L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 30 gennaio 2015

SILVIO BADALAMENTI GIACOMO IMPASTATO ASSASSINATI PER IL COGNOME NICOLO PIOMBINO PERCHE' HA VISTO

SILVIO BADALAMENTI GIACOMO IMPASTATO ASSASSINATI PER IL COGNOME NICOLO PIOMBINO PERCHE' HA VISTO





SILVIO BADALAMENTI GIACOMO IMPASTATO  Assassinati per il cognome NICOLO' PIOMBINO PERCHE' TESTIMONE

15 gennaio 1982: anno nuovo, morto nuovo, è la volta di Giacomo Impastato detto Jack, per la sua permanenza in Louisiana, sposato con una figlia di Vito Badalamenti, fratello di Gaetano. Lavorava alla “Omar Lampadari” di Isola delle Femmine. All’uscita della fabbrica viene imbottigliato tra una Lancia Beta e un camion e liquidato con un coltpo di “38” alla faccia. Era alla guida di una Golf intestata alla “Ber.Ma” un grande negozio di piastrelle sito in Palermo, in via Leonardo Da Vinci, dove lavorava il figlio maggiore di Gaetano Badalamenti.
Anche Jack era parente di Peppino Impastato: suo padre, detto “Reginedda”, a suo tempo era stato gabellato dell’onorevole democristiano Pecoraio, nel suo feudo di contessa Entellina.
QUALCHE giorno dopo è ucciso Nicolò Piombino, testimone del delitto.
Soi noti il titolo del servizio sul Giornale di Sicilia del 16.1.1982. “il giovano ucciso aveva un solo torto: era nipote dell’inafferrabile BADALAMENTI”.
(Salvo Vitale)

Assassinato per il cognome

Prima e dopo l' arresto in Spagna di Gaetano Badalamenti (nel 1984) i «corleonesi» gli fecero terra bruciata, sterminandogli 14 parenti diretti e un esercito di fedelissimi. Tra i familiari c' era Silvio Badalamenti, direttore dell' esattoria di Marsala, figlio di un fratello del boss di Cinisi e del tutto estraneo agli affari di mafia. Pagò con la vita il solo fatto di chiamarsi Badalamenti. A ucciderlo fu Gioacchino Calabrò, destinato anche per quello a un futuro da capomafia a Castellammare del Golfo. Così ha stabilito, a vent' anni dal delitto, la Corte d' assise di Trapani, accogliendo la richiesta del pm Massimo Russo. Calabrò, condannato all' ergastolo, era stato inchiodato dalle rivelazioni del pentito Antonino Patti, condannato a 30 anni nell' ambito del processo alle cosche trapanesi denominato Omega. La posizione di Calabrò era stata stralciata. L' agguato a Silvio Badalamenti scattò il 2 giugno del 1983 in pieno centro a Marsala, in via Mazzini. La vittima, che era appena uscita di casa per andare al lavoro, aveva 38 anni. L' assassino utilizzò una pistola. Undici mesi prima di essere ammazzato, Silvio Badalamenti era stato arrestato nell' ambito di un' inchiesta su un traffico internazionale di stupefacenti seguita da Giovanni Falcone. Successivamente era stato scarcerato per mancanza di indizi. Falcone gli aveva anche detto: «Si allontani dalla Sicilia». Ma Silvio Badalamenti, lontano dalle vicende di Cosa nostra, si sentiva tranquillo. «Fino a due giorni prima - racconta la moglie Gabriella - aveva accompagnato le figlie a scuola come ogni mattina». Gabriella Badalamenti ha pubblicato per Sellerio un libro ("Come l' oleandro") in cui rievoca in un passaggio anche la storia del marito.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/11/01/assassinato-per-il-cognome.html


In relazione alla sentenza con la quale il Tar vorrebbe riabilitare la figura di Silvio Badalamenti, nipote del boss Gaetano (mandante dell’omicidio di Peppino), annullando il rifiuto del Ministero dell’Interno di inserire lo stesso tra le vittime di mafia e terrorismo, affermiamo che nessun cittadino che abbia un minimo di senso civico e di giustizia potrebbe mai concordare con questa decisione.
Silvio Badalamenti, figlio di un fratello di Gaetano, ha curato alcuni affari dello zio durante la sua latitanza. Fu chiamato anche in causa durante il processo Impastato in quanto, in base alle dichiarazioni del pentito Siino, era ampiamente informato sulle circostanze che avevano determinato l’omicidio di Peppino Silvio Badalamenti è stato ucciso su ordine di Gioacchino Calabrò, boss di Castellammare del golfo il 2 giugno del 1983. Dopo la sua riabilitazione ci aspetteremo magari anche quella di Salvo Lima, casomai con l’invenzione che ad eliminarlo siano state le Brigate Rosse.
Silvio Badalamenti era imparentato anche con altro personaggio che io ben conoscevo, che era tale Vincenzo Randazzo, anche lui parente del Badalamenti, mi pare che fosse nipote ….".


MICALIZZI MICHELE: genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE: elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO: rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe, a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato all'ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio della cooperativa edilizia Liberta'. Reggeva i contatti con alcuni membri della famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO (zu' Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente, a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi oscuri. E' attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il 22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid l'8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO: nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano. Arrestato con il padre a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**): Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D'AGOSTINO EMANUELE: elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu'. Fedelissimo di Bontate, scompare dopo la morte di quest'ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a Besano. Era il guardaspalle di quest'ultimo. Traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.


GIACOMO IMPASTATO JACK SPOSATO CON LA FIGLIA DI VITO BADALAMENTI, FRATELLO DI DON TANO UCCISO A ISOLA DELLE FEMMINE VIA GIARDINA IL 15 GENNAIO  1982     UCCISO A COLPI DI P 38 ALLA TESTA



GIACOMO IMPASTATO JACK UCCISO A ISOLA DELLE FEMMINE IL 15 GENNAIO  1982    

15 gennaio. 1982 Uccisione di Giacomo Impastato, sposato con una figlia di Vito Badalamenti, fratello di Gaetano. 


26 gennaio. 1982  A Isola delle Femmine uccisione di Nicolò Piombino, carabiniere in pensione. Collaborava con la giustizia per la ricostruzione di delitti avvenuti nella zona. 






26 gennaio 1982 Omicidio di Nicolò Piombino. A Isola delle Femmine (Palermo), è ucciso il carabiniere in pensione Nicolò Piombino. Stava collaborando per la ricostruzione di alcuni delitti avvenuti nella zona. Piombino era colpevole di aver riconosciuto i killer di GIOVANNI IMPASTATO omicidio  avvenuto solo qualche giorno prima il 15 gennaio 1982 







CAPACI ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….

OPERAZI0NE SAN LORENZO

IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE


La strage degli innocenti



LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO





26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino



a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine


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