L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 18 marzo 2015

TUNISIA: TERRORISTI ALL'ASSALTO DI UN MUSEO. OTTO MORTI, TURISTI IN OSTAGGIO. COINVOLTI ITALIANI, DUE FERITI. MEDIA: L'IS RIVENDICA L'ATTENTATO

TUNISIA: TERRORISTI ALL'ASSALTO DI UN MUSEO. OTTO MORTI, TURISTI IN OSTAGGIO. COINVOLTI ITALIANI, DUE FERITI. MEDIA: L'IS RIVENDICA L'ATTENTATO

Fonti ufficiali del governo riferiscono di due uomini barricati all'interno del museo del Bardo. Secondo media locali, sarebbero invece tre i terroristi, con uniformi dell'esercito, che hanno fatto fuoco contro un pullman di turisti. Presenti italiani: sarebbero passeggeri di una nave Costa Crociere

TUNISI  TURISTI PRIGIONIERI ALL'INTERNO DEL MUSEO BARDO

TUNISI - Attacco terroristico nel cuore di Tunisi, almeno otto le vittime (sette stranieri, tra cui due britannici e un tunisino) sin qui ufficializzate dal Ministero dell'Interno. Secondo media locali, tre terroristi con indosso le uniformi dell'esercito hanno fatto fuoco contro un pullman parcheggiato davanti al Museo del Bardo, non lontano dalla sede dell'assemblea tunisina. Sette delle otto vittime sono turisti, la loro nazionalità è in corso di accertamento. Media riportano che l'attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico. Le forze speciali antiterrorismo sono poi entrate in azione per liberare gli ostaggi. Un gruppo di turisti che erano stati sequestrati sono stati liberati da un blitz delle forze speciali. Uno dei presunti responsabili dell'attacco è stato arrestato mentre gli altri due sono circondati in edifici che appartengono al Parlamento. Lo riferiscono a Efe fonti della sicurezza, precisando che l'arrestato è uno studente di 22 anni. Il direttore del museo ha dichiarato: "La situazione sul posto è sotto controllo, ma non abbiamo ancora informazioni precise sul bilancio" delle vittime.


Italiani tra gli ostaggi. La Farnesina conferma che vi sono italiani coinvolti. Tra di loro due feriti, mentre un centinaio sono stati messi in sicurezza dalle forze tunisine. La Costa crociere ha confermato che alcuni passeggeri erano in tour per la città: "Oggi Costa Fascinosa è nel porto di Tunisi, nel corso di una crociera di 7 giorni nel Mediterraneo. Durante la sosta alcuni ospiti di Costa Fascinosa hanno fatto un tour della città". La stessa società fa sapere di  di essere in stretto contatto con il Mise e di aver richiamato a bordo tutti i passeggeri (3161 in totale). Tra gli ostaggi ci sarebbero quattro dipendenti del Comune di Torino, tra cui Carolina Bottari, di Torino, che al telefono ha parlato di due italiani colpiti. "Eravamo una comitiva di una cinquantina di persone. Qui nella stanza siamo in sei italiani, di là nello stanzone sono molti di più. Due persone sono morte. Altre tre sono rimaste ferite". La Farnesina al momento non conferma, l'unità di crisi sta verificando. "Qui stanno sparando a tutti - dice ancora la donna - vi prego aiutateci". La sparatoria è avvenuta, riferisce la turista, al Museo dei mosaici della capitale tunisina. Foto che risulterebbero scattate da un ostaggio e diffuse via Twitter mostrerebbero anche bambini tra gli ostaggi dei terroristi. Secondo vari media, più di 200 turisti erano presenti all'interno del museo del Bardo al momento dell'attacco. Di questi, circa 160 sono riusciti a fuggire, sarebbero rimaste nelle mani dei terroristi tra le 20 e le 40 persone.

In Parlamento, gli agenti della sicurezza hanno impedito a giornalisti e deputati di lasciare l'aula. Testimoni all'esterno del Parlamento hanno riferito di una massiccia presenza di poliziotti in procinto di evacuare l'edificio.

Informazione confermata da un tweet della deputata Sayida Ounissi, secondo cui l'evacuazione è in corso. Sayida Ounissi aggiunge che "il panico è enorme" e tutto è successo mentre era in corso l'audizione delle forze armate sulla legge antiterrorismo. Presenti il ministro della Giustizia, giudici e responsabili delle Forze armate

Il presidente della Tunisia, Béji Caïd Essebsi, terrà alle 18 un discorso al popolo tunisino a seguito della sparatoria di oggi nella capitale. Lo ha annunciato alla radio Mosaique Fm il portavoce della presidenza, Moez Sinaoui, che non ha voluto precisare altri dettagli dell'operazione delle forze di sicurezza ancora in corso.

Poche ore prima dell'attacco, il ministero dell'Interno tunisino aveva annunciato di aver sgominato una cellula jihadista nella periferia nord di Tunisi nell'ambito delle attività di prevenzione di eventuali attentati terroristici nel Paese. Si tratta di sette persone, alcune delle quali note alle forze dell'ordine per aver partecipato a combattimenti armati in Siria. Il gruppo era in contatto con terroristi tunisini ancora attivi in Siria e aveva anche il compito di reclutare giovani da mandare nelle zone di combattimento.

Ma ancor più importante era stata la notizia diffusa nei giorni scorsi, riguardante la morte del jihadista tunisino Ahmed Rouissi, esponente di spicco di Ansar al Sharia, considerato la mente degli omicidi del 2013 dei leader dell'opposizione Chokri Belaid e Mohammed Brahmi. Rouissi, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sarebbe rimasto ucciso sabato a 70 chilometri da Sirte, durante gli scontri con la Brigata 166, milizia fedele al governo insediato a Tripoli.



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