L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 26 dicembre 2015

Palermo: ecco i nomi dei consiglieri comunali che hanno votato “Sì” alla nuova tassa di circolazione per le automobili Tram di Palermo: perché questa fretta? Sullo sfondo, un’inchiesta giudiziaria. E la revoca dei fondi europei





Palermo: ecco i nomi dei consiglieri comunali che hanno votato “Sì” alla nuova tassa di circolazione per le automobili


Ci siamo impegnati con i nostri lettori a pubblicare i nomi e i cognomi dei consiglieri comunali ‘tassaiuoli’: e stiamo mantenendo l’impegno. A questi 24 ‘scienziati’ vanno aggiunti i consiglieri di opposizione che hanno esercitato una ‘finta’ opposizione. Ricordiamo che l’Amministrazione Orlando, a Sala delle Lapidi, è in minoranza: 20 consiglieri su 50. Se le opposizioni avessero voluto, la delibera in questione sarebbe stata ‘bocciata’. O quanto meno sarebbe stata approvata abolendo la tassa di 100 Euro all’anno per ogni automobile. Invece hanno ‘incaprettato’ gli automobilisti

L’abbiamo promesso ai nostri lettori. E si sa che ogni promessa è un debito. Abbiamo promesso che avremmo pubblicato i nomi dei consiglieri comunali di Palermo che hanno votato “Sì” alla delibera, voluta dall’Amministrazione di Leoluca Orlando, che appioppa ai cittadini palermitani una nuova tassa – rigorosamente abusiva – per consentire alle automobili di circolare in oltre mezza città. Tassa che verrà utilizzate per far circolare il Tram.
Una tassa che viene contrabbandata come ZTL, ma che di ZTL non ha nulla, ma proprio nulla.
Le ZTL, per definizione, sono aree delle città dove si prova a contenere al minimo il traffico automobilistico. In genere, sono aree limitate. A Palermo avremo una mega ZTL: in pratica, come abbiamo già detto, una nuova tassa di circolazione per le automobili – del costo pari a 100 Euro ad automobile all’anno (più, a quanto pare, altri ‘ammennicoli’ che faranno lievitare tale tassa a oltre 120 Euro). Una tassa, com’è noto, i cui introiti – preventivati in circa 30 milioni di Euro all’anno – dovrebbero essere utilizzati per pagare le spese del Tram
Di fatto, le ‘ZTL’ in salsa panormita non serviranno per scoraggiare i palermitani a circolare con le automobili: al contrario, il Comune si attende che i palermitani si precipitino a pagare la nuova tassa per poter circolare liberamente nella nuova ‘ZTL’ per continuare a inquinare! Siamo davanti a una farsa indecorosa.
Per la cronaca, come ci capita di scrivere spesso, la Giunta Orlando, a Sala delle Lapidi – sede del Consiglio comunale di Palermo – non ha una maggioranza, potendo contare su 20 consiglieri comunali su 50. Morale: le opposizioni avevano a disposizione 10 consiglieri comunali in più per bloccare questa tassa. Ma non l’hanno fatto perché si sono presentate in aula ‘divise’. In questo hanno ‘brillato’ i ‘gesuiti’ di Forza Italia che, con la sola eccezione del consigliere comunale Angelo Figuccia, l’unico azzurro che fa vera opposizione all’attuale Amministrazione, hanno bloccato sul nascere ogni tentativo di abolire la nuova tassa, votando compatti, sugli emendamenti, in difesa di Orlando e della sua tassa di circolazione abusiva.
Ecco di seguito l’elenco dei consiglieri comunali che hanno votato a favore di questa nuova tassa di circolazione automobilistica.
Cominciamo con i consiglieri comunali di rigorosa osservanza orlandiana:
  1. Aurelio Scavone
  2. Paolo La Commare
  3. Antonino Sala
  4. Salvatore Orlando
  5. Giusy Scafidi
  6. Diego catalano
  7. Alberto Mangano
  8. Fausto Torta
  9. Giuseppe Maniaci
  10. Cosimo Pizzuto
  11. Gaspare Lo Nigro
  12. Rita Vinci
  13. Francesco Mazzola
  14. Francesco Bertolino
  15. Massimo Pullara
  16. Pia Tramontana
  17. Salvo Calò
  18. Giulio Cusumano
  19. Federica Aluzzo
  20. Alessandra Veronese
A questi vanno aggiunti i consiglieri comunali Orazio La Corte di Sicilia Democratica, Maurizio Lombardo, sempre di Sicilia Democratica, Salvatore Finazzo, altro esponente di Sicilia Democratica, e Giorgio Calì, gruppo misto, anche se con un’adesione ‘volante’ alla Lega di Salvini. Da notare che i tre di Sicilia Democratica fanno parte di uno schieramento politico che, in Assemblea regionale siciliana, appoggia il governo di Rosario Crocetta.
Insomma, un partito – Sicilia Democratica – che è un marchio e una garanzia: ‘ascari’ all’Ars, dove sostengono il governo che si fa scippare i soldi da Renzi e tassaiuoli a Sala delle Lapidi: insomma, nell’uno e nell’altro luogo della politica si battono per penalizzare i siciliani…
Andiamo ai consiglieri comunali di Forza Italia. Che hanno votato ‘contro’, non prima, come abbiamo ricordato, di aver ‘bocciato’ insieme con i consiglieri orlandiani gli emendamenti che, se approvati, avrebbero cancellato la nuova, iniqua tassa a carico dei cittadini palermitani. Per certi versi, questi signori sono anche peggiori degli orlandiani, perché professionisti del ‘gesuitismo’. Eccoli:
  1. Alessandro Anello
  2. Giuseppe Federico
  3. Giuseppe Milazzo
  4. Andrea Mineo
  5. Giulio Tantillo.
Non conosciamo, nei dettagli, il comportamento di altri consiglieri comunali di opposizione: per esempio, sappiamo che Roberto Clemente (che è anche deputato regionale del Cantiere popolare verso Forza Italia, e Paolo Caracausi(che non abbiamo capito in quale formazione militi: forse in Italia dei valori) si sono astenuti. Ma non sappiamo se hanno votato “Sì”, “No” o “Astenuti” nelle votazioni sugli emendamenti soppressivi della nuova tassa. Lo stesso discorso vale per altri consiglieri comunali dell’opposizione (o presunta tale).
Contiamo di appurarlo dopo le vacanze natalizie, affinché gli elettori palermitani abbiano piena contezza sulle persone che hanno votato e che potranno votare (o no votare).

http://www.inuovivespri.it/2015/12/26/palermo-ecco-i-nomi-dei-consiglieri-comunali-che-hanno-votato-si-alla-nuova-tassa-di-circolazione-per-le-automobili/




Tram di Palermo: perché questa fretta? Sullo sfondo, un’inchiesta giudiziaria. E la revoca dei fondi europei


Ieri qualcuno ha affermato che con l’approvazione del papocchio Tram-ZTL è stata scongiurata l’ipotesi della revoca degli oltre 300 milioni di Euro da parte dell’Unione Europea. Ma la prospettiva della revoca, da parte di Bruxelles, è ancora in piedi. Proviamo a sintetizzare una telenovela che va avanti dagli anni ’90 del secolo passato, tra pochissime luci e moltissime ombre

Il ‘regalo di Natale’ 2015 dell’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando a Palermo costerà 100 Euro per automobile. Il Consiglio comunale che ha approvato la delibera contestata l’ha chiamata ZTL In realtà, non è una ZTL, ma una tassa di circolazione automobilistica abusiva. Un papocchio che i 20 consiglieri orlandiani hanno ‘patteggiato’ con i consiglieri di Forza Italia. Ed è anche logico: gli appalti del Tram sono diventati ‘pesanti’ con la sindacatura di Diego Cammarata e stanno proseguendo con Orlando, sempre all’insegna di centinaia di milioni di Euro. In questa vicenda ‘appaltizia’ i lati oscuri (gli ‘inturciuniamenti’, come si usa dire dalle nostre parti) sono incredibili. E si distribuiscono tra le due amministrazioni, una di centrodestra (Cammarata) e l’attuale di centrosinistra (Orlando).
Sulla vicenda, nell’autunno dello scorso anno, è intervenuto il commissario nazionale dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone. Ma poi tutto è finito nelle ‘sabbie mobili panorite’. In questi giorni, per sollecitare l’approvazione di questa delibera, i fautori del papocchio ZTL-Tram hanno detto che tutto andava fatto presto (entro la fine di quest’anno) per evitare di restituire oltre 300 milioni di Euro all’Unione Europea. Tesi strana, perché a nostra memoria Bruxelles revoca i finanziamenti per mancata rendicontazione.
Sotto questo profilo, il rischio che l’Europa revochi il finanziamento è ancora in piedi, perché a noi risulta che la pubblica amministrazione siciliana nel suo complesso non sia riuscita a rendicontare non soltanto gli oltre 300 milioni di Euro del Tram di Palermo, ma circa un miliardo e 200 milioni di Euro. Investimenti che riguardano opere in parte ancora incomplete. Si tratta di lavori che sono stati avviati e solo in parte completati con anticipazioni dello Stato, della Regione e degli stessi Comuni. E anche con qualche anticipazione della stessa UE (in questo caso si tratta, per lo più, del Fondo Sociale Europeo). Questo particolare è importante.
Spesso leggiamo sui giornali che l’Unione Europea chiede indietro i soldi. In realtà, soprattutto per ciò che concerne il FERS, il Fondo Europeo Regione di Sviluppo (a cui fanno capo gli oltre 300 milioni di Euro del Tram di Palermo), Bruxelles non chiede indietro quasi nulla: si limita a non erogare i fondi che sono stati per lo più anticipati da Stato, Regione e Comuni. E’ quello che potrebbe succedere con il Tram di Palermo. Se ciò dovesse avvenire, sarebbe un bel problema per Regione siciliana e Comune di Palermo, che dovrebbero restituire le risorse finanziarie per tale opera che sono state anticipate dallo Stato.
Insomma, la storia della revoca dei fondi europei con la fretta con la quale l’Amministrazione Orlando ha chiesto e ottenuto dal Consiglio comunale l’approvazione di questa delibera sembra un po’ forzata. Con molta probabilità, la verità potrebbe risiedere altrove. Dove? Nella possibile revoca degli oltre 300 milioni di Euro da parte dell’Unione Europea. E magari nelle segnalazioni di un anno fa ad opera della già citata Anticorruzione di Raffaele Cantone.
Chi scrive un anno fa si è occupato di questa vicenda allora finita sui tavoli della Procura della Repubblica di Palermo e della Corte dei Conti. Gli uffici dell’Anticorruzione, un anno fa, puntavano la propria attenzione sulla fase esecutiva del progetto per il Tram a Palermo. A cominciare dalle consulenze assegnate nel 2005, a quanto pare a ruota libera, quando sindaco era Cammarata.
La gara viene aggiudicata nel 2006. Per un importo pari a oltre 191 milioni di Euro. Gara aggiudicata senza progetto esecutivo, a quanto pare, se è vero che negli anni successivi si procede per stralci. Come sia potuto accadere che i lavori per un progetto così importante siano iniziati e siano stati eseguiti in assenza di un progetto esecutivo approvato dagli organi competenti non si riesce a capire. Ma questo è accaduto.
L’Anticorruzione apriva anche il capitolo delle varianti. Qui la storia si complica, perché non siamo in grado di sapere se tali varianti sono state approvate quando il nostro Paese era governato da Romano Prodi (governo 2006-2008), o da Berlusconi (governo 2008-2011). Il passaggio è centrale, perché Roma approntava il 60 per cento dei fondi proprio mentre a Palermo si approvavano varianti non concordate con il governo nazionale. E parliamo di oltre 80 milioni di Euro!
Sulla vicenda ha indagato la Procura della Repubblica di Palermo. I pubblici ministeri – ci riferiamo allo scorso anno – erano Maurizio Agnello e Roberto Tartaglia. Oggi, sempre per questa inchiesta, c’è un nuovo pubblico ministero:Daniela Varone. Ed è stata proprio quest’ultima, nei giorni scorsi, a firmare una delega al Nucleo di Polizia Tributaria. Con tale delega, la Polizia Tributaria si è presentata negli uffici della Ragioneria generale del Comune di Palermo per raccogliere la documentazione che riguarda gli appalti per le tre linee di Tram.
Non sappiamo se si tratta della vecchia indagine o di una nuova indagine. Ma sappiamo che da quando al vertice della Procura della Repubblica di Palermo c’èFranco Lo Voi molte cose stanno cambiando. E’ stato scoperchiato il ‘verminaio’ della Gesap, la scietà che gestisce i servizi a terra presso l’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’ di Palermo. Ed anche se l’inchiesta fa capo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, è sempre con la gestione Lo Voi che è ‘esploso’, dopo un ventennio senza clamori, il ‘caso’ dei beni sequestrati alla mafia. Una vicenda dalle poche luci e dalle molte ombre che ha provocato lo smantellamento della Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.
Che vogliano dire con questo? Che sull’operazione Tram di Palermo – che come abbiamo detto coinvolge in modo quasi simmetrico, centrodestra e centrosinistra – non possono essere escluse sorprese. Forse la ‘fretta’ di far ‘partire il Tram’ – quasi a voler giustificare l’incredibile giro di appalti & affari che va avanti dal 1996 e prosegue fino ai nostri giorni – è legata alla possibile evoluzione di tale inchiesta? E’ chiaro che la nostra è solo una congettura. O quasi…
Poi c’è la già citata possibilità della revoca dei fondi UE. Che in questo caso significa che l’Unione Europea non erogherà gli oltre 300 milioni di Euro anticipati da Stato, regione siciliana e Comune di Palermo. A noi risulta che la rendicontazione – del Tram e di altre opere realizzate con le risorse del FERS 2007-2013 – sia ancora in alto mare (come potete leggere qui).
Insomma, l’approvazione in frett’e furia del papocchio Tram-ZTL potrebbe essere il tentativo dell’Amministrazione comunale di Palermo di mettere le mani avanti per dire a Bruxelles: “La rendicontazione non c’è, ma il Tram è già funzionante”. Questo, però, potrebbe non bastare, perché la revoca dei fondi è un fatto automatico. Regione e Comune di Palermo hanno avuto due anni di proroga per rendicontare le risorse FERS (ricordiamo che parliamo della Programmazione iniziata nel 2007 e terminale il 31 Dicembre del 2013). E li hanno sciupati miseramente.
Insomma, la telenovela Tram di Palermo è tutt’altro che chiusa.
http://www.inuovivespri.it/2015/12/25/tram-di-palermo-perche-questa-fretta-sullo-sfondo-uninchiesta-giudiziaria-e-la-revoca-dei-fondi-europei/




Palermo: il papocchio Tram-ZTL il giorno dopo: chi è a favore e chi è contro


Intanto una precisazione che non ci sembra secondaria: la Giunta di Leoluca Orlando, a Sala delle Lapidi, sede del Consiglio comunale di Palermo, non ha una maggioranza, potendo contare su 20 consiglieri comunali su 50. Ciò significa che la delibera è stata approvata grazie a una parte dell’opposizione. I 30 consiglieri comunali – che sono la maggioranza che non sostiene la Giunta Orlando – avrebbero potuto almeno cambiare la delibera, eliminando la tassa da 100 Euro per automobile. Il PD ci ha provato, ma l’accordo tra Orlando e Forza Italia ha mantenuto in piedi la tassa ai carico dei cittadini palermitani

Non mancano le reazioni all’approvazione del papocchio Tram-ZTL da parte del Comune di Palermo. Critici i dirigenti del PD del capoluogo siciliano, che hanno fatto opposizione senza se e senza ma. Favorevoli, anche se con qualche ‘distinguo’, gli orlandiani. Detto questo, una precisazione. Sui giornali leggiamo – in qualche caso – la formula: “La maggioranza che sostiene l’Amministrazione Orlando ha vinto di qua e ha vinto di là”. Ci piace precisare che a Sala delle Lapidi – la sede del Consiglio comunale di Palermo – la Giunta Orlando non ha più una maggioranza che lo sostiene, potendo contare su 20 consiglieri comunali su 50.
Cosa vogliamo dire? Semplice: che la delibera sul papocchio Tram-ZTL è stata approvata e, soprattutto, non è stata cambiata per merito delle opposizioni.
L’approvazione della delibera la si deve a due elementi. Primo: l’assenza di un certo numero di consiglieri comunali. la delibera è stata approvata con 24 voti favorevoli, 16 contrari e un astenuto. Se tutt’e 50 i consiglieri comunali fossero stati presenti in Aula la delibera sarebbe stata ‘bocciata’.
Ma il vero tema politico – che inchioda il gruppo consiliare di Forza Italia alle proprie responsabilità davanti alla città e, soprattutto, davanti agli elettori che ancora votano per questi personaggi: personaggi che dicono di rappresentare il centrodestra e poi si fanno i cavoli loro (la dizione sarebbe un’altra…) – è un altro. Il vero tema politico di questa delibera truffaldina sta nel fatto che il Consiglio comunale avrebbe potuto approvarla cambiandola.
Nel corso del dibattito i consiglieri comunali del PD – che si sono opposti non al Tram, ma a quella che, in fondo, non è altro che una tassa di circolazione abusiva e iniqua, se non assurda e illogica di 100 Euro per automobile – hanno presentato emendamento per sopprimere tate tassa proponendo alternative. Ma le opposizioni – e segnatamente i consiglieri comunali di Forza Italia – si sono regolarmente opposti. Manifestando, di fatto, la volontà di appioppare questa tassa iniqua ai cittadini palermitani.
E’ bene che i palermitani che votano centrodestra si ricordino, al momento del voto, che a Palermo sono rappresentati da questi personaggi: cioè da gente che li ha voluti tassare di altri 100 Euro all’anno (e a vita) per ogni automobile. Tassa che si somma alla TASI (che è stata pagata) e alla TARI che sono tra le più ‘salate’ d’Italia; all’addizionale IRPEF ai massimi livelli; all’addizionale IRAP ai massimi livelli e via tassando.
Un passaggio anche per i ‘compagni’ di Rifondazione comunista. Con in testa l’assessore Giusto Catania. Questa nuova tassa avrebbe dovuto tenere conto del reddito e della cilindrata delle autovetture. Invece le famiglie mono-stipendio che arrivano a malapena alla fine del mese pagheranno la stessa cifra di chi non ha questi problemi. Chi possiede un’autovettura di piccola cilindrata pagherà quanto chi va in giro con i ‘macchinoni’. Complimenti vivissimi ai ‘comunisti’ di Rifondazione che, tra l’altro, per l’occasione, sono andati a braccetto con Forza Italia per tassare i palermitani senza distinguere tra ricchi e poveri.
Ora andiamo ai commenti. Iniziamo con Rosario Filoramo, capogruppo del PD a Sala d’Ercole vice presidente vicaria del Consiglio comunale, PD:
“Alla fine – dice Filoramo – il gioco di orlandiani e centrodestra è venuto allo scoperto. La ZTL passa grazie al palese accordo tra MOV 139 e gruppi di centrodestra. L’emendamento che suggella l’unione tra le due forze politiche è quello sulla riduzione a cento Euro del costo del pass per l’accesso alla ZTL. Un pessimo regalo di Natale per le famiglie palermitane. Eravamo certi che ancora una volta, dopo esserci riusciti sulla TASI, un falso sconto su una tassa inutile ed evitabile li avrebbe messi d’accordo. E’ un idea che siamo riusciti a rendere palese. L’idea di chi governa e considera i cittadini palermitani un pozzo da cui attingere continuamente per trovare le risorse indispensabili a salvare le aziende comunali. Stavolta è toccato ai problemi di AMAT, che verranno parzialmente risolti mettendo le mani in tasca ai cittadini palermitani”.
“Abbiamo svelato alla città – aggiunge il capogruppo del PD – che la proposta di  ZTL è  ‘Una tassa occulta’. Una tassa per autorizzare a circolare nella ZTL e quindi continuare ad inquinare. Abbiamo proposto la sostanziale separazione tra l’affidamento del servizio Tram ad AMAT, che abbiamo sostenuto con convinzione e la gestione della ZTL. Ripetiamo ancora una volta che la ZTL è un intervento di limitazione del traffico privato in favore dell’incentivazione di quello pubblico, al fine di migliorare la qualità della vita dei nostri centri urbani. Serve a fluidificare il traffico e rendere certi i tempi di percorrenza interni, contribuisce al miglioramento della salute dell’aria che respiriamo e quindi migliorare la nostra salute, risparmiando nella spesa sanitaria. Ma ancora una volta le scelte di sindaco e maggioranza risultano illogiche sul piano delle limitazioni del traffico privato e  pericolosa su quello finanziario”.
Qui anche Filoramo parla di “maggioranza” che la Giunta Orlando non ha.
“Il PD, unito e compatto – conclude Filoramo – dimostra di essere pronto per candidarsi alla guida della città, non accettando mediazioni al ribasso. Tra un anno si tornerà a votare per eleggere Sindaco e Consiglio Comunale di Palermo. Noi siamo pronti”.
Alberto Mangano, un tempo della sinistra extra parlamentare, oggi orlandiano, sceglie la linea soft:
“Il buon senso ha prevalso.. e ha preso il Tram – sintetizza con una battuta Mangano -. Dopo 18 anni dall’approvazione del PRG che prevedeva 8 linee, il Tram è da oggi una realtà che cambierà profondamente la mobilità urbana, avvicinando la nostra città alle realtà più virtuose”. A questo punto Mangano inizia a mettere i puntini sulle “i”: “Però – aggiunge – la scommessa è appena all’inizio e molto c’è ancora da lavorare per raggiungere risultati soddisfacenti. Il poco tempo per approvare un atto così importante e una certa confusione nella proposta di una ZTL che è tutta da sperimentare e possibilmente da rivedere in diverse parti, non hanno permesso un dibattito sereno nei contenuti e nel progetto di mobilità, scivolando sul terreno dello scontro politico che in una materia così specifica è sempre cattiva consigliera.Auspico che le riflessioni, che non hanno trovato spazio utile in consiglio, possano recuperarsi, considerando sperimentale questa fase di prima attuazione della ZTL, per sottoporla a coerente verifica anche in un confronto diretto con la cittadinanza”.
Insomma, mangano ammette che la trovata delle ZTL va rivista. E se va rivista, questo è logico, significa che non funziona. Ma allora perché l’ha votata?
Nadia Spallitta, vice presidente vicaria del Consiglio comunale, PD:
“Così come sono state pensate le Ztl saranno inefficaci. Innanzitutto va detto che se le associazioni dei consumatori dovessero presentare dei ricorsi li vincerebbero: le tariffe sono state introdotte in un contratto di servizio senza alcun regolamento o previsione di bilancio. Non è chiara quale sia la normativa di riferimento per l’Amministrazione dato che non è stato stabilito quali tipologie di vetture possano transitare o meno, così come non sono state determinate delle fasce orarie. Per la Giunta potranno circolare tutte le auto, sempre e comunque: basta pagare. Considero questo un caso anomalo sulla tariffazione e il progetto nella sua interezza non impone praticamente alcun limite. Il pagamento, da solo, non può essere considerato un deterrente, specie se si considera il vastissimo perimetro delle Zone a traffico limitato, che vanno dalla stazione centrale a via Notarbartolo). Dunque qualsiasi palermitano, anche per andare a lavoro o per accedere alle Ztl una volta al mese, dovrà pagare”.
“Sui costi e sulle entrate – prosegue la vice presidente del Consiglio comunale – esprimo qualche dubbio: il Tram, nel primo anno, costerà circa 22 milioni di Euro e prevede incassi per 4 milioni di Euro, mentre nel secondo anno costerà 17 milioni e l’incasso dovrebbe restare lo stesso. Ai cittadini si chiedono 30 milioni di Euro, che non coprono solo il costo di gestione. A cosa servono le eccedenze? C’è un comma che prevede che le eccedenze debbano confluire nelle ‘casse’ del Comune che, però, non ha fatto previsioni di Bilancio. Dunque il pagamento del pass è a tutti gli effetti una nuova imposta comunale. Vengono a determinarsi nuove entrate con una tassazione indiscriminata e ingiustificata da voci di spesa che non vengono specificate”.
Vincenzo Fumetta, segretario di Rifondazione comunista a Palermo:
“L’atto approvato dal Consiglio comunale – dice – ha una portata storica per questa città sotto più aspetti – dichiara Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo – infatti entrerà in funzione il tram, che rappresenta la più grande opera pubblica realizzata in Sicilia negli ultimi decenni, ed ancora è stata messa in sicurezza l’AMAT e il futuro dei lavoratori e si è affermata la scelta politica che le aziende partecipate possono essere gestite dal pubblico, sconfiggendo così le idee liberiste del PD, secondo cui tutto si deve privatizzare, salvo poi magari salvare qualche banca con i soldi pubblici”.
“L’impianto politico del provvedimento – continua Fumetta – ha retto alla prova del Consiglio, l’AMAT gestirà tutta la mobilità integrata della città (tram, segnaletica stradale, bus, car sharing, bike sharing), e soprattutto che verranno garantiti i livelli occupazionali così come c’era scritto nel nostro programma elettorale. La polemica del PD su questa nuova tassa ha il sapore del qualunquismo se fatta dal partito che con il suo governo regionale deve oltre 60 milioni di euro all’AMAT e quindi a tutti i palermitani costringendo quindi l’Amministrazione comunale a reperire nuovi fondi per non far fallire l’azienda e pensare al rilancio del servizio degli autobus. E purtroppo anche l’atteggiamento ostruzionistico che il Partito Democratico ha tenuto in consiglio comunale ha dimostrato che non erano disposti a trovare nessuna mediazione e che non hanno lavorato per il bene dell’Amat e della città”.
http://www.inuovivespri.it/2015/12/25/palermo-il-papocchio-tram-ztl-il-giorno-dopo-chi-e-a-favore-e-chi-e-contro/



Palermo: ecco i nomi dei consiglieri comunali che hanno votato “Sì” alla nuova tassa di circolazione per le automobili  Tram di Palermo: perché questa fretta? Sullo sfondo, un’inchiesta giudiziaria. E la revoca dei fondi europei


AMAT, ARTICOLO 139, Bellolampo, CATANIA GIUSTO, CITTA' METROPOLITANE, IRAP, MANGANO, Marino, METROPOLITANA, PALERMO, PD, RACCOLTA DIFFERENZIATA, SALA DELLE LAPIDI, TARI, TASI, TRAM, ZTL,


mercoledì 23 dicembre 2015

La bella Alice Anselmo è la prima politica ‘ascara’ nella storia della Sicilia




La bella Alice Anselmo è la prima politica ‘ascara’ nella storia della Sicilia

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Il premio ‘Ascarino d’oro’ per la Sicilia, com’è noto, viene assegnato ogni anno, il 31 Dicembre, al politico che ha svenduto meglio la Sicilia al governo romano. Quest’anno la giuria, per la prima volta nella storia, ha assegnato un ‘Premio speciale’ alla capogruppo del PD all’Ars per aver superato in “sfacciataggine” persino i deputati di Sala d’Ercole del Nuovo Centrodestra Democratico di Alfano. Il segreto di Alice? Un comunicato in cui ‘elogia’ il killer dell’Autonomia, ovvero l’assessore Alessandro Baccei

Per la prima volta nella storia dell’ ‘ascarologia’ (la disciplina legata al meridionalismo che studia le radici ‘filosofiche’ di chi, facendo politica nel Sud Italia, svende la propria terra al governo centrale) la giuria ha deciso di assegnare il premio speciale ‘Ascarina siciliana dell’anno’. Fino ad oggi gli ascari sono sempre stati uomini. E come i nostri lettori sanno, ‘L’ascarino d’oro’ al politico più ‘venduto’ viene assegnato ogni 31 dicembre dell’anno. Ma quest’anno la giuria ha voluto fare un’eccezione premiando la prima donna in politica ‘ascara’ nella storia dell’ ‘Ascarologia’ siciliana. Si tratta di Alice Anselmo, da qualche settimana capogruppo del PD all’Assemblea regionale siciliana.
La giuria si è riunita oggi pomeriggio di corsa per assegnare il premio alla bella Alice dopo aver letto il seguente comunicato diramato dalla capogruppo del Partito Democratico a Sala d’Ercole:
“L’assessore Baccei – afferma con convinzione Alice Anselmo – sta ampiamente dimostrando di essere all’altezza del compito di riportare ordine nei conti della Regione, impresa complessa, in passato neppure iniziata da altri. Non sarà uno scivolone d’Aula, imputabile ad assenze e distrazioni non sue, a far porre in discussione la sua permanenza nel ruolo”. 
La parola finale “ruolo” lasciata sospesa tra il nulla e il divenire onirico, senza la volgare specificazione, non deve trarre in inganno: la bella Alice si riferisce di certo al ruolo di assessore regionale all’Economia: quell’economia siciliana che il governo di Rosario Crocetta e il PD siciliano, con la ‘regia’ di Baccei, stanno provando con ‘successo’ a distruggere.
“La cosa che ci ha colpito – scrivono i giurati che hanno ‘premiato’ la bella Alice – è avere definito l’assessore Baccei come l’uomo che sta riportando ‘ordine nei conti della Regione’. Si tratta di una lettura ‘intelligente’ – molto ‘intelligente’ – dell’azione di killeraggio dell’Autonomia siciliana che l’assessore Baccei sta svolgendo in Sicilia.
Baccei, in sintesi, ha ottenuto i seguenti, ‘eccezionali’ risultati:
a) ha consentito al governo Renzi di rubare circa 10 miliardi di Euro al Bilancio della Regione
b) ha provato a cancellare, sempre dal Bilancio regionale, 10 miliardi di crediti della Regione (operazione che, ‘purtroppo’ ha dovuto rivedere in qualche parte, perché questa seconda ruberia diventava in parte ‘rischiosa’: ma in parte è riuscita)
c) non ha chiesto al governo nazionale i 4 miliardi e mezzo di Euro circa che lo Stato deve alla Regione nel dare-avere sulla sanità: sono i 600 milioni di Euro all’anno che la Regione dovrebbe incassare secondo quanto prevede la legge Finanziaria nazionale del 2006: soldi che Roma si tiene dal 2010
d) nella manovra 2016 – che ancora non si è materializzata – Baccei si è ‘impegnato’ non soltanto, come già ricordato, a non richiedere al governo Renzi i 4 miliardi e mezzo di arretrati sulla sanità, ma a regalare al governo Renzi, anche per il prossimo anno, i 600 milioni di Euro della stessa sanità
e) Baccei si è impegnato a gabbare i siciliani con una doppia fregatura: ha detto che, in cambio di un miliardo e 400 milioni di Euro che il governo Renzi ‘erogherà’ alla Sicilia nell’anno enne (come si usa dire in matematica finanziaria), verranno ‘cassati’, senza legge costituzionale (e quindi violando Costituzione e Statuto autonomistico siciliano), gli articoli 36 e 37 dello stesso Statuto; la doppia fregatura sta nel fatto che questo miliardo e 400 milioni di Euro non c’è: ufficialmente, mancano 500 milioni di Euro; in pratica, non ci sono nemmeno i 900 milioni di Euro e, proprio in queste ore, Baccei e i suoi collaboratori stanno cercando la formula per nascondere anche l’assenza di questi 900 milioni di Euro, con l’obiettivo di eliminare gli articoli 36 e 37 dello Statuto senza dare nulla alla Regione”.
“Per affermare che Baccei sta riportando ‘ordine nei conti della Regione’ bisogna avere la faccia come… – dicono sempre i giurati -: e l’onorevole Alice Anselmo, sotto questo profilo, ha superato in curva persino i deputati di Sala d’Ercole del Nuovo Centrodestra Democratico di Alfano, che dicono di non essere al governo e si sono scannati per spartirsi i posti nell’ufficio di gabinetto dell’assessorato ai Beni culturali e le poltrone di sottogoverno”.
“Alice Anselmo – concludono i giurati – ha dimostrato di essere più sfacciata degli alfaniani siciliani”. 
I giurati, in via del tutto eccezionale, hanno deciso di inviare una lettera di ‘encomio’ all’ex parlamentare nazionale del PSI, Salvo Andò: a lui, cioè a Salvo Andò, infatti, si deve la fulgida presenta della bella e, soprattutto, ‘intelligente’ Alice Anselmo nell’agone politico siciliano.
“E’ stato Salvo Andò – ricordano i giurati – a volere la candidatura e l’elezione all’Ars della bella Alice. E noi non possiamo certo dimenticare che ha regalato alla politica siciliana una donna così geniale…”.
Ovviamente, il premio speciale alle bella Alice non intacca il premio ‘Ascarino d’oro’ che verrà assegnato il prossimo 31 Dicembre.
P.S.
Un fatto comunque è certo: la bella Alice Anselmo, dopo aver cambiato sei casacche politiche, saltando da una formazione politica all’altra come una quaglia che sfugge alle doppiette, ha finalmente trovato il partito che fa per lei: il PD siciliano degli ‘ascari’ di Raciti, Cracolici, Crocetta. Sì, il posto di capogruppo all’Ars del PD la bella Alice se l’è meritato, altro che!
Ah, dimenticavamo: noi l’abbiamo sempre saputo che Salvo Andò è un genio…
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