L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 28 novembre 2015

IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei





IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei


Ecco a voi l’assessore all’Economia Baccei in ‘bilico’ tra la ‘Coscienza di Zeno’  di Italo Svevo e L’Ulisse di James Joyce. Un eccezionale reportage tra i suoi pensieri raminghi. Tra lo zigzagare interiore emerge un dubbio: tra Firenze e il Mugello pensano che all’Ars alberghino sontuosi minchioni?

Dopo avere avuto accesso alle registrazioni della seduta psichiatrica diCrocetta a Vienna da Freud, con i nostri potenti mezzi introspettivi abbiamo intercettato il flusso  di coscienza di Alessandro Baccei, inopinatamente assessore all’Economia  della Regione siciliana. Ecco qui riportato il monologo interiore del grande statista alla ribollita, quel monologo che si sviluppa nell’arco di tempo che intercorre tra la veglia e il sonno.
“LUI quel giorno che eravamo distesi tra i sassi del Mugello e c’era il sole, lui mi disse caro ho un disperato bisogno di soldi  e io come ti posso aiutare e lui mi disse c’è un posto dove c’è  un mare di soldi che un pugno di inutili cretini non sa spendere e che se glieli levi da sotto il naso nemmeno se ne accorgono e come facciamo a prenderli  è semplice il posto è la Sicilia ma lì sparano, sparano solo a chi  li disturba quelli invece sono d’aiuto allora va bene che  allora è vero che la Sicilia è in mano a un pugno di imbecilli senza dignità ma come devo fare te lo dico io  ordino a quel cavallo di cartone che quei disperati hanno eletto presidente della Regione di fare una delle sue cazzesche crisi di governo e di cambiare tutti gli assessori così mentre lui perde mesi a rifare  la giunta io combino un casino con  i soldi  della regione e me li tengo a Roma  quando il governo di questi dementi è pronto io ti impongo come assessore e gli dico che solo tu sei in grado di risanare i conti che io gli ho sfasciato e gli dico pure che le loro ricche prebende non le tocco che i loro servi precari forestali ex Spatafora, ex Randazzo ex Pip e Piop Pup e Polp ex carcerati e carcerati non li tocco e quelli ti fanno fare tutto quello che vuoi  e noi gli diamo come elemosina un po’ dei loro soldi è bellissimo ma sono proprio così cretini non mi pare possibile ti assicuro che questi qui sono mezzecartucce che prima di fare i deputati erano disoccupati oppure facevano le cameriere, i lavapiatti gli autisti nessuno di loro ha mai letto un libro per intero sono gente innocua e felice dagli il suo e ti vendono madri figli e mogli figurarsi la Sicilia e che è loro la Sicilia io quando tu allora a poco a poco prendi i soldi io farò  finta di niente e poi gli dirò che è colpa loro perché sono tanto bestie che non sanno spenderli i loro soldi poi siamo tranquilli perché se i siciliani hanno eletto questi qui gli basta un pezzo di pane e tumazzo e non hanno 
Alessandro-Baccei
orgoglio né dignità e si fanno spogliare nudi senza reagire se non a parole e le parole non hanno mai ucciso nessuno che pacchia avrò come premio LUI me l’ha promesso un posto a vita di consigliere di Amministrazione della banca della Monta dei maschi di schiena e non correrò rischi perché in quel cesso laggiù non è come a Firenze la mia vera patria dove se uno ti torce un capello ti fanno il culo non come…  tanto quei pezzi di merda pensano solo alla loro mazzette e ai loro precari e noi gli strafottiamo un sacco  di miliardi mica sono bruscolini e facciamo bella figura con l’Europa che ci sta scassando i cabbasisi con il patto di stabilità poi da quando alla commissione bilancio ci  abbiamo  messo Vafanciullo un minus habens che è stato capace di perdere le elezioni a presidente della provincia di Siracusa quando Berlusconi vinceva tutto nemmeno sa dov’è la sede della commissione ce lo deve portare il suo portaborse e se poi gli dai un foglietto con scritto a stampatello quello che deve dire lui dopo una decina di letture e ripassi lo può leggere senza fare troppi errori e se gli dici che Roma gli ha dato un miliardo di miliardi lui se la beve e lo dice  gongolando ai siciliani che se la bevono pure loro è un vera pappa col pomodoro ma in grande ma non sono sicuro che qualcuno non si incazza sul serio e mi fa la festa magari tutti quegli stronzi che alle elezioni se ne stanno a casa a farsi quelli che credono i cazzi suoi e alla fine si incazzano e fanno la rivoluzione è un rischio che devo correre tengo anche  famiglia mio fratello  buffalmacco che si è messo in testa di fare l’avvocato che potrebbe fare al massimo il giovane di notaio e ha bisogno consulenze che poi gli devo scrivere io ma la voce del sangue e suo gemello bruno che LUI mi ha promesso che lo manda a dirigere la filiale della banca pecoreccia di San Giovanni in persiceto  e andreucchio ha già pronta nel pistoiese una distesa di terreno da coltivare a ravanelli cicoria e cavoli  e calandrino lo fa nominare assistente alla galleria degli uffizietti io non ci credevo ma aveva ragione LUI è una pacchia tu devi fare la faccia feroce e questi fanno tutto quelli che vuoi pur di non perdere il posto.








Rosario Crocetta sul lettino di Freud: “Resti a Vienna per il bene suo e dei siciliani…”



Il presidente della Regione siciliana, in crisi d’identità (a quanto pare avrebbe dimenticato di aver regalato al governo Renzi oltre 5 miliardi di Euro), si è recato a Vienna dal celebre psicanalista. Siamo riusciti a intercettare il dialogo tra Freud e Rosario da Gela. Eccolo
Si sta da cani  su questo divano dottor Freud, perché ha tolto quello di prima? Era così comodo!
Perché  perché … ci si è addormentato subito sopra all’inizio della nostra prima  seduta e io, per deontologia professionale, non l’ho svegliato e mi sono sorbito un’ora dei suoi incubi, con urla, frasi sconnesse, tarantolio e russamento… E poi quei nomi strani… Cracolix, Lup mann, lo Scardinale, la Dalìa o Dalila, non era chiaro. Il suo caso clinico è assai interessante, ma lei deve restare sveglio, se vuole guarire dai suoi incubi. Deciderò io quando deve dormire Cominciamo?
D’accordo.
Mi  parli di sé.
Ecco, io credo di essere il presidente della Regione siciliana. E’ grave?
Dipende. Ci sono vari gradi di gravità. Se lei è veramente il presidente della Regione, visto il suo stato psicofisico, la cosa è grave, soprattutto per i siciliani. Se invece è una sua mania, sono fatti suoi. C’è però una terza possibilità. Lei potrebbe essere vittima di un grave caso di sdoppiamento di identità.
E cioè?
Lei potrebbe  essere veramente  il presidente di quella Regione e non  crederlo possibile.
Dottore, lei è veramente un genio. E’ proprio questo il punto. Io nel mio subconscio stento a credere che ci possano essere persone ragionevoli che mi abbiano votato, perché, sempre nel mio subconscio, so con certezza di essere una perfetta nullità. E però ci sono momenti in  cui mi convinco che è successo.
Quali momenti?
Le faccio un esempio. Ogni mattina arriva sotto casa mia una macchina  piena di uomini che non conosco, sembrano poliziotti; si piazzano lì e aspettano.
Aspettano?
Si, aspettano che io scenda.
 E lei scende?
E perché scende?
Perché, perché… Perché io appena li vedo mi convinco che sono venuti per portarmi via per sottopormi a un Trattamento sanitario obbligatorio, e io che odio essere oggetto di violenza , scendo e mi consegno.
E poi che succede?
Avviene una specie di transfert.
Questo lo lasci giudicare a me!
Mi scusi dottore, ma è un vero transfert. Vengo portato in un antico palazzo, e fatto scendere dalla macchina. Poi vengo scortato fino a una stanza piena di donne
Di donne?
Sì. Hanno tutte la gonna scura e i capelli tinti di rosso, lunghi e crespi. Sono tante, ma sembrano gemelle, quasi la stessa persona che si moltiplica. E tutte mi  sorridono. Ognuna di loro ha in mano una  o più carpette rosse. Mi fanno sedere a un lungo tavolo e si siedono pure loro, tutte intorno a me. Mi sorridono  ancora e…
E poi?
Da fuori, dalla piazza, comincia a levarsi un brontolio sordo e ritmato, in crescendo.
Interessante! E poi?
Coraggio!
Le donne…M i …mi…molestano…
In che senso?
Mi costringono a leggere quelle carte. Il brontolio fuori diventa un urlo agghiacciante. Sembra di essere alla partita di calcio, allo stadio. Le donne, insistono,devo leggere le carte, io però non ci capisco niente, niente di niente, ma loro dicono che sono cose importanti… Poi si fanno più vicine e mi mettono in mano… No! No!
Si  calmi.  Un bel respiro. Ecco. Che cosa le mettono in mano? Feticci? Icone sessuali?
No, no
Sculture falliche?
NO! NO!
Si calmi, si calmi. Un altro  bel respiro. E dunque?
Una penna Bic, mi mettono in mano un penna Bic senza cappuccio.
Una penna Bic. Strano, molto strano. E’ una perversione che ignoravo, e dire che di casi clinici ne ho visti tanti! Una penna a sfera! E lei come reagisce?
A quel punto io non sono più padrone di me stesso!
Diventa violento, aggredisce le donne?
No, firmo. Firmo tutto quello che mi dicono di firmare. Ah! dottore, non so che cosa mi fanno fare! E fuori il frastuono diventa un boato disumano. Riesco a capire qualcosa, del tipo “Quel minchione finalmente ha firmato”. Inneggiano a una certa Messalina, la loro protettrice, sarà  una dea locale. “Siamo a posto – dicono – siamo a posto  per un altro anno!”. Segue un silenzio innaturale. Che significa tutto questo, dottore?
Siamo alla prima seduta. E’ presto per una diagnosi, ma così su due piedi, mi sento di potere dire che siamo di fronte ad un caso di analisi interminabile e che lei deve rimanere qui a Vienna a tempo indeterminato. Per il bene suo e dei siciliani. 


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