L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 16 agosto 2014

ASSESSORE LO BELLO E DR CAPILLI AUDIZIONE 26 09 2013 IL PIANO ARIA SICI...





PIANO ARIA SICILIA CAPITOLO 6 pag 204 a 218 righe copiate dal PIANO VENETO E INCOLLATE SUL PIANO SICILIA 530



Ø     
Se c’è un capitolo che più di altri lascia esterrefatti per via
del livello di copiatura pedissequa ed acritica mostrato dagli autori questo è
probabilmente il sesto. Il capitolo, trasposto tal quale, parola per parola, da
quello del Piano del Veneto, riporta “Le azioni del Piano”, ossia gli
interventi e le misure da adottare per contenere e contrastare i fenomeni di
inquinamento sul territorio siciliano ed avviare le opere
di risanamento. Il risultato è che ne scaturisce un pot-pourri di dati
siciliani e soluzioni venete.   
Ø     
Tra le innumerevoli
perplessità, al lettore non può non sorgere una ovvia domanda: dove sono, nel
Piano, gli impianti industriali della Regione ? Dove sono i Petrolchimici, le
Centrali Termoelettriche, i Cementifici, la Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire agli
impianti di minori dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria ?
Ø     
Orbene, all’esame dei
fatti, il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità
dell’aria ambiente della Regione Siciliana possiede tutti i connotati
antitetici per essere definito tale, tanto meno quello di avere una qualche
attinenza con i prerequisiti di un documento di programmazione e pianificazione
in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria, monco qual è degli
elementi fondamentali e costitutivi, ad iniziare dall’inventario delle
emissioni, dalla modellistica e, ovviamente, degli strumenti finanziari e delle
risorse economiche (se si eccettuano i 500.000 euro che i Comuni siciliani
dovrebbero stanziare, secondo gli “autori”, dal proprio bilancio per le piste
ciclabili lungo gli ipotetici e fantasiosi canali ed argini dei fiumi che si
immettono nei loro centri storici). 
Il 12 marzo 2008, cioè a 7 mesi di distanza
dall’approvazione del Piano, l’Assessore Interlandi emanava il D.A. n. 43/GAB
con il quale si apportavano correzioni ad alcune di quelle parti del Piano
definite “refusi” e frutto di “errori materiali non sostanziali” (Ben
prima, ma senza alcun atto formale o correzione ufficiale, era stato fatto
sparire alla chetichella dal testo del Piano pubblicato nel sito
dell’Assessorato il link al Piano della Regione Veneto
http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm,
maldestramente dimenticato al § 1.6.1, pag. 26.).  
In realtà, per quanto riguarda i cosiddetti
“refusi” si tratta di quei refusi irrilevanti citati nella conferenza stampa di
Legambiente al solo scopo di mostrare che dal “copia e incolla” del Piano
veneto non si erano salvati neppure gli errori di battitura… del testo veneto;
per quanto riguarda i cosiddetti “errori
materiali non sostanziali
” resta incomprensibile come e perché si possa
arrivare a definire tali i riferimenti al “sistema
aerologico padano
”, alle “piste
ciclabili sugli argini di fiumi e canali
”, alle limitazioni
temporali di accensione del riscaldamento domestico
e ad altre risibilità
del genere nel contesto siciliano, frutto anch’essi del “copia e incolla” cieco
ed indiscriminato.



L’attività di gestione dei rifiuti da parte della società OIKOS consiste nella ricezione, per lo smaltimento definitivo, di ingenti quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati, aventi codice CER12 200301, con una media giornaliera di 700 tonnellate, prodotti dai Comuni della Sicilia orientale ed ivi conferiti dagli A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale)13 e/o da società incaricate. 

Gli stessi rifiuti, prima del loro smaltimento definitivo in discarica, devono essere sottoposti ad un’operazione di selezione/trattamento, conformemente al D.lgs. n°36/200314.

La società OIKOS Spa11, con sede in Motta S.Anastasia (CT), gestisce gli impianti, complementari tra loro: 

- di pretrattamento/selezione, denominato (IPPC) 
- di discarica per rifiuti non pericolosi 
entrambi siti in contrada Tiritì del Comune di Motta S.Anastasia. 

Un’ulteriore esigua quantità di altre tipologie di rifiuti (rifiuti proventi dalla pulizia delle strade) viene invece conferita, sempre dagli A.T.O. e/o società incaricate, per essere smaltita direttamente nella stessa discarica, senza alcun obbligo di preventivo trattamento. 

Per lo smaltimento di tutti i rifiuti ricevuti, la società OIKOS applica, nei confronti dei conferitori (A.T.O. e società di privati) e a seconda della destinazione dei rifiuti (verso l’impianto di trattamento o direttamente in discarica), due distinte tariffe: quella relativa al trattamento preventivo, pari a € 72,57 a tonnellata, e quella relativa allo smaltimento definitivo in discarica, pari a € 9,25 a tonnellata. 

Nel corso del primo sopralluogo del 24 maggio 2012 (VOL. III aff. 592 ss) veniva accertata, in una porzione d’area della discarica, la presenza di rifiuti la cui tipologia non era consentito conferire ai sensi dell’art. 7 d.lgs. 36/03, o meglio: 
- alcuni rifiuti che necessitavano in forza della loro tipologia, di essere sottoposti a pretrattamento, che non avevano, invece, sostenuto; 

- altri rifiuti (per esempio traversine in cemento armato, materiale in legno, plastica e ferro, vedi foto da 21 a 25, VOL. III aff. 600-601) non potevano invece proprio essere smaltiti in quella discarica, perché per tale tipologia è necessario uno specifico pretrattamento con un impianto particolare, di cui la società OIKOS non dispone, per il successivo conferimento in discarica per i rifiuti inerti. 

Le deduzioni fondate erano: 
1) che non tutti i rifiuti transitassero dall’impianto di trattamento preliminare; 
2) che non si attuassero idonee misure di sorveglianza e verifica dei flussi di rifiuti in ingresso; 
3) che consapevolmente si smaltissero in discarica tipologie di rifiuti non consentite. 

Veniva acquisita quindi la documentazione ambientale ed in particolare i registri di carico e scarico e le bindelle di pesa.




http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/2014/07/smaltimento-rifiuti-in-sicilia.html







Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Lo Bello e Capilli nelle due audizioni a giustificazione del Piano copiato? Che ha prodotto "effetti" (amministrativi). Purtroppo, devo darvi la brutta notizia che avevano ragione. Il Piano copiato ha prodotto "effetti", e... che "effetti": ECCOLI !!!

a) D.A. 168/GAB del 18/09/2009 - zonizzazione metalli e IPA
b) D.A. 169/GAB del 18/09/2009 - zonizzazione ozono

MA, C'E' SEMPRE UN MA. PER LA LO BELLO E CAPILLI LA BRUTTA SORPRESA E' PER LORO; SE LEGGIAMO LE ZONIZZAZIONI (per brevità allego le "conclusioni", che già bastano e assuvecchiano), SCOPRIAMO CHE:

a) per quanto riguarda la zonizzazione dei metalli sul territorio regionale, a guardare la carta tematica riassuntiva, niente paura, tutto a posto, eccetto per i Comuni sorpresa che leggerete: altro che aree a rischio (p.e. nella valle del Mela ci si può fare l'aerosol !!! (come al solito lo studio, oltre ai 3/4 di capitoli e paragrafi riempitivI sulle solite generalità, conclude rimandando all'effettuazione di un altro studio per individuare - udite, udite - le aree critiche; vuoi vedere che ancora non se ne sono accorti dove sono ?)

b) purtroppo, c'è sempre un purtroppo, in un altro allegato del Piano si afferma tutto l'opposto, con tonnellate/anno di metalli emessi in atmosfera, salvo a non dire dove queste tonnellate si vanno a depositare (di sicuro chi ha scritto l'uno ha dimenticato cosa ha scritto nell'altro, e nessuno dei "redattori" si è letto i due documenti)

c) per quanto riguarda l'ozono, leggerete nelle conclusioni l'ammissione che lo studio è carente e che si rimanda alla...previsione di un altro studio per identificare - le correlazioni tra danno fogliare e le concentrazioni di ozono (come dire, altro giro, altra corsa).

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