L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 21 giugno 2014

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA RICHEISTA AUTORIZZAZIONE SOLARIUM IN ASSENZA DI PDUM A ISOLA DELLE FEMMINE


ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05219

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 249 del 19/06/2014
Firmatari
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIA 
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 19/06/2014


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05219
presentato da
MANNINO Claudia
testo di
Giovedì 19 giugno 2014, seduta n. 249

 Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: 
nella risposta alle interrogazioni nn. 5-00811 e 5-00812, in data 12 dicembre 2013, il Ministro dell'ambiente della tutela del territorio e del mare pro tempore ha affermato che la mancata designazione delle zone speciali di conservazione per i Siti di importanza Comunitaria di «Cala Rossa e Capo Rama» e di «isola Correnti, pantani di Pineta Pilieri, chiusa dell'Alga e Parrino» era motivata dal fatto che la trasmissione, da parte della Commissione, di successivi aggiornamenti dei formulari relativi ai siti di importanza comunitaria, ha reso «necessario, per ogni singolo invio, attendere l'approvazione della Commissione, che solitamente emana la relativa Decisione ad un anno di distanza dal ricevimento delle proposte di modifica degli Stati membri», aggiungendo che «in tali condizioni, non essendo ancora consolidate le informazioni relative ai singoli siti (per quanto attiene ad habitat, specie ed eventuale ampliamento dei confini), risultava pori opportuno procedere alla designazione delle ZSC»; 
nella stessa risposta, il Ministro ha, dunque, escluso che l'Italia potesse essere considerata inadempiente rispetto agli obblighi stabiliti dall'articolo 4 nella direttiva 92/43/CEE, scrivendo che «Solo recentemente la Commissione Europea ha manifestato la sua intenzione di non prevedere più aggiornamenti annuali, rendendo quindi effettiva la cadenza stabilita dalla Direttiva Habitat (6 anni) per la trasmissione delle informazioni sui siti e, in generale, sull'attuazione della Direttiva stessa. Il Ministero dell'ambiente ha provveduto, conseguentemente, ad avviare il processo di designazione partendo dalle situazioni regionali maggiormente consolidate»; 
rispondendo alle stesse interrogazioni, il Ministero interpellato ha scritto che la situazione «secondo i dati forniti dalla stessa Regione risalenti al giugno 2013, è la seguente: sono stati redatti 58 Piani di Gestione della rete Natura 2000 che accorpano 218 siti dei complessivi 238 siti (SIC e ZPS) nei quali sono inserire le azioni volte alla tutela e conservazione degli habitat presenti nelle medesime aree. Esiste ampia sovrapposizione tra i siti Natura 2000 e le aree protette regionali (riserve naturali e parchi istituiti ai sensi delle leggi regionali n. 98 del 1981 e n. 14 del 1988). Tale sovrapposizione consente di avere vari regimi di protezione applicati ai siti. Ad ogni buon conto la Regione sta predisponendo le misure di conservazione di cui all'articolo 6 della Direttiva Habitat per tutti i siti»; 
alla luce di questa informazioni, il Ministero interpellato ha scritto altresì che: (...) «si può prevedere di predisporre a breve un primo decreto di designazione delle ZSC della Regione Sicilia con riferimento ai siti per i quali è intervenuta l'approvazione definitiva dei Piani di gestione, sempre che gli stessi contengano i requisiti minimi richiesti dalla Commissione Europea»; 
rispondendo alla denuncia in merito alla mancata designazione delle Zone speciali di conservazione, presentata dai deputati interroganti, unitamente ai deputati dell'Assemblea regionale siciliana iscritti al Gruppo Movimento Cinque Stelle e a ben 307 cittadini siciliani, la Direzione generale ambiente della Commissione europea, in data 16 aprile 2014, ha precisato che è stata già avviata un'indagine (EU Pilot 4999/13/ENVI) volta a verificare il rispetto da parte di tutti gli Stati membri dell'articolo 4 paragrafo 4 della direttiva habitat, e in merito alla decorrenza del termine stabilito dalla direttiva, ha smentito la risposta fornita dal Governo scrivendo che «eventuali aggiornamenti dei formulari relativi ai siti non determinano uno slittamento dei termine di sei anni: per i siti che, come quelli siciliani, sono stati inseriti nella rete Natura 2000 con decisione della Commissione adottata nel 2006, il termine entro cui designarli come ZSC è scaduto nel 2012»; 
il dipartimento dell'ambiente Servizio 5 – demanio marittimo della regione siciliana ha pubblicato, nei giorni compresi tra il 16 aprile e il 16 maggio 2012, l'avviso di presentazione della richiesta di concessione demaniale marittima di suolo demaniale di metri quadrati 1590 metri quadrati per la realizzazione di uno stabilimento balneare in località Punta del Passaggio nel comune di Isola delle Femmine; 
la località Punta del Passaggio è bagnata dal tratto di mare rispetto al quale sono stati individuati i Siti di Importanza Comunitaria ITA 020047 «Fondali di Isola delle Femmine» e ITA 020005 «Isola delle Femmine», e si trova nelle vicinanze del SIC ITA 02006 «Capo Gallo»; 
per il rilascio della predetta concessione demaniale – al pari di quanto avviene rispetto ad altre concessioni che interessano lo stesso tratto di costa – il competente servizio regionale procede, in assenza del prescritto piano di utilizzazione del demanio marittimo del comune di Isola delle Femmine, e dunque senza uno strumento di governo complessivo delle aree demaniali; 
la dotazione di un piano di utilizzo delle aree demaniali marittime (PUDM) – rendendo necessario, tra le altre cose, lo svolgimento delle necessarie procedure valutative previste dalla normativa vigente – consentirebbe una verifica contestuale degli impatti che le attività, oggetto delle concessioni demaniali marittime, nel loro complesso, e congiuntamente alle altre attività già presenti e/o insediabili, possano avere sugli habitat e sulle specie protetti e compresi all'interno dei siti di Rete Natura 2000, e dunque una valutazione complessiva della compatibilità ambientale delle stesse attività; 
con particolare riferimento a zone costiere, come quello all'interno del quale si trova l'area oggetto della richiesta di concessione, caratterizzati dalla presenza di diversi siti della Rete Natura 2000, oltre che di aree protette, il pieno rispetto della direttiva 92/43/CEE e del Regolamento recante attuazione della stessa direttiva (decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357) – in base ai quali la valutazione delle incidenze significative di un progetto deve essere effettuata, ove necessario, tenendo conto anche di altri progetti concorrenti – può essere assicurato, solo in presenza di uno o più piani di utilizzazione delle aree demaniali che coprano l'intero ambito all'interno del quale è possibile rilevare incidenze significative rispetto agli habitat e alle specie protetti; 
ad oggi, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non ha ancora adottato il primo decreto di designazione delle zone speciali di conservazione per i siti di importanza comunitaria compresi nella regione Sicilia, del quale era stata preannunciata l'imminente predisposizione nella risposta alle interrogazioni nn. 5-00811 e 5-00812; 
la concessione demaniale per la quale è stata presentata l'istanza sta, dunque, per essere rilasciata – in mancanza del Piano di utilizzazione del demanio marittimo – e prima del completamento, a cura del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, delle attività finalizzate a verificare la rispondenza dei piani di gestione e/o delle misure di conservazione ai criteri stabiliti dalla Commissione europea e, dunque, a designare i siti interessati come zone speciali di conservazione; 
la mancata designazione delle zone speciali di conservazione, oggetto dell'attività d'indagine della Commissione europea, richiamata sopra, può portare, in ogni caso, all'apertura di una procedura di infrazione comunitaria nei confronti del nostro Paese –: 
se siano ultimate le attività finalizzate a verificare la rispondenza dei piani di gestione e/o delle misure di conservazione ai criteri stabiliti dalla Commissione europea relativamente ai Siti di importanza comunitaria ITA 020047 «Fondali di Isola delle Femmine», ITA 020005 «Isola delle Femmine», e ITA 02006 «Capo Gallo» e cosa ne impedisca la designazione come zone speciali di conservazione; 
entro quale termine intenda procedere alla predisposizione del primo decreto di designazione quali zone speciali di conservazione dei siti di importanza comunitaria localizzati nel territorio della regione siciliana, rispetto ai quali i termini stabiliti dalla direttiva 92/43/CEE risultano ampiamente scaduti e l'Italia è, dunque, esposta al rischio dell'apertura di una procedura d'infrazione; 
se, e in che modo, intenda adoperarsi affinché venga scongiurato il rischio che nel territorio bagnato dal tratto di mare rispetto al quale sono stati individuati i siti di importanza comunitaria ITA 020047 «Fondali di Isola delle Femmine» e ITA 020005 «Isola delle Femmine», e in prossimità dei SIC ITA 02006 «Capo Gallo», venga rilasciata l'ennesima concessione demaniale, senza che sia possibile valutare l'incidenza di quest'ultima attività rispetto agli habitat e alle specie protetti, congiuntamente alle altre attività per le quali è stata già rilasciata la concessione ovvero a quelle per quali verrà rilasciata in seguito e, comunque, prima dell'ultimazione delle attività di verifica dell'adeguatezza delle misure di conservazione previste, propedeutiche alla designazione, a cura del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, dei siti in questione come Zone speciali di conservazione; 
se, nel quadro della – non più rinviabile – riforma complessiva delle concessioni demaniali marittime, non ritenga necessario introdurre una disposizione che subordini il rilascio e/o l'autorizzazione di concessioni demaniali marittime riferite a zone costiere contraddistinte dalla presenza di Siti della rete Natura 2000 e/o di aree protette, all'approvazione di un Piano di utilizzazione delle aree demaniali esteso all'intero ambito, rispetto al quale è possibile rilevare, e sottoporre alla opportune procedure valutative, gli impatti e le incidenze che le attività previste possono, congiuntamente e nel loro complesso, determinare rispetto agli habitat e alle specie protetti  (4-05219)

BOLOGNA,Caltanisetta, CRISCI,d'arpa, DELIBERA GIUNTA 130 29 12 2009, DEMANIO MARITTIMO, GIAMBRUNO, ISOLA DELLE FEMMINE, MANNINO CLAUDIA, NOTA 9987 20 12 2009, PDUM, SITI SIC, SOLARIUM, BONUSO LUIGI, Trizzino, VAS,

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