L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 2 gennaio 2015

Castronovo, le dimissioni sono ufficiali Crocetta è a caccia del sostituto

Castronovo, le dimissioni sono ufficiali 
Crocetta è a caccia del sostituto

L’assessore lascia per motivi “strettamente personali”. Ed è già partita la corsa alla successione, con l’Udc che non vuole mollare la poltrona della Formazione Pubblica e Autonomie locali
di Redazione

L’ultimo atto lo ha firmato il 30 dicembre ma alla fine le sue dimissioni sono diventate ufficiali. L’assessore regionale alla Formazione pubblica, Marcella Castronovo, ha lasciato la giunta Crocetta per motivi personali anche se alla base della sua decisione potrebbero esserci altre motivazioni, come ad esempio la difficoltà a varare le riforme nel settore del personale.
In realtà, Marcella Castronovo, catapultata da Roma sulla plancia di comando dell’assessorato siciliano già da qualche settimana avrebbe voluto mollare tutto ed erano fioccate le indiscrezioni sulla sua volontà andare via. Sarebbe stato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, a frenare. Il governatore, prima di comunicare le dimissioni del suo assessore, avrebbe voluto trovare un accordo con l’Udc per il successore. Che però non è stato trovato.

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IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei

Quanto al successore, è gia cominciata la guerra tra Crocetta e l’Udc di D’Alia, che ha sbagliato nel designare Marcella Castronovo, ma non vorrebbe perdere la poltrona. E vorrebbe piazzare lìAntonio Vitale, già vicino all’Mpa di Raffaele Lombardo (non a caso a sponsorizzare Vitale èGiovanni Pistorio, già luogotenente dell’ex presidente della Regione, oggi segretario dell’Udc siciliana).
Crocetta, invece, vorrebbe cogliere la palla al balzo per nominare il costituzionalista siciliano,Giuseppe Verde, docente presso l’Università di Palermo. L’Udc, però, non molla. D’Alia e i suoi non hanno alcuna intenzione di perdere uno dei due assessori regionali che esprimono nell’attuale Giunta regionale. Così minacciano ferro e fuoco. Anche le dimissioni del suo secondo assessore, Giovanni Pizzo.

Il passaggio è delicato. Perché l’Udc, a Roma come in Sicilia, si muove all’unisono con il Nuovo centrodestra democratico di Angelino Alfano. A conti fatti, se Crocetta e il suo fido alleato, senatore Giuseppe Lumia, dovessero perdere pure l’Udc, a Sala d’Ercole avrebbero seri problemi. Anche perché la stessa presidenza dell’Ars è espressa dall’Udc (il presidente, Giovanni Ardizzone, è da sempre vicino a D’Alia). Governare con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana messo di traverso diventerebbe non difficile: difficilissimo…

Castronovo, l’addio dell’assessore 
in fuga da rischi, trame & clientele

Richieste di posti e trasferimenti, minacce di contenziosi, attacchi dei sindacati e infine la consapevolezza di non essere nel ”cerchio magico” di Crocetta: ce n’è abbastanza per fare le valigie e tornarsene a Roma. Ed è già partita la corsa alla successione, con l’Udc che non vuole mollare la poltrona
di Paolo Patania

Alla fine si è dimessa. In realtà, Marcella Castronovo, catapultata da Roma sulla plancia di comando dell’assessorato regionale alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali della Sicilia già da qualche settimana avrebbe voluto mollare tutto. Sarebbe stato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, a frenare. Il governatore, prima di comunicare le dimissioni del suo assessore, avrebbe voluto trovare un accordo con l’Udc per il successore. Ma l’accordo sembra lontano.
Marcella Castonovo è stata designata dall’Udc di Giampiero D’Alia. Una scelta di esperienza e di professionalità: così è stata presentata la nomina di questa donna, che ha alle spalle anni di lavoro presso i ministeri. Peccato che per andare a svolgere il ruolo di assessore regionale in Sicilia, ormai, l’esperienza amministrativa e la professionalità servono a poco.
Si racconta che da quando ha messo piede in Sicilia, la dottoressa Castronovo è stata letteralmente assaltata da orde di deputati dell’Udc – nazionali e regionali – che non hanno fatto altro che chiederle posti nell’ufficio di gabinetto. Dicono che l’assessore, davanti a queste continue richieste dal sapore molto clientelare, avrebbe manifestato molte perplessità circa l’idea del Governo della Regione che hanno certi parlamentari siciliani.
Un altro tema che deve aver fatto preoccupare il nuovo assessore regionale deve essere stato il rapporto con gli enti locali. Basti pensare ai Comuni siciliani senza soldi (25 Comuni hanno già dichiarato il dissesto, altri 25 sono in procinto di farlo). Per non parlare delle Province, altri enti già travolti dal baratro della crisi finanziaria.
A rendere tutto più complicato ha pensato l’assessore alla Formazione professionale, Mariella Lo Bello (o chi per lei), che, a un certo punto, senza raccordo con la stessa collega Castronovo, ha avviato una serie di trasferimenti di personale per dirottarli negli uffici del dipartimento della Formazione professionale. Mossa che ha scatenato le reazioni degli stessi dipendenti trasferiti e delle organizzazioni sindacali che hanno chiesto il rispetto della concertazione.
Davanti alle vibranti proteste dei sindacati, l’assessore Castronovo ha bloccato i trasferimenti della precipitosa collega Lo Bello. I trasferimenti, in realtà, avrebbero dovuto essere attuati insieme con l’assessorato alla Funzione pubblica, che gestisce il personale della Regione. La mossa di Marcella Castronovo, a quanto si sussurra, non sarebbe piaciuta al ‘’cerchio magico’’ del presidente Crocetta, abituato a manovrare a piacimento tutte le leve dell’Amministrazione regionale, soprattutto nel settore della Formazione professionale.
Da qui le probabili frizioni. Ma forse a convincere definitivamente Marcella Castronovo a rassegnare le dimissioni potrebbero essere stati i contenziosi finanziari a gestione piuttosto rischiosa. Su questo argomento, infatti, la Corte dei Conti è molto attenta. E a beccarsi un bel coinvolgimento in un’inchiesta della magistratura contabile, ormai, non ci vuole molto. Soprattutto per chi non conosce a fondo gli intrighi – ad esempio – delle società collegate alla Regione.
Tutto questo per una retribuzione mensile che, in pochi anni, è passata da circa 17 mila euro al mese a circa 7 mila euro mensili. Per i rischi che ormai si corrono ricoprendo il ruolo di assessore regionale – ruolo che comporta grandi responsabilità – non sempre il gioco vale la candela. Non lo vale, soprattutto, per una dirigente dello Stato romana che, per forza di cose, non può conoscere i pericoli in un’Amministrazione regionale sull’orlo del dissesto finanziario. Morale: meglio tornare a Roma, abbandonando una nave sta affondando lentamente ma inesorabilmente.
Quanto al successore, è gia cominciata la guerra tra Crocetta e l’Udc di D’Alia, che ha sbagliato nel designare Marcella Castronovo, ma non vorrebbe perdere la poltrona. E vorrebbe piazzare l'Antonio Vitale, già vicino all’Mpa di Raffaele Lombardo (non a caso a sponsorizzare Vitale è Giovanni Pistorio, già luogotenente dell’ex presidente della Regione, oggi segretario dell’Udc siciliana).
Crocetta, invece, vorrebbe cogliere la palla al balzo per nominare il costituzionalista siciliano,Giuseppe Verde, docente presso l’Università di Palermo. L’Udc, però, non molla. D’Alia e i suoi non hanno alcuna intenzione di perdere uno dei due assessori regionali che esprimono nell’attuale Giunta regionale. Così minacciano ferro e fuoco. Anche le dimissioni del suo secondo assessore, Giovanni Pizzo.
Il passaggio è delicato. Perché l’Udc, a Roma come in Sicilia, si muove all’unisono con il Nuovo centrodestra democratico di Angelino Alfano. A conti fatti, se Crocetta e il suo fido alleato, senatore Giuseppe Lumia, dovessero perdere pure l’Udc, a Sala d’Ercole avrebbero seri problemi. Anche perché la stessa presidenza dell’Ars è espressa dall’Udc (il presidente, Giovanni Ardizzone, è da sempre vicino a D’Alia). Governare con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana messo di traverso diventerebbe non difficile: difficilissimo…

E nei saloni di Palazzo d’Orleans 
arriva lo staff di Castronovo

Il neo assessore alle Autonomie Locali varerà la nuova riforma delle province, che Delrio in persona vuole uguale a quella approvata a Roma. In pratica, un secondo commissario per Crocetta, che dovrà assisterlo nella riforma degli enti locali

Vestiti di tutto punto, abito a righe ben stirato, portamento che richiama alla mente i movimenti plastici tipici di certi palazzi romani, dove il potere si muove ovattato e ogni passo deve infondere sicurezza. Qui però non siamo a Roma, di ovattato c’è poco o nulla e la sicurezza ha lasciato spazio da secoli all’improvvisazione. Perché “qui” sta per Palazzo d’Orleans, sede più alta del potere siciliano: sarà per questo che il gruppetto di “turisti” cammina con incertezza tra i corridoi del piano terra della sede della presidenza regionale. Cercano l’ascensore, per salire al terzo piano, Sala Alessi, dove si presenta il nuovo governo Crocetta, il terzo in due anni di vacillante amministrazione.
L’uomo del giorno non è il governatore, ma Alessandro Baccei, economista fiorentino, mandato a controllare i conti siciliani con la benedizione di Graziano Delrio e il placet di Matteo Renzi. Un subcommissario de facto, garante romano inviato sull’Isola a mettere a posto i cordoni della borsa. È per questo che la domanda viene spontanea: siete qui per Baccei? Qualche secondo di perplessità e poi la risposta: “No, Castronovo”. Filano via, infilandosi in sala stampa, mentre della loro dante causa non c’è traccia: arriverà poco dopo, non prenderà la parola in conferenza stampa, stringerà qualche mano e svanirà così come è comparsa, senza rispondere a nessuna domanda. Ufficialmente Marcella Castronovo, neo assessore alle Autonomie Locali, è una pedina dell’Udc, una professionista gradita a Gianpiero D’Alia e a Mimmo Turano. Quel gruppetto arrivato direttamente da Palazzo Chigi, però, suggerisce un’ipotesi diversa: i subcommissari romani nel nuovo governo Crocetta sono più di uno. E il secondo è proprio Castronovo, fino a 24 ore fa ancora a lavoro nel suo ufficio romano di capo dipartimento della segreteria tecnica di Palazzo Chigi.
A Palermo Castronovo non è arrivata sola: ha con sè i collaboratori che la seguono anche a Roma, che la accompagneranno probabilmente anche nell’assessorato che ha sede in viale Regione Siciliana. È da lì che la neo assessore varerà la nuova riforma delle province, uno dei più grandi pasticci (pari solo all’ultima finanziaria) del governo Crocetta. Era il 12 marzo del 2014 quando Palazzo dei Normanni licenzia una legge che definire bluff è un eufemismo: le nove province regionali vengono così sostituite da altrettanti Liberi consorzi dei comuni, con la possibilità di crearne di nuovi entro sei mesi, purché raggruppino almeno una popolazione di180mila abitanti. Non si specifica però quali siano i compiti e le funzioni dei Consorzi e nemmeno chi li amministrerà: tutto rinviato ad una legge da approvare successivamente, ancora oggi argomento di aspro dibattito tra i deputati e il governatore. Da una parte c’è l’Ars che vorrebbe recepire il decreto Delrio, la norma che ha cancellato le province in Italia (congelandole per il momento), dall’altra c’è il governatore Crocetta che vuole mantenere il suo zoppicante ddl. A Roma, evidentemente, non hanno gradito. E dopo Baccei hanno subcommissariato Crocetta anche sul tema delle riforma degli enti locali. È per questo che la Castronovo è tornata nell’isola natia. Portandosi dietro i fedelissimi dall’accento romano, che già tra qualche giorno si muoveranno con più sicurezza tra i palazzi del potere nostrani, insicuri e poco ovattati.

Roma vuole la riforma delle Province 
E manda Castronovo agli Enti Locali

Nasce il Crocetta ter, assegnate tutte le deleghe. Sciolto il nodo Energia, dove andrà la renziana Contraffatto. A sorpresa, la componente della segreteria tecnica della Presidenza del Consiglio finisce nell’assessorato di viale Regione Siciliana: da lì varerà la riforma degli enti intermedi, molto cara al sottosegretario Delrio

Tutti tasselli del puzzle che ha faticosamente composto il Crocetta ter sono finalmente stati posizionati. Da palazzo d’Orleans sono appena state rese note le deleghe da assegnare ai singoli assessori. Nomi e poltrone associati uno ad uno dopo una lunghissima giornata di trattative e incontri bilaterali tra i partiti che sostengono l’esecutivo regionale. L’unica vera sorpresa è alla Funzione pubblica, dove arriva la componente della segreteria tecnica della Presidenza del Consiglio, Marcella Castronovo (in quota Udc)Primo impegno del neoassessore sarà quello di varare la riforma delle Autonomie locali e quindi mettere una “pezza” al pasticcio delle Province: una nomina voluta direttamente da Graziano Delrio, che quindi ora vedrà applicare il suo ddl sugli Enti intermedi anche in Sicilia.
Come ventilato negli scorsi giorni, la delega all’Agricoltura resta in mano ad Articolo 4, che piazza alla guida dell’assessorato l’avvocato Nino Caleca. Confermate, rispettivamente alle Attività produttive e alla Salute Linda Vancheri e Lucia Borsellino. L’Economia, naturalmente, sarà guidata da Alessandro Baccei, fedelissimo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

Al Turismo l’assessore designato dall’asse Maggio-Panepinto, Cleo Li Calzi. Al lavoro il giuslavorista indicato dal Pd, Bruno CarusoL’Energia alla fine è stata assegnata all’assessore di area renziana (Gucciardi) Vania Contrafatto, mentre sono confermate le indiscrezioni su Giovanni Pizzo (Udc) alle Infrastrutture. Confermata la Formazione a Crocetta. L’assessorato sarà guidato dalla fidatissima del governatore, Mariella Lo Bello. Al Territorio va invece Maurizio Croce, indicato dai Drs di Cardinale, mentre Antonio Purpura guiderà i Beni culturali.
Da Palazzo d’Orleans non è ancora arrivata l’ufficialità, ma fonti presenti agli incontri di questo pomeriggio confermano a loraquotidiano.it le deleghe assegnate.

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