L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 4 ottobre 2014

TROPPO SMOG: BRUXELLES SGRIDA L'ITALIA

TROPPO SMOG: BRUXELLES SGRIDA L'ITALIA

Nuova procedura di infrazione per il superamento dei limiti sulle polveri sottili. Dieci Regioni Italiane sotto accusa: cittadini in pericolo!

Troppo smog: Bruxelles sgrida l'Italia

L'Italia torna nel mirino dell'Ue per il mancato rispetto della normativa sulla qualità dell'aria: una nuova procedura d'infrazione avviata dalla Commissione europea accusa diciannove zone e agglomerati di mettere in pericolo la salute dei cittadini con livelli di smog troppo elevati. Le aree colpite vanno da Nord a Sud e interessano dieci Regioni italiane: Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Sicilia, Molise, Campania e Umbria.

La procedura d'infrazione è stata aperta lo scorso luglio con l'invio di una lettera di messa in mora a cui le autorità italiane devono rispondere, fornendo chiarimenti, entro fine ottobre. Se la risposta non dovesse essere ritenuta soddisfacente, la Commissione europea potrà passare alla seconda fase della procedura attraverso un parere motivato in cui inviterà l'Italia a mettersi in regola al più presto con le norme sulla qualità dell'aria. Non è la prima volta che l'Italia viene bacchettata da Bruxelles per la violazione della legislazione che dal 2005 impone livelli massimi di concentrazione delle polveri sottili.


Una precedente procedura d'infrazione si era conclusa nel 2012 con una condanna della Corte di giustizia che confermava il mancato rispetto nel 2006 e nel 2007 dei limiti di PM10 in 55 zone. A pochi anni di distanza, l'esame dei valori di polveri sottili ha mostrato che in 13 di queste 55 aeree i valori massimi sono stati continuamente superati anche nel periodo 2008-2012. Per questo motivo la Commissione europea ha deciso di avviare una nuova procedura d'infrazione che, oltre alle 13 aree già identificate nella precedente indagine, coinvolge sei nuove zone e agglomerati. L'Italia non è il solo Paese a non ancora aver attuato pienamente le norme sulla qualità dell'aria, non rispettate complessivamente da 17 Stati membri dell'Ue.

Negli ultimi cinque anni il rispetto della legislazione sulle polveri sottili è stato fra le priorità del commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, e il nuovo commissario designato Karmenu Vella ha promesso battaglia sullo stesso fronte. "La qualità dell'aria è un problema ancora molto grave e con effetti negativi sulla salute, sull'ambiente e sull'economia", ha affermato oggi il politico maltese durante un'audizione davanti agli eurodeputati. "Conto di agire velocemente su questo", ha aggiunto Vella, impegnandosi a non permettere "standard diversi" fra i Paesi Ue, perché tutti i cittadini hanno diritto "allo stesso livello di tutela".

Fonte: Eco dalle Città
di Dario Scacciavento




Troppo smog: Bruxelles sgrida l'Italia - Terra Nuova






Infrazioni EUROPEE: ultimo aggiornamento



La Commissione europea, il 16 ottobre 2014, ha deciso per quanto riguarda l'Italia la chiusura di 1 procedura di infrazione (per mancato recepimento di direttiva) e l'apertura di 3 nuovi casi per violazione del diritto dell'Unione.
Il numero delle procedure d'infrazione a carico del nostro Paese si attesta a 102 casi, di cui 82 per violazione del diritto dell'Unione e 20 per mancato recepimento di direttive.
Sulla banca dati EUR-Infra l'elenco delle procedure aperte. E' anche possibile consultare lo storico degli aggiornamenti sulla base delle decisioni assunte dalla Commissione europea nella pagina dedicata

Archiviazioni di procedure d'infrazione 

  • 2014/0141 - Mancato recepimento della direttiva di esecuzione 2012/52/UE della Commissione, del 20 dicembre 2012, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro.

Apertura di procedure d'infrazione

  • 2014/2235 – Non corretto recepimento della direttiva 2008/115/CE recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
  • 2014/2126 – Respingimenti in Grecia – Presunta violazione della direttiva accoglienza (2003/9/CE) e del regolamento Dublino (343/2003);
  • 2014/4139 - Agenti di brevetto - Restrizioni alla libera prestazione dei servizi - condizioni di residenza. 



Suddivisione delle procedure per stadio

Messa in mora - art. 258 TFUE 46
Messa in mora complementare - art. 258 TFUE10
Parere motivato - art. 258 TFUE28
Parere motivato complementare - art. 258 TFUE     1
Decisione ricorso - art. 258 TFUE*
Ricorso - art. 258 TFUE1
Sentenza - art. 2585
Messa in mora - art. 260 TFUE4
Decisione ricorso - art. 260 TFUE2 **
Ricorso - Art. 260 TFUE 
Sentenza - art. 260 TFUE                                      1
Totale 102
* una decisione di ricorso è stata sospesa il 27 settembre 2012
** una decisione di ricorso è stata sospesa il 27 febbraio 2012

  


Suddivisione delle procedure per settore

Affari economici e finanziari3
Affari esteri 2
Affari interni6
Agricoltura
Ambiente19
Appalti 5
Comunicazioni 2
Concorrenza e aiuti di stato5
Energia 2
Fiscalità e dogane12
Giustizia5
Lavoro e affari sociali 6
Libera circolazione dei capitali
Libera circolazione delle merci3
Libera circolazione delle persone 2
Libera prestazione dei servizi e stabilimento  6
Pesca1
Salute7
Trasporti11
Tutela dei consumatori2
Totale102



Anno 2014


Anno 2013


Anno 2012


Anno 2011


Anno 2010


Anno 2009


Anno 2008


Anno 2007


2014_2147 Cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente 
- Superamento dei valori limite di PM10 in Italia.

Comunicazione dell'avvio di procedure d'infrazione.
comunicazione relativa alla procedura d'infrazione n. 2014/2147, avviata ai sensi dell'articolo 258 del Trattato, per cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente – Superamento dei valori limite di PM10 in Italia –alla VIII Commissione (Ambiente);

Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 290 del 24/07/2014

Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure d'infrazione

comunicazione relativa alla procedura d'infrazione n. 2014/2125 dell'11 luglio 2014, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato, concernente la cattiva applicazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità dell'acqua destinata al consumo umano. Valori di arsenico - trasmessa alla 12a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 93);
comunicazione relativa alla procedura d'infrazione n. 2014/2147 dell'11 luglio 2014, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato, concernente la cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente - Superamento dei valori limite di PM10 in Italia - trasmessa alla 13a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 94);


Polveri sottili: nuova procedura d’infrazione UE per l’Italia

Siamo arrivati alla 19 esima procedura dell’UE in materia di ambiente. A luglio infatti è stata aperta una nuova procedura di infrazione, avviata dalla Commissione Europea, per mezzo dell’invio di una lettera di messa in mora, che titola: “Cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente – Superamento dei valori limite di PM10 in Italia.”
Entro fine ottobre le autorità italiane dovranno rispondere in modo chiaro ed esauriente in merito ai livelli di PM10, ma se le spiegazioni non bastassero, laCommissione europea procederebbe alla fase successiva, quella giurisdizionale, invitando l’Italia a mettersi in regola con la normativa europea, quanto prima, pena il pagamento di sanzioni.
Sono 19 le zone e gli agglomerati coinvolti, che fanno capo a 10 regioni italiane: Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Sicilia, Molise, Campania e Umbria. Non c’è differenza quindi, tra Nord e Sud, una situazione che rivela un livello di smog in molte, troppe zone del Paese, insostenibile.
Questi sono gli strascichi di una precedente infrazione, conclusasi nel 2012 con una condanna della Corte di giustizia a causa del mancato rispetto nel periodo 2006-2007, in 55 zone d’Italia, dei limiti prestabiliti per legge di PM10. Delle 19 aree incriminate secondo le ultime indagini della Commissione, 13 farebbero parte di quelle 55 e avrebbero continuato fino al 2012 a superare costantemente i livelli imposti per le polveri sottili. A queste 13 se ne sarebbero poi aggiunte altre 6.
Il commissario europeo all’Ambiente uscente, Janez Potocnik, dal 2010, anno in cui è iniziata la sua carica, si è sempre impegnato per il rispetto della legislazione sulle polveri sottili, con il fine di migliorare la qualità dell’aria e il livello di salute legato alle attività industriali, nel territorio europeo. Ora che è stato assegnato alla carica il maltese Karmenu Vella, egli promette di battersi per lo stesso obiettivo. Come ha affermato in audizione pochi giorni fa di fronte agli eurodeputati:
La qualità dell’aria è un problema ancora molto grave e con effetti negativi sulla salute, sull’ambiente e sull’economia. Conto di agire velocemente su questo.
L’Italia però non è l’unico Paese che non ha ancora attuato in modo soddisfacente le norme sulla qualità dell’aria. Sono 17 in tutto gli Stati Membri reticenti. In questo caso non si può dire però che “mal comune mezzo gaudio”, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Siamo ormai nel pieno della presidenza del Consiglio dell’Unione Europea da parte dell’Italia, che durerà fino a dicembre 2014, ma non riusciamo a dare il buon esempio sperato e dovuto, questo dovrebbe farci riflettere.
Ue: Sicilia in mora su reflui e aria
di Rosario Battiato
Ambiente. I ritardi burocratici costano alla collettività.
Rischio. Si avvicina il rischio di sanzioni fino a 700 mila € per ogni giorno di ritardo a carico della Regione siciliana per un verso e diversi comuni dell’isola per l’altro, per non avere adempiuto a direttive europee.
Assenti. Manca ancora all’appello il Piano regionale sulla qualità dell’aria per contrastare l’inquinamento urbano e un efficiente sistema di depurazione: sotto accusa 74 comuni siciliani sul totale di 178 italiani.

PALERMO – Depurazione delle acque reflue e qualità dell’aria sono punti dolenti per il Belpaese. 


Su questi delicatissimi temi pendono infatti due procedure di infrazione sull’Italia e di conseguenza sulla Sicilia che contribuisce  allo stato nazionale con una cattiva gestione interna. 

I depuratori spesso ci sono, ma non funzionano a pieno regime o non sono affatto attivati, mentre l’aria isolana continua a far registrare dei picchi pericolosi di polveri sottili a causa dell’assenza di un piano coordinato antismog e di un adeguato funzionamento dei servizi pubblici. 

Nei prossimi mesi saranno queste, assieme alla risoluzione del problema rifiuti, le sfide del governo regionale sotto il profilo ambientale.
Definire lo stato di salute dell’Isola significa innanzitutto verificare la qualità delle sue risorse essenziali. Un bilancio immediato è dato dai ripetuti richiami dell’Unione Europa che, pur riferendosi in generale all’Italia, riguardano in particolare i comuni siciliani su due punti caldissimi: depurazione e polveri sottili. Lo stato delle due procedure di infrazione che pendono sull’Italia, la numero 2009/2034 per il “Trattamento delle acque reflue urbane” in violazione dell’atto comunitario Dir. 1991/271, e la numero 2008/2194 per la “Qualità dell’aria: valori limite PM10” in violazione degli atti comunitari Dir. 1996/62/CE; Dir. 1999/30/CE, Dir. 2008/50/CE, si trovano rispettivamente alla “messa in mora” e al “parere motivato”. Dalle figuracce italiane non può certo restare escluso il comportamento dell’Isola, che in entrambi i settori non vanta degli standard ottimali.
Proprio attorno questi due temi si fondano quelli che sono i deficit attuali e le sfide future per le amministrazioni regionali locali. Il problema attualmente più complesso riguarda la questione della depurazione, in quanto gli ultimi dati rilevati dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) certificano un deficit depurativo attuale pari a circa il 37% del carico generato che potrebbe essere attribuito “sia ad una ridotta efficienza degli impianti esistenti (che non funzionano al massimo della loro potenzialità) che al mancato completamento degli schemi fognari, in particolare dei tratti di collegamento agli impianti”. Un sistema perfettamente rimesso in funzione, con quelle che sono le attuali strutture, potrebbe di fatto sopperire alle richieste di depurazione dell’Isola. Secondo i tecnici della regione la potenzialità degli impianti attualmente in esercizio consentirebbe di soddisfare circa l’89% del fabbisogno depurativo e quindi ridurre ulteriormente il deficit depurativo portandolo all’11%. Ovviamente per raggiungere queste cifre  sono necessari gli interventi per il “riefficientamento degli Impianti” e il “completamento degli schemi fognari”.


Allo stato dei fatti non sarebbe impossibile raggiungere il grado di soddisfacimento della domanda depurativa del 98%, ma i costi e i tempi per la realizzazione appaiono lunghissimi. “La situazione necessita di investimenti consistenti dal punto di vista economico – ha spiegato Sergio Martino, direttore Arpa Sicilia – e parliamo di diverse centinaia di milioni di euro, ed in ogni caso, anche se ci fossero le risorse immediate, bisognerebbe lavorarci diversi anni per risolvere il problema”. L’assessore regionale all’Energia e i Pubblici servizi, Pier Carmelo Russo, promette da mesi di aver preso in mano il problema, ma i tempi sono strettissimi per convincere l’Europa che quei 74 comuni siciliani sui 178 italiani finiti sotto accusa dalla Commissione riusciranno a migliorare il proprio stato di depurazione delle acque reflue.


Anche sul versante aria c’è poco da stare allegri. L’Italia punta da sempre sulle proroghe, ma non possono certo riguardare tutti perché dalla Commissione pretendono risultati. Quindi clemenza solo in quelle zone dove davvero si è dimostrato di lavorare per il superamento del deficit ambientale, ed in ogni caso entro giugno 2011 gli Stati membri dovranno dimostrare di essersi conformati predisponendo un nuovo piano dell’aria. Tra le Regioni sotto accusa nel marzo 2009 – le procedure d’infrazione dell’Ue sull’aria (in special modo il particolato Pm10) erano state comunicate al presidente Raffaele Lombardo dal ministro Stefania Prestiagiacomo più di un anno fa – ritroviamo anche la Sicilia perché in alcune zone industriali dei comuni di Palermo, Catania, Messina e Siracusa, tra il 2005 e il 2006, erano state riscontrate concentrazioni di sostanze nocive notevolmente superiori a quelle indicati dalla normativa.


Intanto, secondo gli ultimi dati Istat, nel 2008 e nel 2009 Siracusa ha continuato a far registrare record per il superamento da Pm10 in città. Nel mirino degli ambientalisti il traffico urbano che è ormai giusto a livelli di congestionamento pesante e il solito inquinamento industriale, denominatore comune all’inquinamento delle acque e dell’aria siciliane. L’unica speranza è riposta nei risultati che la Regione dovrebbe conseguire nel breve periodo, così che l’Unione Europa non arrivi a battere cassa convinta che negli ultimi anni si sono raggiunti 

Procedura sui reflui. Aperta 2 anni fa, sanzioni fino a 700 mila € al giorno
ROMA – Dal sito dell’Unione europea le due procedure di infrazione dell’Italia, che tra l’altro nel complesso ne può vantare 140 aperte, per la depurazione delle acque reflue e la predisposizione di un piano antismog si trovano in uno stato ancora in divenire. 

La “cattiva applicazione della direttiva 1991/271/CE relativa al trattamento delle acque reflue urbane” si trova allo stato di messa in mora, mentre la procedura “Qualità dell’aria: valori limite PM10”, in violazione degli atti comunitari Dir. 1996/62/CE; Dir. 1999/30/CE, Dir. 2008/50/CE, si trova attualmente allo stato di parere motivato, il che significa in uno stadio avanzato rispetto il primo caso, in quanto significa che la Commissione ha operato una formale diffida ad adempiere nei confronti dello Stato sotto procedura. 


Se tutto dovesse proseguire in questi termini, c’è il rischio si arrivi all’esecuzione della sentenza, che vorrebbe dire una sanzione minima per l’Italia pari a 9.920.000 e una penalità di mora che potrà oscillare tra 22 mila e 700mila euro per ogni giorno di ritardo a seconda della gravità dell’infrazione.

2013_2177 Stabilimento siderurgico ILVA di Taranto
2013_2022 Non corretta attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. Mappe acustiche strategiche.
2011_2215 Violazione dell'articolo 14 della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti in Italia
2009_2086 Non corretto recepimento della direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalle direttive 97/11/CE, 2003/35/CE e 2009/31/CE


Infrazioni EUROPEE: ultimo aggiornamento, MESSA IN MORA,SICILIA, Il Piano Aria Sicilia  che non esiste intanto le Aziende felicemente inquinano Qds 6 dic 2011, 

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