruppo
Catanzaro ebbe affidato nel 2002, con Ordinanza Prefettizia, quindi in regime
di emergenza, la realizzazione dell'ampliamento e la gestione della discarica
di Siculiana, “senza sottostare per l'assegnazione dei lavori ad alcuna
procedura di pubblica evidenza”, come sottolineato dal Giudice per le indagini
preliminari di Agrigento”.


E dopo aver “avvertito” i privati gestori degli impianti di
discarico, spesso protagonisti di condizioni “di oligopolio se non di monopolio
nel settore”, del fatto che verrà considerata come “interruzione di pubblico
servizio” la chiusura delle discariche ai Comuni inadempienti, Marino lancia
l'ultima stoccata: “Chiuderemo
presto con il passato
 
non accadrà più che l'amministrazione della cosa pubblica in Sicilia determini
condizioni di oligopolio o monopolio privato nel “pubblico servizio” della
gestione delle discariche (anzi, si stanno valutando gli atti amministrativi
che hanno scelleratamente consentito questa anomalia del sistema). Per il
presente - conclude Marino - non potranno più essere mantenute in Sicilia
discariche non dotate di impiantistica secondo quanto previsto dalle direttive
comunitarie esistenti, pena la revoca delle autorizzazioni rilasciate”.




IL GOVERNATORE SENTITO IN PROCURA A PALERMO

Termovalorizzatori, Lombardo: Politica e mafia alleati nell'affare

Mercoledì 12 Maggio 2010 - 12:18 
Articolo letto 538 volte

21.50. Lombardo:"Siamo entrati in un gioco più grande di noi".  E' durato un paio d'ore l'incontro tra il governatore Raffaele Lombardo e i pn che indagano su presunte infiltrazioni mafiose nella realizzazione dei termovalorizzatori. Poco prima della riunione il presidente della Regione ha affidato al suo blog una riflessione sulla vicenda. La pubblichiamo integralmente.

"Le azioni del Governo che presiedo e dell’Assemblea Legislativa Regionale, seguite alla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18 luglio 2007, che bocciava la gara dei termovalorizzatori, meritano di essere riconsiderate.

Così l’abolizione dell’Agenzia dei Rifiuti votata a scrutinio segreto dall’A.R.S. a fine 2008. E la delibera di Giunta dell’aprile 2009 in cui si disponeva che “il possibile subentro dell’Amministrazione regionale ai raggruppamenti affidatari non comportasse l’automatico riconoscimento dei danni per oltre 300 milioni da loro pretesi”.

La nuova Legge e il nuovo Piano Rifiuti e forse ancor più la delibera che dispone il riesame della procedura di affidamento adottata il 18 marzo scorso e trasmessa alla Procura della Repubblica di Palermo il 22 marzo.

Se è vero che si trattava del più grosso “affare” del secolo, le cui dimensioni superano i 5 miliardi di euro; se è vero che certa “politica” e la mafia vi si sono incontrati e alleati.

Se è vero che il Governo che presiedo e la politica che lo sostiene lo hanno di fatto smantellato affidando le competenti valutazioni alla Magistratura; c’era e c’è da aspettarsi ogni tipo di reazione anche tra quelle che possono apparire inimmaginabili.

Se fosse vero, com’è vero, quanto precede, sarebbe quanto meno plausibile rileggere i fatti di questi ultimi mesi: composizione dei Governi, ridefinizione delle maggioranze, divaricazioni nei Partiti, prese di posizione, minacce ed aggressioni mediatiche e non solo.

Ne ero consapevole quando nel dicembre scorso previdi e lo dichiarai in Aula, che contro di me sarebbe stato scatenato un attacco politico, quindi un attacco mediatico giudiziario, senza nulla, infine, escludere.

Ecco perché ho chiesto di anticipare a stasera la comparizione dinanzi alla Procura di Palermoin qualità di persona informata dei fatti. Per assicurare pieno e incondizionato, il doveroso contributo all’accertamento della verità.

Forse, senza neppure accorgecene, siamo entrati in un gioco più grande di noi.

Quel che conta è che i siciliani possano vivere, costi quel che costi, la stagione dell’affrancamento dai mille sfruttamenti e imboccare la via dello sviluppo".

19.32. Lombardo in Procura. Il governatore siciliano Raffaele Lombardo si trova in questo momento negli uffici della Procura di Palermo per essere ascoltato dai Pm che indagano su presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Sarebbe stato lo stesso Governatore, che è stato visto entrare al Palazzo di Giustizia, a chiedere di anticipare l'audizione prevista per domani. Lombardo viene sentito come persona informata sui fatti, dopo le sue denunce pubbliche sul business dei termovalorizzatori, dai sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci che conducono l'inchiesta. Un'indagine che ha portato oggi a una serie di perquisizioni nelle sedi di decine di imprese di tutta Italia e alla Agenzia regionale per i rifiuti, ente appaltante delle gare.

La guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, sta eseguendo perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono in corso a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento.

Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all' operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarità.

Sono stati sequestrati una serie di documenti relativi alla gara bandita per la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Sotto la lente di ingrandimento delle fiamme gialle sono passate tutte le società che facevano parte delle quattro Ati aggiudicatarie della gara, nel 2007 annullata dalla Corte di Giustizia Europea per difetto di pubblicizzazione. Perquisite, tra le altre, la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque.

L'indagine, oltre che su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare, cerca di far chiarezza sulla regolarità della gara e sull'eventuale esistenza di accordi di cartello tra le Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico.

L'avviso di gara per la realizzazione dei termovalorizzatori venne pubblicato nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti della Regione siciliana. Le gare furono aggiudicate a quattro associazioni temporanee di impresa, costituite da varie società di tutta Italia interessate alla costruzione dei termovalorizzatori a Bellolampo a Palermo, a Casteltermini (Agrigento), a Paternò (Catania) e a Augusta (Siracusa).

Dopo le dimissioni dell'ex governatore Totò Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori alla luce anche di un pronunciamento dell'Alta Corte europea che ha rilevato anomalie nei bandi di gara. Nei giorni scorsi Lombardo ha presentato in Procura un dossier sul business dei termovalorizzatori.





































VIDEO PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO



 CONDANNATO 

PER DIFFAMAZIONE IL DIRIGENTE REGIONE SICILIA DOTTOR SALVATORE ANZA’



ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DI GIUSEPPE MESSINA DI LEGAMBIENTE SEZIONE PRIMA CIVILE SENTENZA 2708 2010 RG 3986 2008






 ANZA' SALVATORE DIRIGENTE ARTA SICILIA CONDANNATO A 1 ANNO E 8 MESI 23 FEBB 2013 1



ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE REGIONE SICILIA CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI 5455 2012 PROC 4863 RGNR 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012 SENTENZA




TRASFERITO ANZA SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE ROTAZIONE PER TUTTI GLI ASSESORATI APPALTI LIMPIDI AMBIENTE 3000 AUTORIZZAZIONI VIA VAS INEVASE DELIBERA DI GIUNTA 487 18 12 2012




SENTENZA DI RIGETTO RICORSO CONTRO LA ROTAZIONE DIRIGENTI REGIONE SICILIA 11 MARZO 2013 ANZA' SALVATORE DOTTSA MARINO








Rivoluzione Crocetta, trasferiti
altri 90 regionali: ecco i primi nomi



Al centro di un’informativa interdittiva della Prefettura di Milano, è finita l’impresa di Furnari Ventura Spa, a cui il Cas di Messina ha dato appalti fino a tre milioni di euro. Sulla vicenda Crocetta ha annunciato che farà chiarezza. Vengono rimossi sette dirigenti su undici dall’assessorato all’Ambiente e Territorio, in tutto si tratta di una novantina di dipendenti. Ecco i primi nomi: gli ingegneri Lucia, Zuccarello, Pennino, Escalia, e ancora Maniscalco, Di Lorenzo e Anzà. Rimangono al loro posto Colajanni, Sansone, Di Martino, Chinnici. Il governo revocherà, inoltre, al dipartimento Energia tre appalti. 



 

http://www.siciliainformazioni.com/74273/crocetta-blocca-le-nomine-degli-assessori-regionali









M5s: "Gestione rifiuti, dirigente sostituisce se stesso"


PALERMO - I Deputati del M5s alla Camera Hanno sollevato ONU Nuovo Strano Caso in Sicilia. "Sulla Gestione dei Rifiuti nell'Isola - DICONO in UNA Interrogazione al Presidente del Consiglio -. Marco Lupo succede a se Stesso 'romana' L'Ordinanza emanata Dal Dipartimento della Protezione Civile nia Giorni scorsi per disciplinare la multa della Gestione commissariale dei Rifiuti nell 'Isola, stabilisce il Che Sarà, Il Direttore del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione, Marco Lupo, a sostituire il commissario per l'Emergenza Rifiuti, Marco Lupo. SARA, quindi, Ancora a la stessa Persona a gestire operativamente a la contabilita Speciale per ALTRI 12 Mesi , salvo ulteriori proroghe possibi ea provvedere all'ultimazione degli Interventi in corso, avvalendosi Ancora della possibilita di operare in deroga a numerosi Articoli del Codice dei Contratti ". Claudia Mannino, prima firmataria dell'interrogazione, interviene also Silla Gestione delle bonifiche Ambientali: " Notizie di stampa - afferma - riportano di progetti di Costituzione Di Una 'commissione di Indagine Parlamentare per i Fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche. Prima, però, sarebbe bene Che il Governo, e in Particolare la Presidenza del Consiglio, desse Una risposta alle Nostre Interrogazioni parlamentari sul Sin di Gela e riflettesse bene sul Modo in cui i Governi Precedenti Hanno provveduto a CHIUDERE Gli staticamente di Emergenza e le diverse gestioni commissariali, SIA relativa alla bonifiche Che allo smaltimento rifiuti "


http://www.lasiciliaweb.it/articolo/114946/politica/m5s-gestione-rifiuti-dirigente-sostituisce-se-stesso







INTERROGAZIONE ALLA CAMERA: NEGATA LA TRASPARENZA"Gestione emergenza 


rifiuti in Sicilia 


M5S: “Lupo succede a se stesso”



Marco Lupo dirigente regione dipartimento rifiuti
Marco Lupo, succede a se stesso. L’ordinanza “romana” emanata dal Dipartimento della Protezione civile per disciplinare la fine della gestione commissariale dei rifiuti in Sicilia, stabilisce che sarà il direttore del dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana,Marco Lupo, a sostituire il commissario per l’emergenza rifiuti, lo stesso Lupo. Una decisione che che fa insorgere il Movimento 5 Stelle che presenta sull’argomento un’interrogazione alla Camera, la prima firmataria è la deputata siciliana Claudia Mannino.
Sarà, quindi, ancora la stessa persona a gestire operativamente la contabilità speciale per altri 12 mesi, salvo ulteriori possibili proroghe e a provvedere all’ultimazione degli interventi in corso, avvalendosi ancora della possibilità di operare in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti.
Una decisione che appare inaccettabile ai deputati del Movimento 5 Stelle alla Camera che con l’interrogazione al presidente del Consiglio intendono sapere “se ritenga davvero che sia questo il modo di ‘cambiare direzione’ e di assicurare una ordinata e trasparente chiusura della gestione commissariale dei rifiuti per la quale, così come per quella relativa all’emergenza in materia di bonifica e risanamento ambientale,  non è stato ancora pubblicato il rendiconto relativo con l’indicazione di tutte le entrate e tutte le spese riguardanti la dichiarazione dello stato di emergenza”.
“Non solo – afferma la deputata Mannino – la stessa ordinanza solleva il direttore Marco Lupo dall’obbligo di trasmettere, ogni 6 mesi, una relazione sulle proprie attività, e non prevede alcun meccanismo per accertare e verificare la regolarità, l’efficacia e l’efficienza dell’azione che verrà portata avanti dalla Regione sotto il coordinamento dello stesso Lupo per fronteggiare e, auspicabilmente, risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia”.
La deputata interviene anche sulla gestione delle bonifiche ambientali. “Notizie di stampa – afferma Claudia Mannino – riportano di progetti di costituzione di una “commissione di indagine parlamentare” per i fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche ambientali. Prima, però, sarebbe bene che il governo, e in particolare la presidenza del Consiglio, desse una risposta alle nostre interrogazioni parlamentari sul Sin di Gela e riflettesse bene sul modo in cui i governi precedenti hanno provveduto a chiudere gli stati di emergenza e le diverse gestioni commissariali, sia relative alla bonifiche che allo smaltimento rifiuti”.
“Va ricordato – conclude la Mannino – che rispetto agli obblighi, in materia di trasparenza e di corretta rendicontazione delle attività svolte e dei fondi utilizzati dalle strutture commissariali, è stata depositata in commissione Ambiente alla Camera, una risoluzione con la quale chiediamo al Governo di vigilare molto attentamente e di dare conto ai cittadini delle attività che le strutture commissariali e quelle regionali, che sono subentrate dal gennaio 2013, devono condurre”.

http://palermo.blogsicilia.it/gestione-emergenza-rifiuti-in-sicilia-m5s-lupo-succede-a-se-stesso/245539/


Rifiuti & appalti: Marco Lupo sostituisce Marco Lupo…







ABBIAMO TORTO A SCRIVERE DA MESI CHE QUESTO SIGNORE, CHE NON SI CAPISCE A CHI RISPONDA, E’ UNO DEGLI UOMINI PIU’ POTENTI DELLA SICILIA? SU DI LUI E SULLE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO CHE HA GESTITO E GESTISCE PUNTANO IL DITO I PARLAMENTARI NAZIONALI DEL MOVIMENTO 5 STELLE. CHE CHIEDONO ‘LUMI’ ANCHE SULLE BONIFICHE DEI SITI INQUINATI DELL’ISOLA






In Sicilia sugli appalti per centinaia di milioni di euro non si babbia. Al massimo, se bisogna sostituire qualcuno si fa ricorso a un sosia. Quello che sta succedendo con con l’Appaltolandia sui rifiuti. Dove, il Governo nazionale, per sostituire chi ha gestito fino ad ora tutto, avrebbe trovato il suo sosia.
sosia
Ma è un sosia o la stessa persona? Leggendo l’interrogazione presentata dai parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle sembrerebbe di un personaggio potrebbe essere stato chiamato a sostituire stesso.


“Gestione rifiuti in Sicilia, punto a capo – scrivono i parlamentari nazionali grillni -: Marco Lupo, succede a se stesso. L’ordinanza ‘romana’ emanata dal Dipartimento della Protezione Civile nei giorni scorsi per disciplinare la fine della gestione commissariale dei rifiuti in Sicilia stabilisce che sarà il direttore del dipartimento Acque e Rifiuti della Regione,Marco Lupo, a sostituire il commissario per l’emergenza rifiuti, Marco Lupo. Sarà, quindi, ancora la stessa persona a gestire operativamente la contabilità speciale per altri 12 mesi, salvo ulteriori possibili proroghe e a provvedere all’ultimazione degli interventi in corso, avvalendosi ancora della possibilità di operare in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti”.
Una decisione che appare inaccettabile ai deputati del Movimento 5 Stelle 
claudia mannino

alla Camera, che hanno sollevato il problema con un’interrogazione al presidente del Consiglio per sapere se ritenga davvero che sia questo il modo di “cambiare direzione” e di assicurare una’ordinata e trasparente chiusura della gestione commissariale dei rifiuti per la quale – così come per quella relativa all’emergenza in materia di bonifica e risanamento ambientale – non è stato ancora pubblicato il rendiconto relativo con l’indicazione di tutte le entrate e tutte le spese riguardanti la dichiarazione dello stato di emergenza.




Ma c’è di più. Spiega la deputata nazionale Claudia Mannino (foto sopra, a destra), prima firmataria dell’interrogazione: “La stessa ordinanza solleva il direttore Marco Lupo dall’obbligo di trasmettere, ogni 6 mesi, una relazione sulle proprie attività, e non prevede alcun meccanismo per accertare e verificare la regolarità, l’efficacia e l’efficienza dell’azione che verrà portata avanti dalla Regione sotto il coordinamento dello stesso Lupo per fronteggiare e, auspicabilmente, risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia”.
rifiuti
Insomma, Marco Lupo, già vicino all’ex Ministro Stefania Prestigiacomo, poi ‘varolizzato’ in Sicilia dall’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e confermato dall’attuale Governo regionale di Rosario Crocetta se la canta e se la suona on la ‘benedizione’ di Roma.


Fine delle anomalie? Ma quando mai. “Notizie di stampa – aggiunge Claudia Mannino - riportano di progetti di costituzione di una ‘commissione di indagine parlamentare’ per i fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche ambientali. Prima, però, sarebbe bene che il Governo, e in particolare la presidenza del Consiglio, desse una risposta alle nostre interrogazioni parlamentari sul SIN di Gela e riflettesse bene sul modo in cui i governi precedenti hanno provveduto a chiudere gli stati di emergenza e le diverse gestioni commissariali, sia relative alla bonifiche che allo smaltimento rifiuti”.
La parlamentare nazionale siciliana solleva un tema delicatissimo: quello delle bonifiche delle aree siciliane. Sono centinaia di milioni di euro stanziati, in parte non utilizzati (come nel caso della rada di Augusta), in parte utilizzati non si sa come (è il caso di Gela dove la chimica inquina e massacra il territorio da oltre cinquant’anni).
“Va ricordato – conclude la Mannino – che rispetto agli obblighi, in materia di trasparenza e di corretta rendicontazione delle attività svolte e dei fondi utilizzati dalle strutture commissariali, è stata depositata in commissione Ambiente alla Camera una risoluzione con la quale chiediamo al Governo di vigilare molto attentamente e di dare conto ai cittadini delle attività che le strutture commissariali e quelle regionali, che sono subentrate dal gennaio 2013, devono condurre”.






http://www.linksicilia.it/2014/03/rifiuti-appalti-marco-lupo-sostituisce-marco-lupo/







02 ago 2013  







Marco Lupo, il domineddio dell’immondizia siciliana





Il parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Ciaccio, ha ragione da vendere. Aggiungiamo alcuni particolari che rendono più completo il quadro della situazione. Intanto non è vero che il Piano dei rifiuti approvato dal passato Governo regionale di Raffaele Lombardo e dal passato Governo nazionale di Mario Monti non prevede il ricorso ai termovalorizzatori. Basta andarsi a rileggere i giornali dell’estate dello scorso anno per scoprire che non solo si parlava di termovalorizzatore, ma anche di bruciare i rifiuti nei forni delle cementerie siciliane.
rifiuti 2
Questo accordo, un anno fa, ha destato stupore perché l’allora presidente Lombardo, per quattro anni, si era ‘pappariato’ dicendo di essere contro i termovalorizzatori e bla bla bla. Lombardo si vantava di avere bloccato un grande affare, con riferimento ai quattro termovalorizzatori previsti dal Governo regionale di Totò Cuffaro. Poi, con una disinvoltura pari solo alla sua faccia tosta, ha cambiato opinione e si è convertito al termovalorizzatore. Guarda caso – così almeno si racconta – grazie alla ‘scienza’ di Marco Lupo (foto a sinistra, tratta da canicattiweb).


Siamo arrivati al personaggio centrale di questa storia, il già citato Marco Lupo, già vicino all’ex Ministra all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, esponente di spicco del Pdl. Un personaggio, Marco Lupo, intruppato dal Governo Lombardo nell’amministrazione regionale in accordo con ‘pezzi’ del Pdl. E fino ad oggi confermato dal Governo di Rosario Crocetta. In perfetta continuità con il Governo Lombardo con una parte del Pdl con la quale l’attuale presidente della Regione tratta e ‘chiude’ operazioni.
Oggi Crocetta non parla di questi argomenti che lo portano vicino ad ambienti del Pdl. Oggi il presidente ha trovato il modo di ‘antimafieggiare’ con la storia dei terreni dell’Esa. Un peccato, Avrebbe potuto spiegare, ad esempio, come mai ha confermato Marco Lupo in posti chiave dell’amministrazione regionale. Il presidente della Regione dovrebbe spiegare, ancora, perché ha consentito a Marco Lupo di esautorare la Protezione civile regionale dalla gestione della discarica di Bellolampo.
Oggi Marco Lupo ricopre un incarico che definire importante è poco: è il commissario di Bellolampo ed è, soprattutto, il commissario – udite! udite! – di tutti gli impianti che riguardano il trattamento dei rifiuti.
In pratica, questo personaggio che vive nell’ombra è il ‘garante’ di tutte le più grosse ‘operazioni’ messe in campo in Sicilia in materia di rifiuti. Per capirci, parliamo di centinaia e centinaia di milioni di euro. Affari a nove zeri!
Ciaccio dice che a Bellolampo Lupo ha in programma di realizzare un termovalorizzatore? Può darsi che abbia ragione. A noi risulta che a Bellolampo Lupo e la sua ‘band’ starebbero realizzando un impianto di trattamento dei rifiuti: che è qualcosa di diverso – ma di non meno costoso – di un termovalorizzatore. Non è da escludere, però, che il comitato di affari che sovraintende in Sicilia alla gestione dei rifiuti abbia cambiato impianto.
A noi, invece, risulta che l’impianto in corso di realizzazione a Bellolampo dovrebbe somigliare a quello realizzato a Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina. A noi risulta che starebbero ‘appattando’ le carte per far realizzare l’impianto a due imprese che hanno lavorato nel Messinese: la Tirreno Ambiente e la Cesaro.
A nostro avviso, è anche di queste cose che dovrebbe parlare il presidente Crocetta. Facendo luce su tutti gli appalti che girano intorno al mondo dei rifiuti
Rosario Crocetta, foto di Gabriele Bonafede
Rosario Crocetta, foto di Gabriele Bonafede
Per completezza di cronaca, va anche ricordato che, in Sicilia, ci sono anche gli interessi che ruotano attorno alle discariche. Anzi, interessi che vorrebbero lasciare la Sicilia in balìa delle discariche. Interessi contro i quali, giustamente, si è scagliato l’assessore regionale, Nicolò Marino. Sarebbe interessante capire chi è che, al di là dell’antimafia di facciata e delle chiacchiere, in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fa gli interessi dei cittadini siciliani e non dei comitati di affari. Su questo, lo ripetiamo, il presidente Crocetta dovrebbe fare chiarezza.


http://www.linksicilia.it/2013/08/marco-lupo-il-domineddio-dellimmondizia-siciliana/









SEMPRE GLI STESSI NOMI… – SICILIA, LE NOMINE REGIONALI: Anna Corsello al Cas sostituisce GAETANO SCIACCA, FRANCESCO POLI all’ASP di Messina, Sirna è il nuovo commissario dell’Asp di Catania

Riunione di giunta ieri sera presieduta da Raffaele Lombardo che ha proceduto ad alcune nomine, di cui era già circolata voce, a cominciare da quelle relative alle Asp di Messina e Catania che non avendo rispettato i budget prefissati e concordati con l’Assessorato Sanità sono finiti sotto la scure del commissariamento. Il dott. Francesco Poli guiderà l’Asp di Messina e per lui sarà un ritorno nella città dello Stretto che conosce molto bene avendo ricoperto l’incarico di manager nella stessa Asp per diversi anni quando la denominazione era Asl (Azienda sanitaria locale); Gaetano Sirna già direttore generale dell’ospedale Papardo e poi direttore sanitario dell’ospedale di Taormina è il nuovo commissario dell’Asp di Catania. Cambio anche al Consorzio autostrade retto provvisoriamente da alcuni mesi dall’ingegnere Gaetano Sciacca. Il timone dell’ente di contrada Scoppo passa alla dottoressa Anna Corsello già capo di gabinetto dell’assessorato regionale lavoro e attualmente coordinatrice degli uffici provinciali del lavoro e commissaria alla Multiservizi: funzionaria di grande esperienza che gode di alta considerazione nell’amministrazione regionale. Una scelta che viene valutata come importante segnale della volontà di rilancio del Consorzio autostradale. da GDS 


http://www.stampalibera.it/2011/09/sempre-gli-stessi-nomi-sicilia-le-nomine-regionali-anna-corsello-al-cas-sostituisce-gaetano-sciacca-francesco-poli-allasp-di-messina-sirna-e-il-nuovo-commissario-dellasp-di-catania/





Anna Rosa Corsello sostituisce Albert
Ma in giunta si parla di patto di stabilità

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Sarà Anna Rosa Corsello la dirigente regionale che sostituirà Ludovico Albert, il direttore generale del Dipartimento della Formazione professionale della Regione siciliana che si è dimesso una decina di giorni fa. Così lui stesso ha dichiarato in un’intervista a BlogSicilia in cui confermava i rumors sulla sua decisione di lasciare l’incarico dove era stato portato dall’ex assessore regionale Mario Centorrino e voluto dallo stesso governatore Lombardo. “Lunedì prossimo – aveva comunque assicurato Albert – come da contratto sarò a Palermo perché devo dare tre mesi di preavviso”.
Un preavviso di cui oggi la giunta regionale – dopo il piccolo giallo sulle dimissioni che l’assessore alla Formazione, Accursio Gallo sosteneva di non aver ricevuto “non era una lettera formale di dimissioni ma la disponibilità a rimettere il mandato” - potrebbe decidere di fare a meno. Alle 17 è convocata la riunione del governatore dimissionario Raffaele Lombardo con gli uomini della giunta che dovrebbe formalizzare la sostituzione di Albert. Al suo posto la dirigente dell’Ispettorato regionale al Lavoro.
Ma all’ordine del giorno dei lavori, gli assessori hanno posto anche il tema del patto di stabilità: da quando l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha bloccato ogni spesa per rispettare il residuo dei fondi disponibili nel bilancio della Regione per non violare il patto di stabilità, gli assessorati sono del tutto bloccati. Al turismo è rimasto impigliato nelle maglie del patto di stabilità anche il cartellone del Circuito del Mito (fermo anche per questioni burocratiche, leggi qui) e al teatro Vittorio Emanuele di Messina tardano ad essere accreditati gli stipendi.
Sul monte complessivo di 5 miliardi 195 milioni di euro da spendere nel corso del 2012 sono rimasti disponibili 1 miliardo e 81 milioni di cui 600 milioni di euro servono a coprire gli stipendi del personale da qui a fine anno. Si capisce bene come la spesa sia imbrigliata. Ma gli assessori non ci stanno e all’interno della giunta la discussione con l’assessore all’Economia, Gaetano Armao che ha messo il lucchetto alle casse della Regione promette di essere accesissima.
Fra  più “battaglieri” c’è l’assessore regionale agli Enti locali che in tema di tagli e spending review annuncia: “Rinuncerò a spendere il residuo di 42 mila euro a disposizione del mio assessorato per la nomina di consulenti. Sono un tecnico faccio da me. Così come ho disposto che il fondo di 20 mila euro per le missioni di un assessore che deve rimanere in carica per altri 40 giorni vengano “dirottati” ai componenti del mio staff liberando quindi le risorse destinate a loro. Fondi che rimando indietro all’Economia ma sul patto di stabilità dovremo trovare una soluzione” dice Vernuccio che in cassa come disponibilità per il funzionamento per il suo ufficio di gabinetto si trova la somma di 869 euro.
Economie di spesa, dunque, all’esame della giunta ma anche tagli. Sul tavolo del dibattito anche il provvedimento della giunta sulla spending review. Sempre Vernuccio annuncia: “Prima di discutere della parte relativa al personale, però, devo chiudere la concertazione con i sindacati. Entro fine mese ci riuniremo di nuovo. Il mio piano è chiaro: ridimensioniamo la pianta organica senza effettuare alcun taglio. Per cui, ad esempio: se di funzionari in pianta organica ne sono previsti 2400 noi opereremo un taglio a 1810 dirigenti, tanti quanti sono effettivamente. In questo modo, di fatt, non si taglia un posto ma si programma un contenimento costante della spesa evitando progressi di carriera o nel caso più generale delle assunzioni, nuove immissioni di personale. Sul numero generale dei dipendenti, taglieremo da 17.800 – tanto quanto è previsto in pianta organica – a 15.000 quanti sono effettivamente, il numero dei dipendenti della Regione. Rispondendo così all’obbligo di tagli del 10% del personale come chiede il governo Monti”.


http://palermo.blogsicilia.it/corsello-sostituisce-albert-alla-formazione-ma-in-giunta-si-parla-di-patto-di-stabilita/98037/





CROCETTA SUL CASO DELLA DIRIGENTE: "NON LA RIMUOVO"

122 mila chilometri con l’autoblu 
La Corsello rischia il processo

Anna Rosa Corsello
La dirigente regionale della Formazione professionale Anna Rosa Corsello rischia di essere processata a Palermo per avere utilizzato l’auto di servizio per farsi accompagnare 586 volte, tra il 2004 e il 2011, da Cefalù, dove abita, a Palermo e in altre sedi in cui avrebbe dovuto prestare servizio come responsabile di Uffici del lavoro sparsi in Sicilia. In totale sono 12 le auto blu utilizzate, che per accompagnare la Corsello hanno percorso 122.601 chilometri, usando il “telepass” dell’amministrazione.
La Corsello sostiene che si tratterebbe di un equivoco, perché lei sarebbe stata solo portata nei luoghi di lavoro. Per la tratta Cefalù-Palermo e viceversa, però, la Regione, secondo i Pm Leonardo Agueci e Sergio Demontis, non avrebbe dovuto assicurare alcun passaggio alla dirigente a cui il presidente Rosario Crocetta ha adesso affidato materie delicatissime come la formazione e la cassa integrazione. L’inchiesta della Procura di Palermo sarebbe partita dalle indicazioni dettagliate contenute in una lettera anonima.
Sulla vicenda interviene direttamente il governatore Rosario Crocetta che in una conferenza stampa ha sgomberato i dubbi sulla sua posizione. Decisamente garantista: “Il dirigente del dipartimento Formazione della Regione, Anna Rosa Corsello, indagata per peculato, rimane al suo posto. Perchè dovrei rimuoverla? C’è solo una richiesta di rinvio a giudizio. Bisogna rispettate la legge, i magistrati e anche il diritto alla difesa – ha aggiunto Crocetta – Non è mai accaduto nella storia mondiale che qualcuno venga rimosso per una richiesta di rinvio a giudizio”.


http://palermo.blogsicilia.it/122-mila-km-con-lautoblu-della-regione-la-dirigente-corsello-rischia-il-processo/182044/



05/02/2014 -

Regione, Crocetta nomina 7 dirigenti generali

Contratti rinnovati, rinviate le altre scelte. Scoppia il caso alla Seus. Aliquò rinuncia all’incarico «contratto ridotto del 40%». Il presidente pronto a destinare i 60 milioni ancora diponibili in cassa ai teatri: serviranno per chi è in difficoltà








di GIACINTO PIPITONE







PALERMO. Rosario Crocetta è pronto a sbloccare in via amministrativa un tesoretto da 60 milioni per fronteggiare le prime emergenze finanziarie. In attesa della manovra bis, i cui tempi di redazione potrebbero allungarsi, il presidente e l’assessore all’Economia hanno deciso ieri di far ricorso a vecchie somme rimaste disponibili grazie a leggi degli anni scorsi. Impugnata gran parte della manovra, sono questi 60 milioni gli unici fondi a disposizione del governo per gli enti regionali e i loro dipendenti (mentre per il personale di ruolo degli assessorati i fondi sono assicurati nel bilancio, che ha superato l’esame del Commissario dello Stato).


E mentre la exit strategy dalla crisi finanziaria prende forma, Crocetta ieri ha nominato sette dirigenti generali. Si tratta in realtà di rinnovi di contratti scaduti nei giorni scorsi: Vincenzo Falgares (Programmazione), Ludovico Benfante (Controlli sui fondi europei), Rosa Barresi (Agricoltura), Giovanni Bologna (Finanze) Felice Bonanno (Pesca) e Pietro Lo Monaco (Azienda Foreste). Anche Anna Rosa Corsello ha avuto il rinnovo del contratto ma inverte i suoi due incarichi: quello principale ora è alla Formazione ma la dirigente reggerà ad interim anche il dipartimento Lavoro. Crocetta ha optato per un rinvio di tutte le altre nomine (direttori regionali e manager della sanità) anche se ha registrato lo scoppio di un altro caso. Angelo Aliquò, appena nominato al vertice della Seus – la società che gestisce il 118 – ha rinunciato all’incarico aprendo una polemica: «Qualcuno non mi vuole. Mi hanno proposto un incarico annuale invece che triennale e ridotto del 40%». 


http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/318989/





Caffè amaro/ Fomazione: Anna Rosa Corsello assessore e Nelli Scilabra dirigente generale. E Patrizia Monterosso? Al Cga…







UN SUGGERIMENTO AL GOVERNATORE CROCETTA SU COME SISTEMARE LE ‘TRE MARIE’ DEL SETTORE FORMATIVO. VALORIZZANDO LA ‘QUARTA MARIA’, OVVERO ESTER BONAFEDE, CHE POTREBBE PORTARE LE GLORIE DELL’ARCHITETTURA ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE
In questi giorni – l’abbiamo scritto anche noi – si parla di rimpasto della Giunta regionale di Rosario Crocetta e di sostituire l’assessore regionale alla Formazione professionale, Nelli Scilabra. Se ci è consentito, visto che
nelli tv

 siamo ancora in democrazia e che il gruppo di Bilderberg non ha ancora abolito la rete in Europa, vorremmo dare un suggerimento al governatore.




Visto che Crocetta, in queste ore, sta trattando insieme con il Ministro Angelino Alfano per ‘imbarcare’ nel Governo anche il Partito dei Siciliani-Mpa, perché non utilizzare il metodo Raffaele Lombardo? 







Ovvero alternare assessori a dirigenti generali?


Riteniamo che questa potrebbe essere la soluzione giusta per valorizzare le Tre Marie’ della Formazione professionale siciliana. vediamo di illustrare il nostro schema.

La dottoressa Anna Rosa Corsello, attuale dirigente generale ad interim del dipartimento Formazione, potrebbe diventare assessore regionale alla Formazione. Ovviamente, mantenendo il ruolo di dirigente generale del
anna rosa corsello
dipartimento Lavoro. Non ci dite che non è possibile perché non è vero: la mattina potrebbe fare l’assessore alla Formazione e il pomeriggio la dirigente generale del dipartimento Lavoro. Una e trina: ruoli che la dottoressa Corsello ricopre meglio di qualunque teologo!

Nelli Scilabra prenderebbe il posto della dottoressa Corsello, diventando dirigente generale del dipartimento Formazione professionale. Dite che non è possibile perché Nelli non è laureata e non ha il curriculum? Minchiate! Nemmeno Alfonso Cicero è laureato ed è a capo dell’Irsap. Quanto al curriculum, i giudici amministrativi della Sicilia hanno stabilito che non è importante che il curriculum si esibisca all’atto della nomina: fa fede il curriculum che viene fuori alla fine dell’incarico.

Per capirci, visto che ci sono tanti tordi: ormai, in Sicilia, i titoli validi sono quelli che si esibiscono nel ‘complesso’, a prescindere da legittimità e illegittimità e a prescindere dalla temporalità.

Ulteriore spiegazione: se non ho i titoli per andare a ricoprire l’incarico di dirigente generale è sufficiente che il Governo mi nomini, anche se in modo illegittimo, in un ente. Lì, anche se nominato illegittimamente, acquisisco i titoli illegittimi che diventano legittimi. E poi vado a ricoprire legittimamente il ruolo di dirigente generale.

La novità, rispetto a qualche anno fa, è che prima i titoli illegittimi che poi facevano curriculum legittimo venivano acquisiti prima della nomina a dirigente generale: nomina illegittima che diventava legittima. Ora, ma solo se al Governo ci sono ‘Professionisti dell’Antimafia’, basta un’autocertificazione dove il futuro dirigente generale dichiara che, grazie ai buoni uffici del Governo dell’Antimafia, acquisirà i titoli illegittimi – che poi diventeranno legittimi – per acquisire il curriculum (anche in questo caso illegittimo che diventerà legittimo) per andarsi a sedere sulla poltrona di dirigente generale.

Dunque, sulla base di una semplice autocertificazione antimafiosa un non laureato e senza titolo può diventare dirigente generale.

Fatto questo scambio Corsello-Scilabra, il Governo dell’Antimafia potrebbe
patrizia monterosso 1
 nominare la terza ‘Maria’, al secolo Patrizia Monterosso, al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga). Non si può fare perché filosofa? Falso!

Perché oggi quello che manca alle magistrature amministrative della Sicilia sono proprio i filosofi. E lo dimostra l’incresciosa vicenda dell’abrogazione del diritto alla difesa che i giudici amministrativi hanno respinto sulla base di meri & miserabili rilievi costituzionali!
L’abrogazione del diritto alla difesa, se richiesta dal governo dell’Antimafia ha una legittimazione filosofica prima che giuridica. Nemmeno la Costituzione italiana può travolgere la volontà dei ‘Professionisti dell’Antimafia’ il cui bene ‘supremo’ è morale prima che giuridico.

Il passaggio della dottoressa Monterosso al Cga potrebbe lenire la mancanza di ‘filosofia’ in seno al Cga, abrogando, ad esempio, il diritto alla difesa, là dove tale diritto lede gli interessi dei ‘Professionisti dell’Antimafia’.

Chi nominare, allora, alla Segreteria generale della presidenza della Regione al posto della dottoressa Monterosso? Il nome c’è già: quello di
ester bonafede
Ester Bonafede, che lascerebbe libero l’assessorato al Lavoro e alla Famiglia (che andrebbe ad interim alla dottoressa Corsello) per diventare la più alta burocrate della Regione.

Non si può perché Ester Bonafede è architetto? Falso! Se il posto di segretario generale è stato occupato da una filosofa può benissimo essere occupato da un architetto. Che, anzi, preparerà il posto a un ingegnere. A cui seguirà un geologo (il dottore Giovanni Arnone andrebbe benissimo). Poi toccherebbe a un agronomo o a un antropologo in attesa di eliminare direttamente la laurea…




http://www.linksicilia.it/2013/12/caffe-amaro-fomazione-anna-rosa-corsello-assessore-e-nelli-scilabra-dirigente-generale-e-patrizia-monterosso-al-cga/


I grillini attaccano la dottoressa Corsello: “Non può inibire l’accesso agli uffici ai dipendenti della formazione”"


 01 apr 2014   Scritto da Giuseppe Messina  5 Comments

CONTINUA A FAR DISCUTERE LA DECISIONE DELLA DIRIGENTE GENERALE DI VIETARE L’INGRESSO IN ASSESSORATO AI LAVORATORI DEL SETTORE. L’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO PARLAMENTARE DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALL’ARS, PRIMO FIRMATARIO SERGIO TANCREDI. IN CALCE IL TESTO COMPETO DELL’INTERROGAZIONE
Vietare l’accesso negli uffici pubblici non è violazione di legge, almeno per la Sicilia! La decisione dell’Amministrazione regionale di inibire permanentemente gli uffici del dipartimento Formazione professionale agli operatori del settore ha provocato la reazione del gruppo parlamentare M5S all’Assemblea regionale siciliana che ha depositato un’interrogazione parlamentare.
I grillini chiedono al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore al ramo, Nelli Scilabra, di adoperarsi per eliminare questa limitazione che appare in forte contrasto sia con l’articolo 3 della Costituzione, sia con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della Pubblica amministrazione.
Come abbiamo già raccontato dalle colonne di questo giornale, la 
sergio tancredi

dottoressa Anna Rosa Corsello, “donna di ferro” a capo del dipartimento regionale della Formazione professionale, non c’ha pensato due volte: ha sigillato i cancelli – metaforicamente – lasciando fuori gli operatori dagli uffici dell’assessorato regionale all’Istruzione ed alla Formazione professionale di Viale Regione siciliana a Palermo.


Ricostruiamo l’accaduto.
Per tante settimane l’assessorato alla Formazione professionale è stato interessato da un presidio, proprio davanti i cancelli di accesso, di un gruppo di lavoratori di vari enti formativi revocati o con le attività sospese che attendono notizie in ordine all’avvio del progetto Prometeo da parte del Ciapi di Priolo. Una mattina, un fatto di cronaca riguardante alcuni lavoratori che hanno minacciato gesti estremi, ha spinto il dirigente generale al ramo ad adottare il provvedimento definitivo di divieto d’accesso. Decisione che, secondo tanti osservatori, violerebbe la legge.
Nell’interrogazione, i parlamentari grillini di Sala d’Ercole evidenziano come “con la comunicazione interna nr.0027262 del 26/03/2014 la dottoressa Corsello ha deciso di non fare più accedere agli uffici dell’assessorato i dipendenti degli enti di formazione professionale”.
“La scelta della dottoressa Corsello di adottare un provvedimento amministrativo del genere – dice Sergio Tancredi, primo firmatario dell’interrogazione che porta la firma di tutto il gruppo parlamentare all’Ars – attua una clamorosa discriminazione tra cittadini, autorizzando alcuni ad accedere negli uffici, ed escludendone altri”.
È chiaro che gli uffici, come emerge dalla citata interrogazione parlamentare, possono essere oggetto di disciplina ai fini dell’accesso da parte del pubblico. Così com’è legittimo limitare l’accesso agli uffici pubblici individuando giornate prestabilite e fasce orarie, ma di certo non impedire completamente il contatto con gli uffici da parte dei cittadini.
“Regolamentare l’accesso rientra tra i poteri discrezionali dell’Amministrazione – ricorda Tancredi – ma decidere di inibirlo ad intere categorie sociali è pura discriminazione. La decisione della dirigente 
anna rosa corsello

generale del dipartimento Formazione professionale – aggiunge l’esponente Pentastellato all’Ars – appare fortemente in contrasto con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della Pubblica amministrazione e va nella direzione opposta a quanto il legislatore nazionale e regionale, nel corso degli ultimi decenni, hanno prodotto in termini normativi per avvicinare il cittadino alle istituzioni, rendere trasparente l’operato degli uffici pubblici, semplificando anche le procedure di accesso, il diritto di accesso è il diritto ad esaminare, prendere visione o ad estrarre copia di atti o documenti amministrativi”.


“L’accesso agli uffici pubblici – sottolinea il parlamentare grillino – costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza e possono esercitare il diritto di accesso tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso”.
Dall’esame del testo dell’interrogazione vengono fuori una decina di leggi e decreti nazionali e regionali violate dal Governo regionale a seguito della chiusura degli uffici al personale della Formazione professionale.
Alla violazione del diritto una risposta l’esecutivo regionale dovrà pur darla.
A spiegarlo con chiarezza è lo stesso primo firmatario della richiamata interrogazione.
“La nostra richiesta rivolta al presidente Crocetta affinché rimuova il provvedimento del dirigente generale alla Formazione professionale – riferisce Tancredi – parte dalla considerazione che quei lavoratori della Formazione professionale che si dovessero trovare, oggi, nella circostanza di dover tutelare un proprio diritto o interesse in contrasto con il proprio ente formativo (controparte datoriale), e magari non dovessero essere iscritti ad alcun sindacato, dato che non è obbligatorio farsi rappresentare da una organizzazione sindacale, si troverebbero inibiti all’esercizio della difesa a causa della nota a firma della dottoressa Corsello che preclude l’accesso agli uffici pubblici dell’assessorato, consentendolo esclusivamente ai legali rappresentanti degli enti di formazione professionale o soggetti da essi espressamente delegati nonché ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti degli enti medesimi”.
Di seguito il testo dell’interrogazione del M5S
XVI LEGISLATURA ARS
INTERROGAZIONE
(RISPOSTA SCRITTA URGENTE)
N. 0000 – chiarimenti riguardo la violazione della legge sul libero accesso negli uffici pubblici
DESTINATARI
Al Presidente della Regione
all’Assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale;
PREMESSO CHE:
con la comunicazione interna nr.0027262 del 26/03/2014 il Dirigente Generale del Dipartimento dell’istruzione e della formazione professionale Dott. Corsello ha deciso di non fare più accedere agli uffici dell’assessorato i dipendenti degli enti di formazione professionale, e che la scelta di adottare un provvedimento amministrativo del genere attua una clamorosa discriminazione tra cittadini, autorizzando alcuni ad accedere negli uffici, ed escludendone altri,
VISTO:
il contenuto della L.R. 30 Aprile 1991 n.10 « recante disposizioni per i provvedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell’attività amministrativa e s.m.i.», visto il contenuto della L.R. 30 Aprile del 1991, n. 10 recante «Disposizioni per i provvedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell’attività amministrativa», visto il contenuto della L.R. del 15 Maggio 2000 n.10 «concernente la disciplina del personale regionale e l’organizzazione degli uffici della regione e s.m.i.», visto il contenuto della Legge 11 Febbraio 2005, n. 15 contenente « Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull’azione amministrativa.», visto il contenuto della Legge 18 Giugno 2009 n.69, che all’art 10 regola « La tutela degli interessati nei procedimenti amministrativi di competenza delle regioni e degli enti locali» visto il contenuto del D.P.R. n.184 del 2006 concernente « Regolamento disciplina accesso ai documenti amministrativi», visto il contenuto della L.R. 5 Aprile 2011 n.5 recante «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale», visto il contenuto del Decreto del Presidente della Regione n.12 del 1998 « Regolamento del diritto di accesso ai documenti dell’Amministrazione regionale»
CONSIDERATO:
che si può limitare l’accesso agli uffici pubblici individuando giornate prestabilite e fasce orarie, ma di certo non impedire completamente il contatto con gli uffici da parte dei cittadini, che regolamentare l’accesso rientra tra i poteri discrezionali dell’Amministrazione, ma decidere di inibirlo ad intere categorie sociali è pura discriminazione, la decisione della dirigente generale del dipartimento Formazione professionale appare fortemente in contrasto con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione e va nella direzione opposta a quanto il legislatore nazionale e regionale nel corso degli ultimi decenni ha prodotto in termini normativi per avvicinare il cittadino alle istituzioni, rendere trasparente l’operato degli uffici pubblici, semplificando anche le procedure di accesso, il diritto di accesso è il diritto ad esaminare, prendere visione o ad estrarre copia di atti o documenti amministrativi, esso costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, possono esercitare il diritto di accesso tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso
PER CONOSCERE:
se non ritengano opportuno adoperarsi per eliminare questa limitazione che appare in forte contrasto sia con l’art. 3 della Costituzione, sia con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, visto e considerato che quei lavoratori della Formazione professionale che si dovessero trovare, oggi, nella circostanza di dover tutelare un proprio diritto o interesse in contrasto con il proprio ente formativo (controparte datoriale), e magari non dovessero essere iscritti ad alcun sindacato, dato che non è obbligatorio farsi rappresentare da una organizzazione sindacale, si troverebbero inibiti all’esercizio della difesa a causa della nota a firma della dottoressa Corsello che preclude l’accesso agli uffici pubblici dell’assessorato, consentendolo esclusivamente ai legali rappresentanti degli enti di formazione professionale o soggetti da essi espressamente delegati nonché ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti degli enti medesimi,
(GLI INTERROGANTI CHIEDONO RISPOSTA SCRITTA CON URGENZA)
(31 Marzo)
FIRMATARI:
TANCREDI SERGIO (M5S)
CIANCIO GIANNINA
CAPPELLO FRANCESCO
CANCELLERI GIOVANNI CARLO
PALMERI VALENTINA
ZAFARANA VALENTINA
CIACCIO GIORGIO
MANGIACAVALLO MATTEO
FERRERI VANESSA
SALVATORE SIRAGUSA
FOTI ANGELA
TRIZZINO GIAMPIERO
ZITO STEFANO
LA ROCCA CLAUDIA


http://www.linksicilia.it/2014/04/i-grillini-attaccano-la-dottoressa-corsello-non-puo-inibire-laccesso-agli-uffici-ai-dipendenti-della-formazione/



Lombardo fa fuori la vecchia guardia ecco i nuovi superburocrati regionali

30 DICEMBRE 2009 

FUORI nomi storici dell' amministrazione, da Maria Antonietta Bullara a Fulvio Bellomo e Cosimo Gioia, e dentro volti noti dell' Mpa, dall' ex sindaco di Bronte Mario Zappia all' ex soprintendente di Catania, Gesualdo Campo, passando per Sergio Gelardi, presidente di Cine Sicilia che va al dipartimento Ambiente. Il governatore Raffaele Lombardo ha dato via libera al valzer delle poltrone della nuova burocrazia, e non mancano i bocciati eccellenti e le new entry. L' uomo forte si conferma Enzo Emanuele, che rimane alla direzione del Bilancio ed a interim prenderà il posto di Pier Carmelo Russo alla segreteria generale della Regione. Con un vero colpo di spugna, Lombardo mette alla porta quel che rimaneva della vecchia guardia, legata all' Udc e ai lealisti del Pdl. Della nuova mappa dei super burocrati che saranno alla tolda di comando della macchina regionale, non faranno parte volti noti che in questi anni hanno gestito dipartimenti delicati e ad alta densità di fondi erogati. Fuori Maria Antonietta Bullara, dirigente uscente dell' Osservatorio epidemiologico, arrivata al vertice del dipartimento in piena era cuffariana. Fuori Cosimo Gioia, ex dirigente del dipartimento Foreste e già presidente dell' Esa, Manlio Munafò, ex responsabile dei Lavori pubblici, e Fulvio Bellomo, vicino al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Confermati, ma in strutture di peso minore rispetto ai ruoli ricoperti in passato, nomi di spicco dei tempi targati Cuffaro, come Francesco Di Chiara, che dalla Soprintendenza di Palazzo d' Orleans va all' Ease Salvatore Taormina, in passato segretario della Regione e adesso al dipartimento Finanze. In calo anche Salvatore Cocina, che dalla Protezione civile passa all' ufficio speciale dell' Energy manager, mentre Ignazio Tozzo dal Personale va al Fondo pensioni. Tra le new entry, invece, nomi molto vicini al governatore Raffaele Lombardo. Al dipartimento unico dei Beni culturali va l' ex soprintendente di Catania, Gesualdo Campo. Sul fronte Sanità, al dipartimento per la pianificazione strategica confernato Maurizio Guizzardi, mentre all' osservatorio epidemiologico va Mario Zappia, ex sindaco di Bronte e molto legato al partito del governatore. All' ufficio speciale per l' integrazione sociosanitario, andrà la figlia del giudice Paolo Borsellino, Lucia, tra i volti nuovi della nuova burocrazia regionale. Alla Presidenza, oltre a Emanuele come segretario generale, Lombardo ha piazzato Felice Bonanno alla Programmazione, Francesco Attaguile al dipartimento di Bruxelles, Pietro Lo Manaco alla Protezione civile e Romeo Palma all' ufficio Legislativo e legale. All' assessorato alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica vanno Giovanni Bologna (dipartimento personale) e un volto nuovo Luciana Giammanco (Autonomie locali). All' Agricoltura entrano Rosa Barresi (dipartimento Interventi strutturali), Salvatore Barbagallo (Infrastrutture), Gian Maria Sparma (Pesca) e Rino Giglione, cugino dell' assessore Michele Cimino (che va all' Azienda foreste). Nicola Vernuccio, fedelissimo di Francesco Musotto, va alle Attività produttive. Al delicatissimo dipartimento dell' Energia Lombardo piazza una leader dell' Mpa, Rossana Interlandi, mentre al dipartimento Acque e rifiuti viene promosso Ferdinando Delle Nogare, già dirigente dell' Arra. Al dipartimento della famiglia va un volto nuovo, Letizia Di Liberti, mentre al Lavoro, viene promosso dall' ispettorato tecnico regionale alla guida del delicato dipartimento al Lavoro. All' Agenzia dell' impiego rimane Rino Lo Nigro. All' Istruzione rimane Patrizia Monterosso, che prende in carico anche il settore della Formazione professionale, mentre Pietro Tolomeo resta al Corpo forestale. Ai Trasporti e alle infrastrutture torna Vincenzo Falgares e Marco Salerno rimane al Turismo. Alla guida dell' Esa, in liquidazione va Maurizio Cimino.
ANTONIO FRASCHILLA



http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/30/lombardo-fa-fuori-la-vecchia-guardia-ecco.html











Lombardo catechizza i burocrati" disponibili="" con="" la="



«DOBBIAMO essere uniti, compatti». Il governatore Raffaele Lombardo nella cena di martedì scorso a Villa Alliata Cardillo con i deputati della maggioranza, i direttori generali e gli assessori ha voluto, come detto da lui stesso, «fare squadra». Lanciando un messaggio chiaro ai superburocrati e ai tecnici della giunta: «Dovete avere come riferimento i 50, 52, o 54 deputati che sostengono il nostro progetto riformatore, e se un onorevole come Beppe Picciolo, chiede chiarimenti occorre darglieli perché è lui che nel territorio sostiene le cause portate avanti dal governo». Insomma, tra un cocktail ai frutti di mare, una polpetta di sarde, un paninetto con la milza e un bicchiere di vino rosso di Sicilia, il governatore ha voluto siglare un patto di fedeltà tra i 30 direttori generali, i 12 assessori e i deputati di Api, Mpa, Udc e soprattutto Pd.
Martedì sera l'ultimo ad arrivare e il primo a prendere la parola nei saloni dorati di Villa Alliata è stato il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, l'unico a non indossare giacca e cravatta: «Mi sono presentato con questo maglioncino - ha spiegato, mentre qualcuno tra i deputati gli dava scherzosamente del "comunista" - per sfatare il significato che si è cercato di attribuire all'evento.
Con il presidente Lombardo prima eravamo "ziti fuori" (fidanzati non ufficialmente, ndr) ora siamo "ziti in casa", e volevo evitare che stasera si celebrasse un matrimonio». Poi Cracolici, dopo aver rimproverato Lillo Speziale che parlottava in disparte, ha chiarito il senso della cena: «Questa serata serve ad augurare buon lavoro a tutti noi». Poi hanno preso la parola Mario Bonomo dell'Api e Francesco Musotto: «Chi me lo doveva dire che stasera dovevo essere qui col "compagno Cracolici", ma le cose della politica sono incredibili», ha detto scherzando il capogruppo dell'Mpa. Il clima era cordiale, in sala c'erano tutti gli assessori, e gran parte dei direttori generali, da Marco Salerno a Vincenzo Falgares, passando per Enzo Emanuele, Rino Giglione, Pietro Tolomeo, Salvatore Taormina o Sergio Gelardi.
Quando Lombardo ha preso la parola è calato il silenzio, l'unico che parlava in sala era Tolomeo, ripreso dallo stesso governatore che poi ha messo in fila gli obiettivi del «fronte riformatore», da una «Finanziaria che sarà lacrime e sangue», al settore dei rifiuti «che dovrà funzionare entro sei mesi», all'abolizione delle Province. «Tutti i direttori e gli assessori devono sapere che all'Ars ci sono 54 deputati che vogliono cambiare la Sicilia e 36 deputati che vogliono tornare al passato». Lombardo fino a oltre mezzanotte si è poi intrattenuto con i deputati, assicurando che «entro 15 giorni saranno nominatii nuovi direttori». Già circolano i primi nomi di volti nuovi, come Giuseppe Arnone, Nino Emanuele, Giovanni Carapezza, sponsorizzati dal Pd, Fabio Marino o Rosa Maria Corsello.
E mentre nel Pd Giovanni Bruno chiede un «referendum sul sostegno a Lombardo», l'opposizione attacca: «Cracolici è l'utile idiota di Lombardo», dice Rudy Maira capogruppo del Pid. «Frasi da bar», replica Cracolici.
Intanto ieri all'Ars si è discusso sulla manovra Finanziaria, con il capogruppo di Forza Sud, Cateno De Luca, che ha denunciato «il taglio del 50 per cento dei fondi dei Comuni»: l'assessore Gaetano Armao, polemicamente, ha abbandonato la commissione Bilancio.
ANTONIO FRASCHILLA
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/21/lombardo-catechizza-burocrati.html?ref=search




Assessore tecnico, anzi fisico. Zichichi alla Cultura in Sicilia



Ci siamo. La nuova giunta di governo della Sicilia c'è. Dopo un mese di balletti e di battaglie, Rosario Crocetta ha chiuso la sua squadra. Tanti tecnici e pochi politici. E ai Beni Culturali? Ci mette uno scienziato di 83 anni. Antonino Zichichi: tecnico sì, ma in fatto di atomi e neutrini. E poi spunta anche un nuovo dirigente, a sostituire il contestato Campo. Sergio Gelardi è la vera, bella novità. Lo abbiamo intervistato: le sue prime dichiarazioni a caldo


Antonio Zichichi
Poco meno di trenta giorni fa Rosario Crocetta veniva eletto Governatore della Sicilia. Un’elezione sofferta, con una legge elettorale ambigua, un livello d’astensionismo mostruoso e una maggioranza nemmeno sfiorata. Il tutto per consegnare l’isola a un governo fragile e a un affannoso preludio, ampiamente prefigurato: balletti d’alleanze, incarichi, accordi, tradimenti, coup de theatre. Ed ecco il perché di questi tempi lunghissimi per giungere, intanto, al primo, “semplice” obiettivo: metter su la giunta. Una guerra a colpi di risentimenti e riunioni a porte chiuse, che alla fine ha lasciato in parte scontenta (e sconfitta) la politica, in nome di quel nuovo trend italico chiamato “tecnicismo”. I tecnici al potere: per dribblare trappole e ostacoli, per spargere fumo negli occhi o per fare la rivoluzione? Oltre la politica, illusoriamente: come se fosse questo, davvero, il diktat del buon senso.
Così, tra mille intoppi ed “impirugghi”, finalmente, la giunta sicula di Crocetta arrivò. Fresca fresca di conferenza stampa, annunciata giusto ieri sera. E se è stata confermata la nomina – tormentata e chiacchierata – di Franco Battiato (convintosi tra mille dubbi ad accettare Turismo e Spettacolo, a sua volta convincendo il Presidente che lui ci sta ma a mezzo servizio, a patto di non frequentare politici e d’essere chiamato cantautore, mai e poi mai assessore!), vediamo che succede ai Beni Culturali. In primis la delega l’avevano affibbiata proprio a Battiato, salvo ritrattare un paio di giorni dopo. E i siciliani, fiduciosi, s’erano quasi convinti di veder arrivare un nome forte, autorevole, un giovane super esperto o ancor meglio un super politico, colto, lungimirante e col pugno di ferro. Illusi.


Franco Battiato
Perchè stasera, sul red carpet di Palazzo D’Orleans, spunta (come i cavoli a merenda?) Antonino Zichichi. Proprio lui, il fisico. Ottantatré anni suonati, già presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, popolare divulgatore scientifico, habitué di salotti tv, simpatizzante del Pdl, ex consulente del governatore Totò Cuffaro, fervente cattolico, conservatore, contrario alle tesi evoluzionistiche e tutto impegnato nella conciliazione di teorie religiose e teorie scientifiche. Un po’ l’antitesi di Margherita Hack, progressista, atea e darwiniana. Come dire? Insigne studioso, ci mancherebbe, ma col talento naturale del “personaggio”.
E in ogni caso, non certo un esperto di musei, cinema, teatri e conservazione. E non proprio un giovanotto. Eppure sarà lui a doversi occupare di nuovi modelli di gestione museale, d’arte contemporanea  e internazionalizzazione, di servizi, siti archeologici, partnership con privati, produzione di nuovi format, film commission, marketing culturale, eccetera. Ce lo immaginiamo? Non esattamente.


La strana notizia viene però compensata da un’altra mossa di Crocetta. Che stavolta ci azzecca in pieno. Nel far ruotare una serie di dirigenti, il Governatore  provvede ad allontanare Gesualdo Campo, proprio dai Beni Culturali. Il Direttor Gedo: colui che, per intenderci, aveva condannato per abusivismo edilizio la Fiumara d’Arte di Antionio Presti, colui che aveva boicottato il Museo Riso, fino a condurlo all’attuale avaria, colui che aveva promosso -  illegittimamente, secondo il Consiglio di Giustizia Amministrativa - una discutibile riorganizzazione  del suo dipartimento regionale. Colui che, in materia di beni culturali, aveva contribuito ad avvallare l’incancrenita incultura del dispotismo, della iper-burocratizzazione, dell’interesse personale contro quello del bene comune. Allontanato, col plauso dei più, Campo lascia la poltrona a Sergio Gelardi. Un nome di spessore, uno che ha già dato buone prove in fatto di politiche culturali, attualmente direttore del dipartimento Urbanistica, già capo di gabinetto all’assessorato dei beni culturali (2008-2009), ex presidente di CineSicilia ed ex direttore dell’ufficio piano paesistico: colui che si inventò i piani paesaggistici regionali, ma anche colui che istituì il primo ufficio per l’arte contemporanea della Regione Sicilia, inaugurato col progetto Sensi Contemporanei (in partnerhisp col Ministero delle Finanze, il Ministero Ben Culturali e la Biennale di Venezia).
In una foto di qualche anno fa, da sinistra: Gesualdo Campo, Lino Leanza e Sergio Gelardi – © SiciliaToday
E chi se l’aspettava? Nel tentativo di intercettarlo, in queste ore di concitazione e di silenzio stampa pre-insediamento, Gelardi ci concede qualche frase al volo. Non si sbottona, è cauto, ma è già là che sta scaldando i motori. Tanto serafico e conciliante nell’aspetto, quanto vulcanico nei fatti. Dunque, questa rottura col passato? Ce ne accorgeremo? “Certo che sì. Basta con le oziose nostalgie, col deleterio gioco dell’autoreferenzialità, con la logica dell’insularità come isolamento. E basta con l’overdose di burocrazia: meno caporali e più uomini. Si riparte da qui”. Battagliero lo è stato sempre Gelardi. E lo smalto, in tanti anni di militanza tra i corridoi grigi dei palazzi del potere, pare non averlo perso. Ma che farà, Gelardi, nei famosi primi cento giorni? “Intanto rivitalizziamo il patrimonio, facendo entrare aria ed energia buona, attivandolo. Che significa aprirlo, per esempio, alle scuole e alla imprese”. Finalmente. E c’è da vedere come, s’intende. “Poi, l’urgenza è quella di aggiornare i modelli organizzativi dell’infernale macchina regionale, uniformandola a quelli del resto d’Italia. E infine lavorare nel senso della “progettualità”. Programmare, produrre, progettare. E farlo in grande”. Ovvero? “Piuttosto che tanti rivoli di microprogetti, fatti su misura di piccoli funzionari locali, senza alcuna ricaduta, senza ambizione, senza confronto con l’esterno, pensiamo piuttosto a dei macro obiettivi, puntando al resto d’Italia, all’Europa, al Mediterraneo“. E quando gli chiediamo una nota sull’ormai diffuso ritornello “cultura è sviluppo”, lui risponde così: “La cultura è la cultura, l’economia è l’economia. Ma se c’è un’economia incolta, allora sarà senz’altro una cattiva economia. Penso a un’idea di cultura diffusa, in espansione, che entri nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”. Parla con convinzione, Gelardi. E dice cose che, per la Sicilia almeno, sembrano un miraggio. Centrando alcune questioni salienti e scansando le tipiche banalità del caso (vedi: più mostre per gli artisti siciliani, musei aperti fino a tardi, più fondi, buttare fuori dagli uffici i fannulloni, e via chiacchierando). Fiduciosi? Speranzosi, quantomeno. Nell’attesa di giudicare i fatti.
Sergio Gelardi, 2009 – foto ©Key4biz via Flickr
Ora, che le nomine di Battiato e Zichichi avallino un certo modello, per cui l’assessore è figura debole e di facciata, in favore di dirigenti piazzati dalla politica, protagonisti “organici” nelle retrovie, appare chiaro. E però, se nel caso di Campo la cosa diventava un problema, con Gelardi dietro al tecnico-fisico ci troviamo costretti a dire: meglio così. Follie, iperboli e contraddizioni della solita Sicilia, regina dell’improvvisazione. E improvvisando, si sa, qualche volta capita pure di fare goal. Ad ogni modo, Crocetta, che di guai ed “impirugghi” in questi giorni ne ha ben più d’uno da districare, alla cultura ieri ha fatto un regalo, cercando un’alternativa là dove un problema c’era. E quanto a Zichichi, vabè, poteva andare pure peggio. Con Totò Schillaci all’Agricoltura ePippo Baudo al Bilancio, per esempio. Quando dici la fortuna.
Helga Marsala






Bufera sulla Monterosso condannata. Crocetta: "Rimuoverla sarebbe un abuso"

Sentenza della Corte dei conti: il segretario generale della Regione dovrà risarcire 1,3 milioni di euro per finanziamenti non dovuti agli enti di formazione. Grillini all'attacco: "La dirigente va privata della carica". Ma il governatore la difende: "Per me è un punto di riferimento"

Patrizia Monterosso, segretario generale della Regione, è stata condannata dalla Corte dei conti a risarcire quasi un milione trecentomila euro. La vicenda è quella delle "integrazioni finanziarie" concesse agli enti di formazione, negli anni in cui la Monterosso era a capo del dipartimento regionale. Condannato anche l'ex governatore Raffaele Lombardo (220 mila euro) e gli ex assessori Santi Formica (dovrà restituire 379 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila euro), Luigi Gentile (224 mila euro), la dirigente Alessandra Russo (378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro), Salvatore di Francesca (108 mila euro) e l'ex capo di gabinetto dell'assessorato alla Formazione Nino Emanuele (365 mila euro). Tutti sono stati condannati anche al pagamento delle spese legali. Unica assolta è Loredana Esposito.

Una nuova bufera sulla formazione professionale, una sorta di campo radioattivo per chi ha avuto la ventura di amministrare questo settore. L'inchiesta che ha registrato ieri la condanna dei nove fra politici e burocrati fa seguito a un'altra, sempre sul sistema delle integrazioni, ovvero finanziamenti extra budget concessi alla fine delle attività formative, senza adeguata motivazione (secondo la Corte), agli enti. Un metodo, quello delle integrazioni, che ha già messo nei guai l' ex assessore Mario Centorrino, condannato  a rifindere mezzo milione di euro. 

Partendo dall'indagine su Centorrino, la procura regionale della Corte dei conti è andata a ritroso. Per capire chi, in passato, si è reso responsabile di elargizioni di fondi ritenute illegittime. E nel mirino è finito il piano formativo del 2007, irrobustito da integrazioni finanziarie fatte nel 2008 e nel 2009. Proprio questi atti amministrativi hanno spinto il sostituto procuratore Gianluca Albo a indagare su quattro ex assessori al Lavoro: Formica, Incardona, Gentile e Raffaele Lombardo, finito nelle maglie dell' inchiesta per aver assunto la delega al Lavoro e alla Formazione professionale a interim fra il maggio e il giugno del 2009. Ma fra i condannati, come detto, ci sono anche alti burocrati della Regione: fra questi l' attuale segretario generale di Palazzo d' Orleans, Patrizia Monterosso, che è stata capo di gabinetto di Lombardo e a lungo, in precedenza, ha gestito la Formazione professionale: a suo carico c'era l' ipotesi di danno erariale più pesante, pari a un milione 270 mila euro. Cifra ragguardevole, superiore a quella contestata ad altri due ex dirigenti di serie A della Formazione: l' ex capo dipartimento Alessandra Russo e l' ex dirigente del servizio gestione, Nino Emanuele (poi capo di gabinetto dell' assessore Mario Centorrino).

La condanna della Monterosso ha scatenato la polemica politica. All'attacco i grillini: "La Monterosso va rimossa al più presto, Crocetta non può ignorare pure la sentenza della Corte dei Conti, che è il sigillo su una una gestione fallimentare del mondo della Formazione, caratterizzato da conduzioni allegre, clientelari e dalla totale assenza di controlli". Così in una nota il gruppo del movimento 5 stelle all'Ars chiede la rimozione del segretario generale della Regione condannata dalla Corte dei conti per la integrazioni finanziarie agli enti della formazione professionale. "La notizia di oggi -si legge in un comunicato M5s- fa il paio con quella altrettanto grave  riferita ieri in quinta commissione all'Ars dalla dottoressa Corsello, che ha ammesso la totale mancanza di controlli nei rendiconti degli enti negli anni passati. I quali, a dire la verità, erano già stati denunciati e segnalati dalla dirigente in relazioni mandate al governo precedente".

Un caso spinoso per Crocetta, che nega di avere imbarazzo: "Non stiamo parlando di una sentenza penale - dice il governatore - ma di una decisione della Corte dei conti che ha il valore di una sanzione amministrativa. La Monterosso ha sbagliato, pagherà. Altri provvedimenti, sarebbero un abuso. Non c'è alcuna incompatibilità prevista dalla legge. Patrizia non ha offerto le sue dimissioni, non ne abbiamo proprio parlato. Per me rimane una funzionaria irreprensibile che ha fatto denunce e contribuisce alla lotta nella corruzione nella formazione professionale".


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/14/news/soldi_non_dovuti_a_enti_di_formazione_maxi-condanna_alla_monterosso-81000972/

Regione Sicilia, la “guerra delle discariche”: Scontro in giunta Lo Bello – Marino


Scritto da Redazione Canicatti Web Notizie il 14 marzo 2014, alle 06:22

Mamriella-Lo-Bello-300x236Il pomo della discordia sembrano essere le discariche dell’area catanese, ma c’è chi giura che a far scoppiare la “bomba” con questa violenza sia anche l‘avvicinarsi del rimpasto nella giunta regionale. Fatto sta che scontri sempre sopiti e rimasti sotto traccia improvvisamente esplodono.
A togliere il “tappo” alle tensioni dentro al giunta siciliana è stata, oggi pomeriggio, l’assessore regionale al Territorio Mariella Lo Bello che attacca frontalmente il collega Nicolò Marino: “La strategia mediatica dell’assessore Marino stride con le azioni concrete che lo stesso assume – dice senza mezzi termini -. In più occasioni ho avuto modo, infatti, di lamentarmi di atti che a mio giudizio violavano quel principio di imparzialità al quale abbiamo l’obbligo di legge e il dovere morale di attenerci, evitando che si appaia o, peggio, che si operi a favore di chicchessia o contro qualcuno”.
“Per carattere e per stile prediligo gli atti concreti. Quando sono stata nominata assessore ho avviato la più importante rotazione del personale mai disposta e quando sono venuta in possesso di atti o di notizie che potevano avere rilievo penale ne ho curato l’immediata trasmissione alla Procura della repubblica parlandone poco – aggiunge – forse sbagliando, con i giornalisti, così come quando si è trattato di intraprendere decisioni politiche importanti ne ho sempre parlato con il presidente Crocetta, che sempre mi ha incoraggiata ad interventi radicali e trasparenti”.
“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.
Per l’assessore “tali circostanze sono apparse obiettivamente marcate da singolari coincidenze ed e’ per questo che le ho sottoposte all’autorità giudiziaria non appena ne ho avuto notizia, non di certo dal dipartimento energia o dall’assessorato Energia. Una denuncia con nomi e cognomi, fatti ed atti”. Chi, come il collega punta l’indice con accuse peraltro sommarie – attacca l’assessore Lo Bello – agisce probabilmente solo per creare una cortina di fumo a copertura delle proprie azioni che il più delle volte sono sembrate invero parzialissime e dimentiche persino delle conoscenze che lo stesso, per il suo passato di magistrato, avrebbe dovuto avere a memoria”.
“La mia azione è stata sempre stata coraggiosa ed imparziale – rivendica la Lo Bello – come quando, io segretaria, la Cgil ha denunciato nella mia provincia l’esistenza di 19 bombe ecologiche indicando i nomi dei proprietari dei terreni dove erano stati interrati rifiuti forse speciali, ancora oggi il sospetto è grande, o come quando ho chiesto di sottoporre ad ispezione una discarica a Monserrato o quando, ancora,segnalare che in una discarica nelle vicinanze di Camastra arrivavano troppi mezzi provenienti dalla Campania”.
“Per tornare ad oggi le ispezioni su tutte le discariche prima private e poi pubbliche – conclude – per sapere se tali discariche possano essere nocive per la salute dei siciliani, cosi’ come le indagini, conclusa la prima fase, su tutte le miniere abbandonate della Sicilia” “Questo il lavoro fatto: puntuale ed utile, insomma da sempre dalla stessa parte”, conclude.
BlogSicilia

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/114412


























 Come sempre succede in questi ultimi anni in Sicilia

quando si presentano delle EMERGENZE  ambientali  il movimento dei

Cittadini  denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE  in

realtà un PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’

DELL’ARIA  è stato approvato  GAB/176  DEL 9 AGOSTO 2007

(approvato e mai adottato per inefficacia)
 che porta la firma dell’Assessore

Rosanna Interlandi  

Un piano dell’aria che come dimostrato

NON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO

approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia) risulta

essere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi ……..

integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e  di

Amministrazioni quali per esempio la Regione del Veneto.
Il risultato che ne è scaturito nella

redazione del PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA

QUALITA’ DELL’ARIA  
UN POUT-POURRI di dati siciliani e

soluzioni Venete.

Infatti il Piano   di Tutela

Aria Sicilia risulta essere COPIATO per una PERCENTUALE del 
47,26%  dal Piano Regionale di Tutela e

Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe

del PIANO 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga

“sicula” ce n’è 1 “veneta”. La percentuale del 
47,26%   sale al 90,00%   con le copiature dalle

altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9

sono il frutto del  collage “veneto ed altre fonti”

Inoltre tra gli  innumerevoli

motivi di inefficacia del Piano Tutela Aria regione Sicilia, la “dimenticanza”

di TUTTI gli impianti industriali della Regione Sicilia: I Petrolchimici, le

Centrali Termoelettriche, I cementifici, la Distilleria  Bertolino e non

da ultimo non vengono citati TUTTI gli impianti di minore dimensione ed impatto

sulla qualità dell’aria.

Interrogazioni

interpellanze mozioni sono state presentate sin dal 2007 al Parlamento Europeo,

al Parlamento Nazionale all’Assemblea Regionale per richiedere :L’immediato

ritiro del Piano Aria 
approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per

inefficacia)

Richiesta di ritiro del Piano è stata

avanzata nell’audizione delle Associazioni Ambientaliste alla  Commissione

Ambiente Territorio Ambiente della Regione Sicilia  del 26  settembre

2013  che vedeva la partecipazione dell’Assessore Mariella Lo Bello e del

Dottor Capilli uno degli autori del Piano Aria approvato  nell’anno

2007  (e mai adottato per inefficacia)

Le dichiarazioni dell’Assessore Lo

Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano

siciliano.

In particolare :
La sig.ra LO BELLO,

Assessore regionale per il territorio  e l’ambiente,

 esprime  compiacimento   per   le

iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al

quale  ha   dato  risposta  alle

interrogazioni presentate.  
Ammette

che  
il

piano
 in

questione è stato 
frutto di una riproduzione di  un  piano

di  altre  regioni,
  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti

sono 
della Regione

siciliana
. E su

tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante 
l’adozione di  decreti assessoriali.
[N.B.: il riferimento è ai decreti

sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano

affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di

essere inservibili]
   
Sostiene

che  
il

ritiro    del    piano comporterebbe

una  lacuna



e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno

procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.

……………..
Mentre il Dottor Capilli uno dei

Coautori del Piano dichiara:

Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene

alcunché sui cementifici
, si limita a prevedere l’inventario  regionale

delle emissioni.


Entrambi, nella audizione

successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro

precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e

nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  








In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE  







Scritto da Il Moderatore il 7 marzo 2014




























In Sicilia e a Palermo c’e una grave violazione di legge sulla rete di monitoraggio dell’aria e sulla mancata adozione del piano risanamento aria. Per questo i Verdi oggi, in conferenza stampa, hanno presentato un esposto alla Procura della repubblica di Palermo e all’Unione Europea per le violazione affinché si  indaghi sulla Regione Siciliana.
I cittadini siciliani non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano nelle zone più inquinate come ad esempio Milazzo, Priolo e Gela. L’assenza di una rete di monitoraggio che misuri tutti gli inquinanti previsti dalla legge, come IPa, Diossine, BENZOAPIRENE , polveri sottili, è un fatto gravissimo che viola le disposizioni  comunitarie e nazionali. Ma non finisce qua. La Regione Siciliana non ha un piano di risanamento dell’aria, unica regione in Italia, e spiace che il presidente Crocetta, che è stato europarlamentare, non abbia provveduto a fare in modo che la regione da lui guidata rispettasse le direttive europee. Questa situazione crea gravi zone di ombra dove chi inquina potrebbe avvantaggiarsi.
La Regione Siciliana non garantisce adeguata pubblicità alla popolazione  sui livelli di inquinamento come la convezione di Aarhus prevede. Chiediamo, pertanto, alla Procura di Palermo di aprire un ‘indagine anche per sapere come sono stati spesi soldi per le bonifiche in regione. All’UE chiediamo l’apertura di un’indagine per far rispettare le direttive europee sulla qualità dell’aria . Al sindaco di Palermo ricordiamo che è il che responsabile della salute pubblica  e che, nella rete comunale di monitoraggio dell’aria, buona parte di inquinanti non sono rilevabili e classificati come n.d ( non disponibili ) e la stessa rete di monitoraggio non è conforme alla normativa nazionale ovvero la dlgs 155/2010.
http://www.ilmoderatore.it/2014/03/07/in-sicilia-aria-fuorilegge-esposto-in-procura-ed-alla-ue/



















Siracusa – Verdi e Green Italia presentano esposto all’Europa sull’inquinamento nelle zone industriali siciliane





Patti e Bonelli
PATTI E BONELLI 
   (Gregorio Valvo) Siracusa, 7 marzo 2014 -  Se  Verdi e Green Italia hanno deciso di rivolgersi alle  autorità della Unione Europea in materia di ambiente, significa che non si fidano di quel che “passa il convento” a Siracusa, sul controllo della qualità dell’aria. Anche dalla conferenza stampa tenuta all’Albergo Alfeo si è ricavato che  ancora oggi per Angelo Bonelli, Peppe Patti e Fabio Granata neanche l’Arpa è ritenuta affidabile. All’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, secondo i partiti ambientalisti,  mancano gli strumenti necessari per rendere comprensibili di dati che pubblicano. In sostanza i cittadini non sono messi in condizione di avere una lettura chiara di quel che sono costretti a respirare. 
Il tavolo della conferenza stampa
IL TAVOLO DELLA CONFERENZA STAMPA 
L’esposto presentato alla Commissione Europea per l’Ambiente e al Commissario europeo riguarda i siti d’interesse nazionale di Priolo, Milazzo e Gela e contiene una articolata denuncia relativa al rischio ambientale esistente a causa delle industrie che insistono in questi territori. La popolazione si vede costretta a restare senza informazione sullo stato dell’aria e neanche degli sforamenti dei valori elaborati. Il benzene sembra essere il maggiore indiziato per quel che attiene il danno alla salute dei cittadini che vivono nelle zone interessate. Ovviamente, Bonelli, Patti  e Granata  dedicano un ampio stralcio alle mancate bonifiche del terreno  perchè fanno notare  che “ è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo”.  Hanno detto chiaramente ” non ci fidiamo di quel che accade da noi ecco perchè abbiamo dovuto interessare la Procura della Repubblica di Siracusa e le autorità della UE”. E’ stato chiarito che si tratta di un altro passo avanti nella lotta per l’ambiente che in provincia di Siracusa lascia molto a desiderare per la mancanza di collaborazione con gli enti preposti ai controlli.  Pubblichiamo il testo del documento denuncia che l’Europa dovrà esaminare e valutare eventuali sanzioni.
 Esposto oggetto della conferenza stampa tenuta dai VERDI e GREEN ITALIA, tenuta dai cordinatori nazionali Angelo Bonelli e Fabio Granata!
Alla commissione europea per l’ambiente -  Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik
Sicilia, siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.
Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale. In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene. Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.




Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .








In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL. Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10,Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.








La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.








Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .








Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.








Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale. L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.








Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.




A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.




In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.
Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus. L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare. Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.
Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.
In particolare per mancata:
adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia
misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri
verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati
pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria
INOLTRE NON E’ NOTO:
se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.
se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore
quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.
INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:
è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite. Le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo,Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L’analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo L’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).




Siracusa 5 marzo 2014













Cambiamo Aria







Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 



somiglia stranamente a quello del Veneto. 













Semplice coincidenza?
E' da un pò



che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "
Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. 








Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.






Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio.





L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene





E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quindi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.


Se intanto il campionato finisce, pazienza. 
Gianpiero Caldarella

Sdisonorata Società Navarra editore
 



Piano Regione

Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria
 

 

IL PIANO

COPIATO

 

NUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO

REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (
approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007

Nel conteggio del numero delle righe SI SONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi, tabelle, grafici e figure per ogni capitolo.
Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti copiate.
Capitolo 1
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            564  
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     323
Incidenza percentuale                                                                              57,26%
Capitolo 2
Totale delle righe del piano Sicilia                                                           2002    
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       520
Incidenza percentuale                                                                               25,97%
Capitolo 3
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             396
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     265
Incidenza percentuale                                                                               66,91%
Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato]
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            222
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia         1 
Capitolo 5
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              61
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      31
Incidenza percentuale                                                                           50,81%
Capitolo 6
Totale delle righe del piano Sicilia                                                        617 
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia    566
Incidenza percentuale                                                                            91.73%
Capitolo 7
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             659
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        73
Incidenza percentuale                                                                               11%


Capitolo 8
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              46
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       23

Incidenza percentuale                                                                                50%
Capitolo 9
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              30
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      30
Incidenza percentuale                                                                               100%
Capitolo 10
Totale delle righe del piano Sicilia                                                                8
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        8
Incidenza percentuale                                                                              100%
Glossario
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              202
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      136  
Incidenza percentuale                                                                            67,32%
BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA                                            76




T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                4.585(*)                    
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia  2.167




Incidenza percentuale                                                                     47,26% 
(*) non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia




POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL  PIANO SICILIA:




CAPITOLO 1
PAG    9

dalla 16° alla 50° riga
 
PAG  10  dalla

1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga
PAG  11  dalla

1° alla 24° riga; dalla 26° alla  31°;

dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 52°
PAG  12  dalla

1° alla 26° riga; dalla 30° alla  33°;

dalla 39° alla 39° dalla 43° riga
PAG  13  dalla

1° alla 6°  riga
PAG  25  dalla

1° alla 42° riga
PAG  26  dalla

1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25°
PAG  27  dalla

1° alla 32° riga
PAG  28  dalla

1° alla 46°; dalla 48° alla  50° 
PAG  29  dalla

1° alla 8° riga
CAPITOLO 2
PAG  30

dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53°
PAG  31  dalla

1° alla 14° riga; dalla 16° alla  25°
PAG  33

dalla 13° alla 14°  riga
PAG  49  dalla

9° alla 25° riga; 31° 
PAG  70  dalla

1° alla 29° riga
PAG  72  dalla

18° alla 23° riga
PAG  74  dalla

1° alla 24° riga
PAG  90  dalla

18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40°
PAG  91  dalla

14° alla 24° riga
PAG  99  dalla

7° alla 10° riga; dalla 27° alla  43°
PAG  100 dalla 34° alla 35° riga
PAG  101 dalla 10° alla 15° riga
PAG  111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13°

PAG  112 dalla 5° alla 7° riga
PAG  114 dalla 3° alla 7° riga; dalla  11° alla

17°; dalla 20° alla 25°
PAG  116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17°

alla  27°; 34° 
PAG  121 dalla 22° alla 24°  riga
PAG  122 dalla 1° alla 15° alla  22° riga
PAG  126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla

26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49°
PAG  127 dalla 3° alla 17° riga;  dalla 26° dalla 36° alla  40° riga
PAG  128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46°

alla  57°

PAG  129 dalla 1° alla 50° riga
PAG  130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla

17°; dalla 31° alla 50°
PAG  131 dalla 1° alla 11° riga
PAG  132 dalla 1° alla 18° riga
PAG  133 dalla 1° alla 29° riga
PAG  135 dalla 8° alla  9°  riga
PAG  140 dalla 1° alla 14° riga
PAG  141 dalla 50° alla 51° riga
PAG  142 dalla 2° alla 3° alla 9°    riga
CAPITOLO 3

PAG 169

dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52°
PAG 170 dalla

16° alla 26° riga
PAG 172 dalla

1° alla 5° riga
PAG 173 dalla

12° alla 14° riga
PAG 174 dalla

1° alla 15° riga
PAG 175 dalla

1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga
PAG 177

dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12°
PAG 178

dalla 1° alla 8° riga
PAG 180

dalla 1° alla  6° riga
PAG 181 alla

2° alla 9° riga
PAG 185

dalla 1° alla 4° e la 6° riga
PAG 186

dalla 7° alla 16° riga
PAG 189

dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5°
PAG 190

dalla 1° alla 44° riga
PAG 191

dalla 1° alla 40° riga
PAG 192

dalla 1° alla 27° riga
PAG 193

dalla 1° alla 10° riga
PAG 195

dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14°

CAPITOLO 4

PAG 196  34° RIGA
CAPITOLO 5

PAG 202

dalla 9° alla 12° riga; 15°
PAG 203

dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29°
CAPITOLO 6
PAG 204

dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla

44°
PAG 205

dalla 1° alla 46° riga
PAG 206

dalla 1° alla 51° riga
PAG 207

dalla 1° alla 36° riga
PAG 208

dalla 1° alla 42° riga
PAG 209

dalla 1° alla 36° riga
PAG 210

dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8° 
PAG 211

dalla 1° alla 48° riga
PAG 212

dalla 1° alla 41° riga
PAG 213

dalla 1° alla 46° riga
PAG 214

dalla 1° alla 42° riga
PAG 215

dalla 1° alla 39° riga
PAG 216

dalla 1° alla 53° riga
PAG 217

dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42°

PAG 218

dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36°
CAPITOLO 7
PAG 219

dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25°
PAG 220

dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°

PAG 232

dalla 19° alla 45° riga
PAG 233

dalla 1° alla 6° riga
CAPITOLO 8
PAG 234

dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla

40°; dalla 43° alla 44°
CAPITOLO 9

PAG 235

dalla 1° alla 29° riga
CAPITOLO 10
PAG 236

dalla 1° alla 8° riga
GLOSSARIO
PAG 237

dalla 1° alla 59° riga
PAG 238

dalla 1° alla 61° riga
PAG 239

dalla 1° alla 5° riga
  






Numero

delle righe COPIATE dalle altre 32 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE  nel

PIANO  SICILIA






1.      FONTE DEL COPIATO: Piano regionale

di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°      2.167
2.     FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                             7
3.     FONTE DEL COPIATO: Programma

Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92 
         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         75
4.       FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312           
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         21
5.     FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-i-clc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          10
6.     FONTE DEL COPIATO: Agenda21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         61
       
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         28
8.     FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_

azoto
          
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                          N°           8                                        
9.     FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          56
10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         65 
11.  FONTE DEL COPIATO AMIA, 3Relazione
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°           4
  
12.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 4Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia   
       
13.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 5Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°         75                                    
14.  FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico

della Sicilia"
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°        318



15.  FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di

Ferrara, 1997-1998        
      N°Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                              N°        8
       
16.   FONTE DEL COPIATO ENEA 1999
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°     40
17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°      6
       
18.   FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°     22
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   212
20.  FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°       9
21.  FONTE DEL COPIATO APAT

BIOMONITORAGGIO
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   140   

22.  FONTE DEL COPIATO Linee guida per la

formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del

Comprensorio del Mela”, 2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      76
23.  FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio

mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    121
24.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2004
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    186
25.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    248
26.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    264
27.  FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      14
28.  FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      34
29. Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS datato 7.2.2008
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      19
30  Convenzione Università Messina dr. Parmaliana datato 17.3.2005 A.R.T.A.

dr. Genchi
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      44
31 Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                          N°      12
32  Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di        ricerca” N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                  N°      11
33 FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002  N° Righe 



COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                                                 N°      34






TOTALI RIGHE

PRESE-COPIATE DALLE 33 FONTI E INCOLLATE

SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA  QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE

SICILIA”              
2291+2.167                                                    N°     4.458        




T O T A L I


Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                    4.882                    
Righe COMPLESSIVE

DELLE 33 FONTI  riproposte (INCOLLATE) 
nel Piano Sicilia                                                                                 4.458        


Incidenza

percentuale                                                                       91,31%





COPIATO

NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA








CAPITOLO

1 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Global Geografia
PAG  15

dalla 1° alla 5° riga
 
Programma

Pluriennale
PAG  15  dalla

5° alla 9° riga;
Turismo

in Sicilia pag 312
PAG  16  dalla

1° alla 13° riga;
Programma

Pluriennale  
PAG  17  dalla

4° alla 15° riga; 
SINANET
PAG  18  dalla

1° alla 13°  riga
Relazione

sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117
PAG  20  dalla

1° alla 12° riga
PAG  21  dalla

1° alla 21° riga
PAG  22  dalla

1° alla 25° riga
Programma

Pluriennale
PAG  23  dalla

1° alla 23°;  
CAPITOLO

2 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6
PAG 30   dalla

8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga;  
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.26 -2.30
PAG  31  dalla

26° alla 34° riga;  dalla 21° alla 25°

riga;  
PAG  32  dalla

3° alla 5° riga;     
Prov

Torino AZOTO 
PAG  35

dalla 16° alla 24° riga
 
Prov

Torino ZOLFO
PAG  35

dalla 5° alla 15° riga
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40
PAG  35

dalla 1° alla 4° riga,  16,
dalla 25° alla  37° riga,  
PAG  36

dalla 1° alla 18° riga,
 
PAG  38

dalla 1° alla 13° riga,
 dalla 15° alla

30° riga,
 dalla 32°

alla 37° riga,
 
PAG  39

dalla 1° alla 38° riga,
 
PAG  41

dalla 1° alla 7° riga,
 
PAG  42

dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga,
 
PAG  46

dalla 11° alla   12° riga,  
 
PAG  47

dalla  1° alla   17° riga
 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.7
PAG  49

dalla  30° alla   34° riga
 
Annuario

ARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28
PAG  49

dalla 41° alla   42° riga
 
PAG  50

dalla 1° alla      9° riga
 
PAG  50

dalla 10° alla  24° riga
 
PAG  51

dalla 1° alla     2° riga
PAG  52

dalla 1° alla    49° riga
 
PAG  53

dalla 1° alla    15° riga
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.42
PAG  70

TABELLA
 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19
PAG  71

dalla  24° alla   26° riga
 
PAG  72

dalla  1° alla   8° riga
 
AMIA

Palermo relazione 97/98 pag  44-47
PAG  81

dalla 5° alla     29° riga
 
PAG  81

dalla 38° alla   99° riga
 
PAG  81

dalla 5° alla     29° riga
 
PAG  82

dalla 1° alla      4° riga
 
PAG  82

dalla 7° alla      8° riga
 
PAG  83

dalla 1° alla      7° riga
 
PAG  83

dalla 8° alla      9° riga
 
PAG  83

dalla 11° alla   12° riga
 
PAG  83

dalla 13° alla 159° riga
 
AMIA

Palermo III relazione pag 278-284
PAG  84-86

TABELE
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  93

dalla 1° alla 31° riga, 
 
PAG  93

dalla 32° alla 40° riga
Università

Ferrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE”

capitolo 2°
PAG  96

dalla 10° alla 15° riga
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  99

dalla 7° alla 11° riga, 
 dalla 1° alla 21° riga  
Programma

Pluriennale
PAG  99

dalla 1° alla 6° riga, 
 dalla 11° alla 26° riga  
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  101

dalla 7° alla 10° riga
PAG  103

dalla 1° alla 4° riga, 
 
ENEA

1999
PAG  105

dalla 5° alla 40° riga
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  106

dalla 1° alla 3° riga,
PAG  106

dalla 4° alla 17° riga, 
  
I

Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1
PAG  109

dalla 1° alla 5° riga, 
  
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  110

dalla 1° alla 7° riga, 
 
PAG  110

dalla 8° alla 24° riga
Istituto

Veneto pag 20-21
PAG  111

dalla 14° alla 25° riga
PAG  112

dalla 1° alla    3° riga
Piano

Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38
PAG  114

dalla 15° alla    17° riga, dalla

25° alla 27° riga;
Annuario

Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32
PAG  115

dalla 1° alla   29° riga
Annuario

Arpa 2006 pag 2.31-2.32
 PAG 118  dalla 1° alla   8° riga
Annuario

Arpa 2005 pag 2.23-2.24
PAG  124

dalla 34° alla   46° riga
DIRVIT
PAG 126   dalla 16°

alla  20° riga; dalla 23° alla  25° riga; dalla 36° alla  37° riga; dalla 41° alla  44° riga;       dalla 47° alla  51° riga;
PAG 127   dalla

1° alla  2° riga; dalla 18° alla  35° riga; dalla 40° alla  47° riga; dalla 48° alla  52° riga;       
PAG 128  dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla  31° riga; dalla 32° alla  46° riga;
PAG 129  dalla 1° alla

19° riga;
PAG 130  dalla

11° alla 14° riga;
Annuario

Arpa 2006 pag 2.25-2.39
PAG 133   dalla

32° alla  45° riga;
PAG 134   dalla

9° alla   22° riga;
PAG 136   dalla

1° alla 17° riga;  dalla 24° alla 26°

riga
PAG 137  dalla 1° alla

19° riga;
PAG 138  dalla 1° alla 22° riga;
PAG 139  dalla 1° alla 18° riga;
AMIA V

relazione pag 276-284
 PAG  138 E PAG 139 TABELLE 
APAT

Biomonitoraggio 2005
PAG  140

dalla 15° alla    34° riga,
Linee

Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70
PAG  140

dalla 35° alla    36° riga,
PAG  141

dalla 1° alla    24° riga,
ARPA

Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42
PAG  151

dalla 8° alla    11° riga,
PAG  152

dalla 1° alla    32° riga,
PAG  153

dalla 1° alla    40° riga,
PAG  154

dalla 1° alla    11° riga,
AMIA

III IV V Relazione
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
AMIA

III Relazione
PAG  157

TABELLA 
CAPITOLO

3 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
AMIA

Acidità Piogge acide pag 32
PAG  157

dalla 14° alla    23° riga,
AMIA V

Relazione pag 276
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
GENCHI-CAMMARATA

PAG  158

dalla 1° alla  46° riga, 
PAG  159

dalla 1° alla  24° riga, 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  170

dalla 1° alla    12° riga,
PAG  171

dalla 1° alla    12° riga,
AMIA V

Relazione pag 276
PAG  172 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.33-2.34
PAG  173 dalla 6° alla  10° riga,
PAG  173 dalla 1° alla  3° riga,
PAG  173

dalla 7° alla    18° riga,
AMIA V

Relazione pag 283-284
PAG  174 e pag 175 TABELLE 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.58 -2.69
PAG  173 e pag 173 TABELLE 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30
PAG  175

dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga;
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  176 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 281
PAG  176 TABELLE
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.31-2.32
PAG  177

dalla 1° alla  7° riga, dalla 11°

alla  16° riga,
PAG  178

TABELLE
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.67
PAG  178

TABELLE
AMIA V

Relazione pag 279-280
PAG  179 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 279-280
PAG  180 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.27
PAG 181   dalla

10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga;
PAG 182   dalla

1° alla  6° riga; 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  182 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 276-278 e 284
PAG  182 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.35
PAG 186 dalla

17° alla 33° riga;
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.72
PAG  187 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 281-283
PAG  187 TABELLE

Annuario

ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201   dalla

1° alla 17° riga;
PAG 202   dalla

1° alla   8° riga;
CAPITOLO

4 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Linee

Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196
PAG  196

dalla 1° alla 20° riga
 
DM 261/2002

PAG  196

dalla 21° alla 34° riga
 
Normativa
PAG  196

dalla 35° alla 47° riga
 
PAG  197

dalla 1°   alla 60° riga
 
CAPITOLO 5

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG  201

dalla 1°   alla 17° riga
 
PAG  202

dalla 1°   alla 8° riga
 
CAPITOLO 7

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Allegato

Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS ARTA datato 7.2.2008
PAG  220

dalla 19°   alla 38° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi  Università Messina dr. Parmaliana 17.3.2005

Allegato Tecnico
PAG  226

dalla 38°   alla 44° riga
 
PAG  227

dalla 1°     alla 37° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
PAG  229

dalla 1°     alla 12° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività

di ricerca” 
PAG  229

dalla 13°     alla 30° riga
 
PAG  230

dalla  1°      alla

4° riga
 
Piano

Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6
PAG  233

dalla 7°   alla 27° riga
 
CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Bibliografia

Annuario ARPA pag 2.37-2.39
PAG  240

dalla 1°   alla 59° riga
 
PAG  241

dalla 1°   alla 21° riga
 


Regione Sicilia, la “guerra delle discariche”: Scontro in giunta Lo Bello – Marino









ANZA', ZUCCARELLO,LOMBARDO,CIRINCIONE,BARBARO,PARMALIANA,TOLOMEO,PETIX,GULLO,LO BELLO,COPIA E INCOLLA,PIANO ARIA REGIONE SICILIA,GENCHI,CAMMARATA,PELLERITO,CIAMPOLILLO






CAMBIAMO ARIA IL PIANO ARIA REGIONE SICILIA UNA COPIATURA UNICA



















In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE CAMBIAMO ARIA

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