L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 22 gennaio 2015

MARCO TRAVAGLIO, CASSAZIONE: ‘NON DEVE RISARCIRE BERLUSCONI’: AVEVA CHIESTO 10 MILIONI DI EURO COME RISARCIMENTO

MARCO TRAVAGLIO, CASSAZIONE: ‘NON DEVE RISARCIRE BERLUSCONI’: AVEVA CHIESTO 10 MILIONI DI EURO COME RISARCIMENTO


Marco Travaglio non deve versare alcun risarcimento a Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia aveva chiesto al condirettore del Fatto Quotidiano 10 milioni di euro come risarcimento danni da diffamazione per l’intervista che aveva rilasciato a Daniele Luttazzi il 14 marzo 2001 su Rai2 nel corso della trasmissione Satyricon. Al centro il libro ‘L’odore dei soldi’, sulla storia dell’ex Cavaliere e delle inchieste che lo hanno coinvolto. Per la Suprema Corte, che ha confermato la correttezza del verdetto emesso dalla Corte di Appello di Roma il 18 ottobre del 2006, si è trattato di cronaca, critica politica e satira legittime.
In modo conforme alle regole del diritto di cronaca e critica, è da escludere che Travaglio – sottolinea la Terza sezione civile della Suprema Corte – avesse “inteso accusare in modo subdolo l’onorevole Berlusconi di biechi interessi privati, diilleciti societari e di collusione con la mafia” avendo invece voluto “stigmatizzare, sicuramente con toni forti, sarcastici e sdegnati” il comportamento del candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che “non aveva ritenuto necessario chiarire nelle opportune sedi… alcune vicende della sua attività imprenditoriale oggetto di INDAGINI penali”.
Alle ulteriori obiezioni del leader di Forza Italia che ha insistito nel ricorso in Cassazione a sostenere che la trasmissione aveva “scopo non satirico ma politico”, la Suprema Corte replica che “l’uno scopo, di per sé, non esclude l’altro, potendo convergere entrambi a definire l’ambito della satira politica” quale è quello di una trasmissione come Satyricon“caratterizzata dall’intento di porre all’attenzione del telespettatore alcuni momenti della vita sociale e politica italiana, sottolineandone le contraddizioni e gli aspetti a volte anche negativi”.
Ad avviso della Cassazione, il verdetto di appello non ha “affatto trascurato il necessario bilanciamento dell’interesse individuale con quello sotteso alla libera manifestazione del pensiero attraverso la critica politica, effettuato correttamente sotto la lente dell’interesse pubblico alla conoscenza dell’interpretazione di fatti di cronaca”, risultati “documentati e per la maggior parte notori”, senza trasmodare “in attacchi personali volti a colpire la figura morale del soggetto criticato”.
Corretto e ‘conforme’ ai canoni della satira è stato ritenuto anche il comportamento di Luttazzi che “nel dirigere l’intervista, si è avvalso degli strumenti tipici” di questo genere, compresa la mimica. Il ricorso dell’ex premier era rivolto anche contro la RaiCarlo Freccero, ‘Ballandi entertainment‘ e Luttazzi che, poi, insieme a Michele Santoro e Enzo Biagi, fu cacciato dalla televisione pubblica dopo l’’editto bulgaro’ di Berlusconi. Ora il leader di Forza Italia deve pagare in favore della Rai10mila e 200 euro per le spese legali del giudizio di Cassazione.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/atti-giudiziari-cassazione-mette-bavaglio-giornalisti-vietato-citare-virgolettati/1359066/

Marco Travaglio non diffamò Berlusconi. Lui: “Riportate Luttazzi in tv”


Pubblicato il 20 gennaio 2015 20:06 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2015 11:59<!– | di  –>
ROMA – “Travaglio non diffamò Berlusconi“. Per questo motivo la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’ex Cavaliere che aveva chiesto 10 milioni di risarcimento danni per l’intervista del 14 marzo 2001 a Satyricon, nella quale Daniele Luttazzi intervistava Marco Travaglio sul suo libro L’odore dei soldi, che narra le vicende giudiziarie del leader di Forza Italia. Per la Cassazione si è trattato di cronaca, critica politica e satira legittime. Travaglio chiede ora pubbliche scuse per l’amico Luttazzi e che venga riaccolto in tv.
La Suprema Corte ha confermato quanto già stabilito dalla Corte di Appello di Roma il 18 ottobre del 2006 e prima ancora in primo grado. Per la Cassazione è da escludere che Travaglio avesse
“inteso accusare in modo subdolo l’on. Berlusconi di biechi interessi privati, di illeciti societari e di collusione con la mafia» avendo invece voluto «stigmatizzare, sicuramente con toni forti, sarcastici e sdegnati il comportamento del candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che non aveva ritenuto necessario chiarire nelle opportune sedi… alcune vicende della sua attività imprenditoriale oggetto di INDAGINI penali”.
Alle obiezioni di Berlusconi che aveva sostenuto che la trasmissione aveva “scopo politico e non satirico”, i Supremi Giudici hanno risposto che
“l’uno scopo, di per sè, non esclude l’altro, potendo convergere entrambi a definire l’ambito della satira politica, caratterizzata dall’intento di porre all’attenzione del telespettatore alcuni momenti della vita sociale e politica italiana, sottolineandone le contraddizioni e gli aspetti a volte anche negativi”.
Corretto e conforme ai canoni della satira è stato anche il comportamento di Luttazzi che
“nel dirigere l’intervista, si è avvalso degli strumenti tipici di questo genere, compresa la mimica”.
Luttazzi fu poi cacciato dalla Rai, insieme a Michele Santoro e Enzo Biagi, in seguito al famigerato “editto bulgaro” di Berlusconi.
“Non ho mai avuto dubbi sulla veridicità delle cose che ho detto in quell’intervista – ha detto Travaglio all’Ansa – anche perché non sono matto. Non mi sarei esposto in quel modo nei confronti del futuro presidente del consiglio, se non fossi stato sicuro di quanto affermavo”.
“Per me si tratta semplicemente di una conferma – ha aggiunto – Mi piacerebbe che se ne rendesse conto chi ha detto bugie in tutti questi anni. Mi piacerebbe anche che qualcuno adesso risarcisse Luttazzi, visto che da 14 anni non può mettere il naso in Rai a causa di quell’intervista. Bisognerebbe chiedergli scusa e riportarlo in tv.
Credo che molte persone lo vorrebbero rivedere. Dicono tutti Je suis Charlie Hebdo, ma a quanto pare vale solo in France, non in Italie. Invece bisognerebbe fare le magliette con Je suis Luttazzi“.
Un’altra tegola per Silvio Berlusconi che ora dovrà pagare alla Rai 10mila e 200 euro per le spese legali del giudizio di Cassazione.
Questa la storica intervista di Luttazzi a Travaglio:

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