L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 9 giugno 2014

Talpe, corvi e un fiume di mazzette Ora i pm convocano Tremonti


TREMONTI




Talpe, corvi e un fiume di mazzette Ora i pm convocano Tremonti



Mose, tirato in ballo dall'ex segretaria di Galan. Non risulta indagato


dall'inviato Lorenzo Sani - VENEZIA, GUARDIE e ladri, dice Matteo Renzi. Ma anche controllati e controllori, per la Procura di Venezia, erano a libro paga del grande vecchio del Mose, l'ottuagenario Giovanni Mazzacurati, per conto del Consorzio Venezia Nuova. Il non facile lavoro degli inquirenti, costretti a muoversi tra mille cautele per depistare l'attivita' di talpe, corvi e ogni genere della fauna da spionaggio, prosegue senza sosta.
Intanto si attende la convocazione dell'ex ministro dell'economia Tremonti come persona informata sui fatti, data probabile da piu' fonti per chiarire i rapporti con l'ex ufficiale della Finanza e deputato Marco Milanese. A coinvolgere Tremonti sarebbe l'ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, che in un interrogatorio del 14 luglio 2013 avrebbe detto che l'ex ministro dell'economia era tra i destinatari delle somme raccolte da Giovanni Mazzacurati e in particolare di "una supermazzetta da mezzo milione di euro". Soldi che non sarebbero mai arrivati nelle tasche dell'ex ministro, che non risulta indagato. 
Intanto e' stata posta sotto sequestro la villa di Galan e sono finiti nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche i conti correnti del parlamentare e dieci imbarcazioni per un valore complessivo di 4,6 milioni, cifra che l'accusa suppone Galan abbia ricevuto sottobanco per favorire il Consorzio Venezia Nuova.
I MAGISTRATI sono convinti che l'ammontare di denaro pubblico sottratto al fisco o trasformato in fondi neri, sia vicino a un miliardo di euro. Mazzacurati e i suoi uomini avevano tutto sotto controllo. L'interrogatorio di Pio Savioli, l'uomo delle coop rosse nel Consorzio che in un'intercettazione racconta di aver dato una mazzetta di "150 mila euro perfino al Pdl", e' emblematico del potere di Venezia Nuova, che abitualmente si sceglieva il controllore. 
Il 12 settembre 2013 al magistrato che gli chiedeva conto del rapporto tra il Magistrato alle acque (Mav) e il Consorzio (Cvn), Savioli rispose che "c'era una certa subordinazione". Puntiglioso, il suo difensore, lo corresse: "Sudditanza psicologica". Ma Savioli imperterrito: "Sudditanza psicologica, ma anche operativa: gli comprava pure la carta igienica, non e' una battuta". 
SAVIOLI fece il nome di tre presidenti del Mav, due dei quali ora agli arresti, Cuccioletta e Piva. Quest'ultima respinge l'accusa di aver ricevuto i 400 mila euro di cui si parla nell'inchiesta. Piva arrivo' in sostituzione di Cuccioletta "scelto da Mazzacurati", ma che poi "fu mandato via dal ministro dei lavori pubblici Nesi". Savioli riferi' che Cuccioletta, sempre grazie a Mazzacurati, "ando' a lavorare dal presidente della Regione Lazio, Storace". Anche la signora Piva, ha dichiarato, gli subentro' perche' gradita a Cvn. Queste persone venivano scelte da Mazzacurati?, chiese il pm. Per rendere l'idea di cosa intendesse per "subordinazione", Savioli riferi' la battuta che circolava al Consorzio Venezia Nuova sull'accondiscendenza del Mav: "Basta portare la' anche la carta igienica usata che te la firmano". Il rapporto tra la Piva e Cvn, tuttavia, si logoro'. Secondo Savioli, "non e' che la Piva ci blocco' i lavori, pero' voleva vedere le cose". Cosi' "comincio' un'azione ai fianchi a Roma per cambiarla". Col ritorno di Berlusconi al governo "la Piva ando' a Bologna molto arrabbiata" e a Venezia "torno' Cuccioletta".
Notizie tratte da La Nazione
mose
 

«A Tremonti mazzetta da 500 mila
euro, ma non so se li ha incassati»



VENEZIA - Si infittisce l'affare Mose: secondo alcuni stralci di interrogatori (pubblicati da Repubblica), l'ex ministro Giulio Tremonti era il destinatario di una supermazzetta da 500mila euro e gli imprenditori del Mose compravano sentenze affidandosi a un avvocato di Cassazione, Corrado Crialese.

A coinvolgere Tremonti sarebbe l'ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, che in un interrogatorio del 14 luglio 2013 avrebbe detto che l'ex ministro era tra i destinatari delle somme raccolte da Giovanni Mazzacurati (il presidente del Consorzio Venezia Nuova che costruisce il Mose) e in particolare di una supermazzetta da mezzo milione di euro. Soldi che non si sa se siano mai arrivati nelle tasche di Tremonti.

Nell'inchiesta compare, infine, la figura di Corrado Crialese, avvocato cassazionista ed ex presidente di Fintecna, la finanziaria pubblica per l'industria. A lui, secondo quanto pubblica Repubblica, si rivolgevano gli imprenditori del Mose per comprare le sentenze. L'avvocato pagava, per conto delle ditte del Consorzio Venezia Nuova, i giudici del Tar e anche del Consiglio di Stato. A rivelarlo nel corso di un interrogatorio sarebbe stata ancora una volta Claudia Minutillo insieme a Piergiorgio Baita, primo socio del Consorzio. Una sentenza costava tra gli 80 mila e i 120 mila euro. E spunterebbe tra i tanti anche il nome del presidente del Tar del Veneto, Bruno Amoroso.


"I soldi a Orsoni? Girati alla Curia". E il Consorzio votò Pd e non Brunetta

SCANDALO MOSE/ Prende corpo la pista giudiziaria sul sindaco Orsoni. "I 450 mila euro di Mazzacurati sono stati girati alla Curia", sostengono i pm. "Al candidato sindaco serviva il voto cattolico". Baita: "Visto l'appoggio di Scola a Orsoni abbiamo cambiato linea. All'inizio volevamo contattare Brunetta". E spunta anche una mazzetta destinata a Tremonti...

Lunedì, 9 giugno 2014 - 08:36:00

Prende corpo la pista giudiziaria sul sindaco Orsoni. "I 450 mila euro di Mazzacurati sono stati girati alla Curia", sostengono i pm. "Al candidato sindaco serviva il voto cattolico". E così il consorzio cambiò campo prima delle elezioni. Baita: "Visto l'appoggio di Scola a Orsoni abbiamo cambiato linea e scaricammo Brunetta". E spunta anche una mazzetta destinata a Tremonti...
La teoria degli investigatori pare prendere corpo: i fondi neri che Mazzacurati dice di aver elargito al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, sarebbero poi stati dirottati alla Curia. Il motivo? Al candidato sindaco del Pd serviva conquistarsi il voto cattolico. I soldi in questione sono i 450 mila euro che l'allora presidente del Consorzio Venezia Nuova, operativo sugli appalti del Mose, dice di aver dato a Orsoni.
Il primo cittadino di Venezia nega qualsiasi addebito e racconta, dai domiciliari, di aver ricevuto solo i finanziamenti registrati, vale a dire 110 mila euro. Ma la testimonianza di Baita, allora a capo della Mantovani spa, va contro di lui. E' proprio Baita a dare corpo al filone nato intorno ai finanziamenti girati alla chiesa cattolica veneziana.
L'ipotesi dei pm è che il denaro di Mazzacurati destinato a Orsonisia finito poi a rimpinguare le casse della curia, che a quel punto avrebbe scelto di sostenere la sua candidatura a scapito di quella di Brunetta. Nel 2010, dicono gli inquirenti, Orsoni partiva nettamente sfavorito e per ribaltare la situazione aveva bisogno di una campagna aggressiva, con molto denaro a disposizione.
Baita racconta che all'inizio il consorzio era dell'idea, infatti, di avvicinare Brunetta. Poi il cambio di linea. "Quando abbiamo saputo che il Patriarcato aveva fatto una scelta di campo, quella di Orsoni, abbiamo cambiato linea". E il sostegno del Patriarcato, secondo i pm, sarebbe stato ottenuto proprio con quel denaro.
E allora non ci si può scordare dell'elemento raccontato negli scorsi giorni, vale a dire quell'appunto, riportato qui sotto, con la lista dei pagamenti della coop Coveco, operante nel Consorzio Venezia Nuova, a uomini politici e, appunto, alla Curia. Centomila euro infatti sarebbero finiti nelle casse della Fondazione Marcianum, fondata dall'allora patriarca di Venezia Angelo Scola. Una Fondazione nel cui consiglio siedevano proprio Mazzacurati e Orsoni.

ECCO IL FOGLIO CON LA LISTA COMPLETA DEI PAGAMENTI DI COVECO

soldi coop

IL NOME DI TREMONTI - Nel frattempo nelle carte dell'inchiesta meriterebbe una citazione anche l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Tremonti, che non risulta indagato, sarebbe stato il destinatario di una mazzetta da 500 mila euro, non si sa se poi finita altrove. E' indagato invece il braccio destro di Tremonti, Marco Milanese.
video mose

http://www.affaritaliani.it/cronache/orsoni-scola-mose090614.html

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