L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 22 luglio 2014

"ECCO LE MAZZETTE NEGLI UFFICI": IL FUNZIONARIO CONFESSA. INCHIESTA BIS SULLE DISCARICHE

"ECCO LE MAZZETTE NEGLI UFFICI": IL FUNZIONARIO CONFESSA. INCHIESTA BIS SULLE DISCARICHE


Cannova parla per otto ore e sarà interrogato di nuovo oggi. Ancora corruzione nella nuova indagine della procura
di SALVO PALAZZOLO



" TERRA MIA" ALCUNI SEQUESTRI 
 Ammette di aver preso mazzette dai ras dello smaltimento rifiuti in Sicilia. "Avevo bisogno di soldi per i miei figli", sussurra quasi in lacrime. Gianfranco Cannova, il funzionario dell'assessorato al Territorio arrestato venerdì dalla squadra mobile, ha confessato davanti al gip Vittorio Anania. E adesso è disposto pure a collaborare con la procura di Palermo: già questa mattina, si ritroverà davanti ai pubblici ministeri Alessandro Picchi, Daniela Varone e Alessandro Clemente, per un altro lungo interrogatorio che potrebbe segnare l'inizio di un nuovo terremoto giudiziario alla Regione.






Di sicuro, sull'assessorato al Territorio c'è già una nuova indagine della sezione reati contro la pubblica amministrazione della squadra mobile. Un'indagine su altre mazzette che sarebbero state intascate da Cannova e forse anche da altri impiegati avvicinati dagli imprenditori che gestiscono il business milionario delle discariche in Sicilia. Si tratta di un'inchiesta ancora coperta dal più rigido segreto istruttorio, ma Cannova deve aver capito che il cerchio attorno a lui si è ormai stretto. E così, ieri, si è trovato davanti a un bivio fondamentale per la sua vita. Ad assisterlo ci sono gli avvocati Massimo Motisi e Giuseppe Torre. Il funzionario, da venerdì in carcere, da sabato sospeso dal servizio, ha fatto la sua scelta e ha detto ai magistrati: "Sono disposto a raccontarvi cosa accadeva alla Regione".



http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/22/news/ecco_le_mazzette_negli_uffici_il_funzionario_confessa_inchiesta_bis_sulle_discariche-92113696/




Rifiuti, affari e campagne elettorali tutte le pressioni della politica

IL RETROSCENA
ANTONIO FRASCHILLA

LE PRESSIONI della politica e le discariche, un intreccio che rischia di consegnare la Sicilia ai padroni dei rifiuti. Senza alternative. L'indagine sulle mazzette che ha portato all'arresto di un funzionario regionale e di quattro imprenditori del settore alza il velo sulle pressioni che alcuni esponenti politici avrebbero fatto per far aprire o meno un sito, consentirne o meno l'allargamento.

Di certo c'è che questa vicenda ha una data d'inizio precisa: il grande affare delle discariche e l'enorme pressione sull'amministrazione per avere autorizzazioni inizia nel 2009, quando il governo Lombardo dà l'ok ad aumenti di volumi di rifiuti che valgono 700 milioni di euro di fatturato. Bloccati, giustamente, i termovalorizzatori, l'allora governo regionale autorizzò aumenti della capacità di accogliere rifiuti nelle discariche dell'Isola per 13 milioni di metri cubi. Quali sono i siti che hanno ricevuto i via libera maggiori? Certamente tra questi c'è la discarica di Mazzarà Sant'Andrea, gestita dalla Tirreno ambiente amministrata da Giuseppe Antonioli, finito agli ar-stu resti: a questo sito sono stati autorizzati conferimenti per 1,7 milioni di metri cubi, che valgono un volume d'affari pari a 155 milioni. Ancora maggiori i volumi autorizzati dal governo Lombardo alla discarica di Motta Sant'Anastasia, gestita dalla Oikos di Domenico Proto, anche lui agli arresti: 1,8 milioni di metri cubi per un fatturato di 185 milioni. Leggermente inferiori i numeri autorizzati all'altra mega discarica del Catanese, quella di Grotte San Giorgio gestita dalla Sicula trasporti della famiglia di Giuseppe e Salvatore Leonardi: 1,9 milioni di tonnellate per un volume d'affari pari a 173 milioni.

Qui inizia la pressione nei confronti dell'amministrazione. Dalle carte dell'indagine che ha portato agli arresti della scorsa settimana emergono conferme a questo scenario. Gli inquirenti sottolineano, a esempio, l'ampliamento "anomalo" consentito dal governo Lombardo per una discarica Oikos, quella di Tiritì, nonostante fosse «già attiva da trent'anni, ad una distanza dai centri abitati ben inferiore ai 5 chilometri prescritti da una legge del ‘94». Assodato comunque l'interesse di Proto e il ruolo del governo Lombardo nel puntare sulle discariche, dalle carte emerge dell'altro. Ad esempio quando gli imprenditori Sodano di Agrigento, anche loro finiti agli arresti, chiedono al funzionario Cannova di sapere perché ci sono opposizioni alla realizzazione delle loro due discariche a Noto e Pachino, la risposta del dipendente regionale è questa: «Mi chiamano tutti i politici, mi chiama pure il Presidente Lom-bardo, mi dice il presidente Lombardo vedi di revocare questa, questa discarica perché altrimenti il posto ti giochi ».Ma il nome del governatore non compare solo in questo passo. In un'altra intercettazione l'imprenditore Calogero Sodano, al telefono con Cannova, dice: « Per ora c'è «chi » presidente Lombardo che mi ha mandato a chiamare, tramite.. Di Mauro (deputato regio-nale dell'Mpa, ndr) perché vuole una presenza alle elezioni ».Contro la discarica dei Sodano si sarebbe schierato poi anche l'ex deputato dell'Mpa, Giuseppe Gennuso. Scrivono gli inquirenti: «In particolare, ad assecondare le proteste era un consigliere regionale, tale Giannuso, il quale — pur senza averne titolo — avrebbe preso parte alla conferenza dei servizi».

In un altro passaggio, invece, gli inquirenti continuano a citare il nome di Lombardo, quando Proto non sembra avere remore «a confidare al Cannova del suo incontro avuto con l'allora presidente ». In altre intercettazioni invece Cannova fa il nome del deputato Lino Leanza, parente dell'ingegnere Zuccarello allora responsabile del servizio Via-Vas, che si oppone ad ampliamenti della discarica dell'Oikos. E dalle carte saltano poi fuori i nomi dell'ex senatore Domenico Sudano, al quale Proto chiamava per avere ragguagli su un decreto nazionale al quale teneva molto. E il politico lo tranquillizzava: «Martedì è alla firma di Berlusconi».

Incontri, pressioni, emissari politici per aiuti alle elezioni. Qualcosa non torna, quanto meno. Una cosa è fuori di dubbio: le scelte politiche avallate tra il 2009 e il 2011 hanno messo la Sicilia in mano ai privati gestori delle discariche. E adesso il paradosso è che un'eventuale chiusura dei siti della Oikos e della Tirreno ambiente potrebbe creare un allarme sanitario senza precedenti.
Così il business dei rifiuti è finito nelle mani dei privati L'ok del governo Lombardo all'ampliamento dei siti dell'Isola

Gli inquirenti giudicano "anomalo" l'allargamento di un bacino dell'Oikos "troppo vicino al centro abitato"




INTANTO NEL 2011..........


Bonaiuto, sulla discarica basta speculazioni.


Il sindaco, Paolo Bonaiuto, spiega le motivazioni che lo hanno portato a revocare il parere espresso in precedenza. E’ stato evidenziato come il luogo prescelto dalla SoAmbiente per realizzare l’opera fa parte di una zona archeologica. Inoltre il Comune non aveva dato parere sul piano tecnico.
PACHINO – «Sulla vicenda discarica credo che siano state poste le basi per mettere la parola fine a tutta la vicenda». Ad affermarlo è stato il sindaco di Pachino Paolo Bonaiuto che mercoledì scorso si è recato a Palermo, insieme all’architetto Enzo Frazzetto dell’ufficio tecnico ed all’ingegnere Piero Drago in qualità di rappresentante del comitato civico sorto per protestare contro la realizzazione dell’impianto di stoccaggio, ed al deputato all’Ars Pippo Gennuso. «Adesso cessino tutte le speculazioni sorte sull’argomento, -ha affermato Bonaiuto, che ha smentito con i fatti le illazioni circa la sua diserzione dell’importante appuntamento-.
Agli altri enti che partecipano alla conferenza dei servizi è stata illustrata la posizione del comune di Pachino, e sono state ribadite le motivazioni che ci hanno portato a revocare il parere in precedenza espresso. Grazie anche al comitato ed alla partecipazione popolare infatti, -ha continuato Bonaiuto- ci siamo accorti di alcuni punti oscuri che prima non erano stati evidenziati a dovere. Dopo avere approfondito la vicenda, anche mediante la consultazione di esperti di fiducia, abbiamo ritenuto doveroso chiedere la riconvocazione della conferenza e revocare il parere positivo dato in assoluta buona fede
Ora attendiamo il parere degli altri enti fra cui la Soprintendenza che, in prima istanza non era stata convocata. Siamo fiduciosi, comunque, in merito a quanto sarà deciso. Certamente il parere negativo del comune ha un peso determinante». Nel corso della conferenza dei servizi la casa municipale ha evidenziato come il luogo prescelto dalla SoAmbiente per la realizzazione della discarica, fa parte di una zona archeologica, e a pochi metri siano stati approvati dei progetti di insediamenti turistici per un totale di circa 1.400 posti letto. Inoltre il comune di Pachino, fino ad oggi non aveva mai espresso un parere sul piano tecnico, mentre le relazioni dell’Area 3 (dipartimento regionale di sviluppo ambientale) è pervenuto successivamente alla data della prima conferenza dei servizi.
Contrario alla realizzazione della discarica è stato anche il rappresentante dell’Asp (servizio igiene ed ambienti di vita) che ha sottolineato come non sia affatto chiaro quali sono i tipi di materiale da smaltire in discarica. Il presidente della conferenza dei servizi, l’architetto Cannova ha preso atto dei nuovi pareri delle varie componenti e delle eccezioni della So Ambiente che invece considerava chiusa la partita dopo l’esito della prima conferenza svoltasi il 13 aprile scorso, riservandosi di decidere. Nessun rischio, inoltre, dovrebbe correre l’amministrazione in ordine ad una possibile richiesta di risarcimento danni della SoAmbiente.
Autore: Salvatore Marziano.
Fonte: La Sicilia 01/07/2011


C'è l'ipotesi di una discarica vicino al centro abitato

PACHINO - Una discarica non molto distante dal centro abitato? L'ipotesi è più che plausibile stando ad un documento dell'Assessorato Regionale al territorio e ambiente registrato al protocollo del comune il 23 marzo scorso. L'oggetto del documento è il seguente: Procedura Aia - impianto Ippc - ditta Soambiente srl - progetto per i lavori di recupero ambientale di una ex cava di calcarenite mediante la realizzazione di un impianto di smaltimento per rifiuti non pericolosi, principalmente terre e rocce da scavo, sita in contrada Camporeale nel territorio di Pachino. La conferenza dei servizi decisoria si è tenuta il 13 aprile scorso.

La Soambiente srl di Agrigento ha presentato istanza per ottenere il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, ai sensi del decreto legislativo 59/2005, per l'impianto di contrada Camporeale. L' assessorato regionale, in qualità di autorità competente, dopo il controllo preliminare della documentazione allegata all'istanza stessa ha convocato l'incontro informativo lo scorso 9 febbraio e la conferenza dei servizi istruttoria il 15 marzo. La conferenza dei servizi decisoria si è svolta a Palermo, negli uffici del servizio 1/Via dell'assessorato regionale territorio e ambiente. Nella stessa sede sono depositati gli atti relativi alla pratica in questione. Responsabile del procedimento è l'architetto Gianfranco Cannova.


MAZZETTE TRUCCATE, SMS IN CODICE, INCONTRI IN AUTO: ECCO IL MANUALE DEL TANGENTISTA


Le intercettazioni svelano i retroscena dell'inchiesta che ha portato alla sbarra il funzionario dell'assessorato Ambiente, arrestato con altri burocrati, e i suoi rapporti con i big del settore rifiuti
di SALVO PALAZZOLO


L'ultima regola del perfetto tangentista è davvero un colpo di genio: il funzionario corrotto fa un piccolo bonifico all'imprenditore. "Te li do io i soldi, sono dodici tondi - spiegava Giuseppe Antonioli, amministratore della "Osmon" a Gianfranco Cannova, impiegato infedele dell'assessorato al Territorio - basta a giustificare... Se vengono e dicono, io gli rispondo: "Ma questo è un mio amico, questo signore mi deve dare dei soldi...". Dunque, una tangente travestita da prestito. La mazzetta è diventata ormai una roba da manuale, con le sue regole fisse, che emergono tutte dall'ultima inchiesta della squadra mobile e della procura.


Regola numero uno. La mazzetta continua ad essere consegnata in auto. "Aspetta che ti lascio quelle cose", diceva l'imprenditore Domenico Proto a Cannova. C'era una cimice piazzata nella vettura del funzionario. "Mettiti più avanti", sussurrava Proto. "Io non ti voglio far camminare con la borsa, Mimmo mi metto là vicino?", chiedeva Cannova. A quel punto, la cimice rassegnò dei rumori: l'apertura di un cruscotto, un fruscio di banconote. L'impreditore disse: "Scusa, t'abbastano i piccioli per Cappeddanno?". Nell'auto di Cannova si tenne anche un'altra consegna di denaro, quella fatta da Antonioli, per consentire al funzionario di fare un bonifico di copertura. Anche in quel caso, i poliziotti della "mobile" sentirono fruscio di banconote che venivano contate.


Regola numero due del nuovo tangentista: meglio gli sms in codice delle telefonate. Anche questa regola è stata svelata dagli investigatori. L'imprenditore Proto, il grande corruttore, veniva chiamato dal funzionario con l'appellativo di "fax". Quando sorgeva la necessità di un incontro riservato, Cannova mandava un messaggio a un intermediario, scrivendogli: "Il fax in ufficio è acceso?". Un giorno, sul telefonino di Cannova arrivò un altro sms: "Aspetta il fax all'Excelsior per le 11,30". Era il segale dell'ennesimo incontro. Al Grande hotel Excelsior di Catania.


Regola numero tre. I pagamenti per le vacanze-regalo al funzionario corrotto meglio farli fare alla segretaria con la sua carta di credito. "Poi Mimmo (Domenico Proto  -  ndr) gli restituisce i soldi", così Cannova spiegava alla moglie, che però si insospettiva: "Sì, ma non ha senso, un'impiegata come se lo permette di pagare una vacanza di 6000 euro per una settimana? Perché tanto noi consumiamo". Il marito la rassicurava: "Lo può fare". La moglie insisteva: "Un'impiegata lo può fare? Perché, quanto guadagna?". Risposta di Cannova: "Lo può fare nel senso che è la ditta che le offre il premio del soggiorno". Commento della moglie: "Mi sembra una stronzata. E se questa un giorno se la canta come quella di Bossi? Lui non deve dare... lui non deve dare". La signora Cannova invocava il rispetto alla lettera del manuale del perfetto tangentista.


Regola numero quattro, la più criminale di tutte. In un ufficio meglio avere due corrotti che uno. Ma prima di corrompere il secondo, informarsi bene con il primo. Così faceva Proto, che chiese notizie a Cannova su un suo collega: "Ci faccio firmare sta cosa. Dieci, venti, trentamila euro pure per... ". Cannova fece intendere che anche il suo collega aveva già preso soldi in passato. Dunque, via libera con la proposta: "Ancora legna ci devi mettere nel fuoco?".


Le intercettazioni hanno svelato tutte le regole dei corrotti. Quelle vecchie e quelle nuove. Regole che hanno fatto della corruzione un "lavoro". Così spiegava il solerte funzionario Gianfranco Cannova al figlio: "Se io lavoro mi da... mi da i soldi... non regala nessuno niente. Se tu li meriti perché sei bravo e lavori, te li danno". Ti "danno" non lo stipendio, ma le mazzette. Il giudice delle indagini preliminari Vittorio Anania commenta nel suo provvedimento: "La corruzione vista come un "lavoro" ed applicata come fosse una "regola di vita"".




Mazzette e discariche, aperta un'indagine interna all'assessorato Ambiente: "Si cercano complicità"

Nelle carte dell'inchiesta i dubbi degli inquirenti sul sistema dei controlli. Una commissione al dipartimento "Accertamenti affidati a esterni". Nel mirino i contatti del funzionario regionale arrestato con altri burocrati e politici. I rapporti con i big del settore rifiuti


Davvero un semplice funzionario poteva influenzare e a volte prendere decisioni su discariche, rifiuti e autorizzazioni milionarie? Davvero Gianfranco Cannova, arrestato perché secondo gli inquirenti avrebbe intascato mazzette dai titolari delle principali discariche private siciliane, ha fatto tutto da solo? A queste domande proverà a dare una risposta una commissione che sarà nominata dal dirigente del dipartimento Territorio e ambiente Gaetano Gullo, che sulla vicenda delle discariche dell'Oikos e della Tirreno ambiente vuole vederci chiaro. Specie dopo che lui stesso lunedì scorso ha firmato un verbale che alle contestazioni mosse dall'ex assessore Nicolò Marino e dal dirigente Rifiuti Marco Lupo sull'Oikos risponde che tutto è a posto e la discarica può continuare a lavorare: "Convocherò subito i dirigenti del mio dipartimento per capire perché hanno dato parere favorevole e mi hanno fatto firmare questo atto su una discarica nell'occhio del ciclone", dice. Il funzionario
del servizio autorizzazioni Via-vas deve rispondere al dirigente dell'Unità operativa, al dirigente del servizio, al dirigente generale del dipartimento e, a volte, anche all'assessore al ramo. Come faceva Cannova a garantire il risultato agli imprenditori in piena solitudine? Insomma, sull'assessorato Territorio e ambiente, ma anche sui dirigenti che hanno lavorato all'assessorato Energia, ancora ci sono zone d'ombra sulle quali fare luce. Da qui la decisione del neo dirigente generale Gullo di nominare una commissione d'inchiesta esterna: "Voglio nominare professionisti che non hanno alcun rapporto con dipendenti dell'amministrazione ", dice Gullo.

Una cosa è certa: dalle carte dell'indagine che ha portato all'arresto del funzionario e di quattro imprenditori (tra i quali i re delle discariche siciliane, il catanese Domenico Proto e Giuseppe Antonioli) emergono dubbi degli inquirenti sul coinvolgimento di altri dirigenti, quanto meno superficiali in alcuni atteggiamenti e decisioni. A esempio nelle carte dell'indagine si cita un pranzo avvenuto tra Proto, Cannova e un altro alto dirigente del settore Rifiuti in un noto ristorante di Palermo. Gli inquirenti sottolineano "l'atipicità" di questo incontro in ambienti non istituzionali tra i funzionari pubblici e "un soggetto privato" interessato in un procedimento amministrativo gestito da quegli stessi funzionari. Ma c'è di più. Dalle intercettazioni emerge anche che il Cannova avrebbe proposto a Proto di pagare anche questo alto dirigente del Rifiuti che, a suo dire, era vicino al Partito democratico.
In un'altra intercettazione, invece, Cannova tranquillizzava gli imprenditori sull'esito di una conferenza di servizio grazie ai "suoi canali e amicizie" all'interno della macchina burocratica. Non solo, dalle carte
emerge poi come Cannova entrava in contrasto con alcuni dirigenti dei dipartimenti Territorio e Rifiuti, questi magari erano mossi da altri motivi politici perché parenti di deputati catanesi che sponsorizzavano altre iniziative a scapito della Oikos.
E, ancora, Cannova dimostra di avere rapporti diretti anche con ispettori dell'Arpa, che invitava a pranzo per discutere di iniziative su alcune discariche. Ad altri dirigenti del dipartimento, invece, Cannova chiedeva "informazioni" riservate: come ad esempio sulla situazione burocratica riguardante la società Osmon, riconducibile all'imprenditore Antonioli, ottenendo "dettagliate informazioni nonché l'apparente disponibilità dello stesso dirigente contattato ad aiutare l'Antonioli e la sua società". Il dirigente in questione provava poi a convincere della bontà dell'iniziativa presentata dalla Osmon l'allora responsabile del dipartimento Energia Gianluca Galati.


Insomma, le complicità, più o meno volontarie, ci sono state, eccome. E proprio su queste si baserà adesso l'indagine interna al dipartimento Ambiente: "Ci saranno trasferimenti, qui dobbiamo cambiare proprio aria", assicura l'attuale dirigente generale Gullo, che denuncia come il caso Cannova riguardi anche il sindacato. "Avevamo trasferito il dipendente ben prima degli arresti di ieri, proprio perché ci era sembrato che qualcosa non quadrava  -  dice Gullo  -  a esempio vedevamo troppi politici venire in dipartimento a parlare direttamente con lui. Ma la Uil ci ha fatto opposizione perché in quanto rappresentante sindacale Cannova non poteva essere trasferito. Così è tornato nello stesso ufficio della Via-Vas e delle autorizzazioni. Anche questo un paradosso sul quale andrebbe fatta chiarezza". Intanto i grillini chiedono di revocare l'autorizzazione alla discarica di Motta Sant'Anastasia dell'Oikos, nonostante proprio lunedì scorso Gullo abbia firmato il verbale che invece sostiene che nel sito tutto è in regola. Una bella matassa che sarà difficile da districare.







Humanitas: è un cugino di Lino Leanza a firmare la concessione edilizia…







…E MENO MALE CHE L’ATTUALE GOVERNO REGIONALE HA FATTO APPROVARE DALL’ARS UNA LEGGE ANTIPARENTOPOLI…
Magari si tratta solo di una coincidenza. Ma in questa storia dell’Humanitas, le ’coincidenze’ anomale, i dietrofront e il valzer di dichiarazioni contradditorie sono davvero tante. La vicenda è ormai nota. Parliamo del nuovo centro oncologico di Misterbianco, in questi giorni al centro di furiose polemiche, come vi abbiamo raccontato in numerosi articoli.
In breve, la storia comincia nel 2011 quando il centro, già attivo a Catania,  chiede alla Regione di ampliare la struttura con  nuovi posti letto e la realizzazione di un nuovo centro a Misterbianco.
Permesso accordato nel 2012, come ha confermato lo stesso amministratore della società, Giuseppe Sciacca, zio (ed ecco la prima coincidenza) di Luca Sammartino,deputato regionale di Articolo 4, il Movimento fondato dall’ex Mpa, Lino Leanza (nella foto sotto), che da autonomista si è trasformato in uno dei main sponsor del Governo regionale di Rosario Crocetta, che dell’Autonomia siciliana sta facendo carta straccia. In ogni caso (si sa, i politici cambiano spesso idea e casacche) si procede dunque all’acquisto dei terreni e all’ottenimento di tutti i permessi necessari.
Si arriva così a Luglio di quest’anno, quando l’attuale assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, porta in Giunta la delibera in questi giorni nell’occhio del ciclone. Prevede la realizzazione del centro e la creazione di nuovi posti letto per le branche urgenti di oncologia, ortopedia e neurologia. Ovviamente in convenzione.  Si gioca tutto
lino leanza

sugli accreditamenti indirettamente a carico dei contribuenti. Il tutto mentre la sanità pubblica siciliana è allo sfacelo.



Una volta scoppiata la bomba,  il Governo regionale cade  nel ridicolo: affermare che una delibera di Giunta “è sospesa” è una contraddizione in termini: che senso ha portare in Giunta regionale una delibera, approvarla e poi dire che è “sospesa”?
Ancora: perché se l’intenzione era di revocarla – e già questo è contraddittorio, se non ridicolo – si è proceduto poi alla firma dell’accordo esecutivo? Lo conferma lo stesso Sciacca: assessorato alla Salute e Humanitas hanno firmato il contratto lo scorso Settembre. Non a caso, i cantieri sono aperti, si lavora a pieno ritmo.
Insomma, parliamo di un business della sanità privata dai contorni oscuri e tenuto nell’ombra fino a quando i giornali non hanno provato a fare luce su una vicenda piuttosto strana. Un business ancora tutto da chiarire (di chi erano i terreni acquistati dall’Humanitas?) dove si intrecciano politica e affari e parenti.
L’ad della società, Giuseppe Sciacca, per l’appunto, non è l’unico a vantare parentele eccellenti. Vedi caso, c’è anche un cugino indiretto di Lino Leanza (acquisito dalla moglie), tra i protagonisti di questa storia. Si tratta di Salvatore Zuccarello, dirigente del Comune di Misterbianco che ha firmato le concessioni edilizie, come vi mostriamo nel documento in allegato.
Coincidenza? Sarà. Ma questa storia puzza. Pure troppo.
Ma il presidente della Regione, Crocetta, e la sua maggioranza – Lino Leanza in testa – non sono quelli che, la scorsa estate, hanno tenuto l’Ars impegnata con la legge ‘Antiparentopoli’?
Che coerenza, ragazzi!

LA CONNCESSIONE EDILIZIA FIRMATA DA ZUCCARELLO, CUGINO DI LEANZA



Humanitas: è un cugino di Lino Leanza a firmare la concessione edilizia…





Mazzette e discariche, aperta un'indagine interna all'assessorato Ambiente: "Si cercano complicità"

Nelle carte dell'inchiesta i dubbi degli inquirenti sul sistema dei controlli. Una commissione al dipartimento "Accertamenti affidati a esterni". Nel mirino i contatti del funzionario regionale arrestato con altri burocrati e politici. I rapporti con i big del settore rifiuti


Davvero un semplice funzionario poteva influenzare e a volte prendere decisioni su discariche, rifiuti e autorizzazioni milionarie? Davvero Gianfranco Cannova, arrestato perché secondo gli inquirenti avrebbe intascato mazzette dai titolari delle principali discariche private siciliane, ha fatto tutto da solo? A queste domande proverà a dare una risposta una commissione che sarà nominata dal dirigente del dipartimento Territorio e ambiente Gaetano Gullo, che sulla vicenda delle discariche dell'Oikos e della Tirreno ambiente vuole vederci chiaro. Specie dopo che lui stesso lunedì scorso ha firmato un verbale che alle contestazioni mosse dall'ex assessore Nicolò Marino e dal dirigente Rifiuti Marco Lupo sull'Oikos risponde che tutto è a posto e la discarica può continuare a lavorare: "Convocherò subito i dirigenti del mio dipartimento per capire perché hanno dato parere favorevole e mi hanno fatto firmare questo atto su una discarica nell'occhio del ciclone", dice. Il funzionario
del servizio autorizzazioni Via-vas deve rispondere al dirigente dell'Unità operativa, al dirigente del servizio, al dirigente generale del dipartimento e, a volte, anche all'assessore al ramo. Come faceva Cannova a garantire il risultato agli imprenditori in piena solitudine? Insomma, sull'assessorato Territorio e ambiente, ma anche sui dirigenti che hanno lavorato all'assessorato Energia, ancora ci sono zone d'ombra sulle quali fare luce. Da qui la decisione del neo dirigente generale Gullo di nominare una commissione d'inchiesta esterna: "Voglio nominare professionisti che non hanno alcun rapporto con dipendenti dell'amministrazione ", dice Gullo.

Una cosa è certa: dalle carte dell'indagine che ha portato all'arresto del funzionario e di quattro imprenditori (tra i quali i re delle discariche siciliane, il catanese Domenico Proto e Giuseppe Antonioli) emergono dubbi degli inquirenti sul coinvolgimento di altri dirigenti, quanto meno superficiali in alcuni atteggiamenti e decisioni. A esempio nelle carte dell'indagine si cita un pranzo avvenuto tra Proto, Cannova e un altro alto dirigente del settore Rifiuti in un noto ristorante di Palermo. Gli inquirenti sottolineano "l'atipicità" di questo incontro in ambienti non istituzionali tra i funzionari pubblici e "un soggetto privato" interessato in un procedimento amministrativo gestito da quegli stessi funzionari. Ma c'è di più. Dalle intercettazioni emerge anche che il Cannova avrebbe proposto a Proto di pagare anche questo alto dirigente del Rifiuti che, a suo dire, era vicino al Partito democratico.
In un'altra intercettazione, invece, Cannova tranquillizzava gli imprenditori sull'esito di una conferenza di servizio grazie ai "suoi canali e amicizie" all'interno della macchina burocratica. Non solo, dalle carte
emerge poi come Cannova entrava in contrasto con alcuni dirigenti dei dipartimenti Territorio e Rifiuti, questi magari erano mossi da altri motivi politici perché parenti di deputati catanesi che sponsorizzavano altre iniziative a scapito della Oikos.
E, ancora, Cannova dimostra di avere rapporti diretti anche con ispettori dell'Arpa, che invitava a pranzo per discutere di iniziative su alcune discariche. Ad altri dirigenti del dipartimento, invece, Cannova chiedeva "informazioni" riservate: come ad esempio sulla situazione burocratica riguardante la società Osmon, riconducibile all'imprenditore Antonioli, ottenendo "dettagliate informazioni nonché l'apparente disponibilità dello stesso dirigente contattato ad aiutare l'Antonioli e la sua società". Il dirigente in questione provava poi a convincere della bontà dell'iniziativa presentata dalla Osmon l'allora responsabile del dipartimento Energia Gianluca Galati.


Insomma, le complicità, più o meno volontarie, ci sono state, eccome. E proprio su queste si baserà adesso l'indagine interna al dipartimento Ambiente: "Ci saranno trasferimenti, qui dobbiamo cambiare proprio aria", assicura l'attuale dirigente generale Gullo, che denuncia come il caso Cannova riguardi anche il sindacato. "Avevamo trasferito il dipendente ben prima degli arresti di ieri, proprio perché ci era sembrato che qualcosa non quadrava  -  dice Gullo  -  a esempio vedevamo troppi politici venire in dipartimento a parlare direttamente con lui. Ma la Uil ci ha fatto opposizione perché in quanto rappresentante sindacale Cannova non poteva essere trasferito. Così è tornato nello stesso ufficio della Via-Vas e delle autorizzazioni. Anche questo un paradosso sul quale andrebbe fatta chiarezza". Intanto i grillini chiedono di revocare l'autorizzazione alla discarica di Motta Sant'Anastasia dell'Oikos, nonostante proprio lunedì scorso Gullo abbia firmato il verbale che invece sostiene che nel sito tutto è in regola. Una bella matassa che sarà difficile da districare.



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