L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 30 gennaio 2015

VASSALLO BILLECI BRUNO POMIERO BADALAMENTI MADONIA CPACABANA B.B.P. MORGANTINA SAZOI

VASSALLO BILLECI BRUNO POMIERO BADALAMENTI MADONIA CPACABANA B.B.P. MORGANTINA SAZOI 







Nella geografia politica di Cosa Nostra, Isola delle Femmine ricade – stando alle ultime indicazioni del Ministero dell’Interno – nel Mandamento di San Lorenzo/Resuttana ed in particolare il suo territorio rientra nella sfera d’influenza di quella che viene comunemente denominata “famiglia di Capaci”.

Dai registri della GdF risulta che tra i componenti della Copacabana spa – la società immobiliare che, stando agli inquirenti, avrebbe dovuto reinvestire i proventi del traffico di eroina gestito dal clan Badalamenti, facendo fare “un salto di qualità all’organizzazione” – erano tali Billeci Salvatore e Rocco di Capaci, Bruno Pietro, Giuseppe e Giovanni di Isola delle Femmine, Badalamenti Vito e Leonardo di Cinisi (i figli di Tano) e Pomiero Giuseppe anche lui di Isola delle Femmine.
La  società B.B.P. snc richiamata da Russo Spena, risultava costituita dai Bruno e da Pomiero che, pertanto, il senatore nel 2000 indicava come verosimili prestanome di Gaetano Badalamenti

Il 6.05.05 il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia del sequestro per mafia di beni per 4 milioni di euro a due imprenditori edili di Isola delle Femmine, Bruno Pietro e Vassallo Giuseppe: del primo si ricordava il collegamento alla cosca mafiosa del boss Badalamenti ed il fatto che aveva partecipato “con altri personaggi della mafia di Capaci e Isola delle Femmine” – cito testualmente – alla società Copacabana spa realizzata per la lottizzazione di un vasto appezzamento di terreno; Vassallo Giuseppe, figlio di Vincenzo, veniva addirittura indicato come “il capo della famiglia mafiosa di Capaci”, inserito “pienamente nel mandamento mafioso di San Lorenzo”.
Entrambi sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso ex art. 416 bis c.p.
14.05.2009 l’Ufficio Tecnico Comunale del Comune  ha rilasciato una concessione edilizia in favore della famiglia Pomiero ed un’altra – in sanatoria – in favore della famiglia Vassallo/Billeci.
 A distanza di 25 anni dalla confisca delle quote della Copacabana spa il nostro UTC ha riunito i nomi di Pomiero e Billeci, quasi a conferma del noto brocardo vichiano circa i corsi e ricorsi della storia.
In data 10.11.09 i ROS nel quadro dell’operazione Rebus hanno disposto il sequestro di beni siti nel territorio di Isola delle Femmine perché riconducibili al clan mafioso Madonia-Di Trapani.
In particolare pare si tratti – a detta degli organi di stampa – di immobili siti in via Passaggio del Coniglio n. 4 le cui risultanze catastali potrebbero condurre a terreni, opifici e appartamenti intestati a tali D’Arpa Vincenzo, Massimiliano, Pietro e Collura Vincenza: prescindendo dai motivi di rilevanza penale dei fatti, che sarà la Magistratura a valutare, i legami di parentela che stringono possibili prestanome di potenti boss mafiosi al capo dell’UTC isolano, aggiungono dolore e sgomento ad un clima già di considerevole tensione e sospetto. 

Vassallo Salvatore – sindaco di Capaci  dal 1988 al maggio 1991 e gia' presente nel consiglio eletto nel 1983 - risulta essere allegato da vincoli di parentela nonche' di affinita' con Billeci Salvatore, imprenditore edile indiziato di appartenere ad organizzazione mafiosa, gia' sorvegliato speciale di P.S. ai sensi della legge n. 575/65. Insieme i predetti sono stati azionisti della "Copacabana S.p.a." facente capo al noto mafioso Gaetano Badalamenti destinata al riciclaggio dei proventi del traffico internazionale della droga;

Riccobono Giovanni - sindaco di Capaci dal 24 maggio 1991 al febbraio 1992   assessore e gia' presente nel consiglio eletto nel 1983, risulta essere legato da affinita' a Bruno Francesco, detenuto, ritenuto appartenente al clan dei Corleonesi. Nei confronti del Riccobono in data 4 aprile 1992 e' stato richiesto il rinvio a giudizio per accertare se, nella decisione adottata in qualita' di sindaco, di sciogliere la seduta consiliare del 28 settembre 1991, nel corso della quale erano stati presentati per l'approvazione alcuni piani di lottizzazione edilizia non approvati dai consiglieri presenti, ricorra l'ipotesi di reato di abuso di atti d'ufficio ex art. 323, comma secondo, del codice penale.
BILLECI SALVATORE (29.05.1937 via Gaetano Longo 10 CAPACI) PADRE DI VINCENZO E LEONARDA MARITO DI VASSALLO ANTONIETTA. AMMINSTRATORE UNICO SALICETO S.r.l. cessa dalla carica 30 marzo 2012 (REA PA-94262 C.F. 02524750821 PEC saliceto@arubapec.it costituita 27.02.1981 rappresentante impresa BILLECI VINCENZO  QUOTA 33,33% AMMINISTRATORE UNICO BILLECI VINCENZO (18.09.69 Via Gaetano Longo 10 Isola delle Femmine in carica dal 30 marzo 2012) SOCIO PIETRO BRUNO (1946 via Roma 110 Isola delle Femmine) QUOTA 33,33% SOCIO VASSALLO GIUSEPPE 1959 (Via Vittorio Emanuele 157 CAPACI) QUOTA 33,33% FIGLIO DI VINCENZO

Il Sindaco, Gaspare prof. Portobello sottopone all’approvazione della Giunta Comunale la seguente proposta di deliberazione:

Nomina al Responsabile del III Settore, arch. Sandro D’Arpa, a rappresentare il Comune di Isola delle Femmine per la stipula dell’atto relativo alla cessione a titolo gratuito delle aree, censite al catasto terreni al fg. n. 3, p.lla n. 1790, per la realizzazione delle quali è stato ottenuto lo scorporo degli oneri di urbanizzazione primaria relativi agli immobili realizzati con C.E. n. 09/02, prospicienti su detta strada;

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che:
·         Che in data 14/05/2002 veniva rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine la Concessione Edilizia n. 09/02, al Sig. Arena Giovanni, nato a Palermo il 15.06.1931, per la realizzazione di un insediamento residenziale su un’area sita in località “Quattro Vanelle” Via Passaggio della Tortora, identificata al N.C.T. al foglio di mappa 3 particella 1791 (ex 248/249 e 256), successivamente volturata al nuovo proprietario in data 01/09/2003 sig. Billeci Salvatore, nato a Capaci il 29/05/1937 e residente in Isola delle Femmine, Passaggio del Cedro n. 6, codice fiscale  BLL SVT 37E29 B645L, in forza dell’Atto di Permuta stipulato il 16/07/2003 presso il Notaio Francesco Rizzuto, Rep. n. 64703, registrato in Palermo il 29/07/2003 al n. 75925;
·         Che ai fini edificatori del lotto identificato al catasto - foglio n. 3 particella n. 1791, l’Ufficio Tecnico Comunale con nota p.llo n. 14137 del 12.11.2001 esprimeva la necessità della realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, relative alla viabilità previste nel Piano Particolareggiato
·         Che in data 16.02.2007- veniva rilasciata dall’U.T.C., la concessione edilizia n. 3, ai sensi della L.N. 10/1977 art. 9 lettera “f”, per l’esecuzione di opere di urbanizzazione primaria consistenti nella “realizzazione della rete di distribuzione idrica, della rete fognante, della rete di distribuzione dell’energia elettrica, dell’impianto di illuminazione della rete stradale nonché della realizzazione della rete stradale nel lotto di terreno sito in Isola delle Femmine, Passaggio delle Tortore censito al N.C.T. al foglio 3 particella n. 1790;

Considerato che :
·         che il sig. Billeci Salvatore, nuovo proprietario intende ottemperare a quanto disposto dall’Ufficio Tecnico comunale, con nota p.llo n. 14137 del 12.11.2001, e procedere alla cessione a titolo gratuito delle aree, censite al catasto terreni al fg. n. 3, p.lla n. 1790, per la realizzazione delle quali è stato ottenuto lo scorporo degli oneri di urbanizzazione primaria relativi agli immobili realizzati con C.E. n. 09/02, prospicienti su detta strada;
·         che tale cessione deve avvenire in presenza di un Notaio;

Delibera

Autorizzare il responsabile del III Settore, arch. Sandro D’Arpa, a rappresentare il Comune di Isola delle Femmine per la stipula dell’atto relativo alla cessione a titolo gratuito delle aree, censite al catasto terreni al fg. n. 3, p.lla n. 1790, per la realizzazione delle quali è stato ottenuto lo scorporo degli oneri di urbanizzazione primaria relativi agli immobili realizzati con C.E. n. 09/02, prospicienti su detta strada;
Pareri ed attestazioni resi ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del t.u. sull’ordinamento degli enti locali, approvato con D.lgs. 18/08/2000, n° 267, relativi alla proposta indicata in oggetto:

Si esprime parere favorevole sulla regolarità tecnica della superiore deliberazione

           Il Direttore Generale
F.to      Dr. Manlio Scafidi


LA GIUNTA COMUNALE

Vista la superiore deliberazione, corredata dal parere prescritto;
Ritenuta meritevole di approvazione;
Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati dal Sindaco

DELIBERA

Di approvare la superiore proposta di deliberazione, corredata dal prescritto parere, rendendola immediatamente esecutiva.


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE


Il costruttore Francesco Vassallo: modello di mafioso-imprenditore degli anni '50 e '60

Il primo caso è quello dell'imprenditore Francesco Vassallo ed è stato studiato da chi scrive all'interno della ricerca pubblicata nel volume L'impresa mafiosa. Vassallo non fu mai condannato e non gli furono applicate misure di prevenzione ma era un indiziato mafioso ed era legato da vincoli di parentela con mafiosi notori: aveva sposato Rosalia Messina, figlia del capomafia Giuseppe Messina e sorella di Salvatore e Pietro Messina, uccisi nel 1961 e nel 1962 all'interno del conflitto tra le famiglie mafiose della borgata palermitana di Tommaso Natale.


Figlio di un carrettiere e inizialmente carrettiere anche lui, il matrimonio con una ragazza appartenente a una famiglia mafiosa gli permette di avviare un'attività imprenditoriale all'inizio limitata all'area della borgata. Nel 1947 fu costituita la cooperativa Co.pro.la (Cooperativa produzione latticini), di cui era presidente, i soci erano il padre e sei fratelli e i cognati Salvatore, Pietro e Antonino Messina. I Messina erano ufficialmente dei pastori che durante la guerra e nell'immediato dopoguerra avevano saputo cogliere le occasioni offerte dal mercato nero dei prodotti alimentari e avevano in tal modo rafforzato ed esteso il dominio territoriale del loro gruppo mafioso. Questa composizione sociale, cementata dal vincolo parentale, assicura alla cooperativa un ruolo monopolistico nella vendita delle carni macellate e dei prodotto agricoli. Su questa base inizia la scalata che porterà Vassallo ai vertici dell'imprenditoria palermitana. Si comincia con un piccolo appalto per la costruzione della rete fognaria in due borgate, ottenuto con trattativa privata grazie alla consociazione con l'imprenditore Giulio Schiera, al rapporto di amicizia e d'affari instaurato con un imprenditore molto noto a Palermo, Enrico Ferruzza, e ai rapporti che Vassallo comincia ad avviare all'interno di ambienti politici e amministrativi. Si pongono così le basi per la costruzione di un sistema relazionale e di un sistema economico. Il sistema relazionale poggia su tre pilastri: parentela, amicizie, consociazioni e cointeressenze; anche il sistema economico ha un'articolazione trinitaria: imprese, finanziamenti, appalti di opere pubbliche e contratti con la pubblica amministrazione.


L'intreccio tra i due sistemi porta Vassallo alla conquista della città negli anni '50 e '60. Le nuove imprese (la Edil Palermo, la Leonardo da Vinci, la San Francesco residenziale Piraineto) partecipano alla speculazione edilizia che è passata alla storia come "sacco di Palermo" e molti degli immobili che vengono costruiti saranno affittati alle pubbliche amministrazioni per installarvi delle scuole, mentre non vengono utilizzati i fondi per la costruzione di edifici scolatici. Nel 1969 risultava che ben 15 istituti scolastici erano ubicati in immobili di proprietà di Vassallo, affittati al comune e alla provincia di Palermo, mentre in quegli anni la Sicilia risultava ultima nella graduatoria per regioni delle opere ultimate, appaltate e in corso di appalto. C'è una vera e propria "industria dell'affitto" che comporta vantaggi notevoli per imprenditori come Vassallo e oneri altrettanto consistenti per le casse pubbliche. Alla fine degli anni '60 il comune di Palermo spendeva in canoni d'affitto per le scuole lire 606.154.000 all'anno, e la provincia 308.514.000 lire. Ancora agli inizi degli anni '90 la provincia di Palermo risultava affittuaria di immobili degli eredi di Vassallo per uso scolastico (Santino-La Fiura, 1990, p. 142). A dire della Commissione parlamentare antimafia, "il Vassallo ha potuto attuare un vero e proprio piano regolatore di edilizia scolastica, valendosi di un potere extralegale, esercitato addirittura tramite la provincia e il comune di Palermo" (ivi, p.140)


Il costruttore Vassallo per anni è stato l'interlocutore privilegiato del nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa (tra cui figuravano nomi che diventeranno notissimi, come Giovanni Gioia, Salvo Lima, Vito Ciancimino), che esercitava un potere decisionale quasi assoluto; aveva ottimi rapporti con le banche che gli concederanno prestiti consistenti, indispensabili per la sua attività imprenditoriale; in compenso praticava prezzi scontati per l'acquisto di appartamenti da parte dei suoi protettori. Il suo patrimonio veniva valutato in 17 milioni nel 1947, passa a più di tre miliardi nel 1960.
Nella ricerca già citata ho registrato le linee di credito di cui ha goduto Vassallo, a cominciare dal 1947, e osservato un andamento che procede in parallelo con le carriere di uomini politici. Nel 1958 egli ottiene vari mutui dal Banco di Sicilia per circa 400 milioni, nel 1959 per circa 500 milioni e nel 1960 per 250 milioni. Il 1959 è l'anno in cui Salvo Lima viene eletto sindaco di Palermo. Anche alla Cassa di risparmio, presieduta da Gaspare Cusenza, suocero di Giovanni Gioia,Vassallo godeva di notevole "credito": ottiene 117 milioni nel 1960, 137 milioni nel 1961 e 676 milioni nel 1962. Gli anni 1964-66 sarebbero stati anni di stasi economica per il costruttore, che però sarebbe riuscito a superare la crisi grazie a un mutuo di 560 milioni ottenuto dal Banco di Sicilia. "Anche per tale crisi passeggera s'è visto un legame con la carriera politica di Lima, non più sindaco, e con l'inchiesta sul comune di Palermo condotta dal prefetto Bevivino" (ivi, pp. 139 sg.). L'inchiesta del prefetto, avviata nel novembre del 1963, partiva da una situazione di fatto emblematica: l'80 per cento delle licenze edilizie veniva rilasciato a cinque "costruttori per conto terzi", cioè a dei prestanomi, uno dei quali era un muri-fabbro, un altro un venditore di carbone, e riscontrerà varie violazioni alle disposizioni del Piano regolatore compiute da Vassallo. Per anni il mercato edilizio era stato contrassegnato da una vera e propria anomia e il Piano regolatore, adottato dal consiglio comunale nel dicembre del 1959, era venuto a legittimare una speculazione che aveva distrutto buona parte del patrimonio monumentale della città e cementificato la "conca d'oro", cioè la piana di Palermo una volta coltivata ad agrumi.


In questo periodo il mafioso-imprenditore conduce gran parte della sua attività grazie al denaro pubblico e ai rapporti che instaura con la pubblica amministrazione e con il ceto politico e si impone come la figura più dinamica di una borghesia di Stato, in gran parte parassitaria, dato che lo strato più consistente è formato dalla burocrazia degli Enti pubblici, in particolare della Regione siciliana a statuto speciale.


 A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

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