L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 31 dicembre 2014

“FORNITORI VICINI ALLA MAFIA”: PROROGATA AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA PER ITALGAS

“FORNITORI VICINI ALLA MAFIA”: PROROGATA  AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA PER ITALGAS


L’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Dino Petralia e del sostituto Dario Scaletta sta cercando di appurare quanto la società che ha sede a Torino abbia agevolato imprenditori considerati vicini a Cosa Nostra



“Fornitori vicini alla mafia”: prorogata <br>amministrazione giudiziaria per Italgas


Altri sei mesi di amministrazione giudiziaria per la Italgas. Lo ha deciso la sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Il provvedimento, firmato dal giudice Silvana Saguto, proroga dunque l’amministrazione giudiziaria dell’azienda leader nella distribuzione del metano, chiesta e ottenuta dai giudici palermitani nel giugno scorso.
Controllata dalla Snam, spin off dell’Eni di cui la Cassa depositi e prestiti ha il 30%, Italgas conta 1.500 concessioni, una rete di distribuzione di 53mila chilometri e 6 milioni di utenze a cui fornisce gas per quasi 7,5 miliardi di metri cubi. L’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Dino Petralia e del sostituto Dario Scaletta sta cercando di appurare quanto la società che ha sede a Torino abbia agevolato imprenditori considerati vicini a Cosa Nostra. Un’indagine che parte da lontano: in principio nel mirino dei pm c’era infatti la Gas spadi Ezio Brancato. In realtà la società, formalmente guidata dall’insospettabile imprenditore, era riconducibile a Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso di Palermo. Nei primi anni duemila a controllare la Gas, tramite gli avvocati Gianni Lapis e Giorgio Ghiron, è il figlio di don Vito,Massimo Ciancimino, che la cede per quasi sessanta milioni agli spagnoli di Endesa.
Indagando sul tesoro di don Vito, i magistrati scoprono che tra gli anni ’80 e gli anni ’90 la Gas spa avrebbe ottenuto 72 concessioni tra la Sicilia e l’Abruzzo grazie alla protezione di Cosa Nostra. È per questo che a maggio in amministrazione giudiziaria finiscono tre società del gruppo, la Gas Natural Vendita Italia, la Gas Natural Italia e la Gas Natural Distribuzione Italia: la Guardia di Finanza di Palermo mette sotto sequestro anche beni per cinquanta milioni di euro.
Gli appalti per la metanizzazione del meridione sono però legati ai grandi colossi nazionali legati all’Eni. Quel punto di contatto passa da una piccola cittadina in provincia di Palermo famosa per aver dato i natali all’ex ministro Saverio Romano: è da Belmonte Mezzagno, infatti, che vengono i fratelli Gaetano e Vincenzo Cavallotti. Assolti dall’accusa di concorso esterno a Cosa Nostra, i Cavallotti sono stati comunque destinatari di misure di prevenzione patrimoniali, che hanno portato al sequestro di beni per quasi otto milioni di euro, e sono stati sottoposti alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni. Due società guidate dai Cavallotti, l’Imet e la Comest, erano già state citate in alcuni pizzini redatti direttamente daBernardo Provenzano.
A inguaiare l’Italgas, però, non è un pizzino autografato dal boss di Corleone: è invece un’altra società, Euroimpianti, che per la procura sarebbe riconducibile ancora oggi ai fratelli di Belmonte Mezzagno (Palermo). La Euroimpianti ha ottenuto dall’Italgas l’affidamento di alcuni appalti tra la Sicilia e la Liguria, mentre in altri casi ha curato la manutenzione di altre reti di distribuzione sempre controllate dall’azienda del Cane a sei zampe. Ecco perché, dopo il sequestro di giugno, la Snam rendeva noto che l’amministrazione giudiziaria è scattata a causa di “rapporti contrattuali con alcuni fornitori”. Ma, secondo la procura, “la struttura dirigenziale di Italgas era sicuramente a conoscenza dei citati provvedimenti ablativi e di prevenzione personale e aveva sicuramente cognizione del fatto che la Euroimpianti pur se formalmente intestata ai giovanissimi figli di Cavallotti Vincenzo e Cavallotti Gaetano, era di fatto gestita dai predetti imprenditori”. Adesso l’amministrazione giudiziaria è stata rinnovata per altri sei mesi: poi i magistrati valuteranno se avviare il sequestro oppure se restituire ai titolari la gestione dell’azienda.
http://www.loraquotidiano.it/2014/12/30/fornitori-vicini-alla-mafia-prorogata-amministrazione-giudiziaria-per-italgas_19301/


BENI SEQUESTRATI COSI' NON FUNZIONA COMEST EUROIMPIANTI IMET 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/05/blog-post_1563.html

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