L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 11 aprile 2015

N. 66 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 28 agosto 2014 Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 28 agosto 2014 (della Regione Siciliana).

Ricorso per questione di legittimita'  costituzionale  depositato  in cancelleria il 28 agosto 2014 (della Regione Siciliana).

Bilancio  e  contabilita'  pubblica   -   Misure   urgenti   per   la competitivita' e la giustizia  sociale  -  Emendamento  alla  legge   delega  11  marzo  2014,  n.  23  ("Delega   al   Governo   recante   disposizioni per  un  sistema  fiscale  piu'  equo,  trasparente  e   orientato alla crescita") 

- Previsione che la futura revisione  del   sistema  fiscale  finalizzato  alla   riduzione   della   pressione tributaria sui contribuenti,  ove  attuata  per  mezzo  di  decreti   delegati che  prevedano  nuovi  e  maggiori  oneri,  debba  trovare copertura in altri decreti legislativi a loro compensazione e che a   tal fine le maggiori entrate  confluiscano  in  un  apposito  fondo   istituito nello stato di previsione del Ministero  dell'economia  e   delle finanze  
-  Ricorso  della  Regione  Siciliana  
-  Denunciata   violazione dell'autonomia finanziaria della Regione.
- Legge 23 giugno 2014, n. 89, art. 1, comma 11.
- Statuto della Regione Siciliana, artt. 36  (in  combinato  disposto   con l'art. 2 d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074), 14, 17, 37, 38 e 43.
Bilancio  e  contabilita'  pubblica   -   Misure   urgenti   per   la   competitivita' e la  giustizia  sociale  -  Prevista  maggiorazione   dello 0,5% sul tributo dell'11% previsto sui  fondi  pensione,  con   riserva allo Stato di quota della maggiore imposta per 4 milioni di   euro, al fine di alimentare il Fondo per gli interventi strutturali   di  politica  economica  -  Ricorso  della  Regione   Siciliana  
- Denunciata violazione dell'autonomia finanziaria della Regione.
- Decreto-legge 24 aprile 2014 n. 66, convertito, con  modificazioni,   dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, art. 4, comma 6-ter.
- Statuto della Regione Siciliana, artt. 36  (in  combinato  disposto   con l'art. 2 d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074), 14, 17, 37, 38 e 43.
Bilancio  e  contabilita'  pubblica   
-   Misure   urgenti   per   la   competitivita' e la giustizia sociale 
- Prevista destinazione delle   maggiori  entrate  derivanti  dalla  lotta  all'evasione   fiscale   effettivamente incassate nel 2013 rispetto a quelle    conseguite  nel   2012 a  copertura  degli  oneri  conseguenti  all'applicazione      del   decreto-legge  impugnato  -  Ricorso  della  Regione  Siciliana  
- Denunciata violazione dell'autonomia finanziaria della Regione.
- Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,   dalla legge   23 giugno 2014, n. 89, art. 7, commi 1 e 1-bis.
- Statuto della Regione Siciliana, artt. 36, 14, 17, 37 e 38. Bilancio  e  contabilita'  pubblica   -   Misure   urgenti   per   la   competitivita' e la giustizia sociale
- Previsione che  il  mancato   versamento da parte delle province e delle citta' metropolitane del   contributo  alla  finanza  pubblica  posto  a  loro  carico   venga   direttamente recuperato dall'Agenzia delle  Entrate  a  valere  sui versamenti per imposte sull'assicurazione contro la responsabilita'   civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore
-  Ricorso   della Regione  Siciliana  -  Denunciata  violazione  dell'autonomia   finanziaria regionale.
- Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,   dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, art. 47, commi da 1 a 7.
- Statuto della Regione Siciliana, artt. 36, 14, 17, 37 e 38. Bilancio  e  contabilita'  pubblica   -   Misure   urgenti   per   la   competitivita' e la giustizia sociale - Previsione che le  maggiori   entrate conseguite, per effetto delle  misure  nello  stesso  comma   indicate, sono destinate a copertura  finanziaria  delle  riduzioni   previste  dal  decreto-legge  impugnato  -  Ricorso  della  Regione   Siciliana 
-  Denunciata  violazione   dell'autonomia   finanziaria   regionale e del principio di leale collaborazione
- Violazione  del   principio di territorialita' delle imposte spettanti  alla  Regione   Siciliana.
- Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,   dalla legge   23 giugno 2014, n. 89, art. 50, comma 10.
- Statuto della Regione Siciliana, artt. 14, 17, 36, 37, 38 e 43.
(GU n.45 del 29-10-2014 )
    Ricorso  della  Regione  Siciliana,  in  persona  del  Presidente pro-tempore,  rappresentato  e   difeso,   sia   congiuntamente   che disgiuntamente, giusta procura a margine  del  presente  atto,  dagli Avvocati Paolo Chiapparrone e Marina Valli, elettivamente domiciliato presso la sede dell'Ufficio della  Regione  Siciliana  in  Roma,  via Marghera n. 36, ed autorizzato a proporre ricorso  con  deliberazione della Giunta Regionale 11 agosto 2014, n. 239,
    Contro il Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  pro-tempore, domiciliato per la carica Roma, Palazzo Chigi,  Piazza  Colonna,  370 presso gli Uffici della Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato, per la dichiarazione di illegittimita' costituzionale delle seguenti disposizioni:
A) Art. 1, comma 11, della legge 23 giugno 2014 , n. 89;                                                   B) Art. 4, comma 6-ter del d.l. 24 aprile 2014, n. 66;                                                       C) Art. 7 commi 1 e 1-bis del decreto-legge 24  aprile  2014,n. 66;                                     D) Art. 46, commi 1, 2 e 3 del decreto-legge 24 aprile  2014,n. 66;                                     E) Art. 47, commi da 1 a 7 del d.l. 24 aprile 2014, n. 66;                                                 F) Art. 50, comma 10, del D.L. 24 aprile 2014, n. 66.            
Tutte per: violazione dell'art. 36 dello Statuto in relazione all'art. 2 delle relative norme di attuazione di  cui  al  d.P.R.  n.  1075/1965 nonche' degli artt. 37 e 38 Statuto;                    violazione   dell'art.   43   statuto   e    del    principio     costituzionale di leale colalborazione fra Stato e Regione;                                                                                 e, per connessione, degli articoli  14  e  17  dello  Statuto venendo  limitata,  la  competenza   legislativa   regionale,   dalla contrazione  delle  entrate  finanziarie   conseguenti   alle   norme impugnate.                                                         
Passando alle singole disposizioni  impugnate  si  rileva  quanto segue.
A) Art. 1, comma 11, della legge 23 giugno 2014 , n. 89 (1) La disposizione, nell'emendare la legge delega 11 marzo 2014,  n.23 (recante «Delega al Governo recante disposizioni  per  un  sistema fiscale piu' equo, trasparente e orientato  alla  crescita»)  prevede che  la  futura  revisione  del  sistema  fiscale  finalizzato   alla riduzione della pressione tributaria sui  contribuenti,  ove  attuata per mezzo di decreti delegati che prevedano nuovi e  maggiori  oneri, debba  trovare  copertura  in  altri  decreti  legislativi   a   loro compensazione. A tal fine le  maggiori  entrate  confluiscono  in  un apposito fondo istituito nello  stato  di  previsione  del  Ministero dell'economia e delle finanze.
Tale  previsione  sembra  preludere   all'adozione   di   decreti legislativi «a compensazione» della minor  pressione  tributaria  con conseguente  riduzione  delle  entrate   tributarie   delle   regioni (compresa  la  Regione  siciliana)  attribuendo,  per  converso,   le maggiori entrate compensative  al  predetto  fondo  ministeriale.  La norma prevede, in sostanza, che le iniziative legislative dirette  ad alleggerire la pressione  tributaria,  che  si  traducono  in  minori entrate  tributarie  spettanti  alla  Regione   ricorrente,   trovino compensazione in risorse  riservate  al  Ministero.  Tale  previsione viola gia' gia' da ora l'articolo  36  dello  Statuto,  in  combinato disposto con l'art. 2 del d.P.R. n. 1074/1965 (norme di attuazione in materia finanziaria).                                                                                                        B) - Art. 4, comma 6-ter del d.l. 24 aprile 2014, n. 66 (2)
La  disposizione  introduce  una  maggiorazione  dello  0,5%  sul tributo dell'11% previsto sui fondi pensione, riservando  allo  Stato quota della maggiore imposta per  4  milioni  di  euro,  al  fine  di alimentare il  Fondo  per  gli  interventi  strutturali  di  politica economica. Tale disposizione si  pone  in  contrasto  con  l'art.  36 Statuto e l'articolo 2 del d.P.R. n. 1074/1965  dal  momento  che  la maggiore entrata non puo' essere oggetto di una generica riserva allo Stato atteso che la destinazione al  Fondo  in  questione  si  palesa piuttosto come un accantonamento  indifferenziato  di  entrate  senza indicare alcuna specifica e concreta destinazione.                                                                                 C) Art. 7 commi 1 e 1-bis del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66  Con detta disposizione vengono destinate a copertura degli  oneri conseguenti all'applicazione dello stesso decreto legge  n.  66/2014, le maggiori  entrate  derivanti  dalla  lotta  all'evasione  fiscale, effettivamente incassate nel 2013 rispetto a  quelle  conseguite  nel 2012.                                                            
Senonche', la Corte Costituzionale, con sentenza n. 241/2012,  ha riconosciuto, a proposito dell'impugnazione  dell'articolo  2,  comma 36, del d.l. n. 138/2011,  che  le  sanzioni  ed  il  recupero  delle imposte evase non costituiscono una  «nuova»  entrata  (che  comunque puo' essere riservata allo Stato soltanto a fronte di una ben precisa ed individuata destinazione) ma un «recupero»  di  imposte  spettanti alla Regione.                                                         
Anche tale disposizione viola pertanto l'art. 36 dello Statuto.     
D) Art. 46, commi 1, 2 e 3 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66. Il comma 2 dell'art. 46 ridefinisce per le regioni speciali e  le province autonome l'obiettivo del  patto  di  stabilita'  a  modifica della disciplina dettata dall'articolo 1, comma 454, della  legge  n. 228/2013.                                                      
Senonche' detto comma, che indica i  contributi  a  carico  delle autonomie speciali, da ridurre dal complesso delle  spese  finali  in termini di competenza eurocompatibile risultante dal consuntivo 2011, e' stato oggetto  di  ricorso  alla  Corte  Costituzionale,  tutt'ora pendente.                                                            
Il comma 2 dell'art. 46  in  esame  aggiunge  ulteriori  oneri  a carico della Regione (elevando il  contributo  della  Sicilia  a  222 milioni per l'anno 2014 e 311 milioni per il  triennio  2015-2017)  e mette in crisi  il  raggiungimento  dell'equilibrio  finanziario  del bilancio regionale. Tale previsione legislativa viola l'art. 8,  ult. comma Cost., l'art. 119 nonche' gli articoli 36 e 43  dello  Statuto, risultando adottata, peraltro,  senza  alcuna  preventiva  intesa  in violazione del principio di leale collaborazione fra Stato e Regione.                        
Il comma 3, dispone un ulteriore concorso  delle  autonomie  speciali alla finanza pubblica onerando  la  Regione  Siciliana  di  ulteriori 194.628 per il 2014 e 132.701 per il triennio 2015-2017.            In  proposito  ai  maggiori  oneri  imposti  alla  Regione  viene osservato che seppure le pubbliche amministrazioni debbano concorrere all'equilibrio  finanziario  del  bilancio  dello   Stato   ed   alla sostenibilita' del debito pubblico, le stesse sono tenute  (art.  119 Cost.) anche a garantire l'equilibrio dei propri bilanci  sicche'  il raccordo fra i due obiettivi (statale e del singolo  ente)  non  puo' prescindere da un accordo con la Regione Siciliana. Anche tale  comma incorre nelle censure di legittimita' costituzionale evidenziate  per il precedente.                                                        
E) Art. 47, commi da 1 a 7 del d.l. 24 aprile 2014, n. 66 (3)  L'art. 47 prevede  che  il  mancato  versamento  da  parte  delle province e citta' metro-politane del contributo alla finanza pubblica posto a loro carico venga direttamente recuperato dall'Agenzia  delle Entrate a valere sui versamenti per imposte sull'assicurazione contro la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli  a motore." Senonche' i proventi di tale imposta, in  Sicilia,  spettano alla Regione (cfr. Sent. Corte Cost. n. 97/2013) e non alle  province e la  trattenuta  sanzionatoria  finisce  col  gravare  sul  bilancio regionale. Anche in tal caso si ravvisa una violazione  dell'articolo 36  dello  statuto  e  dell'articolo  2  delle  relative   norme   di attuazione.                                                    
 Analoga  questione  e'  stata  sollevata  nel  giudizio  pendente innanzi alla Corte avverso l'articolo 10 del d.l. 6  marzo  2014,  n. 16, convertito, con legge 2 maggio 2014, n. 68, per violazione  della stessa norma statutaria.                                            
F) Art. 50, comma 10, del D.L. 24 aprile 2014, n. 66 (4)  Detto  comma  prevede  la  destinazione  delle  maggiori  entrate conseguite, per effetto delle misure nello stesso comma  indicate,  a copertura finanziaria delle riduzioni previste dal  medesimo  decreto legge. Senonche' fra  le  maggiori  entrate  attese  dallo  Stato  ne figurano  alcune  (IVA)  di  spettanza  della   Regione,   ai   sensi dell'articolo 36 dello Statuto, atteso che il comma 11  dell'articolo 50 prevede che «il Ministero dell'Economia e delle  finanze  effettua il  monitoraggio  sulle  maggiori  entrate  per  imposta  sul  valore aggiunto derivanti dalle misure previste dal titolo III del presente decreto».                                                          
 In proposito  si  osserva  che  le  maggiori  entrate  tributarie attese,  di  cui  all'art.  3  del  d.l.  n.  66/2014,  riscosse  nel territorio della Regione competono alla stessa ai sensi dell'art.  36 Statuto, anche se relative  alla  tassazione  di  redditi  di  natura finanziaria.  L'innalzamento  della  quota  dal  20  al  26%   seppur qualificabile come entrata nuova difetta comunque del requisito della specificita'  non  sostituibile  da  una  generica   destinazione   a «copertura finanziaria».                                              
Per quanto esposto, le norme  impugnate  risultano  lesive  della competenza  regionale  in  materia  finanziaria  traducendosi  in  un assestamento della finanza dello Stato mediante contributi  derivanti dal taglio di risorse regionali o attribuzione allo Stato di aliquote di tassazione aggiuntiva di imposte di  spettanza  regionale  e  che, anche  a  ritenersi  imposte  nuove,  non  soddisfano  il   requisito richiesto della loro destinazione alla copertura di oneri  diretti  a perseguire «particolari finalita' contingenti  o  continuative  dello Stato specificate» cfr. art. 2 del d.P.R. n. 1074/1965 e Corte  Cost. sentenza n. 241 del 2012).                                          
Il principio dell'equilibrio finanziario del bilancio dello Stato non puo' essere raggiunto  mediante  l'imposizione  alla  Regione  di oneri  di  importo   determinato   d'imperio   e   senza   preventiva consultazione o con la sottrazione di  maggiori  entrate  di  imposte alla stessa spettante. Infatti, se anche le regioni devono assicurare a loro volta l'equilibrio dei propri  bilanci  (Art.  119  Cost.)  lo Stato  non  puo'  procedere  nella  prassi  legislativa  di   imporre unilateralmente tagli alle risorse  delle  autonomie  speciali  senza alcun  accordo  con  le   stesse,   in   violazione   del   principio costituzionale di leale  collaborazione  e  degli  articoli  6  e  43 Statuto Sic. (ritenendosi la rimessione alla  commissione  paritetica delle  norme  di  attuazione  dello  Statuto  espressione  di   detto principio generale di leale collaborazione).                             
Ne' va sottaciuto che la compressione dell'autonomia  finanziaria della Regione e la riduzione in  favore  dello  Stato  delle  entrate tributarie alla stessa attribuite oltre a costituire  violazione  del principio di territorialita' delle  imposte  spettanti  alla  Sicilia (confermato  dalla  recente  sentenza  n.   207/2014)   ne   comprime l'autonomia legislativa nelle materie indicate dagli articoli 14 e 17 dello Statuto, norme rispetto  alle  quali  l'autonomia  finanziaria, garantita dall'art. 36 St., e' necessario e logico corollario.

(1) Il comma 11 dispone: «All'articolo 16 della legge 11 marzo  2014, n. 23, il comma 1 e' sostituito dai seguenti: "1. Dall'attuazione della delega di cui all'articolo 1 non devono  derivare  nuovi  o     maggiori oneri a carico della finanza pubblica,  ne'  un  aumento  della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti. 
In     considerazione  della  complessita'  della  materia  trattata   e     dell'impossibilita'  di  procedere  alla   determinazione   degli     eventuali effetti finanziari,  per  ciascuno  schema  di  decreto     legislativo la relazione tecnica di cui all'articolo 1, comma  6, evidenzia i suoi effetti sui saldi di finanza  pubblica.  Qualora     uno o piu' decreti legislativi determinino nuvi o maggiori oneri,     che non trovino compensazione nel proprio ambito, si provvede  ai     sensi dell'articolo 17, comma 2, della  legge  n.  196  del  2009     ovvero mediante compensazione con le risorse  finanziarie  recate     dai decreti legislativi adottati ai sensi della  presente  legge,     presentati prima o contestualmente  a  quelli  che  comportano  i     nuovi  o  maggiori  oneri.  
A  tal  fine  le   maggiori   entrate     confluiscono in  un  apposito  fondo  istituito  nello  stato  di     previsione del Ministero dell'economia e delle finanze".».           

(2) Detto comma 6-ter prevede: «Per l'anno 2014  l'aliquota  prevista    dall'articolo 17, comma 1, del  decreto  legislativo  5  dicembre     2005, n. 252, e' elevata all'11,50 per  cento.  Una  quota  delle     maggiori entrate di cui al presente comma, pari a  4  milioni  di euro  per  l'anno  2015,  confluisce  nel  Fondo  per  interventi     strutturali di politica economica di cui all'articolo  10,  comma     5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.  282,  convertito,  con     modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».  

(3) L'art. 47, commi 1-7, cosi' dispone: 
1. Le province e  le  citta'    metropolitane, a valere sui risparmi connessi alle misure di  cui   al comma 2 e dell'articolo 19, nonche'  in  considerazione  delle     misure recate dalla legge  7  aprile  2014,  n.  56,  nelle  more   dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio  di  cui     al comma 92 dell'articolo 1 della medesima legge 7  aprile  2014,    n. 56, assicurano un contributo  alla  finanza  pubblica  pari  a     444,5 milioni di euro per l'anno 2014 e pari a 576,7  milioni  di     euro per l'anno 2015 e 585,7 milioni di euro per  ciascuno  degli     anni 2016 e 2017. - 
2. Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  1,     ciascuna provincia e citta' metropolitana consegue i risparmi  da     versare ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello  Stato    determinati con decreto  del  Ministro  dell'interno  da  emanare     entro il termine del  30  giugno,  per  l'anno  2014,  e  del  28     febbraio  per  gli  anni  successivi,  sulla  base  dei  seguenti criteri:  
a)  per  quanto  attiene   agli   interventi   di   cui     all'articolo 8, relativi alla riduzione della spesa  per  beni  e     servizi la riduzione e' operata nella misura complessiva  di  340   milioni di euro per il 2014 e di 510 milioni di euro per ciascuno     degli anni dal 2015 al 2017, proporzionalmente alla spesa  media,     sostenuta nell'ultimo triennio, relativa ai codici SIOPE indicati     nella tabella A allegata al presente decreto; (91) (93) - 
b)  per     quanto attiene agli interventi di cui all'articolo  15,  relativi     alla riduzione della spesa per  autovetture  di  0,7  milioni  di     euro, per l'anno 2014, e di un milione di euro per ciascuno degli     anni dal 2015 al 2017, la riduzione e' operata in proporzione  al   numero  di   autovetture   di   ciascuna   provincia   e   citta'     metropolitana comunicato annualmente  al  Ministero  dell'interno     dal Dipartimento della Funzione Pubblica; 
c) per  quanto  attiene     agli interventi, di cui all'articolo 14, relativi alla  riduzione     della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e per i     contratti di collaborazione coordinata  e  continuativa,  di  3,8     milioni di euro per l'anno 2014 e di  5,7  milioni  di  euro  per     ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, la riduzione e' operata  in     proporzione alla spesa comunicata al Ministero  dell'interno  dal     Dipartimento della Funzione  Pubblica.  -  
3.  Gli  importi  e  i     criteri di cui al comma 2 possono essere modificati per  ciascuna   provincia e  citta'  metropolitana,  a  invarianza  di  riduzione     complessiva, dalla Conferenza Stato-citta'  ed  autonomie  locali     entro il 30 giugno, per l'anno 2014 ed entro il 31  gennaio,  per     gli  anni  successivi,  sulla  base   dell'istruttoria   condotta   dall'ANCI e dall'UPI e  recepiti  con  il  decreto  del  Ministro     dell'interno di cui al  comma  2;  con  riferimento  alle  misure     connesse all'articolo 8,  le  predette  modifiche  possono  tener   conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del  ricorso  agli     acquisti centralizzati di ciascun ente. Decorso tale  termine  la     riduzione opera in base agli importi di cui al comma 2. (92) - 
4.     In caso di mancato versamento del contributo di cui ai commi 2  e   3, entro il mese di luglio, sulla base dei  dati  comunicati  dal     Ministero dell'interno, l'Agenzia delle  Entrate,  attraverso  la     struttura di gestione  di  cui  all'articolo  22,  comma  3,  del     decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, provvede  al  recupero     delle predette somme nei confronti delle province e delle  citta'     metropolitane interessate, a valere sui  versamenti  dell'imposta     sulle assicurazioni contro la  responsabilita'  civile  derivante     dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi  i  ciclomotori,     di cui all'articolo 60 del decreto legislativo 15 dicembre  1997,     n. 446, riscossa tramite modello F24, all'atto  del  riversamento     del relativo gettito alle province medesime. - 
5. Le  province  e le citta' metropolitane  possono  rimodulare  o  adottare  misure   alternative di contenimento della  spesa  corrente,  al  fine  di     conseguire risparmi comunque non  inferiori  a  quelli  derivanti   dall'applicazione del comma 2. 
6. Il decreto del Presidente del     Consiglio dei Ministri di cui al comma 92 dell'articolo  1  della     legge 7 aprile 2014, n. 56, a  seguito  del  trasferimento  delle     risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative  connesse   all'esercizio delle funzioni che  devono  essere  trasferite,  ai     sensi dei commi da 85 a  97  dello  stesso  articolo  1,  tra  le   Province, le citta' metropolitane e gli altri  Enti  territoriali interessati, stabilisce altresi' le modalita' di  recupero  delle     somme di cui ai commi precedenti. 
7. L'organo di  controllo  di     regolarita' amministrativa e contabile verifica che le misure  di cui ai commi 2 e 5 siano adottate, dandone atto  nella  relazione di cui al comma 166 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.                                                             
(4) L'art. 5, comma 10, cosi' dispone:  Agli  oneri  derivanti  dagli     articoli 1, 2, 4, comma 11, 5, comma 9, 16,  commi  6  e  7,  27,     comma 1, 31, 32, 35, 36, 45, 48, comma  1,  e  dal  comma  6  del     presente articolo, ad esclusione degli oneri cui si  provvede  ai     sensi del comma 9 del presente articolo pari a 6.563,2 milioni di     euro per l'anno 2014, a 6.184,7 milioni di euro per l'anno  2015,     a 7.062.8 milioni di euro per l'anno 2016,  a  6.214  milioni  di     euro per l'anno 2017 e a 4.069 a decorrere  dall'anno  2018,  che     aumentano a 7.600,839 milioni di euro per l'anno 2014, a  6.229,8     milioni di euro per l'anno 2015, a  6.236  milioni  di  euro  per    l'anno 2017 e a 4.138,7 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno    2018 ai fini della compensazione  degli  effetti  in  termini  di     fabbisogno ed indebitamento netto, si provvede mediante  utilizzo delle  maggiori  entrate  e  dalle  minori  spese  derivanti  dal    presente provvedimento.
P. Q. M.
Per quanto  rappresentato   si   confida   che   codesta   Corte Costituzionale,  in  accoglimento  del   presente   ricorso,   voglia dichiarare l'illegittimita' delle seguenti disposizioni:
        A) Art. 1, comma 11, della legge 23 giugno 2014 , n. 89;
        B) Art. 4, comma 6-ter del d.l. 24 aprile 2014, n. 66;
        C) Art. 7 commi 1 e 1-bis del decreto-legge 24  aprile  2014, n. 66;
        D) Art. 46, commi 1, 2 e 3 del decreto-legge 24 aprile  2014,n. 66;
        E) Art. 47, commi da 1 a 7 del d.l. 24 aprile 2014, n. 66;
        F) Art. 50, comma 10, del D.L. 24 aprile 2014, n. 66.
    Tutte per:
violazione dell'art. 36 dello Statuto in relazione all'art. 2 delle relative norme di attuazione di  cui  al  d.P.R.  n.  1075/1965 nonche' degli artt. 37 e 38 Statuto;
violazione   dell'art.   43   Statuto   e    del    principio costituzionale di leale collaborazione fra Stato e Regione;
e, per connessione, degli articoli  14  e  17  dello  Statuto venendo  limitata,  la  competenza   legislativa   regionale,   dalla contrazione  delle  entrate  finanziarie   conseguenti   alle   norme impugnate;
violazione dell'art. 119 Cost. in relazione all'art. 81.


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