L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 24 novembre 2014

Caso Maiorana: Rossella Accardo a colloquio col Procuratore Pignatone


Caso Maiorana: Rossella Accardo a colloquio col Procuratore Pignatone

Caso Maiorana: Rossella Accardo a colloquio col Procuratore Pignatone

Qualcosa succede, qualcosa si muove. Parliamo di Rossella Accardo, che da giorni ha fermato il suo camper davanti al Tribunale di Roma (piazzale Clodio angolo Bnl) e da lì lotta per evitare la seconda archiviazione del caso Maiorana, cioè della morte del suo ex marito Antonio e di suo figlio Stefano (vi abbiamo raccontato QUI la storia). 

Oggi Rossella è stata ricevuta da Giuseppe Pignatone, che dal 2012 è il Procuratore della Repubblica di Roma. Non è stato un incontro casuale: all’improvviso, un flash. La Accardo si è ricordata di aver letto in qualche carta del fascicolo dell’inchiesta che Antonio, prima di diventare suo marito (siamo quindi negli anni Ottanta) era stato interrogato proprio da Pignatone, quando dirigeva la Procura di Palermo. Qualcosa che aveva scoperto solo dopo la morte di Antonio e che poteva, può essere interessante approfondire proprio per capire i giri, le frequentazioni di Antonio Maiorana. Così, per dieci minuti, lo sciopero del silenzio di Rossella Accardo si è interrotto e il colloquio ha avuto luogo nell’ufficio di Piazzale Clodio.


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La scomparsa di Antonio e quella di Stefano sono indissolubilmente legate all’ambiente dell’edilizia in cui l’uomo lavorava da sempre ed in cui stava introducendo anche il figlio. Lo dimostrano gli avvenimenti dei giorni precedenti. Le liti coi soci, le paure di ritorsione, le ultime telefonate: tutto riporta all’ambiente delle ditte che erano al centro di quel grosso investimento immobiliare a Isola delle Femmine, di cui Antonio Maiorana era consulente. Ed alla famiglia mafiosa dei Lo Piccolo, nel cui territorio si trovava il cantiere. E cos’ha detto Pignatone? Ha consigliato di scrivere al Sostituto Procuratore della Repubblica di Palermo, per verificare la presenza di Maiorana all’interno di altri procedimenti, altri interrogatori. Questo accertamento potrebbe aprire nuove piste o offrire nuovi dati, da ricollegare a quella mattina di agosto del 2007 in cui padre e figlio non tornarono più a casa.

Poi, all’uscita dal Tribunale, la sorpresa. Una collega d’università di Stefano, che passava per caso, ha visto Rossella. L’ha riconosciuta. E’ stato un lungo e commovente abbraccio che non va descritto, ma solo sentito. Per dare ancora più senso alla lotta di una donna, che da sette anni cerca un senso a quello che accadde in un giorno d’estate.

di Fabio Sanvitale

Storie di scomparse: Antonio e Stefano Maiorana, la protesta di mamma Rossella contro l'archiviazione


Ancora troppe ombre sulla scomparsa dei Maiorana e sul presunto suicidio di Marco, figlio e fratello dei due scomparsi. E la madre dei due ragazzi, Rossella Accardo, fa lo sciopero del silenzio contro l'archiviazione del caso.



Per la nostra rubrica Storie di scomparse ci occupiamo oggi del misterioso caso di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007. A questa scomparsa è legata anche la morte di Marco, figlio e fratello degli scomparsi, che si è verificata un anno e mezzo dopo e pare essere un suicidio, anche se alcuni elementi fanno propendere per l'ipotesi di omicidio. Questa storia torna ora di attualità grazie a Rossella Accardo, madre dei due ragazzi ed ex moglie di Antonio, che in questi giorni sta portando avanti la sua protesta contro l'archiviazione del caso di scomparsa.

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: la storia


Antonio Maiorana, 47 anni, e suo figlio Stefano, 22, spariscono misteriosamente da Palermo il 3 agosto 2007. Fin da subito appare chiaro che la scomparsa di padre e figlio è legata agli affari dell'uomo, noto costruttore della zona, socio e consulente dell'impresa Calliope Immobiliare. Di Antonio e Stefano si perdono le tracce proprio da uno dei cantieri della società, a Isola delle Femmine, dal quale si erano allontanati dicendo agli operai che sarebbero rientrati a breve.

Da allora nessuno più li vede. La Smart bianca di proprietà di Stefano verrà ritrovata giorni dopo nel parcheggio dell'aeroporto di Punta Raisi. Ma da chi è stata lasciata lì l'auto? Le indagini che si aprono dopo la scomparsa stabiliscono che sul volante ci sono le impronte degli scomparsi, ma anche di altre persone. Tra queste anche quelle di Dario Lopez, socio della Calliope Immobiliare.

Le prime indagini non portano però a nulla. Si cerca di trovare qualche traccia dai filmati di videosorveglianza dell'autostrada che porta a Punta Raisi, ma tutte le telecamere risultano misteriosamente spente proprio quel giorno, come Rossella Accardo farà poi notare in più occasioni.

Il primo sospetto è che Antonio e Stefano siano vittime della "lupara bianca", dal momento che il settore edile della zona in cui la Calliope operava era sotto stretto controllo mafioso. A rendere questa ipotesi più forte c'è anche la sparizione dell'hard disk del computer di Antonio, fatto smontare da Karina André, compagna dell'uomo, dopo la sua scomparsa e del quale non si conosce il destino. Si pensa che l'hard disk potesse contenere materiale compromettente, che avrebbe però forse potuto indirizzare le indagini sulla scomparsa dei Maiorana.

Oltre all'hard disk scompare anche un busta contenente dei documenti importanti che la stessa Karina, tre giorni dopo la scomparsa di Antonio, aveva prima consegnato ai genitori dell'uomo perché la nascondessero, per poi andarla a recuperare due settimane dopo. Cosa conteneva quella busta?

Intanto della scomparsa di Antonio e Stefano inizia ad occuparsene Chi l'ha visto e arrivano alcune segnalazioni secondo le quali padre e figlio potrebbero trovarsi in Spagna. Ci sono infatti degli avvistamenti in una discoteca di Barcellona che vengono verificati e risultano non rispondenti al vero. Si è forse trattato di un depistaggio?

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: la morte di Marco

Passa un anno e mezzo e il 6 gennaio 2009 Marco, il secondogenito di Rossella e Antonio, si toglie la vita gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva con suo fratello Stefano. Dopo oltre un anno dalla morte del figlio, Rossella Accardo trova per puro caso tra le pagine di un fumetto di Topolino di Marco un appunto che apre nuovi scenari sulla scomparsa dell'ex marito e del figlio:
"Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico... Mio padre diceva che bisognava trovare il punto debole del nemico. E poi sarebbe stato facile ricattarlo... Karina avrebbe fatto da spalla mentre lui conquistava tutti con promesse di soldi e sollecitando interessi sessuali... Non ho mai pensato che mio fratello e mio padre si siano allontanati per scelta. Ho subito pensato che fosse successo il peggio e con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale".
Dopo questo messaggio e dopo l'ammissione dell'uomo che ha estratto l'hard disk dal pc di Maiorana, la Procura di Palermo iscrive nel registro degli indagati per favoreggiamento la compagna del costruttore, l'argentina Karina André. La donna avrebbe intralciato le indagini.

Rossella Accardo, a questo punto, inizia a sospettare che il caso di suo figlio Marco potrebbe anche non essere un suicidio. E se qualcuno lo avesse voluto mettere a tacere perché sapeva troppo?

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: Rossella Accardo contro l'archiviazione del caso

La madre di Stefano e Marco non si è mai rassegnata alla perdita di entrambi i suoi figli e, oltre a cercare la verità da sette lunghi anni, ora si trova a combattere anche contro l'archiviazione del caso di scomparsa di Stefano e dell'ex marito Antonio. Già nel 2010 la Procura aveva proposto la richiesta di archiviazione, alla quale Rossella, insieme al suo legale, si era opposta.
Ora, benché ci siano ancora troppi punti oscuri nella vicenda Maiorana, il GIP - accogliendo la richiesta della Procura - ha dispostol'archiviazione. 

Ma Rossella non ci sta e dallo scorso 2 novembre sta portando avanti lo "sciopero del silenzio", per protestare contro un provvedimento che ritiene ingiusto.
Non solo: dallo scorso 21 novembre la Accardo, si è stabilita a Roma con un camper, a piazzale Clodio, davanti al Palazzo di Giustizia, per chiedere che sia data voce al suo silenzio, che il suo grido di giustizia venga ascoltato.

Solitamente nella nostra rubrica diamo voce alle madri, ai padri, ai familiari delle persone scomparse, perché possano scuotere le coscienze, raccontare il dramma che stanno vivendo, chiedere aiuto a chi può aver visto o può sapere. In questo caso, però, non è possibile: Rossella ha scelto la strada del silenzio da quasi un mese e al momento, essendo accampata a Roma, non dispone nemmeno di internet per poter rispondere alle nostre domande almeno per iscritto.

L'intervista a Rossella, comunque, arriverà in seguito, perché è giusto che le ragioni di questa madre trovino spazio e accoglienza e perché il suo sacrosanto diritto alla verità deve essere rispettato.



 http://www.crimeblog.it/post/146096/storie-di-scomparse-antonio-e-stefano-maiorana

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