L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 26 aprile 2015

SICILIA: PRONTO IL BILANCIO 2015. CON ENTRATE FITTIZIE. QUALCHE DOMANDA AL PRESIDENTE MATTARELLA

Sicilia: pronto il Bilancio 2015. Con entrate fittizie. Qualche domanda al Presidente Mattarella


Giulio Ambrosetti
26 aprile 2015

La commissione legislativa Finanze del Parlamento della Sicilia ha approvato il Bilancio 2015. Con 450 milioni di euro della Sicilia trattenuti dallo Stato. Che determinano un ‘buco’ imposto, di fatto, da Roma. Qualche domanda al Presidente Mattarella




La commissione Bilancio e Finanze del Parlamento siciliano ha approvato la manovra di Bilancio 2015. La parola passa, adesso, allo stesso Parlamento dell’Isola che, da domani, proverà ad approvare la legge di stabilità regionale entro il 30 aprile.
Noi abbiamo deciso di informare i nostri lettori solo a manovra economica e finanziaria 2015 completata. Cioè dopo l’approvazione finale da parte dell’Assemblea regionale siciliana (questo il nome del Parlamento regionale). Quella di oggi è un’approvazione a metà, se è vero che siamo davanti a una manovra approvata dalla commissione legislativa di merito del Parlamento siciliano. Tale approvazione, ancorché parziale (è certo che in Aula, da qui al 30 aprile, il testo verrà emendato, cioè cambiato), ci consente qualche considerazione e un paio di domande al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e ai giudici della Corte dei Conti.
La prima considerazione è che le parole “legge di stabilità” sono un po’ in contraddizione con quello che rischia di avvenire nei conti pubblici della Regione siciliana. Stando a quello che leggiamo nella manovra approvata dalla commissione Bilancio e Finanze del Parlamento siciliano, all’appello mancherebbero 450 milioni di euro che vengono inseriti nel Bilancio 2015, anche se tali soldi, allo stato attuale, non ci sono. Si tratta, fino a questo momento, di entrate fittizie. Soldi che lo Stato centrale non ha ancora erogato. E’ corretto inserire in una legge di Bilancio soldi che, allo stato attuale dei fatti, non ci sono?
Su tale punto bisogna essere chiari. Non si tratta di soldi che lo Stato dà alla Sicilia. Al contrario, si tratta di soldi siciliani (per lo più Iva e Irpef pagati dai siciliani) che il governo nazionale di Matteo Renzi ha indebitamente trattenuto. E che non è nemmeno detto che restituirà. Di fatto, quello che si sta facendo con l’approvazione del Bilancio regionale 2015 è un falso in bilancio, che non viene considerato reato solo perché si tratta di un bilancio pubblico.
Quello di inserire nel proprio Bilancio entrate false è una pratica molto ‘gettonata’ in Sicilia. Tecnicamente tali entrate fittizie si chiamano “residui attivi”. Da un paio di anni la Corte dei Conti - istituzione che in Italia verifica la correttezza dei conti pubblici - ha imposto alla Regione siciliana di azzerare i residui attivi. Cioè di eliminarli dal proprio Bilancio. Così, con il Bilancio 2015 della Regione autonoma Sicilia assistiamo a un paradosso tutto italiano: da un lato c’è la Corte dei Conti che intima alla Regione di eliminare le entrate fittizie, imponendo che, ogni anno, una quota delle entrate (reali!) venga utilizzata per azzerare le entrate fittizie; dall’altro lato c’è il governo Renzi che sta spingendo la stessa Regione Sicilia ad approvare un Bilancio 2015 con 450 milioni di nuove entrate fittizie (detto per inciso, a nostro avviso le entrate fittizie sono di più di 450: ma questo lo verificheremo, carte alla mano, dopo l’approvazione definitiva del Bilancio regionale 2015) . Soldi - lo ribadiamo ancora una volta - della Sicilia, ma che Roma ha trattenuto per far quadrare i propri conti.
A norma di legge - legge che la Corte dei Conti ha imposto alla Regione Sicilia di rispettare - un Bilancio con entrate fasulle andrebbe impugnato perché viziato di incostituzionalità. Ma lo scorso anno l’ufficio che dovrebbe impugnare le leggi incostituzionali approvate dal Parlamento siciliano - il Commissario dello Stato per la Regione siciliana - è stato, di fatto, bloccato da un pronunciamento della Corte Costituzionale. E sapete chi è stato il giudice costituzionale relatore del provvedimento che, di fatto, ha ridotto al minimo, bloccandolo, l’Ufficio del Commissario dello Stato? Sergio Mattarella. Sì proprio lui, l’attuale Presidente della Repubblica che, prima di essere eletto al Quirinale, svolgeva il ruolo di giudice costituzionale.
Tutto, in Italia, assume i contorni del paradosso. Sapete, cari lettori americani, chi, in assenza dell’Ufficio del commissario dello Stato, ha il potere di impugnare il Bilancio della Regione siciliana eventualmente viziato di incostituzionalità? Il governo nazionale. Sì, proprio il governo nazionale di Matteo Renzi che sta costringendo la Regione siciliana ad approvare un Bilancio 2015 con 450 milioni di euro di entrate che, allo stato attuale, non ci sono (leggere entrate fittizie). Ora, secondo voi un governo nazionale che sta imponendo al Parlamento siciliano l’approvazione di un Bilancio 2015 con 450 milioni di euro di entrate fittizie - in contraddizione con quanto stabilito dalla Corte dei Conti! - può mai impugnarlo? Insomma, il governo Renzi può mai impugnare un Bilancio regionale che è il prodotto di un proprio diktat? Dovrebbe pirandellianamente smentire se stesso. Lo farà?
Una premessa a una domanda ai giudici della Corte dei Conti. La premessa: qualche anno fa - se non ricordiamo male era il 2013 - la Corte dei Conti intervenne subito dopo l’approvazione del Bilancio regionale, intimando al governo e al Parlamento dell’Isola di iniziare ad eliminare i residui attivi. Governo e Parlamento dell’Isola hanno messo a punto una sorta di piano di rientro che dovrebbe abbattere le entrate fittizie nell’arco di pochi anni. La domanda: che senso ha, mentre è in corso l’abbattimento di queste entrate fittizie, iscrivere nel Bilancio 2015 circa 450 milioni di euro che potrebbero rivelarsi entrate fittizie?       
Per certi versi, la situazione siciliana è simile a quella greca. Con differenze e similitudini. La differenza sta nel fatto che il ‘buco’ nel Bilancio della Grecia è il frutto di soldi utilizzati in parte dagli stessi greci e, in parte, utilizzati per pagare la permanenza della stessa Grecia nell’Europa ‘unita’ dell’euro. Mentre il ‘buco’ della Regione siciliana è il frutto di scippi operati negli ultimi due anni dal governo nazionale (oltre 5 miliardi di euro i soldi che Roma ha tolto dal Bilancio della Regione Sicilia dal 2013 ad oggi). La similitudine tra Grecia e Sicilia sta nel fatto che a imporre questa follia del rigore economico è la solita Germania della signora Merkel (anche se, scippando i soldi alla Sicilia in particolare e al Sud Italia in generale, il governo Renzi sistema anche le proprie clientele: le tanto celebrate assunzioni con il Jobs Act sono fatte grazie agli sgravi fiscali concessi alle imprese con lo scippo di 5 miliardi di fondi Pac al Mezzogiorno d’Italia).
Qualche domanda al Presidente Sergio Mattarella. Che farà il capo dello Stato italiano? Farà passare un Bilancio 2015 della Regione siciliana con entrate fittizie, solo perché voluto da Roma? Insomma, Sergio Mattarella assisterà silente a una vicenda nella quale anche lui ha avuto una parte - di certo non secondaria - visto che è stato, da giudice costituzionale, il protagonista della quasi-abolizione dell’Ufficio del Commissario dello Stato per la Sicilia? Un’ultima domanda al Presidente della Repubblica che - lo ricordiamo - è un siciliano: non trova, Presidente Mattarella, molto singolare che il governo nazionale, calpestando lo Statuto autonomistico siciliano, trattenga imposte che spettano alla Regione, non le restituisca e, addirittura,  imponga alla stessa Regione la redazione di un Bilancio 2015 con entrate aleatorie?
Diciamo questo per un motivo semplice: perché se lo Stato non restituirà alla Sicilia i 450 milioni di euro di Iva e Irpef che ha indebitamente trattenuto, per i siciliani, quest’anno, ci saranno 450 milioni di euro di mancati pagamenti. E siccome il Bilancio della Regione siciliana, ormai, è fatto per il 99 per cento da stipendi e pagamenti vari, ci saranno 450 milioni di stipendi e pagamenti in meno…  



Il fallimento della Regione siciliana in stile Grecia: bloccare i Tfr a circa 10 mila futuri prepensionati?


Giulio Ambrosetti
[24 Apr 2015 

Il Parlamento siciliano si accinge ad approvare un Bilancio 2015 con un ‘buco’ di un miliardo di euro (e forse più) provocato da Roma. Di fatto, sarà il fallimento della Regione siciliana controllato dal governo nazionale. La manovra sui Tfr di 10 mila futuri prepensionati

Un mese fa, o giù di lì, abbiamo scritto che il governo nazionale di Matteo Renzi sta utilizzando la Sicilia come primo ‘esperimento’ di fallimento controllato di una Regione italiana. Prima di noi anche il professore Massimo Costa, collaboratore del nostro giornale, ha parlato di “fallimento della Sicilia”. Quello che sta succedendo in queste ore nel Parlamento dell’Isola conferma la nostra tesi (e la tesi del professore Costa). Come ripetiamo spesso - soprattutto a beneficio dei lettori americani - la Sicilia è una Regione autonoma a Statuto speciale. Con un proprio Parlamento. Ebbene, in queste ore, la commissione Bilancio e Finanze dell’Assemblea regionale siciliana (questo il nome del Parlamento dell’Isola) ha quasi definito la manovra di Bilancio 2015. Con molta probabilità, la prossima settimana lo stesso Parlamento siciliano discuterà e approverà il Bilancio di quest’anno. Un Bilancio 2015 - che ora proveremo a illustrare per grandi linee - che sancisce il fallimento controllato (da Roma) della Regione siciliana.
Cominciamo con un dato generale. Sui giornali siciliani, in questi giorni, abbiamo letto di tutto e di più. Noi, partendo dai dati emersi nel dicembre dello scorso anno, facciamo riferimento ad alcuni numeri: 5 miliardi di euro il ‘buco’ di ‘cassa’ scoperto poco più di quattro mesi addietro nei conti della Regione. Guarda caso, è pressappoco la stessa cifra che il governo nazionale ha strappato alla Regione siciliana negli ultimi due anni. E non può che essere così: dal 2008 ad oggi, infatti, la Regione non ha fatto altro che tagliare risorse finanziarie su ordine di Roma. Se oggi dal Bilancio regionale mancano 5 miliardi di euro, ebbene, questo avviene perché questi soldi sono finiti a Roma. Risorse che il governo nazionale utilizza, in buona parte, per pagare la permanenza dell’Italia nell’Unione europea dell’euro.
Del resto, carta canta: il Fiscal Compact - il trattato internazionale siglato nel 2012 dal governo Monti, approvato dal Parlamento italiano dell’epoca e dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - prevede che l’Italia paghi, per 20 anni, 50 miliardi di euro all’anno per dimezzare il proprio debito pubblico che ha ormai superato i 2 mila miliardi di euro. Da qualche parte questi soldi da ‘immolare’ ogni anno sull’altare di Bruxelles bisogna trovarli. E la Sicilia - lo hanno deciso il governo Renzi e il Pd - è la Regione italiana che deve pagare di più.
Tutto questo sta avvenendo - e questo è forse il dato politico paradossale - mentre la Sicilia esprime le due più alte cariche dello Stato, se è vero che il Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Senato, Piero Grasso, sono siciliani. Mentre la terza carica dello Stato - la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini - è stata eletta in Sicilia nella lista di Sel.
Sui giornali siciliani leggiamo che il Parlamento dell’Isola si accingerebbe a varare un Bilancio 2015 con un ‘buco’ di 500-600 milioni di euro, soldi che non ci sarebbero. Noi preferiamo aspettare di leggere il documento finanziario finale: non quello approvato dalla commissione Bilancio e Finanze, ma quello che la prossima settimana verrà approvato dal Parlamento siciliano.
Detto questo, vorremmo segnalare in anticipo una previsione e una certa disinformazione. La previsione è che il ‘buco’ di Bilancio 2015 della Regione non sarà di 500-600 milioni di euro, ma superiore al miliardo di euro (e, credeteci, siamo ottimisti). La disinformazione sta nel fatto che alcuni esponenti del Pd - nazionale e siciliano - si ostinano a dire e ribadire che lo Stato “aiuterà la Sicilia a patto che il Parlamento siciliano approvi le riforme”. Questa formula linguistica presuppone una bugia e la mancanza di coraggio per chiamare le cose per quelle che sono.
Cominciamo dalla bugia. Che è nei numeri e nei fatti. Abbiamo detto (l’abbiamo scritto più volte) che il ‘buco’ di ‘cassa’ di 5 miliardi di euro è stato provocato dai soldi che il governo nazionale ha scippato alla Regione siciliana negli ultimi due anni. Lo Stato non deve ‘aiutare’ la Sicilia: semmai dovrebbe restituire alla Regione almeno una parte delle risorse che ha strappato alla stessa Regione negli ultimi due anni. Il fatto che, adesso, per restituirci una parte dei soldi pretenda che il Parlamento dell’Isola vari alcune “riforme” si configura come una vera e proprie estorsione politica (e non soltanto politica). Ora proveremo a dimostrare perché si tratta di un’estorsione politica. E lo faremo affrontando il secondo punto: la mancanza di coraggio del governo Renzi e dei suoi esponenti che non chiamano le cose con il proprio nome.
Dire a una Regione che, sotto il profilo economico e finanziario è ormai al collasso che deve effettuare le “riforme”, significa non avere il coraggio di affermare che la Sicilia deve licenziare da 40 mila a 50 mila persone. Questo perché con i tagli che sono iniziati nel 2008 e non si sono più fermati, il Bilancio della Regione, oggi, è ‘rigido’. Che significa ‘rigido’? Significa che, al 99 per cento, è fatto di spese correnti. Queste spese correnti, semplificando, non sono altro che stipendi e pagamenti obbligatori. Se si va a togliere - come si sta provando a fare - un miliardo di euro di euro (e forse più) dalla ‘cassa’, a rigor di logica gli effetti non possono che essere due: o la Regione non effettua più i pagamenti obbligatori (e questo è impossibile, perché la legge non lo consente!), o la Regione licenzia un numero di soggetti i cui stipendi, sommati, arrivano al miliardo di euro (e forse più). Anche se il governo Renzi non lo dice, è proprio quello che sta succedendo.
Siccome il ‘buco’ è, con molta probabilità, maggiore di un miliardo di euro, il governo nazionale (con la complicità del governo regionale e, in particolare, dell’assessore al Bilancio, Alessandro Baccei, non a caso imposto dal governo Renzi al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta) non può licenziare 100 mila persone. Così ha deciso di far pagare una parte di questo miliardo e più agli attuali dipendenti pubblici della Sicilia; una seconda parte ai lavoratori precari (che non verranno licenziati, ma lasciati senza retribuzioni nel tentativo di prenderli per stanchezza); una terza parte ai pensionati della Regione; mentre quarta parte, piaccia o no, dovrà essere portata a termine con i licenziamenti. Di fatto, in Sicilia succederà quello che è avvenuto in Grecia, anche se con qualche variazione sul tema.  
Anche se con notevole ritardo i dipendenti della Regione siciliana scenderanno in piazza il 29 aprile. Dovrebbero essere in piazza anche i pensionati della stessa Regione. Ai lettori americani va illustrata la follia di una Regione che ha costituito un Fondo pensioni per i propri dipendenti solo nel 2009. Il risultato è che quasi tutti i pensionati regionali vengono pagati con fondi di Bilancio. Se, come sta avvendo, vengono meno i fondi di Bilancio, vengono meno anche i soldi per pagare i pensionati.
Così, per risparmiare, il governo nazionale ha deciso di tagliare anche le pensioni agli ex dipendenti regionali. Va detto che alcuni pensionati regionali se la passano meglio rispetto a quelli dello Stato. Perché usufruiscono di una pensione calcolata con il metodo retributivo e non contributivo. Detto questo, non è ancora chiaro se ad essere colpite saranno le pensioni da 2 mila euro al mese in su o tutti i pensionati regionali (che sono circa 16 mila).
Pesantissima - a giudicare da quello che si legge nelle ‘carte’ della commissione Bilancio e Finanze del Parlamento siciliano - la manovra per i dipendenti della Regione. Su circa 18 mila dipendenti, sembra che il governo nazionale - che con l’assessore Baccei detta legge in Sicilia, alla faccia dell’Autonomia siciliana! - vorrebbe mandare a casa da 8 a 10 mila persone. Prepensionamenti, si chiamano così. Su questo punto sarebbe in corso una manovra per risparmiare il miliardo di euro ulteriore che la Regione dovrebbe erogare a chi va in pensione a titolo di Tfr (Trattamento di fine rapporto) o liquidazioni.
Abbiamo già sottolineato che la Regione non ha un proprio fondo pensioni. Ciò significa che, oltre a pagare le pensioni, deve pagare anche i Tfr. Fatta una media di 100 mila euro di Tfr per ogni dipendente (ed è una media al ribasso), per pagare il Trattamento di fine rapporto a circa 10 mila lavoratori da prepensionare ci vorrebbe un miliardo di euro. Che, ovviamente, la Regione siciliana non ha. Stando a quello che si capisce, i 10 mila dipendenti regionali verrebbero mandati a casa in prepensionamento, ma senza ricevere subito il Tfr. Che, a quanto si sussurra, verrebbe pagato il tre soluzioni dal 2020 in poi. A noi questa soluzione sembra una follia, anche perché nel 2020 la Regione siciliana potrebbe non esserci più, grazie alle 'rate' annuali del già citato del Fiscal Compact. Ma tra le tante ‘carte’ che abbiamo letto anche quest’ipotesi. Vera? Falsa? Non sappiamo.
Ribadiamo: saremo più chiari ed esaustivi quado avremo tra le mani il testo della legge approvata dal Parlamento siciliano. Però una verità non la possiamo nascondere: la Regione non ha i soldi per pagare i Tfr a 10 mila possibili prepensionati (li avrebbe se il governo Renzi restituisse i soldi che ha scippato alla Regione siciliana: cosa che non avverrà).
Ovviamente, i 10 mila prepensionati non basterebbero a far quadrare i conti. Secondo i nostri calcoli - che abbiamo effettuato leggendo le ‘carte’ della commissione Bilancio - altri 35 mila-40 mila soggetti dovrebbero perdere in parte o tutto lo stipendio. E’ una follia sociale: ma è quello che rischia di succedere.
Detto questo, precisiamo che è vero che in Sicilia c’è un eccesso di dipendenti pubblici e di precari. Ma va aggiunto che tutti i dipendenti pubblici e tutti i precari sono stati creati dalla Regione siciliana e dallo Stato. Su questo argomento torneremo domani, dimostrando - con i fatti e non con le chiacchiere - le responsabilità dello Stato nella folle gestione della pubblica amministrazione del Sud in generale e della Sicilia in particolare. Quello Stato italiano che, adesso, si vorrebbe chiamare fuori invitando il Parlamento siciliano a “fare le riforme”…

BANDO PUBBLICO PER LA PREDISPOSIZIONE DI UN PROGRAMMA REGIONALE

BANDO PUBBLICO PER LA PREDISPOSIZIONE DI UN PROGRAMMA REGIONALE
DI FINANZIAMENTO PER LA PROMOZIONE DI INTERVENTI DI RECUPERO FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELLA VITA E DEI SERVIZI PUBBLICI URBANI NEI COMUNI DELLA REGIONE SICILIANA

D.D.G. n.793 16 APRILE 2015

Unione Europea

REPUBBLICA ITALIANA

Regione Siciliana

Assessorato Infrastrutture e Mobilità  Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti

Servizio 7 – Politiche Urbane e Abitative

Bando pubblico per la predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei Comuni della Regione Siciliana.

IL DIRIGENTE GENERALE

Visto

lo Statuto della Regione;

Vista

la legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modifiche ed integrazioni;

Vista

la legge 17 febbraio 1992, n. 179 e successive modifiche ed integrazioni;

Visto

il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Vista

la L.R. n. 10 del 30/4/1991 recante disposizioni per i provvedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell’attività amministrativa e ss.mm.ii.;

Vista

la Legge regionale 12 luglio 2011 n. 12 “Disciplina dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive modifiche ed integrazioni...”

Vista

la L.R. 16/12/08, n. 19 recante “Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti
Regionali. Ordinamento del Governo e dell’Amministrazione della Regione” e successive modifiche ed integrazioni;

Visto

il Decreto presidenziale del 18/01/13, n. 6 recante “Regolamento di attuazione del Titolo II della L.R. 16/12/08, n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali di cui al decreto del Presidente della Regione 05/12/09, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni”;

Visto

il DDG n. 867/U.S.1 del 26/03/2013 con il quale è stato adottato il funzionigramma del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti;

Visto

il D.P.R. n. 1067 del 12/03/2015 con il quale l’on.le Presidente della Regione Siciliana ha conferito l’incarico di Dirigente generale del Dipartimento delle infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti al dott. Fulvio Bellomo;

Visto

il D.D.G. n. 1651 del 20/06/2013 con il quale è stato conferito al dott. Calogero

Franco Fazio l’incarico di dirigente del Servizio VII “Politiche Urbane e Abitative” del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti;

Visto

il Bando pubblico per la predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana, approvato con Decreto dell'Assessore Regionale dei Lavori Pubblici 27 giugno 2005;

Visto

il Decreto 16 aprile 2010 del Dirigente Generale del Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, pubblicato nella GURS – Parte I n. 22, del 7 maggio 2010, con il quale è stata approvata la “Graduatoria definitiva dei progetti ammissibili ed elenco dei progetti esclusi presentati a valere sul bando - Promozione ed interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana – Linea A - Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti”;

Visto

il Decreto 5 maggio 2010 del Dirigente Generale del Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, pubblicato nel Suppl. Ord. n. 2 alla GURS n. 26, del 4 giugno 2010, con il quale è stata approvata la “Graduatoria definitiva dei progetti ammissibili ed elenco dei progetti esclusi presentati a valere sul bando – Promozione ed interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana – Linea A - Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti”;

Visto

il Decreto 12 maggio 2010 del Dirigente Generale del Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, pubblicato nel Suppl. Ord. n. 2 alla GURS n. 26, del 4 giugno 2010, con il quale è stata approvata la “Graduatoria definitiva dei progetti ammissibili ed elenco dei progetti esclusi presentati a valere sul bando - Promozione ed interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana – Linea B Enti di culto e/o formazione religiosa”;

Visto

lo stato di attuazione del Programma di cui al D.A. 27 giugno 2005 e successivi decreti dirigenziali sopra citati;

Vista

la nota prot. 3608 del 26/1/15 a firma del Ragioniere Generale della Regione, con la quale sono state accertate le economie riproducibili sul capitolo di spesa del bilancio della regione 672088;

Considerato che, sulla scorta della superiore verifica, sono state accertate sul citato capitolo di spesa 672088 economie riproducibili di programma pari a circa €. 18.000.000, al netto delle somme ancora da impegnare, incrementabili a seguito dell'acquisizione di ulteriori ribassi d'asta o di altre economie derivanti da somme non assegnate e/o dall'esecuzione dei lavori;

Vista

l’impossibilità di procedere allo scorrimento delle predette graduatorie in quanto, in relazione al lungo lasso di tempo oramai trascorso, gli interventi ammessi e non finanziati non sono coerenti con la novellata normativa in materia di lavori pubblici di cui al citato codice dei contratti e ss.mm.ii. e gli stessi non sono concretamente realizzabili anche per le sopravvenute significative modifiche alle voci del prezzario regionale;

Vista

la delibera CIPE n. 20 del 20 settembre 2004 che ripartisce risorse per gli interventi nelle aree sottoutilizzate per il periodo 2004-2007 e prevede il finanziamento di interventi nelle città e nelle aree metropolitane del Mezzogiorno da programmare attraverso Accordi di Programma Quadro;

Vista

la Delibera di Giunta Regionale n. 156 del 25 giugno 2008 e n. 474 del 13 novembre 2009;

Vista

la delibera CIPE n. 35 del 27 maggio 2005 che ripartisce risorse per gli interventi nelle aree sottoutilizzate per il periodo 2005-2008 e prevede il finanziamento di interventi nelle città e nelle aree metropolitane del Mezzogiorno da inserire in un Atto Aggiuntivo dell’Accordo di Programma Quadro per le aree urbane sottoscritto il 31 marzo 2005;

Visto

l’Accordo di Programma Quadro “Riqualificazione urbana e miglioramento della
qualità della vita nei Comuni Siciliani”, stipulato il 31 marzo 2005 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Siciliana e successivi atti integrativi;

Visto

l’Atto Integrativo dell’Accordo di Programma Quadro “Riqualificazione urbana e
miglioramento della qualità della vita nei Comuni Siciliani”, stipulato il 29 aprile 2005 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Siciliana;

Visto

il II Atto Integrativo dell’Accordo di Programma Quadro “Riqualificazione urbana e miglioramento della qualità della vita nei Comuni Siciliani”, stipulato il 06 ottobre 2006 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Siciliana;

Visto

il III Atto Integrativo dell’Accordo di Programma Quadro “Riqualificazione urbana e miglioramento della qualità della vita nei Comuni Siciliani”, stipulato il 16/12/2014 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Siciliana;

Vista

la “Nota COCOF 12-0050-00-EN di orientamento al COCOF sul trattamento dell’assistenza retrospettiva UE durante il periodo 2007/2013”;

Vista

la nota MEF-IGRUE Protocollo 113246 dell’11.11.2011 (registrazione Ares 2011/1236459 del 18.11.2011) che disciplina alcuni aspetti relativi all’ammissibilità delle spese certificate alla Commissione;

Vista

la circolare del MISE prot. n. 0005988 del 09/05/2012 avente per oggetto “QSN 2007/2013 interventi di accelerazione della spesa. Modalità e criteri di rendicontazione per progetti della programmazione unitaria”;

Vista

la circolare del MISE prot. n. 714 del 24/01/2014 avente per oggetto “QSN 2007/2013 interventi di accelerazione della spesa. Modalità e criteri di rendicontazione per progetti della programmazione unitaria. Ulteriori indicazione relative alla rendicontazione su programmi operativi interregionali o nazionali”;

Vista

l’attività di verifica della coerenza ed ammissibilità delle iniziative di cui alle sopra richiamate Delibere CIPE ed individuate con i DD.DD.GG. nn. 3324 e 3325 del 18/12/2013, nn. 804 e 805 del 30/4/2014, con gli Obiettivi Operativi 6.1.1 e 6.2.1 del Programma, in ordine ai profili di coerenza programmatica degli interventi di riqualificazione e miglioramento della qualità della vita sopra citati, all’Asse VI del P.O. FESR 2007-2013;

Considerato che i piccoli Comuni, con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, risentendo maggiormente della grave crisi finanziaria che attraversano gli enti locali, i quali hanno sempre minori risorse per porre in essere gli interventi di politiche interne che consentano un miglioramento sia dell'attrattività dei comuni stessi che della qualità della vita dei cittadini;

Vista

la Delibera di Giunta Regionale n. 30 del 20/2/2014 che ha destinato, ai Comuni dell'Isola con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, risorse economiche a valere sul PAC III “Nuove azioni” - Scheda 5.B.9 - per la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana;

Considerato altresì che i principali centri urbani (città con popolazione superiore a 30.000 abitanti) beneficeranno di una maggiore attenzione, rispetto alle politiche urbane, anche per il periodo di programmazione 2014/2020 attraverso due delle principali priorità dell'agenda urbana;

Vista

la proposta di cui al presente decreto, trasmessa all'Assessore con nota prot. 16422 del 27 marzo 2015 e le relative determinazioni dell'Assessore stesso;

Vista

la Delibera della Giunta Regionale n. 92 del 9 aprile 2015;

Ritenuto per le superiori motivazioni, di procedere mediante nuovo avviso pubblico finalizzato all’acquisizione di proposte progettuali per la predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei piccoli Comuni della Regione siciliana;

Ai sensi delle disposizioni vigenti in materia;

Decreta:

Art. 1

E' approvato ed emanato il bando pubblico per la predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana, che forma parte integrante del presente decreto, unitamente all'allegata scheda di autovalutazione.

Art. 2

La copertura finanziaria è garantita, nella prima fase, con le economie di programma in atto accertate e riproducibili sul capitolo 672088 del bilancio della regione, pari a circa 18.000.000,00 di euro, nonché con tutte le ulteriori economie e risorse che dovessero rendersi disponibili, a seguito di accertamento, a valere sulle delibere CIPE n. 20 del 20 settembre 2004 e n. 35 del 27 maggio 2005, previa condivisione dei competenti Organismi Statali e Regionali.

Successivamente, previo accertamento e condivisione dell'Organo politico, potranno essere utilizzate, per lo scorrimento della graduatoria degli interventi ritenuti ammissibili, le risorse che si renderanno disponibili a seguito della rendicontazione e successiva certificazione delle spese dei cosiddetti interventi “retrospettivi” sul Programma Operativo 2007/2013 e comunque tutte le eventuali risorse imputate all'Asse 6 - Ob. Op. 6.1.1 e 6.2.1, in quanto impiegabili secondo le indicazioni contenute nelle circolari del MISE sopra richiamate.

Art. 3

Il presente decreto sarà inviato alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione;

lo stesso sarà altresì pubblicato sul sito internet dell'Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità.

Palermo, 16 aprile 2015

Il Dirigente Generale

dott. Fulvio Bellomo

f.to

Art. 1  Oggetto

Con il presente bando l'Assessorato regionale delle Infrastrutture e Mobilità intende promuovere interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani.

Sono previste tre linee di intervento:

- linea di intervento a):

• a.1) rivolta ai Comuni della Regione con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti;

• a.2) rivolta ai Comuni della Regione con popolazione compresa tra i 5.000 e i 30.000 abitanti;

- linea di intervento b): rivolta agli Enti di culto e/o di formazione religiosa, o di assistenza e beneficenza, ricadenti in tutti i comuni della Regione;

- linea di intervento c): rivolta alle Forze dell'Ordine e più precisamente alla ristrutturazione di immobili di proprietà degli Enti Locali in uso alle Forze dell’Ordine ricadenti in tutti i Comuni della Regione;

Art. 2 Obiettivi e finalità

Le proposte progettuali devono essere finalizzate:

a) al miglioramento della fruizione dei piccoli centri urbani da parte dei cittadini;

b) al recupero, al rinnovamento e alla rimessa in funzione del tessuto edilizio urbano, nel rispetto delle tradizioni culturali e storiche;

c) al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici nelle aree urbane;

d) all'integrazione sociale con specifica attenzione alla lotta alla marginalità;

e) al miglioramento della viabilità e dei sistemi di mobilità interna ai piccoli centri abitati;

f) alla riduzione della congestione del traffico, dell'inquinamento atmosferico e di quello acustico;

g) al rafforzamento del controllo del territorio e della prevenzione sociale a fini di protezione dei cittadini sia come soggetti a rischio di esposizione ad attività criminose sia come potenziali autori di reati.

Art. 3 Aree di intervento

Gli interventi oggetto della richiesta di contributo devono ricadere nei Centri storici, comunque individuati dagli strumenti urbanistici generali, ovvero nei nuclei storici catastalmente censiti antecedentemente alla Legge 6 agosto 967, n. 765, dei Comuni della regione siciliana;

 Art. 4 Tipologie di intervento ammissibili

 Tenuto conto degli obiettivi e delle finalità del presente bando, gli interventi devono rientrare in una delle seguenti tipologie:

Per la linea di intervento a)

1) recupero, completamento, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo del patrimonio edilizio pubblico (ad esclusione di quello residenziale e dell'edilizia scolastica);

2) realizzazione, manutenzione straordinaria e ammodernamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

3) recupero, completamento, riqualificazione del patrimonio edilizio, urbanistico e ambientale, mediante:

- interventi di riutilizzazione di spazi inedificati o resi liberi per crolli o demolizioni;

- l'inserimento di elementi integrati di arredo urbano e di piantumazioni nelle piazze e nelle vie pubbliche;

- interventi di demolizione e ricostruzione di immobili degradati;

- il ripristino di giardini e parchi storici;

- la realizzazione di parcheggi;

Per la linea di intervento b)

4) recupero di chiese, nonché di immobili di enti di culto e/o di formazione religiosa, o di assistenza e beneficenza, già destinati o da destinarsi a residenze per l'assistenza di extracomunitari, anziani, disabili e altre categorie assistite, individuate dalla vigente legislazione regionale e nazionale, con la finalità di provvedere ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione e di favorire l'integrazione sociale con specifica attenzione alla lotta alla marginalità.

Per la linea di intervento c)

5) recupero, completamento, manutenzione straordinaria, restauro, adeguamento strutturale e risanamento conservativo degli immobili di proprietà degli Enti Locali in uso alle Forze dell'Ordine.

Art. 5 Requisiti di ammissibilità

Gli interventi, oggetto della richiesta di contributo, dovranno possedere al momento della presentazione dell'istanza - a pena inammissibilità - i seguenti requisiti:

a) per la linea a) ricadere nei Centri storici dei Comuni individuati secondo le fasce di popolazione di cui all'art. 1, ovvero nei nuclei storici catastalmente censiti antecedentemente alla Legge 6 agosto 1967, n. 765;

b) per le linee b) e c), ricadere nei nuclei storici, come sopra definiti, di tutti i Comuni della regione;

c) tenuto conto della pertinente linea di intervento, rientrare nelle tipologie di intervento di cui all'art. 4 ed essere coerenti con gli obiettivi e le finalità del presente bando;

d) essere approvati tecnicamente, ai sensi del D. Lgs. 12/04/2006, n. 163 e ss.mm.ii e del D.P.R. 05/10/2010, n. 207 e ss.mm.ii., come recepiti con legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, come progetti di livello almeno definitivo, muniti di tutte le autorizzazioni e pareri in riferimento a detto livello di elaborazione progettuale;

d) essere conformi con le previsioni dello strumento urbanistico vigente o adottato;

e) essere autonomamente fruibili. Tale requisito dovrà essere dimostrato con apposita relazione tecnica da allegare all'istanza di contributo;

f) soltanto per gli interventi di cui alla linea a): essere inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche vigente al momento di presentazione dell'istanza;

g) disponibilità giuridica dell'immobile oggetto di intervento per un periodo non inferiore a quello indicato nel punto successivo;

h) dichiarazione di impegno a destinare e/o mantenere la destinazione dell'immobile per i fini di cui al finanziamento, per un periodo non inferiore a venti anni successivi all'intervento.

Art. 6 Soggetti destinatari e attuatori

Le istanze, a pena di inammissibilità, devono essere presentate da:

Linee di intervento a) e c) Sindaci dei Comuni della Regione Siciliana ove insistono gli immobili;

Linea di intervento b) Legale Rappresentante degli Enti di culto e/o di formazione religiosa, o di beneficenza e assistenza, degli immobili ricadenti nelle città sopra indicate, limitatamente agli interventi di cui al punto 4) del precedente art. 4.

Gli Enti locali territorialmente competenti sono soggetti attuatori dell'intervento ammesso a finanziamento, pertanto gli Enti di culto, di cui alla linea di intervento b) devono ottenere dagli stessi la nomina di un responsabile unico del procedimento ai fini dell'ammissibilità dell'istanza, difatti, costituendo l'allegazione del progetto approvato in linea tecnica dal responsabile unico del procedimento condizione per la valutazione dell'eventuale inserimento in graduatoria;

Art. 7 Spese ammissibili

Rientrano tra le spese ammissibili degli interventi tutte quelle necessarie per:

a) la realizzazione delle opere in genere e degli impianti;

b) la redazione dei progetti, la direzione dei lavori e i collaudi etc.;

c) le indagini e le consulenze specialistiche direttamente connesse;

d) per i soli comuni: le espropriazioni di terreni e/o immobili, purché indispensabili alla realizzazione del progetto e che dispongano l'acquisizione del bene al patrimonio dell'ente.

Art. 8  Modalità di presentazione delle istanze di finanziamento

Le istanze di finanziamento, unitamente alla documentazione di cui all'art. 9, dovrà pervenire a pena di esclusione, in plico sigillato, all'Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, Servizio

7 – Politiche Urbane ed Abitative, Via Leonardo da Vinci n. 161 - 90145 Palermo, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

Ciascun soggetto potrà presentare, per ogni linea di intervento, una sola istanza di finanziamento per un unico progetto, integralmente fruibile, a pena di esclusione.

Le istanze e la relativa documentazione dovranno essere inviate, a mezzo servizio postale con raccomandata A/R o di altro vettore autorizzato ai sensi della legislazione vigente o mediante consegna a mano da parte di soggetto all'uopo delegato dal legale rappresentante dell'Ente, all'ufficio protocollo del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, che rilascerà apposita ricevuta. Per il computo del suddetto termine di 90 giorni farà fede la data di spedizione apposta dall'ufficio postale o da altro vettore come sopra autorizzato sul plico sigillato, ovvero, in caso di consegna a mano, la data apposta nella ricevuta rilasciata dall'ufficio protocollo del Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti.

Sul plico dovrà essere riportata la seguente dicitura: "Interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani, linea di intervento (specificare la linea di intervento)”.

Nell'istanza deve essere specificato se per la medesima opera è stata o sarà presentata richiesta di finanziamento ad Enti diversi dalla Regione o ad altro ramo dell'Amministrazione Regionale.

Non saranno prese in considerazione e, pertanto, ritenute escluse, le domande pervenute prima della pubblicazione del presente bando o in data successiva alla scadenza sopra indicata.

La domanda di finanziamento, redatta in carta semplice, in lingua italiana, deve essere sottoscritta esclusivamente dal Sindaco del Comune ove insiste l'immobile - linea a) e c) – o dal Legale rappresentante dell'Ente – linea b) - a pena di esclusione.

Art. 9 Documentazione richiesta

Alla domanda di finanziamento dovrà essere allegata, a pena di inammissibilità, la seguente

documentazione:

a) individuazione cartografica delle aree dove ricadono gli interventi e la loro prevista localizzazione a scala adeguata (non inferiore a 1:5.000);

b) relazione illustrativa dell'intervento e scheda di autovalutazione (compilata secondo l'Allegato schema), contenenti tutti gli elementi e le informazioni utili per la valutazione, secondo i criteri di cui all'art. 10 del presente bando;

c) copia del progetto di livello almeno definitivo, munito di tutte le autorizzazioni e pareri in riferimento a detto stato di elaborazione progettuale ai sensi della vigente normativa;

d) atto di nomina del responsabile del procedimento e degli adempimenti necessari per l'attuazione degli interventi oggetto dell'istanza di finanziamento;

e) per le opere presentate dai comuni dichiarazione del responsabile unico del procedimento sull'inserimento nel programma triennale delle opere pubbliche vigente ovvero nell'elenco annuale o comunque avvio della procedura di integrazione dei suddetti documenti con l'intervento proposto; in quest'ultimo caso la procedura deve essere completata entro la data

del decreto di finanziamento dell'intervento da parte del Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti;

f) per gli enti di culto e/o formazione religiosa o di assistenza e beneficenza anche:

- copia legale del provvedimento con il quale è stata riconosciuta la personalità giuridica dell'ente;

- copia legale dello statuto;

g) atto pubblico e certificazione notarile dai quali risultino, rispettivamente, la disponibilitàgiuridica dell'immobile su cui deve essere realizzato l'intervento oggetto della richiesta di finanziamento e l'assenza di iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli che possono pregiudicare o vanificare l'impegno di cui appresso;

h) dichiarazione di impegno a destinare e/o mantenere la destinazione dell'immobile per i fini di cui al punto 4) dell'art. 4 per almeno i venti anni successivi all'intervento. La suddetta dichiarazione, una volta intervenuto il finanziamento, dovrà essere tradotto in atto pubblico soggetto a trascrizione a favore della Regione siciliana;

i) dichiarazione a firma del legale rappresentante dell'ente richiedente e/o beneficiario finale, dalla quale si evinca se, per il medesimo intervento proposto, sia stata prodotta o meno istanza di finanziamento ad amministrazioni od enti diversi dell'Amministrazione regionale o ad altro ramo dell'Amministrazione regionale e l'esito di tale istanza, allegando copia di tale eventuale istanza già prodotta;

l) nel caso l'intervento proposto sia un completamento o uno stralcio di progetto generale, che

abbia goduto di precedente finanziamento, dettagliata relazione esplicativa sull'utilizzo del precedente finanziamento e degli eventuali riflessi tecnici e finanziari che lo stesso ha sull'intervento proposto;

m) relazione sulla autonoma e immediata fruibilità dell'intervento;

n) dichiarazione del responsabile unico del procedimento circa la conformità degli interventi proposti allo strumento urbanistico in atto vigente nel comune o dallo stesso adottato;

o) nel caso di immobili di interesse strategico, documentazione amministrativa comprovante la destinazione d’uso dello stesso per finalità di protezione civile o per altri usi assimilati;

p) nel caso di immobili costituenti pericolo per l’incolumità pubblica, documentazione fotografica e/o ogni alto atto attestante le condizioni di precarietà degli stessi;

q) certificato di destinazione urbanistica del sito ove insiste l'immobile;

r) provvedimento amministrativo attestante l’impegno delle somme occorrenti per il cofinanziamento (Linea a).

Art. 10 Criteri di valutazione degli interventi

Gli interventi ritenuti ammissibili saranno valutati da apposita Commissione, nominata dal Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti e composta da tre componenti, di cui almeno due dirigenti, oltre ad un funzionario il quale svolgerà le funzioni di segretario. Uno dei componenti della Commissione sarà designato dal Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Tecnico.

Detta Commissione, a seguito di apposito esame, attribuirà a ciascun intervento un punteggio secondo i criteri di valutazione di seguito riportati e come meglio definiti nell’allegata scheda:

a) Livello progettuale della proposta (fino a 10 punti, di cui 5 per il progetto definitivo 10 per l'esecutivo);

b) Utilizzo di caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di bioedilizia ai sensi del D. A. - Infrastrutture e Mobilità del 7 luglio 2010, pubblicato nella GURS n. 33 del 23 luglio 2010, in quanto applicabile al presente bando. (fino a 25 punti);

c) Progetti di strutture classificate di interesse strategico (per la Linea a) (20 punti)

d) Interventi di ristrutturazione di edifici che rappresentano un elevato rischio per la pubblica e privata incolumità (Certificabile attraverso provvedimenti amministrativi e tecnici e corredati di idonea documentazione fotografica) (20 punti);

e) Proposte relative ad interventi che prevedano completamenti e/o adeguamenti di strutture esistenti alle normative in materia antisismica e di portatori di handicap. (fino a 20 punti);

f) Cofinanziamento fino alla concorrenza del 10 % sull'importo finanziato (fino a € 150.000 e limitatamente alla linea a) (fino a 5 punti).

A parità di punteggio, ai fini della graduatoria di merito, sarà data preferenza al Comune con il numero di abitanti inferiore.

Il perseguimento di uno o più dei superiori criteri ed il relativo punteggio, dovrà formare oggetto di autovalutazione da parte degli Enti richiedenti, secondo l'Allegata scheda la quale costituisce parte sostanziale del presente bando. La scheda compilata dovrà essere allegata alla relazione di cui al precedente art. 9. b).

Art. 11 Ufficio responsabile del programma di interventi

Ufficio responsabile del programma è il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, Servizio 7 “Politiche urbane ed abitative”, U.O. S7.01 al quale Ufficio possono essere richiesti eventuali chiarimenti e precisazioni (tel. 091/7072249 - 7072008).

 

Art. 12 Risorse finanziarie

Gli interventi saranno inseriti nel programma di finanziamento, a seguito delle risultanze dei lavori della Commissione di cui all'art.10. La graduatoria sarà approvata con decreto del Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, su proposta dell'Ufficio responsabile del programma di interventi e, nella prima fase, potrà darsi copertura nei limiti delle risorse finanziarie in atto disponibili, pari a 18.000.000,00 di euro suscettibili di incremento in relazione a nuove ed eventuali disponibilità.

Gli importi complessivi dei finanziamenti concessi, per ogni singolo intervento, non potranno eccedere:

• per la linea a) €. 1.100.000

• per la linea b) €. 800.000

• per la linea c) € . 800.000

Le risorse disponibili saranno suddivise come segue:

- il 60% a favore degli interventi di cui alla linea a) e più precisamente:

• il 30% a favore dei Comuni di cui alla sottolinea a.1)

• il 30% a favore dei Comuni di cui alla sottolinea a.2)

- il 30% a favore degli interventi di cui alla linea b);

- il 10% a favore degli interventi di cui alla linea c).

Nel caso di assenza o di carenza di richieste per le linee di intervento di cui alle lettere b) e/o c) le relative risorse saranno utilizzate per le finalità di cui alla lettera a).

Art. 13 Monitoraggio e vigilanza

L'Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità si riserva di effettuare la vigilanza ed il monitoraggio a campione per la verifica della corrispondenza dei progetti rispetto alle prescrizioni del presente bando.

Art. 14 Decadenza

Il provvedimento di ammissione a finanziamento, a pena di decadenza, determina l'obbligo di presentazione del progetto esecutivo dell'opera, verificato ai sensi dell'art. 112 del Codice dei contratti pubblici, D.lgs 12 aprile 2006, n.163, recepito nella Regione Siciliana con legge 12 luglio 2011, n.12, entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del provvedimento di ammissione a finanziamento costituisce notificazione del provvedimento medesimo

 

 
DDG. n 793 16 APRILE 2015 ,FINANZIAMENTI,PROGETTI,BANDO PUBBLICO,QUALITA' DELLA VITA,CIPE 35 27 MAGGIO 2005