L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 6 novembre 2014

Rifiuti rossici in Molise: c’è una foglia che prevede i tumori


Rifiuti rossici in Molise: c’è una foglia che prevede i tumori

Rifiuti rossici in Molise: c’è una foglia che prevede i tumori

LARINO. Era stato un notissimo pentito della Camorra, il sin troppo famoso Carmine Schiavone, ad avere anticipato certe tristi vicende diciassette anni or sono. Poi ha voluto riconfermarle di recente, allarmando ancora di più la pubblica opinione locale. Ha ribadito che un intero territorio, esteso dal Matese al Beneventano, è stato ricolmato di rifiuti tossici e nocivi grazie alle mortìfere individuazioni degli “stakeolder” al soldo dei “Casalesi”. Questi professionisti della morte avevano delineato il Molise quale area “vocata” a celare una coltre di veleni, smaltendola senza rumori. Bastava posizionarli, “in sonno”, dall’Isernino al Termolese. Le indagini condotte dagli inquirenti (2013-’14) confermarono le rivelazioni fornite dal “boss”; e finalmente quella “gola profonda” fu presa per oro colato al punto che – nel corso degli scavi effettuati nei terreni di Strada di Cupra (Venafrano) – vennero rinvenuti rifiuti parcheggiati addirittura a cinque metri di profondità.
Le certezze più recenti hanno finito col dare sostanza a vicende che, un tempo, erano state ritenute fantascientifiche; e quelle che, per anni, erano rimaste solo preoccupazioni ipotetiche, hanno preso corpo, lasciando capire i motivi per cui tanti soggetti (soprattutto bambini) si siano ammalati di tumore nella ventesima regione. Le “Mamme per la salute e l’ambiente” di Venafro, cittadina posta a cavaliere fra Lazio e Campania, si mossero già sei anni fa. Raccolsero una umile foglia di fico locale e la mandarono ad analizzare alla “Nanodiagnostic” di Modena. Ne risultò che quel reperto era inquinato al punto da suggerire l’assunzione di precauzioni persino a chi volesse ingerire i prodotti dell’orto o dell’agricoltura della zona. Quella foglia lasciò intravedere d’essere pregna di particelle di ferro che, avendo assunto una forma sferica, potevano essere considerate provenienti da una combustione. La sua combinazione, fatta di titanio e di manganese, poteva derivare soltanto da una fusione casuale e non controllata. L’esito di queste analisi ha permesso di pensare che “potrebbe prendere corpo l’ipotesi di un mescolamento di ceneri provenienti da un inceneritore e che erano state causate dal cemento della vicina fabbrica”.
A tale proposito il Presidente per il Molise dell’Isde (“Medici per l’ambiente”) Bartolomeo Terzano parlò di due aree ad alto rischio, tra cui quella di Venafro, dove “la situazione industriale è stata mal controllata e mal gestitaE’ qui che si consuma un dramma ambientale” che passa per la presenza di due ciminiere: una che evacua fumi industriali provenienti da un cementificio, autorizzato a bruciare circa 40mila tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti ogni anno; un’altra che brucia circa 150mila tonnellate l’anno di “cdr”.
Per i motivi suesposti, la ventesima regione è diventata sin troppo nota a livello nazionale. Ne hanno parlato i “mass media” più titolati. Da buon ultimo, persino il sobrio “Avvenire” che è il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Il quotidiano (circa 100mila copie) ha ricordato le pesanti situazioni ambientale patite dal Molise, a cominciare dai rifiuti tossici di Campomarino ai fusti presenti a Venafro; dai pozzi di Cercemaggiore allo scantinato di Castelmauro col suo catasto di bidoni al veleno, fino alla discarica di c.da Macchie a Guglionesi. Ed ecco perché il “Comitato per la difesa della salute pubblica” invoca, a gran voce l’apprestamento di un Osservatorio regionale tecnico scientifico indipendente che metta in rete associazioni, consorzi, agricoltori, movimenti, comitati, cooperative sociali, economisti, ricercatori, medici, studenti per le decisioni che riguardano la loro sicurezza e salute”. (Claudio de Luca)


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